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Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto del Trio Dante – I Funamboli della musica, primo appuntamento dell’anno della rassegna “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, promossa dal MArTa con l’orchestra della Magna Grecia e L.A. Chorus

Con il concerto del Trio Dante – I Funamboli della musica domenica 18 gennaio 2026 apre al museo Archeologico nazionale di Taranto la stagione 2026 di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, la rassegna di musica e archeologia organizzata in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia e L.A. Chorus, con la direzione artistica del maestro Maurizio Lomartire. . Musica e archeologia: un binomio risultato vincente e che il museo Archeologico nazionale di Taranto, diretto da Stella Falzone, e l’Orchestra ICO della Magna Grecia, diretta dal maestro Piero Romano, rinnovano anche per il 2026. “È una formula che ha registrato il tutto esaurito in ogni appuntamento accrescendo la migliore conoscenza dell’intera esposizione temporanea e permanente del MArTA”, dicono gli organizzatori, “ma anche avvicinando un pubblico sempre più vasto a due eccellenze territoriali che collaborano da anni per migliorare l’offerta culturale del territorio”. Appuntamento dunque domenica 18 gennaio 2026 con il concerto del Trio Dante – I Funamboli della musica con Luca Marziali, violino; Roberto Molinelli, viola, arrangiamenti; Alessandro Culiani, violoncello. Un caleidoscopico viaggio musicale dall’opera lirica al rock. Tre strumentisti dall’elettrizzante energia che suonano come un’orchestra. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio alle 10.30. L’accesso al concerto sarà dalle 11, con inizio alle 11.15. A seguire, l’aperitivo nel chiostro del Museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili presso Orchestra ICO della Magna Grecia, in via Giovinazzi 28 a Taranto, oppure su VIVATICKET: https://www.vivaticket.com/…/trio-dante-i…/293890.

Ecco il calendario della stagione 2026 con 12 concerti in cartellone. 18 gennaio 2026, TRIO DANTE – I FUNAMBOLI DELLA MUSICA, Luca Marziali: violino; Roberto Molinelli: viola, arrangiamenti; Alessandro Culiani: violoncello. Un caleidoscopico viaggio musicale dall’opera lirica al rock. Tre strumentisti dall’ elettrizzante energia che suonano come un’orchestra. 22 febbraio 2026, HA DA PASSA’ ‘A NUTTATA – CONCERTO PER EDUARDO, Maurizio Pellegrini: voce recitante; Quartetto d’archi del Collegium Musicum. Musiche arrangiate/composte da Paolo Messa. Un percorso nella drammaturgia di Eduardo ad opera di Maurizio Pellegrini. Un omaggio musicale per ritrovarci insieme nel suo camerino o in quel basso da cui da troppo tempo si aspetta che passi “’a nuttata”. 8 marzo 2026, MIGRANTES – UN VIAGGIO TRA SPERANZA E UMANITÀ, Francesco Buzzurro: chitarra; Quartetto Goffriller. Musiche originali di Francesco Buzzurro. Un’esperienza sonora profonda che trascende il confine tra arte e impegno civile. Un potente affresco emotivo dedicato al tema universale e drammatico delle migrazioni contemporanee. 22 marzo 2026, SONO NATO CON LA BOCCA APERTA – CANZONI E STORIE DELLA CUCINA PUGLIESE, Paolo Sassanelli: voce recitante; Martino De Cesare: chitarre; Umberto Sangiovanni: pianoforte. Uno spettacolo teatrale che intreccia parole, musica dal vivo e memoria popolare. Tra ironia, poesia e tradizione pugliese, la scena si fa tavola condivisa, dove le storie nutrono quanto il pane. 12 aprile 2026, VOCI DAL NORD E DAL SUD D’EUROPA, Alessandro Fortunato: maestro del coro; L.A. Chorus: coro. La severa luminosità della musica corale nordica e la passione ritmica dei Balcani si coniugano all’interno di un paesaggio sonoro sorprendente. 26 aprile 2026, HISTORIAS DE TANGO, Ettore Bassi: voce recitante; Gennaro Minichiello: violino; Giovanna D’Amato: violoncello; Manuel Petti: fisarmonica; Gisela Tacon e Nelson Piliu: ballerini di tango. La straordinaria voce di Ettore Bassi, con il supporto di un ensemble strumentale, guida il pubblico in un viaggio emotivo tra baladas, milongas, passioni, disillusioni e tradimenti, restituendo il pathos e l’ironia della cultura sudamericana. 17 maggio 2026, LUCI E OMBRE: ITINERARI POLIFONICI TRA RINASCIMENTO E BAROCCO, Vincenzo Scarafile: maestro del coro; L.A. Chorus: coro. Da Palestrina sino a Monteverdi, la varietà e la ricchezza di due secoli in cui la polifonia ha raggiunto vette di perfezione e ha posto le basi del linguaggio della musica moderna. 31 maggio 2026, LE AVVENTURE DI PINOCCHIO – SENTIERI ALTERNATIVI IN UNA FAVOLA IMMORTALE, Amanda Sandrelli: narratore; Fabio Battistelli: clarinetto; Ensemble dell’Orchestra della Magna Grecia. Musiche originali di Maurizio Lomartire. Amanda Sandrelli ripercorre, con una lettura insolita e avvincente, le avventure del burattino più celebrato della storia della letteratura di ogni tempo. La musica originale di un quartetto fa da piacevole commento. 27 settembre 2026, POLIFONIE DEL FUTURO: VOCI ITALIANE E OLTRE, Luigi Leo: maestro del coro; L.A. Chorus: coro; In collaborazione con ARCoPU e con il Coro Giovanile Pugliese. Un viaggio che restituisce la coralità come strumento di indagine del presente: un’arte capace di parlare all’uomo di oggi, attraverso il suono collettivo delle voci che diventano memoria, speranza e immaginazione di futuro di pace. 18 ottobre 2026, LA MUSICA MIRACOLOSA – STORIA DEL PIANISTA DEL GHETTO DI VARSAVIA, Stefano Valanzuolo: voce recitante; Francesco Nicolosi: pianoforte. Il racconto appassionato della storia vera di un uomo sopravvissuto all’orrore grazie al suo grande amore per il pianoforte e per Chopin. 15 novembre 2026, PAROLE, PAROLINE, PAROLACCE – IL MONDO DEL BELLI, Stefano Messina: voce recitante; Pino Cangialosi: pianoforte. Una rilettura in musica dei sonetti di un poeta quantomai attuale. Tra fustigazione di costumi ed esaltazione della più intima quotidianità, la visione del mondo, inconfondibilmente “romanesca”, di un artista popolare e arguto. 13 dicembre 2026, VOICES OF HOPE: SPRITUAL & GOSPEL TRADITIONS, Danilo Cacciatore: maestro del coro; L.A. Chorus: coro. La produzione intreccia pagine antiche e moderne, mostrando la continuità di un linguaggio spirituale che attraversa i secoli trasformandosi in un canto universale di speranza, libertà e comunione.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX–III sec. a.C.)” di Fabrizio Mollo

