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Egitto. Nel tempio di Abu Simbel si è rinnovato il “miracolo del Sole”

Il 22 febbraio 2023 nel tempio di Abu Simbel, in Egitto, si è rinnovato il “Miracolo del Sole”: un fenomeno unico che, due volte l’anno, il 22 ottobre e il 22 febbraio appunto, illumina la principale sala reale del tempio. Anche se i due grandi templi rupestri, fatti erigere da Ramses II nel cuore della montagna nel XIII sec. a.C., non sono più nella loro posizione originaria, smontati e ricostruiti in una posizione più elevata per salvaguardare il sito dall’allagamento in seguito alla creazione del bacino artificiale con la costruzione della grande diga di Assuan, il fenomeno è stato “salvaguardato”. Nel ricostruire – tra il 1964 e il 1968 – i templi, circa 210 metri più indietro e 65 metri più in alto, fu mantenuto infatti l’originale orientamento rispetto agli astri e al sole, in modo da consentire (seppur con lo sfalsamento di un giorno) al sorgere del sole, due volte l’anno – il 22 febbraio e il 22 ottobre – di illuminare la camera centrale del tempio maggiore dove troneggiano le quattro divinità sedute: Ptah, Amon, Ramses II e Ra.

Trento. Alla Biblioteca comunale presentazione del libro “Champollion in Egitto. Diario di una spedizione scientifica (1828-1829)” (edizioni Kemet) di Giacomo Cavillier

trento_biblioteca_libro-champollion-in-egitto_presentazione_locandinaAppuntamento con l’Antico Egitto a Trento. Giovedì 23 febbraio 2023, alle 17, nella Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale, presentazione a ingresso libero del libro “Champollion in Egitto. Diario di una spedizione scientifica (1828-1829)” (edizioni Kemet) di Giacomo Cavillier, direttore della Missione archeologica italiana a Luxor e direttore del Centro Champollion di Genova e Il Cairo. . Il volume racconta l’esperienza umana e scientifica vissuta da Jean-François Champollion nella Valle del Nilo nel 1828-1829, durante la cosiddetta Spedizione Franco-Toscana. Questo diario di viaggio costituisce la testimonianza degli aspetti umani ed emozionali dello studioso proiettato per la prima volta in un Egitto regolato da differenti codici culturali ed esistenziali.

San Giovanni Valdarno (Ar). Le “Piazze del sapere”, a margine della mostra “ReDiscovering Tutankhamon, portano nell’Antico Egitto: Schincaglia “intervista” Cleopatra e Valentina Santini presenta i libri su Butehamon e Tutankhamon

san-giovanni-valdarno_palomar_viaggio-nell-antico-egitto_locandinaQuesta settimana a San Giovanni Valdarno (AR) si parla di Antico Egitto. Grande novità delle “Piazze del sapere” di febbraio 2023 è l’approfondimento sui misteri e le bellezze della gloriosa terra sviluppatasi lungo il fiume Nilo e del suo grande popolo. La rassegna per la promozione della lettura “Le piazze del sapere”, a Palomar, la Casa della cultura di San Giovanni Valdarno in piazza della Libertà, è organizzata dal Comune di San Giovanni Valdarno in collaborazione con Unicoop Firenze – Bibliocoop di San Giovanni Valdarno, associazione culturale Pandora e, per questa edizione, con la preziosa partecipazione di Anpi Valdarno, Accademia Valdarnese del Poggio, Camnes (Center for ancient mediterranean and near eastern studies), Istituto Lorenzo de’Medici, Reporter Live e Pro loco di San Giovanni Valdarno.

