Firenze. All’ex-Chiesa di S. Jacopo conferenza di Alessandro Naso (Unina e Camnes) e Martina Zinni (Unina) “Tre anni di ricerche nella necropoli di Saso Pinzuto a Tuscania” nel progetto TAP (Tuscania Archaeological Project)
Appuntamento giovedì 10 aprile 2025, alle 17, all’ex-Chiesa di S. Jacopo in via Faenza 43 a Firenze, per parlare del progetto TAP e degli scavi nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto a Tuscania (Vt). Il TAP (Tuscania Archaeological Project) è un progetto in collaborazione con l’università di Napoli Federico II, dipartimento Studi umanistici. Nella conferenza proposta dal prof. Alessandro Naso (UNINA, CAMNES) e la dott.ssa Martina Zinni (UNINA) saranno presentati i risultati delle prime tre campagne di scavo CAMNES effettuate nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto a Tuscania (Vt).
Reggio Calabria. Due giornate di approfondimento nell’ambito della mostra temporanea “Cyprea. La rete di Afrodite”. Ecco il programma

“Afrodite” esposta nella mostra “Cyprea. La rete di Afrodite” (foto giuseppe asciutto e sonia cogliandro)
Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ospita il 10 e l’11 aprile 2025 due giornate di approfondimento nell’ambito della mostra temporanea “Cyprea. La rete di Afrodite”, in esposizione in piazza Paolo Orsi del MArRC fino al 27 aprile 2025. Gli incontri – realizzati con il patrocinio del ministero dell’Istruzione di Cipro e del ministero della Cultura italiano – vedranno la partecipazione di studiosi, docenti e istituzioni internazionali. Le due giornate rappresentano un’occasione unica per approfondire il legame tra linguaggio, mito e arte, creando un ponte tra le antiche radici della cultura mediterranea e il dibattito contemporaneo. Attraverso studi interdisciplinari, laboratori e riflessioni, studiosi e professionisti offriranno nuove chiavi di lettura sulla figura di Afrodite, mettendo in luce la sua centralità nei processi di trasmissione culturale e artistica, dal passato ad oggi.
Il 10 aprile 2025, a partire dalle 9, si terrà la giornata di laboratori linguistici “Il gioco delle parole”, dedicata agli studenti delle scuole della provincia di Reggio Calabria, con approfondimenti sulla lingua greca, grecanica e greco-cipriota. L’iniziativa – organizzata e coordinata da Stefania Pennacchio, direttore artistico della mostra e Vassilis Vassiliades, artista cipriota, con il supporto di Claudia Ventura e Giuseppina Cassalia, funzionari del MArRC – si avvale della direzione scientifica di Daniele Macris, presidente dell’associazione culturale Ellenica dello Stretto. Saranno proposte attività laboratoriali mirate all’analisi dei rapporti culturali e dei testi antichi, con il supporto di reperti archeologici di straordinaria rilevanza e attraverso una visita alla mostra temporanea. Aprono i due giorni di lavoro i saluti istituzionali di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, e del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, la cui presenza al Museo sottolinea l’impegno dell’amministrazione nel promuovere la conoscenza delle radici linguistiche e culturali del territorio. Un contributo importante, che rafforza il ruolo del MArRC come luogo di dialogo e crescita per la comunità scolastica e cittadina. Seguiranno gli interventi di Stefania Pennacchio e Daniele Macris, e i messaggi istituzionali del ministro dell’Istruzione di Cipro, Athena Michaelidou, e dell’ambasciatore di Cipro a Roma, Yiorgos Christofides. Tra i docenti coinvolti, Freedom Pentimalli, vicepresidente di Jalò tu Vua; Giovanna Carbone, docente di greco calabro; Spirios Antonellos, direttore del dipartimento Cultura ed Educazione del ministero di Cipro, e Maria Alexandrou, funzionario del dipartimento Culturale di Cipro.
