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Aquileia. Al via la XIV edizione dell’Aquileia Film Festival: ecco il programma. Si apre con la serata dedicata alla ricorrenza dei 25 anni dal riconoscimento del titolo Unesco ad Aquileia e film sulla candidatura della Via Appia regina viarum

aquileia_fondazione_film-festival-2023_locandinaLa proiezione del trailer-anteprima della puntata di “Viaggio nella bellezza” dedicata ad Aquileia  – di cui sono in corso le riprese – prodotto da Rai Cultura con la regia di Federico Cataldi, autrice Keti Riccardi, apre martedì 1° agosto 2023, in piazza Capitolo ad Aquileia, la XIV edizione di Aquileia Film Festival, la rassegna internazionale di cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio del FVG, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFvg, direzione regionale Musei FVG e museo Archeologico nazionale di Aquileia e il sostegno della Famiglia Mattiussi. Documentari di produzione internazionale si alterneranno agli esperti sul palco sotto le stelle di piazza Capitolo da martedì 1° agosto 2023 – serata dedicata alla ricorrenza dei 25 anni dal riconoscimento del titolo Unesco ad Aquileia – a venerdì 4 agosto 2023, alle 21 (vedi Aquileia. L’archeologia ritorna sul grande schermo dal 1° all’8 agosto 2023 per la XIV edizione dell’Aquileia Film Festival: antiche vie, mosaici sommersi, dinosauri, capolavori di arte etrusca, il mistero dei geroglifici e le pitture rupestri. E incontri con i protagonisti. Ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria | archeologiavocidalpassato). Tutte le serate sono a ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria su www.fondazioneaquleia.it.

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Frame del film “Regina viarum. Via Appia nella storia” di Agostino Pozzi

Eugenio Farioli Vecchioli

Eugenio Farioli Vecchioli, autore e capo progetto Rai Cultura (foto fondazione aquileia)

La serata del 1° agosto 2023 prosegue ospitando la proiezione del film “Regina Viarum. Via Appia nella storia” di Agostino Pozzi, che racconta l’antica strada consolare, lunga novecento chilometri che connette Roma a Brindisi, prima candidatura Unesco promossa e coordinata dal ministero della Cultura. Protagonisti della conversazione condotta e moderata da Giulia e Piero Pruneti, caporedattore e direttore di Archeologia Viva saranno Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Angela Maria Ferroni, coordinatrice scientifica della candidatura della Via Appia; Laura Acampora, funzionaria dell’ufficio Unesco del Mic; ed Eugenio Farioli Vecchioli, autore e capo progetto Rai Cultura.

Biga Etrusca di Monteleone di Spoleto_foto-etru

La biga etrusca di Monteleone di Spoleto trafugata dall’Italia 120 anni fa e ora esposta al Met di New York come Golden Chariot (foto etru)

Valentino Nizzo direttore del Museo archeologico di Villa Giulia - Roma

Valentino Nizzo direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Mercoledì 2 agosto 2023, alle 21, si entra nel vivo del concorso con la proiezione del film “L’anello di Grace” di Dario Prosperini in cui si ricostruisce la storia del “carro d’oro” di Monteleone, una biga etrusca unica al mondo su cui era raffigurato il ciclo completo della vita dell’eroe omerico Achille. Appena scoperto nel 1902 il reperto sparì misteriosamente nell’oblio. A nulla valsero le indagini di carabinieri, prefetti e alti funzionari del Ministero: la biga riapparve nel 1903 in una teca del Metropolitan Museum di New York.  A seguire la conversazione con Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. A seguire la proiezione del film “Jurassic Cash”, regia di Xavier Lefebvre, produzione Gedeon Programmes, un documentario sul nuovo business dei fossili di dinosauro e sulle aste milionarie frequentate dai collezionisti di tutto il mondo.

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Frame del film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant,

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Fatma Naït Yghil, direttrice del museo nazionale del Bardo a Tunisi (foto fondazione aquileia)

Giovedì 3 agosto 2023, alle 21, la serata si apre con il documentario francese “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici”, regia di Jacques Plaisant, produzione Tournez s’il vous plait – Agnès & Christie Molia, che narra come duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. A seguire Piero Pruneti e Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, converseranno con Fatma Naït Yghil, direttrice del museo nazionale del Bardo a Tunisi. In chiusura la proiezione del film “Baia, la città sommersa”, regia di Marcello Adamo, con il racconto del lavoro di un team di restauratori unico al mondo che ha l’arduo compito di restaurare e preservare il più grande sito archeologico sommerso del pianeta a pochi chilometri da Napoli: Baia la città del lusso e del piacere edonistico dei nobili romani.

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Frame del film “I misteri della grotta Cosquer” di Marie Thiry

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Licia Colò, conduttrice di “Eden, un pianeta da salvare” e autrice televisiva (foto fondazione aquileia

Venerdì 4 agosto 2023, alle 21, va in scena l’ultimo dei film in concorso “I misteri della grotta Cosquer”, regia di Marie Thiry, che ci porta a più di trentacinque metri sotto il mare, nel Parco Nazionale delle Calanques, dove si nasconde l’ingresso di uno dei più grandi capolavori dell’arte rupestre: la grotta Cosquer. Poco nota, in quanto accessibile solo ai subacquei, questa incredibile grotta custodisce dipinti di 27.000 anni. Oggi è però minacciata dall’innalzamento delle acque. Il film ripercorre l’incredibile storia di una delle grotte dipinte più importanti d’Europa. Quindi, conversazione con Licia Colò, conduttrice di “Eden, un pianeta da salvare” e autrice televisiva, ha collaborato con diverse testate giornalistiche. Ama molto la natura e da sempre è impegnata nella difesa dei diritti degli animali e nella salvaguardia dell’ambiente. In chiusura assegnazione del “Premio Aquileia” al film più gradito al pubblico.

