Vieste (Fg). Al Castello Svevo sesta edizione di Vieste Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente: tre serate di grande cinema per raccontare l’archeologia, l’arte e l’ambiente, con sei film: al più votato dal pubblico il premio “Venere Sosandra”

Dal 28 al 30 giugno 2026, al Castello svevo di Vieste (Fg), torna Vieste Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente, che assegna il premio “Venere Sosandra” al film più votato dal pubblico, giunto alla VI edizione. Evento organizzato da Città di Vieste, Polo Culturale Vieste, ArcheoLogica srl, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Tre serate di grande cinema per raccontare l’archeologia, l’arte e l’ambiente, con sei film (inizio proiezioni sempre alle 21.15, ingresso libero e gratuito, informazioni: tel. 0884.712240), e ospiti speciali tra cui Gianfranco Viesti (ordinario di Economia – università di Bari); Mario Tozzi (geologo Cnr e divulgatore scientifico); Giuliano Volpe (ordinario di Archeologia – università di Bari).

PROGRAMMA DI DOMENICA 28 GIUGNO 2026. Alle 21.15, apre il film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mar Mediterraneo, tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa.
Quindi incontro con l’ospite Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia, università di Bari, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco, Gianni Nunno (Italia 2025, 30’). A Bacugno, un paese di meno di cento abitanti nel centro Italia, sopravvive una festa di origini pagane. Ogni anno, si ripetono antichi riti precristiani che culminano in un momento solenne: un toro scende dalla montagna per inginocchiarsi davanti alla Vergine Maria. Il toro è stato donato a Bacugno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nessuno sa da quanto tempo esista questa tradizione. Questo è il primo e unico film a raccontarne l’intera storia.

PROGRAMMA DI LUNEDÌ 29 GIUGNO 2026. Alle 21.15 apre il film “Metabolé” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Attraverso incontri con archeologi, paesaggi mutevoli e riflessioni personali, il film si dipana come una narrazione stratificata in cui il tempo non scorre in avanti, ma si ripiega su se stesso. Le storie si ripetono, si trasformano e persistono. Dalle torri costiere di Vieste ai fondali di Leuca, dal sito archeologico di Siponto alle Isole Tremiti, il mare emerge come un archivio vivente. Sotto la sua superficie giacciono relitti, anfore, frammenti: tracce di viaggi interrotti che non sono mai veramente scomparsi.
Quindi incontro con l’ospite Gianfranco Viesti ordinario di Economia, università di Bari, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Faragola. Un mondo ritrovato” di Nicolangelo De Bellis (Italia 2025, 28’). Il filmato conduce lo spettatore nella storia millenaria della villa di Faragola tra splendore e trasformazione. Nel suo massimo fulgore romano, tra III e IV secolo d.C., un ospite racconta ambienti sontuosi, il complesso termale e la cenatio con stibadium. Secoli dopo, tra le rovine, un giovane monaco ripercorre la memoria della villa guidato da un anziano confratello, riscoprendone le tracce nei libri e accompagnando il racconto fino all’età medievale e al suo declino.

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 30 GIUGNO 2026. Alle 21.15 apre il film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’idea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società.
Quindi incontro con l’ospite Mario Tozzi, geologo Cnr e divulgatore scientifico, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Segue il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’). Le Gole dell’Ardèche, dicembre 1994: tre speleologi scoprono la Grotta Chauvet la più importante e antica d’Europa. Decorata con innumerevoli figure animali mozzafiato risalenti a 36.000 anni fa. Ventimila anni prima di Lascaux, Homo Sapiens aveva già dimostrato una sorprendente maestria artistica. Per motivi di conservazione, la grotta Chauvet non è mai stata accessibile al pubblico. Solo un team di ricercatori è autorizzato a scendere nella grotta e studiarla per un mese all’anno. La troupe cinematografica avrà il privilegio di accompagnarli e accompagnarci in una delle loro missioni. Chiude l’edizione del Festival la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio del pubblico “Premio Venere Sosandra – Vieste 2026”.
Lampedusa (Ag). Recuperati numerosi reperti tra la tarda età repubblicana romana e l’epoca tardoantica nel corso di un’attività congiunta di tutela del patrimonio culturale sommerso

