archivio | Egitto RSS per la sezione

Cairo (Egitto). All’Ifao (Institut Français d’Archéologie Orientale) il simposio “Reading reuse. Image recycling in Egypt and beyond”, in presenza e on line: quattro giorni di confronto sul riutilizzo dei manufatti decorati in contesti archeologici o architettonici

egitto_cairo_ifao_simposio-Reading-reuse-Image-recycling-in-Egypt-and-beyond_locandina“Reading reuse. Image recycling in Egypt and beyond” è il titolo del simposio internazionale promosso al Cairo (Egitto) nella propria sede dall’Ifao (Institut Français d’Archéologie Orientale) dal 30 ottobre al 2 novembre 2024, in inglese, in presenza e on line. Per partecipare alle sessioni della conferenza all’Ifao del Cairo, è necessario registrarsi compilando il modulo collegato qui: https://forms.gle/VSzpRnfKgcW6cmpB6. È disponibile anche la partecipazione a distanza. Per partecipare a distanza bisogna selezionare la casella corrispondente sottostante nello stesso modulo online. L’Ifao organizza un simposio sul concetto di riutilizzo dei manufatti decorati (interi monumenti o rilievi parietali, mobili, statue, figurine, vasi dipinti o incisi, oggetti di ornamento personale o mobiliare, ecc.) in contesti archeologici o architettonici. L’obiettivo è contribuire alla comprensione della creazione e dell’uso di oggetti portatori di immagini nelle società nel corso del tempo e oltre i confini: come e perché possono cambiare nella forma e nella funzione, e cosa significa studiare e interpretare tali oggetti biografici. “Forma, dimensione, materiale e decorazione sono solo alcuni degli elementi che giocano un ruolo importante nella percezione e nel possibile riutilizzo dei manufatti, che si rivelano versatili, sempre mutevoli nella loro apparente passività in base alle nostre necessità. In quanto tali, gli oggetti vivono diverse vite meritevoli di essere esplorate, il cui susseguirsi costruisce nel tempo una biografia” (Kopytoff 1986, Henare 2006). I loro usi successivi non sono necessariamente quelli destinati loro dai produttori e dai committenti; inoltre, persone e oggetti si influenzano costantemente a vicenda, come teorizzato da Gell (1998), Freedberg (1989), Bredekamp (2017). Il simposio del Cairo è in gran parte incentrato sul contesto e sul corpus materiale egiziano, ma lo scopo è decisamente interdisciplinare e transculturale. I casi di studio ancoreranno le varie riflessioni a pratiche concrete e serviranno a costruire un quadro metodologico, interpretativo e teorico comune, accessibile a un corpo diversificato di specialisti. È nell’interesse accademico riunire studiosi di ambiti ed epoche diverse, attraverso un approccio comparativo, che non si limiti allo studio delle società del passato ma si avvalga anche delle intuizioni dell’antropologia culturale. L’Ifao vuole collocare questo incontro scientifico al crocevia tra archeologia, antropologia e storia dell’arte, e conta che i dialoghi attingano da una varietà di approcci.

egitto_cairo_ifao_simposio-Reading-reuse-Image-recycling-in-Egypt-and-beyond_programma_locandinaPROGRAMMA GIORNO 1 (30 ottobre) CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE. Alle 8.20, benvenuto ai partecipanti; 8.45, discorso introduttivo del direttore; introduzione generale (Vera Allen, Axelle Brémont, Simon Connor). SESSIONE 1. TECNICHE E METODI. IDENTIFICAZIONE DEI MARCATORI ARCHEOLOGICI DEL RIUTILIZZO Tecnologie di imaging: 9.20, FOCUS TALK: “Confronto di diversi approcci sperimentali nella visualizzazione del sarcofago riutilizzato di Ramses IV: evidenziare ciò che non si vede”, Nour Bader et al.; 9.35, “Il “potere” delle immagini nel riuso dei sarcofagi gialli”, Stefania Mainieri; 9.55, discussione.  Abbigliamento da uso: 10.05, “Dalla vita quotidiana all’aldilà: la circolazione dei gusci di ostriche del Medio Regno”, Ahmed Mekawy; 10.25, “Oggetti votivi per la fertilità riutilizzati? Andando oltre i modelli rappresentativi ed esplorando le variazioni materiali, contestuali e d’uso nelle figurine antropomorfe femminili”, Paulina Wandowicz; 10.45, discussione; 10.55, pausa caffè. Registrazione di palinsesti: 11.20, “Analisi comparativa dei libri memoriali del primo Medioevo”, Ciara Cronin (online); 11.40, FOCUS TALK: “Adattare la matrice Harris per analizzare i palinsesti”, Axelle Brémont; 11.50, discussione. Contesto archeologico: 12, “Determinazione degli eventi del ciclo di vita della scultura e dell’architettura, nuovi approcci nel museo e sul campo”, Candace Richards; 12.20, “Una città completamente riciclata: Saint-Bertrand-de -Comminges/Lugdunum des Convènes (Francia)”, William van Andringa; 12.40, discussione; 12.50, pausa pranzo. SESSIONE 2. LUNGA VITA. SMONTATO BLOCCO DOPO BLOCCO Il destino delle Immagini. Spazi cultuali di fronte all’abbandono: 14.20, “Ladri che rubano ad altri ladri: un approccio interdisciplinare sullo smantellamento, la distruzione e il riutilizzo delle spoglie faraoniche nel Cairo Vecchio”, Mustafa Tupev e Kyra Gospodar; 14.40, “Pratiche di riuso in un paesaggio culturale continuamente in divenire”, Nico Staring; 15, discussione. Nuove funzioni per vecchie pietre: 15.15, FOCUS TALK: “Testimoni silenziosi del cambiamento. Blocchi kushiti riutilizzati provenienti da Karnak e Medinet Habu”, Aleksandra Hallmann; 15.30, FOCUS TALK: “Frantumato in pezzi. Lo smantellamento e la riconversione dei monumenti nell’area di Memphite”, Kyra Gospodar; 15.45, “Due esempi menfiti di riuso ideologicamente motivato”, Philippe Collombert; 16.05, discussione; 16.25, pausa caffè. SESSIONE 3. AGGIUNTA E AGGIORNAMENTO. COME SI COMPORTANO LE NUOVE IMMAGINI CON QUELLE PRECEDENTI SULLO STESSO ARTEFATTO? 16.45, “Incrocio. Oppure, come abitare ambienti diversi”, Vera E. Allen; 17.05, discussione; 17.20, “I calzolai sono i peggiori calzati? Informazioni sulla maestria di un capo scultore e sui requisiti estetici in azione per il riutilizzo della sua tomba”, Alexis Den Doncker; 17.40, discussione; 18, apertura della mostra “REading REuse” nella sala principale dell’Ifao, alla presenza degli artisti. Cocktail di benvenuto nel giardino Ifao (solo relatori).