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Locandina della mostra fotografica “Re-discovering Tutankhamon” alla Casa della Cultura di San Giovanni Valdarno (Ar)

Le “Piazze del sapere” sono all’interno del periodo di apertura della mostra fotografica “ReDiscovering Tutankhamon”, a cura di Camnes (Center for ancient mediterranean and near eastern studies) in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’Medici, alla Casa della Cultura fino al 4 marzo 2023 (vedi 4 novembre 1922 – 4 novembre 2022: nell’anniversario della scoperta- cento anni fa – della tomba di Tutankhamon, a Firenze presentazione del libro “I segreti di Tutankhamon” e la mostra “Re-discovering Tutankhamon” | archeologiavocidalpassato). Tutankhamon, faraone egizio appartenente alla XVIII dinastia, è uno dei personaggi storici tra i più conosciuti. Nacque ad Amarna nel 1341 a.C. e morì a Memfi nel 1323 a.C. prima di aver compiuto 20 anni. Governò tra 1333-1323 a.C., anni durante i quali spostò la capitale d’Egitto da Amarna a Tebe e ristabilì il culto del dio Amon. Deve la sua fama alla scoperta della sua tomba, rimasta inviolata, avvenuta nel novembre 1922 ad opera di Howard Carter e George Herbert, V conte di Carnarvon e alla maledizione che avrebbe dovuto colpire chiunque avesse disturbato il sonno del faraone. Ma la vita di una persona è fatta anche di quotidianità, di momenti particolari, di impressioni e di sogni. Per questo motivo i tre curatori della mostra, Massimiliano Franci, Irene Morfini e Valentina Santini, hanno scelto personalmente una serie di immagini per andare ancora più nel profondo del mondo di Tutankhamon. Finestre che accompagneranno i visitatori ad approfondire particolari che spesso sfuggono o sui quali non ci soffermiamo abbastanza. Le didascalie, volutamente escluse dalla visione diretta e inserite in un booklet, hanno la funzione di guidare ad una riflessione personale, prima e dopo di quella stimolata dall’osservazione di un’immagine.

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L’egittologa Valentina Santini, la vice sindaco di San Giovanni Valdarno Paola Romei, e Andrea Schincaglia di Reporter Live, alla presentazione delle Piazze del sapere dedicate all’Antico Egitto (foto comune-sgv)

Giovedì 23 febbraio 2023, alle 21, “I misteri dell’antico Egitto”: Andrea Schincaglia di Reporter Live riuscirà a intervistare Cleopatra, interpretata dall’attrice Luisa Masini, come nella versione scritta per Radio Rai nel 1975 da Luigi Santucci. Special guest l’egittologa Valentina Santini. Dottoranda al dipartimento di Studi classici, Storia antica e Archeologia dell’università di Birmingham, dopo aver lavorato a Torino al museo Egizio, è ora egittologa e addetta alla comunicazione al centro studi Camnes di Firenze. Le sue ricerche si concentrano sull’antico Egitto, in particolare sul periodo amarniano e sulle credenze funerarie di epoca faraonica. L’iniziativa del 23 febbraio è organizzata in collaborazione con la Pro Loco di San Giovanni Valdarno.

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Copertina del libro “Butehamon. A scuola di scrittura nell’antico Egitto” di Valentina Santini (Casa editrice Sillabe)

Sabato 25 febbraio 2023, alle 11, sarà raccontato il libro per ragazzi “Butehamon. A scuola di scrittura nell’antico Egitto” di Valentina Santini (Casa editrice Sillabe) con letture dell’attore Bruno Santini e un laboratorio di scrittura in geroglifici condotto dall’autrice con l’illustratore Saimon Toncelli. Attività per ragazzi dagli 8 ai 12 anni su prenotazione. Questa è la storia di Butehamon, un piccolo egiziano alle prese con il suo sogno: diventare uno scriba! Il libro è una favola ricostruita dall’esperienza di una archeologa esperta come Valentina Santini che in modo originale, ma educativo illustra la vita di questa importante figura nell’antichità. La scrittura non era per tutti e il piccolo protagonista del volume ci accompagna nel suo percorso per diventare lo scriba del faraone. Il libro si conclude con una curiosa sezione dove poter cimentarsi nei geroglifici e scoprire tante altre curiosità del mondo antico e su questo affascinante mestiere, come il Mini corso di geroglifico e I bambini nell’antico Egitto.