Recuperati numerosi reperti a Lampedusa nel corso di un’attività congiunta di tutela del patrimonio culturale sommerso: la soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, il Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina e la Motovedetta Carabinieri di Lampedusa, hanno svolto un’attività finalizzata alla ricognizione e al recupero di reperti archeologici presenti nei fondali dell’isola. “Questa operazione dimostra, ancora una volta, quanto sia importante la sinergia e collaborazione tra le istituzioni impegnate nella operazioni di tutela del patrimonio culturale”, ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Grazie ad attività come questa è possibile preservare e valorizzare le preziose testimonianze della nostra storia custodite nei fondali marini, restituendole alla fruizione e alla conoscenza della collettività”.

Le operazioni hanno interessato due distinte aree e hanno consentito il recupero di materiali archeologici riconducibili a un ampio arco cronologico compreso tra la tarda età repubblicana romana e l’epoca tardoantica, che essendo dissabbiati e ad una profondità ridotta, avrebbero potuto essere oggetto di facile depredazione. Nel tratto di mare antistante Cala Guitgia, a una distanza compresa tra 100 e 200 metri dalla costa e a profondità variabili tra 3 e 6 metri, sono stati recuperati 44 reperti, costituiti da due anfore da trasporto parzialmente conservate, numerosi frammenti di colli, anse e puntali di anfore e un manufatto in piombo, verosimilmente utilizzato come peso da rete o come elemento connesso alle operazioni di recupero delle ancore. Ulteriori rinvenimenti sono stati effettuati nei pressi della banchina del Molo della Madonnina, a una distanza compresa tra 10 e 50 metri dalla struttura portuale e a profondità comprese tra 8 e 10 metri. In quest’area sono stati recuperati otto reperti archeologici, tra cui tre anfore frammentarie, una contromarra in piombo, un frammento pertinente al puntale di un’anfora da trasporto e altri materiali ceramici. Nel corso delle attività sono state inoltre individuate, sotto lo strato sabbioso, possibili evidenze riconducibili a relitti sommersi. Tali elementi saranno oggetto di successivi approfondimenti da parte della Soprintendenza del Mare al fine di accertarne la natura e l’eventuale interesse archeologico. I reperti recuperati sono stati affidati alla competente autorità di tutela per le attività di studio, catalogazione e conservazione.
Potenza. Al del museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu” serata con “ITINERE. Il cammino del mito”, esperienza teatrale e culturale che intreccia memoria, archeologia e narrazione, a cura dell’associazione culturale La Fabbrica dei Ricordi Felici

Un cammino nel mito. Un incontro con la memoria. Un modo nuovo di abitare al museo. Sabato 27 giugno 2027, il mito torna a camminare tra i reperti attraverso le sale del museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza: l’associazione culturale La Fabbrica dei Ricordi Felici porta in scena “ITINERE. Il cammino del mito” a cura di Sabrina Mutino, drammaturgia di Salvatore Riggi, con Daniela Appolloni, Salvatore Riggi, Giorgia Lunghi, Marco Allegretti, Gabriele Palnamente, Dalila Aprile e Claudia Peluso. Esperienza teatrale e culturale che intreccia memoria, archeologia e narrazione. Tra figure antiche, suggestioni classiche e linguaggi contemporanei, il pubblico sarà accompagnato in un percorso evocativo dove il patrimonio non resta immobile, ma prende voce, corpo e movimento. Sarà possibile fruire dello spettacolo, al solo costo del biglietto di ingresso di 5 euro, eccetto le gratuità previste per legge, in gruppi di 35 persone, divise in 3 turni: alle 19.30, alle 21 e alle 22. È necessario effettuare la prenotazione tramite form al seguente link: https://forms.gle/iRWYWkxS8khTsXuB9. Info: 350 568 5514 (solo WhatsApp), itinere2026@libero.it
Cabras (Or). Entra nel vivo la quinta edizione del Festival internazionale dell’Archeologia, dedicato al racconto dell’archeologia mediterranea, alla ricerca scientifica e al dialogo tra culture, territori e comunità, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama: ecco il ricco programma della tappa al museo “Marongiu”