Giovedì 15 gennaio 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, nella sala conferenze del MArRC, presentazione del libro “Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX–III sec. a.C.)” di Fabrizio Mollo. All’incontro partecipano il direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria Fabrizio Sudano, l’autore Fabrizio Mollo (università di Messina), Daniela Costanzo (MArRC) e Massimo Cultraro (Ispc-Cnr). Per informazioni: mar-rc.comunicazione@cultura.gov.it. Il libro affronta il complesso sistema di relazioni tra Greci e popolazioni indigene e italiche nella Calabria antica, mettendo al centro gli “Altri”: comunità spesso marginalizzate dalla narrazione storica tradizionale. Attraverso fonti letterarie, origini mitiche e documentazione archeologica, il volume ricostruisce un quadro articolato che va dalla colonizzazione greca alla crisi delle poleis, dalla fine di Sibari all’arrivo di Lucani e Brettii, fino alla guerra annibalica e all’affermazione di Roma.

Sicilia. Ennio Turco è il nuovo soprintendente del Mare

L’architetto Ennio Turco è il nuovo soprintendente del Mare (foto regione siciliana)

Dal 23 dicembre 2025 Ennio Turco è il nuovo soprintendente del Mare. Architetto, già direttore del museo Archeologico regionale di Gela e dirigente dell’Unità Operativa Beni archeologici, bibliografici e archivistici della soprintendenza di Caltanissetta, succede a Ferdinando Maurici che ha guidato la soprintendenza del Mare dal 2022.

Roccelletta (Cz). Al museo Archeologico nazionale di Scolacium “Meraviglie dai depositi. Tra Skylletion e Scolacium: frammenti di vita quotidiana”

Cosa succedeva tra le strade di Skylletion prima e di Scolacium poi? Al di là delle grandi architetture, la vera storia è scritta nei piccoli dettagli. Domenica 11 gennaio 2026 il museo e parco archeologico di Scolacium (Roccelletta, Cz) invita a intraprendere un viaggio speciale: “Meraviglie dai depositi” per “aprire” virtualmente quelle scatole che custodiscono frammenti di vita vera. Non si parlerà solo di date, ma di mani che hanno plasmato l’argilla, di scambi commerciali nel Mediterraneo e di gesti quotidiani che, dopo secoli, ci rendono così simili a chi abitava queste terre. Un’occasione unica per vedere il parco archeologico con occhi nuovi. Non è necessaria la prenotazione. La partecipazione è inclusa nel costo del biglietto d’ingresso.