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La copertina del libro “I segreti di Tutankhamon. Storia di un faraone tra mito e realtà” (Longanesi) di Valentina Santini

Sempre sabato 25 febbraio 2023, ma alle 17.30, sarà invece presentato il libro “I segreti di Tutankhamon. Storia di un faraone tra mito e realtà” di Valentina Santini (edizioni Longanesi). Interverrà Stefano Valentini, archeologo e co-direttore di Camnes (vedi Torino. Al museo Egizio per “Incontro con gli autori”, in presenza e on line, presentazione del libro “I segreti di Tutankhamon” di Valentina Santini in dialogo con la curatrice del museo Egizio Federica Facchetti | archeologiavocidalpassato). Santini racconta in questo libro quello che è stato scoperto su Tutankhamon e i tanti aneddoti su uno dei ritrovamenti archeologici più sensazionali di sempre. Chi era Howard Carter? Quali sono state le motivazioni storiche che hanno portato alla nascita della “maledizione del faraone”? Tutankhamon era davvero il suo nome? Un viaggio avvincente attraverso il passato e le sabbie della Valle dei Re per conoscere da vicino i segreti del faraone bambino.

Egitto. Il museo Egizio di Torino partecipa con i grandi musei egizi d’Europa al progetto Ue “Trasformare il Museo Egizio del Cairo”: ora si sta operando su illuminazione, esposizione e interpretazione degli oggetti

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Nuovi allestimenti e illuminazione al museo Egizio del Cairo (foto ministry of tourism and antiquities)

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Nuovi allestimenti e illuminazione al museo Egizio del Cairo (foto ministry of tourism and antiquities)

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Nuovi allestimenti e illuminazione al museo Egizio del Cairo (foto ministry of tourism and antiquities)

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Nuovi allestimenti e illuminazione al museo Egizio del Cairo (foto ministry of tourism and antiquities)

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Nuovi allestimenti e illuminazione al museo Egizio del Cairo (foto ministry of tourism and antiquities)

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Nuovi allestimenti e illuminazione al museo Egizio del Cairo (foto ministry of tourism and antiquities)

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Cooperazione Unione Europea- Egitto

L’annuncio, quasi un breve lancio di agenzia, da parte del ministero per il Turismo e le Antichità dell’Egitto, a conferma dell’impegno internazionale del museo Egizio di piazza Tahrir al Cairo: “Lo sviluppo dell’illuminazione, dell’esposizione e dell’interpretazione degli oggetti del Museo Egizio procede nell’ambito del progetto di finanziamento dell’Unione Europea “Trasformare il Museo Egizio del Cairo” in collaborazione con i grandi musei europei: il museo Egizio di Torino, il museo del Louvre, il British Museum, il museo Egizio di Berlino, il museo nazionale di Archeologia nei Paesi Bassi, insieme al Comitato direttivo per gli accademici egiziani dell’università del Cairo, dell’università di Ain Shams e dell’università di Helwan”. Immediato il commento postato dal museo Egizio di Torino: “È un grande onore lavorare insieme a questo grande progetto”.

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Nuovi allestimenti e illuminazione al museo Egizio del Cairo (foto ministry of tourism and antiquities)

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Gennaio 2019: presentazione del progetto di finanziamento dell’Unione Europea “Trasformare il Museo Egizio del Cairo” (foto ministry of tourism and antiquities)

