Palermo. Al museo Archeologico “Salinas” lectio magistralis su “Eleutherna, dallo scavo al museo” di Nikolaos Stampolidis, direttore generale dell’Acropolis Museum di Atene, nell’ambito dell’accordo culturale tra Sicilia e Grecia
Il prof. Nikolaos Stampolidis, direttore generale dell’Acropolis Museum di Atene, sarà il protagonista martedì 6 settembre 2022, alle 18, terrà al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” con una Lectio Magistralis sul tema “Eleutherna, dallo scavo al museo”. Ingresso libero. “Siamo onorati di poter ascoltare dalla viva voce del prof. Nikolaos Stampolidis il racconto delle sue importantissime scoperte nel sito cretese di Eleutherna, uno degli scavi archeologici più affascinanti ed emblematici della Grecia”, commenta la direttrice Caterina Greco. L’incontro rientra nelle iniziative sancite dall’accordo quadriennale stipulato tra il Salinas di Palermo e il museo ateniese, in un quadro di rinnovati e intensi rapporti di collaborazione culturale tra la Sicilia e la Grecia (vedi Accordo storico tra il museo dell’Acropoli di Atene e il museo Archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo: il frammento del Partenone conservato in Sicilia, il “Reperto Fagan, torna in Grecia per 4 anni (per ora), in cambio di una statua della dea Atena e un’antica anfora geometrica. Un segnale concreto di amicizia. E si pensa ai marmi Elgin conservati al British museum | archeologiavocidalpassato).

Aerofotografia del settore Est della città sul sito di Eleutherna a Creta (foto bollettino di archeologia / beniculturali)
Il sito archeologico di Eleutherna, riconosciuto tra i siti Unesco della Grecia, si trova a Creta, in prossimità di Rhetymno, sulle propaggini del Monte Ida, e dal 1985 è oggetto degli scavi realizzati dall’Università di Creta sotto la direzione dallo stesso prof. Stampolidis. Il sito vanta un’ininterrotta continuità insediativa dall’era minoica fino al tardo periodo bizantino, e le rovine monumentali della città, che fiorì particolarmente in epoca ellenistico-romana e successivamente con il cristianesimo in età bizantina, hanno guadagnato a Eleutherna l’inserimento nella lista dei luoghi della cultura sotto l’egida dell’Unesco.

Il prof. Nicholas Stampolidis sul sito di Eleutherna a Creta (foto euronews)
Di particolare importanza, perché uniche nel loro genere, le vestigia della necropoli monumentale della prima età del ferro, con pire funebri e ricchissimi corredi funerari risalenti al X-VII sec. a.C., situata ad Orthi Petra, che ha consentito agli archeologi greci di ricostruire le ritualità dei culti funerari di epoca “omerica”, appannaggio dell’aristocrazia guerriera dominante in quella fase della storia arcaica greca. Il moderno museo, inaugurato nel 2016 ed allestito a cura del prof. Stampolidis, è oggi uno dei più importanti attrattori archeologici dell’isola di Creta.
Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” per la rassegna “Graecalis. Il vento della parola antica”: in scena “Medea. Variazioni sul mito” per il Teatro della Calabria. Corrado Alvaro rilegge la tragedia di Euripide
È forse l‘evento teatrale più atteso della rassegna “Graecalis 2022. Il vento della parola antica” ospitata dal museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia: “Medea. Variazioni sul mito”. Lo spettacolo è in programma nel cortile del museo domenica 4 settembre 2022 (vedi Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” al via la rassegna “Graecalis. Il vento della parola antica”: occasione per promuovere e valorizzare le memorie archeologiche di Hipponion-Vibo Valentia attraverso il teatro | archeologiavocidalpassato). Grazie alla straordinaria professionalità dell’associazione Teatro di Calabria “Aroldo Tieri” e alla preziosa collaborazione del Comune di Vibo Valentia quella della direzione dell’Archeologico è stata una scelta precisa: “Far rivivere i luoghi della nostra memoria attraverso il teatro, alla maniera dei Greci”. Ingresso a partire dalle 20. Inizio dello spettacolo alle 21. Il Teatro di Calabria realizza un viaggio fatto di parole e storie, un cammino a ritroso verso l’inizio del Mito: a fare da vero e proprio perno intellettuale, sarà la vicenda di Medea, barbara e maga, emblema perfetto della lotta tra Civiltà e barbarie, tra Ordine e Caos, tra Ragione e Istinto. La compagnia guiderà il pubblico alla scoperta della incredibile attualità del mito nella tragedia greca classica e nell’efficace trasposizione realizzata dall’autore calabrese Corrado Alvaro e della celebre opera di Euripide. Sulla scena, gli attori daranno vita alla selvaggia fierezza della Medea euripidea e alla maga senza più incanto raccontata dalla penna di Corrado Alvaro. Un viaggio fatto di parole, musiche, suggestioni e immagini nel cuore terribile e affascinante, della donna più celebre del Mito greco. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria. Ticket service 329.3990894; whatsapp service 338.3800703.

