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Firenze. Al museo Archeologico nazionale le aperture straordinarie dell’estate diventano le “Serate Fiorentine di Archeologia 2024”: gli archeologi curatori raccontano le varie sezioni

firenze_archeologico_serate-fiorentine-di-archeologia-2024_programma_locandinaDa quest’anno le aperture straordinarie dell’estate del museo Archeologico nazionale di Firenze, in programma tra luglio e settembre, prendono la forma di serate a tema, alle quali sono invitati cittadini, turisti e appassionati di archeologia che si trovano a Firenze: sono le “Serate Fiorentine di Archeologia 2024” in programma il 24 e il 31 luglio, il 7 agosto, il 7 e il 18 settembre 2024, dalle 18 alle 22. La “sfida” simboleggiata dalle lettere iniziali di questa iniziativa è quella di mantenere il Museo aperto e vitale durante l’intensa stagione di lavori di ammodernamento e rinnovo degli allestimenti. Il museo Egizio, il Monetiere, il Giardino monumentale, il Coretto, i capolavori saranno protagonisti di diversi appuntamenti dedicati al pubblico dagli archeologi curatori delle varie sezioni, dalle restauratrici e dal direttore del Museo. Le notti fiorentine si animano per l’archeologia, per raccontare la cultura in modo insolito e coinvolgente e per aprire alla città le porte del Museo che si rinnova. Visite gratuite comprese nel biglietto di ingresso. Info claudia.noferi@cultura.gov.it.

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Una sala del museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

IL PROGRAMMA: mercoledì 24 luglio 2024, ore 18-22. Alle 18.15 e 19.45,  Claudia Noferi in “Il giardino del MAF: un viaggio tra Firenze e l’Etruria” (durata: 1 ora); 19.30 e 21, Barbara Arbeid, in “Un’eredità d’oro e di immagini: il Monetiere del museo Archeologico nazionale di Firenze” (durata: 45 minuti). Mercoledì 31 luglio 2024, ore 18-22. Alle 18, Daniele Federico Maras, in “Al Museo con il direttore. Parliamo di capolavori: la Chimera e l’Arringatore” (durata: 1 ora); 19 e 20.30, Barbara Arbeid, in “Un’eredità d’oro e di immagini: il Monetiere del museo Archeologico nazionale di Firenze” (durata: 45 minuti); 19.45 e 21.15, Lucia Nucci, in “I manufatti organici nell’arte copta” (durata: 45 minuti). Mercoledì 7 agosto 2024, ore 18-22. Alle 18.15  e 19.45,  Anna Consonni, in “I signori della vita. Alla scoperta dei sarcofagi del museo Egizio” (durata: 1 ora); 19.30 e 21, Lucia Nucci, in “Gli arazzi del Monetiere” (durata: 1 ora). Sabato 7 settembre 2024, ore 18-22. Alle 18, Daniele Federico Maras, in “Al Museo con il direttore. Parliamo di capolavori: la Chimera e l’Arringatore” (durata: 1 ora); 18.15, 19 e  21.30, visita al “Coretto di Maria Maddalena de’ Medici” (durata: 30 minuti); 19, 19.45 e 21, Giulia Basilissi, in “Il restauro dei grandi bronzi del museo Archeologico nazionale di Firenze: il caso della Testa di cavallo Medici-Riccardi e della Minerva” (durata: 1 ora); 19.45, Claudia Noferi, in “Sulle tracce di Maria Maddalena de’ Medici” (laboratorio a tema “Rificolona”; durata: 1 ora). Mercoledì 18 settembre 2024, ore 18-22. Alle 18.15, 19.45 e 21, Mario Iozzo, in “Il Vaso François: dalla Guerra di Troia alle divinità dell’Olimpo” (durata: 1 ora); 18.30 e 20, Giulia Basilissi, in “La collezione Passerini raccontata attraverso i pastiche chiusini. Storia di un restauro” (durata: 1 ora).

Torino. Al museo Egizio “Over70 in compagnia”: il martedì visite guidate gratuite per gli over 70

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“Over70 in compagnia” è il titolo dell’iniziativa lanciata anche quest’anno dal museo Egizio di Torino per i “Martedì d’estate”: tutti i martedì infatti dal 23 luglio al 27 agosto 2024, alle 17, in collaborazione con Rear, il museo Egizio propone visite guidate gratuite per over 70. Prenotazioni al numero: 0114406903.

Sicilia. Al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” quarta e ultima tappa (in due giorni) della XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico realizzato dal parco della Valle dei Templi con il RAM film festival: ecco il programma dei film e dell’archeotalk

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Quarta e ultima tappa (speciale) del XX Festival del Cinema Archeologico, realizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con il RAM film festival e la Fondazione museo civico di Rovereto. Per festeggiare il ventesimo anniversario, il Festival (diffuso) del Cinema Archeologico concludere il suo viaggio il 23 e 24 luglio 2024 in un luogo di straordinaria importanza per la storia dell’archeologia siciliana, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo. Sullo sfondo di quella che è la più antica istituzione museale della Sicilia, verranno proiettati quattro film a tema archeologico, che passano dalla storia dei fratelli Champollion all’ascesa e declino della civiltà etrusca, spaziando tra il conflitto siriano e gli studi antropologici in supporto alla ricerca archeologica. La partecipazione alle proiezioni è gratuita, con prenotazione online sul sito bit.ly/4czPmJ4