Era il gennaio 2019 quando al Cairo fu lanciato il progetto di finanziamento dell’Unione Europea “Trasformare il Museo Egizio del Cairo”, destinato a trasformare il museo in un’istituzione di livello mondiale, al fine di essere riconosciuto come patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il progetto triennale (2019-2021: ma poi in mezzo è scoppiata la pandemia, dilatando tutti i tempi), finanziato dall’UE con una sovvenzione di 3 milioni di euro (poi diventati 8), fornita dal “Promoting Inclusive Economic Growth Pogramme”, ha previsto una notevole cooperazione tra l’Egitto e l’Unione Europea, riunendo studiosi egiziani e i loro colleghi di un prestigioso consorzio di cinque musei europei: museo Egizio di Torino, British Museum di Londra, museo Egizio e Collezione Papiri di Berlino, museo del Louvre di Parigi e Rijks museum van Oudheden di Leida.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale il Carnevale dei bambini “Volti e maschere degli antichi”: visite guidate e laboratori nella sezione egizia e nella sezione etrusca

firenze_archeologico_volti-e-maschere-degli-antichi_locandina“Volti e maschere degli antichi” è il titolo del Carnevale dei bambini al museo Archeologico nazionale di Firenze. Sabato 18 febbraio 2023 si può scegliere se immergersi nell’emozionante mondo delle maschere etrusche, oppure tuffarsi nell’universo dei travestimenti e dei loro significati nell’antico Egitto. Oppure si possono fare entrambe le attività. Sono previste 3 visite guidate seguite da laboratori per la sezione egizia e 3 per la sezione etrusca alle 10, alle 11 e alle 12: sono della durata di un’ora circa e comprendono una breve visita guidata a tema e un laboratorio. L’attività è adatta a bambini di tutte le età. Le attività sono comprese nel costo del biglietto di ingresso, gratuito per i bambini. Info e prenotazione obbligatoria: claudia.noferi@cultura.gov.it.

Torino. Il museo Egizio ricorda con le foto originali d’Archivio la data del 15 febbraio, anniversario della scoperta a Deir el Medina della tomba intatta di Kha e Merit da parte di Ernesto Schiaparelli direttore della Missione Archeologica Italiana

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Tomba intatta di Kha e Merit (Deir el Medina, Egitto): il corridoio di accesso alla camera funeraria al momento della scoperta nel 1906 (foto archivio museo egizio)

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La galleria con la Tomba di Kha al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Ieri, 15 febbraio 2023, il museo Egizio di Torino ha voluto ricordare questa data molto importante per il museo facendo rivivere i momenti della scoperta con le foto d’epoca dell’Archivio dell’Egizio: in questo stesso giorno, nel 1906, venne ritrovato il pozzo d’accesso alla tomba del “direttore dei lavori” Kha e sua moglie Merit, dove riposavano le mummie dei coniugi circondate dal loro corredo che oggi si può ammirare nelle sale del museo torinese.

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Tomba intatta di Kha e Merit (Deir el Medina, Egitto): ingresso della camera funeraria al momento della scoperta nel 1906 (foto archivio museo egizio)

Infatti, il 15 febbraio 1906, nella necropoli del villaggio di Deir el-Medina, a Tebe Ovest, la Missione Archeologica Italiana, diretta da Ernesto Schiaparelli, scoprì la tomba di Kha e della consorte Merit. La tomba, ritrovata intatta, restituì, oltre alle mummie dei titolari, anche il loro ricco corredo funerario. Kha fu “Soprintendente ai lavori nella Grande Sede” (Necropoli della Valle dei Re), oltre che “Scriba reale”. La sua attività si svolse durante i regni di tre faraoni: Amenhotep II, Tutmosi IV e Amenhotep III, dal 1425 al 1353 a.C.

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Tomba intatta di Kha e Merit (Deir el Medina, Egitto): la camera funeraria al momento della scoperta nel 1906 (foto archivio museo egizio)

Schiaparelli, con il cuore gonfio d’emozione, racconta come “nella camera tutto era in ordine perfetto, nella disposizione medesima che prima di uscire dalla tomba i parenti del defunto vi avevano dato”. Il corredo era infatti intatto e alcuni oggetti erano stati sigillati al tempo di Kha.

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Tomba intatta di Kha e Merit (Deir el Medina, Egitto): la maschera d’oro di Merit al momento della scoperta nel 1906 (foto archivio museo egizio)

Un video realizzato da IBAM CNR – Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali con le foto dell’archivio storico del Museo ci fa rivivere il momento della scoperta.

