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Epifania a Le Castella (Kr): percorso di visita alla scoperta di uno dei luoghi simbolo della costa ionica calabrese

Alla scoperta di Le Castella (Kr). Il 6 gennaio 2026, alle 11, alla fortezza di Le Castella percorso di visita alla scoperta di uno dei luoghi simbolo della costa ionica calabrese. Un percorso accompagnato tra storia e paesaggio, per conoscere da vicino il passato del sito e il suo ruolo strategico nel corso dei secoli, immersi in uno scenario di grande fascino.

Taranto. Befana al museo Archeologico nazionale con la “Tombolata dei miti e delle leggende”

Il 6 gennaio 2026, alle 18, il museo Archeologico nazionale di Taranto invita i bambini dai 6 ai 12 anni a vivere un viaggio tra miti e leggende… giocando con la “Tombolata dei miti e delle leggende”. Tra statue, vasi antichi e reperti misteriosi, i piccoli visitatori saranno i protagonisti della Tombola Mitologica, un gioco speciale che li porterà alla scoperta di divinità, eroi e creature straordinarie custodite nelle vetrine del museo. Un’attività di circa un’ora e mezza ricca di divertimento, curiosità e piccoli premi “mitici”, con un ricordo finale per tutti i partecipanti. La partecipazione è gratuita per i bambini; per gli accompagnatori il costo è di 10 euro, salvo riduzioni o gratuità previste. La prenotazione è obbligatoria chiamando il numero 099 4532112 fino a esaurimento posti, indicando nome, cognome, email, telefono e numero dei partecipanti.

Un libro al giorno. “Archeologia, arte e paesaggio tra Asia occidentale e Mediterraneo orientale (ca. 4500-323 a.C.)” di Marco Ramazzotti che presenta e discute alcuni tra i maggiori contesti archeologici, artistici e insediamentali dell’Eurasia centro-occidentale

Copertina del libro “Archeologia, arte e paesaggio tra Asia occidentale e Mediterraneo orientale (ca. 4500-323 a.C.)” di Marco Ramazzotti

È uscito per i tipi di Mondadori Università il libro “Archeologia arte e paesaggio tra Asia occidentale e Mediterraneo orientale (ca. 4500-323 a.C.)” di Marco Ramazzotti. Questo libro presenta e discute alcuni tra i maggiori contesti archeologici, artistici e insediamentali dell’Eurasia centro-occidentale secondo un approccio geostorico, interdisciplinare e comparativo. I documenti di cultura materiale, figurativa, epigrafica e i dati insediamentali, territoriali e paesaggistici di Mesopotamia, Siria-Palestina, Anatolia, Penisola Arabica e Africa nord-orientale delineano diversi processi complementari e talora sincronici di interazione culturale, economica e simbolica avvenuti tra la metà del V millennio a.C. e la morte di Alessandro Magno in Babilonia nel 323 a.C. È nel corso di questo lungo arco temporale che tra l’Oceano Indiano e il Mediterraneo si formeranno le prime città della storia, gli stati arcaici e gli imperi universali, ed è un’introduzione alla loro complessità e varietà che quest’opera manualistica vuole essere.

Marco Ramazzotti (Sapienza università di Roma)

Marco Ramazzotti insegna alla Sapienza Università di Roma Archeologia e Storia dell’Arte dell’Asia Occidentale e del Mediterraneo Orientale Antichi al dipartimento di Scienze dell’Antichità. Dirige il Laboratorio di Archeologia Analitica e Sistemi Artificiali Adattivi, l’Atlante del Vicino Oriente antico, la Missione Archeologica della Sapienza nella Penisola Arabica e nel Golfo, e presiede il Corso di Studi in Scienze del Turismo Sostenibile presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.

Un libro al giorno. “Il battaglione sacro” di James S. Romm che ricostruisce gli ultimi decenni di libertà dell’antica Grecia fino alla distruzione di Tebe da parte di Alessandro Magno

Copertina del libro “Il battaglione sacro” di James S. Romm

È uscito per i tipi di Keller editore il libro “Il battaglione sacro” di James S. Romm, tradotto da Gabriella Tonoli. L’autore ci accompagna avventurosamente negli ultimi decenni di libertà dell’antica Grecia fino alla distruzione di Tebe da parte di Alessandro Magno; e allo stesso tempo ci fa scoprire la saga del più grande corpo militare dell’epoca, il Battaglione sacro: un reparto d’élite di 300 uomini reclutati tra coppie di amanti che rimase imbattuto per quarant’anni. Romm mette in luce un momento caotico della storia antica, decenni segnati da battaglie, dispute ideologiche e scontri tra imperi, regni e città, dall’ascesa di uomini forti senza scrupoli e da donne coraggiose. In gioco c’erano la libertà, la democrazia e il destino di Tebe, all’epoca la principale potenza del mondo greco. Se ne Il fantasma sul trono Romm ci aveva raccontato il destino dell’Impero macedone dopo la morte di Alessandro Magno, ora ci porta a poco prima dell’avventura del famoso condottiero, quando la Grecia combatte per l’ultima volta per la propria libertà. E in un testo avvincente ed erudito insieme, ci ritroviamo immersi in un grande affresco storico difficile da dimenticare.

