Matera. A Palazzo Lanfranchi “Impronte d’argilla: segni e forme dal passato al presente”: visita alla mostra “Le dee del grano” e laboratorio di modellazione dell’argilla a cura di Anna Cirasola
Venerdì 13 febbraio 2026, a Palazzo Lanfranchi, sede dei musei nazionali di Matera, “Impronte d’argilla: segni e forme dal passato al presente”: un’occasione unica per connettersi con la materia e riscoprire quel gesto ancestrale che unisce l’archeologia all’artigianato contemporaneo. Si inizia con “Dall’archeologia al tornio: viaggio nell’argilla”: al secondo piano di Palazzo Lanfranchi, le vetrine della mostra “Le dee del grano” custodiscono segreti millenari. Passeggiando tra i corridoi, si possono ammirare vasi dalle forme eleganti, decorazioni minuziose, oggetti rituali e offerte votive: piccoli capolavori plasmati nell’argilla da mani di secoli fa, testimoni di una devozione antica e profonda. Quindi si passa “Dalla teoria alla pratica”: dopo aver nutrito gli occhi con la bellezza del passato, ci si può sporcare le mani nel presente con il laboratorio di modellazione dell’argilla a cura di Anna Cirasola. L’attività è inclusa nel costo del biglietto di ingresso al museo. Prenotazione consigliata.
Potenza. Al museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu”, la conferenza “Protezione dell’Amore e cura della famiglia nel culto della Marica” con Rita Cioffi, prima del ciclo “Grano e mito”, nell’ambito della mostra “Le dee del grano. Terra, radici, memoria e rinascita”
Venerdì 13 febbraio 2026, alle 18, nella Sala del Cortile di Palazzo Loffredo a Potenza, sede del museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu”, la conferenza “Protezione dell’Amore e cura della famiglia nel culto della Marica” con Rita Cioffi, PhD dell’università della Basilicata, primo appuntamento del ciclo di conferenze “Grano e mito”, nell’ambito della mostra “Le dee del grano. Terra, radici, memoria e rinascita”. Grazie all’archeologia e alla letteratura teatrale si affrontano i temi del mito, dei culti e dei rituali dedicati alle dee del grano, Demetra e Persefone, ma anche a divinità femminili venerate nell’antica Lucania. L’intervento di Rita Cioffi ha come oggetto il santuario della dea Marica a Minturno, con particolare attenzione alle molteplici valenze cultuali della dea. Divinità indigena e con uno spiccato carattere identitario, Marica, “dea della palude”, racchiude in sé aspetti ampi e complessi che includono la protezione per gli infanti, per le nubende e le partorienti, per i giovani in procinto di assumere la veste guerriera ed entrare in società, divenendo personalità cultuale capace di creare integrazione, incontro e scambi tra genti diverse. Segue la visita guidata alla mostra “Le dee del grano. Terra, radici, memoria e rinascita”.
Policoro (Mt). al museo Archeologico della Siritide di Policoro (Mt), la visita guidata “Dalla terra alla luce: un viaggio nel restauro archeologico” con la restauratrice Valeria Gugliermina
Nell’ambito dell’iniziativa “Le Dee del Grano”, per il programma “Tesori lucani: alla scoperta dei musei nazionali della Basilicata”, venerdì 13 febbraio 2026, alle 20.30, al museo Archeologico della Siritide di Policoro (Mt), la visita guidata “Dalla terra alla luce: un viaggio nel restauro archeologico”: appuntamento speciale dedicato alla rinascita del patrimonio lucano. Accompagnati da Valeria Gugliermina, restauratrice del museo, i partecipanti scopriranno il delicato percorso di restauro e di rinascita di una statuina votiva, un’occasione unica per vedere da vicino come la cura e la competenza tecnica riportino alla luce frammenti della nostra storia. Il biglietto del museo comprende il percorso tematico.
Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale l’evento speciale “Aeternum”, una riflessione sul tempo, sulla memoria e sul legame profondo che unisce le persone ai luoghi della storia
Ci sono luoghi che non appartengono a un solo tempo. Luoghi che continuano a parlare, a trasformarsi, a generare domande e meraviglia. Il 13 Febbraio 2026, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Paestum, i parchi archeologici di Paestum e Velia invitano il pubblico a partecipare a “Aeternum” un evento speciale, pensato come un momento di incontro, racconto e condivisione. Un appuntamento che non nasce per svelare subito, ma per aprire uno spazio di ascolto e di attesa, in cui la storia viene osservata non come qualcosa di concluso, ma come una presenza viva, capace di dialogare con il presente. Durante l’evento verrà presentata una nuova visione legata al modo di vivere e attraversare il patrimonio archeologico: una riflessione sul tempo, sulla memoria e sul legame profondo che unisce le persone ai luoghi della storia. Un filo conduttore accompagnerà l’incontro e ne anticipa il senso più profondo: la storia è Aeternum. Un’espressione che racchiude il valore di ciò che dura, di ciò che ritorna, di ciò che non si esaurisce in una sola visita, ma continua a esistere attraverso lo sguardo e l’esperienza di chi sceglie di esserci. L’evento è aperto a visitatori, appassionati e a tutti coloro che sentono che la storia non è solo racconto del passato, ma scelta del presente.