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PROGRAMMA DI MARTEDÌ 23 LUGLIO 2024. Alle 19, Archeotalk “Mare aperto”. Modera: Giuseppe Parello, direttore del museo Archeologico Regionale “A. Salinas”. Incontro e aperitivo con Stefano Savona, fotografo, regista e documentarista, il cui percorso sembra seguire una rotta obbligata tra la passione per l’archeologia, che ha praticato da studente, e quello che ha provato a raccontare successivamente nei suoi film: storie di uomini e di donne nati sulle rive del Mediterraneo, un mare interiore luogo di incontri, di scontri, di scambi e di conflitti. Partecipazione gratuita, con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it

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Frame del film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois

Alle 21 inizio delle proiezioni. Apre il film “Storie di ossa” di Gabriele Clementi (Italia, 2023, 7’). Le ossa portano su di sé le tracce del vissuto di un individuo, di una comunità, di un popolo. Stefano Ricci Cortili, antropologo e illustratore anatomico, sta dedicando la sua vita a questi studi in supporto alla ricerca archeologica.. Chiude la serata il film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois (Andorra, 2021, 72’). Un piccolo gruppo di archeologi e curatori museali lotta per preservare il patrimonio di reperti archeologici del Museo Nazionale di Aleppo durante il conflitto siriano. Come mettere in salvo 50.000 manufatti in una città assediata?

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Frame del film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 24 LUGLIO 2024. Alle 21, apre il film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 2022, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della Storia. Poco invece si sa di Jacques-Joseph, il fratello maggiore rimasto nell’ombra. Uno studio degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura. Segue il film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia, 2022, 52’). Aperta sul Mar Tirreno, l’Etruria, grosso modo l’attuale Toscana, risplendeva nel Mediterraneo tra il IX e il I secolo a.C. Ma chi erano gli Etruschi e come si spiega l’ascesa di questa civiltà, ma anche il suo declino e poi la sua scomparsa? Chiude la serata l’annuncio del vincitore della MENZIONE CITTÀ DI PALERMO.

Sicilia. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento assegnati i riconoscimenti della XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico: ecco i film premiati dalla giuria tecnica, dal pubblico e dal RAM film festival

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Un momento delle premiazioni della XX edizione del Festival del cinema archeologico al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento (foto regione siciliana)

Gli etruschi, i geroglifici e la musica antica ammaliano giurie e pubblico della XX edizione del festival (diffuso) del cinema archeologico promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival di Rovereto. Nella splendida sede del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, l’ultima delle tre serate della tappa agrigentina del Festival del Cinema Archeologico, si è chiusa con la premiazione di quei film che, più di tutti, sono stati capaci di raccontare, far conoscere, immaginare e vivere il patrimonio culturale. Il festival riprende martedì 23 luglio 2024 con la prima serata della tappa di Palermo al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”.

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Frame del film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski

Il Premio Parco Archeologico della Valle dei Templi è stato assegnato da una giuria tecnica composta da Antonio Barone, Valentina Caminneci e Anna Maria Ravagnan al film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia, 2022, 52’). Aperta sul Mar Tirreno, l’Etruria, grosso modo l’attuale Toscana, risplendeva nel Mediterraneo tra il IX e il I secolo a.C. Ma chi erano gli Etruschi e come si spiega l’ascesa di questa civiltà, ma anche il suo declino e poi la sua scomparsa?

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Frame del film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant

Il pubblico di Agrigento ha decretato vincitore il film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 2022, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della Storia. Poco invece si sa di Jacques-Joseph, il fratello maggiore rimasto nell’ombra. Uno studio degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura.

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Frame del film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George

Nella stessa serata è stato assegnato anche lo speciale premio RAM film festival da Giovanni Laezza e Alessandra Cattoi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Museo Civico di Rovereto, al film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia, 2020-2021, 53’). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà.

Torino. Ammonta a 412,6 milioni l’impatto economico del museo Egizio sul territorio della Città Metropolitana: ecco i risultati dell’analisi  della Fondazione Sant’Agata per l’Economia della Cultura

torino_egizio_impatto-economico-e-sociale-del-museo_2024_locandinaAmmonta a 412,6 milioni l’impatto economico del museo Egizio sul territorio della Città Metropolitana di Torino: lo certifica l’analisi  della Fondazione Sant’Agata per l’Economia della Cultura, che nel 2017, anno della prima indagine, aveva rilevato un impatto di 187 milioni. La stima totale della spesa diretta attribuibile al Museo Egizio è di 195.559.107,32 euro, una cifra calcolata sommando le spese dirette del Museo (in beni e servizi e stipendi della struttura) e le spese dirette dei visitatori a cui vanno a sommarsi anche gli importi di impatto indiretto ed indotto. Si tratta quindi di una spesa più che raddoppiata rispetto al 2017, quando si attestava a 81 milioni. Sono alcuni numeri dei risultati dell’indagine raccolta nel report “L’impatto economico e sociale del museo Egizio” presentato il 16 luglio 2024 con gli interventi della presidente Evelina Christillin, del direttore Christian Greco, della direttrice gestionale Samanta Isaia, e di Paola Borrione, Presidente & Head of Research Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e supervisore scientifico dell’analisi. L’indagine è partita da una raccolta dati, che si è svolta in 94 giorni tra luglio e ottobre 2023 e dall’analisi del bilancio 2022 del Museo. Obiettivo dichiarato: realizzare un identikit della composizione e della capacità di spesa dei visitatori, un’analisi della loro percezione del Museo, ma anche valutare la reazione alle strategie impiegate dal Museo in ambiti come comunicazione e allestimento delle sale e la propensione a sostenere l’Egizio attraverso le sue campagne di fundraising.