Ferrara. Nella #domenicalmuseo la Befana si ferma prima al museo Archeologico nazionale con il Gruppo Archeologico Ferrarese

La Befana si ferma prima al museo Archeologico nazionale di Ferrara grazie all’iniziativa curata dai volontari del Gruppo Archeologico Ferrarese. Domenica 4 gennaio 2026, alle 15, la Befana accompagnerà i piccoli visitatori e le loro famiglie lungo il percorso museale durante il quale accennerà alla scoperta dei doni che gli Dei fecero agli uomini, alla nascita di questa tradizione e ad alcuni riti propiziatori nel mondo antico. Il pomeriggio sarà ulteriormente animato da una simpatica baruffa tra una donna etrusca e la Befana e terminerà con la distribuzione dei doni a tutti i bambini presenti. L’iniziativa è gratuita e, coincidendo con la prima domenica del mese, anche l’ingresso al Museo è gratuito per tutti. A causa di un problema tecnico il Museo è temporaneamente senza riscaldamento. Sarà dedicata una sala riscaldata per l’evento per un massimo di 20 bambini. Prenotazione obbligatoria 0532 66299.

Marsala (Tp). Archeotrekking urbano e visita al museo Archeologico regionale: due percorsi complementari, pensati per chi ama camminare, esplorare e lasciarsi guidare dal racconto dell’archeologia

Domenica 4 gennaio 2026: due esperienze imperdibili per scoprire Marsala tra storia, mito e paesaggio: archeotrekking urbano e visita al museo, due percorsi complementari, pensati per chi ama camminare, esplorare e lasciarsi guidare dal racconto dell’archeologia.

Archeotrekking urbano a Lilibeo – Marsala: viaggio a piedi tra mito, storia e archeologia, alla scoperta dell’antica Lilibeo e dei suoi luoghi simbolo. Un percorso urbano che intreccia paesaggio, memoria e ricerca, accompagnati da un archeologo. Partenza alle 10. Punto di incontro all’ingresso area archeologica di Capo Boeo, in viale Vittorio Veneto (davanti Porta Nuova). Biglietti: 10 euro intero / 6 euro ridotto (under 15). Info & prenotazioni: 351 4849420 | lilibeo. Biglietti online: http://archeofficina.com/…/archeotrekking-urbano-a…/

Viaggio al Museo di Marsala – Visita con l’archeologo tra mito e archeologia. Nel pomeriggio un’esperienza immersiva al museo Archeologico regionale Lilibeo (Baglio Anselmi), affacciato sul mare di Capo Boeo. Un percorso guidato tra reperti unici e racconti che riportano in vita l’antica Lilibeo: il celebre relitto punico, unico al mondo; ceramiche, epigrafi, mosaici e oggetti della vita quotidiana; approfondimenti sulla topografia storica della città antica. Un museo che dialoga con il paesaggio dello Stagnone. Inizio visita alle 16.30 (durata circa 2h30). Biglietti: 10 euro intero / 6 euro ridotto (under 15). Prenotazione obbligatoria: 351 4849420 | lilibeo. Info: http://archeofficina.com/…/viaggio-al-museo-di-marsala…/

#domenicalmuseo: il 4 gennaio ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

Domenica 4 gennaio 2026 si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso con prenotazione consigliata o obbligatoria, dove richiesta. La scorsa #domenicalmuseo, 7 dicembre 2025, ha registrato 247.108 ingressi.

Paestum (Sa). Il 2026 porta al parco archeologico la mostra “La città nel tempio” che prende le mosse dalla scoperta del tempietto arcaico e aggiorna la ricerca sull’architettura dorica e sul rapporto tra la città antica e il paesaggio, la religione e l’urbanistica. Prime anticipazioni

