Aquileia. Al via “Suggestioni archeologiche” al museo Archeologico nazionale sul tema “Da Aquileia a Grado: archeologia tra città, laguna e mare”. Si inizia con le nuove scoperte di relitti nella laguna di Grado
Ad Aquileia è tutto pronto per le “Suggestioni Archeologiche” 2023. Comincia giovedì 6 luglio 2023, alle 17.15, la tradizionale rassegna estiva di conferenze a tema archeologico organizzate dal museo Archeologico nazionale di Aquileia in collaborazione con l’Associazione nazionale per Aquileia. Il tema approfondito nel corso degli incontri di quest’anno sarà “Da Aquileia a Grado: archeologia tra città laguna e mare” e vedrà anche la partecipazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del FVG, che ha la direzione scientifica degli scavi, e della Fondazione Aquileia. Gli interventi degli esperti coinvolti consentiranno di esplorare la storia dell’antico scalo portuale di Grado nei suoi rapporti con la città di Aquileia e con il complesso sistema di approdi ad essa connesso. Sarà un’occasione per aggiornare il pubblico sulle scoperte archeologiche degli ultimi anni, che stanno arricchendo il quadro della laguna di nuovi dettagli sulla frequentazione di tutta l’area e sulla fitta rete di vie di acqua e di terra che costituivano uno degli empori più vivaci del mondo antico: Aquileia porta del Mediterraneo resta una delle sezioni espositive più significative del rinnovato percorso museale. Tutte le conferenze, a ingresso gratuito, si terranno al museo Archeologico e saranno seguite da un momento conviviale con degustazione di sapori del territorio offerto dal Comune di Aquileia con l’Associazione Imprenditori di Aquileia “Aquileia te salutat”. Per partecipare è consigliata la prenotazione scrivendo a bookshopmanaquileia@gmail.com o telefonando al numero 0431 91016 (da martedì a domenica dalle 10 alle 18).
IL PROGRAMMA Si inizia giovedì 6 luglio 2023, alle 17.15, con “Aquileia e il mare: nuovi relitti e spunti di ricerca”: Giorgia Musina, della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del FVG, e Massimo Capulli, dell’università di Udine, faranno esplorare i fondali della laguna di Grado svelandoci le novità delle ultime scoperte archeologiche. Ci sarà tempo anche per un brindisi all’ombra del cedro, offerto da Aquileia te Salutat e Comune di Aquileia. Gli appuntamenti continueranno nei successivi giovedì di luglio, sempre alle 17.15: GIOVEDI’ 13 LUGLIO, Giorgia Musina (SABAP FVG) e Dario Gaddi (Archeotest s.r.l.) su “Aquileia e Grado: nuovi scavi nel castrum”; GIOVEDI’ 20 LUGLIO, Cristiano Tiussi (Fondazione Aquileia) su “Gli scavi della Fondazione Aquileia nel porto fluviale: le nuove scoperte”; GIOVEDI’ 27 LUGLIO, Luca Villa (Associazione Nazionale per Aquileia) su “Splendidae Ecclesiae. Monumenti cristiani di Aquileia e Grado (Nova Aquileia)”.
Firenze. Con “APRITI MAF!” al via le aperture straordinarie serali: si inizia con la scoperta dei segreti del giardino archeologico e si va sulle tracce di Maria Maddalena attraverso il corridoio della Crocetta fino al Coretto
“APRITI MAF!”: al via al museo Archeologico nazionale di Firenze le aperture straordinarie serali di luoghi non compresi nel percorso di visita. Da giovedì 6 luglio 2023, dalle 19 alle 22 (ultimo ingresso, alle 21.15), tornano infatti le aperture serali straordinarie al museo Archeologico nazionale con visite guidate e attività per bambini in luoghi del museo normalmente chiusi al pubblico insieme al direttore, agli archeologi e allo staff del museo, per scoprire e approfondire storie e particolari dei capolavori noti e meno noti del vasto patrimonio delle collezioni. Le attività sono comprese nel costo del biglietto d’ingresso e non è necessaria la prenotazione.
VOCI DALLA STORIA. Leggende di dei ed eroi all’ombra del giardino del MAF. Il primo appuntamento è nel giardino monumentale dove i più piccoli (dai 3 ai 12 anni) alle 19 e alle 20, per un’ora, potranno ascoltare le “Voci dalla storia” leggende di dei ed eroi della mitologia classica con letture e narrazioni circondati dalle monumentali tombe etrusche e dai profumi e colori della natura.

