Reggio Calabria. Aperta la programmazione estiva del museo Archeologico nazionale con le “Notti d’estate al MArRC” sulla terrazza ogni giovedì e sabato fino a settembre col Green Pass. Ad agosto il lancio delle celebrazioni per i 50 anni dalla scoperta dei Bronzi di Riace

Il suggestivo concerto “Magiche armonie” dell’ensemble d’archi del conservatorio “Francesco Cilea”, diretto da Mariella Grande, ha aperto sabato 10 luglio 2021 la programmazione estiva sulla magnifica terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria col tanto atteso calendario delle Notti d’estate del MArRC ogni giovedì e sabato, dalle 20 alle 23. “Siamo soddisfatti per essere riusciti a organizzare una serie di eventi che ci vedrà impegnati fino al mese di settembre”, interviene il direttore del museo, Carmelo Malacrino. “È la migliore risposta ai difficili mesi di chiusura del Museo, che ci hanno costretto a rinunciare a momenti importanti di condivisione, socializzazione e confronto. Il ricco programma nasce dalla proficua sinergia con le altre istituzioni e le associazioni del territorio, tutto incluso nel biglietto d’ingresso di soli 3 euro a partire dalle 20. Senza dimenticare la sicurezza – specifica Malacrino -; per l’accesso alla terrazza, infatti, sarà necessario il possesso del Green Pass, che dovrà essere esibito su richiesta al personale di vigilanza. Stiamo anche costruendo una grande sorpresa per il mese di agosto. Sarà il primo evento per il lancio nel 2022 delle celebrazioni per i 50 anni dalla scoperta dei due capolavori del Museo, con l’istituzione del Premio “Bronzi di Riace” destinato a personalità che si sono distinte nel settore della cultura”. Le aperture serali continuano a maturare i successi delle trascorse stagioni, complice anche la Giornata Europea dei musei dello scorso sabato 3 luglio, durante la quale oltre 200 tra turisti e semplici visitatori hanno gustato la visita dopo il tramonto delle collezioni del MArRC.
“Sardegna isola megalitica: dai menhir ai nuraghi. Storie di pietra nel cuore del Mediterraneo”: Berlino, San Pietroburgo, Salonicco e Napoli sono le tappe (dal 1° luglio 2021 all’11 settembre 2022) di una straordinaria mostra dedicata alle antichissime culture megalitiche della Sardegna, compresa quella nuragica, per la prima volta al centro dell’attenzione internazionale. La presentazione dei promotori e dei direttori dei musei coinvolti
Prendete una cartina dell’Europa, segnate con delle bandierine la posizione di Berlino, San Pietroburgo, Salonicco e Napoli. Poi idealmente collegatele con una linea. Si formerà un arco il cui fuoco finisce su una grande isola nel cuore del Mediterraneo: la Sardegna, cui oggi sempre più viene riconosciuto dagli studiosi internazionali un ruolo di primo piano in età preistorica e protostorica nei contatti e negli incroci di civiltà, sia nell’ambito del Mare Nostrum, sia nei rapporti con il Centro e Nord Europa e con il Levante. Un’isola che ha visto svilupparsi, millenni or sono, culture e civiltà originali, capaci di dar vita a testimonianze ed evidenze monumentali. Berlino, San Pietroburgo, Salonicco e Napoli sono state scelte come tappe di una straordinaria mostra dedicata alle antichissime culture megalitiche della Sardegna, compresa quella nuragica, per la prima volta al centro dell’attenzione internazionale: “Sardegna Isola Megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storie di pietra nel cuore del Mediterraneo” è la mostra-evento promossa dalla Regione Sardegna-assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio con il museo Archeologico nazionale di Cagliari e la Direzione Regionale Musei della Sardegna, con il patrocinio del MAECI e del MIC, la collaborazione della Fondazione di Sardegna e il coordinamento generale di Villaggio Globale International. La mostra ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica. È questa l’ultima tappa di un articolato progetto di Heritage Tourism finanziato dall’Unione Europea, sull’archeologia sarda nel contesto del Mediterraneo, preparata nel 2017 da un ampio convegno internazionale sul tema (vedi “Le civiltà e il Mediterraneo”: in un eccezionale convegno internazionale i grandi musei si confrontano a Cagliari sul Mediterraneo, per secoli crocevia di culture culla delle più significative civiltà antiche. Così la Sardegna riafferma il suo ruolo centrale nella storia del Mediterraneo e la ricchezza della civiltà nuragica | archeologiavocidalpassato) e nel 2019 dall’esposizione a Cagliari “Le Civiltà e il Mediterraneo” (vedi Apre a Cagliari la mostra “Le Civiltà e il Mediterraneo”: 550 reperti tra ceramiche, armi e utensili, oggetti di culto e antichi idoli, monili e, soprattutto, straordinari oggetti in bronzo, a documentare come il bacino del Mediterraneo non sia stato un luogo chiuso ma contaminante e in continua evoluzione | archeologiavocidalpassato), presenti i musei che ora ospiteranno la nuova importante mostra: il museo nazionale per la Preistoria e Protostoria di Berlino (dal 1° luglio 2021 al 30 settembre 2021), il museo statale Ermitage di San Pietroburgo (dal 19 ottobre 2021 al 16 gennaio 2022), il museo Archeologico di Salonicco (dall’11 febbraio 2022 al 15 maggio 2022) e il museo Archeologico nazionale di Napoli (dal 10 giugno 2022 all’11 settembre 2022).