I parchi archeologici di Paestum e Velia annunciano la realizzazione della mostra “La città nel tempio”, nel corso del 2026, anche grazie al cofinanziamento della Regione Campania. L’esposizione è ispirata alla recente scoperta di un santuario magno-greco ai margini occidentali dell’antica Poseidonia-Paestum e si propone come uno dei progetti scientifici ed espositivi più rilevanti degli ultimi anni puntando a condividere con il grande pubblico gli aggiornamenti della ricerca sull’architettura dorica e sul rapporto tra la città antica e il paesaggio, la religione e l’urbanistica. La mostra si articolerà tra il museo Archeologico nazionale di Paestum e l’area dove sorge il tempietto dorico, configurandosi come un percorso diffuso capace di mettere in dialogo reperti, contesto archeologico, ricostruzioni, nuove tecnologie. L’allestimento presenterà una selezione di materiali, riportati alla luce durante lo scavo (ancora in corso) – principalmente elementi architettonici in pietra locale (travertino e arenaria) ed ex voto in terracotta- accostati ad altri reperti provenienti da altri musei della Magna Grecia e della Sicilia, per offrire un confronto più ampio sul tema dei santuari e delle fondazioni coloniali. Il percorso sarà inoltre arricchito da una sezione fotografica d’autore, ideata per integrare la narrazione archeologica con lo sguardo dell’arte contemporanea. A guidare il progetto espositivo è un Comitato Scientifico composto da studiosi di rilievo internazionale, a testimonianza del valore e dell’ambizione dell’iniziativa. Ne fanno parte Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Mehrdad Hejazi, dell’University of Isfahan; Clemente Marconi, professore all’università di Milano; Dieter Mertens, già direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma; Massimo Osanna, direttore generale Musei; Valeria Parisi, dell’università della Campania Luigi Vanvitelli; Carlo Rescigno, professore all’università della Campania Luigi Vanvitelli.

Tiziana D’Angelo, direttrice dei parchi archeologici di Paestum e Velia, sullo scavo del tempietto dorico nel santuario presso le mura di Poseidonia (foto pa-paeve)

Il percorso espositivo. La mostra sarà articolata in diverse sezioni. Una prima parte, dedicata alla scoperta e allo scavo, racconterà il percorso di ricerca dal presente alle origini del santuario, attraverso fotografie, rilievi, piante, disegni, filmati e approfondimenti geomorfologici e topografici. Una seconda sezione, “Il santuario e la città”, sarà dedicata alla ricostruzione del tempio nelle sue diverse fasi edilizie, all’evoluzione dello stile dorico a Paestum e alla rilettura dell’assetto urbanistico e del paesaggio antico. Seguirà una sezione dedicata al rito, al culto e alle divinità, in cui i materiali votivi permetteranno di ricostruire l’evoluzione delle pratiche cultuali dall’età greco-lucana fino all’età romana. Accanto all’esposizione archeologica, il progetto prevede una mostra fotografica affidata a un autore di fama internazionale, chiamato a interpretare lo scavo, il paesaggio e la scoperta attraverso il linguaggio dell’immagine. L’area dello scavo sarà parte integrante del percorso: grazie all’utilizzo di tecnologie immersive saranno proposte ricostruzioni virtuali del tempietto nelle diverse fasi della sua vita e installazioni contemporanee che permettono di restituirne l’alzato e la decorazione. Saranno, inoltre, previste visite guidate curate dal personale dei Parchi, comprese nel biglietto di ingresso e importanti progetti didattici orientati all’accessibilità cognitiva.

Veduta a volo d’uccello dell’area di scavo del tempietto dorico a ridosso delle mura di Poseidonia-Paestum (foto mic)

Una scoperta che riscrive la storia urbana di Paestum. La scoperta di un nuovo edificio templare collocato a ridosso del circuito murario occidentale, nei pressi della torre 12 e a poca distanza dall’antica linea di costa risale al 2019 durante i lavori di restauro e messa in sicurezza delle mura urbane.  È emersa, inoltre, una notevole quantità di materiali architettonici lapidei – blocchi di basamento, rocchi di colonne, metope, triglifi, sime e gocciolatoi, riconducibili a un edificio sacro di ordine dorico. Le successive indagini aerofotografiche e geofisiche hanno permesso di individuare con precisione il perimetro della struttura.

Capitelli, rocchi di colonna, elementi del fregio e del cornicione: sono i frammenti lapidei di un tempio dorico del V sec. a.C. emersi lungo le mura di Paestum nel 2019 (foto parco archeologico Paestum)

Tra il 2022 e il 2024 sono state condotte le prime campagne di scavo sistematiche, che hanno restituito una stratigrafia complessa, estesa dalla prima età imperiale fino alle fasi più antiche della colonia greca, con evidenze che in alcuni punti risalgono addirittura all’epoca preistorica. Nell’estate del 2025 l’area è stata acquisita dai Parchi archeologici di Paestum e Velia e le indagini stanno proseguendo su una superficie di circa 480 mq, con l’obiettivo di comprendere meglio la funzione del santuario, il suo rapporto con le mura urbane e il territorio circostante, nonché di individuare la divinità titolare del culto.