Dettaglio di un’anfora proveniente da Cuma , conservata al museo del Louvre di Parigi (foto da fb drm-calabria)
L‘ardimento e la passione di un’eroina senza tempo. In lei razionale e irrazionale coesistono, in uno sviluppo di sentimenti che la ragione è in grado di distinguere ma il cuore non riesce a superare. Istinto e furore, corpo e anima che amano fino all’autodistruzione, un confliggere di elementi che il genio di Euripide ha trasformato in uno dei personaggi più straordinari della letteratura occidentale. Medea è una donna ferita nella sua dignità più intima. Il ripudio subito da Giasone per mero opportunismo, l‘orrore dell’emarginazione e dell‘esilio, la smania di affermare la propria personalità, la consapevolezza della sua forza intellettuale, il senso della giustizia violata la inducono ad un’ansia disperata che si traduce in progetto fatale: vendicarsi dell’uomo che ha tradito il suo amore privandolo della sua discendenza, annientando però ciò che una madre ha di più caro al mondo, i suoi figli.

“Medea. Variazioni sul mito” di Euripide/Alvaro Corrado in scena nel cortile del museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia (foto ass.
Da Seneca a Jacques Anouhil, Medea è una delle figure universali della nostra cultura, il personaggio del mito greco forse più attualizzato dalla letteratura moderna. In Pasolini rappresenterà il conflitto tra la logica del sacro e l’opportunismo del potere, in Corrado Alvaro il dramma della condizione dello straniero, con l‘incomunicabilità tra differenti culture che genera lacerazioni incolmabili. Eppure la tragedia di Euripide non risultò vincitrice alle Grandi Dionisie dell‘87ª Olimpiade (431 a.C.), classificandosi solamente terza dopo le opere di Sofocle e di Euforione, figlio di Eschilo. I tempi ad Atene non erano maturi per cogliere il suo messaggio profondamente innovatore. Ma compito del poeta non era assecondare i gusti del pubblico, bensì indagare e farsi interprete della crisi della polis e della fragilità della condizione umana, anticipando, di fatto, i grandi temi della cultura ellenistica.
Al parco archeologico di Pompei con settembre entra nel vivo la rassegna “Palestra culturale”: quattro incontri sul progetto di Gennaro Carillo “Il fantasma dell’antico: dialoghi sulla tradizione classica”. E ad ottobre “Pompei per l’Ucraina”
Al parco archeologico di Pompei l’anteprima di “Palestra culturale”, una serie di incontri speciali con scrittori e artisti, nell’ambito della VII edizione di Campania by Night, era stata il 27 luglio 2022 con la presentazione del libro “La Fortuna” di Valeria Parrella, Feltrinelli Editore (vedi Pompei. Alla Palestra Grande anteprima della rassegna “Palestra Culturale” con la presentazione del libro di Valeria Parrella “La Fortuna”. Visite libere o guidate alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, e intitolazione ad Annamaria Ciarallo il Laboratorio di ricerche applicate del Parco | archeologiavocidalpassato). Il calendario della “Palestra culturale” si concentra nel mese di settembre 2022 (8, 15, 23, 29) con “Il fantasma dell’antico: dialoghi sulla tradizione classica”, progetto, cura e testi di Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico nel Dipartimento di Scienze umanistiche dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove insegna anche Storia della filosofia e Filosofia teoretica. Al Dipartimento di Architettura della Federico II insegna Filosofie della polis. Ha scritto su Vico, i tragici e i comici greci, la storiografia antica, Antifonte, Platone, Balzac, Simone Weil, oltre a occuparsi da tempo delle riscritture moderne e contemporanee del mito di Diana e Atteone. Condirettore artistico di Salerno Letteratura, è il curatore de Gli Ozi di Ercole al Parco Archeologico di Ercolano e di Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico al MANN di Napoli. Infine venerdì 7 ottobre 2022 si chiude la rassegna con “Pompei per l’Ucraina – una lettera dal fronte”. E c’è la possibilità di una visita libera o guidata su richiesta alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti, con prenotazione consigliata su www.ticketone.it.

