Archivio tag | università L’Orientale di Napoli

Napoli. A Palazzo Corigliano (università di Napoli L’Orientale), in presenza e su Zoom, il seminario “Siracusa: l’alba di una città greca Prime evidenze e spazi del sacro” tenuto da Giulio Amara della Scuola Normale Superiore

Martedì 21 aprile 2026, alle 10.30, al Salone delle Conferenze (II Piano) di Palazzo Corigliano, università di Napoli L’Orientale in piazza San Domenico Maggiore 12 di Napoli, il seminario “Siracusa: l’alba di una città greca Prime evidenze e spazi del sacro” tenuto da Giulio Amara della Scuola Normale Superiore: approfondimento sulle origini della città di Siracusa, con particolare attenzione alle prime testimonianze archeologiche e agli spazi sacri che hanno caratterizzato la sua nascita e sviluppo. Sarà possibile seguire il seminario anche in remoto, tramite piattaforma Zoom, chiedendo il link al responsabile della segreteria dell’evento: nitti_francesco993@libero.it.

 

Napoli. A Palazzo Du Mesnil (UniOr) l’incontro “Il culto solare nell’antico Egitto. Dalle origini all’epoca romana alla luce delle più recenti ricerche” con Rosanna Pirelli (università di Napoli L’Orientale) e Massimiliano Nuzzolo (università di Torino)

Martedì 14 aprile 2026, dalle 16 alle 18, nella sala Conferenze di Palazzo Du Mesnil (UniOr) a Napoli, l’università L’Orientale e il Touring Club Italiano promuovono l’incontro “Il culto solare nell’antico Egitto. Dalle origini all’epoca romana alla luce delle più recenti ricerche” con Rosanna Pirelli (università di Napoli L’Orientale) e Massimiliano Nuzzolo (università di Torino). Dopo gli indirizzi di saluto di Roberto Tottoli, magnifico rettore università di Napoli L’Orientale; Roberta Giunta, direttrice del dipartimento Asia Africa e Mediterraneo; Andrea Manzo, professore ordinario di Antichità nubiane e Archeologia della Valle del Nilo; introducono Antonio Buonajuto, presidente comitato scientifico Touring Club Italiano; Francesco Sirano, direttore museo Archeologico nazionale di Napoli – comitato scientifico Touring Club Italiano. Nessun culto ha influenzato la civiltà dell’antico Egitto quanto il culto solare. Pur declinandosi nel corso del tempo in forme diverse e sotto differenti appellativi — come nel caso della riforma religiosa in senso monoteistico promossa dal faraone Akhenaton nella seconda metà del II millennio a.C. — il dio sole permeò la religione egiziana fin dalle sue origini, attraversando fasi di straordinario splendore, come l’epoca delle piramidi, e mantenendo un ruolo centrale fino alla tarda età romana. Questa conferenza si propone di offrire un excursus sulle nostre conoscenze di un tema fondamentale per la comprensione della civiltà dei faraoni, presentando al contempo i risultati delle più recenti ricerche e scoperte relative al periodo di massimo sviluppo della religione solare: la V dinastia (metà del III millennio a.C.). Fu infatti in questa fase che i sovrani egiziani costruirono per la prima volta dei monumenti specificamente dedicati al suo culto, i Templi Solari. Da oltre quindici anni una missione archeologica italiana è impegnata nello scavo del più grande di questi santuari, il tempio solare del re Nyuserra ad Abu Ghurab. I risultati eccezionali emersi dalle indagini sul campo e le nuove prospettive di ricerca che ne derivano saranno illustrati nel corso della conferenza dai due co-direttori della missione.

Milano. A Palazzo Litta presentazione del libro “La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)” di Carla Pagani (SAP Libri): lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano a partire dalla Romanizzazione (fine II sec. a.C.) agli anni di Mediolanum capitale dell’impero d’Occidente e sede del vescovo Ambrogio (IV sec. d.C.)