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Al museo Egizio la tavola rotonda sul report “L’impatto economico e sociale del museo Egizio” (foto museo egizio)

In occasione della presentazione dell’analisi d’impatto del museo Egizio c’è stata anche una tavola rotonda con interventi di Samanta Isaia, direttrice gestionale museo Egizio; Paola Dubini, professoressa in Management and Entrepreneurship, università Bocconi; Ludovico Solima, professore ordinario di Management e imprenditorialità nelle imprese culturali, università della Campania “Luigi Vanvitelli”; Alberta Giovannini, direttrice ufficio Risorse umane e servizi, MUSE, Trento; Paola Borrione, presidente & Head of Research Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura; ha moderato Marilena Pirrelli, Giornalista del Sole 24Ore.

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La sala dedicata a Deir el Medina al museo Egizio di Torino riaperta al pubblico il 29 marzo 2024: la novità per gli oltre 20mila visitatori nel ponte pasquale (foto museo egizio)

L’identikit del visitatore dell’Egizio. Sono in maggioranza donne tra i 35 e i 64 anni i visitatori del museo Egizio (57,6%). I giovani tra i 18 e i 34 anni rappresentano il 15%. Il 47% dei visitatori del museo Egizio ha conseguito una laurea, il 15% ha un titolo post laurea, mentre il 30% è diplomato. La maggioranza dei visitatori del Museo, il 61% per l’esattezza, sono turisti. Tra questi quasi il 20% sono stranieri (il 14% proveniente da un altro Paese europeo e il 5% da un Paese extra Ue). Stando ai dati contenuti nel report della Fondazione Sant’Agata, il museo Egizio è uno dei principali poli di attrazione del turismo torinese, in quanto tappa fissa dei viaggiatori, noto a livello internazionale. Nel 2022 l’Egizio ha accolto il 22% del pubblico totale dei Musei torinesi. Il turista medio che visita l’Egizio è laureato (49%) generalmente arriva in coppia (33%) o in famiglia (34%). Più della metà dei turisti (59%) è a Torino per vacanze, mentre il 19% dei turisti ha dichiarato di essere a Torino appositamente per visitare il Museo Egizio. La spesa diretta di turisti ed escursionisti visitatori del museo Egizio che ricade sul territorio di Torino registra un trend in costante crescita: era di 83.934.790,66 euro nel 2021, di 190.908.947,62 nel 2022 e si attesta a 223.269.024,59 euro nel 2023.

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L’allestimento temporaneo “Verso la nuova Galleria dei Re” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Il museo Egizio e il contesto nazionale e locale. Secondo la Fondazione Sant’Agata “il museo Egizio si è affermato come un polo di ricerca scientifica a livello internazionale e una delle principali attrazioni turistiche del Paese”. Stando agli ultimi dati diffusi dal Mic, con oltre un milione di visitatori nel 2023, il Museo si attesta al settimo posto nella top ten dei Musei italiani più visitati. Per quanto riguarda il contesto locale statistiche Istat del 2021 censiscono in Italia 4.292 musei, di cui 429 collocati in Piemonte (10% del totale). Il 67% dei musei piemontesi riflette la storia della Regione e può essere ricondotto al collezionismo sabaudo del XVI secolo (Residenze Sabaude, Palazzo Madama). Significativa la presenza di musei privati e aziendali. Il Piemonte detiene la quota più alta di istituzioni private, 231 (53% della quota regionale totale), tra i principali Fondazione Sandretto, Fondazione Merz, Mauto, Museo Lavazza. Rilevante poi il settore del design, su 53 centri di produzione culturale, 33 sono votati al design. Secondo quanto rilevato da report, nel 2022 i visitatori dei musei In Piemonte sono stati 5,7 milioni, di cui 4.521.268 (78%) nel sistema museale metropolitano di Torino, 1.245.355 (22%) negli altri Musei della Regione. “All’interno di questa dinamica – si legge nel report – è importante sottolineare il ruolo significativo del Museo Egizio, il quale ha contribuito con un totale di 907.364 visite nel 2023, il 16% del totale regionale e il 20% della Città di Torino”.

Donazioni e Fundraising. L’analisi condotta dalla Fondazione Sant’Agata si è concentrata infine sulla propensione del pubblico a fare donazioni al museo Egizio. È emerso che i ragazzi tra i 18 ei 24 anni sono la categoria che è più propensa a donare (73%). Questa fascia d’età è però quella che donerebbe meno (5,40%), anche per un’ipotizzabile disponibilità economica più ridotta. La fascia d’età meno propensa a donare è 55-64 anni (hanno espresso no il 42%). Mente i visitatori appartenenti alla categoria over 65 donerebbero in media 14,90 euro. Il museo Egizio è un’istituzione culturale estremamente legata alla città di Torino e ai suoi abitanti, lo dimostra il fatto che il 73% dei torinesi e il 70% dei residenti dell’area della Città Metropolitana sono disponibili a fare donazioni. Gli stranieri invece sono i meno propensi a donare. La donazione è quindi legata più ad un attaccamento ad un valore affettivo all’istituzione, da parte degli abitanti della città e del territorio circostante.