Il giardino-cortile monumentale del Palazzo della Crocetta – museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)
PASSEGGIANDO NEL GIARDINO DEL MAF. Apertura straordinaria del giardino e visite guidate per grandi e piccini. Dalle 19 alle 21 visite guidate per tutti tra le monumentali tombe etrusche e le diverse piante ed essenze alla scoperta della storia del Palazzo della Crocetta. Il “giardino ameno” sposa la bellezza del luogo con la straordinaria ricostruzione di alcune tombe etrusche rinvenute nel territorio, smantellate nei loro luoghi di origine e riassemblate a Firenze nel 1902. Una selezione di monumenti rappresentativa delle più diffuse tipologie di sepolture etrusche: dalle tombe a pozzetto villanoviane di Tarquinia ai grandi tumuli orientalizzanti di Veio, Casale Marittimo e Vetulonia, fino alle tombe a camera della Necropoli del Crocefisso del Tufo di Orvieto (del VI-V secolo a.C.). Straordinaria è la riproduzione della Tomba Inghirami di Volterra, scoperta intatta nel 1861 e riproposta con le urne originali che documentano gli usi funerari di una famiglia volterrana lungo sei generazioni della sua storia, dalla fine del IV al II secolo a.C.

I portici della basilica della SS. Annunziata a Firenze visti dall’ingresso del museo Archeologico nazionale – Palazzo della Crocetta (foto maf)
SULLE TRACCE DI MARIA MADDALENA. Parallelamente aprirà straordinariamente al pubblico con viste guidate “Sulle tracce di Maria Maddalena”, dalle 19 alle 21.30, un altro degli angoli più nascosti e affascinanti del museo, il Coretto di Maria Maddalena de’ Medici con l’affaccio sulla Basilica della SS. Annunziata.
Il corridoio della Crocetta (simile al più celebre Corridoio Vasariano di Firenze), fu realizzato fra il 1619 e il 1620, per la principessa Maria Maddalena, ottava figlia di Ferdinando I e Cristina di Lorena, sorella del granduca Cosimo II che avviò una “bellissima fabbrica” adiacente al Monastero per permettere a Maria Maddalena ‘malcomposta nelle membra’ di condurre una vita all’altezza del suo rango, protetta dagli sguardi del mondo esterno. L’architetto Giulio Parigi costruisce in soli sei mesi su 125 metri sopraelevati una lunga Galleria, che partendo da gl’interni appartamenti di essa, distendendosi sopra un ameno Giardino, viene a finire nel riverito Tempio della Santissima Nunziata, come riferisce il poeta di corte Andrea Salvadori. Su tutto l’edificio fu estesa la clausura riservata al convento, in modo da permettere alle monache di partecipare alla vita della principessa, ma il “corridore” era sempre chiuso con una chiave della quale esistevano solo due copie: una di Maria Maddalena e l’altra in custodia alla Madre Superiora.

Il Coretto di Maria Maddalena a Firenze (foto maf)
Al termine del “dilettevol Passeggio” in origine decorato con immagini sacre, per aiutare la principessa “nella sua grata solitudine” a rivolgere in alto suoi pensieri e a provare “in Terra qualche parte della gioia del Cielo”, si apre il “Coretto” una piccola stanza arredata con due inginocchiatoi sui gradini e uno sulla finestra con un’ampia grata che si affaccia sulla cappella della Basilica dove la principessa poteva assistere non vista alla messa “solamente la principessa e sue donne possino andare a stare a sentire messa e fare altre devozioni”.
Sant’Antonio Abate (Na). Siglato tra Soprintendenza, Parco archeologico di Pompei e Comune un protocollo d’intesa triennale per la valorizzazione – tra l’altro – del sito archeologico della villa romana (cd Villa Cuomo) in località Casa Salese

Il peristilio della villa romana, cd. villa Cuomo, a Sant’Antonio Abate di Napoli (foto sabap-met-na)