Giovanni Chessa, assessore della Regione Sardegna
“C’è una certezza che da tanti anni abbiamo dentro di noi”, interviene Giovanni Chessa, assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Regione Autonoma della Sardegna. “E ogni qualvolta guardiamo alla nostra regione, alla sua storia, alla sua dimensione culturale, ai suoi musei, ai suoi parchi archeologici questa sensazione si rafforza e diviene realtà. La Sardegna è il cuore della civiltà del Mediterraneo. E non lo è in maniera statica o isolata. Non lo è soltanto per la “propria” dimensione. È punto di riferimento nel grande mare che bagna le coste dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia. Ma è anche luogo di relazioni che contaminano il Centro ed il Nord Europa con il Levante. Questa coscienza non è solo antica, non è storia sepolta degna del pensiero e della ricerca degli studiosi. Questo modo di vedere la Sardegna è nel senso della vita di ciascuno di noi, è nell’aspirazione ad un futuro importante che veda le nostre genti protagoniste di un nuovo sviluppo. È per questo che abbiamo voluto questa mostra”.

Francesca Lissia della Regione Sardegna
E Francesca Lissia, Autorità di Gestione PO FESR Sardegna 2014-2020: “Il Progetto espositivo La Civiltà Nuragica e millenaria della Sardegna, che nei prossimi mesi e fino al mese di settembre del 2022 sarà visitabile in quattro tra le più importanti e suggestive città europee, segna il ritorno dell’isola e del suo immenso patrimonio archeologico, tra i più numerosi al mondo se rapportato alla popolazione e alla sua dimensione geografica, all’interno dei cartelloni culturali internazionali. Lo fa ancora una volta, e lo sottolineo non senza orgoglio, grazie al contributo decisivo delle risorse comunitarie – in particolare del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – che consentiranno alla Regione Autonoma della Sardegna di rafforzare il quadro delle iniziative culturali promosse dall’Italia all’estero in una fase di ripresa, di rilancio e di grande entusiasmo”.


Il soprintendente Bruno Billeci
“Attualità e fragilità del patrimonio nuragico in Sardegna. La meraviglia accompagna ogni descrizione delle testimonianze antiche di Sardegna”, assicura Bruno Billeci, soprintendente per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio per le Province di Sassari e Nuoro, “esse vengono collocate in un passato lontano statico e sostanzialmente sospeso rispetto alle processualità successive. In modo lapidario Tacito ha affermato sui resti del passato: omnia […] quae nunc vetustissima creduntur, nova fuere, ma questa considerazione non sembra trasparire nelle parole di nessuno degli storici antichi o dei viaggiatori che, tra Ottocento e Novecento, hanno descritto i resti archeologici dell’isola e tra i primi lo Spano, importante esponente della cultura sarda nell’epoca della nascita dell’interesse verso la storia antica locale. E questa meraviglia è oggi intatta e presente ogni volta che siamo al cospetto delle architetture e dei manufatti preistorici e nuragici che costituiscono una delle peculiarità del paesaggio culturale sardo denso di stratificazioni e di testimonianze”.

Francesco Muscolino, direttore del museo Archeologico nazionale di Cagliari
Il museo Archeologico nazionale di Cagliari, autonomo dal dicembre 2019, ma attivo come nuovo istituto solo dal novembre 2020, ha “ereditato” e portato avanti alcuni progetti già avviati dalla Direzione Regionale Musei Sardegna, cui il Museo afferiva prima dell’autonomia. Tra questi progetti, emerge per importanza la mostra – promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna – che, nonostante il comprensibile ritardo causato dalla pandemia, trova finalmente coronamento con la pubblicazione del catalogo. “Per il “nuovo” Museo di Cagliari”, sottolinea Francesco Muscolino, direttore del museo Archeologico nazionale di Cagliari e direttore ad interim della Direzione Regionale Musei Sardegna, “sarà un’ottima occasione per avviare e, in alcuni casi, corroborare e continuare i rapporti con altri prestigiosi musei, anche in vista di future iniziative comuni di esposizione e di ricerca. In un anno che si spera possa segnare l’avvio della progressiva uscita dalla crisi pandemica, un’iniziativa culturale come questa, complessa e di alto profilo, in fattiva condivisione di intenti con altre istituzioni, può sicuramente offrire un importante apporto alla auspicabile ripresa, contribuendo a far conoscere sempre meglio lo straordinario patrimonio archeologico sardo, anche nei suoi aspetti meno noti al grande pubblico. È importante sottolineare come il Museo di Cagliari non sia solo un ente prestatore, che contribuisce in maniera determinante alla mostra con centinaia di reperti, ma abbia predisposto e coordinato, grazie all’impegno dei suoi funzionari e in collaborazione con la Direzione Regionale Musei, il progetto scientifico del catalogo e dell’esposizione, oltre a curare le necessarie procedure amministrative e i delicati aspetti conservativi”.