Grosseto. Al via nel Giardino dell’archeologia il Maremma Archeofilm 2023: sei documentari e tre incontri a tema con archeologi

grosseto_maremma-archeo-film_2023_presentazione_locandinaÈ tutto pronto a nel Giardino dell’archeologia a Grosseto (piazza San Francesco) per il Maremma Archeofilm 2023: appuntamento dal 20 al 22 luglio 2023, alle 21.15, con la proiezione di sei documentari e tre incontri a tema con archeologi. Ingresso libero. In caso di maltempo il festival si svolgerà al museo di Storia Naturale (strada Corsini 5, Grosseto). Ogni sera degustazione vini offerta da La Selva Evento organizzato da Comune di Grosseto, Regione Toscana, associazione M.arte, museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm. Con il contributo di Fondazione CR Firenze, Visit Tuscany, Cesvot. In collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura. Selezione filmati e archivio cinematografico: Firenze Archeofilm.

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Frame del film “Cacciatori di tombe. Il mistero della mummia dipinta” di Stephen Mizelas

PROGRAMMA GIOVEDÌ 20 LUGLIO 2023. Alle 21.15, apre il film “Cacciatori di tombe. Il mistero della mummia dipinta” di Stephen Mizelas, James Franklin (Regno Unito, 44’). Una scoperta archeologica che ha fatto il giro del mondo. Una straordinaria tomba con una concentrazione di sarcofagi mai vista in Egitto. Seguiamo gli egittologi mentre cercano di capire il motivo per cui tutte queste mummie siano state sepolte insieme e cosa ci racconta questo antico cimitero sulla morte degli Egizi 2.500 anni fa… Segue l’incontro/intervista con Andrea Marcocci archeologo, associazione archeologica Odysseus. Quindi il film “Stromboli: a provocative island” di Pascal Guérin (Francia, 11’). Il corto è incentrato sugli scavi diretti dagli archeologi Sara Levi e David Yoon sull’isola di Stromboli. La scoperta di una chiesa crollata e di alcune sepolture è la dimostrazione di una occupazione medievale, precedentemente sconosciuta, del XIV secolo. Chiude la serata il film “The Kiss” di Ali Zare Ghanatnowi (Francia, 8’). Una storia d’amore proibita su un antico bassorilievo…

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Frame del film “Baia. La città sommersa” di Marcello Adamo

PROGRAMMA VENERDÌ 21 LUGLIO 2023. Alle 21.15, apre il film “Baia, la città sommersa” di Marcello Adamo (Italia, 52’). Un team di restauratori unico al mondo, ha l’arduo compito di restaurare e preservare il più grande sito archeologico sommerso del pianeta a pochi chilometri da Napoli: Baia la città del lusso e del piacere edonistico dell’Impero Romano. Segue l’incontro/intervista con Simona Rafanelli direttrice museo civico Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia (Castiglione della Pescaia – Gr). Chiude la serata il film “Arte paleolitica… La nostra storia” di Elisabetta Flor (Italia, 20’). L’arte accompagna l’umanità fin dagli albori della sua esistenza. È un tentativo primordiale di interpretazione dell’ambiente naturale? Forse qualcosa di più. Dall’uomo di Neanderthal ai cacciatori Sapiens dell’epoca glaciale, questo documentario traccia una linea che, dalle principali testimonianze di arte paleolitica dell’Italia nord-orientale, come le pietre dipinte del Riparo Dalmeri, sfocia nella più attuale e drammatica riflessione sul rapporto fra umanità e ambiente naturale.

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Frame del film “Il Moro” di Daphne Di Cinto

PROGRAMMA SABATO 22 LUGLIO 2023. Alle 21.15, apre il film “La vera storia dei pirati” di Stéphane Bégoin (Francia, 52′). Pirati! Hollywood ha alimentato la nostra immaginazione e li ha trasformati in icone popolari. Ma chi erano questi uomini nella vita reale e come sono diventati così temuti? Al di là della letteratura e della fantasia, la ricerca del team di archeologi ci rivela chi erano veramente questi avventurieri senza paura e questi padroni del mare. Segue l’incontro/intervista con Chiara Valdambrini, direttrice museo di Santa Maria della Scala di Siena. Quindi cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio del pubblico “Maremma Archeofilm”. Chiude la serata e il festival il film “Il Moro” di Daphne Di Cinto (Italia, 22’). Figlio illegittimo di papa Clemente VII e di una donna afrodiscendente da cui viene strappato, Alessandro de’ Medici diventa il primo Duca di Firenze e il capo della dinastia medicea, ma lo stigma dei suoi umili natali continua a tormentarlo.

