Sistema museale nazionale. Bilancio della App Musei Italiani a un anno dal lancio: oltre 400 musei presenti, 150 già con l’e-ticketing. E nel 2023 record di 57.730.502 visitatori (+23% sul 2022). Sul podio sempre il Colosseo con oltre 12 milioni di ingressi, ma tutti i musei e parchi hanno registrato incrementi significativi

A un anno dall’avvio dell’app e della piattaforma del Sistema Museale Nazionale sono oltre 400 gli istituti statali presenti che offrono un servizio agile e intuitivo, con percorsi di conoscenza e scoperta del patrimonio culturale della Nazione, il vantaggio di informazioni sempre aggiornate e ufficiali e la possibilità di acquisto online dei biglietti di ingresso. È quanto è emerso alla presentazione del primo bilancio del servizio del ministero della Cultura: un’occasione anche simbolica per promuoverne la conoscenza e l’utilizzo e per fare il punto sui risultati raggiunti e le prospettive future. Nella stessa occasione, sono stati infatti presentati i dati relativi agli ingressi nei musei e parchi archeologici nazionali, per i quali l’anno 2023 ha segnato un record di visitatori e incassi, non solo per la conferma dell’andamento positivo già registrato nel 2022, ma anche per il superamento dei numeri di epoca pre-pandemica.
Promossa dal ministero della Cultura, l’app Musei italiani è stata sviluppata dalla Direzione generale Musei grazie ai fondi del PNRR dedicati al miglioramento dell’accessibilità fisica, cognitiva e senso-percettiva del patrimonio culturale nazionale, nell’ambito del “Progetto Ad Arte, piattaforma nazionale dei servizi per l’accessibilità nei luoghi della cultura”. Dotata di un’identità visiva ben riconoscibile grazie al logo Musei italiani e allo sfondo blu che richiama il colore istituzionale del ministero della Cultura, l’app, disponibile gratuitamente nei principali store, è stata rilasciata un anno fa, insieme alla piattaforma web ad essa collegata, in concomitanza con l’avvio della bigliettazione del Pantheon.
Per la gestione della biglietteria, 130 di questi oltre 400 usufruiscono già oggi del sistema di gestione diretta offerto dalla piattaforma, completo ed efficiente, progettato per integrarsi con eventuali sistemi di cassa fisica o totem digitali sul posto e privo di costi di intermediazione: un’innovazione importante, se consideriamo che la gran parte di questi non aveva mai avuto la possibilità di gestire – e quindi di istituire – un biglietto di ingresso, oppure non aveva alcuna forma di e-ticketing o di pagamento elettronico sul posto. Il carattere vantaggioso di questa formula ha attratto anche grandi realtà come il museo nazionale Romano, le Terme di Caracalla o il museo di Capodimonte. Ad oggi i musei che usano questa modalità di gestione diretta in piattaforma hanno “staccato” oltre 3 milioni di biglietti, con un incasso superiore agli 11 milioni di euro: numeri rilevanti, sia perché in linea con gli obiettivi di trasformazione digitale del Paese, sia perché l’assenza di costi di intermediazione costituisce un vantaggio economico per l’Amministrazione e i visitatori. L’app, in conclusione, rappresenta uno strumento univoco e sicuro per guidare il visitatore all’acquisto del biglietto, o direttamente nella piattaforma di e-ticketing Musei italiani o reindirizzandolo negli altri canali ufficiali di vendita specifici, eventualmente previsti dai singoli Musei.

Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, alla presentazione del bilancio dell’App Musei Italiani (foto emanuele antonio minerva / Mic)
“Lo straordinario successo dei musei italiani dimostra che stiamo lavorando nella direzione giusta nel segno della valorizzazione come recita l’art. 9 della Costituzione”, dichiara il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “I musei italiani hanno un immenso valore storico e identitario, a questo stiamo aggiungendo la qualità dei servizi, abbiamo idee e faremo molto di più. La app rappresenta una ulteriore tappa verso la modernizzazione e la valorizzazione. Possiamo offrire al mondo esperienze uniche grazie al nostro passato e alla nostra storia. Ogni italiano deve essere orgoglioso del suo patrimonio”.