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Tomba intatta di Kha e Merit (Deir el Medina, Egitto): trasporto del corredo funebre nel 1906 (foto archivio museo egizio)

Ernesto Schiaparelli (1856-1928) è sicuramente noto per la direzione del museo Egizio (dal 1894), per la fondazione della M.A.I., la Missione Archeologica Italiana, e per le grandi scoperte avvenute durante le ricerche e gli scavi realizzati in Egitto dal 1903 al 1920, fra le quali spiccano certamente il rinvenimento della tomba della regina Nefertari nella Valle delle Regine e quello della tomba intatta di Kha e Merit a Deir el-Medina.

Torino. Al museo Egizio conferenza dell’egittologa Federica Facchetti su “Vasi femminiformi: tipologie e significato”. Incontro in presenza e on line

torino_egizio_conferenza-vasi-femminiformi_federica-facchetti_locandinaLa produzione di vasi in terracotta nell’Antico Egitto quasi sempre risponde a necessità quotidiane di trasporto, cottura o conservazione di alimenti sia in contesti abitativi sia funerari ma non è l’unica funzione. Nuovo appuntamento con il ciclo di conferenze dei curatori del museo Egizio di Torino realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Giovedì 16 febbraio 2023, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio, conferenza di Federica Facchetti su “Vasi femminiformi: tipologie e significato”. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Introduce: Paolo Del Vesco, curatore del museo Egizio. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Nel sito di Deir el-Medina Ernesto Schiaparelli trova frammenti di vasi figurativi in cui si riconoscono braccia e seni, una tipologia attestata anche in altri siti egizi. Questi vasi sono definiti in vari modi: vasi per il latte, vasi Iside o più semplicemente vasi femminiformi perché ancora non si conosce il loro effettivo uso e funzione. La conferenza sarà occasione per presentare questa particolare tipologia, mostrando tutte le possibili varianti e presentando le diverse ipotesi sulla loro funzione e significato.

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Federica Facchetti, egittologa del museo Egizio di Torino

Federica Facchetti ha conseguito il suo dottorato all’università di Pisa, e lavora al museo Egizio dal 2014. Si è occupata dell’allestimento della sala di Epoca Tarda, le sale dei vasi in terracotta e delle mummie animali e la sala “Alla ricerca della vita”, cosa raccontano i resti umani? Attualmente è impegnata nei progetti di partecipazione e didattica, fa parte della redazione della Rivista del Museo Egizio ed è referente per i tirocini. I suoi interessi di ricerca sono i vasi in terracotta, le mummie animali e le tecniche di imbalsamazione.

Bologna. Al via “Il viaggio dell’eroe. Dall’Antico Egitto a Hollywood”, ciclo di quattro incontri in Biblioteca Sala Borsa con l’egittologa Barbara Faenza. Ecco il programma

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La statua del dio Horus-falco nel tempio di Edfu in Egitto (foto andrés dallimonti / unsplash)

Cosa lega il mito di Osiride, l’epopea di Gilgamesh, i poemi omerici e Star Wars? Lo sapremo partecipando al ciclo di incontri, dal 16 febbraio all’11 maggio 2023, “Il viaggio dell’eroe. Dall’Antico Egitto a Hollywood”, all’auditorium Biagi in Biblioteca SalaBorsa, in piazza Nettuno 3 a Bologna. Per capire il fenomenale successo di alcune pellicole cinematografiche come Star Wars è infatti indispensabile decifrarne il “codice segreto”. Il “codice segreto” o “viaggio dell’eroe” è antichissimo, lo si rintraccia nei miti e nelle fiabe di tutto il mondo. È lo stesso che teneva con il fiato sospeso coloro che, nel mondo antico, sentivano narrare la storia del dio Osiride, dell’epopea di Gilgamesh, il racconto della guerra di Troia e del periglioso viaggio di Ulisse. Gli incontri sono a cura di “BiblioBologna. Cittadini per le biblioteche APS” e condotti dall’egittologa Barbara Faenza. Ingresso gratuito. Una volta raggiunta la capienza massima consentita non sarà possibile entrare e sostare in piedi.