Veduta zenitale del tempietto dorico con l’annesso altare scoperto a ridosso delle mura di Paestum (foto mic)

Il tempio, il paesaggio, il culto. La campagna di scavo 2022-2024 ha riportato alla luce un tempio dorico di modeste dimensioni (11,60 x 7,60 m), orientato est-ovest e databile alle fasi finali dell’epoca arcaica, agli inizi del V secolo a.C. L’edificio presenta una peristasi con 4 colonne sui lati brevi e 6 su quelli lunghi, una cella chiusa sul fondo e un altare collocato in asse a circa 9 metri di distanza. Al di sotto della struttura sono stati individuati frammenti pertinenti a un edificio ancora più antico, databile alla prima metà del VI secolo a.C., oltre a testimonianze di frequentazioni preistoriche, tra cui un recinto di pietre inglobato nella costruzione sacra. Il santuario si inserisce in un’area già compresa nella prima pianificazione urbanistica della colonia e si colloca lungo un limite naturale della città, sulla falesia che segna la placca di travertino su cui sorge Paestum. Come avviene in altri contesti del mondo greco, la presenza di uno spazio sacro al confine contribuisce a definire un’idea di limite permeabile, luogo di passaggio tra città e mare, tra cittadini e stranieri, tra dimensione religiosa, politica ed economica. Un’interpretazione che apre nuove prospettive sul ruolo del santuario come presidio simbolico e territoriale della polis. Dallo scavo proviene un numero eccezionale di reperti: oltre 10.000 oggetti, attualmente conservati nei depositi del museo. Particolarmente abbondanti sono la coroplastica e la ceramica miniaturistica, accanto a ceramiche d’impasto, ceramica corinzia, ceramica a vernice nera, metalli, ambra, osso lavorato ed elementi architettonici che in alcuni casi conservano tracce di decorazione policroma.

Veduta da drone del tempietto greco lungo le mura di Paestum con il team di archeologi che segue le ricerche: al centro la direttrice Tiziana D’Angelo (foto pa-paeve)

Un progetto scientifico ampio. Dal punto di vista strategico, la mostra intende rafforzare il posizionamento dei parchi archeologici di Paestum e Velia come luogo di ricerca, sperimentazione e divulgazione, capace di intercettare un pubblico non solo regionale ma internazionale. Il progetto garantirà piena accessibilità e sarà sviluppato in collaborazione con università, enti di ricerca e partner culturali, per favorire una partecipazione ampia e consapevole alla fruizione del patrimonio.

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, e Massimo Osanna, direttore generale dei Musei, all’inaugurazione della sezione romana del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

Giornata di studi. “La città nel tempio” nasce anche con l’obiettivo di offrire alla comunità scientifica una base aggiornata di dati su cui avviare nuove riflessioni sull’architettura sacra e sull’urbanistica della Magna Grecia. In quest’ottica, il progetto sarà accompagnato da una giornata di studi dal titolo (provvisorio): “Paestum e il dorico: nuove proposte sull’architettura sacra in Magna Grecia”, preliminare all’inaugurazione della mostra e alla pubblicazione del catalogo scientifico.

Taranto. Capodanno al museo Archeologico nazionale con visita guidata all’esposizione “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC”

Capodanno all’insegna dell’arte al museo Archeologico nazionale di Taranto. Giovedì 1° gennaio 2026, alle 11 e alle 12, un’occasione speciale per approfondire la mostra “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC”: un membro dello staff del MArTA accompagnerà gratuitamente i visitatori alla scoperta dei reperti esposti, illustrando il percorso che ne ha permesso il rientro nel patrimonio pubblico, le fasi di studio e le analisi conservative. Un’occasione per conoscere più da vicino le opere e le storie che raccontano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni). Nessuna prenotazione richiesta.

Capodanno tra templi, mosaici e memorie millenarie riscoprendo la magia dei parchi archeologici di Paestum e Velia

Capodanno nella storia: il 1° gennaio 2026 i parchi archeologici di Paestum e Velia aprono le loro porte per una giornata straordinaria all’insegna della cultura e della bellezza, grazie al Piano di Valorizzazione del ministero della Cultura. Un’occasione unica per iniziare l’anno tra templi, mosaici e memorie millenarie, riscoprendo la magia dei nostri Parchi: https://www.vivaticket.com/it/ticket/parco-archeologico-di-paestum-velia-apertura-straordinaria/292532.

A Paestum, apertura del museo e dell’area archeologica dalle 10 alle 18, con due appuntamenti speciali: alle 11 e alle 15 “Architettura senza barriere”, visite guidate al Tempio di Nettuno e alla Basilica, e alle 12 e alle 16 “Oltre il museo”, un viaggio tra le storie custodite nei depositi.

A Velia, il sito sarà accessibile dalle 10 alle 14, offrendo l’opportunità di esplorare un patrimonio unico tra tracce antiche e panorami suggestivi.