Torino. Al museo Egizio al via “Dialoghi di archeologia” a ingresso gratuito. Si inizia con la presentazione del libro di Christian Greco “Alla ricerca di Tutankhamun” (Franco Cosimo Panini Editore): il direttore dialoga con Andrea Augenti dell’università di Bologna

torino_egizio_incontri-di-archeologia_greco-augenti_locandinaIl 20 luglio 2023 inaugura al museo Egizio di Torino una nuova serie di appuntamenti: “Dialoghi di archeologia”. Iniziamo con la presentazione del libro scritto da Christian Greco “Alla ricerca di Tutankhamun” (Franco Cosimo Panini Editore). Ingresso libero in Sala conferenze, alle 18, con prenotazione consigliata su Eventbrite https://www.eventbrite.co.uk/e/671374548347/… . Il direttore del museo Egizio dialogherà con Andrea Augenti, professore ordinario di Archeologia cristiana e medievale dell’università di Bologna, per approfondire la scoperta dopo la quale il mondo non è stato più lo stesso.

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Copertina del libro “Alla ricerca di Tutankhamun” di Christian Greco (Franco Cosimo Panini Editore)

Il ritrovamento della tomba di Tutankhamun, nel novembre 1922, con i suoi tesori mozzafiato, è l’evento archeologico più sensazionale di tutti i tempi. Sono innumerevoli i libri dedicati al re bambino e alla sua tomba, ma questo è il primo di Christian Greco che racconta in modo appassionato e coinvolgente – ma con rigore scientifico – il ritrovamento della tomba ad opera dell’archeologo britannico Howard Carter e fornisce al lettore una prospettiva unica su questa straordinaria scoperta archeologica, la più emozionante che il mondo abbia mai conosciuto. Sono minuziosamente descritti i tesori ritrovati intatti nella tomba – dalla maschera d’oro al trono, dai sarcofagi alla mummia reale – insieme alla storia del giovane faraone che è da sempre circondata da mistero. Christian Greco conduce i lettori in un viaggio che inizia con la riforma religiosa del faraone “eretico” Akhenaten ed esplora i grandi misteri legati a Tu­tankhamun – dalla sua ascendenza alle cause del­la morte – fino a indagare l’impatto che i favolosi oggetti ritrovati nella tomba hanno avuto sull’im­maginario contemporaneo. Al centro, le incredibili vicende che hanno portato Howard Carter al ritro­vamento della tomba, il lavoro archeologico grazie al quale gli oggetti diventano reperti, il ruolo dei mass-media e della politica, l’impatto che Tutan­khamun ha avuto su tutto il Novecento.

Torino. Al museo Egizio due giorni di simposio internazionale per il restauro della Mensa Isiaca, con egittologi, archeologi ed esperti provenienti da tutto il mondo

torino_egizio_simposio-internazionale-restauro-mensa-isiaca_locandinaSi terrà il 17 e il 18 luglio 2023 al museo Egizio di Torino il simposio internazionale “The Mensa Isiaca under review. Technical study and new interpretations”, organizzato dal Museo, in collaborazione col J. Paul Getty Museum e col Getty Conservation Institute. Si tratta di due giornate di studi dedicate alla Mensa Isiaca, che riuniranno a Torino egittologi, archeologi ed esperti provenienti da tutto il mondo. Appuntamento in Sala conferenze, dalle 9 di lunedì 17 alle 18 di martedì 18 luglio, ingresso libero con prenotazione su Eventbrite al link: https://www.eventbrite.it/…/the-mensa-isiaca-under…. Le relazioni saranno in lingua inglese. In occasione del simposio, la Mensa Isiaca torna in esposizione all’Egizio in ipogeo fino al 24 luglio 2023, dopo un’opera di restauro e ricerca internazionale, frutto di una collaborazione tra Torino e Los Angeles. Al simposio internazionale si farà il punto sulle ultime evidenze scientifiche, emerse dall’analisi del reperto: ci saranno studiosi provenienti da prestigiosi atenei, come quelli di Oxford e Cambridge, da musei internazionali come il Louvre. Ad aprire i lavori il 17 luglio 2023 sarà il direttore del museo Egizio, Christian Greco. Interverranno nel corso della due giorni torinese: Susanne Gänsicke (J. Paul Getty Museum), Monica Ganio (Getty Conservation Institute), Arlen Heginbotham (J. Paul Getty Museum, Federico Poole (Museo Egizio), Friedhelm Hoffmann, Benoît Mille (Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France), Ford Hallam (Metal Artist, Torquay), John Baines (Oxford University), Zsolt Mráv (Hungarian National Museum), Sophie Descamps-Lequime (Musée du Louvre), Agnese Benzonelli (University of Cambridge), Alessandra Giumlia-Mair (AGM-Archeoanalisi), Marc Pollard, (Oxford University) e Thilo Rehren (The Cyprus Institute). “Il Museo Egizio si conferma crocevia di studi internazionali e di ricerca, un’istituzione in continua evoluzione”, hanno dichiarato la presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin e il direttore, Christian Greco. “La collezione del Museo unisce luoghi tra loro lontani, parla diverse lingue, e richiama curatori e studiosi internazionali. Locale e globale si intrecciano in una rete che collega Torino non solo alle sponde del Nilo, ma anche alle principali città internazionali, nel segno della ricerca e dello scambio culturale”.