Mercoledì 18 febbraio 2026, alle 17, nella Sala Azzurra di Palazzo Litta, in corso Magenta a Milano, presentazione del libro “La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)” di Carla Pagani (SAP Libri). Il volume, rendiconto scientifico di consistenti lavori di restauro curati dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano, presenta lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano a partire dalla Romanizzazione del centro insubre (fine II sec. a.C.) agli anni che vedono Mediolanum capitale dell’impero d’Occidente e sede del vescovo Ambrogio (IV sec. d.C.). Presentano il libro Irene Bragantini dell’università di Napoli “L’Orientale” e Furio Sacchi dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. All’evento, moderato da Federica Giacobello dell’università del Molise e organizzato in collaborazione con la direzione regionale Musei nazionali della Lombardia e la direzione di Palazzo Litta, sarà presente l’autrice. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Copertina del libro “La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)” di Carla Pagani

La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi. Il libro presenta lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano a partire dall’entrata del capoluogo insubre sotto l’influenza politica di Roma (fine II sec. a.C.), arrivando agli anni che vedono l’elezione di Mediolanum a capitale dell’impero d’Occidente e la sede del vescovo Ambrogio (IV sec. d.C.). La ricerca prende in considerazione 30 aree urbane oggetto di indagini archeologiche sistematiche da parte della soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Milano dagli inizi degli anni ’80 del Novecento fino ad oggi, mettendo in particolare risalto i contesti di rinvenimento e la loro affidabilità cronologica. Raramente conservati sulle pareti degli edifici originari, gli affreschi e gli stucchi decorati vengono quasi sempre rinvenuti in condizioni precarie e frammentarie, che richiedono anche tempestivi interventi di restauro sul campo per garantirne il recupero e la conservazione, i cui metodi operativi e i risultati vengono sinteticamente descritti dall’Autrice. Organizzata cronologicamente, la lettura di sintesi tiene conto delle principali vicende storico-urbanistiche e culturali della città e del territorio, e le decorazioni vengono messe necessariamente in rapporto con Roma e l’area vesuviana, ma anche con le esperienze artistiche dei centri della Cisalpina e delle aree provinciali. Per ampliare il potenziale informativo dei resti pittorici, lo studio ne prende in considerazione l’intero processo produttivo, dagli aspetti tecnico-esecutivi, quali le tecniche murarie e la composizione delle malte e dei pigmenti attraverso le indagini archeometriche, all’analisi formale e stilistica, arrivando a proporre una sequenza crono-tipologica delle decorazioni, di cui vengono evidenziate le caratteristiche e le peculiarità locali. Ne esce un quadro d’insieme che, seppure ancora lacunoso, si rivela ricco di stimolanti novità per la ricostruzione dei sistemi pittorici praticati dalla società nella vita domestica, pubblica e religiosa dell’antica Mediolanum.

 

Bologna. Al museo civico Archeologico la conferenza “Oltre il visibile. Genesi ed evoluzione di un progetto sui sarcofagi gialli dell’Antico Egitto” con Stefania Maineri (università di Napoli “L’Orientale”)

Sabato 31 gennaio 2026, alle 17, nella sala conferenze del museo civico Archeologico di Bologna, la conferenza “Oltre il visibile. Genesi ed evoluzione di un progetto sui sarcofagi gialli dell’Antico Egitto” di Stefania Maineri dell’università di Napoli “L’Orientale”. Sarò l’occasione per scoprire e sapere tutto sui sarcofagi gialli. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Napoli. A Palazzo Corigliano (unior) la conferenza “Recenti indagini nel Santuario di Zeus ad Olimpia” con Erofili Iris Kollia (direttrice del dipartimento alle Antichità di Ilia-Antica Olimpia). In presenza e on line

Martedì 4 novembre 2025, alle 11, in sala conferenze di Palazzo Corigliano, sede dell’università L’Orientale, in piazza San Domenico Maggiore 12 a Napoli, Erofili Iris Kollia (direttrice del dipartimento alle Antichità di Ilia-Antica Olimpia, ministero della Cultura, Grecia) tiene la conferenza “Recenti indagini nel Santuario di Zeus ad Olimpia”. Introducono Matteo D’Acunto e Fausto Longo. Intervengono Anna Maria D’Onofrio e Maria Elena Gorrini. La conferenza è in italiano. È possibile partecipare sia in presenza che in remoto: per il link di accesso alla conferenza in remoto su Zoom contattare c.improta6@unior.it, c.merluzzo@unior.it. Studenti, colleghi e tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