Copertina del libro “La Grecia secondo Pasolini” di Massimo Fusillo (Carocci editore)
Giovedì 8 settembre 2022. Massimo Fusillo, “La Grecia secondo Pasolini”. La Grecia di Pasolini sarebbe impensabile senza Burckhardt e Nietzsche. Senza il rovesciamento di quell’immagine dell’antico idealizzata, marmorea, accreditata dal Classicismo, che fa di Canova, a giudizio di Roberto Longhi (amatissimo da PPP), uno scultore nato morto. È la caldaia di Medea, per dirla con Manganelli, che invece attrae Pasolini, una Grecia barbarica, ferina, arcaica, in cui il selvaggio – l’agrammaticale – incombe e alla fine predomina sulla compiutezza apollinea delle forme. Massimo Fusillo insegna Letterature comparate e Teoria della letteratura all’università dell’Aquila, dove è anche coordinatore del Dottorato di ricerca in Letterature, arti, media. La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema è uscito quest’anno in una nuova edizione per Carocci.

L’antichista Eva Cantarella (foto Fondazione Feltrinelli)
Giovedì 15 settembre 2022. Eva Cantarella, “La democrazia greca tra mito e disincanto”. L’Atene classica fu la prima polis retta da una costituzione democratica. Tuttavia quello ateniese non fu un modello di democrazia. Almeno se attribuiamo a democrazia il significato attuale. La parola stessa, demokratia, suona ambigua: non va intesa come sovranità di tutto il demo ma come supremazia politica della fazione popolare ai danni di quella oligarchica. O comunque è questo che ci consegnano le fonti più malevole. Peraltro, la libertà e l’uguaglianza democratiche presupponevano esclusioni severe dalla cittadinanza: i liberi e gli uguali, coloro ai quali spettava la partecipazione al governo della polis, erano davvero pochi. Fra loro non c’erano le donne. E uno dei fondamenti inconfessabili della democrazia era la schiavitù. Oltre a un eros per l’espansione imperialistica dissimulato dietro una retorica dell’esportazione della democrazia che ha fatto proseliti anche tra i nostri contemporanei. Eva Cantarella è tra le maggiori antichiste italiane. Ha insegnato Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’Università Statale di Milano.

Copertina del libro “Saffo. La ragazza di Lesbo” di Silvia Romani (Einaudi)
Venerdì 23 settembre 2022. Silvia Romani, “Saffo. La ragazza di Lesbo”. Se in ogni eroe o eroina c’è un Achille, nella poesia d’amore di ogni tempo c’è Saffo, riscritta all’infinito. Silvia Romani ci conduce nel mistero della ragazza di Lesbo vissuta in un’epoca – e su un’isola – nella quale la memoria degli eroi omerici era ancora fresca, al punto da farne figure non tanto del mito quanto della storia. Ma parlare di Saffo significa anche misurarsi con il debito contratto con lei dal nostro immaginario, in un andirivieni vertiginoso da Catullo a Leopardi, da Shakespeare ad Anna Maria Ortese, da Rilke a María Zambrano, passando – fra le altre stazioni del viaggio – per Rodin, Salinger e Picnic a Hanging Rock. Silvia Romani insegna Mitologia, Religioni del mondo classico e Antropologia del mondo classico all’università Statale di Milano. “Saffo, la ragazza di Lesbo” (Einaudi) è il suo ultimo libro.