Sicilia. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento terza tappa (in tre giorni) della XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico realizzato dal parco della Valle dei Templi con il RAM film festival: ecco il programma dei film e dell’archeotalk

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Terza tappa del XX Festival del Cinema Archeologico, realizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con il RAM film festival e la Fondazione museo civico di Rovereto. E stavolta siamo nel cuore della Valle dei Templi, là dove è custodito un immenso patrimonio che illustra la storia della ricerca di buona parte della Sicilia centro meridionale. Stiamo parlando del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, dove fa tappa il Festival il 17, 18 e 19 luglio 2024. I film proiettati saranno sette e tratteranno le tematiche archeologiche più disparate: dal papiro di Ebers all’ascesa, il declino e la scomparsa della civiltà etrusca, dai robot umanoidi in grado di esplorare siti sommersi ed effettuare scavi a regola d’arte, fino all’archeologia musicale capace di riportare in vita le musiche perdute che scandivano la vita delle civiltà antiche. Da non perdere, giovedì 18 luglio 2024, l’archeotalk con Angela Bellia, che ci porterà a scoprire il ruolo fondamentale che la musica e la danza hanno rivestito nel mondo antico.

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Frame del film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 17 LUGLIO 2024. Alle 21, apre il film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia, 2020-2021, 53’). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà. Chiude la serata il film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 2022, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della Storia. Poco invece si sa di Jacques-Joseph, il fratello maggiore rimasto nell’ombra. Uno studio degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura.

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PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 18 LUGLIO 2024. Alle 19, Archeotalk “Alla ricerca dei suoni perduti: archeologia musicale della Magna Grecia e della Sicilia greca”. Modera: Donatella Mangione (parco Valle dei Templi). Incontro e aperitivo con Angela Bellia, ricercatrice all’Istituto di Scienze del Patrimonio del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli che ci porterà a scoprire il ruolo fondamentale che la musica e la danza hanno rivestito nel mondo antico. L’evidenza materiale e le testimonianze scritte e figurative oggi ci permettono di comprendere meglio il mondo sonoro del passato e le modalità con cui la musica e la danza accompagnavano i rituali e tutte le forme teatrali e di drammatizzazione legate al mito. Partecipazione gratuita, con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it.

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Frame del film “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer

Alle 21, inizio delle proiezioni. Apre il film “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer e Ulli Wedelmann (Germania, 2023, 52’). Il papiro di Ebers custodisce l’arte della guarigione degli Egizi di 3500 anni fa e riunisce quasi 900 testi medici. Quali di queste antiche conoscenze possono ancora essere utili nel XXI secolo?. Chiude la serata il film “Ocean One K: L’archéologue des abysses / Ocean One K: l’archeologo degli abissi” di Mathieu Pradinaud (Francia, 2023, 52’). Da sempre l’esplorazione dei relitti è una sfida enorme dato che è impossibile immergersi nelle profondità e scavare. Entra così in scena Ocean One K, un robot umanoide in grado di esplorare i siti sommersi e di effettuare scavi archeologici a regola d’arte.

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Frame del film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski

PROGRAMMA DI VENERDÌ 19 LUGLIO 2024. Alle 21, apre il film “Storie di ossa” di Gabriele Clementi (Italia, 2023, 7’). Le ossa portano su di sé le tracce del vissuto di un individuo, di una comunità, di un popolo. Stefano Ricci Cortili, antropologo e illustratore anatomico, sta dedicando la sua vita a questi studi in supporto alla ricerca archeologica. Segue il film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia, 2022, 52’). Aperta sul Mar Tirreno, l’Etruria, grosso modo l’attuale Toscana, risplendeva nel Mediterraneo tra il IX e il I secolo a.C. Ma chi erano gli Etruschi e come si spiega l’ascesa di questa civiltà, ma anche il suo declino e poi la sua scomparsa? Quindi il film “L’Appia a Minturnae. Il Videodiario di Scavo” di Gianmatteo Matullo (Italia, 2021, 34’). Il film, realizzato nel corso delle indagini archeologiche dirette dalla Soprintendenza, racconta la storia dell’Appia ben oltre i limiti cronologici della città romana, e svela i dettagli di un periodo finora poco noto. Chiude la serata, alle 23, l’annuncio dei film premiati dalle giurie e del vincitore del premio del pubblico.