Dal 24 al 29 giugno 2026 la Fondazione Mont’e Prama accoglie studiosi e appassionati nel segno della ricerca e della partecipazione con la quinta edizione del Festival Internazionale dell’Archeologia, una manifestazione che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dedicati al racconto dell’archeologia mediterranea, alla ricerca scientifica e al dialogo tra culture, territori e comunità. Il Festival si è aperto mercoledì 24 giugno 2026 a Santu Lussurgiu (Or), nella cornice della Chiesa di San Leonardo de Siete Fuentes, con una serata inaugurale dedicata al rapporto tra storia locale e grande storia mediterranea. Protagonisti studiosi di rilievo internazionale come Giampaolo Mele e Franco Cardini, seguiti dal concerto Amaius, produzione originale che unirà le sonorità di Elena Ledda, Mauro Palmas e altri importanti musicisti sardi. Con il Festival Internazionale dell’Archeologia, la Fondazione Mont’e Prama conferma ancora una volta il proprio impegno nel costruire un modello culturale capace di mettere in relazione ricerca, territorio, comunità locali e grandi reti internazionali, facendo della Sardegna un punto di riferimento nel dibattito contemporaneo sulla valorizzazione del patrimonio culturale mediterraneo.
Dal 25 al 28 giugno 2026 il Festival si sposta a Cabras (Or), nel nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu”, trasformando ancora una volta il Sinis in uno spazio di confronto culturale internazionale. Al centro del programma ci saranno i grandi temi del mare come luogo di connessione tra civiltà, le nuove ricerche archeologiche in corso nel territorio di Mont’e Prama e Cabras, il dialogo tra archeologia, tutela del patrimonio e cooperazione scientifica internazionale. Tra gli ospiti attesi figurano, tra gli altri, e numerosi archeologi, storici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni culturali sarde, italiane ed europee. Una particolare attenzione sarà dedicata anche ai grandi progetti espositivi e scientifici promossi dalla Fondazione Mont’e Prama, al percorso di valorizzazione internazionale della civiltà nuragica e al racconto delle nuove campagne di ricerca che stanno contribuendo a ridefinire la conoscenza del patrimonio archeologico del Sinis.
Gran finale lunedì 29 giugno 2026 nel Teatro di Tharros (Or), con un evento speciale che unirà archeologia, musica e spettacolo: il tributo a Ennio Morricone e Carl Orff, con l’esecuzione dei Carmina Burana da parte dell’Orchestra Roma Sinfonietta e del Coro Polifonico Pierluigi da Palestrina di Cabras, in uno dei luoghi più iconici del patrimonio culturale sardo.

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico G. Marongiu, presenta e conduce: Ambra Pintore.“Tra il Sinis e Ustica”: l’accordo di collaborazione tra la Fondazione Mont’e Prama e la Fondazione Sebastiano Tusa. Linee di studio e di ricerca con Anthony Muroni (presidente della Fondazione Mont’e Prama), Valeria Li Vigni (presidente della Fondazione Sebastiano Tusa), Ennio Turco (soprintendente del Mare), Roberto La Rocca (archeologo subacqueo della soprintendenza del Mare); “Storie dal Mare” con Attilio Mastino (storico, epigrafista, saggista, già rettore dell’università di Sassari), Ferdinando Maurici (storico, saggista), Pascal Arnaud (professore dell’università di Lione, massimo esperto di navigazione nel Mediterraneo); “Andar per mare. Terre, navi, rotte, uomini e Dei” con Massimo Cultraro (archeologo, egeista, direttore di ricerca CNR), Louis Godart (storico, filologo, accademico dei Lincei), Silvia Romani (storica, professoressa università statale di Milano). Introduzione e Intervallo musicale a cura della cantautrice Chiara Effe