In questi luoghi il tempo non si arresta: continua a parlare, a intrecciarsi con le storie di chi le attraversa. Nei parchi di Paestum e Velia, l’eternità non è solo quella dei templi o delle statue, ma vive nella connessione profonda tra le comunità del passato e quelle di oggi. Conoscere la storia degli antichi abitanti significa riconoscere gesti, scelte e valori che ancora ci appartengono, e che guidano il nostro presente. E se l’eterno non avesse una durata illimitata nel tempo, ma fosse ciò che non conosce né passato né futuro ma solamente il puro presente? Nel suo poema Parmenide lo chiama τὸ ἐόν, che letteralmente significa “ciò che è”. Esso non ha nascita né morte ma, dice il sapiente di Elea, “è ora”, identico a sé stesso. L’eterno come ciò che dura in ogni tempo; l’eterno come “ciò che è”. Due sensi diversi dell’eternità, che però parlano entrambi della storia di Paestum e di Elea-Velia, del loro patrimonio, delle loro comunità e del pensiero che vi ebbe luogo. Il senso dell’eternità continua a interrogarci sfidando le nostre intuizioni. Lo farà ancora una volta il 13 febbraio 2026.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Maria Emanuela Alberti del dipartimento SAGAS dell’università di Firenze su “I tessuti e il mondo egeo: economia tessile e abbigliamento nell’Età del Bronzo”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 12 febbraio 2026, alle 17, la conferenza “I tessuti e il mondo egeo: economia tessile e abbigliamento nell’Età del Bronzo” con Maria Emanuela Alberti del dipartimento SAGAS dell’università di Firenze. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. Sulla base degli studi più recenti, la conferenza illustra l’importanza dei tessuti nell’area egea dell’Età del Bronzo (soprattutto tra 1900 e 1200 a.C.). La produzione tessile è stata infatti un elemento economico fondamentale per le società palaziali dell’epoca. Unendo documentazione iconografica, materiale e testuale si possono illustrare non solo i cambiamenti tecnologici e di organizzazione produttiva occorsi nel tempo, ma anche i codici di abbigliamento e le loro trasformazioni tra ambito minoico e quello miceneo. Un breve resoconto di alcune attività sperimentali permetterà di apprezzare meglio le difficoltà e la bellezza insite in questo tipo di produzione.
Potenza. Al museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu”, la conferenza “È davvero tutta farina del tuo sacco?” con Giuliana Bianco e Angela Di Capua (università della Basilicata), primo intervento del ciclo “Grano e Cibo”, nell’ambito della mostra “Le dee del grano. Terra, radici, memoria e rinascita”
Mercoledì 11 febbraio 2026 a Potenza, alle 10, nella sala del Cortile di Palazzo Loffredo, sede del museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu”, la conferenza “È davvero tutta farina del tuo sacco?” con Giuliana Bianco e Angela Di Capua, professoresse di Chimica analitica dell’università della Basilicata, primo intervento del ciclo di conferenze “Grano e Cibo”, nell’ambito della mostra “Le dee del grano. Terra, radici, memoria e rinascita”. Sarà presente anche personale del POLiS (Centro di Ateneo per i Percorsi di Orientamento, Lifelong learning e supporto agli Studenti) per eventuali informazioni sull’offerta didattica dell’ateneo lucano. In programma discussione della tematica affrontata con domande dei partecipanti, la visita guidata alla mostra “Le dee del grano. Terra, radici, memoria e rinascita” e delle sale museali (durata prevista di due ore e mezza, circa). La conferenza è rivolta agli istituti superiori di secondo grado e hanno come scopo l’orientamento in uscita dei ragazzi, l’ampliamento delle conoscenze su tematiche trasversali che traggono spunto dalla coltivazione del grano e, nel caso di progetti FSL concordati con l’Istituto alberghiero e agrario di Potenza, lo sviluppo di competenze specifiche. Il seminario illustrerà un approccio metodologico basato sull’uso di tecnologie analitiche avanzate, come la spettrometria di massa, per valorizzare la produzione locale sia dal punto di vista economico che etico. L’utilizzo di questa tecnica analitica ci permette di ottenere “impronta chimica” delle materie prime e consente quindi di tutelare la qualità, l’origine e la sicurezza dei prodotti agroalimentari, offrendo un valore aggiunto per i produttori e un maggior grado di fiducia per i consumatori.
Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale “Ricordi Sergio? Un tributo all’artista a otto anni dalla sua scomparsa”: momento di ricordo, riflessione e condivisione, per celebrare l’eredità artistica e umana di Sergio Vecchio
“Ricordi Sergio? Un tributo all’artista a otto anni dalla sua scomparsa”: mercoledì 11 febbraio 2026, alle 16, nello spazio pubblico del museo Archeologico nazionale di Paestum incontro dedicato alla figura di Sergio Vecchio, a otto anni dalla sua scomparsa. L’iniziativa intende rendere omaggio all’artista e al suo percorso umano e creativo, sottolineando il legame profondo che unisce Sergio Vecchio a Paestum. Un rapporto che si è concretizzato, lo scorso anno, nella donazione al Museo di una tela da parte della famiglia dell’artista che celebra il forte legame di Vecchio con il paesaggio pestano. L’opera, dal titolo “L’attesa”, oggi parte integrante del patrimonio del museo Archeologico nazionale di Paestum, rappresenta un segno tangibile della volontà di mantenere viva la sua memoria attraverso l’arte, affidandola a un luogo simbolo della storia e dell’identità culturale del territorio.
L’incontro, aperto a tutti, sarà un momento di ricordo, riflessione e condivisione, per celebrare l’eredità artistica e umana di Sergio Vecchio e il valore della donazione come gesto di dialogo tra memoria privata e patrimonio collettivo. Oltre alla moglie dell’artista, Bruna Alfieri e ai figli Viviana e Marco, saranno presenti alla commemorazione: il direttore dei Parchi Tiziana D’Angelo, l’antropologo Paolo Apolito, lo storico e critico d’arte Massimo Bignardi e il giornalista e scrittore Paolo Romano, tutte personalità che hanno condiviso con l’artista un rapporto di vicinanza umana e intellettuale, testimoni del suo percorso artistico e della sua eredità culturale. A seguire, visita all’opera di Sergio Vecchio esposta stabilmente nel Museo e alla nuova sezione “Paestum: dalla città romana ad oggi”, recentemente rinnovata e aperta al pubblico.
Crotone. Al museo Archeologico nazionale chiuso quattro mesi per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive
Il museo Archeologico nazionale di Crotone sarà chiuso dal 9 febbraio al 2 giugno 2026 per lavori di rimozione delle barriere fisiche e cognitive. Un intervento strategico della Missione 1 del PNRR – Cultura 4.0, pensato per rendere la visita più accessibile, fluida e inclusiva: un museo davvero “per la prossima generazione”. In cantiere percorsi più leggibili e accessibili, l’eliminazione delle barriere fisiche e cognitive, nuovi strumenti di comunicazione per una fruizione più chiara e partecipata. Spiegano alla direzione: “Lavoriamo oggi per offrirvi domani un museo più accogliente, aperto e comprensibile”
Padova. Per la Giornata mondiale della Lingua Greca, al Liviano “Nel nome di Elena: da Omero a Ritsos. Parole e melodie fra antico e moderno”: letture e musica greca dal vivo con Neochori e Thenis Mavros
In occasione della Giornata mondiale della Lingua Greca, studenti e studentesse dell’università di Padova, in collaborazione con la sezione di Grecistica del dipartimento dei Beni culturali, invitano tutti a un evento di poesia, musica e convivialità per celebrare la lingua, la letteratura e la musica greche nelle sue mille declinazioni, dall’antico al contemporaneo. Appuntamento sabato 7 febbraio 2026, dalle 18, in Sala dei Giganti di Palazzo Liviano in piazza Capitaniato 7 a Padova, con “Nel nome di Elena, da Omero a Ritsos. Parole e melodie fra antico e moderno”: letture e musica greca dal vivo con Neochori e Thenis Mavros. Insieme per celebrare un patrimonio coinvolgente e uno strumento sempre attuale per comprendere e dare forma alla nostra identità e cultura mediterranea ed europea. La serata sarà dedicata alla bellezza dirompente e rivoluzionaria di Elena e animata dalle letture, a cura degli studenti e delle studentesse, di passi a lei dedicati nella letteratura in greco, da Omero a Ritsos. Le letture si alterneranno dalla musica greca moderna suonata dal vivo da Thenis Mavros e dal gruppo Neochori. Letture a cura di Riccardo Bertelli, Giulia Bolzonello, Giulia Criscuolo, Giorgia Odigitria Cuccia, Sofia D’Urso, Matteo Pio Monteleone, Lorenzo Rocca, Benedetta Scapin, Francesco Secci, Maria Speziani, Matilde Taroni. Con la partecipazione di Monica Baggio, Stefano Caneva, Alessandra Coppola, Sara Minuto, Francesco Scalora.










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