L’11 aprile 2025, dalle 16, si terrà la giornata di studi dedicata alla figura di Afrodite e alla sua rappresentazione nella cultura e nell’arte, grazie anche al supporto dell’associazione Amici del Museo e ANMIG sezione Reggio Calabria. Dopo i saluti istituzionali di Fabrizio Sudano, Athena Michaelidou, Yiorgos Christofides e Stefania Pennacchio, interverranno esperti e studiosi per esplorare il mito della dea da diverse prospettive. Giorgio Calcara, curatore della mostra, aprirà i lavori con un intervento su “Cyprea: il guscio protettivo di un’idea”. Seguiranno le riflessioni di Stefania Pennacchio su “Incenso, latte e rose. Sul perché l’arte contemporanea ha bisogno di bellezza”, di Fulvia Toscano, Direttore di Naxos Legge, su “Dire Afrodite. La dea ‘tessitrice di inganni’ e i suoi cantori”, e di Domenica Galluso, vice direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, su “Afrodite nell’arte”. Approfondimenti archeologici saranno offerti da Martina D’Onofrio, che discuterà “Afrodite e il sacro: il culto della dea in età greca”, da Daniela Costanzo, che tratterà “Afrodite a Locri Epizefiri: spazi, iconografie e forme rituali”, e da Fabrizio Sudano, con un intervento sulla “Presenza di Afrodite nelle subcolonie locresi di Medma e Hipponion”. Concluderà la giornata Giorgia Tulumello, con uno studio su “Afrodite in Sicilia: la prostituzione sacra ad Erice”. I lavori saranno coordinati e moderati da Mariangela Preta, Direttore del Polo Museale di Soriano Calabro.
Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del progetto “Space to Tree” per una gestione sostenibile e consapevole del patrimonio arboreo in contesti di straordinario valore storico-archeologico
Giovedì 10 aprile 2025, alle 9.30, in Curia Iulia presentazione ufficiale del progetto “Space to Tree”, un’iniziativa pionieristica che integra tecnologie satellitari, rilievi LiDAR e intelligenza artificiale per promuovere una gestione sostenibile e consapevole del patrimonio arboreo in contesti di straordinario valore storico-archeologico. Ingresso gratuito da largo della Salara Vecchia con prenotazione su eventbrite.it. Diretta streaming su www.facebook.com/parcocolosseo. Il progetto è finalizzato alla creazione di un sistema multiscala e multisensore di remote sensing per il monitoraggio dello stato della vegetazione in parchi storici ed archeologici con particolare attenzione agli alberi monumentali, copertura boschiva e sottobosco che costituiscono una componente essenziale dei valori culturali, naturalistici e paesaggistici dei parchi. Il sistema è concepito per essere riapplicato in aree verdi urbane. L’obiettivo è quello di sviluppare un sistema di supporto alle decisioni e monitoraggio di parchi naturali di interesse storico ed archeologico. L’attività di sviluppo metodologico e tecnologico è stata testata e applicata su due casi studio: il parco archeologico del Colosseo a Roma e la Pineta di Metaponto che include anche il sito archeologico di Metaponto.
L’incontro sarà aperto da Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo e capo del dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, che illustrerà il percorso intrapreso verso una gestione sostenibile del verde, finalizzata alla tutela del patrimonio archeologico e alla valorizzazione della componente naturale del paesaggio storico, attraverso anche l’uso di tecnologiche osservazioni della terra. Seguirà l’intervento di Gabriella Strano, architetto paesaggista, che parlerà del patrimonio arboreo del parco archeologico del Colosseo quale elemento identitario di valore storico e botanico e risorsa viva che racconta la storia del luogo e custodisce biodiversità preziose. Il cuore dell’evento sarà la presentazione del progetto “Space to Tree” a cura di Nicola Masini, dirigente di ricerca del CNR-ISPC. Il progetto propone un nuovo paradigma per la gestione del verde monumentale, fondato sull’integrazione di tecnologie di remote sensing multiscala e Big data: ‘dal satellite all’albero’. A seguire, Rosa Lasaponara, dirigente di ricerca CNR-ISPC, illustrerà l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei dati satellitari per il monitoraggio dei parchi storici urbani, con un focus su resilienza, cambiamento climatico e supporto decisionale. Angelo Donvito, presidente di Digimat srl, presenterà l’architettura tecnologica della piattaforma “Space-to-Tree”, progettata per supportare operazioni di monitoraggio, gestione e valorizzazione in tempo reale. L’intervento di Nicodemo Abate, tecnologo del CNR-ISPC, sarà dedicato alle metodologie di indagine non invasiva alla scala dell’albero, utili per valutare la salute e la stabilità degli esemplari arborei senza arrecare danno.
Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale visita guidata nei depositi “#AltinoAperta. Luce nelle mani: le lucerne tra produzione, quotidianità e ritualità”
Anche nel mese di aprile lo staff del Parco aprirà le porte dei depositi per farti conoscere dettagli e curiosità sui reperti del parco archeologico di Altino. Giovedì 10 aprile 2025, alle 15.30, la visita “#AltinoAperta. Luce nelle mani: le lucerne tra produzione, quotidianità e ritualità” sarà appunto dedicata alle lucerne: si parlerà della loro produzione e dell’uso nella quotidianità e nei riti. Info e prenotazioni a info.parcoaltino@cultura.gov.it. Mentre al calar del sole, all’aperto, si usavano torce e fiaccole, negli ambienti chiusi si usavano le lucerne, dei lumi portatili che potevano essere anche fissati a dei sostegni come lampadari, appliques o tripodi. Le lucerne erano piccoli contenitori in terracotta, spesso decorati e riempiti di olio o grasso vegetale, nel quale veniva immerso uno stoppino che fuoriusciva dal beccuccio; lo stoppino veniva acceso con una fiamma e bruciava a lungo, assicurando molte ore di illuminazione. Il museo di Altino ne conserva molte databili tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C.
Chiusi (Si). Al museo nazionale Etrusco apre la mostra “Una donna tra le stelle: il mito di Andromeda” con due straordinari vasi del MArTa. Intanto all’Archeologico di Taranto c’è lo skyphos del Pittore di Penelope da Chiusi

Cratere a volute a figure rosse con il mito di Andromeda conservato al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto marta)
Al museo nazionale Etrusco di Chiusi (Si) in mostra due straordinari vasi del museo Archeologico nazionale di Taranto dal 9 aprile al 6 luglio 2025. Sono due donne a unire il museo Archeologico nazionale di Taranto e il museo nazionale Etrusco di Chiusi. Nel segno di Penelope e Andromeda, le direzioni dei rispettivi musei, hanno dato vita ad un accordo di scambio e reciproca promozione. Si inaugura infatti il 9 aprile 2025, alle 17, all’interno del museo nazionale Etrusco di Chiusi, la mostra “Una donna tra le stelle: il mito di Andromeda”, allestita anche grazie al contributo del gruppo Archeologico Città di Chiusi. Un focus che fino al 6 luglio 2025 porrà all’attenzione dei visitatori dell’importante museo toscano, due straordinari reperti di ceramica apula a figure rosse appartenenti alla collezione permanente del MArTA. Si tratta dell’imponente cratere (410-400 a.C.) con dipinta la liberazione di Andromeda, destinata ad essere sacrificata a Poseidone dai suoi stessi genitori, Cassiopea e Cefeo e di una pelike, attribuita al pittore di Dario e datata 340-330 a.C. con la rara scena della riconciliazione tra Andromeda e i suoi genitori.

Skyphos del Pittore di Penelope con Telemaco che convesra con Penelope conservato al museo nazionale Etrusco di Chiusi (foto museo chiusi)
A Taranto, in contemporanea, dall’8 marzo e fino al 6 luglio 2025, nell’ambito della mostra internazionale Penelope a cura di Alessandra Sarchi e Claudio Franzoni, e realizzata da Electa, rimarrà in esposizione lo skyphos del Pittore di Penelope: l’importante vaso attico a figure rosse risalente al 440 a.C., conservato a Chiusi e raffigurante un episodio del mito di Ulisse con una rara rappresentazione di Telemaco che conversa con la madre Penelope seduta davanti alla famosa tela. L’accordo interistituzionale di promozione e valorizzazione del patrimonio archeologico delle due regioni italiane è stato siglato tra il direttore regionale musei nazionali Toscana, Stefano Casciu, e la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Stella Falzone. La convenzione è stata curata da Fabrizio Vallelonga, direttore del museo Archeologico nazionale di Chiusi e la funzionaria archeologa del MArTA, Agnese Lojacono.