egitto_cairo_ifao_simposio-Reading-reuse-Image-recycling-in-Egypt-and-beyond_programma_locandinaGIORNO 2 (31 OTTOBRE) IL PROBLEMA DELL’USURPAZIONE: TRA APPROPRAZIONE E OMAGGIO. Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della giornata. SESSIONE 4. LA POSTA IN GIOCO DEL POTERE. IL PRESTIGIO DEI CIMELI E DEL PATRIMONIO DEL PASSATO. Collezionare e fare tesaurIzzazione: 9, “Il passato presente: oggetti curati dalle tombe dell’Apulia centrale (525-350 a.C.)”, Bice Peruzzi; 9.20, “Doni diplomatici, cimeli o manufatti scambiati? Recinzioni nell’antichità”, Karin Kopetzky; 9.40, discussione. Premi e memoriali. Decontestualizzare e “museificare”: 9.50, “Frammenti di statue egiziane a Kerma: doni diplomatici? Rituali di esecrazione?”, Dietrich Raue e Simon Connor; 10.10, “Fuori contesto: la semiotica del riutilizzo monumentale”, Benjamin de Almeida; 10.30, discussione; 10.40, pausa caffè. Il signore del riuso. Ramses II e i suoi imitatori: 11, “Ramses il Grande fa rivivere i monumenti abbandonati”, Hourig Sourouzian; 11.30, “Modelli di riutilizzo durante il tardo periodo ramesside e il successivo”, Simone Burger; 11.50, “Imitare il faraone? Riutilizzo di statue antiche da parte di individui non reali sotto Ramses II”, Simon Connor e Tom Hardwick; 12.10, discussione; 12.30, pausa pranzo. Riutilizzo in bella vista o riuso mimetizzato?: 14, “Riutilizzo del tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari. Il caso delle cancellature e delle reincisioni sotto il regno di Thutmosi III”, Katarzyna Kapiec; 14.20, “Riuso e riconversione degli obelischi nell’impero romano”, Nicola Barbagli; 14.40, discussione. SESSIONE 5. LO SPECIALE INTERESSE DEL RIUSO FUNERARIO. Oltre la disfunzionalizzazione: fatto per la tomba?: 14.50, “Manufatti funerari modificati: pratica e significato”, Helen Strudwick e Melanie Pitkin (online); “Questo è riuso? Immagini del vestiario bizantino: riciclo o utilizzo a lungo termine?”, Apolline Gay; 15.30, discussione; 15.40, pausa caffè. “C’è spazio per due” – su “usurpazione”, salvataggio e omaggio: 16, “Ripensare il riutilizzo delle tombe nell’antico Egitto”, Carina van den Hoven; 16.20, “Il riutilizzo degli ushabti nell’antico Egitto”, Rahel Glanzmann; 16.40, discussione. Fatto per il riutilizzo?: 16.50, FOCUS TALK: “Identità dell’immagine e biografia dell’oggetto: considerazioni sui sarcofagi egiziani “gialli” della XXI dinastia”, Cynthia May Sheikholeslami e Jaume Vilaró Fabregat; FOCUS TALK: “Proprietà dei sarcofagi gialli e “biografia dell’oggetto” durante la XXI dinastia”, Jaume Vilaró Fabregat; 17.25, discussione.

egitto_cairo_ifao_simposio-Reading-reuse-Image-recycling-in-Egypt-and-beyond_programma_locandinaGIORNO 3 (1° NOVEMBRE) RIUTILIZZO ORIENTATO ALL’IMMAGINE E COMPORTAMENTO VERSO LE IMMAGINI (1) Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della sessione del giorno. SESSIONE 6. COMPRENSIONE DELL’OGGETTO STRANIERO. REINTERPRETARE, RIMOTIVARE? Contatti culturali e distanza geografica: 9, “Il riuso della statuaria dell’antico Egitto in contesti non egiziani”, Ashley Arico; 9.20, “L’uso e il riutilizzo degli amuleti egiziani nelle antiche necropoli del Mediterraneo”, Carmen Muñoz; 9.40, “Oggetti egiziani a Mishrifa/Qatna”, Alexander Ahrens; 10, discussione; 10.15, pausa caffè. Distanza cronologica e “lIsIbIlItà”: 10.40, “Riuso e riciclo dell’arte monumentale preistorica: il caso dei vishap armeni”, Alessandra Gilibert; 11, “Riuso della scultura antica nell’Egitto islamico medievale: atteggiamenti e pratiche”, Jorge Elices Ocón; 11.20, “Frammenti di una biografia dell’Anfiteatro Romano di Lucca”, Aloisia de Trafford; 11.40, discussione. SESSIONE 7. IMMAGINI A FACCIA IN GIÙ. IL RIUTILIZZO PUÒ NON AVERE ALCUNA UTILITÀ PER LE IMMAGINI? 11.50, “Il riutilizzo delle lastre decorate nella costruzione delle tombe megalitiche neolitiche in Europa occidentale (V-III millennio a.C.)”, Guillaume Robin (online); 12.10, discussione; 12.20, FOCUS TALK: “Un blocco decorato riutilizzato da Karnak”, Khaled Ismail; 12.35, FOCUS TALK: “Il concetto di inquinamento semantico”, Benjamin de Almeida; 12.50, discussione; 13, pranzo leggero. Escursione al Cairo islamico. Cena al Cairo islamico (hotel Riad) (solo relatori).