Il direttore generale Musei, Massimo Osanna, alla presentazione del bilancio dell’App Musei Italiani (foto emanuele antonio minerva / Mic)
“L’app Musei italiani, che costituisce uno dei primi risultati concreti del PNRR, segna un grande traguardo per il Sistema Museale Nazionale”, commenta il direttore generale Musei Massimo Osanna, “che si è in questo modo dotato di un’interfaccia ufficiale, intuitiva e completa, pensata per rendere il nostro patrimonio culturale sempre più accessibile. Già dai primi mesi di attività, Musei italiani si è affermata come punto di riferimento per tutti i cittadini e i visitatori interessati a scoprire i luoghi della cultura italiani. L’innovativo sistema di e-ticketing ha inoltre consentito di superare gli annosi ostacoli amministrativi, economici e logistici che i siti meno noti o di più piccole dimensioni – ma anche alcune realtà maggiori – incontravano nell’organizzare un proprio sistema di bigliettazione completo, nell’ottica di uno sviluppo complessivo ed equo dell’intera rete museale del nostro Paese. L’app infine, è da intendersi come uno strumento in divenire ed entrerà a breve in una nuova fase, accogliendo, oltre ai musei di competenza del MiC, anche i luoghi della cultura non statali, realizzando a pieno gli obiettivi del Sistema Museale Nazionale. Sono inoltre in fase di implementazione nuove funzionalità, presto disponibili, come gli itinerari consigliati o le audioguide e le videoguide che potranno accompagnare i visitatori specialmente in chiave di accessibilità e inclusione”.
I numeri dei Musei Italiani nel 2023.
Il numero assoluto di visitatori ha raggiunto nel 2023 il record di 57.730.502 visitatori, mai registrato nelle serie storiche. Il confronto con il 2022 indica un aumento di 10,7 milioni di visitatori, pari a un incremento di quasi il 23%. Se il confronto viene effettuato con l’anno 2018, che rappresenta, con i suoi 55,3 milioni di visitatori il picco di epoca pre-pandemica, si nota una variazione positiva di 2,4 milioni di visitatori, pari a un incremento percentuale di oltre il 4%. Il 2023 rappresenta un record anche per gli incassi che raggiungono la cifra 313,9 milioni di euro, con un incremento di quasi il 34% rispetto al 2022 (+79,3 milioni di euro). Il dato appare ancora più significativo se paragonato al periodo pre-pandemico e in particolare al 2019, picco massimo della serie storica per gli incassi, con un incremento di quasi il 30% (+71,5 milioni di euro).
I musei più visitati nel 2023 sono tutti in crescita rispetto al 2022. I primi tre in assoluto sono: il Colosseo, 12.298.246 visitatori, +25,34%; il Pantheon, 5.196.106, +5,47%; la Galleria degli Uffizi, 5.138.588, +26,37%. “Gli incrementi rilevati nel 2023 rispetto non solo all’anno precedente, già positivo, ma anche ai record di presenze registrate di epoca pre-pandemica”, osserva il direttore generale Musei, Massimo Osanna, “dimostrano che il nostro Paese vanta un Sistema Museale Nazionale in salute, in crescita e in grado di attrarre i pubblici, con un’offerta culturale ricca, inclusiva e sempre più accessibile. Questi risultati si devono a tutti i direttori e al personale dei siti che in sinergia con la Direzione generale Musei, lavorano incessantemente, in ottica di rete e in accordo con le comunità territoriali, per conservare e valorizzare il patrimonio culturale dei nostri musei”.
Ecco il numero dei visitatori nel 2023 nei musei e parchi archeologici
con la differenza percentuale rispetto al 2022: parco archeologico del Colosseo, 12.298.246 visitatori, +25,34%; il Pantheon, 5.196.106, +5,47%; parco archeologico di Pompei, 4.087.164, +33,64%; museo Egizio di Torino, 1.061.157, +16,74%; Villa Adriana e Villa d’Este, 748.656, +37,74%; parco archeologico di Ercolano, 563.165, +28,86%; museo Archeologico nazionale di Napoli, 553.141, +25,54%; parchi archeologici di Paestum e Velia, 506.853, +29,62%; museo Archeologico di Venezia, 387.683 (dati comprensivi del circuito con alcuni musei civici), +4,64%; museo nazionale Romano, 318.434, +58,77% (il museo con il maggiore incremento in Italia); parco archeologico di Ostia antica, 314.511, +26,64%.
Torino. Al museo Egizio l’egittologo Luigi Prada (Uppsala University), in “La Musa al Museo. L’Egizio di Torino come creatore di letteratura”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme
“La Musa al Museo. L’Egizio di Torino come creatore di letteratura” è il titolo del nuovo appuntamento, con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio: giovedì 4 luglio 2024, alle 18, incontro a cura di Luigi Prada (Uppsala University), nella sala conferenze del museo Egizio di Torino con accesso da via Maria Vittoria 3/m. L’ingresso è libero con prenotazione al ljnk https://www.eventbrite.it/…/la-musa-al-museo-legizio-di… La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Come parte delle celebrazioni del bicentenario del museo Egizio, questa conferenza introdurrà il pubblico a un numero di composizioni letterarie ottocentesche poco note o del tutto ignote, scritte da letterati di professione o da celebri egittologi aspiranti tali, e aventi per ispirazione e soggetto l’Egizio stesso. La prima di tali composizioni, datata al 1824, anno di fondazione del Museo, è dello stesso Jean-François Champollion, decifratore dei geroglifici. Così, il museo Egizio si rivela non solo generatore di tomi e tomi di studi egittologici e letteratura accademica, ma anche fonte di ispirazione di letteratura vera e propria.