Il musicologo Giovanni Bietti (foto oficina ocm)
Giovedì 29 settembre 2022. Giovanni Bietti, “La lira di Orfea. I miti classici nella musica occidentale” – Lezione/concerto. Il mito classico è un repertorio pressoché inesauribile cui attinge a piene mani il nostro immaginario. Letterario ma non solo. Si pensi alle arti figurative, al cinema, al teatro. Se dunque Eschilo campava di rendita con le briciole del banchetto di Omero, noi – più o meno consapevolmente – facciamo altrettanto. Con Omero e con tutti coloro che sono venuti dopo di lui. La musica non fa eccezione. Qualche nome a caso? Monteverdi, Händel, Cherubini, Strauss, Stravinskij… Alla lezione/concerto di Giovanni Bietti il compito di accompagnarci in un viaggio musicale nella tradizione classica. Giovanni Bietti, compositore, pianista, musicologo, è considerato uno dei maggiori divulgatori musicali italiani.
Venerdì 7 ottobre 2022. Pompei per l’Ucraina – una lettera dal fronte. Rassegna di opere filmiche e immagini in movimento di artisti contemporanei dall’Ucraina, presentato per l’occasione in collaborazione con il parco archeologico di Pompei, nell’ambito del progetto Pompeii Commitment. Il programma “Una lettera dal fronte” è stato originariamente commissionato e prodotto dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, uno dei più autorevoli musei d’Arte contemporanea internazionali (membro AMACI-Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani), a seguito dell’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022. Il programma è curato da Nikita Kadan (Kiev, 1982; vive e lavora a Kiev) con Giulia Colletti, curatrice dei progetti digitali e per il pubblico del Castello di Rivoli. L’evento avrà anche una programmazione digitale temporanea sul sito pompeiicommitment.org e pompeiisites.org. Introduce Andrea Viliani.
Reggio Calabria. Per “Notti d’estate al MArRC” sulla terrazza del museo Archeologico nazionale il soprintendente Sudano illustra il ritrovamento di una struttura di età romana imperiale durante i lavori sotto piazza Garibaldi e i nuovi progetti
Piazza Garibaldi e la struttura di età romana imperiale ritrovata durante la costruzione di un parcheggio sotterraneo sono al centro del nuovo appuntamento del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per il ciclo “Notti d’estate al MArRC”. Sabato 3 settembre 2022, sulla terrazza panoramica del MArRC, alle 21, con il Touring club italiano – sezione di Reggio Calabria si parlerà della scoperta che ha affascinato studiosi ed appassionati di tutto il territorio nazionale i quali, con curiosità, ora attendono di conoscere meglio i ritrovamenti. Ospite d’eccezione per la serata sarà Fabrizio Sudano, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia, nonché Segretario Regionale ad interim del MiC per la Calabria che, lo scorso 13 agosto ha ricevuto il “Premio Bronzi di Riace 2022” per la categoria “Tutela dei beni culturali e del paesaggio”. “La conferenza sul passato, presente e futuro di piazza Garibaldi rappresenterà un contributo del Club di Territorio del TCI sull’area archeologica scoperta al di sotto della stessa piazza. Lo faremo con la competenza e le ricerche del soprintendente archeologico dott. Sudano”, commentano Cappellano e Zuccarello del Touring Club. “La scoperta archeologica di una struttura di età romana imperiale a Piazza Garibaldi ha, fin dal 2016, incuriosito appassionati e cittadini e si è in attesa di una ripresa delle ricerche con un progetto della soprintendenza ABAP RC-VV finanziato dal Comune di Reggio Calabria”, dichiara il soprintendente Sudano. “Sarà l’occasione per ripensare alla storia antica della città e per affrontare l’ennesima sfida tra lo sviluppo e la convivenza con le realtà provenienti dal sottosuolo. In attesa dell’inizio del cantiere – conclude – si cercherà di capire quanto è emerso finora, perché è stato per il momento ricoperto, cosa ci si aspetta dal nuovo progetto e quale potrebbe essere la dimensione della nuova Piazza Garibaldi a lavori terminati”. Il soprintendente condividerà con il pubblico gli studi effettuati, i progetti in procinto di attuazione e quelli futuri che permetteranno di riportare alla luce una pagina della storia millenaria di Reggio Calabria. Fino al 10 settembre 2022, ogni giovedì e sabato, sarà possibile visitare il Museo con l’orario prolungato fino alle 23, con ultimo ingresso alle 22:30, con biglietto ridotto a soli 3 euro. L’ingresso consentirà l’accesso agli spazi espositivi, l’ingresso alle 4 mostre in esposizione: “Il vaso sui Vasi. Capolavori dal Museo Nazionale Jatta di Ruvo di Puglia”; “Oltre l’emergenza. Attività e restauri dopo l’alluvione del 2018”; “I Bronzi di Riace. Un percorso per Immagini”; “L’Età degli Eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace”, e la partecipazione agli eventi sulla terrazza panoramica del Museo con accesso massimo ridotto, fino ad esaurimento, a 90 posti, per disposizioni di sicurezza. Al MArRC si entra senza prenotazione, con l’uso fortemente raccomandato della mascherina chirurgica.
Parco archeologico di Paestum e Velia: boom di ingressi nell’estate 2022. Superato il record del 2019. Bilancio di tre mesi eccezionali con la direttrice Tiziana D’Angelo

Grande partecipazione di pubblico nelle iniziative, come la Notte Bianca, proposte per l’estate 2022 dal parco archeologico di Paestum e Velia (foto pa-paeve)
Boom di ingressi: superato il record del 2019. Il parco archeologico di Paestum e Velia ha concluso un’estate che non dimenticherà facilmente grazie ai successi collezionati in questi ultimi tre mesi e alle novità introdotte nel campo della promozione e valorizzazione dei due siti archeologici magno-greci della provincia di Salerno.

Primi visitatori nel riaperto percorso di Porta Rosa a Velia (foto pa-paeve)
Questa del 2022 è anche la prima estate post pandemia vissuta senza ingombranti restrizioni anti Covid-19 o contingentamenti del pubblico, oltre che la prima pianificata sotto la nuova direzione di Tiziana D’Angelo. Nel periodo tra inizio giugno e fine agosto 2022 il museo e l’area archeologica di Paestum e l’area archeologica di Velia sono stati visitati da 156.231 persone. La cifra è significativa se paragonata ai numeri record dell’estate 2019 che sono stati ampiamente recuperati e superati quest’estate con un +18% complessivo di visitatori paganti, in particolare oltre +30% nel mese di agosto. Particolarmente significativo è il dato dei visitatori dell’area archeologica di Velia che nel mese di agosto 2022 sono triplicati rispetto allo stesso mese del 2019, quando il sito ancora non era stato accorpato all’autonomia pestana. Rispetto al biennio 2020 e 2021, i risultati del 2022 confermano la graduale e generale ripresa nella fruizione dei luoghi della cultura che, nel caso del parco archeologico di Paestum e Velia, registra un generale incremento del +28% rispetto ai mesi estivi del 2021 e del +85% rispetto ai visitatori del trimestre giugno-agosto 2020.