egitto_cairo_ifao_simposio-Reading-reuse-Image-recycling-in-Egypt-and-beyond_programma_locandinaGIORNO 4 (2 NOVEMBRE) RIUSO ORIENTATO ALL’IMMAGINE E COMPORTAMENTO VERSO LE IMMAGINI (2) Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della sessione del giorno. SESSIONE 8. AL DI LÀ DEGLI “SPOLIA” PURAMENTE ECONOMICI, COSA RENDE ATTRAENTE UN’IMMAGINE? 9, “Il riuso dei capitelli antichi nell’architettura religiosa islamica della Medina di Tunisi”, Khaoula Mighri (online); 9.20, “Il riuso delle iscrizioni geroglifiche nello spazio pubblico nel periodo medievale: economia o magia apotropaica?”, Jean-Charles Ducène; 9.40, FOCUS TALK: “Un frammento spoliato dell’antico Egitto nel Khanqah islamico medioevale di Shaykhu”, Peter J. Moore; 9.55, “Gli spolia pittorici nel Cairo medievale islamico: rivisitare il concetto di immagine contro natura“, Radwa Zaki; 10.15, discussione; 10.30, pausa caffè. SESSIONE 9. RESTAURO, RIPARAZIONE, RISTRUTTURAZIONE A che punto la rielaborazione si trasforma in una nuova opera d’arte?: 10.50, “Scavando più a fondo: il riutilizzo e la ristrutturazione delle chiese scavate nella roccia in Cappadocia”, Elizabeth Zanghi; 11.10, “Lettura dell’intervento materiale e interpretazione del riutilizzo nei ritratti della Roma imperiale”, Emily Frank; 11.30, “Strato su strato. Ridipintura degli edifici nell’Egitto romano”, Sara Kitat; 11.50, discussione. Politica, etica ed economia della conservazione e del restauro come riutilizzo: 12.05, FOCUS TALK: “Riutilizzo nel contesto del restauro, della ricostruzione e della distruzione: esempi tratti da siti del patrimonio culturale islamico e copto in Egitto”, Dina Bakhoum; 12.20, discussione; 12.30, pausa pranzo. SESSIONE 10. MANIPOLAZIONI FISICHE DI IMMAGINI ANTICHE Riutilizzo vs. distruzione. Funziona perché è rotto/sepolto/scartato: 14, “Efficacia attraverso la sepoltura: talismani etiopi”, Siena de Ménonville (online); 14.20, discussione; 14.30, FOCUS TALK: “Mutilare Min: dove è finito il fallo – e perché?”, Marion Claude; 14.45, FOCUS TALK: “Il Sumhuram Yakṣī e il semiotica della rottura”, Divya Kumar-Dumas; 15, pausa caffè. Gesti e credenze: 15.20, “La permanenza dell’oggetto: il tavolo delle offerte dell’antico Egitto come utensile, segnaposto e simbolo”, Esmeralda Lundius; 15.40, “Il riuso è nel dettaglio: riciclo di immagini funerarie attraverso contesti e media nel Nuovo Regno”, Silvia Zago; 16, discussione; 16.15, “Spunti di riflessione: alcuni casi di studio dall’Egitto e oltre”, Axelle Brémont e Simon Connor; 16.30, discussione; 16.45, breve pausa caffè; 17, discussione finale (con caffè).

Forte dei Marmi (Lu). A corollario della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, conferenza del curatore Paolo Marini su “Deir el-Medina e il Museo Egizio: storia, collezionismo e archeologia”: dalla riscoperta archeologica fino ai risultati delle ultime ricerche

forte-dei-marmi_villa-bertelli_conferenza-Deir-el-Medina-e-il-Museo-Egizio-storia-collezionismo-e-archeologia_paolo-marini_locandina“Deir el-Medina e il Museo Egizio: storia, collezionismo e archeologia” è il titolo della conferenza dell’egittologo Paolo Marini, curatore della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, realizzata dal museo Egizio di Torino, promossa dalla fondazione Villa Bertelli e dal Comune di Forte dei Marmi, che si può visitare al Fortino Leopoldo I di Forte dei Marmi (Lu) fino al 2 febbraio 2025 (vedi Forte dei Marmi (Lu). Aperta al Fortino, alla presenza del ministro degli Esteri Tajani, la mostra “Gli Egizi e il dono del Nilo”: 24 preziosi reperti (molti inediti) dal museo Egizio di Torino propongono un viaggio nel tempo, dall’epoca Predinastica all’età greco-romana attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri | archeologiavocidalpassato): la mostra propone un viaggio nel tempo, dall’Epoca Predinastica (3900 – 3300 a.C.) all’età greco-romana (332 a.C. – 395 d.C.), attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri: reperti di grande valore provenienti dai depositi del Museo e  normalmente non visibili al pubblico e, in alcuni casi, mai esposti prima..

egitto_Deir el Medina_villaggio-operai_foto-museo-egizio

Panoramica sul sito archeologico di Deir el-Medina a Tebe Ovest (foto museo egizio)

Appuntamento venerdì 25 ottobre 2024, alle 17, al Giardino d’Inverno di Villa Bertelli a Forte dei Marmi. L’ingresso alla conferenza è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili; prenotazioni al numero: tel. 0584 787251. Paolo Marini, curatore e coordinatore scientifico delle mostre itineranti del museo Egizio di Torino, percorrerà la lunga storia del villaggio di Deir el-Medina, fondato circa 3500 anni fa non lontano dalla Valle dei Re e dalla Valle delle Regine: dalla riscoperta archeologica fino ai risultati delle ultime ricerche.

forte dei marmi_fortino_mostra-gli-egizi-e-i-doni-del-nilo_marini_foto-graziano-tavan

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: il curatore Paolo Marini davanti alla maschera funeraria di età romana (foto graziano tavan)

“La storia del Museo Egizio”, spiega Paolo Marini, “è profondamente legata a quella di Deir el-Medina, il sito archeologico che custodisce i resti dell’antico villaggio degli artigiani impegnati nella costruzione delle tombe nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. I primi reperti dall’area giunsero a Torino nel 1824 con la collezione raccolta dal Console Generale di Francia ad Alessandria, Bernardino Drovetti, e venduta ai Savoia. Quasi un secolo dopo, si aggiunsero i ritrovamenti dell’allora direttore del Museo, Ernesto Schiaparelli. Oggi, il Museo Egizio è tornato a lavorare in questo sito, conducendo importanti indagini in diverse zone”.

torino_egizio_presentazione-mostra-a-vicenza_marini_foto-graziano-tavan

Paolo Marini (museo Egizio Torino) (foto graziano tavan)

Paolo Marini ha conseguito un dottorato di ricerca in Egittologia all’università di Pisa. Dal 2017 è curatore e coordinatore scientifico delle mostre itineranti del Museo Egizio. I suoi studi e pubblicazioni riguardano l’archeologia tebana e funeraria. Ha scavato in Italia, in Siria e in Egitto, dove è stato membro della missione archeologica dell’università di Pisa a Dra Abu el-Naga, ed è membro della Missione Archeologica Francese di Tebe Ovest al Ramesseum e della Missione di Studio dell’IFAO (Institut français d’archéologie orientale) a Deir el-Medina.