L’egittologo Luigi Prada (Uppsala university)
Luigi Prada è egittologo specializzato nello studio della lingua, religione, e letteratura antico-egizia, con focus particolare sul Periodo Tardo e Greco-Romano. Formatosi all’estero, è stato membro dei dipartimenti di Egittologia alle università di Oxford, Heidelberg, e Copenaghen, ed è ora assistant professor in Egittologia all’università di Uppsala e research associate in quella di Oxford. Vice-direttore della missione egittologica di Oxford e Uppsala ad Elkab, nell’Alto Egitto, partecipa anche a spedizioni nel Deserto Sudanese. Come presidente di ACME, collabora da anni con il museo Egizio.
Torino. Alle Gallerie d’Italia in occasione di “Paesaggi/Landscapes”, il terzo dialogo tra l’artista Sara Sallam e l’archeologo e curatore del museo Egizio Paolo Del Vesco su “Dai paesaggi ai musei e ritorno”. In presenza e on line. Prenotazione obbligatoria
Terzo talk del ciclo “Paesaggi/Landscapes” (vedi Torino. Alle Gallerie d’Italia la video-installazione immersiva “Paesaggi/Landscapes”, progetto culturale ideato dal museo Egizio – in partnership con Intesa Sanpaolo – in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto: anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo” nel 2025 | archeologiavocidalpassato) organizzato dal museo Egizio di Torino in collaborazione con Gallerie d’Italia di Torino, che vedrà protagonisti l’artista Sara Sallam e l’archeologo e curatore del museo Egizio Paolo Del Vesco: appuntamento mercoledì 3 luglio 2024, alle 18.30, a Gallerie d’Italia Torino (piazza San Carlo, 156) con “Dai paesaggi ai musei e ritorno”. Il dialogo tra l’artista Sara Sallam e il curatore Paolo Del Vesco affronterà le diverse (dis)connessioni tra paesaggi archeologici e sale dei musei. Modera Marina Paglieri (La Repubblica). L’incontro è in lingua inglese ed è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/dai-paesaggi-ai-musei-e…. L’incontro sarà disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino.