PROGRAMMA DI SABATO 27 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico “G. Marongiu”, presenta e conduce: Ambra Pintore.“Dioniso. Il Dio dei Misteri” di Cristoforo Gorno con Cristoforo Gorno (scrittore, autore e conduttore televisivo), Giorgio Ieranò (professore dell’università di Trento, saggista, traduttore teatrale), Laura Larcan (giornalista de Il Messaggero); “Ricerche archeologiche nel Sinis di Cabras. La prospezione archeologica e geofisica nella Laguna di Cabras. Nuove acquisizioni” con Pier Giorgio Spanu (professore dipartimento Storia Scienze dell’uomo e della Formazione, università di Sassari), Rita Auriemma (professoressa dipartimento di Beni culturali, università del Salento), Maria Mureddu (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, direttrice scientifica progetto di ricerca), Paolo Emanuele Orrù (professore dipartimento di Scienze della Terra, università di Cagliari), Filiberto Chiabrando (professore dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino); “Lo scavo archeologico al Nuraghe Cannevadosu” con Raimondo Zucca (archeologo, epigrafista, già professore università di Sassari), Maura Vargiu (archeologa, funzionaria SABAP per l’area metropolitana di Cagliari e le provincie di Oristano e Sud Sardegna), Nicoletta Camedda (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, direttrice di scavo); “L’ipogeo di San Salvatore si racconta” con Paola Derudas (archeologa, università di Lund), Nicoletta Camedda (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice dell’Ipogeo di San Salvatore). Introduzione e intervallo musicale a cura di Federica Urracci Trio: “Un viaggio tra canzone d’autore, atmosfere soul e arrangiamenti eleganti” con Federica Urraci (voce), Alessio Sanna (tastiere) e Guglielmo Moro (percussioni)

PROGRAMMA DI DOMENICA 28 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico G. Marongiu, presenta e conduce: Ambra Pintore. “Archeomafie: l’aggressione criminale e la salvaguardia dell’eredità culturale” con Tsao Cevoli (archeologo e giornalista), Lidia Vignola (archeologa, scrittrice, comunicatrice scientifica), Elena Anna Boldetti (soprintendente SABAP per l’area metropolitana di Cagliari e le provincie di Oristano e Sud Sardegna), Monica Stochino (soprintendente SABAP per le provincie di Sassari e Nuoro); LE MOSTRE DELLA FONDAZIONE: “La riunione del corpus statuario di Mont’e Prama” con Anthony Muroni (presidente della Fondazione Mont’e Prama), Andrea Abis (sindaco di Cabras), Luca Cheri (archeologo, direttore scientifico della Fondazione Mont’e Prama); “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” con Paolo Giulierini (archeologo, etruscologo, direttore del museo di Cortona, direttore scientifico della mostra), Daniele Maras (archeologo, etruscologo, direttore del MAN di Firenze), Raimondo Zucca (archeologo, epigrafista, già professore università di Sassari), Giorgio Murru (archeologo, storico, Fondazione Mont’e Prama, direttore del Menhir museum di Laconi); “Tharros. Time Upon Time al Museo Diocesano Arborense” con S.E. Mons. Roberto Carboni (arcivescovo della Diocesi di Oristano), Silvia Oppo (architetto, direttrice del museo diocesano Arborense), Luca Cheri (archeologo, direttore scientifico della Fondazione Mont’e Prama, curatore della mostra), Ilaria Orri (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice della mostra); “Sardegna Isola Megalitica – Barcellona. Una straordinaria esperienza” con Viviana Pinna (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice dell’area archeologica di Mont’e Prama), Stefano Giuliani (archeologo, DRM, direttore dell’Antiquarium Turritano), Manuela Puddu (archeologa, responsabile dell’Ufficio Didattica Educazione e Ricerca del MAN di Cagliari), Nicoletta Buffon (amministratore delegato di Villaggio Globale International). Introduzione e Intervallo musicale a cura di Angelica Perra Trio: “Estratti musicali dallo spettacolo Parole di Pietra – omaggio a Maria Lai” con Angelica Perra (flauto e voce), Gianluca Pischedda (violoncello e voce), Massimo Satta (chitarra).
Frascati (Roma). A Villa Falconieri per iniziativa dell’Accademia Vivarium Novum, presentazione del libro “La qualità della vita nelle città greche e romane” a cura del prof. Luigi Gallo

Mercoledì 24 giugno 2026, alle 16.30, a Villa Falconieri a Frascati (Roma), per iniziativa dell’Accademia Vivarium Novum, presentazione del libro “La qualità della vita nelle città greche e romane” a cura del prof. Luigi Gallo (Edizioni Quasar, 2026). Presenteranno il libro la prof.ssa Sophie Bouffier (Université d’Aix-Marseille) e il prof. Ariel Samuel Lewin (università della Basilicata). Info e prenotazioni: convegni@vivariumnovum.net.