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Raffigurazione di Osiride proiettata sulla parete di un tempio egizio nella mostra di Jesolo (foto Gianfranco Grendene)

Primo incontro “Miti e racconti nell’Antico Egitto: il mito di Osiride e altre storie”: giovedì 16 febbraio 2023, alle 17, in Piazza Coperta della Biblioteca SalaBorsa, a cura di BiblioBologna, con Barbara Faenza. Ingresso gratuito. L’Egitto è una terra ricca di miti, fiabe e leggende. Il mito più famoso è certamente quello del dio dei morti Osiride e della sua sposa Iside. SI parla dello scontro tra questo dio e il fratello Seth per la conquista della regalità sull’intero Egitto. Il dio Osiride, assassinato dal fratello viaggerà fino ad arrivare nel mondo dei morti di cui diventerà sovrano indiscusso.

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La statua di Gilgamesh e un lamassu da Khorsabad, oggi conservati al museo del Louvre di Parigi

Secondo incontro “Antiche storie mesopotamiche: Gilgamesh e la ricerca dell’immortalità”: giovedì 16 marzo 2023, alle 17, in auditorium Biagi della Biblioteca SalaBorsa, a cura di BiblioBologna, con Barbara Faenza. Ingresso gratuito. Dalla Mesopotamia ci arriva un vero e proprio poema epico: la storia di Gilgamesh, re di Uruk, che compie un lungo e pericoloso viaggio per sconfiggere la morte e alla fine trova la pace interiore. Un testo potente che, con il passare dei millenni, non perde il suo splendore poiché allora come oggi la più grande angoscia dell’uomo è la coscienza della propria finitezza. “Perché devo morire?” si chiede Gilgamesh … e noi con lui.

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La testa di Ulisse dal museo Archeologico nazionale di Sperlonga (foto museo Sperlonga)

Terzo incontro “Antica Grecia: il mondo degli eroi”: giovedì 13 aprile 2023, alle 17, in auditorium Biagi della Biblioteca SalaBorsa, a cura di BiblioBologna, con Barbara Faenza. Ingresso gratuito. I poemi omerici, l’Iliade e l’Odissea, sono classici intramontabili poiché parlano un linguaggio che ancora oggi ci coinvolge: l’eroe che deve lasciare la sua casa per andare a combattere, il mondo divino e quello umano uniti strettamente, l’ineluttabilità del destino, l’amore, la morte, l’eroismo e un pizzico di magia. Insomma, tutto quello che rientra nel cosiddetto “il viaggio dell’eroe” e che contiene gli ingredienti essenziali per la buona trama di un libro o di un film.

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Manifesto della saga di Star Wars

Quarto e ultimo incontro “Dal mito a Hollywood: Star Wars”: giovedì 11 maggio 2023, alle 17, in auditorium Biagi della Biblioteca SalaBorsa, a cura di BiblioBologna, con Barbara Faenza. Ingresso gratuito. Perché i film di Star Wars riscuotono tanto successo? Come mai sono entrati nell’immaginario collettivo? Semplice: perché la storia che raccontano è antica come il mondo. George Lucas ha attinto largamente ai miti, agli antichi poemi e alle fiabe (ultima trasformazione del mito) per realizzare i suoi film, basandosi fondamentalmente su un unico, antico mito, chiamato “ Il viaggio dell’eroe”. Tutto questo rende Star Wars più che un film un moderno poema epico.