Torino. Il museo Egizio riapre e organizza un weekend speciale: ingresso gratuito offerto da Francorosso. Prenotazione obbligatoria

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Il museo Egizio di Torino riapre le porte sabato 13 luglio 2024. E per l’occasione è stato organizzato un fine settimana speciale. In occasione della riapertura del Museo, infatti, sabato 13 e domenica 14 luglio 2024 l’ingresso al museo Egizio è gratuito! Sabato 13 luglio apertura straordinaria sino alle 20. Gli ingressi sono offerti da Francorosso. Come sempre, bisogna prenotare il biglietto online, dalla biglietteria ufficiale: https://egizio.museitorino.it/…/13-14-luglio-con…/. Nel fine settimana saranno presenti tra le sale del Museo vari egittologi che racconteranno al pubblico le storie dei reperti più iconici, grazie alla collaborazione con REAR Società Cooperativa. Attenzione: non è possibile effettuare visite guidate né per piccoli né per grandi gruppi. La caffetteria proporrà inoltre delle tariffe speciali per colazioni, merende e aperitivi. “Durante le due giornate – informa il museo Egizio – saranno effettuate riprese video e fotografie alle attività per fini promozionali sia del museo Egizio che di Alpitour SpA”. L’informativa completa è disponibile sul sito, cliccando QUI.

Giardini Naxos (Me). Al via la seconda edizione di Naxos Archeofilm: tre serate al Teatro della Nike su gli archeologi italiani in Iraq, i dinosauri e il digitale applicato ai fossili, i bronzi di San Casciano. E poi, tra un film e l’altro, ospiti archeologi, scienziati e registi per confrontarsi col pubblico su temi a cavallo tra passato più antico e attualità

naxos_archeofilm-2024_programma_locandinaArcheologia e film sotto le stelle al Teatro della Nike del parco archeologico di Naxos (Giardini Naxos, Me) con la seconda edizione di Naxos Archeofilm: dal 12 al 14 luglio 2024, tre serate organizzate dal parco archeologico Naxos Taormina e dalla Fondazione Sebastiano Tusa in collaborazione con Firenze Archeofilm/Archeologia Viva a tu per tu con le tante storie del passato che hanno fatto la Storia. Tra i temi affrontati, i risultati degli ultimi scavi della missione italiana in Iraq, gli studi dei paleontologi su dinosauri e mammiferi vissuti milioni di anni fa e le risorse della tecnologia digitale applicata allo studio dei fossili. Infine il focus sulla più sensazionale scoperta archeologica italiana del terzo millennio: i bronzi di San Casciano, in Toscana, con la prima proiezione in Sicilia del docufilm, realizzato da Rai Cultura, e il racconto di archeologi, studiosi e gente del posto che hanno vissuto da vicino l’emozione del ritrovamento. E ogni sera, tra un film e l’altro, ospiti archeologi, scienziati e registi per confrontarsi col pubblico su temi a cavallo tra passato più antico e attualità. Due i premi che saranno consegnati: il “Naxos Archeofilm 2024” attribuito dal pubblico al film più gradito (ogni sera potrà esprimere il proprio voto su apposite schede) e il “Premio Sebastiano Tusa” assegnato dalla Fondazione Sebastiano Tusa alla personalità che si è distinta nella comunicazione dei beni culturali. Tutte le serate sono a ingresso gratuito, e iniziano alle 21.15.

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Il grande cinema archeologico e i suoi protagonisti tornano dunque di scena in Sicilia con la seconda edizione del “Naxos Archeofilm 2024”, il festival di archeologia, arte e ambiente in programma a Giardini Naxos: un progetto nel solco della cultura e della divulgazione scientifica a misura di famiglie, giovani e appassionati del mondo antico italiani e stranieri che durante la stagione estiva popolano la città di Giardini Naxos e le località della riviera jonica messinese, principale polo turistico della Sicilia. “Un progetto nel solco della cultura e della divulgazione scientifica a misura di famiglie, giovani e appassionati del mondo antico, italiani e stranieri, che durante la stagione estiva popolano la riviera jonica messinese”, ha detto l’assessore ai beni Culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Una grande opportunità per conoscere la storia e rivivere le antiche epoche attraverso un’esperienza immersiva”.

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L’archeologo Nicola Laneri, direttore di una missione archeologica in Iraq (foto naxos archeofilm / AV)

In gara a Naxos saranno produzioni e co-produzioni da Francia, Giappone, Regno Unito e Italia: l’ultima giornata, in particolare, si presta particolarmente al pubblico internazionale con la proiezione di due documentari sottotitolati in inglese. Tra un film e l’altro, nelle tre serate, il pubblico di Naxos vivrà da vicino l’incontro con studiosi e ricercatori intervistati da Piero Pruneti, direttore del bimestrale Archeologia Viva (Giunti Editore). Ospiti sul palco di Naxos saranno Nicola Laneri (Università di Catania), archeologo orientalista che di recente, a capo di una campagna di scavi in Iraq, ha portato alla luce un complesso sistema di fortificazioni e di gestione delle acque che segnava il versante nord-orientale della città di Tell Muhammad, fondata all’inizio dell’epoca Paleobabilonese (età di Hammurabi) nei pressi dell’odierna Baghdad (venerdì 12 luglio); Dawid Adam Iurino, paleontologo (Università Statale di Milano) specializzato in mammiferi e vertebrati ed esperto di tecniche digitali per la ricostruzione dei fossili (sabato 13 luglio); infine il regista Eugenio Farioli Vecchioli, autore con Brigida Gullo del film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni”, una produzione Rai Cultura che ripercorre le tappe della straordinaria scoperta del santuario etrusco-romano: non un rinvenimento casuale, ma il frutto di un studio scientifico e di un approccio multidisciplinare da parte di un team di ricercatori. Tutto il programma è consultabile su https://www.parconaxostaormina.com/ufficiostampa/cinema-dal-12-al-14-luglio-2024-torna-naxos-archeofilm/ù