La locandina della presentazione della mostra fotografica di Sara Sallam al museo Egizio di Torino nel novembre 2022
Qual è il ruolo degli archivi fotografici nel plasmare le letture di questi paesaggi e le narrazioni storiche intrecciate intorno a loro? È questo uno degli interrogativi attorno a cui ruoterà il confronto tra Sallam, giovane artista di origine egiziana, ma operativa nei Paesi Bassi, impegnata in una ricerca artistica multidisciplinare, che utilizza fotografia, scrittura, videoinstallazioni (vedi Torino. Al museo Egizio per il centenario della scoperta della tomba del faraone bambino apre la mostra di arte contemporanea “Attraverso gli occhi di Tutankhamon. Prospettive e alternative sull’Egittologia” di Sara Sallam | archeologiavocidalpassato) e l’archeologo ed egittologo Paolo Del Vesco. A partire da alcune opere recenti della Sallam (Home Outside of Home, A Layer of Salt for My Oblivion, Piercing the Architectural Frame) e da una selezione di coppie di fotografie d’archivio e attuali che mostrano paesaggi “archeologizzati”, Sallam e Del Vesco rifletteranno su come gli interventi artistici che reinventano i paesaggi e inquadrano il passato potrebbero non solo offrire considerazioni critiche sulla prospettiva storica occidentale, ma anche ispirare pratiche curatoriali nuove all’interno dei musei archeologici.
Torino. Alle Gallerie d’Italia in occasione di “Paesaggi/Landscapes”, il secondo dialogo tra la fotografa Rehab Eldalil e il curatore del museo Egizio Johannes Auenmüller su “Persone e paesaggi. Connessioni tra storia e fotogiornalismo”. In presenza e on line. Prenotazione obbligatoria
Secondo talk del ciclo “Paesaggi/Landscapes” (vedi Torino. Alle Gallerie d’Italia la video-installazione immersiva “Paesaggi/Landscapes”, progetto culturale ideato dal museo Egizio – in partnership con Intesa Sanpaolo – in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto: anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo” nel 2025 | archeologiavocidalpassato) organizzato dal museo Egizio di Torino in collaborazione con Gallerie d’Italia di Torino, che vedrà protagonisti la fotografa Rehab Eldalil e il curatore del museo Egizio, Johannes Auenmüller: appuntamento giovedì 27 giugno 2024, alle 18, a Gallerie d’Italia Torino (piazza San Carlo, 156) con “Persone e paesaggi. Connessioni tra storia e fotogiornalismo”: il dialogo tra la fotografa Rehab Eldalil e il curatore del museo Egizio Johannes Auenmüller affronterà la connessione tra le comunità egiziane e la loro terra. Modera Filomena Greco. L’evento è in lingua inglese ed è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/persone-e-paesaggi… L’incontro sarà disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Foto di Rehab Eldalil: Seliman con in mano una pianta di Al Khodary durante la raccolta. Dalla serie “Il desiderio dello straniero il cui cammino è stato spezzato”
L’incontro si concentrerà sul cambiamento del paesaggio nell’Egitto moderno e sull’impatto che questo ha avuto sul senso di identità e di appartenenza della gente dal punto di vista indigeno, rurale e urbano. Attingendo al lavoro di Rehab Eldalil con la comunità indigena beduina del Sinai, l’Egitto e le sue esperienze personali che testimoniano l’urbanizzazione del paese, il dialogo tra la fotografa e l’archeologo rifletterà sul passato, presente e futuro, focalizzandosi sui cambiamenti del paesaggio e sulle conseguenze che questi hanno prodotto dal punto di vista culturale e politico. Pluripremiata per il suo lavoro di indagine sulla la comunità indigena beduina del Sinai, Rehab Eldalil opera al confine tra il documentario, il fotogiornalismo e il visual storytelling.
Torino. Il museo Egizio “aperto per lavori” con le passeggiate col curatore: visite per piccoli gruppi nelle sale chiuse