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La Mensa Isiaca nella prima sala del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

La Mensa Isiaca fu realizzata attorno al I secolo d.C. molto probabilmente a Roma, come pala d’altare di un tempio dedicato alla dea Iside, nei pressi del Campo Marzio. La sua scoperta suscitò scalpore e in passato diede il via a diversi studi, volti all’interpretazione dei suoi segni, che più tardi si comprese non essere geroglifici, ma solo motivi ornamentali e privi di significato. Tra i primi ad aver studiato la Mensa compare il gesuita Athanasius Kircher, studioso, collezionista e inventore, interessato ai geroglifici egiziani e alla loro decifrazione. La Mensa Isiaca è una tavola d’altare in bronzo decorata con intarsi di fili e foglie in oro, argento, rame, zinco, stagno e niello, con il piano e i bordi interamente ricoperti da figurazioni e segni incisi ispirati a temi egizi, con al centro la figura della dea Iside in trono. Di questa straordinaria opera si hanno le prime notizie nel 1527, quando entrò in possesso del cardinale Pietro Bembo, da qui il nome di “Tavola Bembina” con cui è anche nota. Nel 1592 la tavola fu venduta dal figlio di Bembo al duca Vincenzo Gonzaga. Entrata nella collezione del Duca di Savoia, la Mensa fu trasferita in Francia, dopo l’occupazione italiana da parte di Napoleone nel 1797 e fu esposta alla Bibliothèque National nel 1809. Nel 1832 entrò a far parte della collezione del Museo Egizio.

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Una fase dei restauri della Mensa isiaca al rientro da Losa Angeles (foto museo egizio)

Nel 2018, la Mensa è stata esposta al J. Paul Getty Museum nell’ambito della mostra “Oltre il Nilo: l’Egitto e il mondo classico”, che approfondiva le interazioni e le influenze interculturali tra Egitto e altre parti del Mediterraneo antico. Recentemente, proprio grazie alla collaborazione tra il Museo Egizio, il J. Paul Getty Museum e il Getty Conservation Institute, un gruppo di conservatori e di scienziati, alla luce delle nuove tecnologie, hanno sottoposto il reperto a nuove analisi. Il programma di ricerca è stato progettato in modo non invasivo e non lesivo dell’oggetto. Per studiare tutti i dettagli, di cui la Mensa è ricchissima, è stato fatto un approfondito esame con microscopia ottica assistita. L’analisi di dettaglio dei materiali è stata effettuata mediante spettroscopia di fluorescenza a raggi X (XRF), e ha fornito informazioni dettagliate sulla composizione dei diversi metalli e leghe metalliche, mentre la radiografia X ha fornito informazioni sulla struttura generale. Il mese scorso il reperto è stato sottoposto a un restauro prima in Museo e poi al Centro di Conservazione e Restauro della Venaria Reale. È stata svolta un’operazione di conservazione preventiva, con pulitura del reperto.

Taormina – Naxos Archeofilm: al via la prima edizione del festival di archeologia, arte e ambiente al teatro Antico di Taormina e al Teatro della Nike di Giardini Naxos: quattro giorni di proiezioni serali e incontri con i protagonisti della comunicazione culturale

taormina-naxos_archeofilm_2023_locandinaDinosauri, faraoni, il racconto del leggendario ingresso del cavallo di Troia e una inedita ricostruzione di Stromboli preistorica. Il meglio del grande cinema di documentazione è di scena in Sicilia per la prima edizione del “Taormina – Naxos Archeofilm”, il festival di archeologia, arte e ambiente in programma a Taormina (Teatro Antico, 14 e 16 luglio 2023) e Giardini Naxos (Parco archeologico – Teatro della Nike, 15 e 17 luglio 2023). Unica tappa in Sicilia, il “Taormina Naxos Archeofilm” s’inserisce nel quadro delle iniziative di Firenze Archeofilm, casa madre del grande “festival diffuso” organizzato dalla rivista “Archeologia Viva” (Giunti editore) che da anni, dopo l’ampia selezione internazionale fiorentina, trova ospitalità in varie prestigiose località italiane ed estere. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito, sia al Teatro Antico di Taormina che al Teatro della Nike al Parco di Naxos, e iniziano alle 21.15. “Manifestazioni come l’Archeofilm”, dice l’assessore ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, “hanno una grande valenza socio-culturale. Da un lato avvicinano le famiglie e i visitatori ai temi dell’archeologia, della tutela dei beni culturali e delle grandi scoperte degli studiosi che, dal mito di Troia ai dinosauri fino alle più recenti missioni di scavo nei mari siciliani, affascinano da sempre grandi e piccini, dall’altro sono un’occasione imperdibile per vivere la natura autentica dei monumenti di Taormina e Naxos e la loro storia”.