Matthias Wemhoff, direttore del museo per la Preistoria e Protostoria di Berlino
La mostra “Sardegna – Isola Megalitica” segna un’altra tappa significativa della collaborazione tra il museo nazionale per la Preistoria e Protostoria, gli Staatliche Museen zu Berlin (Musei nazionali di Berlino) e i Musei Archeologici della Sardegna e la Regione Autonoma della Sardegna. “In questo progetto, sostenuto dall’Unione Europea e dalla Regione Autonoma della Sardegna, il nostro museo non solo ha partecipato con prestiti, insieme ad altri musei di fama internazionale”, sottolinea Matthias Wemhoff, direttore del museo per la Preistoria e Protostoria di Berlino e Archeologo di Stato, “ma ha anche messo a disposizione uno dei due curatori di questa mostra, Manfred Nawroth, che desidero ringraziare di cuore per il suo grande impegno profuso anche per la realizzazione della tappa espositiva di Berlino. È un piacere che il museo nazionale per la Preistoria e Protostoria di Berlino possa non solo partecipare alla mostra, ma addirittura essere il primo museo ad ospitare l’esposizione. E, in fin dei conti, il nostro museo è legato alla Sardegna da decenni. Da questo punto di vista resta indimenticabile la mostra “Kunst und Kultur Sardiniens vom Neolithikum bis zum Ende der Nuraghenzeit” (“Arte e cultura della Sardegna dal Neolitico alla fine del periodo nuragico”), in cui quasi 300 prestiti, tra cui alcuni provenienti dai musei di Cagliari e Sassari, furono presentati nel 1980 nell’allora museo nazionale per la Preistoria e per la Protostoria di Berlino Ovest, e in occasione della quale fu pubblicato un catalogo riccamente illustrato. Ad oltre 40 anni di distanza, rivolgiamo nuovamente uno sguardo più ampio a questo paesaggio culturale così speciale. Per mostrare anche fattivamente il nostro apprezzamento per il progetto abbiamo liberato per questa esposizione speciale alcune delle nostre sale storiche più belle, in cui normalmente presentiamo reperti importanti quali la collezione di antichità troiane di Heinrich Schliemann. Al Neues Museum intendiamo non solo far conoscere la cultura della Sardegna nell’estate del 2021 alla gente di Berlino, ma ci auguriamo – se la situazione pandemica lo permetterà – di presentarla nuovamente anche a un pubblico internazionale”.


Michail Piotrovsky, direttore generale del museo dell’Ermitage
“Il mar Mediterraneo, con le sue isole, sembrerebbe essere stato attraversato, solcato dalle navi in lungo e in largo, studiato e descritto in ogni sua parte”, sottolinea Michail Piotrovskj direttore generale del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo. “Tuttavia, fortunatamente, oggi, sia nelle isole famose che in quelle dimenticate, l’immaginazione di visitatori e studiosi è risvegliata da monumenti poco o per niente conosciuti, pieni di fascino oscuro, che emanano mistero per viaggiatori e ricercatori. La Sardegna è un luogo che in particolar modo crea suggestioni, che incanta e fa sorgere molteplici teorie sulla natura e sull’origine delle sue antiche culture, sui destini dei popoli del mare. A volte sembra sorprendente che non tutti i libri di testo scolastici raccontino delle meraviglie dell’età del Bronzo mediterranea: delle gigantesche tombe di pietra, delle enormi statue di guerrieri in pose da combattimento e di quelle incredibili torri monumentali, i nuraghi, antenati dei castelli medievali. Per non parlare di piccole statuette di bronzo aggraziate, probabilmente ispirate agli dei, di guerrieri con scudi, arcieri, donne con bambini, animali con le corna, brocche dalle forme incomprensibili… La grazia severa della ‘cultura nuragica’, di recente nuovamente glorificata dai ritrovamenti e dal restauro di statue monumentali (una delle quali vedremo esposta a San Pietroburgo), è diventata oggetto di studio ed esposizione in una splendida mostra realizzata dagli sforzi di esperti e leader museali provenienti da Italia, Germania, Grecia e Russia. E la Russia – conclude – ha una sua tradizione nazionale di studio della storia antica della Sardegna, che riceve attraverso questa mostra un nuovo stimolo tangibile per il suo sviluppo, e che le torri di pietra e il bronzo ricorderanno ancora una volta l’archeologia esotica del mar Nero e del Caucaso. Il nostro mondo è tanto unito, quanto variegato”.

Angeliki Koukouvou, vicedirettore del museo Archeologico di Salonicco
E Angeliki Koukouvou, vicedirettore del museo Archeologico di Salonicco: “Accogliamo con grande piacere e soddisfazione l’organizzazione di una grande mostra che rinnova la consolidata sinergia creativa tra il museo Archeologico di Salonicco e la Regione Autonoma e i musei archeologici della Sardegna. La mostra verrà presentata in quattro importanti musei, affiancandosi alle loro collezioni e mettendo in evidenza le affinità eclettiche delle antiche civiltà che un tempo si incrociavano nei porti del Mediterraneo, il grande mare di comunicazione e coesione. Il museo archeologico di Salonicco è particolarmente grato al ministero della Cultura italiano, alla Regione Autonoma della Sardegna e ai suoi musei che ci hanno affidato molti dei loro più celebri tesori. Sia i capolavori già famosi che i ritrovamenti più recenti saranno messi in risalto dal più ampio contesto archeologico in cui vengono presentati. Siamo entusiasti che il nostro museo sia stato scelto come sede in Grecia di questo evento senza pari. Auspichiamo che il magico universo sardo e il suo profumo mediterraneo catturino i nostri cuori e ispirino molti altri emozionanti viaggi”.