Torino. Al museo Egizio incontro con Gabriele Finaldi, direttore della National Gallery di Londra, ottavo appuntamento del ciclo “What is a museum?”, in presenza e on line: dieci direttori dei più grandi musei del mondo si confrontano col direttore Christian Greco sul ruolo e le sfide del futuro dei musei

torino_egizio_what-is-a-museum_gabriele-finaldi_locandinaCome possono affrontare le sfide del futuro senza tradire la loro storia? Come possono affrontare la nuova fase che stanno attraversando ripensando il proprio passato e dando un senso alla loro esistenza oggi? Oggi i musei mirano a comprendere a fondo i meccanismi del cambiamento, generando relazioni e influenzando la società. Alla luce della nuova definizione di museo data da ICOM e delle sfide che attendono le istituzioni culturali, il museo Egizio di Torino presenta una serie di incontri dal titolo “What is a museum?” con protagonisti i direttori di alcuni dei più importanti musei internazionali in dialogo con Christian Greco. Ricerca, digitalizzazione, educazione, inclusione e cura del patrimonio sono i punti che verranno affrontati per ripensare il ruolo che i musei possono avere nella società contemporanea. Il protagonista dell’ottavo incontro, il 24 ottobre 2024, alle 18, in dialogo con il direttore Christian Greco sarà Gabriele Finaldi, direttore della National Gallery di Londra che, come l’Egizio, quest’anno festeggia i suoi 200 anni. L’evento si tiene nella sala Conferenze del Museo, ingresso libero con prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/what-is-a-museum-tickets…. Anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Egitto. Al tempio di Abu Simbel si è rinnovato l’allineamento solare: i raggi di luce hanno illuminato il volto di Ramses II in fondo al santuario, come succede da 3200 anni

egitto_abu-simbel_allineamento-solare_foto-ministry-of-tourism-and-antiquisties

Allineamento solare nel tempio di Abu Simbel ad Aswan in Egitto (foto ministry of tourism and antiquities)

Il Sole ha illuminato il volto di Ramses II, puntuale come succede da 3200 anni. Si è rinnovato anche il 22 ottobre 2024 l’allineamento solare al tempio di Abu Simbel ad Aswan, in Egitto. Lo annuncia il ministero egiziano del Turismo e delle Antichità: “L’allineamento solare al tempio di Abu Simbel è la significativa testimonianza del genio dell’Antico Egitto nell’astronomia e nell’architettura”. “Originariamente il 21 febbraio e il 21 ottobre – ricordano al ministero egiziano – il fenomeno è stato ritardato di un giorno dopo il riposizionamento del tempio nell’attuale posizione 66 metri più in alto, durante la costruzione della grande diga di Aswan. Ora, il sole illumina il santuario ogni anno, il 22 febbraio e il 22 ottobre”. Durante questo evento, i raggi del sole penetrano dall’ingresso e vanno ad illuminare il volto del faraone Ramses II, del dio Ra-Horakhti, e del dio Amon all’interno del santuario. Rimane nell’ombra la statua del dio Ptah, perché dagli antichi era considerato “il dio delle tenebre”. Questo magico fenomeno che dura 20-25 minuti era stato ricordato la prima volta nel 1874 dall’esploratore Amelia Edwards nel suo libro “A thousand Miles up to Nile”, pubblicato nel 1899.

Conegliano (Tv). Apre a Palazzo Sarcinelli la mostra “EGITTO. Viaggio verso l’immortalità”, a cura di Maria Cristina Guidotti, con opere dal museo Egizio di Firenze, in esclusiva dopo la tappa in Danimarca

conegliano_sarcinelli_mostra-egitto-viaggio-verso-l-immortalità_locandinaA Palazzo Sarcinelli, a Conegliano (Tv), è tutto pronto per la mostra “EGITTO. Viaggio verso l’immortalità”, dal 23 ottobre 2024 al 6 aprile 2025, che condurrà il visitatore a scoprire, e capire, le credenze ed i riti che accompagnavano la morte nell’Egitto dei Faraoni, riti e credenze così pervasivi da sopravvivere all’occupazione romana. Miti non troppo dissimili da quelli di altre religioni, fatta forse salva una specifica necessità: quella di preservare i corpi per garantirsi la vita eterna. “EGITTO. Viaggio verso l’immortalità” è una mostra rigorosamente scientifica, a cura di Maria Cristina Guidotti, organizzata da ARTIKA e Contemporanea Progetti, in collaborazione con il Comune di Conegliano. La totalità delle opere esposte proviene dal museo Egizio di Firenze (museo Archeologico nazionale di Firenze), in esclusiva a Conegliano dopo la tappa in Danimarca.

conegliano_sarcinelli_mostra-egitto-Statua-raffigurante-Iside-e-Horo-bronzo-Epoca-Tarda-656-332-a.C._foto-maf

Statua raffigurante Iside e Horus, bronzo (epoca tarda, 656-332 a.C.), conservata al museo Egizio di Firenze (foto maf)

La mostra indaga l’inizio del viaggio verso l’immortalità, le pratiche di imbalsamazione, la funzione dei corredi che accompagnavano il defunto verso i Campi di Iaru. Più di 100 reperti straordinari, compresi alcuni scoperti nel corso della spedizione guidata da Jean-François Champollion (il decifratore dei geroglifici) e da Ippolito Rosellini (il padre dell’egittologia italiana), racconteranno in 5 sezioni il percorso di corpo e anima verso l’eternità.

conegliano_sarcinelli_mostra-egitto-Statua-di-Ptah-Sokar-Osiride-legno-stuccato-e-dipinto-Epoca-Tarda-656-332-a.C._foto-maf

Statua di Ptah-Sokar-Osiride, legno stuccato e dipinto (epoca tarda, 656-332 a.C.), conservata al museo Egizio di Firenze (foto maf)

Gli antichi egizi credevano che la morte non costituisse la fine della vita, ma che questa continuasse sotto un’altra forma. L’anima del defunto però, per continuare a vivere, doveva avere la possibilità di reincarnarsi nel proprio corpo: da ciò derivava la necessità di rendere non deperibile il corpo stesso e quindi la ricerca di metodi sempre più sicuri e perfezionati di imbalsamazione, che venne praticata dagli egiziani fin dalle prime dinastie della loro storia millenaria. Tutti i rituali funebri, perfino i più macabri, non miravano esclusivamente alla preservazione del corpo del defunto, bensì ad assicurare il proseguimento della vita nell’aldilà. Proprio questo è lo spunto principale che viene sviluppato dall’esposizione di Conegliano.

Torino. Nell’anno del bicentenario del museo Egizio, al via “Incanto Egizio: un viaggio in 13 appuntamenti per riscoprire il fascino millenario dell’Egitto e la sua influenza sulla musica classica e contemporanea

torino_egizio_incanto-egizio_presentazione-purchia-christillin_foto-museo-egizio

Rosanna Purchia, assessore alla Cultura della Città di Torino e presidente dell’associazione Sistema Musica, ed Evelina Christillin, presidente del museo Egizio, alla presentazione del festival “Incanto egizio” (foto museo egizio)