La qualità della vita nelle città greche e romane. L’indagine sulla qualità della vita nelle città greche e romane, argomento di un progetto PRIN 2022 a cui hanno lavorato le università di Napoli l’Orientale, di Bari e della Basilicata, coinvolge un’ampia serie di tematiche di storia sociale, economica e istituzionale ma anche di storia della mentalità. Il suo obiettivo è infatti quello di cercare di enucleare, attraverso un’approfondita analisi delle fonti letterarie ed epigrafiche, quale fosse la percezione che si aveva di una serie di problemi che alla vivibilità cittadina erano strettamente legati e che potrebbero considerarsi dei veri e propri indicatori della qualità della vita urbana. Gli Atti, che qui si pubblicano, del convegno che si è svolto all’università di Napoli l’Orientale il 2 e il 3 luglio 2024, nell’ambito del suddetto progetto PRIN, evidenziano con chiarezza la pluralità di problematiche che si intersecano in una ricerca del genere – dalla qualità dell’aria alla sicurezza, dalla cura della persona all’approvvigionamento idrico e alimentare, dall’attenzione per l’infanzia alla salubrità urbana –, e confermano che un’indagine sulla qualità della vita cittadina può essere proficuamente intrapresa anche per il mondo antico.
Ai parchi archeologici di Paestum e Velia e all’agenzia pubblicitaria Postilla il premio Agorà per la campagna integrata “Aeternum – il biglietto valido per tutta la vita”. L’intervento del direttore Tiziana D’Angelo

I parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) e l’agenzia pubblicitaria Postilla hanno conseguito due Ori alla 39ma edizione del Premio Agorà Italia con la campagna integrata “Aeternum – il biglietto valido per tutta la vita” (vedi Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale l’evento speciale “Aeternum”, una riflessione sul tempo, sulla memoria e sul legame profondo che unisce le persone ai luoghi della storia | archeologiavocidalpassato). Il Premio Agorà, promosso dal Club Dirigenti Marketing, rappresenta da quasi quarant’anni uno dei più autorevoli riconoscimenti nel panorama della pubblicità e della comunicazione in Italia. In giuria organismi nazionali, tra cui l’ADCI (Art Directors Club Italiano), UNA (Aziende della Comunicazione Unite) e la SIMA (Società Italiana Marketing), esperti dunque che hanno assegnato alla campagna Aeternum l’Oro nazionale nella categoria Crossmediale e l’Oro assoluto nelle selezioni regionali. Il direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo ha preso parte alla cerimonia di premiazione, insieme all’agenzia Postilla, svoltasi il 19 giugno 2026 a Venezia, nella prestigiosa cornice di piazza San Marco nella sede di The Home of The Human Safety Net. Ed è proprio Tiziana d’Angelo a raccontare in un video questa esperienza e l’importanza di questo riconoscimento.
“Oggi non siamo a Paestum, siamo a Venezia”, spiega Tiziana D’Angelo. “Alle mie spalle non ci sono i nostri maestosi templi dorici, ma la meravigliosa basilica di San Marco. Ma in realtà è sempre Paestum ad averci portato qui. Oggi infatti abbiamo ricevuto ben due Ori alla 39ma edizione del premio Agorà, uno tra i principali riconoscimenti nazionali dedicati alla pubblicità e alla comunicazione. Ad essere premiata è stata l’iniziativa Aeternum, il biglietto che dà accesso a vita ai parchi archeologici di Paestum e Velia, una campagna che abbiamo realizzato in collaborazione con l’agenzia Postilla e che abbiamo lanciato pochi mesi fa, il 13 febbraio di quest’anno, con il sostegno della direzione generale Musei. Ma Aeternum è molto più di un biglietto. Aeternum è un legame speciale che ciascuno di noi può costruire con il nostro patrimonio. Per dirla con Tucidide “la storia può davvero essere un possesso per sempre”. Il valore della campagna che riprende questo messaggio immortale lo trasforma in eredità per il nostro territorio è stata riconosciuta dalla comunità dei professionisti italiani della comunicazione. Infatti è la prima volta in Italia che un’istituzione culturale statale realizza un’iniziativa di questo genere. Finora sono stati emessi solo 100 biglietti venduti in pochissimi giorni ma forse non saranno gli ultimi (vedi Tutti venduti i 100 esemplari emessi dai Parchi archeologici di Paestum e Velia del biglietto Aeternum, il primo “pass” che vale tutta la vita promosso da un’istituzione culturale statale. Il direttore Tiziana D’Angelo: “È la mia dichiarazione d’amore verso questi luoghi” | archeologiavocidalpassato)”.
Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale il laboratorio di ceramica “Kéramos” dedicato a “Donne e cosmesi nel mondo antico” alla scoperta di gesti, rituali e abitudini legati alla bellezza nel mondo antico