Tiziana D’Angelo, direttrice del parco archeologico di Paestum e Velia, accoglie i visitatori al Tempio di Nettuno (foto pa-paeve)
“Questa prima estate a Paestum e Velia mi ha regalato grandi soddisfazioni”, dichiara il direttore, Tiziana D’Angelo. “Assieme ai miei collaboratori, abbiamo lavorato con dedizione per costruire rapidamente una programmazione ampia, diversificata e innovativa. In risposta alla ripresa del turismo nazionale e internazionale a seguito dell’uscita dall’emergenza sanitaria, abbiamo creato nuovi percorsi di visita e reso i nostri siti sempre più accessibili, migliorando anche i collegamenti tra Paestum e Velia. Il rilancio di Velia costituisce un’importante priorità e i nostri sforzi di valorizzazione del sito hanno già sortito risultati eccellenti. Un altro obiettivo – continua D’Angelo – era quello di consolidare il rapporto con il territorio e le sue comunità, per le quali i siti di Paestum e Velia sono fondamentali spazi aggregativi dal forte potere identitario. In tal senso, mostre, spettacoli teatrali, concerti e laboratori di degustazione hanno contribuito ad aprire il Parco a nuovi segmenti di pubblico e a promuovere la sinergia tra turismo culturale, balneare ed enogastronomico. La risposta dei visitatori è stata estremamente positiva e calorosa: lo straordinario numero di ingressi registrati negli ultimi mesi racconta di una vivace ed eclettica comunità che cresce e vive il Parco a tutto tondo, come spazio di condivisione ed espressione. Dietro al successo di quest’estate c’è un eccezionale lavoro di squadra, di cui sono orgogliosa e profondamente grata. I risultati ottenuti – conclude – ci motivano a proseguire con sempre più impegno e tenacia verso nuovi obiettivi, tra cui la creazione di collaborazioni e progetti che ci consentano di destagionalizzare la fruizione del Parco, con un impatto positivo su tutto il tessuto socio-economico del territorio”.

“Oltre il museo. Storie dai depositi”: apertura al pubblico con visite guidate ai depositi del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

La direttrice Tiziana D’Angelo, al centro, alla riapertura della Porta Rosa a Velia (foto pa-paeve)
A contribuire all’aumento dei visitatori del Parco anche le numerose innovazioni nell’ambito della fruizione, promozione e valorizzazione di Paestum e Velia, tra cui la riapertura al pubblico dei depositi del museo di Paestum, visitati da 1750 persone dal 18 giugno 2022, e la riapertura del percorso di visita di Porta Rosa, il monumento simbolo di Velia e la più antica testimonianza di arco a tutto sesto della Magna Grecia. Fondamentale anche l’istituzione del servizio navette gratuito dedicato ai possessori del biglietto di ingresso al Parco che nei fine settimana di agosto ha consentito a circa 300 passeggeri di raggiungere Velia da Paestum e di godere di una visita libera al tramonto nella città bassa e sull’acropoli. Un’altra simile iniziativa è stata organizzata nel Comune di Ascea, in collaborazione con la Pro Loco, con l’istituzione di un servizio gratuito di navette per collegare la fascia costiera con il sito archeologico di Velia.

Il concerto di Vinicio Capossela al Tempio di Nettuno di Paestum ha segnato oltre 4mila ingressi (foto pa-paeve)

La direttrice Tiziana D’Angelo nelle serate di “Musica&Parole” al Tempio di Nettuno di Paestum (foto pa-paeve)
Un grande successo sono state le sedici aperture straordinarie serali rientranti nel Piano di valorizzazione del MiC 2022 che, con un biglietto di ingresso di soli 5 euro, hanno annotato la partecipazione di circa 16mila ospiti a concerti di musica, mostre, visite guidate, laboratori e giochi per bambini. Grande protagonista delle serate al Parco è stata la terza edizione della Rassegna “Musica & Parole”, con otto spettacoli tra Paestum e Velia. Si contano 13.840 presenze ai concerti di Roberto Vecchioni, Paolo Belli, Gegè Telesforo, Danilo Rea e Luciano Biondini a Velia e, a Paestum, di N.O.I. La Nuova Orchestra Italiana, Malika Ayane, Raphael Gualazzi e Simona Molinari e Vinicio Capossela, che detiene il record di ingressi con 4.169 spettatori.