Il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini (foto mann)
“Abbiamo tutti abbastanza presente la classica suddivisione della storia della Sardegna”, esordisce Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli: “la fase prenuragica e quella dei nuraghi e delle tombe dei giganti; il successivo periodo in cui si concentra la produzione di raffinati bronzetti nuragici, forse la più rappresentativa espressione dell’ethnos sardo, e il successivo arrivo dei Fenici e dei Cartaginesi che perfezionano nell’isola il modello dei centri urbani; la romanizzazione finale, a prezzo anche di gravi episodi di violenza da parte dell’Urbe e di una scarsa integrazione delle popolazioni dell’interno. Nel corso di studi consolidati nel tempo e di una bella mostra intitolata “Le Civiltà e il Mediterraneo”, alla quale anche il Mann ha partecipato, si è anche chiarito la posizione baricentrica della Sardegna per tutti coloro che, fin dall’età del Bronzo, dovessero intraprendere rotte o scali commerciali da Oriente a Occidente: fossero essi mercanti Micenei, Fenici, Ciprioti e, più tardi, Cartaginesi o Etruschi, avidi soprattutto di metalli. Forse è meno chiaro al grande pubblico – continua Giulierini – come, nel corso di molti millenni, il popolo sardo si riplasmi di continuo, assorbendo i nuovi arrivati e rielaborando, talora attivamente, talora in forma coercitiva, ulteriori stimoli culturali. L’idea di formazione del popolo etrusco, rispetto ai rigidi criteri della provenienza in blocco di un popolo da una sola area geografica, sviluppata da Massimo Pallottino, potrebbe in effetti tranquillamente allargarsi ai Sardi ma, a ben vedere, un po’ a tutti i popoli dell’Italia antica. Basti pensare alla stessa Campania che vede, dopo sporadiche incursioni micenee nell’età del Bronzo che avviano connessioni con le popolazioni locali, un arrivo massiccio, a partire dal IX secolo a.C., di Greci lungo le coste, Etruschi, Campani e altri popoli italici in molti centri dell’interno. E, a ben guardare, anche le stesse cornici geografiche, pur determinando con i fiumi, le fonti, le risorse naturali in genere o le conformazioni geologiche alcune caratteristiche di base degli insediamenti, mutano in parte e vengono riplasmate da questo infinito numero di uomini e donne che, conoscendosi, incrociandosi, talora combattendosi, formano quegli ethnoi che, pur se costretti a parlare nel tempo la lingua dei nuovi padroni, in realtà conservano “sotto traccia” caratteristiche definite fino ai giorni nostri. Andare alla scoperta dei mattoncini di questo DNA culturale – conclude – è, credo, la cosa più stimolante che possa fare una mostra”.
Week end al museo Archeologico nazionale di Taranto nel segno della bellezza. Al MArTa arriva l’Estetista Cinica, al secolo Cristina Fogazzi, dispensando consigli di bellezza e biglietti di ingresso gratuiti al museo

Week end al museo Archeologico nazionale di Taranto nel segno della bellezza. Cristina Fogazzi, l’imprenditrice conosciuta come l’Estetista Cinica che con il suo marchio aziendale ha rivoluzionato il mercato della cosmetica, è a Taranto il 3 e 4 luglio 2021 per promuove un nuovo approccio alla bellezza e sostenere i luoghi della cultura italiana. Con il progetto “Bellezze al Museo”, infatti, il suo eco-truck total pink anima piazza Garibaldi dispensando consigli di bellezza e invitando le appassionate del marchio a visitare uno dei patrimoni più importanti al mondo: quello del museo Archeologico nazionale di Taranto – MarTA. Prima di Taranto, il tour ha fatto tappa ad Ancona e poi proseguirà per Matera. Per tutto il weekend, dalle 10 alle 18, l’Estetista Cinica e il suo team offrono consulenze personalizzate sui temi di cura di sé e omaggeranno tutte coloro che si avvicineranno al beauty-truck con un biglietto gratuito di ingresso al museo. “Giriamo le piazze come moderni ambulanti”, afferma Cristina Fogazzi. “Un tempo passava il furgone dell’arrotino che si annunciava con la sua celebre frase; io ho voluto interpretare quel pezzo d’Italia a modo mio: Donne è arrivata l’Estetista Cinica…. cellulite, brufoli, pori dilatati. In questo modo e con l’ironia che da sempre ci contraddistingue vogliamo richiamare l’attenzione sui temi di bellezza femminile e di body positivity, ma nello stesso tempo vogliamo dare il nostro contributo per riavvicinare le persone all’arte e a quell’Italia straordinaria che è stata fortemente penalizzata dai vari lockdown”. E la direttrice del MArTa, Eva Degl’Innocenti: “Parliamo alle donne di un museo che racconta tanto le donne e lo facciamo nello stile di Opaka Sabaleida, di cui conserviamo ancora il meraviglioso corredo in oro. Perché la bellezza è coinvolgente, così come il buon gusto, la cura del corpo e dello spirito; la bellezza ha un effetto moltiplicatore che può trasformarsi in promozione, ma anche in occasioni di sviluppo territoriale”. E conclude: “Dopo un anno difficile, abbiamo tutti bisogno di arte e bellezza. Taranto e il suo museo Archeologico nazionale ne hanno tanta da far conoscere al mondo”.
Per la Notte europea dei Musei il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria offre a 1 euro la possibilità di ammirare i 4mila reperti della collezione permanente e la mostra “Salvati dall’oblio”