Torino. Al museo Egizio l’egittologa Elizabeth Frood parlerà di “Imaging and reimagining Statue Bodies in the Late New Kingdom”. Conferenza, in presenza e on line, in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-statue-bodies_elizabeth-frood_locandinaA partire dall’inizio del Nuovo Regno (ca. 1500-1350 a.C.), i templi egizi divennero sempre più un’arena di esibizione monumentale “non regale”. Se ne parla martedì 14 febbraio 2023 nel nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio: alle 18, in sala conferenze, interviene Elizabeth Frood su “Imaging and reimagining Statue Bodies in the Late New Kingdom”. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. Molte migliaia di statue e stele furono collocate nelle aree esterne, materializzando la presenza e la partecipazione individuale e di gruppo attraverso le loro forme e i testi, a volte molto estesi, che vi erano iscritti. Nel tardo Nuovo Regno, a differenza del precedente, le innovazioni non si concentrarono sulla creazione di nuove tipologie, ma su ampliamenti ed elaborazioni di quelle esistenti. Questi cambiamenti piuttosto sottili avrebbero avuto un significato intenso per le comunità di dedicatari. Questa conferenza esplora le implicazioni di alcuni di questi sviluppi, concentrandosi in particolare sulle figure bidimensionali e sulle scene di divinità che iniziano ad apparire sui corpi delle statue nel regno di Ramesse II (1279-1213 a.C.), soprattutto sulle aree delle superfici delle statue che convenzionalmente erano state iscritte con testi. Lo studio dettagliato di alcuni esempi selezionati, così come la re-immaginazione dei loro contesti espositivi, può rivelare come gli antichi egizi concepissero i corpi delle statue, le loro superfici e, di fatto, i loro sé animati.

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L’egittologa Elizabeth Frood (università di Oxford)

Elizabet Frood è professore associato di Egittologia alla facoltà di Studi asiatici e mediorientali dell’università di Oxford. Nata in Aotearoa Nuova Zelanda, ha conseguito la laurea all’università di Auckland e il dottorato a Oxford. Scrive su aspetti dell’autopresentazione e dell’esposizione non regali, in particolare per il tardo Nuovo Regno e il Terzo Periodo Intermedio. Elizabeth co-dirige il Karnak Graffiti Project in collaborazione con il Centre Franco-Égyptien d’Étude des Temples de Karnak. È autrice dei Biographical texts from Ramessid Egypt (2007) e di articoli su argomenti che vanno dai vasai alla religione.

Vicenza. Mostra “I creatori dell’Egitto eterno”, a San Valentino orario prolungato e ingressi scontati per le coppie. Iniziative anche per la Festa della donna e del papà e visite guidate per adulti e famiglie per tutta la durata dell’esposizione

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Stele dedicata da Smen al fratello Mekhimontu e a sua moglie Nubemusekhet (Nuovo Regno, XVIII dinastia, 1539-1292 a.C.) da Deir el-Medina, conservata al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

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Locandina della mostra “I creatori dell’Egitto Eterno” alla Basilica Palladiana di Vicenza dal 22 dicembre 2022 al 7 maggio 2023

San Valentino alla mostra sull’Antico Egitto con un occhio di riguardo per le coppie. In occasione della ricorrenza di San Valentino, martedì 14 febbraio 2023 la mostra “I creatori dell’Egitto eterno” in Basilica palladiana rimarrà aperta con orario prolungato fino alle 21. Presentandosi in coppia dalle 18 alle 20, alla biglietteria della mostra sarà possibile usufruire della promozione due al prezzo di uno. Potranno entrare due persone con un solo biglietto intero da 13 euro (la biglietteria chiude alle 20, mentre la mostra è visitabile fino alle 21). Si potrà usufruire della stessa promozione anche acquistando il biglietto online per le fasce di visita dalle 18 alle 20: basterà acquistare un biglietto intero a 13 euro, senza ulteriori riduzioni, e aggiungere un biglietto “Gratuito San Valentino”. Le altre riduzioni non sono previste, tranne per le categorie che prevedono gratuità. Il 14 febbraio 2023 sono, inoltre, previste anche due visite guidate a partenza fissa, alle 18 e alle 19 al costo di 6 euro per ciascun partecipante da aggiungere al biglietto d’ingresso alla mostra. I posti sono limitati: 25 persone per ciascun turno di visita, è pertanto consigliata la prenotazione al link https://www.ticketlandia.com/m/event/i-creatori-dell-egitto-eterno, dove si può acquistare sia il biglietto per la mostra che per la visita guidata. I visitatori dovranno presentarsi all’ingresso 10 minuti prima.