Grande affluenza di pubblico per la “Notte con gli Dei” con la riapertura del Tempio di Nettuno e della Basilica a Paestum (foto pa-paeve)
Nelle altre otto serate del Piano di valorizzazione 2022 sono stati realizzati importanti eventi come la mostra “Vedute pestane”, in collaborazione con la Fondazione Giambattista Vico, con l’esposizione nel Santuario meridionale di Paestum di quindici quadri di artisti del Grand Tour. Dallo scorso 17 luglio, in occasione dell’evento “Notte con gli dei”, i templi dorici di Paestum sono stati riaperti al pubblico e resi nuovamente accessibili dopo la chiusura forzata a causa della pandemia: le visite all’interno del tempio di Nettuno e della c.d. Basilica sono ora incluse nell’ordinario percorso di visita e, insieme alle visite ai depositi del Museo, ampliano e rendono unica l’offerta culturale del Parco. A Velia, invece, le serate sono state animate dalle note del maestro Roberto Laneri e dalla Rassegna internazionale di musica da camera e organo antico dell’associazione “L.V. Beethoven”, oltre che dalla grande novità di quest’anno: i laboratori del gusto a cura di “Amici di Paestum & Velia”.

Per la “Notte bianca tra i templi di Paestum” performance artistiche di musica, danza e teatro
Impossibile non menzionare il grande successo della prima “Notte bianca tra i templi di Paestum” che ha donato a 3.677 persone la possibilità di vivere per una notte l’intera area archeologica illuminata e fruibile in sicurezza, e di partecipare a un fitto programma di performance artistiche di musica, danza e teatro; attività di gioco e didattiche per adulti e bambini; visite guidate e laboratori con degustazioni di prodotti locali DOP. Altri concerti hanno animato l’estate pestana, come quello della Fanfara dei Carabinieri e della Fanfara della Polizia di Stato, due appuntamenti di solidarietà dal forte valore etico e sociale, e il concerto della Nuova orchestra Scarlatti diretta dal maestro Beatrice Venezi realizzato in collaborazione con il Comune di Capaccio Paestum: ai tre concerti hanno partecipato 3.792 spettatori.
Dopo l’estate già si lavora alla programmazione delle prossime iniziative: il parco archeologico di Paestum e Velia aderisce all’appuntamento nazionale delle Giornate Europee del Patrimonio con visite ai cantieri di scavo, laboratori del gusto e attività didattiche per bambini nei due siti di Paestum e Velia in programma il 24 e il 25 settembre 2022, con costo del biglietto a 1 euro per l’apertura serale di sabato 24 settembre 2022.
Vetulonia. Al museo “Isidoro Falchi” chiude la rassegna “Archeologia sotto le stelle” con la conferenza emozionale “Mythos. Le figure femminili nella Mitologia greca” di Giacomo Moscato. Due turni, prenotazione obbligatoria. Seguono le visite guidate alla mostra “A tempo di danza”
Il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” dà appuntamento a tutti gli appassionati mercoledì 31 agosto 2022, in due turni, alle 19 e alle 21, per chiudere “in bellezza, grazia e armonia” gli appuntamenti serali dell’estate 2022 e della rassegna “Archeologia sotto le Stelle”. Protagonista l’attore e regista Giacomo Moscato che condurrà in pubblico in un viaggio emozionale con la conferenza emozionale “Mythos. Le figure femminili nella Mitologia greca” sul palcoscenico allestito nelle sale in occasione della mostra evento “A tempo di danza. In armonia, grazia e bellezza. Dalle meraviglie del Museo archeologico nazionale di Napoli alle opere di Antonio Canova, “figlie del cuore” aperta al MuVet fino al 6 novembre 2022. Testi di Giacomo Moscato, immagini di Giuliano Giuggioli. “Donne, ninfe e dee dell’Antichità riprenderanno vita in un racconto che, tra parole ed immagini, non smetterà un attimo di affascinare e stupire”, assicurano al MuVet. Evento gratuito. Per assistere alle due rappresentazioni all’interno delle sale del MuVet bisogna prenotare il posto (i posti in sala sono limitati, per questo la prenotazione obbligatoria) contattando il museo ai numeri 0564927241 o 0564948058 oppure scrivendo all’indirizzo museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it. Al termine degli spettacoli è prevista la visita guidata della mostra condotta dalle archeologhe dello Staff del Museo.
Lipari. Al teatro del Castello “Labirinti dal Toro celeste al Minotauro”: antiche storie, come isole nel Mediterraneo, collegate da un comune elemento divino rappresentato dal Toro sacro