Il 10 luglio 2021 prenderà il via l’attesa programmazione stiva del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria sulla magnifica terrazza sullo Stretto, con dibattiti, concerti e conferenze a tema. Nell’attesa, sabato 3 luglio 2021, in occasione della Notte europea dei Musei, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria sarà aperto fino alle 23 (ultimo ingresso 22.30). I visitatori potranno cogliere l’occasione straordinaria di ammirare gli oltre 4mila reperti della collezione permanente del MArRC nella suggestiva visita serale, con la promozione del biglietto di ingresso a solo 1 euro a partire dalle 20. “Sono stati giorni intensi, che ci hanno visti impegnati nella programmazione degli eventi per l’estate 2021”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “A breve presenteremo il calendario delle iniziative, che comprenderà anche una importante novità. Intanto stasera, complice l’apertura serale con biglietto d’ingresso a solo 1 euro per la “Notte dei Musei”, sono attesi numerosi i visitatori che potranno ammirare, in piazza Orsi, anche la splendida mostra “Salvati dall’oblio. Tesori d’archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale”. Siamo felici di questa ripartenza che, dopo un anno e mezzo di pandemia, può proporre nuovamente ai turisti la cultura, la storia e il patrimonio artistico della Calabria, terra antichissima che riserva ancora oggi tanti angoli nascosti da scoprire”.
Al museo Archeologico nazionale di Taranto apertura notturna straordinaria per la Notte europea dei Musei: visita alle mostre, conferenza e performance teatrale su Medea, visita guidata tematica sui giochi nell’antica Grecia, scoperta di tesori mai visti dai depositi

“Questa settimana”, anticipa Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, “celebriamo la Notte europea dei Musei di sabato 3 luglio con conferenze, spettacoli teatrali, percorsi guidati e laboratori sui “tesori mai visti” dei depositi del MArTA. La “Medea” di Euripide sarà la protagonista di un percorso alla scoperta dell’importante figura mitologica”. Sabato 3 luglio 2021 si celebra infatti la diciassettesima edizione della Notte europea dei Musei 2021, promossa dal Ministero della Cultura francese con il patrocinio dell’Unesco, del Consiglio d’Europa e dell’ICOM (International Council of Museums). Anche il ministero della Cultura italiano aderisce all’iniziativa, promuovendo l’accesso a tutti i luoghi della cultura statali al costo simbolico di 1 euro, salvo le gratuità previste per legge.

Per l’occasione, il museo Archeologico nazionale di Taranto effettuerà un’apertura notturna straordinaria fino alle 23, aprendo al mondo il suo importante patrimonio archeologico, insieme alle due mostre attualmente presenti: “Silent Spring” promossa dal Circuito del Contemporaneo, della scultrice Claudia Giannuli (vedi La “primavera silenziosa” si risveglia al MArTA: apre al museo Archeologico nazionale di Taranto “Silent Spring” della scultrice Claudia Giannuli, la prima delle mostre del Circuito del Contemporaneo, in continuità e in dialogo con i tesori esposti | archeologiavocidalpassato), e quella realizzata in collaborazione con il MAP Festival e che porta in esposizione con “So strange…so music. La musica si vede” partiture musicali del XX e XXI secolo trasformate in vere e proprie opere d’arte. La tariffa di 1 euro è attiva per ingressi dalle 20 alle 22 (fascia oraria delle 22 compresa). Ogni visita dovrà obbligatoriamente essere prenotata: l’ultimo slot di ingresso è quello delle 22. Le visite debbono essere prenotate attraverso il portale www.shopmuseomarta.it.

Ma il MArTa amplia la sua offerta prevedendo anche eventi speciali realizzati proprio per la Notte europea dei Musei. Alle 20.30 e alle 21.30 la sala Incontri del museo Archeologico nazionale di Taranto ospiterà una conferenza a due voci sulla figura di Medea nella tragedia di Euripide e nell’iconografia, a cura della presidente dell’AICC-Associazione italiana cultura classica delegazione di Taranto, prof.ssa Francesca Poretti, e della presidente dell’associazione Amici dei Musei Taranto, prof.ssa Patrizia De Luca. Al termine della conversazione, la figura di Medea sarà al centro di una breve rappresentazione teatrale all’interno del chiostro del Museo del CREST di Taranto. L’evento delle 21.30 è una replica di quello delle 20.30. Si accede all’evento con l’acquisto del biglietto del Museo per la fascia oraria delle 20.30 e delle 21.30, acquistando un biglietto-evento attraverso il portale www.shopmuseomarta.it.