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Simona Siotto, assessore alla Cultura del Comune di Vicenza

“Le tante iniziative collaterali organizzate per promuovere la mostra “I creatori dell’Egitto eterno” riguarderanno le Feste di San Valentino, della donna e del papà durante le quali sono previsti ingressi a prezzi promozionali”, spiega l’assessore alla Cultura Simona Siotto. “Inoltre sono state fissate visite guidate a partenza fissa per San Valentino per vivere l’esperienza in Basilica palladiana accompagnati da una guida che saprà far apprezzare i reperti esposti e le vicende che hanno consentito di dare vita alle tombe dei faraoni nell’antica Tebe. A tal fine abbiamo anche programmato, durante i prossimi mesi, visite guidate per famiglie con la possibilità di effettuare laboratori con il coinvolgimento di adulti e bambini. Anche in questo caso abbiamo voluto creare occasioni per condividere l’esperienza in mostra in cui apprendimento e divertimento diventano ingredienti fondamentali”. In occasione della Festa della donna, mercoledì 8 marzo 2023, e della Festa del papà, domenica 19 marzo 2023, è previsto infatti il biglietto ridotto a 11 euro rispettivamente per tutte le donne e per tutti i papà accompagnati dai figli di qualsiasi età che pagheranno un biglietto corrispondente alle tariffe previste.

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Visite guidate per famiglie alla mostra “I creatori dell’Egitto eterno” in Basilica palladiana a Vicenza (foto comune di vicenza)

Nei prossimi mesi proseguono le iniziative per approfondire la conoscenza dell’antico Egitto e dei reperti esposti nella mostra “I creatori dell’Egitto eterno” aperta fino al 7 maggio 2023. Sono state programmate nuove date per le visite guidate a partenza fissa con guide specializzate della durata di 60 minuti, con partenza alle 10, rivolte alle famiglie, e pertanto programmate durante le vacanze scolastiche: mercoledì 22 febbraio, giovedì 6, venerdì 7, lunedì 24 e martedì 25 aprile, lunedì 1° maggio (25 posti per turno, è consigliata la prenotazione al link https://www.ticketlandia.com/m/event/i-creatori-dell-egitto-eterno dove si può acquistare il biglietto per la visita e per la mostra). Le visite guidate a partenza fissa hanno un costo di 6 euro da aggiungere al biglietto d’ingresso alla mostra. È necessario presentarsi all’ingresso 10 minuti prima dell’inizio della visita.

vicenza_basilica_mostra-i-creatori-dell-egitto-eterno_archeofamily_locandinaArcheofamily è la proposta rivolta alle famiglie per visitare la mostra “I creatori dell’Egitto eterno” che offre percorsi adatti ad adulti e bambini accompagnati da guide specializzate. L’iniziativa è rivolta a gruppi fino a un massimo di 25 persone: può essere l’occasione per organizzare un’esperienza formativa e arricchente con famiglie di amici per scoprire usi e tradizioni degli antichi egizi. È possibile scegliere tra due modalità di visita: Archeofamily della durata di un’ora per un costo complessivo di 100 euro, oppure la stessa tipologia di visita ma con in più un laboratorio da 30 minuti a cui potranno partecipare attivamente anche gli adulti al costo di 120 euro. Per gli adulti che parteciperanno è riservato un biglietto ridotto da 11 euro, per i bambini invece è previsto un biglietto da 5 euro, da aggiungere al prezzo della visita. I posti sono limitati a 25 persone per visita. Prenotazione obbligatoria. Call center: +39044426418,  biglietteria@mostreinbasilica.it. Dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.