Rovigo. Al museo dei Grandi Fiumi la conferenza “Dalla Spagna alla Cina, passando per il Polesine, alla ricerca delle “vie dell’ambra” con Paolo Bellintani (CPSSAE), secondo appuntamento di “Padusa Incontri: Tutte le vie dell’archeologia. Tracce antiche e nuove indagini sui sentieri di noi Umani”

Sabato 17 ottobre 2026, alle 16, al museo dei Grandi Fiumi a Rovigo, secondo appuntamento di “Padusa Incontri: Tutte le vie dell’archeologia. Tracce antiche e nuove indagini sui sentieri di noi Umani” promosso dal Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed Etnografici (CPSSAE), in collaborazione con il museo Grandi Fiumi: l’archeologo Paolo Bellintani (CPSSAE) guiderà il pubblico lungo “Le vie dell’ambra”, esplorando non solo i dati scientifici ma anche narrazioni, distorsioni propagandistiche e curiosità polesane, nell’incontro “Dalla Spagna alla Cina, passando per il Polesine, alla ricerca delle “vie dell’ambra”. Anche per il 2026 la Fondazione per lo sviluppo del Polesine, in collaborazione con il Museo dei Grandi Fiumi ed il CPSSAE, promuove il festival “Sulle vie dell’ambra” (7-15.11.26). Ma sono realmente esistite le “vie dell’ambra”? Cos’altro transitava attraverso queste “vie”? Forse meno famose della “via della seta”, ma altrettanto utili a livello propagandistico, le “vie dell’ambra” sono state per l’archeologia pre-protostorica europea una delle più popolari allegorie del “commercio” su lunga distanza, inteso come forma “non predatoria” di approvvigionamento di materie prime e prodotti esotici. L’archeologia del III millennio, ormai legata alle scienze “dure” tanto quanto a quelle umanistiche, permette di mappare i “viaggi” dell’ambra con più precisione, ma propone anche nuovi enigmi su attori, modalità e motivi dello scambio dell’”oro del nord”.

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