taormina-naxos_archeofilm_2023_brochure“Taormina – Naxos Archeofilm” è un progetto di grande respiro culturale – pensato per le famiglie, i ragazzini e per gli appassionati del mondo antico – prodotto e organizzato dal Parco archeologico Naxos Taormina, diretto da Gabriella Tigano, e dalla Fondazione Tusa, presieduta da Valeria Li Vigni, in collaborazione con Firenze Archeofilm/Archeologia Viva, diretta da Piero Pruneti – che, nell’arco di quattro giorni, proporrà al pubblico proiezioni di film-capolavoro selezionati a livello mondiale, incontri con i protagonisti della comunicazione, dibattiti e confronti sulle grandi civiltà del passato. Due i premi che saranno consegnati; il “Taormina – Naxos Archeofilm 2023” attribuito dal pubblico al film più gradito e il “Premio Sebastiano Tusa” assegnato alla personalità che si è distinta nella comunicazione dei beni culturali. Tra un film e l’altro – in gara produzioni da Francia, Germania, Regno Unito e Italia – il pubblico avrà la possibilità di assistere alle interviste con grandi personaggi della divulgazione culturale tra cui Donatella Bianchi popolarissimo volto della trasmissione “Linea Blu” su Rai1 (Taormina, venerdì 14/7), Emilio Casalini, conduttore del programma “Generazione Bellezza” su Rai3 (Giardini Naxos, sabato 15/7) e lo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi (Taormina, domenica 16/7). Si chiude nel segno della musica con l’evento “fuorifestival” a Naxos (lunedì 17/7) con una serata che prevede prima un cortometraggio francese dedicato al rinvenimento di impressionanti “vasi acustici” impiegati nell’antichità per amplificare l’acustica nelle chiese e a seguire il concerto dell’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori in collaborazione con il Conservatorio di musica Alessandro Scarlatti di Palermo. A giudicare i cortometraggi in gara sarà il pubblico che, in qualità di giuria popolare, potrà esprimere il proprio voto sui film in concorso per l’attribuzione del “Premio Taormina – Naxos Archeofilm 2023”. Partner tecnologico e main sponsor della manifestazione è Videobank. Partecipano al progetto l’università di Catania (dipartimento di Scienze politiche e sociali) e Universi Teatrali (Centro studi dell’università di Messina) con gli studenti tirocinanti e l’Archeoclub Giardini Naxos, Taormina e Valle Alcantara.

taormina-naxos_archeofilm_2023_14-luglio_locandinaVENERDÌ 14 LUGLIO 2023. A Taormina, Teatro Antico, ore 21.15. Apre il film “Jurassic Cash” di Xavier Lefebvre (Francia, 52’). Segue l’incontro con Donatella Bianchi, giornalista e conduttrice tv. Chiude la serata il film “L’antica nave del vino” di Riccardo Cingillo (Italia, 28’).

taormina-naxos_archeofilm_2023_15-luglio_locandinaSABATO 15 LUGLIO 2023. A Giardini Naxos, Teatro della Nike, ore 21.15. Apre il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50’). Segue l’incontro con Emilio Casalini, giornalista e conduttore tv. Chiude la serata il film “Stromboli: a provocative island” di Pascal Guérin (Francia, 11’).

taormina-naxos_archeofilm_2023_16-luglio_locandinaDOMENICA 16 LUGLIO 2023. A Taormina, Teatro Antico, ore 21.15. Apre il film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May, Christian Twente (Germania, 52’). Segue l’incontro con l’on. Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura. Quindi cerimonia di premiazione con assegnazione del Premio “Sebastiano Tusa” attribuito dalla Fondazione Sebastiano Tusa, e del Premio “Taormina-Naxos Archeofilm” al film più gradito al pubblico. Chiude la serata il film “Sulle orme di Sebastiano” di Nicola Ferrari (Italia, 25’).

taormina-naxos_archeofilm_2023_17-luglio_locandinaLUNEDÌ 17 LUGLIO 2023. A Giardini Naxos, Teatro della Nike: FUORI FESTIVAL / ARCHEOLOGIA E MUSICA, ore 21.15. Apre il film “Vasi acustici” di Claude Delhaye (Francia, 8’). Segue il concerto dell’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori in collaborazione con il Conservatorio di musica Alessandro Scarlatti – Palermo.

Firenze. “APRITI MAF!”, apertura straordinaria serale del museo Archeologico nazionale con visite guidate: “Racconti d’Egitto” nella sezione egizia, e “Dietro le quinte. Da una miriade di cocci al vaso” alla scoperta dei depositi

firenze_archeologico_apriti-maf_incontri-del-13-luglio_locandinaTornano le  aperture serali straordinarie estive dei luoghi della cultura della Direzione regionale musei della Toscana del MiC  con “Apriti MAF!”, gli appuntamenti del giovedì dalle 19 alle 22 al museo Archeologico nazionale di Firenze dove sono in programma visite guidate e attività per bambini, in luoghi del museo normalmente chiusi al pubblico, insieme al direttore, agli archeologi e allo staff, per scoprire e approfondire storie e particolari dei capolavori noti e meno noti del vasto patrimonio delle collezioni. Le attività sono comprese nel costo del biglietto d’ingresso e non è necessaria la prenotazione.

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Una sala della sezione egizia del museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

Giovedì 13 luglio 2023. RACCONTI D’EGITTO: 19-20 e 20-21, percorso guidato alla sezione egizia per bambini dai 3 ai 12 anni, alla scoperta dei più famosi racconti della letteratura egiziana. Le attività sono comprese nel costo del biglietto d’ingresso e non è necessaria la prenotazione. Storie di fantasmi, dispute tra dei, miti che narrano la nascita del mondo e leggende sulle imprese dei più grandi faraoni.