#domenicalmuseo: il 6 aprile, prima domenica di primavera a ingresso gratuito, Pompei torna in testa alla classifica assoluta con 20mila ingressi seguita per la prima volta dalla Reggia di Caserta (17.413 ingressi), mentre il Colosseo con 15.252 ingressi “retrocede” al terzo posto
Nella prima domenica di primavera a ingresso gratuito, domenica 6 aprile 2025, per la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali, sul gradino più alto del podio dei siti più visitati d’Italia tornano gli Scavi di Pompei con 20mila ingressi (a marzo erano stati 16.709, al secondo posto), seguiti – ed è una novità – dalla Reggia di Caserta con 17.413 ingressi (a marzo erano stati 14.171, al quarto posto). Chiude il podio il Colosseo con 15.252 ingressi (a marzo erano stati 17.386, che gli erano valsi il primo posto).

Tanto pubblico al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per la #domenicalmuseo (foto marrc)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Colosseo. Anfiteatro Flavio 15.252; Foro Romano e Palatino 13.764; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.000; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.900; museo e area archeologica di Paestum 5.726; Villa Adriana 5.216; area archeologica di Ostia antica 5.124; parco archeologico di Ercolano 5.103; Terme di Caracalla 3.482; Terme di Diocleziano 2.494; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 2.448; Palazzo Altemps 2.277; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.854; Palazzo Massimo 1.719; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.715; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.651; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.096; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.043; anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 945; museo delle Civiltà 930; parco archeologico di Cuma 904; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 900; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 866; musei nazionali di Cagliari 705; Ostia antica – Castello Giulio II 698; Villa di Poppea-Oplontis 695; Area archeologica di Velia 655; museo Archeologico nazionale di Firenze 617; museo Archeologico nazionale Mario Torelli e parco archeologico di Venosa 595; museo Archeologico nazionale di Canosa di Puglia 564; museo Archeologico dell’antica Capua e Mitreo di Santa Maria Capua Vetere 559; museo Archeologico nazionale del Melfese Massimo Pallottino e Castello svevo di Melfi 478; parco archeologico delle Terme di Baia 465; museo Archeologico nazionale Giuseppe Andreassi e parco archeologico di Egnazia 464; Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 434; museo Archeologico nazionale di Aquileia 428; Appia antica – Villa di Capo di Bove 407; Mausoleo di Teodorico 402.
Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “La Siria antica. Arte e architettura” di Paolo Matthiae (Einaudi editore)
Mercoledì 9 Aprile 2025, in Curia Iulia, per iniziativa del parco archeologico del Colosseo, presentazione del libro “La Siria antica. Arte e architettura”, di Paolo Matthiae, edito da Einaudi. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Marisa Ranieri Panetta, archeologa e scrittrice. Letture a cura di Sandra Toffolatti. Sarà presente l’Autore. ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero fino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria su https://matthiae_curia.eventbrite.it. Diretta streaming su facebook.com/parcocolosseo.

Copertina del libro “La Siria antica. Arte e architettura” di Paolo Matthiae (Giulio Einaudi editore)
Il libro. La Siria è comparsa tardi da protagonista nel grande scenario dell’Archeologia orientale, dominato prima dall’Egitto e poi, dall’Ottocento, dalla Mesopotamia; e solo negli ultimi decenni di quel secolo di straordinarie esplorazioni ebbero inizio gli scavi nell’area siriana. Nel Novecento si sono poi susseguite clamorose scoperte che ci hanno restituito un’inedita immagine del territorio siriano nell’antichità: nel 1929 a Ugarit sulla costa del Mediterraneo, nel 1933 a Mari sul medio Eufrate e nel 1964 a Ebla nella Siria interna. Gli Egizi, creatori della più antica, complessa, durevole e splendida civiltà tra quelle affacciate sul Mediterraneo, consideravano la Siria negativamente singolare per la mutevole situazione climatica, per la costante frammentazione politica, per la bizzarria dei grandi fiumi, Eufrate e Tigri, che avevano un corso, a differenza del Nilo, da nord a sud, e utile solo per rifugiarvisi, come accadde a Sinuhe, o per crearvi un impero, come fecero i Thutmosidi. Ma la Siria, proprio per la sua conformazione geografica, è stata protagonista nel III millennio a.C. della seconda urbanizzazione della storia dell’umanità a scala planetaria, indipendente dalla presenza di una valle alluvionale. La Siria dell’Età del Bronzo ha reso piena verità al detto che città è sinonimo di civiltà e ha fatto sì che la città divenisse un modello universale di illimitata versatilità nella storia della Terra.