Festival “Incanto Egizio”: 13 appuntamenti, dal 12 ottobre al 19 dicembre 2024, un viaggio attraverso i secoli e le culture, per riscoprire il fascino millenario dell’Egitto e la sua influenza sulla musica classica e contemporanea. “Incanto Egizio” è la rassegna concertistica con cui le più importanti istituzioni musicali di Torino omaggeranno il bicentenario della fondazione del museo Egizio, portando su numerosi palcoscenici della città alcune tra le migliori orchestre, ensemble cameristici, cori e solisti e un mosaico di musiche che spazia dai grandi compositori della musica antica e classica alla tradizione popolare del Novecento, dall’opera al jazz, fino alle composizioni commissionate per l’occasione. “Incanto Egizio” è un progetto di Sistema Musica, associazione fondata dalla Città di Torino che riunisce i principali enti territoriali della musica classica a Torino, in collaborazione con il museo Egizio e con il sostegno di Iren. “Le direzioni artistiche degli enti di Sistema Musica si sono superate nel proporre suggestioni in grado di mettere al centro il Museo e la grande musica, insieme alla danza, alla recitazione e all’arte tutta”, dichiara Rosanna Purchia, assessore alla Cultura della Città di Torino e presidente dell’associazione Sistema Musica. “I 13 appuntamenti che proponiamo al pubblico celebrano l’Egizio con grande originalità e con una sorprendente varietà di stili e discipline”. Le fa eco la presidente del museo Egizio Evelina Christillin: “In occasione delle celebrazioni per il Bicentenario ci apprestiamo a vivere una nuova stagione, in cui festeggiare i 200 anni non significa soltanto offrire un esercizio di memoria, ma anche programmare il futuro con un occhio attento al contesto da cui provengono gli oggetti che custodiamo, studiamo e raccontiamo al pubblico, con l’intenzione di incrociare la ricerca archeologica e la storia dell’antico Egitto con le arti e le diverse realtà culturali della città. Il Festival Incanto Egizio si muove proprio in questa direzione”.

torino_egizio_incanto-egizio_locandinaLa programmazione inizia sabato 12 ottobre 2024 con la proposta concertistica di Lingotto Musica (All’ombra delle piramidi, ore 20.30) e proseguirà martedì 22 ottobre con uno speciale concerto proposto da De Sono, arricchito da performance di danza e light design (Iside e le Sfingi, ore 20.30), lunedì 28 ottobre con una conferenza-concerto del CFM Centro di Formazione Musicale della Città (Il flauto, strumento di dèi, pastori e musici, ore 17), martedì 29 ottobre con un concerto dell’Orchestra Filarmonica di Torino, che si esibirà anche in una nuova composizione in prima assoluta del maestro Ahmed El Saedi (Il sole incendia Brahms, ore 21). Lunedì 4 novembre, Polincontri presenterà un reading-concerto che prevede anche la prima esecuzione assoluta di una nuova opera del compositore Alessandro Cuozzo (Another Aida’s History, ore 18), giovedì 14 novembre tornerà l’alta divulgazione musicale con la seconda proposta del CFM (Il liuto dal Medio Oriente all’Europa, ore 18.30) e sabato 16 novembre la Academia Montis Regalis proporrà un ricco programma a tema (Antiche Regine, ore 21). Chiuderà il mese l’Accademia Maghini, venerdì 29 novembre, con la prima esecuzione moderna di un oratorio di Antonio Caldara (Gioseffo interpreta i sogni, ore 21). Unione Musicale e EstOvest Festival uniranno le forze martedì 3 dicembre per un concerto che prevede anche l’esecuzione di un brano commissionato per l’occasione al compositore Francesco Antonioni (Beethoven e l’Egitto, ore 20). Le collaborazioni proseguono con il Teatro Regio e il Conservatorio di Torino, che mercoledì 4 dicembre proporranno un originale concerto (Sinfonie d’Oriente, ore 20). Venerdì 13 dicembre l’Accademia Corale Stefano Tempia presenta Passi Ensemble con Sabrina Oggero Viale che accompagnerà i visitatori in un’esplorazione originale degli spazi del museo Egizio con una performance di musiche appositamente studiate per l’occasione (Passi nel Museo Egizio, ore 16). L’ultimo concerto in programma sarà domenica 15 dicembre, con una seconda proposta della Tempia (Thamos, Re d’Egitto, ore 21). A chiudere la rassegna, giovedì 19 dicembre, sarà invece l’incontro-conferenza proposto dal Teatro Regio (Aida inedita, ore 18).

Licodia Eubea (Ct). Il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico entra nel vivo: non solo film (undici tra mattina, pomeriggio e sera), ma anche laboratori didattici, una masterclass per la regia, e il primo “Incontro sull’Antico” incentrato sulle grotte di Licodia Eubea

licodia-eubea_festival-2024_masterclass-d-alessandro_locandinaCon la seconda giornata, giovedì 10 ottobre 2024, il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) entra nel vivo. Non solo film (undici tra mattina, pomeriggio e sera), ma anche laboratori didattici, una masterclass per la regia, e il primo “Incontro sull’Antico” incentrato sulle grotte di Licodia Eubea, durante il quale saranno presentati i risultati di uno studio condotto sugli scavi delle Grotte di Marineo, al quale parteciperanno rappresentanti della Soprintendenza ai Beni Culturali e dell’Università di Catania. Dopo i laboratori didattici riservati alle scuole, per tutta la mattinata al polo culturale della Badia mentre al teatro della Legalità c’è la sezione di film “Ragazzi e archeologia”, il pomeriggio si apre alle 15, con la Masterclass di regia “La terza dimensione della Storia. Le antiche aree sotterranee: ricerca ed opportunità” a cura di Massimo D’Alessandro, autore e regista di documentari, video teatrali, servizi televisivi di avventura, esplorazione e ricerca subacquea.

licodia-eubea_festival-2024_incontro-le-grotte-di-licodia-eubea_locandinaINCONTRO CON L’ANTICO. Alle 18.30, al teatro della Legalità, la conversazione “Le grotte di Licodia Eubea. Ricerca, tutela e valorizzazione di un territorio” con Maria Turco, funzionario archeologo alla soprintendenza ai Beni culturali di Catania; Orazio Palio, docente di Preistoria e Protostoria al Disfor dell’università di Catania; e ad Antonio Barone, autore ed esperto PNRR Beni Culturali del Comune di Licodia Eubea. L’incontro è l’occasione per presentare i risultati di uno studio condotto sugli scavi delle Grotte di Marineo (situate a pochi chilometri da Grammichele, ma ricadenti sul territorio di Licodia Eubea). Gli scavi, che nel 1988 interessarono l’area di Marineo, portarono all’individuazione e all’esplorazione di quattro grotte carsiche formate dall’erosione marina, frequentate alcune in età bizantina e medievale, altre anche in età preistorica. Qui, a partire dal 2017, sono state condotte nuove attività di ricerca da parte della soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania, in collaborazione con l’università di Catania.