Napoli. A Palazzo Corigliano la conferenza “L’avventura dei Marmi del Partenone: una storia travagliata tra archeologia e politica” con la prof.ssa Eirini Vallera Rickerson

Per iniziativa dell’università di Napoli L’Orientale e del Ceisma – Centro studi su interazioni e scambi nel mondo antico e medievale nella sede di Palazzo Corigliano in piazza S. Domenico Maggiore 12 a Napoli, la conferenza “L’avventura dei Marmi del Partenone: una storia travagliata tra archeologia e politica” con Eirini Vallera Rickerson, professore emerito Orange Coast College (California). Appuntamento martedì 21 ottobre 2025, alle 10.30, in sala conferenze al II Piano.

Roma. All’Istituto Svedese di Studi Classici il convegno “Ascoltare con gli occhi: oggetti e spazi che parlano nel mondo antico”, in presenza e on line. Due giorni per indagare il racconto, affidato non alle parole, ma ad altri “fatti comunicativi” non meno efficaci. Ecco il programma

I racconti condivisi giocano un ruolo essenziale nella creazione della memoria culturale delle società umane. Il racconto non è però solo linguaggio: a raccontare sono anche le immagini, gli oggetti, gli spazi. Il convegno “Ascoltare con gli occhi: oggetti e spazi che parlano nel mondo antico” si propone di indagare proprio questa dimensione altra del racconto, affidato non alle parole, ma ad altri “fatti comunicativi” non meno efficaci. Appuntamento il 13 e 14 ottobre 2025 all’Istituto Svedese di Studi Classici in via Omero 14 a Roma, in presenza fino a disponibilità di posti, e da remoto, su piattaforma Teams https://tinyurl.com/n7dr9929. Il convegno è organizzato da CNR-ISMed, CNR-ISPC, Istituto Svedese di Studi Classici, università di Napoli l’Orientale. Coordinamento scientifico: Alessandra Piergrossi. Comitato scientifico: Valeria Acconcia (Ud’A), Massimo Cultraro (CNR-ISPC), Andrea Ercolani (CNR-ISMed), Ulf Hanson (ISSC), Laura Lulli (UnivAQ), Alessandra Piergrossi (CNR-ISPC), Riccardo Palmisciano (UniOr), Livio Sbardella (UnivAQ).

PROGRAMMA 13 OTTOBRE 2025. Alle 14.45, saluti istituzionali di Ulf Hansson – Costanza Miliani; 15, Andrea Ercolani: introduzione ai lavori; 15.15, Alessandra Piergrossi, “Narrare per immagini: oggetti e spazi come testi visivi”. I SESSIONE. Le storie raccontate dagli oggetti: presiede e coordina Ulf R. Hansson. Alle 15.40, A. Di Renzoni, M. Bettelli, M.C. Martinelli, S.T. Levi, “Raccontare il mare. La decorazione ceramica eoliana della prima età del Bronzo come memoria condivisa”; 16.10, Massimo Cultraro, “Raccontare l’intimità: l’affresco del Gioiello di Cnosso tra comunicazione visiva e narrazione simbolica”; 16.40, coffee break; 17.10, Mariassunta Cuozzo, “Alcune annotazioni su immagini e tradizione orale nella Campania Orientalizzante”; 17.40, Valeria Acconcia, “Un eroe per tutte le stagioni: come il record archeologico racconta, interpreta e adatta il mito e la figura di Eracle oltre l’orizzonte greco”; discussione; 20, cena sociale.