Siracusa. Al via “Abitare nel Mediterraneo tardoantico”, V edizione del Convegno internazionale del CISEM: occasione di confronto sull’edilizia abitativa tardoantica. Ecco tutto il programma
Dal 9 al 12 aprile 2025, Siracusa ospita “Abitare nel Mediterraneo tardoantico”, V edizione del Convegno internazionale del CISEM, che si tiene tra il parco archeologico di Siracusa Eloro Villa del Tellaro e Akrai, e l’auditorium del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi”. L’evento offrirà un’importante occasione di confronto sui temi dell’edilizia abitativa tardoantica, con approfondimenti metodologici e nuovi dati di ricerca. Come nelle precedenti edizioni, il convegno favorirà il dibattito scientifico per ampliare la conoscenza dell’architettura residenziale di età tardoantica nel Mediterraneo, presentando studi inediti e riflessioni critiche. Il programma prevede: 9-10-11 aprile 2025, sessioni di studio dedicate a temi generali sull’edilizia abitativa tardoantica, con focus su contesti specifici; 12 aprile 2025, escursione alla Villa romana del Tellaro. Durante i giorni del convegno sarà possibile visitare anche l’area archeologica della Neapolis di Siracusa e il museo Archeologico regionale “Paolo Orsi”.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 9 APRILE 2025. Alle 8.30, accoglienza dei partecipanti; 9.15, inaugurazione – saluti di benvenuto. SESSIONE 1. ASPETTI TIPOLOGICI E FORME ARCHITETTONICHE Alle 9.40, Lale Özgenel (Middle East Technical University), “Design and Implementation Strategies in Late Antique Elite Houses”; 10, Elena Klenina, Andrzej B. Biernacki (Faculty of History), Adam Mickiewicz (University, Poznań), “The residence of Theodoric the Great in Novae (Moesia Secunda). A preliminary approach”; 10.20, Stefan Pop-Lazić (Institute of Archaeology, Belgrade), Vujadin Vujadinović (National Museum Čačak), Bojan Popović (Institute of Archaeology Belgrade), “Recent Research Results (2021–2024) on Maximianus Herculius’s Palace near Sirmium – Glacov Salaš Site (Sremska Mitrovica, Serbia)”; 10.40, discussione; 11, coffee break; 11.20, Riccardo Villicich (Università di Parma), “Ostentazione e lusso ai tempi di Ravenna capitale. Le ville “nel centro del potere”; 11.50, Roberta Santarelli (Sapienza Università di Roma), “Collegamenti spaziali nel complesso massenziano: nuove prospettive sulla Villa, il Circo e il Mausoleo attraverso l’analisi delle strutture e le indagini geognostiche”; 12.10, Rafael Hidalgo Prieto (Università di Siviglia), “Las termas del palacio de Cercadilla en Córdoba”; 12.30, Paolo Baronio (Scuola Superiore Meridionale, SSM-ACMA), “Su una particolare forma edilizia tardoantica: le corti a sigma nell’architettura residenziale tra IV e VI secolo”; 12.50, discussione; 13.30, pausa pranzo. SESSIONE 2. ARREDO, OGGETTI D’USO E APPARATI DECORATIVI (PARTE 1) Alle 15, Diego Piay (Università di Oviedo), “Esplorando l’eredità di Omero, Analisi dei mosaici con rappresentazioni dell’Iliade e dell’Odissea nelle ville tardoantiche”; 15.20, Carmelo Bennardo, Annalisa