L’architetto Anna Onesti dal parco archeologico di Pompei a soprintendente Abap per le province di Salerno e Avellino. Il benvenuto del personale

L’architetto Anna Onesti è il nuovo soprintendente per le province di Salerno e Avellino (foto sabap-sa)

Dal parco archeologico di Pompei alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino: l’architetto Anna Onesti è il nuovo soprintendente che subentra a Raffaella Bonaudo. È proprio la soprintendenza di Salerno a dare il benvenuto al nuovo dirigente Anna Onesti: “Con entusiasmo e spirito di squadra, ci apprestiamo ad affrontare insieme questo nuovo percorso fatto di progetti, collaborazione e cura del territorio. Da parte di tutto il personale della Soprintendenza un caloroso augurio di buon lavoro! Rivolgiamo, inoltre, un saluto affettuoso e un sincero ringraziamento alla dott.ssa Raffaella Bonaudo per il prezioso contributo profuso in questi anni alla guida della Soprintendenza: la sua professionalità, la dedizione, il senso di responsabilità e la sua umanità hanno rappresentato per noi tutti un punto di riferimento imprescindibile”.

Anna Onesti, funzionario architetto del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Anna Onesti è stata funzionario Architetto, responsabile Area Tutela del Patrimonio culturale, responsabile Ufficio Tutela dei Beni paesaggistici del parco archeologico di Pompei, dove è stata assunta nel maggio 2018. Dal 2017 è membro dell’ICOMOS – International Council of Monuments and Sites. È stata componente della Commissione eventi del parco archeologico di Pompei, e per il Parco è stata referente e responsabile dell’Accordo di collaborazione stipulato nell’ambito del progetto “Artists in Architecture. Re-Activating Modern European Houses”. È stata consulente tecnico d’ufficio al Tribunale di Salerno.

Un libro al giorno. “Elite Women in Hellenistic History, Historiography, and Reception” a cura di Borja Antela-Bernárdez e Marc Mendoza che offrono una descrizione accurata e diversificata dell’esperienza femminile nel periodo ellenistico

Copertina del libro “Elite Women in Hellenistic History, Historiography, and Reception” a cura di Borja Antela-Bernárdez e Marc Mendoza

È uscito per i tipi di Brepols il libro “Elite Women in Hellenistic History, Historiography, and Reception” (Donne d’élite nella storia, storiografia e ricezione ellenistica) a cura di Borja Antela-Bernárdez e Marc Mendoza. Il mondo ellenistico, con le sue numerose nuove tendenze e tradizioni culturali, si è spesso rivelato un periodo impegnativo per gli studiosi. A seguito dei cambiamenti nelle concezioni e pratiche politiche, religiose, culturali, economiche e sociali, anche i ruoli e le nozioni di genere subirono cambiamenti significativi, portando all’emergere di figure femminili forti. Finora, tuttavia, non è stato pubblicato alcun lavoro di ricerca approfondito sulle donne elleniste d’élite. Questo libro mira a colmare questa lacuna storiografica raccogliendo contributi che coprono una vasta gamma di contesti geografici, cronologici e culturali. Pur essendo principalmente focalizzati sulle donne reali, i capitoli qui inclusi cercano anche di offrire ai lettori una descrizione accurata e diversificata dell’esperienza femminile nel periodo ellenistico. Le contributrici di questo libro, sia studiose rinomate che nuove voci della disciplina, sostengono insieme un approccio fresco che vada oltre le spesso problematiche delle storiografie precedenti e offre una nuova comprensione delle donne dell’élite in quel periodo.

Borja Antela-Bernárdez è docente ordinario di Storia della Grecia antica all’università autonoma di Barcellona (dal 2005). Ha scritto libri e articoli su Alessandro Magno e altri argomenti: il mondo ellenistico, la storiografia, il genere e la ricezione classica nel cinema. Co-direttore della rivista Karanos. Bollettino degli Studi Macedoni Antichi, IP del Progetto “Storia del conflitto nell’Antichità”.