Il museo Egizio “aperto per lavori” con le “passeggiate col curatore”. Mentre fervono i lavori e i cantieri per il bicentenario del museo Egizio di Torino raggiungono il massimo impegno, l’Egizio – attualmente chiuso al pubblico – organizza visite speciali, a museo chiuso, con i curatori per piccoli gruppi. I lavori di riqualificazione della corte interna, che diventerà una piazza aperta al pubblico, con una copertura in vetro e acciaio, secondo il progetto dello Studio OMA di Rotterdam, procedono, ma il Museo intende confermare la sua speciale relazione con il pubblico e il territorio. In attesa della riapertura prevista il 13 luglio 2024, nelle pause del cantiere, sarà dunque possibile, previa prenotazione, visitare il Museo, proprio mentre cambia pelle con “Passeggiata col curatore”: tutti i giorni dal 25 giugno al 12 luglio 2024. Costo della visita: 30 euro a partecipante. Massimo 25 persone per gruppo. Prenotazione su www.museoegizio.it, o +39 011.4406903.
Torino. Alle Gallerie d’Italia in occasione di “Paesaggi/Landscapes”, il primo dialogo: Francesco Jodice e Christian Greco su “Paesaggio, tra materiale e immateriale”. In presenza (prenotazione obbligatoria) e on line
Mercoledì 19 giugno 2024, alle 18.30, a Gallerie d’Italia Torino (piazza San Carlo, 156) “Paesaggio, tra materiale e immateriale”, primo appuntamento del ciclo di dialoghi parte di “Paesaggi/Landscapes” (vedi Torino. Alle Gallerie d’Italia la video-installazione immersiva “Paesaggi/Landscapes”, progetto culturale ideato dal museo Egizio – in partnership con Intesa Sanpaolo – in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto: anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo” nel 2025 | archeologiavocidalpassato): in dialogo con il direttore Christian Greco, ci sarà il fotografo Francesco Jodice; modera Francesca Angeleri (Corriere della Sera). L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/paesaggio-tra-materiale-e… Disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Da tempo Christian Greco si interroga sull’assenza del paesaggio nei musei e sulla dicotomia tra paesaggio reale e immaginato nella ricerca archeologica. In particolare il direttore del Museo Egizio si concentrerà sull’interrogativo: che Egitto presentano i musei archeologici? Il cortocircuito che si crea tra memoria culturale e il vero Egitto antico, ricostruito, anche con la ricerca multidisciplinare, le nuove tecnologie e la multimedialità dà vita ad un mondo enciclopedico, tutto da decostruire che si confronterà con l’universo creativo di Francesco Jodice.

Copertina del libro “What we want” di Francesco Jodice
Il fotografo in “What We Want” (1996-2024) ha creato un Atlante fotografico realizzato nei 5 continenti in circa 180 differenti metropoli o luoghi antropizzati, da cui emerge un paesaggio, che è soprattutto proiezione dei desideri della gente. Lo sguardo di Jodice ci conduce alla scoperta della capacità dei differenti consorzi umani di performare i luoghi in base alle proprie necessità e culture, anche in deroga o sovversione alle istanze dettate dagli organi preposti al governo del territorio. Il rapporto tra i segni presenti e visibili nel paesaggio “reale” e le semiotiche diversamente leggibili e intercettabili nei nuovi paesaggi culturali sono al cento poi della ricerca creativa di Jodice, in lavori come “Ritratti di Classe” (2006 – 2024), “Grand Tour” (2013 – 2024), “Mi hanno rubato l’automobile, modestamente” (2024). Quale è il regime del visibile oggi e come si è modificata la capacità di intercettare ed interpretare la trama del reale?
Bologna. Per GEA 2024, il museo civico Archeologico propone attività di mediazione culturale “Chiedimi / Ask me” e “Scopri il Museo con un Mediatore”
Il museo civico Archeologico del Settore Musei Civici Bologna partecipa alle Giornate Europee dell’Archeologia 2024. In linea con l’obiettivo della manifestazione di far scoprire e condividere con tutti – appassionati di storia o semplici curiosi, in famiglia o con la classe – la ricerca e il patrimonio archeologico, spesso preclusi ai non addetti ai lavori, il museo civico Archeologico di Bologna presenta due iniziative: la lezione concerto del Coro Athena “Il canto dell’umanità” e le attività di mediazione culturale “Chiedimi / Ask me” e “Scopri il Museo con un Mediatore”

Il coro Athena nel chiostro del museo civico Archeologico di Bologna (foto musei bologna)
Dopo l’incontro di venerdì 14 giugno 2024 “Il canto dell’umanità”, lezione concerto del Coro Athena per la rassegna “Vi piace Brahms? La musica corale di Johannes Brahms”, in cui si è iniziato a esplorare l’emblema della coralità con l’opera sacra Ein deutsches Requiem, fornendo al pubblico gli strumenti per poterlo conoscere e comprendere attraverso una lezione interattiva con imprescindibili esecuzioni dal vivo; il programma continua sabato 15 e domenica 16 giugno 2024, dalle 11 alle 14 e dalle 15 alle 18, nelle sale espositive con “Chiedimi /Ask me” e “Scopri il Museo con un Mediatore”: il Museo offre la possibilità di approcciarsi alle sue collezioni in modo appagante e curioso, con l’aiuto di archeolog* e mediator* culturali. Ingresso con biglietto museo.

Gli archeolog* di Aster aspettano il pubblico con CHIEDI ALL’ARCHEOLOG* per rispondere alle libere domande e curiosità sulle collezioni del Museo, chiedete alla biglietteria dove sono dislocati.