Storie di dei, regine, tori ed eroi, da oriente a occidente, per mare, cielo e terra: dagli assiro-babilonesi ai fenici, dalla civiltà minoica ai greci, racconto di un antico intreccio di popoli e culture attraverso il Mediterraneo. Appuntamento lunedì 29 agosto 2022, alle 18.30, a ingresso gratuito, al teatro del castello di Lipari il parco archeologico delle isole Eolie e museo “Bernabò Brea” presenta “Labirinti dal Toro celeste al Minotauro”, antiche storie, come isole nel Mediterraneo, collegate da un comune elemento divino rappresentato dal Toro sacro. Adattamento testi di Maria Grandori e Tilde Pajno tratti da J.L. Borges, La Casa di Asterione; R. Calasso, La tavoletta dei destini; R. Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia; F. Durrenmatt, Il Minotauro; Epopea di Gilgamesh; Ovidio, Le Metamorfosi; C. Pavese, Dialoghi con Leucò; M. Yourcenar, Tutto il teatro. Messa in scena Emanuela Mondiello, allestimento scena Renata Conti, musica Salvatore Alleruzzo e Marco Manni. Partecipano Paola Centurrino, Francesca De Pasquale, Tommaso Garbarini, Maria Clara Martinelli, Emanuela Mondiello, Tilde Pajna, Giordana Rossetti, Francesca Sardo.
Reggio Calabria. Per le “Notti d’estate al MArRC” il museo Archeologico nazionale celebra il territorio e le sue eccellenze sul tema “I Bronzi di Riace e il Bergamotto di Reggio Calabria”
Ultimo appuntamento per gli eventi in programma nel mese di agosto per le “Notti d’estate al MArRC”. Sabato 27 agosto 2022, alle 21, nella magnifica cornice della terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria un suggestivo incontro che celebra il territorio e le sue eccellenze sul tema “I Bronzi di Riace e il Bergamotto di Reggio Calabria”, ormai giunto alla Sesta Edizione, a cura del Centro internazionale Scrittori della Calabria, del Comitato per il Bergamotto di Reggio Calabria e dalla Confederazione Pasticceri Italiani. Dopo i saluti del direttore del museo, Carmelo Malacrino, della presidente del CIS, Loreley Rosita Borruto, e del presidente nazionale del CONPAIT, Angelo Musolino, interverrà Pasquale Amato professore ordinario all’università di Messina. “L’idea dell’incontro tra i nostri due tesori, il bergamotto e i Bronzi di Riace”, spiega Amato, “è frutto di positive sinergie con il direttore Malacrino per il potenziamento e la divulgazione nel mondo delle nostre due Eccellenze. Il binomio ha riscosso subito consensi e si è arricchito della collaborazione del Cis Calabria, del maestro Angelo Musolino (oggi presidente nazionale dei pasticceri CONPAIT) e del maestro Davide Destefano (oggi responsabile nazionale gelato del CONPAIT). Dal 2019 il Comitato per il Bergamotto di Reggio Calabria è ormai stabilmente presente nell’ultimo sabato di agosto nella favolosa Terrazza del nostro splendido Museo”. E il direttore Malacrino: “Un appuntamento che celebra due icone del nostro territorio: i Bronzi di Riace e il Bergamotto di Reggio Calabria. Questo prezioso frutto è uno dei tesori della nostra terra, che abbiamo il dovere di promuovere e valorizzare. Ringrazio, quindi, il Comitato per il Bergamotto di Reggio Calabria, il CIS della Calabria e CONPAIT per questa sinergia volta a valorizzare le eccellenze del nostro territorio, permettendo al Museo di offrire esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze”.
Durante il corso della serata, verrà consegnato il premio “Bergamotto di Reggio Calabria” che quest’anno ha raggiunto la terza edizione. Un riconoscimento a coloro che hanno contribuito con azioni, iniziative e opere alla promozione, diffusione e salvaguardia della corretta denominazione del “Bergamotto di Reggio Calabria”. A seguire la consueta degustazione di dolci, bevande e gelati con il gusto inimitabile del Bergamotto di Reggio Calabria, a cura dei maestri pasticceri del CONPAIT. La programmazione di “Notti d’estate” il Museo prevede il prolungamento dell’orario di apertura fino alle 23 (con ultimo ingresso alle 22.30) ogni giovedì e sabato, fino al 10 settembre 2022. Dalle 20 il biglietto d’ingresso costerà solo 3 euro e permetterà di visitare gli spazi espositivi, visitare le quattro mostre temporanee in esposizione e partecipare agli eventi in programma.
Al parco archeologico di Paestum giornata dedicata al volontariato con raccolta sangue e convegno sul tema del melanoma. E concerto della Fanfara della Polizia di Stato