naxos_archeofilm-2024_programma-12-luglio_locandinaIL PROGRAMMA DI VENERDÌ 12 LUGLIO 2024. Tra Mesopotamia ed Egitto. Si inizia alle 21.15 con il film “Mesopotamia, la riscoperta dei tesori dell’Iraq”, regia di Olivier Julien (Francia, 2023), pellicola che racconta – dopo un’assenza di 50 anni, e in un contesto di ricostruzione postbellica – il ritorno degli archeologi nei principali siti dell’Iraq. Le risorse tecniche e i nuovi approcci di questa generazione di ricercatori consentono infatti di gettare nuova luce sulla nascita e sullo sviluppo delle prime città, lavorando allo stesso tempo per preservare il patrimonio della regione. A seguire, dopo l’intervista a Nicola Laneri, il secondo film ci porta in Egitto, lungo le sponde del Nilo, con la scoperta di una straordinaria tomba con una eccezionale concentrazione di sarcofagi. Si intitola “Cacciatori di tombe. Il mistero della mummia dipinta”, regia di Stephen Mizelas e James Franklin (Regno Unito, 2023): gli egittologi ragioneranno sulle ipotesi e i motivi per cui tutte queste mummie siano state sepolte insieme.

Proprio dello stato attuale dell’archeologia mesopotamica parlerà l’ospite della prima serata: Nicola Laneri ordinario di Archeologia e Storia dell’arte del Vicino Oriente antico all’università di Catania, reduce da un’eccellente campagna di scavo a Tava Tepe, in Azerbaijan – dove, con il suo team di ricercatori, ha riportato alla luce una mensa di 3500 anni fa (come vediamo nella video-intervista di Aurora Borghesi). L’archeologo era salito agli onori della cronaca nell’ottobre dello scorso anno quando, alla guida di una campagna di scavi in Iraq, ha portato alla luce la porta monumentale nella cinta muraria di Hammurabi, magnifici vasi e due edifici risalenti al II millennio a.C. La missione diretta da Laneri era realizzata in collaborazione con lo State Board of Antiquities and Heritage (Sbah) dell’Iraq e supportata dal Ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ad intervistare il prof. Laneri – che racconterà in anteprima tutti i dettagli della ricerca e della campagna di scavo – sarà Piero Pruneti, direttore della testata Archeologia Viva (Giunti editore).

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Frame del film “Au temps des dinosaures / Al tempo dei dinosauri” di Pascal Cuissot

IL PROGRAMMA DI SABATO 13 LUGLIO 2024. Dai dinosauri a oggi. Dopo la Mesopotamia e l’Egitto, ecco una serata sui dinosauri, passione di bambini e non solo, come dimostrano i casi di ricchi mecenati e collezionisti. Di scena una grande produzione internazionale sulla scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini attraverso realistiche immagini 3D per una visione elettrizzante e ben lontana dal mondo di Jurassic Park. Alle 21.15, apre Il film “Al tempo dei dinosauri”, con la regia di Pascal Cuissot, in collaborazione con Yusuke Matsufune e Kazuki Ueda (Francia, Giappone, 2020).

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Il paleontologo David Adam Iurino (foto naxos archeofestival / AV)

A raccontare le ultime ricerche in campo paleontologico sarà Dawid Adam Iurino docente di Paleontologia dei vertebrati, Università degli Studi di Milano, specializzato in mammiferi e vertebrati ed esperto di tecniche digitali per la ricostruzione dei fossili che, tra gli argomenti, affronterà anche quello legato alla leggenda dei Ciclopi, giganti con un occhio solo, legata anche agli elefantini nani presenti in Sicilia fino a 400.000 anni fa.  A seguire il film “Odissea: la storia della nostra evoluzione”regia di Sébastien Duhem (Francia, 2023) che propone al pubblico un viaggio immersivo nella storia dell’evoluzione tecnologica e culturale dell’uomo, dal Neolitico fino alla caduta dell’Impero romano d’Occidente.

IL PROGRAMMA DI DOMENICA 14 LUGLIO 2024. Gran finale tutto italiano e siciliano, domenica 14 luglio con il racconto degli scavi del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si), premiati come scoperta archeologica dell’anno. Sarà proiettato sul grande schermo, prima volta in Sicilia, il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, una produzione Rai per “Italia. Viaggio nella bellezza”

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Il regista Eugenio Farioli Vecchioli sul set nel 2019 (foto naxos archeofilm / AV)

realizzato in collaborazione con il ministero della Cultura: un racconto coinvolgente nel solco della divulgazione al quale partecipano anche i cittadini di San Casciano e Agnese Carletti, sindaco del Comune toscano che nel 2018, d’accordo con la soprintendenza di Siena, decide di puntare sull’archeologia per lo sviluppo del territorio acquistando un terreno vicino all’antica area termale e avviando i fortunati scavi. Ospite della serata il regista e autore Eugenio Farioli Vecchioli. A seguire il film omaggio alla Sicilia “La nave romana di Ustica” sulla scoperta di un relitto romano a 80 metri di profondità rintracciato grazie a una spedizione intrapresa nel mare dell’isola davanti a Palermo. Entrami i documentari di domenica 14 sono sottotitolati in inglese. Fra le due proiezioni saranno consegnati il “Premio “Sebastiano Tusa” attribuito da parco archeologico Naxos Taormina, Fondazione Sebastiano Tusa e “Archeologia Viva” alla personalità che si è distinta nella comunicazione dei beni culturali; e il Premio “Naxos Archeofilm 2024” al film più votato dal pubblico della manifestazione.