MIA (Musei Innovativi e Aperti) propone “Sperimentazioni” nell’ambito di “Tutti al museo archeologico”
I mediator* di MIA (Musei Innovativi e Aperti) con TUTTI AL MUSEO ARCHEOLOGICO offrono due percorsi (ingresso libero fino ad esaurimento posti, max 10 persone per turno) per approcciarsi al museo in modo appagante e curioso: “Toccare l’Antico Egitto” e “Sperimentazioni” (ad ogni ora sarà possibile seguire alternativamente una delle attività, secondo uno schema che verrà consegnato con il biglietto).

La sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna (foto matteo monti)
“Toccare l’Antico Egitto”. Esplorando anche con le dita, grazie alle copie di alcuni importanti reperti, sarà possibile seguire un percorso di approccio alla ricca collezione egizia del museo, la terza per importanza in Italia.

Con “Sperimentazioni” al museo civico Archeologico di Bologna i partecipanti creano il “passaporto” del reperto (foto musei bologna)
“Sperimentazioni”. A partire dal racconto di reperti importanti esposti nella Collezione Greca e nella Sezione dedicata a Bologna etrusca, si offre un percorso speciale che riflette sul concetto di sperimentazione e incontro. Oggetti che viaggiano e portano con sé il racconto di una cultura diversa, sono un esempio di come l’atteggiamento curioso e aperto alla lettura di nuove storie sia la condizione fondamentale per la sperimentazione. A partire da tali spunti, i/le partecipanti creeranno il “passaporto” di un oggetto che racconta qualcosa di un loro viaggio o di un momento in cui sono entrati in contatto con una realtà nuova.
Roma. Per GEA 2024, la sovrintendenza Capitolina propone tre giorni di appuntamenti per diffondere la conoscenza del patrimonio archeologico della città di Roma
Dal 14 al 16 giugno 2024 tornano le Giornate europee dell’Archeologia cui aderisce anche la sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali per diffondere la conoscenza del patrimonio archeologico della città di Roma: tre giorni con tanti appuntamenti nei musei e sul territorio per scoprire il patrimonio archeologico di Roma. La manifestazione è indetta dall’Institut national des recherches archéologiques préventives (INRAP) con il patrocinio del ministero della Cultura francese. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. Prenotazione obbligatoria allo 060608 (tutti i giorni, ore 9-19). Attività gratuita. Ingresso secondo tariffazione vigente (gratuito per i possessori della Roma MIC Card) o gratuito per tutti nei musei gratuiti.

Veduta dei musei Capitolini dal palazzo del Campidoglio (foto musei in comune)
Venerdì 14 giugno 2024, a largo Corrado Ricci, verranno condivise dalle archeologhe e dalle storiche dell’arte le recenti scoperte avvenute sul cantiere di scavo (ore 9.30 e 11, a cura di Antonella Corsaro e Nicoletta Bernacchio), mentre i più giovani si potranno cimentare in una simulazione di scavo archeologico all’Area archeologica dei Fori Imperiali (ore 10, a cura di Valentina Musella e Andrea Sebastiani); ai musei Capitolini, invece, verrà raccontato il Campidoglio nel medioevo (ore 16.30, a cura di Francesca Zagari).

“La riscoperta delle civiltà orientali” al museo di Scultura Antica Barracco (foto musei in comune)
Sabato 15 giugno 2024, aperture straordinarie con visite guidate a Porta San Paolo (ore 10 e 11.30, a cura di Marina Marcelli, Cristina Carta, Alessandra Tedeschi) e al Casale di Giovio a Villa Doria Pamphilj (ore 10.30 a cura di Elda Scoppetta); al museo di Scultura Antica Barracco saranno narrate le avventure di eruditi ed esploratori e la nascita degli studi contemporanei sulle grandi civiltà preclassiche (ore 10.45 e 12.15, a cura di Alessandro di Ludovico) e, al museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Porta Aurelia si racconterà tra passato e presente con una visita didattica e laboratorio ludico per bambini (ore 11, a cura di Mara Minasi e volontarie del Servizio Civile Universale). In serata, musica e archeologia nella luce della nuova illuminazione artistica della Villa di Massenzio con la John Cabot Chamber Orchestra (ore 18.30 e 20, a cura di Ersilia Maria Loreti, Francesca Romana Cappa e Associazione Culturale Musicale John Cabot Chamber Orchestra).