I FILM DI GIOVEDÌ 10 OTTOBRE. Alle 9, apre il film “Future Memories” (Italia 2024, 12′) di Donatella Altier
Tre uomini, Aleksander, Martin e Francesco. I primi due si incontrano nel campo di concentramento di Sachsenhausen negli anni ’40. Il terzo è un pianista che vive oggi a Barletta in provincia di Bari. Eppure le vite dei tre uomini sono legate da un filo rosso che le ha tenute insieme creando un piccolo miracolo. Nel campo di concentramento di Sachsenhausen, il cantante e compositore polacco Aleksander Kulisiewicz immagazzina nella sua memoria prodigiosa 770 canzoni create dai suoi compagni di deportazione, ripetendole continuamente per anni sottovoce tra le labbra per non dimenticarle; sarebbe impazzito se, dopo la liberazione, una infermiera non si fosse messa al suo fianco durante la convalescenza in ospedale e non gli avesse “svuotato” la memoria fissando sulla carta musica e testi.

Quindi il film “Hema. Una storia di castellieri” (Italia 2022, 70′) di Francesca Mucignato. Prima della nascita di Trieste le terre del Caput Adriae erano già abitate dai nostri antenati, la popolazione dei castellieri. Hema è una bambina che vive nell’età del Ferro nel castelliere di Elleri (posto a metà sul confine tra l’Italia e la Slovenia nei pressi del Comune di Muggia -Trieste) e come tutti i bambini di ogni tempo si affeziona ad un animaletto che trova per caso. Il padre, un commerciante di sale, diviene il protagonista di un triste rito che Hema, in una sorta di gioco, imiterà. Ma un parallelismo ai giorni nostri vede un’altra bambina simile ad Hema, che trovandosi in gita didattica presso lo stesso castelliere, riporta alla luce per caso un reperto che evocherà un legame emozionale con il passato. Presente in ogni epoca la figura di un rapace che sovrintende dall’alto le vicende umane attorno al castelliere e alla necropoli ad incinerazione di Santa Barbara, località nel Comune di Muggia –Trieste.
Segue il film in prima regionale “Gegone, inside the Museum – Kore” (Grecia 2022, 6′) di Giannis Zhonga. Corto animato in stop motion. Elpida (Speranza), una a solitaria ragazzina in sedia a rotelle, arriva con la sua classe al Museo dell’Acropoli. Qui resta affascinata dalla statua di una bellissima Kore a cui però…mancano braccia e gambe. La statua si anima e fa amicizia con la bambina, raccontandole la sua storia

Quindi il film “Dans le secret des hiéroglyphes. Les frére Champollion” (Francia 2022, 52′) di Jacques Plaisant. Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egiziani, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. Quello che non è noto è che dietro questo genio si cela un’altra figura: è Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce su questa avventura intellettuale di decifrazione. È alla luce delle più recenti scoperte scientifiche e della lettura dell’epistolario di Jean-François Champollion e suo fratello che la vita di questo genio può essere riletta.

Chiude la mattinata il film in prima nazionale “Through the legend that I live in. The timeless beat of Mytilene castle” (Grecia 2023, 17′) di Lydia Tsenta. Il castello di Mitilene esiste da secoli: dall’antichità ad oggi, esso rappresenta l’emblema della città di Mitilene. Sui suoi muri sono state scritte migliaia di storie: ci raccontano la vita del castello, ne restituiscono le voci, che rivivono attraverso il nostro protagonista, che si aggira al suo interno e ne simboleggia l’anima, condividendo con noi quanto vorrebbe tramandare alla conoscenza delle generazioni future.  Il castello, una presenza ancora forte ai nostri giorni, “rivendica” il proprio posto nella vita contemporanea. Il tempo e gli eventi possono averlo segnato, ma la storia che rivelano è preziosa e non va dimenticata. Oggi il castello di Mitilene sta scrivendo un nuovo capitolo della sua storia, rinasce, continuando a elaborare nuovi percorsi culturali nella vita contemporanea.

Si riprende alle 16, col film “L’Ottava Sfera. La miniera millenaria” (Italia 2024, 25′) di Claudia Crema. Scoperta casualmente nel 1986 in località “Il Forcellino” presso i Piani dei Resinelli, sopra Lecco, l’Ottava Sfera vantò per vari anni il primato di più antica miniera di Lombardia datata con certezza. Risalente al 1200, la miniera venne sfruttata per l’estrazione di galena argentifera, da cui si ricavava l’argento. L’ingresso è ubicato in una stretta frattura alla base di una parete rocciosa che strapiomba per centinaia di metri sull’abitato di Lecco, e gli speleologi che per primi ne varcarono la soglia, dopo un millennio di abbandono, dovettero superare un complicato reticolo di cunicoli e gallerie. Alcune di esse apparvero curiosamente chiuse da cumuli di pietre, si capì in seguito che fu opera di antichi minatori convinti che, con la chiusura delle gallerie ormai sterili, si potesse favorire la ricrescita della vena mineralizzata. Il documentario racconta le vicende di questo sito e di altre realtà minerarie più recenti disseminate su quel territorio, arricchendo l’opera con una serie di interviste e testimonianze rilasciate da studiosi ed esperti in materia per narrare questa affascinante storia risalente a quasi mille anni fa.

Segue il film in prima regionale “Big John” (Italia 2023, 52′) di Dorino Minigutti e Davide Ludovisi. Big John è a pezzi. Bisogna ricostruirlo alla svelta, perché vale milioni di dollari. Big John è il più grande dinosauro triceratopo mai scoperto. Una piccola azienda familiare a Trieste, nel Nord Italia, ha pochissimo tempo per preparare l’immenso scheletro destinato a un’asta internazionale a Parigi. Per Flavio, il socio Iacopo e l’intero team è l’impresa di una vita.

Chiude il pomeriggio il film in prima regionale “Approdi” (Italia 2024, 45′) di Lorenzo Scaraggi. Approdi è un viaggio geopoetico lungo le coste pugliesi ispirato a Breviario Mediterraneo di Matvejević. Nicolò Carnimeo, a bordo della sua barca a vela, incontra intellettuali e scrittori: Alessandro Vanoli a Monopoli, Rita Auriemma a Egnazia, Roberto Soldatini a Trani, Lucio Caracciolo a Bari, Enrica Simonetti a Giovinazzo, Bjorn Larsson a Brindisi. Approdi è una dichiarazione d’amore al mare della Puglia, ai suoi porti e alle sue coste.

Si riprende alle 21.15 con il film in prima nazionale “The tinsmith” (Turchia 2023, 11′) di Havva Okutan. Recep Öztekin vive ad Antalya ElmalÄ ed è, secondo tradizione di famiglia, uno stagnino. Nel film il maestro Recep condivide con il pubblico le sue esperienze, raccontando in che modo abbia appreso questa professione dal nonno e dal padre, e di come il suo mestiere stia andando avanti oggi che l’interesse per la lattoneria è diminuito. Nel film Recep parla dell’attività della bottega di famiglia, del futuro di questa professione in relazione allo sviluppo tecnologico, e dei suoi problemi, tra cui la mancanza di qualcuno che erediterà questo sapere dopo di lui.