Torino. Alle Gallerie d’Italia in occasione di “Paesaggi/Landscapes”, quarto e ultimo protagonisti la fotografa Elisa Sighicelli e l’archeologo Michele Lanzinger su “Il museo come paesaggio”. In presenza e on line. Prenotazione obbligatoria

torino_egizio-gallerie-d-italia_dialoghi-paesaggi-landscapes_il-museo-come-paesaggio_sighicelli-lanzinger_locandinaQuarto e ultimo talk del ciclo “Paesaggi/Landscapes” (vedi Torino. Alle Gallerie d’Italia la video-installazione immersiva “Paesaggi/Landscapes”, progetto culturale ideato dal museo Egizio – in partnership con Intesa Sanpaolo – in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto: anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo” nel 2025 | archeologiavocidalpassato) organizzato dal museo Egizio di Torino in collaborazione con Gallerie d’Italia di Torino, che vedrà protagonisti la fotografa Elisa Sighicelli e l’archeologo Michele Lanzinger: appuntamento mercoledì 10 luglio 2024, alle 18.30, a Gallerie d’Italia Torino (piazza San Carlo, 156) con “Il museo come paesaggio”. Il dialogo tra Elisa Sighicelli e Michele Lanzinger propone una riflessione sui musei. Modera Miriam Massone. L’incontro è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.co.uk/e/925092405287…. L’incontro sarà disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube (nostro canale YouTube.) del museo Egizio.

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“Paesaggio” museale in una fotografia di Elisa Sighicelli (foto museo egizio)

Elisa Sighicelli, impiega la fotografia per compiere un lavoro sulla fotografia stessa. Il suo è un lavoro sugli allestimenti e i paesaggi museali: attraverso supporti tattili e materici le sue immagini catturano gli echi del visibile, analizzando i modi in cui la realtà riflette se stessa. A partire da questa premessa si confronterà con il presidente dell’Icom Italia, Michele Lanzinger.

Roma. Su Zoom webinar “Borders not Limits (Confini non limiti)” a cura di Giuseppina Capriotti nell’ambito del ciclo di webinar “Le scienze del patrimonio culturale” promosso dal Cnr-Ispc: tre studiosi e un’artista si confrontano sulla capacità dell’Egitto, attraverso i millenni, di essere un centro di propulsione e attrazione, un luogo di contatto e di incontro

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Per il ciclo di webinar “Le scienze del patrimonio culturale” promosso dal Cnr-Ispc di Roma, appuntamento lunedì 8 luglio 2024, alle 15, con il webinar “Borders not Limits (Confini, non limiti)” a cura di Giuseppina Capriotti. STREAMING ON ZOOM CNR ISPC: https://us02web.zoom.us/j/87349881745? pwd=qy1wsUMPyH8G9VJtnbmTI1fSaPhxVq.1 “Borders not Limits” è un progetto finanziato dall’università italo-francese attraverso il Bando Galileo e coinvolge ricercatori dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale – Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’UMR 8167 Orient et Méditerrannée–Mondes Pharaoniques – Centro nazionale della ricerca scientifica. Il progetto nasce da contatti collaborativi tra due ricercatori – Giuseppina Capriotti (CNR-ISPC) e Gihane Zaki (CNRS – UMR 8167, SHS) – che da anni sono impegnati nello studio dei due zone di confine più importanti dell’antico Egitto, quella meridionale e il nord-orientale. Dalla tarda preistoria e per tutto il periodo dell’Egitto dinastico, queste regioni hanno fornito importanti e molto antiche testimonianze di contatti interculturali, fenomeni di dispersione e migrazioni, scambi, iniziative diplomatiche e politiche. Questi studi hanno portato a un interesse per antichi modelli di adattamento, contatto, convivenza e inclusività, di fronte a situazioni critiche e resilienza relativa. Il seminario presenta la ricerca di tre studiosi e di un’artista sulla capacità dell’Egitto, attraverso i millenni, di essere un centro di propulsione e attrazione, un luogo di contatto e di incontro.

PROGRAMMA. Alle 15, i saluti di benvenuto di Costanza Miliani, direttore del Cnr-Ispc.

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L’egittologa Giuseppina Capriotti (cnr-ispc)

Interventi: 15.10, Giuseppina Capriotti, Cnr-Ispc di Roma, ricercatore senior e capo-gruppo del progetto, su “Antica Tjeku: vivere al confine nord-orientale dell’Egitto”. Maskhuta (l’antica Tjeku) si trova nel Nord-Est dell’Egitto, confine problematico da millenni, lungo la strada (il Wadi Tumilat) tra Egitto e Palestina, percorsa da mercanti, migranti ed eserciti. Nel Wadi Tumilat, canale navigabile (Canale dei Faraoni) che collegava il Mediterraneo e il Rosso il mare è stato scavato. L’area è stata teatro di scambi culturali e tecnologici, della popolazione, spostamenti e conflitti sanguinosi. La grande e fiorente antica città di Tjeku, attraverso gli scavi archeologici, mostra i segni di una ricca popolazione multiculturale che, in un’area problematica, evidentemente hanno beneficiato della situazione ambientale, grazie alla valorizzazione delle peculiarità territoriali.