Lo sport e i giochi nell’Antica Grecia saranno invece al centro della visita guidata tematica che alle 21.15 farà scoprire ai visitatori le collezioni legate allo sport, tra cui la tomba dell’atleta di Taranto. Alle 20, 20.30, 21, 21.30 e 22 vi saranno visite guidate sui capolavori del MArTA a cura dello staff del Museo. Si accede alle visite acquistando un biglietto di ingresso per la fascia oraria desiderata.

Dalle 20 alle 23, nella sala multimediale del secondo piano il personale del Museo accoglierà i visitatori alla scoperta dei tesori mai visti dei depositi del MArTA, “Dal deposito al restauro”: il pubblico potrà conoscere i segreti del lavoro “dietro le quinte”.
Al via la programmazione estiva del parco archeologico di Paestum e Velia con aperture serali: dalla Notte dei Musei a Paestum & Velia by Night. Il programma

Con la Notte europea dei Musei, il 3 luglio 2021, parte la programmazione estiva del parco archeologico di Paestum e Velia che, anche quest’anno, apre i cancelli delle due aree archeologiche magno-greche oltre il consueto orario di apertura, dalle 20 alle 23, e si continua nei mesi estivi fino al 5 settembre 2021 con gli eventi “Paestum e Velia by Night”. Gli eventi culturali saranno organizzati nel rispetto della normativa anti Covid-19. La partecipazione agli eventi è inclusa nel biglietto serale Paestum by night e Velia by night, nella card Adotta un blocco e dell’abbonamento PAESTUM&VELIA.

Previste visite libere al Santuario meridionale di Paestum e alla città bassa di Velia e, su prenotazione, visite animate con ospiti d’eccezione. A Paestum torna Pulcinella che accompagnerà i visitatori in un tour tra i templi greci meglio conservati al mondo e spiegherà, con un linguaggio tipico della commedia dell’arte, la storia dell’antica città di Poseidonia-Paestum, questa volta con il naso all’insù, per scoprire le straordinarie storie del mito legate alle stelle. Nella splendida cornice di Velia, esclusivamente per la “Notte dei Musei”, i visitatori potranno ammirare, tra i resti delle antiche abitazioni veline, lo stesso cielo notturno che ha ispirato e accompagnato gli antichi filosofi di Elea-Velia: l’iniziativa “Le costellazioni di Elea. Osservazione delle stelle con telescopio”, unisce scienza e mitologia e tende a far immedesimare il visitatore nei panni di un antico abitante di Velia per poter comprendere il rapporto degli antichi con le costellazioni, oltre che a insegnare come si misura la distanza di una stella. Il tutto sarà arricchito dalla presenza dei telescopi del Centro Astronomico di Salerno “Neil Armstrong” messi a disposizione per tutti i partecipanti che potranno ammirare i protagonisti dello Zodiaco, ovvero lo Scorpione e il Sagittario, e le costellazioni del Cigno, dell’Aquila e della Lira, ma anche molto altro. Per le altre date del programma “Velia by night”, i visitatori verranno coinvolti in un viaggio affascinante, denso di emozioni che arricchirà le passeggiate al chiaro di luna con lanterne con l’iniziativa in programma “Velia al chiaro di luna. Musica & Parole nell’antichità”. Attori e musicisti interpreteranno brani del mondo classico accompagnando i visitatori in un tour unico, indietro nel tempo, rivivendo le antiche atmosfere della città magno greca, patria dei filosofi Parmenide e Zenone.

Il programma dettagliato per l’area archeologica di Paestum. Sabato 3 luglio 2021, Notte europea dei Musei: ingresso 1 euro, dalle 20 alle 23 (apertura biglietteria dalle 19.45 alle 22.15, emissione ultimo biglietto alle 22.15). Paestum by Night con visita libera al Santuario meridionale di Paestum nelle seguenti date: domenica 4 luglio; sabato 10 luglio; domenica 11 luglio; sabato 17 luglio; domenica 18 luglio; sabato 24 luglio; domenica 25 luglio; sabato 31 luglio; domenica 1°agosto; domenica 8 agosto; sabato 14 agosto; domenica 15 agosto; lunedì 16 agosto; sabato 21 agosto; domenica 22 agosto; sabato 28 agosto; domenica 29 agosto; sabato 4 settembre; domenica 5 settembre. Ingressi contingentati. Costo biglietto serale Paestum by night 5 euro. Nelle seguenti serate di aperture straordinarie si terrà l’iniziativa Pulcinella racconta Paestum. Storie di miti e costellazioni: 3 luglio, 4 luglio, 18 luglio, 25 luglio, 31 luglio, 1° agosto, 14 agosto, 15 agosto, 16 agosto, 22 agosto, 28 agosto, 5 settembre. Ore 20.30 e 21.30. Max 30 persone per gruppo. Prenotazione obbligatoria alla mail prenotazionipaestumevelia@gmail.com.