Segue il film in prima nazionale “Ugra Tales” (Federazione Russa 2023, 90′) di Alexander Avilov. Un film sugli abitanti dell’Ugra: Khanty, Mansi e Russi che hanno scelto di vivere nella loro terra. Cinque eroi per cinque storie

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Frame del film “The city of the wolves… or of the light” di Diana Gergova

Chiude la serata e la giornata il film in prima assoluta “The city of the wolves… or of the light” (Bulgaria 2024, 27′) di Diana Gergova. l documentario riguarda la capitale spirituale e politica della tribù dei profeti della Tracia settentrionale, i Geti, fin dal primo millennio a.C. Scoperta dagli archeologi decenni addietro e identificata come “Dausdava” (la città dei lupi o della luce) dalla Tabula Nona di Claudio Tolomeo, è ancora poco nota. Il percorso attraverso “Dausdava”, tracciato secondo gli insegnamenti orfico-pitagorici sull’immortalità astrale, presenta le iconiche tombe-templi attraverso cui i Geti si resero immortali, i loro santuari e il paesaggio culturale.

 

 

Rovereto (Tn). Per la quarta giornata grandi ospiti al RAM film festival 2024: nel pomeriggio aperitivo con Jacopo Tabolli e i Bronzi di San Casciano, serata speciale Egitto al teatro Zandonai con Christian Greco, direttore del museo Egizio, e il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio”. Ecco tutti i film in cartellone al teatro Zandonai

rovereto_RAM-film-festival-2024_speciale-egitto_locandinaGrandi ospiti sabato 5 ottobre 2024, quarta giornata del RAM film festival 2024, aperto nel pomeriggio, alle 14.30, con la “scoperta” del giardino della Canonica di San Marco; continuato con l’aperitivo d’autore con ospite Jacopo Tabolli alla scoperta del santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni; e chiuso alla sera, al teatro Zandonai, con “Speciale Egitto”, l’evento più atteso dell’edizione 2024. Ospite del RAM film festival il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, che introdurrà il film “Uomini e Dei: Le meraviglie del museo egizio” in occasione del bicentenario della sua apertura.

torino_egizio_film-uomini-e-dei-le-meraviglie-del-museo-egizio_locandina

SPECIALE EGITTO. Alle 20.30, il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio” di Michele Mally (Italia, 2023, 87’). Il premio Oscar Jeremy Irons accompagna il pub­blico in una narrazione affascinante che vede al centro della scena i tesori esposti nel museo Egi­zio di Torino, il più antico museo sulla civiltà egizia (aperto prima di quello del Cairo), che proprio nel 2024 festeggia il suo bicentenario. Reperti, studi scientifici e il dietro le quinte del museo sono narrati in maniera corale da curatori e restauratori così come da esperti e studiosi di importanti istituzioni museali mondiali. Ma il film non si limita a mostrare le collezioni del museo: intreccia storie, personaggi e contesti storici in diversi filoni narrativi per offri­re una visione completa e affascinante dell’antico Egitto (vedi Nell’anno del bicentenario della sua fondazione (1824-2024), il museo Egizio di Torino approda per la prima volta al cinema con “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio”, nelle sale italiane solo per due giorni, il 12 e 13 marzo, con la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons, che guida il pubblico in un viaggio alla scoperta dei tesori di una delle civiltà più affascinanti della storia antica | archeologiavocidalpassato).

rovereto_RAM-film-festival-2024_sguardi-sulla-mobilità_locandinaAPERITIVO AL GIARDINO, alle 18. “Sguardi sulla mobilità antica: genti diverse venute dall’Est al santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”. Incontro con Jacopo Tabolli, archeologo e docente all’università per Stranieri di Siena. Modera Andreas Steiner, direttore di Archeo. L’ospite racconterà la biografia culturale delle statue in bronzo di età etrusca e romana rinvenute a partire dal 2022 nel santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (III secolo a.C. – V secolo d.C.). Un viaggio attraverso comunità plurilin­gui e multiculturali che fecero di una sorgente termale il loro centro di ritualità permanente. Sono le offerte in bronzo a offrire un quadro complesso di mobilità antica, che lega materie prime, artigiani itineranti, operatori del rito e del culto e la sorgente calda.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_tabolli-e-statua-femminile-nel-fango_foto-uni-stranieri-si

Jacopo Tabolli osserva una statua femminile con dedica in etrusco allo scavo al Bagno Grande del santuario termale etrusco-romano di San Casciano (foto uni-stranieri siena)

Jacopo Tabolli è professore associato di Arche­ologia italica ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e Direttore del Centro di Arche­ologia per le Diversità e le Mobilità preromane. I suoi campi di interesse riguardano la cultura ma­teriale etrusca e preromana, l’ideologia funeraria e i santuari. Ha partecipato a numerosi scavi, at­tualmente in particolare lavora al sito di San Ca­sciano dei Bagni e sull’Isola del Giglio (Seascape project).

Ma vediamo meglio il programma delle proiezioni. Al teatro Zandonai “Grue – Drveni Nosači Za Barke” (Croazia/2023/54’); “Askòs – il canto della Sirena” (Italia/2023/63’); “Calattubo. Memorie da salvare” (Italia/2024/33’); “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” (Italia/2024/10’); “Akragas città della bellezza” (Italia/2020/8’); “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis” (Francia/2022/52’); “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (Italia/2023/57’); “Sui tetti di chi dorme” (Italia/2024/15’); “Il corpo e il nome. Gli ignoti delle Fosse Ardeatine” (Italia/2023/53’); “Rosso, i colori dell’arte” (Italia/2023/52’); “Phool Dei” (India/2023-24/8’).

Torino. Al museo Egizio apre una nuova ala, “Materia. Forma del tempo”: più di 6mila reperti tra legno, terracotta e pietra permettono di approfondire le conoscenze sui manufatti egizi, sull’uso dei materiali e le tecniche artigianali nell’antico Egitto

torino_egizio_materia-forma-del-tempo_apertura-nuova-ala_locandina

È tutto pronto per “Materia. Forma del tempo”, la nuova ala del museo Egizio di Torino, curata da Enrico Ferraris, dedicata alla materialità dei reperti e alle loro lavorazioni, che sarà aperta al pubblico sabato 5 ottobre 2024. In occasione del bicentenario, il museo Egizio presenta questo nuovo allestimento permanente che combina indagini scientifiche e archeologia sperimentale per approfondire la nostra conoscenza dei manufatti egizi, l’uso dei materiali e le tecniche artigianali nell’antico Egitto, attraverso più di 6mila reperti tra legno, terracotta e pietra.

torino_egizio_materia-forma-del-tempo_allestimento-nuova-ala_1_foto-museo-egizio

Al museo Egizio ultimato l’allestimento della nuova ala “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)

“Come è stato realizzato quest’oggetto? Quali materiali hanno usato? Perché questa scelta?”. Grazie a tecnologie all’avanguardia, oggi possiamo risalire alle tecniche di produzione e ai materiali originali utilizzati migliaia di anni fa, permettendoci di interpretare in modo più preciso il loro significato e contesto.

torino_egizio_materia-forma-del-tempo_allestimento-nuova-ala_2_foto-museo-egizio

Al museo Egizio ultimato l’allestimento della nuova ala “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)

Questo percorso espositivo, che si snoda per circa 500 metri quadrati distribuiti tra piano terreno e ipogeo, è frutto di un’approfondita ricerca interdisciplinare. Non solo illustra la storia degli oggetti, ma offre una riflessione sui processi creativi e sulle competenze che ne hanno reso possibile la realizzazione, con l’ausilio di moderne tecnologie digitali.