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Cocci di vaso su un tavolo dei depositi del museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

DIETRO LE QUINTE. DA UNA MIRIADE DI COCCI AL VASO: dalle 19 alle 21.15, visite guidate ai depositi per grandi e piccini (visite guidate a piccoli gruppi). Turni alle 19; 19.45; 20-30 e 21.15. Un percorso alla scoperta del cuore pulsante del museo, dove si ricostruisce e si custodisce la storia, attraverso analisi di frammenti e restauri. Una parte della vita dei musei si svolge lontano dagli occhi dei visitatori, nei magazzini e nei laboratori dove le opere sono restaurate, fotografate, catalogate. L’esposizione di un reperto archeologico è infatti solo il punto di arrivo di un percorso complesso e avvincente che vede il coinvolgimento di diverse professionalità. La visita guidata ai depositi è un’occasione unica per partecipare per un giorno al lavoro che si cela dietro le quinte e che consente di ricomporre, da una miriade di frammenti ceramici, le opere che arricchiscono le vetrine del museo e gettano luce sulla vita quotidiana e la cultura degli Etruschi.

Torino. Al museo Egizio al via “Martedì d’estate”: a luglio e agosto visite guidate gratuite per gli over 70 alla scoperta dell’Antico Egitto, attraverso la storia delle collezioni e i reperti più importanti

torino_egizio_speciale-martedì-over-70_locandinaDa oggi, martedì 11 luglio 2023, al museo Egizio di Torino prende il via la nuova iniziativa “Martedì d’estate”. Porte aperte a tutte le persone over 70 ogni martedì alle 17 per una visita guidata gratuita. Nei mesi di luglio e agosto, tappa dopo tappa, si scoprirà la storia del museo e chi ha reso possibile la costituzione di questa importante collezione, i reperti più importanti e le storie che ancora raccontano, per approfondire la civiltà dell’Antico Egitto, in compagnia. L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione tra il museo Egizio e Rear. La prenotazione è telefonica, al numero 011 4406903.

Torino. Sabato sera gratuito al museo Egizio, tra luglio e agosto, grazie allo “Speciale Estate con Francorosso”

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Accordo museo Egizio – Alpitour World: da sinistra, Tommaso Bertini, Pier Ezhaya e Christian Greco (foto graziano tavan)

Sabato sera gratuito al museo Egizio di Torino grazie allo “Speciale Estate con Francorosso”. Quest’estate si potrà visitare gratuitamente il museo Egizio ogni sabato sera, dalle 18.30 alle 22.30, da sabato 1° luglio a sabato 12 agosto 2023, nell’ambito delle azioni di sostegno alla cultura ed al territorio promosse da Alpitour World con il suo nuovo piano di responsabilità sociale. Grazie all’iniziativa Speciale Estate, Francorosso, Premium Brand del gruppo turistico Alpitour World, offrirà al pubblico i biglietti del museo Egizio, prenotabili on line. Per visitare gratuitamente il museo Egizio il sabato sera è infatti necessario prenotarsi on line: https://egizio.museitorino.it/categoria/speciale-estate-con-francorosso/. Durante queste serate sarà presente lo staff di Francorosso e per tutti coloro che parteciperanno a questi appuntamenti, ci sarà la possibilità di ricevere un buono da 100 euro, spendibile su una prossima vacanza con Francorosso.

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La postazione multimediale in Sala 4 consente di accedere a parte dell’Archivio fotografico del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

In occasione dello “Speciale Estate con Francorosso” è stata collocata, nella sala 4 al secondo piano del Museo, una postazione multimediale, che renderà fruibile al pubblico una parte della collezione dell’Archivio storico fotografico che da tre anni è oggetto di un lavoro certosino di studio, catalogazione e digitalizzazione. L’Archivio Storico Fotografico del Museo Egizio è una miniera di storie inedite che custodisce 45mila documenti, di cui 1500 scatti dei primi del Novecento, inseriti nel dicembre 2021 su un sito dedicato, per poi crescere di numero di mese in mese. Un grande lavoro volto a ricostruire un racconto attraverso immagini delle Missioni Archeologiche Italiane, in 14 località in Egitto dal 1903 al 1937, che portarono a Torino oltre 30mila reperti. Ernesto Schiaparelli (1856-1928), fondatore delle Missioni Archeologiche Italiane, nonché direttore del Museo Egizio, ebbe l’intuizione di introdurre la fotografia al museo e di documentare tramite le immagini il suo lavoro di archeologo in Egitto. Correva l’anno 1903 quando partì da Torino per le campagne di scavi archeologici in Egitto, portando con sé alcuni fotografi e istituendo poi un’abitudine che fu raccolta anche dai suoi successori, come Giulio Farina. Furono così immortalati per la prima volta reperti che oggi sono a Torino, ma vengono studiati in tutto il mondo e momenti che ormai fanno parte della storia dell’egittologia. Per oltre un secolo quegli scatti sono stati custoditi con cura, senza però essere accessibili a studiosi e appassionati.