PROGRAMMA 14 OTTOBRE 2025. II SESSIONE. Narrare per immagini: presiede e coordina Giulia Rocco. Alle 9.30, Laura Ambrosini, “I dialoghi sui vasi attici: tracce di oralità per ricostruire la vita quotidiana”; 10, Giancarlo Bozza Germanà, “Qui intendo innalzare uno splendido tempio. Alcune osservazioni sull’Inno omerico di Apollo tra fonti orali e fonti iconografiche”; 10.30, Simone Rambaldi, “I racconti negli oggetti: sintetizzare storie nell’arte greca e romana”; 11, coffee break. III SESSIONE. Ambienti, paesaggi, racconti: presiede e coordina Riccardo Palmisciano. Alle 11.30, Ennio G. Biondi, “Erodoto e gli Sciti: racconto e visualizzazione dell’alterità”; 12, Manuela Giordano, “Le mura e le loro storie”; 12.30, Alessio De Cristofaro, “Immagini e racconto nel mondo medio-tirrenico di età arcaica”; discussione; 13.30, light lunch. IV SESSIONE. Racconti e modi del racconto: presiede e coordina Andrea Ercolani. Alle 15, Laura Sagripanti, Alessandra Vivona, “Comunicare ed evocare. Il racconto degli scarabei tra Veio e Cerveteri”; 15.20, Margherita Perri, “Donne, lana e memoria. Tessitura, genere e narrazione nei contesti dell’Italia preromana”; 15.40, Carlo Giuranna, “Il lebete bronzeo di Cadmo nella Cronaca di Lindo: cultura materiale, storia locale e tradizioni mitiche sui Φοινικικὰ γράμματα”; 16, Giorgia Di Lorenzo, “Le Passeggiate narrative come format efficace di didattica e divulgazione: l’esperienza di Storie a Manovella”; discussione.

Archeologia in lutto. Si è spenta a 93 anni Ida Baldassarre, figura di primo piano dell’archeologia italiana, allieva di Ranuccio Bianchi Bandinelli. Impegnata in Egitto e Libia, e sull’Isola sacra di Ostia antica. La sua monumentale edizione “Pompei. Pitture e Mosaici” resta un punto di riferimento

L’archeologa Ida Baldassarre, professoressa all’università L’Orientale di Napoli. si è spenta a 93 anni (foto saia)

Archeologia in lutto. Si è spenta a 93 anni l’archeologa Ida Baldassarre. “Una grandissima archeologa”, come la ricorda Giuliano Volpe dell’università di Bari, “un pezzo importante della storia dell’archeologia italiana, della grande scuola di Ranuccio Bianchi Bandinelli. Originaria di Terlizzi (cosa che ci legava e sulla quale avevamo scherzato varie volte) si è spenta a Corato (sempre in provincia di Bari). Una grande perdita”. A ricordarla “con gratitudine” la Scuola archeologica italiana di Atene – SAIA: “Allieva della Scuola nel 1961 e collaboratrice del direttore Doro Levi, studiosa di grande competenza e rigore, ha dedicato la sua vita alla ricerca archeologica e all’insegnamento, contribuendo in modo significativo agli studi sull’antichità e alla formazione di nuove generazioni di studiosi. La Scuola ne onora la memoria con profonda stima”.

Ida Baldassarre a Cirene con la famiglia libica della casa della missione (2001)_ foto da “La dimensione del passato. Scritti di archeologia e cultura di Ida Baldassare” (2020, Università degli Studi di Napoli L’Orientale)