Suggestiva immagine del Santuario meridionale del parco archeologico di Paestum (foto pa-paeve)
Un’intera giornata dedicata alla memoria e alla solidarietà. Succede a Paestum sabato 27 agosto 2022. Si inizia al mattino con una raccolta sangue nel piazzale del Museo e si prosegue con un convegno dedicato al melanoma nei pressi della Basilica Paleocristiana. La giornata si conclude nell’area archeologica, davanti al tempio di Nettuno, con l’esibizione della Fanfara della Polizia di Stato alle 21. Ingresso gratuito al concerto della fanfara previo ritiro del biglietto in biglietteria. Apertura straordinaria serale dell’area archeologica (solo Santuario Meridionale) dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso 23.15). Il programma. Dalle 8 alle 12 appuntamento nel piazzale del Museo per la raccolta sangue con l’autoemoteca del centro trasfusionale dell’ospedale S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’associazione DonatoriNati della Polizia di Stato in collaborazione con le associazioni Giovanni Palatucci e Amici di Paestum e Velia. l’associazione DonatoriNati, che conta 14mila iscritti ed è presente in 13 regioni d’Italia, è stata costituita nel luglio del 2003 per iniziativa di un gruppo di appartenenti alla Polizia di Stato con lo scopo di promuovere e sensibilizzare la cultura della donazione di sangue. Dalle 9, nei locali accanto alla Basilica Paleocristiana, convegno dedicato al tema del melanoma. Saranno presenti al convegno Giancarlo Conticchio, questore della Provincia di Salerno; Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia; Franco Alfieri, sindaco della Città di Capaccio Paestum; Claudio Saltari, presidente nazionale DonatoriNati; Antonio Pagano, vice presidente nazionale associazione Giovanni Palatucci; Vincenzo Battipaglia, presidente sezione Salerno DonatoriNati; Gerardo Botti, primario emerito istituto nazionale Tumori IRCCS fondazione Pascale di Napoli e Tommaso Fabrizio, primario Chirurgia plastica IRCCS CROB Rionero in Vulture. Alle 19, presso la Basilica Paleocristiana, Messa in memoria di Giovanni Palatucci.
Alle 21, davanti al Tempio di Nettuno, esibizione della Fanfara della Polizia di Stato. La Fanfara ha l’obiettivo di proseguire l’opera di promozione e diffusione dei valori della legalità attraverso la cultura musicale. Il complesso nasce principalmente per accompagnare le sfilate e le cerimonie ufficiali. Nel corso degli anni l’organico è stato arricchito con ulteriori strumentisti per permettere di avere un repertorio che spazi nei diversi generi, tra la tradizione ed il moderno, ed essere sempre più vicini alla gente. La Fanfara, che ha sede a Roma, attualmente è composta da circa cinquanta musicisti ed è diretta dal maestro Secondino De Palma; partecipa non solo alle cerimonie della Polizia di Stato, come i giuramenti degli allievi agenti presso le Scuole di Polizia, ma anche ad eventi culturali e a scopo benefico, di rilievo nazionale ed internazionale. Durante tutta la giornata sarà possibile ammirare lungo via Magna Grecia la Lamborghini e altre auto d’epoca della Polizia di Stato.
Nel cuore dell’Egeo, un’isola greca di origine vulcanica diviene il simbolo di un’antichissima lotta di libertà: siamo nel 416 a.C. e, nella piccola Melo (oggi Milos, in italiano Milo), si svolgono le trattative fra i magistrati locali e gli ambasciatori ateniesi. Perno dello scontro, raccontato in uno dei più celebri dialoghi di Tucidide, è la pretesa neutralità dei cittadini melii, che non intendono sottoporsi all’egemonia ateniese nel duro conflitto in corso con Sparta. Parte da questo antefatto storico la mostra “Il diritto del più forte. Il dialogo degli Ateniesi e dei Melii in Tucidide. Alessandro Baricco e il MANN per MARetica”: l’esposizione, in programma nelle sale cosiddette della Farnesina da giovedì 8 settembre 2022 (inaugurazione alle 12) al 9 gennaio 2023, stringe ancor di più quel filo rosso tra letteratura e arte che, nello scorso anno, aveva legato le opere del museo Archeologico nazionale di Napoli ai versi di Omero e alla rivisitazione contemporanea di Alessandro Baricco. Nel percorso, curato da Marialucia Giacco (responsabile Ufficio Mostre Italia/Estero, Mann), grazie all’apparato didascalico le opere stabiliscono un ideale dialogo con le pagine di Tucidide. E, proprio seguendo la scrittura dello storiografo greco, venerdì 9 settembre 2022, alle 21, nell’ambito della rassegna MARetica, Paolo Giulierini e Alessandro Baricco si confronteranno sui conflitti che hanno caratterizzato il nostro passato e il nostro presente. Un calco della doppia erma di Erodoto-Tucidide, in prestito dal Mann, accompagnerà il dialogo tra i due intellettuali.


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