Storaci (Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai), Katia Balistreri (Ekklesiasterion restauro conservativo s.r.l.), “La villa romana del Tellaro (Noto – Sr): il restauro dei mosaici”; 15.40, Meryam Chebbi (Sorbonne Université), “Étude des mosaïques tardives dans les maisons de Thuburbo Majus, réflexions sur la permanence de thèmes iconographiques classiques”; 16, Patrizio Pensabene (Università La Sapienza di Roma), Paolo Barresi (Università Kore di Enna), “Volubilis, maison d’Orphée: architettura e arredi domestici”; 16.20, Olivia V. Reyes Hernando, Cesáreo Pérez González (IE Universidad, Segovia), “Marmora en la arquitectura de la villa romana de Las Pizarras (Coca, Segovia)”; 16.40, discussione; 17, presentazione dei poster.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 10 APRILE 2025. SESSIONE 2. ARREDO, OGGETTI D’USO E APPARATI DECORATIVI (PARTE 2) Alle 9.20, Georgios Deligiannakis (Open University of Cyprus), “Vying bishops at sixth century Boeotian Thebes”; 9.40, Carla Sfameni (CNR-Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Roma), “Musica, danza e spettacoli teatrali nelle residenze tardoantiche, tra fonti iconografiche e letterarie”; 10, Giulia Marsili (Università di Bologna), “La fine dei lararia: spazi e oggetti della religiosità domestica nella tarda antichità”; 10.20, discussione; 10.40, coffee break. SESSIONE 3. TOPOGRAFIA RESIDENZIALE (PARTE 1) Alle 11, Inge Uytterhoeven (Koç University), “Widening the Housing Focus: Late Antique Upper-Class Houses in Western Anatolia placed within their broader urban context”; 11.20, Konstantinos T. Raptis (Ephorate of Antiquities of Thessaloniki), “The residential topography of late antique Thessaloniki: continuities and changes in urban housing from the 3rd to the 7th centuries”; 11.40, Jerzy Żelazowski (Facoltà di Archeologia, Università di Varsavia), “Sinesio di Cirene e le sue residenze in Cirenaica”; 12, Suela Xhyheri (Istituto archeologico di Tirana), “Skënder Muçaj, Late antique dwellings in Albania. The case of Byllis”; 12.20, discussione; 12.40, pausa pranzo; 14, visita al parco archeologico di Siracusa. SESSIONE 3. TOPOGRAFIA RESIDENZIALE (PARTE 2) Alle 16.20, Davide Gorla (Università Cattolica di Milano), Luca Polidoro (Direzione regionale Musei nazionali Lombardia), “Residenze tardoantiche nel suburbio e nell’ager di Milano”; 16.40, Ilaria Verga (Laboratorio di storia delle Alpi Università della Svizzera italiana), “Ripensare le dinamiche territoriali grazie alle dimore tardoantiche: il caso dell’ager comensis”; 17, Barbara Bianchi, Luisa Del Pietro, Elena Martelli, Luca Polidoro (Direzione regionale Musei nazionali Lombardia), “La villa romana di Desenzano del Garda tra vecchi e recenti studi: nuove prospettive di ricerca per l’edilizia residenziale e la cultura materiale tardo antica in area gardesana”; 17.20, Simonetta Menchelli, Silvia Marini, Rocco Marcheschi (Università di Pisa), “Luni: la topografia residenziale fra Bizantini e Longobardi”; 17.40, discussione; 18, assemblea dei membri del CISEM.