Amici e colleghi di OrSA, la Scuola interateneo di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Salerno e di Napoli L’Orientale, partecipano con affetto al ricordo di Ida Baldassarre che è scomparsa in silenzio, con la discrezione che l’ha sempre contraddistinta. “Figura di primo piano dell’archeologia italiana Ida è stata allieva di Ranuccio Bianchi Bandinelli, con il quale ha condiviso l’esperienza straordinaria della rivista Dialoghi di Archeologia. È stata una delle protagoniste della stagione più fervida dell’archeologia italiana, quando, per un tempo breve, sembrò che gli studi del mondo antico potessero contribuire al rinnovamento del clima culturale del nostro paese. Ha partecipato a importanti progetti di scavo in Egitto e in Libia: dal salvataggio dei monumenti di Assuan in seguito alla costruzione della diga, alle ricerche sulle città antiche di Antinoe e Cirene. In quest’ultima impresa ha saputo aggregare una valida équipe di ricerca, nella convinzione che lo scavo archeologico dovesse necessariamente implicare una pratica collettiva di formazione e circolazione di conoscenze: un’esperienza che ha applicato con successo in altri progetti italiani, quali lo scavo della necropoli dell’Isola Sacra a Ostia e gli interventi avviati per affrontare i danni inferti al patrimonio archeologico dal terremoto del 1980, operando prima a Pompei o poi nel centro antico di Napoli dove condivise la grande stagione dell’archeologia urbana che ha trasformato il volto della città antica. Va anche ricordato che Ida Baldassarre ha curato la serie “Pompei: Pitture e mosaici” per la Enciclopedia Italiana Treccani, un repertorio a tutt’oggi fondamentale per lo studio della documentazione pompeiana. Docente di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana presso l’università di Napoli “L’Orientale”, Ida è stata per numerose stagioni una maestra eccezionale e amatissima dai suoi allievi e, al tempo stesso, una studiosa raffinata quanto distante da ogni vanità accademica, nella consapevolezza del valore sociale della ricerca in quanto strumento indispensabile a formare le coscienze”.

La monumentale edizione “Pompei Pitture e Mosaici” curata da Ida Baldassarre per l’Enciclopedia Italiana Treccani

Il direttore Francesco Sirano e tutto lo staff del museo Archeologico nazionale di Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Ida Baldassarre: “figura autorevole dell’archeologia italiana e docente universitaria per lunghi anni presso l’istituto universitario l’Orientale di Napoli, la professoressa Baldassarre è stata punto di riferimento per generazioni di studiosi. Redattrice dell’Enciclopedia dell’Arte Antica della Treccani già dai tempi della specializzazione ad Atene, ha scritto pagine fondamentali sulla pittura pompeiana e ha accoppiato la profondità d’indagine a una visione globale della disciplina archeologica. Oltre al suo magistero universitario, ai numerosi interventi con i quali animava convegni e alle pubblicazioni sulla pittura ellenistica, le necropoli romane, su Cirene, sui grandi temi dell’emeneutica della storia dell’arte romana – aggiunge il direttore Francesco Sirano – Ida Baldassarre ha curato con Giovanni Pugliese Carratelli per l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana la monumentale edizione Pompei Pitture e Mosaici, ancora oggi un punto di riferimento e momento di svolta per la ripresa degli studi per la ricontestualizzazione degli apparati decorativi delle domus pompeiane in parte oggi al Mann”.

Anche il parco archeologico di Ostia Antica si unisce nel cordoglio per la scomparsa di Ida Baldassarre: “La ricordiamo in particolare per il suo importante contributo alla conoscenza della Necropoli di Porto all’Isola Sacra, della quale diresse gli scavi negli anni 1969-1989, consentendo di approfondire la conoscenza del contesto sociale, antropologico e storico delle persone che tra il I e il III secolo d.C. furono sepolte nella necropoli. Sit tibi terra levis”.

“Ieri nel pomeriggio (7 ottobre 2025, ndr) Ida Baldassarre ci ha lasciati”, scrive l’archeologo Bruno D’Agostino. “Eravamo amici da 66 anni, da un viaggio in Egitto finanziato dall’università (Civis), lei reduce da un viaggio a Londra con Bianchi Bandinelli e i suoi allievi. Abbiamo condiviso le nostre piccole battaglie di una vita, a partire da Dialoghi di Archeologia all’insegnamento all’Orientale che aveva appena aperto le ‘frontiere’ al Mondo Classico. Ma di lei, e del suo ‘stile’, ci ritroveremo a lungo a parlare, anche con gli allievi più giovani, ai quali ha insegnato un rapporto nobile e diretto con la vita”.