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Cartoline dal passato: il ritrovamento della statua di Pendua e Nefertari all’inizio del Novecento dalla Missione archeologica italiana in Egitto (foto archivio museo egizio)

Ora grazie a Francorosso un centinaio tra gli scatti più significativi di inizio secolo, selezionati da Beppe Moiso e Tommaso Montonati, egittologi e archivisti del Museo Egizio, sono a disposizione di chiunque visiti il museo, non solo di sabato. Inoltre, attraverso la postazione multimediale il visitatore potrà portarsi a casa simbolicamente un piccolo pezzo di antico Egitto: potrà infatti scaricare gratuitamente sul proprio smartphone le fotografie che più preferisce, cartoline dal passato che documentano il momento esatto, all’inizio del Novecento, in cui furono ritrovati i reperti presenti nelle sale (ad esempio la statua di Pendua e Nefertari, il sarcofago di Duaenra, la tomba di ignoti e molti altri). L’archivio fotografico digitale del Museo Egizio si è aggiudicato il Premio Museo Open Culture Italia 2022, riconoscimento Icom-Italia (International Council of Museum), Wikimedia Italia e Creative Commons Italia e dedicato ai progetti di valorizzazione del patrimonio di musei e istituti culturali, tramite l’adozione di strumenti per il pubblico dominio o di licenze open access.

Vieste. Al Castello Svevo al via la terza edizione del Vieste Archeofilm, tre serate col cinema di archeologia arte e ambiente. In palio il premio del pubblico “Venere Sosandra”

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Il Castello Svevo di Vieste (Fg) ospita il Vieste Archeofilm 2023 (foto firenze archeofilm)

Con il film “Jurassic Cash” si apre lunedì 26 giugno 2023, alle 21.15, al Castello Svevo di Vieste la terza edizione di Vieste Archeofilm, il festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente, organizzato dal Comune di Vieste, in collaborazione con Archeologia Viva (Giunti Editore) e Firenze Archeofilm, che si concluderà mercoledì 28 giugno 2023 con la premiazione in cui sarà consegnata una scultura come “Premio Venere Sosandra”.

vieste_archeofilm_2023_locandinaLa manifestazione propone tre serate – tutte a ingresso gratuito – all’insegna del grande cinema di documentazione. Tanti i temi che permetteranno al pubblico di viaggiare indietro nel tempo a partire dai fossili di dinosauro (raccontati attraverso lo spericolato business delle ossa) passando per la vera storia dei pirati lontano dalle fantasie hollywoodiane, fino all’eccezionale rinvenimento di alcune stele-menhir dal misterioso significato in Portogallo. Due film-capolavoro arricchiscono il programma di Vieste Archeofilm 2023: quello dedicato alla spettacolare cattedrale voluta da Gaudì ovvero la Sagrada Familia di Barcellona e, spostandosi in Egitto, il documentario sulla città d’oro di Luxor con uno sguardo alle ultime novità sulla vita dei grandi faraoni e del loro popolo. Tanta Puglia. Occhi puntati in questa edizione sulla storia della Puglia più antica. Ecco allora il film sulla Villa di Faragola (nel territorio di Ascoli Satriano – FG) una tra le più lussuose dimore romane erette tra III e IV sec. d.C. ripercorsa attraverso i fasti dei suoi ambienti e le sue peculiarità architettoniche. Mentre, una pellicola ad hoc è incentrata proprio sulla storia, lunga 2500 anni, dell’Isola di Sant’Eufemia, esattamente davanti a Vieste che nel corso del tempo ha ospitato il santuario-grotta intitolato a Venere Sosandra (salvatrice degli uomini). Attesa per i grandi nomi. Molti gli ospiti attesi per le consuete conversazioni /interviste a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, tra un film e l’altro, tra cui l’archeologo Giuliano Volpe che conduce gli scavi nel già citato Santuario di Venere Sosandra a Vieste (cui è dedicato peraltro il numero speciale di Archeologia Viva che verrà distribuito in omaggio nelle serate del festival), Rita Auriemma archeologa subacquea dell’università del Salento, e il noto filologo e saggista Luciano Canfora che chiuderà la kermesse.

PROGRAMMA DI LUNEDÌ 26 GIUGNO 2023. Alle 21.15, apre il film “Jurassic Cash” di Xavier Lefebvre (Francia, 52’). Segue l’incontro/intervista con Giuliano Volpe ordinario di Archeologia all’università di Bari. La seconda parte della serata prevede il film “Faragola. Un mondo ritrovato” di Claudio D’Elia (Italia, 17′). Chiude il film fuori concorso “Sosandra, una storia lunga 2500 anni” di Lorenzo Scaraggi (Italia, 19’).

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 27 GIUGNO 2023. Alle 21.15, apre il film “La vera storia dei pirati” di Stéphane Bégoin (Francia, 52′). Segie l’incontro/intervista con Rita Auriemma, archeologa subacquea, università del Salento. Chiude la serata il film “I misteri di Cabeço da Mina” di Rui Pedro Lamy (Portogallo, 27’).

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 28 GIUGNO 2023. Alle 21.15, apre il film “Sagrada Familia, la rivoluzione di Gaudì” di Marc Jampolsky (Francia, 52’). Segue l’incontro/intervista con Luciano Canfora filologo classico, storico e saggista, docente emerito dell’università di Bari. Quindi la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio del pubblico “Premio Venere Sosandra – Vieste 2023”. Chiude il Vieste Archeofilm 2023 il film “Morte sul Nilo” di Manuel Pimentel Siles, Manuel Navarro Espinosa (Spagna, 29’).