Cuneo. Al via la seconda edizione del Cuneo Archeofilm: due film a serata, intervallati dalla conversazione con un esperto. E attribuzione del premio Cuneo Archeofilm al titolo più gradito al pubblico

cuneo_archeofilm_2024_locandinaGiovedì 3 ottobre 2024 alle 21, a Cuneo all’interno del Complesso Monumentale di San Francesco (via Santa Maria, 10), prende il via la seconda edizione del “Cuneo Archeofilm”, il festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente. La kermesse, ad ingresso libero e gratuito, si sviluppa in tre serate fino a sabato 5 ottobre, coinvolgendo il pubblico nell’attribuzione del premio “Cuneo Archeofilm” al titolo più gradito. Ogni serata è strutturata con la proiezione di due film, intervallati dalla conversazione con un esperto. Nella mattinata di venerdì 4 ottobre, si svolge “A scuola con… ‘Cuneo Archeofilm’!”, iniziativa gratuita rivolta alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Nei pomeriggi di giovedì, venerdì e sabato, il Museo Civico di Cuneo propone alle famiglie dei laboratori creativi gratuiti ad accesso libero, ispirati ai temi cinematografici proposti durante le serate della kermesse. Il “Cuneo Archeofilm” è organizzato dal Museo Civico del Comune di Cuneo, in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva (Giunti Editore) e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, e con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

film-Philae-il-santuario-sommerso_di-Olivier-Lemaitre

Frame del film “Philae, il santuario sommerso / Philae, the sunken sanctuary” di Olivier Lemaitre

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 3 OTTOBRE 2024. Alle 21 apre il film “Philae, il santuario sommerso / Philae, the sunken sanctuary” di Olivier Lemaitre (Germania, 52′). L’isola di Philae affascina i viaggiatori da secoli. Su questa roccia che sorge dal Nilo, potenti sovrani fecero costruire santuari monumentali. Per salvare i preziosi resti dall’innalzamento del livello dell’acqua dopo la costruzione delle dighe, una campagna internazionale si è posta l’obiettivo di smantellare i monumenti pietra dopo pietra per ricostruirli su un’isola vicina. Il film incrocia le interviste degli ex soccorritori con gli egittologi di oggi che ancora esplorano le rovine. Segue la conversazione con Monica Girardi archeologa, titolare di FT studio srl scavi e ricerche archeologiche. Chiude il film “Li chiamiamo Vichinghi / On les appelle Vikings” di Laureline Amanieux (Francia, 52′). I Vichinghi erano davvero i barbari descritti dai cronisti del Medioevo? Benjamin Brillaud ci invita a esplorare la loro storia concentrandosi sulle scoperte più recenti, andando contro a idee preconcette. Dalla Danimarca all’Islanda passando per la Francia, incontra storici, biologi e archeologi, penetra biblioteche e musei, e attraversa paesaggi spettacolari in cui ancora troviamo le tracce del loro passaggio.

film-Langobardi-Grimoaldo-il-primo-re-friulano_di-Sandra-Lopez-Cabrera

Frame del film “Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano” di Sandra Lopez Cabrera

PROGRAMMA DI VENERDÌ 4 OTTOBRE 2024. Alle 21, apre il film “Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano” di Sandra Lopez Cabrera (Italia, 52′). Il docufilm racconta la vita di Grimoaldo, nobile discendente della stirpe di Alboino nato a Cividale intorno al 600 d.C., che nel corso di una lunga vita ricca di avvenimenti riuscirà a diventare il primo re longobardo di stirpe friulana. Attraverso il racconto della vita dei nostri avi avremo modo anche di raccontare le vicende storiche della Penisola e del Friuli nel VII secolo. Segue la conversazione con Deneb Teresa Cesana archeologa, dirigente Archivio di Stato di Genova. Interviene Matteo Grudina presidente “Invicti Lupi”. Chiude la serata il film “Signore e Principi preistorici / Prehistoric Ladies and Princes” di Pauline Coste (Francia, 52′). Le eccezionali sepolture del Paleolitico sono molto poco note al grande pubblico. Datate per la maggior parte intorno al 25000 a.C., il loro studio rivela aspetti unici e incredibili per le idee che ci siamo fatti su questo periodo. Di grande bellezza, sollevano anche una domanda essenziale: chi erano questi individui sepolti con tanta cura e adornati da accurati ornamenti: capi? Persone appartenenti a qualche classe sociale? O individui comuni con un gusto pronunciato per l’ornamento? Teorie che il documentario esplora prendendo come filo conduttore la sepoltura della Signora di Caviglione, rinvenuta al confine italo-francese nel territorio di Ventimiglia.

film-Al-tempo-dei-dinosauri_di-Pascal-Cuissot

Frame del film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot

PROGRAMMA DI SABATO 5 OTTOBRE 2024. Alle 21, apre il film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot (Francia, 52’). Negli ultimi vent’anni, la scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini ha cambiato il panorama paleontologico. In un viaggio attraverso il pianeta, il pubblico imparerà a conoscere comportamenti e caratteristiche precedentemente inaspettati. Questa prova esclusiva è combinata con realistiche immagini 3D in un documentario ambizioso e spettacolare. Una visione elettrizzante ben lontana tuttavia dal mondo di Jurassic Park. Segue la conversazione con Michela Ferrero archeologa, direttrice Musei Civici di Cuneo. Quindi la erimonia di premiazione con l’attribuzione del Premio “Cuneo Archeofilm” al film più votato dal pubblico, e del Premio “Cuneo Archeofilm – Scuole” al cortometraggio più votato dagli studenti. Chiude la serata e il festival il film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici / Les frères Champollion. Dans le secret des hiéroglyphes” di Jacques Plaisant (Francia, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. Ciò che è poco noto è che dietro questo genio si nasconde un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce sull’avventura intellettuale della decifrazione.