La professoressa Ida Baldassarre nel ricordo delle sue allieve (foto dal profilo FB di Mirtella Taloni)

“È mancata ieri (7 ottobre 2025, ndr) Ida Baldassarre, nostra maestra e amica carissima”, scrive Mirtella Taloni, a nome di un gruppo di ex alieve che si firmano in calce: Anna G., Anna Maria D., Chiara M., Clelia C., Franca M., Franca T., Irene B., Mirtella T, Rosella D.P. “Ti abbiamo conosciuto nella Facoltà di Lettere della Sapienza, quando la contestazione studentesca muoveva i primi passi: tu eri docente, noi giovani matricole. E siamo cresciute con te, appassionandoci agli studi dell’archeologia classica, acquisendo gli strumenti necessari per l’analisi storica, allargando i nostri orizzonti culturali e ideali. La tua guida è stata, per tutte noi, fondamentale. Ci hanno chiamate “Portolane”, le alunne del seminario sulla Necropoli di Porto all’Isola Sacra e delle numerose campagne di scavo che ne sono seguite. Una stagione felicissima, piena di interessi, di scambi culturali, di entusiasmo per il rinnovamento sociale. Da quegli anni lontani, e nonostante tutti i cambiamenti che la vita ci ha riservato, il nostro legame ha superato i confini ristretti del rapporto insegnante – studente, rendendo ininfluente anche la differenza d’età. È stata la tua personalità, l’intelligenza, la sensibilità, l’animo nobile, la saggezza, la profondità del pensiero che hanno fatto nascere, in tutte noi, un sentimento di affetto verso la tua persona; un legame che non si è mai interrotto e che ha costituito il cemento della nostra amicizia. Ciao, carissima Ida, ti conserveremo sempre nel nostro cuore”. Irene Berlingò: “Che dispiacere. Mi ha seguito per la tesi. Quando morì Becatti, fu lei che andò da Adriani a garantire per me, visto che ero una loro laureanda e Adriani non si fidava, non conoscendo nessuno all’Istituto di Archeologia alla Sapienza. Sapevo che non stava bene. Una signora di altri tempi”.

Ida Baldassarre con la mamma di Anna D’Agostino (foto dal profilo FB di Anna D’Agostino)

Anna D’Agostino: “Ieri (7 ottobre 2025, ndr) ci ha lasciato Ida Baldassarre. Che grande tristezza. Il suo stile, il suo modo di essere, il suo affetto verso di noi sono nel mio cuore. Spero che ti incontrerai con Mamma per continuare a studiare insieme come in questa foto”.

Ischia (Na). In Villa Arbusto (museo Archeologico di Pithecusae) a Lacco Ameno l’incontro “Il quartiere metallurgico di Mazzola a Pithecussai: novità e prospettive alla luce delle ricerche recenti”, con Maria Luisa Tardugno, Matteo D’Acunto, settimo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos. Incontri di Archeologia e Paesaggio” diretto da Mariangela Catuogno

Martedì 16 settembre 2025, alle 19, a Villa Arbusto, sede del museo Archeologico di Pithecusae a Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia (Na), l’incontro “Il quartiere metallurgico di Mazzola a Pithecussai: novità e prospettive alla luce delle ricerche recenti”, settimo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos. Incontri di Archeologia e Paesaggio”, diretto da Mariangela Catuogno, voluto dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella in sinergia col Comune di Lacco Ameno e dedicato proprio alla ripresa delle attività di scavo nel sito di Mazzola sulla collina di Mezzavia a Lacco Ameno. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, Alessandra Vinciguerra, e del sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, interverranno per presentare i recenti lavori Maria Luisa Tardugno, funzionario archeologo soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli; il prof. Matteo D’Acunto, professore di Archeologia classica dell’università di Napoli L’Orientale; e i responsabili di scavo e dello studio dei reperti Chiara Improta, Cristina Merluzzo e Francesco Nitti. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. L’ingresso è libero.