PROGRAMMA VENERDÌ 11 APRILE 2025. SESSIONE 3. TOPOGRAFIA RESIDENZIALE (PARTE 3) Alle 9.20, Isabella Baldini (Università di Bologna), “L’ultima residenza di Costante II: considerazioni sul palatium imperiale di Siracusa”; 9.40, Kristina Gergeta Sotončić (Muzej Grada Rovinja – Rovigno, Museo della Città di Rovinj – Rovigno, Croazia), “Topografia dell’architettura residenziale di epoca romana nella città di Pola e le sue trasformazioni nella tarda antichità”; 10.20, Corinne Rousse (Aix Marseille université, CNRS, Centre Camille Jullian, Aix-en-Provence, France), Gaetano Benčić (Zavičajni Muzej Poreštine – Museo del territorio parentino, Poreč – Parenzo, Croazia), “Continuità e discontinuità dell’insediamento rurale nel territorio settentrionale di Parentium in Istria (Croazia) nella tarda Antichità (IV-VI sec.)”; 10.40, discussione; 11, coffee break. SESSIONE 4. TECNICHE COSTRUTTIVE, TRACCE DI CANTIERE E MATERIALI EFFIMERI Alle 11.20, Claudia Lamanna (Università di Bologna), “La distribuzione dell’acqua nelle abitazioni private di età tardoantica: testimonianze a confronto”; 11.40, Alessio Toscano Raffa (CNR, Istituto di Scienze del patrimonio Culturale, Catania), Mariano Morganti (Università di Catania), Greta Crespo (Università di Messina), Donata Giglio (Università di Catania), Veronica Russotti (Università di Catania), “La Villa Romana di Patti Marina (Me): dieci secoli di storia. Nuove sequenze cronologiche e dinamiche di trasformazione del sito”; 12, Rosa Lanteri, Ermelinda Storaci (Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai), Davide Tanasi (University of South Florida), Filippo Pisciotta (Aix-Marseille Université, CNRS), “La Villa Romana del Tellaro (Noto) alla luce delle nuove indagini e revisione dei materiali”; 12.20, Miguel Ángel Valero Tévar (Universidad de Castilla-La Mancha), “El uso de materiales efímeros en el transporte del agua en la Villa de Noheda, y otros procesos de aprovisionamiento”; 12.40, Romina Marchisio (Università Cattolica di Milano), “I palazzi dipinti dei Tetrarchi”: analisi dei cicli figurativi perduti alla luce delle testimonianze archeologiche e delle fonti scritte”; 13, discussione; 13.30, pausa pranzo; 14.30, visita al museo “P. Orsi”. SESSIONE 5. TRASFORMAZIONI EDILIZIE NELL’ALTO MEDIOEVO Alle 16, Lucia Arcifa (Università di Catania), “Tradizioni architettoniche di aree mediterranea: le ‘capanne’ in pietra a secco con copertura toloide della Sicilia bizantina”; 16.20, Manfredi Mangia (Sapienza Università di Roma), “Paesaggi siciliani: la rete abitativa nell’ennese e la viabilità ad essa correlabile tra la fine della tarda antichità e la prima età tematica (VI-VIII secolo d.C.)”; 16.40, Brikena Shkodra, Eduard Shehi (Institute of Archaeology, Academy of Science, Tiranë), “Housing Dynamics in Dyrrachium between Late Antiquity and Early Middle Ages”; 17, Ivan Gargano (Istituto di Archeologia di Belgrado), “Eredità imperiali: percorsi divergenti tra Spalato e Romuliana”; 17.20, Albert V. Ribera i Lacomba, Josep M. Macias Solé (Institut Català d’Arqueologia Clàssica), “El complejo del siglo VIII de Pla de Nadal (Riba Roja de Túria, València), algo más que un palacio”; 17.40, discussione e chiusura del convegno; 20.30, cena del convegno.
Sabato 12 aprile 2025. Visita alla Villa del Tellaro.
È disponibile la pubblicazione degli Atti del IV Convegno Internazionale del CISEM, tenutosi all’Università di Castilla-La Mancha (Cuenca, Spagna) dal 7 al 9 novembre 2022. Curato da Isabella Baldini, Carla Sfameni e Miguel Ángel Valero Tévar, il volume raccoglie i contributi presentati al convegno, che affrontano diversi aspetti dell’architettura residenziale tardoantica, tra cui continuità e trasformazioni degli edifici, scenografia del potere, e studio degli arredi e delle decorazioni di domus e ville. Il volume include casi studio dall’Asia Minore alla Lusitania, con particolare attenzione alla Hispania tardoantica, in omaggio alla sede dell’evento. Il Cnr-Ispc ha contribuito all’organizzazione del convegno e alla curatela del volume, confermando il suo impegno nella ricerca interdisciplinare sull’edilizia abitativa tardoantica.










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