Marc Mendoza ha completato il dottorato con una tesi incentrata sui casi di comportamento irreligioso durante il regno di Alessandro. I suoi principali campi di ricerca finora sono stati Alessandro Magno, i Diadochi e l’Asia centrale ellenistica primitiva, ma ha anche pubblicato articoli sulle deportazioni achemenidi, la ricezione moderna e la storiografia catalana. È il segretario di Karanos: Bollettino di Studi Macedoni Antichi.

Palermo. A Palazzo Montalbo proiezione pubblica, in prima assoluta, del docufilm “Il canto del mare e della terra” della regista Ludovica Fales sulle figure degli archeologi Vincenzo e Sebastiano Tusa

Venerdì 9 gennaio 2026, alle 11, a Palazzo Montalbo di Palermo, nei locali del Centro regionale per la Progettazione e per il Restauro e per le Scienze naturali ed Applicate ai Beni culturali, proiezione pubblica, in prima assoluta, del docufilm “Il canto del mare e della terra” della regista Ludovica Fales sulle figure degli archeologi Vincenzo e Sebastiano Tusa. La proiezione sarà preceduta dai saluti istituzionali delle autorità regionali e dalla presentazione a cura di Francesco C. Colanna, presidente GAL Nebrodi Plus; Ferdinando Maurici, soprintendente del Mare; Franco Blandi, direttore del festival Nebrodi Cinema Doc; Antonio Matasso, università di Palermo; Valeria Li Vigni Tusa, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa; Ludivica Fales, regista.

Un libro al giorno. “Atene in scena. Mito e attualità nella tragedia greca” di Giorgio Ieranò che segue anno dopo anno la messinscena di dieci capolavori di Eschilo, Sofocle ed Euripide, sullo sfondo degli eventi storici dell’Atene del V secolo a.C.

Copertina del libro “Atene in scena. Mito e attualità nella tragedia greca” di Giorgio Ieranò

È uscito per i tipi di Einaudi il libro “Atene in scena. Mito e attualità nella tragedia greca” di Giorgio Ieranò. Qual è il rapporto tra Atene e il suo teatro? E cosa comunica una tragedia greca alla collettività e agli individui? Sulla scena teatrale gli eroi parlano spesso con il linguaggio degli ateniesi contemporanei e si dividono su problemi che rispecchiano l’esperienza quotidiana dei cittadini. È quel meccanismo che già gli antichi definivano “anacronismo”: il cortocircuito tra mito e realtà, passato eroico e attualità politica, leggenda poetica e vita di ogni giorno. L’anacronismo è il nodo chiave dell’espressione tragica. Non può essere ridotto a un banale rispecchiamento della cronaca né inquadrato in una generica relazione con l’ideologia della “polis” democratica. È invece un gioco drammaturgico complesso che crea sulla scena un tempo sospeso e irrisolto; è una lente deformante che trasforma sia il mito sia la realtà in dimensioni inquietanti e inafferrabili. La tragedia del V secolo a.C. parla sempre di Atene. Ma ne parla in un modo paradossale che trascende la dimensione politica: il teatro diventa il luogo di una trasfigurazione del reale che apre squarci sulle dimensioni più oscure ed enigmatiche dell’esistenza. Il raffinato gioco di contrappunti tra mito e attualità richiede di essere decifrato mediante un’analisi ravvicinata dei testi. Questo libro segue anno dopo anno la messinscena di dieci capolavori di Eschilo, Sofocle ed Euripide, sullo sfondo degli eventi storici dell’Atene del V secolo a.C. Per decostruire gli ingranaggi della prodigiosa macchina della tragedia che da millenni affascina spettatori e lettori.

Sibari (Cs). Per “I Giovedì del Direttore”, in presenza e on line, l’incontro “(Noi e) Gli altri: Un dialogo (ancora) aperto. Dopo quasi 3.000 anni”: Filippo Demma dialoga con il prof. Fabrizio Mollo e il gruppo di ricerca dei Parchi

Chi erano gli uomini che abitavano le terre calabre nel momento in cui i coloni greci raggiunsero le rive della Sibaritide? E in che modo l’interazione tra culture diverse ha plasmato il panorama storico della Calabria antica? Se ne parla nell’incontro “(Noi e) Gli altri: Un dialogo (ancora) aperto. Dopo quasi 3.000 anni”, giovedì 8 gennaio 2026, alle 18, al Punto Ristoro (Catasta) del parco archeologico di Sibari (Cs), nuovo appuntamento de “I Giovedì del Direttore” in cui si propone un dialogo corale, aperto a tutti, una sorta di Simposio sibarita, al quale si potrà sedere portando tutta la propria curiosità. Il prof. Fabrizio Mollo dialoga con il gruppo di ricerca dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. Introduce e modera il direttore Filippo Demma. Diretta sul canale YouTube dei Parchi al seguente link: https://youtube.com/live/Oofh6bll320?feature=share. Al centro dell’incontro ci sarà il saggio del professor Fabrizio Mollo “Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX-III sec. a.C.)”. Un testo fondamentale per analizzare la società Enotria ed il suo ruolo nel complesso mosaico del Mediterraneo pre-romano.

Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Sibari e Crotone (foto drm-calabria)

“Il ruolo del simposiarca”, spiegano al Parco, “se l’è preso il direttore Filippo Demma – del resto, lo sappiamo, i Giovedì sono i suoi – e a tavola con lui ci saremo tutti Noi, gli archeologi del gruppo di ricerca dei Parchi, per animare il confronto con l’Autore, e superare le narrazioni lineari che hanno fino a poco fa dominato la ricerca scientifica, approfondire le modalità di scambio tra realtà diverse, leggere e interpretare i segni materiali/immateriali di una convivenza articolata. Ospite graditissimo il pubblico, che potrà partecipare alla discussione aperta, ponendo domande, ma anche proponendo idee e argomenti. Special guests: Damiano Pisarra, soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio di Cosenza; Carmelo Colelli, direttore del parco e museo archeologico nazionale della Siritide di Policoro; Vincenzo Cracolici, direttore del parco e museo archeologico nazionale di Metaponto. Perché in fondo questi “Altri” siamo un po’ anche Noi, noi tutti. Quel che siamo oggi, come Italiani e Calabresi, inizia a prendere forma nel momento in cui quel contatto avviene; perché la nostra identità, come tutte le identità, nasce da numerose ibridazioni, è frutto degli incontri con tutti gli Altri con i quali, nel corso di una storia millenaria, ci siamo trovati a condividere spazio e tempo, con cui ci siamo scontrati e incontrati, che nell’incontro ci hanno cambiati e che incontrando, abbiamo cambiato. Esattamente come avvenne quasi tremila anni fa tra Enotri e Greci (e poi, tra Greci e Romani, e poi tra Romani e “Barbari” e poi…). Parleremo quindi di Enotri, di Greci, di fondazioni e conquiste. Ma, soprattutto parleremo di Noi. Trattandosi di un simposio, non potranno mancare il cibo e il vino, quelli del nostro partner gastronomico, Catasta Pollino”.

Copertina del libro “Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX-III sec. a.C.)” di Fabrizio Mollo

Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX-III sec. a.C.) (Rubettino editore). Il libro esamina il complesso rapporto e le interazioni tra Greci e popolazioni indigene e italiche, gli Altri, nella Calabria antica tra IX e III sec. a.C. attraverso fonti letterarie, origini mitiche e documentazione archeologica. Dalla colonizzazione greca, passando per la crisi delle poleis e la fine di Sibari, sino all’arrivo di Lucani e Brettii, alla guerra annibalica e all’affermazione di Roma il Bruzio dimostrerà la sua centralità culturale, economica e politica nel Mediterraneo. L’identità culturale della Calabria antica sarà ricostruita attraverso l’etnografia e gli aspetti socio-antropologici, le cui conoscenze approfondite potranno contribuire a superare la percezione di debolezza e minorità dei Calabresi, spesso frutto di retaggi culturali e condizionamenti ambientali.

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di gennaio al primo posto troviamo per la prima volta il Pantheon (15mila ingressi), seguito dal Colosseo (13.892 ingressi), e dalle Gallerie degli Uffizi (11.361 ingressi)

Sono stati oltre 213mila gli ingressi domenica 4 gennaio 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di gennaio, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. Nell’ultima prima domenica dell’anno una classifica assoluta nuova: al primo posto per la prima volta il Pantheon (15mila ingressi). Al secondo posto troviamo il Colosseo (13.892 ingressi), e al terzo si confermano le Gallerie degli Uffizi (11.361 ingressi).

Migliaia di visitatori al Colosseo nella prima domenica del mese (foto PArCo)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 15mila ingressi; Colosseo. Anfiteatro Flavio 13.892; area archeologica di Pompei 10.612; Foro Romano e Palatino 8.368; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.750; Terme di Diocleziano 3.331; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.250; Palazzo Massimo 2.019; parco archeologico di Ercolano 1.933; Palazzo Altemps 1.769; museo e area archeologica di Paestum 1.720; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.401; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.398; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.250; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.190; Terme di Caracalla 1.183; museo delle Civiltà 1.177; museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico a Grado 806; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 567; area archeologica di Ostia antica 520.