Domenica 21 giugno 2026, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Paestum (Sa) torna l’appuntamento mensile con i laboratori di ceramica Kéramos, organizzati dai Parchi in collaborazione con l’Associazione Pandora Artiste Ceramiste. Il tema scelto per l’incontro è “Donne e cosmesi nel mondo antico”. Posti limitati (max 25 partecipanti). Biglietto per la partecipazione al laboratorio 2 euro (dai 6 anni in poi) che si aggiunge al costo del biglietto di ingresso ai Parchi (ove previsto) e all’abbonamento Paestum&Velia. Partendo dall’osservazione dei reperti conservati nel Museo di Paestum, i partecipanti scopriranno come le donne della Magna Grecia utilizzassero piccoli vasi, alabastron, pissidi e contenitori per custodire essenze, creme e cosmetici naturali. Attraverso questi oggetti sarà possibile conoscere gesti, rituali e abitudini legati alla bellezza nel mondo antico. Il laboratorio prevede la realizzazione in argilla di piccoli contenitori ispirati alle forme antiche, decorati con motivi geometrici, floreali e simboli tratti dall’arte magnogreca. Ogni partecipante potrà modellare il proprio “scrigno della bellezza”, immaginando di custodire al suo interno profumi e segreti provenienti da oltre duemila anni di storia. Un’esperienza che unisce archeologia, creatività e manualità, permettendo di comprendere come la ceramica non fosse soltanto un oggetto d’uso quotidiano, ma un prezioso custode di rituali, identità e tradizioni tramandate nel tempo.
Locri (RC). A Palazzo Nieddu il convegno “Patrimonio: tra prevenzione e riqualificazione” con sottotitolo “Il patrimonio culturale è la nostra eredità, il futuro della nostra comunità”, curato da Nicola Monteleone e Antonio Panetta

Martedì 16 giugno 2026, alle 18, nella Biblioteca “G. Incorpora” di Palazzo Nieddu del Rio a Locri (RC), il convegno “Patrimonio: tra prevenzione e riqualificazione” con sottotitolo “Il patrimonio culturale è la nostra eredità, il futuro della nostra comunità”, promosso dall’Archeoclub d’Italia – sede di Locri, con il patrocinio del Comune di Locri e del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri, e curato da Nicola Monteleone e Antonio Panetta. Il convegno, che nasce dalla consapevolezza che il patrimonio culturale rappresenti non soltanto una testimonianza del passato, ma anche una risorsa strategica per il futuro delle comunità locali, si propone come un momento di confronto tra istituzioni, professionisti ed esperti del settore per approfondire il ruolo che la tutela dei beni culturali può svolgere nello sviluppo sostenibile del territorio.
Programma. Dopo i saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura del Comune di Locri, Domenica Bumbaca; del presidente dell’Archeoclub di Locri, Nicola Monteleone; della direttrice del museo e parco Archeologico di Locri Epizefiri, Elena Trunfio; e dell’ex senatore della Repubblica, Franco Crinò; intervengono l’archeologo Antonio Panetta; il responsabile dell’Area Innovazione Digitale del Comune di Roccella Jonica, Beniamino Cordova; l’architetto Ilario Tassone; e gli avvocati Anna Careri e Carlo Tropiano.








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