Giuseppina Capriotti è ricercatrice senior del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto dei Beni Culturali Scienza. Già addetto archeologico IIC-CAI Ambasciata d’Italia al Cairo, professore ordinario abilitato Egittologia. Ha fondato la missione archeologica a Tell el-Maskhuta, di cui ha la responsabilità scientifica insieme ad Andrea Angelini. Ha condotto diversi progetti interdisciplinari.

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L’ingegnere Gihane Zaki (cnrs-umr)

Alle 15.30, Gihane Zaki, CNRS – UMR 8167, SHS – Ingegnere ricercatore e capo-gruppo progetto, su “La frontiera meridionale e la diplomazia dell’élite regionale nel II secolo a.C.”. In un contesto politico così particolare come quello del confine meridionale dell’Egitto, dotato di una particolare geografia e una topografia culturale singolare, il nostro interesse si è concentrato sull’approccio pragmatico/occidentale della potenza Lagide verso questa zona, situata quasi 1000 km a sud di Alessandria, la loro nuova capitale. Secondo gli ultimi testi finora raccolti e pubblicati, è stato chiaramente dimostrato che questa frangia lontana, altalenante nel corso della storia, era strettamente legata alla modalità di gestione del primo nome di To-seti dell’Alto Egitto e ha sempre ricevuto particolare attenzione da parte dei re d’Egitto. È chiaro che le molteplici mutazioni di questo margine meridionale hanno conferito – di conseguenza – un singolare aspetto politico, status amministrativo e religioso a tutta questa regione della prima cataratta.

Gihane Zaki è ingegnere ricercatore nell’analisi delle fonti storiche e culturali assegnate alla sezione Mondi Fraonici. In interazione con i vari gruppi di ricerca in Francia e all’estero (Europa, Medio Oriente, Egitto), lavora sull’arricchimento e la valorizzazione della documentazione e delle fonti scientifiche in Egittologia. La sua missione principale è sviluppare e sfruttare dati storici, definiti nell’ambito di un gruppo di ricerca. La sua principale area di ricerca è l’area della Prima Cataratta del Nilo, frontiera meridionale dell’Egitto faraonico.

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L’archeologa medievista Alessandra Molinari (università di Roma Tor Vergata)

Alle 15.50, Alessandra Molinari, università di Roma Tor Vergata, professore di Archeologia medievale, del dipartimento di Storia, Beni culturali, Educazione e Società, su “L’Egitto islamico come cerniera tra Mediterraneo, India e Cina (X-XII secolo): una prospettiva archeologica”. L’Egitto islamico, in particolare durante i secoli tra il X e il XII secolo, vide una forte crescita economica e fu particolarmente ricettivo nel ricevere, rielaborare e trasmettere le tecniche dell’artigianato mediterraneo, piante e tecniche agricole, oggetti e gusti provenienti dalla Cina, dall’India o da altre parti del mondo islamico. In quei secoli il repertorio delle stoviglie fu completamente rinnovato, il papiro fu sostituito dalla carta, dal natron, dalle ceneri vegetali per produrre il vetro, dal cotone e dallo zucchero, per citare solo alcune delle innovazioni più sorprendenti. Attraverso l’analisi dei reperti archeologici, verrà proposta una riflessione su questo importante ruolo dell’Egitto come area cruciale nelle economie medievali.

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Antonella Leoni, artista del Cairo

Alle 16.20, Antonella Leoni, artista italiana al Cairo, su “L’arte di ‘abbracciare le culture’. Accogliere l’Islam attraverso l’arte della calligrafia”. Antonella Leoni è un’artista italiana del Cairo, appassionata dell’arte della calligrafia araba e della marmorizzazione, esperta di arte islamica. Il suo approccio artistico unisce tecniche antiche con una connotazione mistica che fa conoscere le sue opere per la sua immaginazione e contemplazione del Divino. Versetti del Sacro Corano, gli hadith e le antiche poesie ispirano i suoi sentimenti e la sua immaginazione, così come gli antichi motivi marmorizzati che creano effetti unici. In effetti, il processo di marmorizzazione simboleggia sia l’espressione astratta, che costituisce la filosofia più basilare nell’arte islamica, sia la sottomissione al Divino, che ne costituisce il maggior atteggiamento fondamentale nell’Islam. Il processo creativo di Antonella, iniziato e sviluppato in Egitto, sembra nascere direttamente dal clima culturale egiziano, fin dalle sue origini più antiche. Non solo si ispira alla cultura islamica, ma vive nell’intuizione della tradizione faraonica. Nelle opere di Antonella emergono figure e lettere emergono dal papiro che esce dall’acqua, come riconosciuto dall’artista, per creare un’atmosfera intensa, colorata e un universo potente, fantastico e allo stesso tempo radicato nella storia.

Antonella Leoni ha conseguito il diploma di perfezionamento in Arte Asiatica e Arti del Mondo Islamico alla Holloway University di Londra e al British Museum nel 2003, e il Diploma in Arte della calligrafia e degli ornamenti arabi all’Academia Khalil Agha del Cairo nel 2019.

Alle 16.40, domande e risposte; e alle 17, note finali.