Torino. Al museo Egizio incontro con Massimo Osanna, direttore generale Musei, secondo appuntamento del ciclo “What is a museum?”, in presenza e on line: dieci direttori dei più grandi musei del mondo si confrontano col direttore Christian Greco sul ruolo e le sfide del futuro dei musei

torino_egizio_what-is-a-museum_locandinaCome possono i musei essere luoghi di conservazione e costruzione della memoria? Come possono affrontare le sfide del futuro senza tradire la loro storia? Come possono affrontare la nuova fase che stanno attraversando ripensando il proprio passato e dando un senso alla loro esistenza oggi? Oggi i musei mirano a comprendere a fondo i meccanismi del cambiamento, generando relazioni e influenzando la società. Alla luce della nuova definizione di museo data da ICOM e delle sfide che attendono le istituzioni culturali, il museo Egizio di Torino presenta una serie di incontri per il 2023 e il 2024 dal titolo “What is a museum?” con protagonisti i direttori di alcuni dei più importanti musei internazionali in dialogo con Christian Greco. Ricerca, digitalizzazione, educazione, inclusione e cura del patrimonio sono i punti che verranno affrontati per ripensare il ruolo che i musei possono avere nella società contemporanea.

torino_egizio_what-is-a-museum_massimo-osanna_locandinaLunedì 26 giugno 2023, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio, ci sarà il secondo appuntamento della serie “What is a museum”, per riflettere sui musei di oggi e su quelli di domani. Il direttore del museo Egizio Christian Greco dialogherà con Massimo Osanna, direttore generale Musei del Mic. Ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione tramite Eventbrite (il posto in sala verrà riservato fino alle 18) al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-what-is-a-museum…. L’incontro sarà trasmesso anche in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Al centro del confronto tra Christian Greco e Massimo Osanna di lunedì 26 giugno 2023 ci sarà la necessità di rafforzare la rete del sistema museale nazionale, con una particolare attenzione alle multiformi realtà che lo compongono, molto diverse e lontane fra loro, non solo dal punto di vista geografico. Conservare e valorizzare il patrimonio culturale custodito negli istituti museali non può prescindere dai nuovi allestimenti e dalle acquisizioni, dalla ricerca archeologica, dalla valorizzazione dei depositi, dall’innovazione digitale e, non da ultimo, dall’accessibilità. Un accenno, inoltre, sarà rivolto alle enormi potenzialità del patrimonio culturale che, attraverso azioni quali la comunicazione e le grandi mostre, realizzate con opere provenienti da tutto il territorio nazionale, si propone come veicolo di riflessione sui grandi temi e i valori centrali dell’umanità.

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Massimo Osanna, direttore generale Musei del ministero della Cultura (foto graziano tavan)

Massimo Osanna, professore ordinario di Archeologia classica all’università di Napoli “Federico II”, è direttore generale per i Musei del ministero della Cultura da settembre 2020. Ha conseguito il suo primo dottorato in Archeologia all’università di Perugia, dove ha studiato la colonizzazione greca in Italia e il suo secondo dottorato in Storia all’università di San Marino, studiando la religione dell’antico Peloponneso. Ha svolto ricerche presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene e l’università di Heidelberg (borsista Alexander von Humboldt).

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Massimo Osanna osserva lo scheletro schiacciato del pompeiano fuggiasco (foto parco archeologico pompei)

Ha svolto la sua attività professionale all’università della Basilicata dove è stato professore di Archeologia classica (dal 1994), professore associato (dal 2000) e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici di Matera (2002-2014). È stato anche soprintendente per i Beni archeologici della Basilicata (2007-2008); directeur d’études all’École Pratique des Hautes Etudes di Parigi (2007); professore di Archeologia classica all’università di Heidelberg (2010); Research Fellow Alexander von Humboldt alla Humboldt-Universität di Berlino (2011); Visiting Professor all’École Normale Supérieure di Parigi (2013). Tra il 2014 e il 2020 è stato direttore del Parco archeologico di Pompei, guidando il “Grande Progetto Pompei”. È autore di un centinaio di saggi e monografie dedicati all’archeologia della Grecia e dell’Italia antica.

torino_egizio_what-is-a-museum_incontri_locandina“What is a Museum?” tornerà dopo la pausa estiva. In autunno approderanno a Torino i direttori dei musei stranieri: il 26 settembre 2023 sarà la volta Hermann Parzinger, direttore del Preußischer Kulturbesitz di Berlino, il 9 novembre 2023 è atteso a Torino Miguel Falomir Faus, direttore del Museo Nacional del Prado di Madrid. I protagonisti del 2024 saranno: Taco Dibbits, direttore del Rijksmuseum di Amsterdam, Anna-Vasiliki Karapanagiotou, direttrice del National Archaeological Museum di Atene, Tristram Hunt, alla testa di Victoria and Albert Museum di Londra. Sempre da Londra è atteso Hartwig Fischer, direttore del British Museum. Mentre gli ultimi due appuntamenti del 2024 saranno dedicati a Laurence des Cars, direttrice del Musée du Louvre di Parigi e a Hartmut Dorgerloh, direttore dell’Humboldt Forum di Berlino.