Il programma dettagliata dell’area archeologica di Velia. Sabato 3 luglio 2021, Notte europea dei Musei: ingresso 1 euro dalle 20 alle 23 (apertura biglietteria dalle 19.45 alle 22.15, emissione ultimo biglietto alle 22.15). Velia by Night con visita libera alla città bassa di Velia nelle seguenti date: domenica 4 luglio; sabato 10 luglio; domenica 11 luglio; sabato 17 luglio; domenica 18 luglio; sabato 24 luglio; domenica 25 luglio; sabato 31 luglio; domenica 1° agosto; domenica 8 agosto; sabato 14 agosto; domenica 15 agosto; lunedì 16 agosto; sabato 21 agosto; domenica 22 agosto; sabato 28 agosto; domenica 29 agosto; sabato 4 settembre; domenica 5 settembre. Ingressi contingentati. Costo biglietto serale Velia by night 5 euro. Nelle seguenti serate di aperture straordinarie si terrà l’iniziativa Velia al chiaro di luna. Musica&Parole nell’antichità: 4 luglio, 17 luglio, 18 luglio, 24 luglio, 25 luglio, 31 luglio, 1° agosto, 14 agosto, 15 agosto, 16 agosto, 22 agosto, 28 agosto, 5 settembre. Ore 20.30 e 21.30. Max 30 persone per gruppo. Prenotazione obbligatoria alla mail prenotazionipaestumevelia@gmail.com.
Vetulonia. Inaugurata la mostra-evento 2021: “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”. Due giganti delle civiltà antiche a confronto con oltre cento reperti: la colonia spartana di Taras-Taranto e la potente città etrusca di Vatl-Vetulonia. Le tappe di un progetto di studio su Etruschi e Magna Grecia

Due giganti delle civiltà antiche a confronto. Taras-Taranto, in Puglia, colonia spartana, uno dei centri più importanti della Magna Grecia e Vatl-Vetulonia, in Toscana, potente città della Dodecapoli etrusca. È in questo connubio stretto che si è inaugurata al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia la mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (fino al 7 novembre 2021) che segna il primo passo di un progetto più organico che culminerà con una mostra e un convegno internazionale al MArTA sui rapporti tra Taranto, Magna Grecia e Etruschi. Il mondo magno-greco e quello etrusco si incontrano tra similitudini e importanti correlazioni: oltre 70 reperti partiti dal MArTA, insieme a una trentina dal museo Archeologico nazionale di Firenze, cui si aggiunge una piccola selezione dai sequestri della Guardia di Finanza di Roma, ora ospitati al museo “Isidoro Falchi”, ora raccontano l’antica colonia spartana ma anche i popoli indigeni pugliesi, in un percorso espositivo che integra la narrazione etrusca con quella magno-greca.

La mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” è aperta sempre dal martedì alla domenica con orario 10-14 e 15-19. Info: tel. 0564948058, 0564927241; mail: museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it. Per la visita della mostra gli ingressi saranno organizzati in piccoli gruppi in modo da mantenere il distanziamento sociale e svolgere l’attività in sicurezza, anche in questo caso nel rispetto delle direttive imposte per il Covid-19. Si ricorda che per l’accesso in Museo è obbligatorio l’uso della mascherina. Nel mese di luglio, dedicato alle #NottidellArcheologia2021, sono in programma eventi e serate dedicate alla nuova esposizione.

Primo passo di un grande progetto. “A quasi 30 anni dall’edizione del convegno di Studi sulla Magna Grecia che analizzò il rapporto tra queste civiltà”, spiega la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, “oggi dedichiamo un progetto di studio, educazione, conservazione e valorizzazione a questo dialogo culturale attraverso un lavoro scientifico e culturale congiunto tra il MArTA e il museo Isidoro Falchi dì Vetulonia”. Le tappe del progetto prevedono: dal 20 giugno al 7 novembre 2021, la mostra “Taras e Vatl. Dèi del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”, nella sede del museo Ccvico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia; dal 23 luglio 2021 al 9 gennaio 2022 la mostra “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto”: nelle sale del MArTA saranno esposti i reperti provenienti dal tumulo di Poggio Pelliccia a Vetulonia e appartenenti alle collezioni del museo civico Archeologico. Sarà ricostruito in scala 1:1 dai maestri cartapestai di Massafra e Putignano il tumulo di Poggio Pelliccia; dal 17 al 19 novembre 2021 a Taranto si svolgerà un convegno di studi internazionale sul rapporto tra Taras e Vatl, Magna Grecia e Etruschi.
Roma. Al museo dell’Ara Pacis la mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza”: oltre cento spettacolari immagini panoramiche, molte delle quali di grande formato, che ripercorrono lo straordinario viaggio fotografico di Josef Koudelka alla scoperta delle radici della nostra storia


La locandina della mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza” al museo dell’Ara Pacis a Roma (foto musei in comune)
Dal Tempio di Poseidone (Grecia, 2003) al Colosseo (Roma, 2015), dal Tempio di Afrodisia (Turchia, 2014) a Petra (Giordania, 2019), da Palmira (Siria, 2019) a Pompei o Selinunte (Italia, 2012): con oltre cento spettacolari immagini panoramiche, molte delle quali di grande formato, la mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia. Enigma della bellezza” al museo dell’Ara Pacis a Roma racconta e ripercorre lo straordinario viaggio fotografico di Josef Koudelka alla scoperta delle radici della nostra storia. Il lavoro presentato è il frutto di un progetto unico nel suo genere, durato trent’anni, e realizzato esplorando e ritraendo con tenacia e continuità alcuni dei più rappresentativi e importanti siti archeologici del Mediterraneo. Il cartellone prevede la chiusura il 6 luglio 2021, ma la mostra, rispettando le disposizioni per l’emergenza sanitaria, sarà prorogata fino al 29 agosto 2021. Promossa nella sua unica tappa italiana da Roma Culture, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, Contrasto e Magnum Photos, la mostra è organizzata da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, con la collaborazione di Villa Medici – Académie de France à Rome e Centro Ceco.