Visita guidata con apertura straordinaria di Porta S. Paolo, una delle più monumentali e meglio conservate di Roma (foto musei in comune)
Domenica 16 giugno 2024, nell’ambito del progetto “Archeologia in Periferia”, visita guidata all’Area archeologica di Settecamini, dove emerge un lungo tratto della via Tiburtina antica (ore 10.30, a cura di Francesca Romana Cappa e Associazione culturale Quattro Sassi), poi al museo di Scultura Antica Giovanni Barracco per parlare di calchi, copie e falsi in archeologia (ore 10.30 e 12, a cura di Anna Maria Rossetti), infine al museo di Casal de’ Pazzi, partendo dallo scavo e arrivando fino ad oggi, si evidenzierà la centralità del Museo nel tessuto sociale della periferia romana di Rebibbia (ore 11, a cura delle volontarie del Servizio Civile Universale).
Torino. Al museo Egizio l’egittologo Ray Johnson (University of Chicago, Luxor) in “Windows into the Vanished World of Akhenaten, Nefertiti, and Tutankhamun. Amarna-Period Talatat Blocks in the collection of the Museo Egizio”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme
Piccoli blocchi di calcare e arenaria (i talatat, i mattoni con cui era stata edificata l’antica capitale di Akhetaton), lunghi tre lunghezze di mano, erano i preferiti di Akhenaton e Nefertiti per la costruzione dei loro enormi templi dedicati al disco solare, l’Aton Vivente. Il museo Egizio di Torino ospita una delle più grandi collezioni di questi blocchi in Europa. Se ne parla giovedì 13 giugno 2024, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino, nell’incontro “Windows into the Vanished World of Akhenaten Nefertiti and Tutankhamun. Amarna-Period Talatat Blocks in the collection of the Museo Egizio” con Ray Johnson (University of Chicago, Luxor), nuovo appuntamento organizzato con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce Christian Greco. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/windows-into-the-vanished…. La conferenza sarà in inglese, con traduzione simultanea in sala. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino.

Talatat con una regina (forse Nefertiti) che rende omaggio all’Aten suonando un sistro (arenaria, Nuovo Regno, XVIII dinastia), conservato al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Alcuni di questi talatat provengono dal primo complesso templare di Akhenaton dedicato all’Aton a Karnak, e molti provengono dall’Orizzonte dell’Aton, Akhetaten, Tell el-Amarna, fondata dalla famiglia reale come nuovo centro di culto per il solo adorazione dell’Aton. Tutti i monumenti di Akhenaton furono demoliti e riciclati dopo la sua morte, ma molti blocchi sono stati recuperati in scavi moderni. I blocchi, finemente scolpiti, presentati in questa conferenza conservano dettagli elaborati della vita quotidiana della famiglia reale e della corte, nonché della popolazione non reale, e rappresentano una straordinaria finestra sul mondo ormai scomparso di Akhenaton, Nefertiti e Tutankhamon.

L’egittologo W. Raymond Johnson dell’università di Chicago a Luxor
Raymond Johnson ha conseguito il dottorato in Archeologia egizia all’università di Chicago nel 1992 e ha partecipato a scavi sulla costa del Maine, USA; a Chogha Mish, Iran; a Quseir Al-Qadim sulla costa del Mar Rosso in Egitto; e a Cartagine, Tunisia. Nel 1979 si unì al Survey Epigrafico dell’Oriental Institute (ora Institute for the Study of Ancient Cultures), università di Chicago, con sede a Chicago House a Luxor, Egitto, e lavorò come disegnatore epigrafico mentre scriveva la sua tesi. Ha ricoperto il ruolo di direttore del Survey Epigrafico dal 1997 al 2022, e attualmente è Associate dell’ISAC. Ray Johnson è specializzato nella ricostruzione di sculture frammentarie e rilievi murali dei monumenti in pietra della tarda XVIII e prima XIX dinastia di Amenhotep III, Akhenaton, Tutankhamon, Seti I e Ramses II. È onorato di essere Visiting Scholar presso il Museo Egizio, Torino, dove si concentra sullo studio e la pubblicazione della collezione di blocchi e frammenti di sculture del periodo di Akhenaton del museo.







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