Campagna di scavo 2024 al quartiere metallurgico (VIII sec. a.C.) di Mazzola a Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (foto sabap-na-met)

La scoperta del quartiere metallurgico di Mazzola, da parte di Giorgio Buchner, J. Rutter e J. Klein, sul finire degli anni ’60 del secolo passato, fu eccezionale in quanto mise in luce un’area con strutture utilizzate, fin dalle primissime fasi dell’impianto dell’insediamento di Pithekoussai, sia come laboratori per la lavorazione dei metalli che per abitazione. Lo scavo di Mazzola consentì di comprendere il ruolo dell’antico insediamento sull’isola d’Ischia nei processi produttivi di VIII sec. a.C. nel Mediterraneo legati alla metallurgia altamente specializzata. Dal 2024 un nuovo progetto di ricerca, rivolto al sito di Mazzola, con una concessione di scavo da parte del MiC vede il coinvolgimento dell’università di Napoli L’Orientale, la Scuola di Specializzazione in Beni archeologici ”Or.Sa.” dell’università di Salerno e dell’Orientale e la Soprintendenza Archeologica per l’area metropolitana di Napoli e la direzione scientifica in capo a Teresa E. Cinquantaquattro della direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio del MiC, al prof. Matteo D’Acunto dell’università di Napoli l’Orientale e a Maria Luisa Tardugno, funzionario archeologo della SABAP-NA.

Ischia (Na). A Lacco Ameno al via la seconda campagna di scavi archeologici nel quartiere artigianale di Mazzola a Pithekoussai, un’area di scavo chiave per la comprensione dell’economia, della società, delle attività artigianali, metallurgiche e ceramiche, delle manifestazioni sociali del più antico insediamento greco del Mediterraneo occidentale

Lunedì 1° settembre 2025 inizia la seconda campagna di scavi archeologici nel quartiere artigianale di Mazzola a Pithekoussai (Lacco Ameno, Ischia). E andrà avanti fino al 26 settembre 2025 con la direzione scientifica di Matteo D’Acunto (università di Napoli L’Orientale), Teresa Elena Cinquantaquattro (direzione generale Abap del ministero della Cultura), Maria Luisa Tardugno (soprintendenza Abap per l’area metropolitana di Napoli). Con le sue botteghe metallurgiche e abitazioni risalenti all’alba della Magna Grecia, Mazzola costituisce un’area di scavo chiave per la comprensione dell’economia, della società, delle attività artigianali, metallurgiche e ceramiche, delle manifestazioni sociali di Pithekoussai, il più antico insediamento greco del Mediterraneo occidentale. Responsabili della ricerca, che si svolge con la formula della concessione di scavo dal MiC, sono l’università di Napoli L’Orientale, la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici “Or.Sa.” dell’università di Salerno e dell’Orientale e la soprintendenza per l’Area Metropolitana di Napoli. “Il progetto – spiega il prof. D’Acunto – si svolge in collaborazione e col sostegno del Comune di Lacco Ameno: ringraziamo, in particolare, il sindaco Giacomo Pascale e il vice-sindaco e assessore alla Cultura Carla Tufano, che, come sempre, col loro impegno ed entusiasmo ci assicurano tutto il sostegno necessario e un prezioso aiuto e incoraggiamento. Responsabili scientifici dello scavo e delle attività sul campo saranno Francesco Nitti, Chiara Improta e Cristiana Merluzzo (università di Napoli L’Orientale). Protagonisti delle attività sul campo e di classificazione dei reperti saranno gli allievi della Scuola di Specializzazione “Or.Sa.” e gli studenti dell’Orientale. Come già l’anno scorso, gli studenti del liceo di Ischia “Giorgio Buchner”, con un PCTO, parteciperanno in prima persona alle attività, collaborando con i membri della missione al primo trattamento e classificazione dei reperti, impadronendosi così delle conoscenze fondamentali nel riconoscimento e nell’interpretazione della ceramica, vero pane quotidiano dell’archeologo. Ciò è reso possibile grazie all’impegno e all’entusiasmo della preside, prof.ssa Assunta Barbieri, e dei docenti del Liceo, che seguiranno gli studenti. Un ringraziamento, per il sostegno, va alle compagnie di navigazione Medmar e SNAV. Durante la campagna di quest’anno – conclude D’Acunto – prevediamo di effettuare nuovi interventi di scavo, assai promettenti in quanto localizzati in aree precedentemente non indagate, e di portare avanti il fondamentale studio sistematico dei reperti e delle strutture murarie già messi in luce”.