L’archeologo Simone Foresta
Intanto martedì 6 luglio 2021, alle 18.30, c’è l’incontro con Simone Foresta, archeologo. Impressioni, emozioni, rovine. Bellezza e sconcerto, ordine e caos, stupore e inquietudine. Cosa ci tramettono le immagini delle rovine del mondo antico? Il dialogo, partendo dal lavoro di Josef Koudelka, rifletterà su quanto la fotografia costruisca gli attuali sentimenti del passato. Anche questo approfondimento è l’occasione per guardare da diverse prospettive gli straordinari scatti in bianco e nero presentati in mostra dal fotografo ceco e realizzati tra Siria, Grecia, Turchia, Libano, Cipro (Nord e Sud), Israele, Giordania, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia, Albania, Croazia e naturalmente Italia. Essi accompagnano il visitatore in una inedita e personalissima riflessione sull’antico, sul paesaggio, sulla bellezza che “suscita e nutre il pensiero”. I panorami senza tempo, ricchi di anima e fascino, caratterizzati da prospettive instabili, inaspettate, ambivalenti, ben rappresentano il lessico visuale e la cifra stilistica propri di Koudelka che, rifuggendo la semplice illustrazione e documentazione delle rovine, sceglie di dare respiro a ciò che resta delle vestigia delle antiche civiltà del Mediterraneo, rappresentandole in un’eterna tensione tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto, tra enigma ed evidenza. La retrospettiva è accompagnata dal volume “Radici” pubblicato da Contrasto.

Allestita nella cornice del museo dell’Ara Pacis a Roma, a contatto diretto con le testimonianze monumentali della grande storia di Roma, la retrospettiva “Radici” vuol essere un eccezionale viaggio nell’opera di uno degli ultimi grandi maestri della fotografia moderna dedicatosi alla ricerca della bellezza caotica delle rovine e del paesaggio antico, trasformati dal tempo, dalla natura, dall’uomo. Le fotografie di Koudelka, esposte in stretto dialogo con uno dei monumenti più significativi della prima età imperiale, acquistano così, in questa speciale occasione, il valore unico, forte, di immagini memorabili, in un rapporto intenso di rimandi e di echi di una memoria che a Roma più che altrove diventa presente.

Le rovine fotografate da Koudelka sembravano l’allegoria di un’attualità di cui lui, con la sua arte, restituiva il senso nel nostro presente: sulle sponde del “mare comune” c’era tutta l’attualità della nascita dell’Europa, dei suoi valori fondanti, l’attualità dei rischi della loro morte. L’Europa delle rovine è quella in cui la mente fa dialogare la ragione e la fede, la libertà e la legge, quella di cui, per dirla con Jacques Berque, “portiamo dentro di noi le macerie ammucchiate e l’instancabile speranza” (Bernard Latarjet).


Il fotografo ceco Josef Koudelka
Josef Koudelka nasce in Moravia nel 1938. Il suo primo impiego è quello di ingegnere aeronautico. Alla fine degli anni Sessanta diventa fotografo professionista. Immortala l’invasione sovietica di Praga del 1968 pubblicando i suoi scatti con le iniziali P.P. (Prague Photographer). Nel 1969 l’Overseas Press Club gli assegna, a titolo anonimo, la Medaglia d’Oro Robert Capa per la fotografia. L’anno successivo Koudelka lascia la Cecoslovacchia e richiede asilo politico nel Regno Unito. Nel 1971 entra a far parte dell’agenzia fotografica Magnum Photos. Gypsies – il primo di una lunga serie di libri tra cui Exiles (1988), Chaos (1999), Invasion 68: Prague (2008) e Wall (2013) – viene pubblicato nel 1975. Nel corso della sua carriera Koudelka ha vinto prestigiosi premi come il Prix Nadar (1978), il Grand Prix National de la Photographie (1989), il Grand Prix Cartier-Bresson (1991) e l’Hasselblad Foundation International Award in Photography (1992). I suoi lavori sono stati protagonisti di importanti mostre al Museum of Modern Art e all’International Center of Photography di New York; all’Hayward Gallery di Londra; al Museo d’Arte Moderna Stedelijk di Amsterdam; al Palais de Tokyo e al Centre Pompidou di Parigi; all’Art Institute di Chicago, e infine al Museo di Arti Decorative e alla Galleria Nazionale di Praga. Nel 2012 Koudelka è nominato Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres dal ministro francese per la Cultura e le Comunicazioni. Attualmente vive tra Parigi e Praga.








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