Il larario della servitù della villa romana, cd. villa Cuomo, a Sant’Antonio Abate di Napoli (foto sabap-met-na)
Disco verde alla valorizzazione del patrimonio culturale di Sant’Antonio Abate e del sito archeologico di “Villa Cuomo”. La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, nella persona del soprintendente Mariano Nuzzo, il 4 luglio 2023 nella splendida cornice storica di “Villa Cuomo” in via Casa Salese ha siglato un protocollo d’intesa con il parco archeologico di Pompei, rappresentato dal direttore Gabriel Zuchtriegel, il dipartimento di Agraria dell’università di Napoli “Federico II” col direttore Danilo Ercolini, e il Comune di Sant’Antonio Abate, nella persona del sindaco Ilaria Abagnale, per la valorizzazione del patrimonio culturale cittadino e, in particolare, del sito archeologico denominato “Villa Cuomo”, in località Casa Salese. Questo atto formale sugella, in particolare, il progetto di restauro e valorizzazione di questo contesto archeologico di grande pregio, destinatario inoltre di importanti interventi di scavo delle aree individuate di maggiore interesse scientifico. Il provvedimento avrà durata triennale e potrà essere rinnovato previo accordo tra le parti.

Il triclinio della villa romana, cd. villa Cuomo, a Sant’Antonio Abate di Napoli (foto sabap-met-na)
Il territorio comunale di Sant’Antonio Abate è ricco di beni culturali e paesaggistici comprendenti siti archeologici, edifici, monumenti e sentieri storici di collegamento con il Castello di Lettere tutelati ai sensi degli art. 10 e 12 del D. Lgs. 42/2004 (cd. Codice dei Beni Culturali). In particolare, tra i numerosi insediamenti rurali documentati, l’unica riportata in luce e restituita alla pubblica fruizione è la villa rustica di epoca romana, sepolta dall’eruzione vesuviana del 79 d.C., che dal suo proprietario e scopritore, è chiamata Villa Cuomo. Su una superficie di 500 mq sono venuti alla luce ambienti disposti su due piani, tra cui un triclinio e un larario affrescati con scene di caccia e nature morte, colonne di un peristilio, elementi architettonici di pregio, dolia, lucerne ed utensili.

La scala che porta al secondo piano della villa romana, cd. villa Cuomo, a Sant’Antonio Abate di Napoli (foto sabap-met-na)
L’intervento in questi anni ha riguardato, come si diceva, l’area archeologica detta Villa Cuomo – dal nome dei proprietari del fondo ove è stata scoperta nel 1974 – sita in via Casa Salese a Sant’Antonio Abate. Sepolta durante l’eruzione del 79 d.C. da tre metri di lapilli, l’antica dimora rurale è costituita da ambienti di servizio aperti su un cortile con colonne in laterizi non intonacate. Attraverso l’intervento l’area è stata aperta al pubblico mediante un progetto finalizzato al recupero e alla valorizzazione della villa con la creazione di percorsi archeologici virtuali e pannelli esplicativi. Si prevede anche la realizzazione di un percorso attrezzato con strutture multimediali tra il piazzale in cui si fermeranno i bus con i visitatori e l’area archeologica.
Roma. Al Complesso di San Michele giornata di studi “A un anno dalle Linee guida per la gestione dei resti umani da scavo archeologico” per fare il punto sulla situazione. Incontro in presenza e in streaming
“A un anno dalle Linee guida per la gestione dei resti umani da scavo archeologico” è il titolo della giornata di studi organizzata dall’Istituto centrale per l’archeologia (ICA)e dall’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (ICCD). Appuntamento il 5 luglio 2023, alle 9, nella sala conferenze della Biblioteca delle Arti nel Complesso di San Michele a Roma. L’evento, organizzato con la media partnership di Archeo, potrà essere seguito anche in modalità streaming, al link https://stream.lifesizecloud.com/extension/17228006/33617ce4-e2d8-44fe-bb26-4552ff262aaa. Il workshop, dedicato ai vari aspetti trattati nel documento di buone pratiche, pubblicato nel 2022, vuole essere un momento di approfondimento sui temi trattati nella pubblicazione: per comprendere come queste buone pratiche siano state recepite; per cogliere se vi sia stato un cambiamento di approccio in tale delicata materia; per condividere le criticità riscontrate da chi si occupa della tutela di questo prezioso patrimonio. Gli interventi previsti offrono spunti di riflessione su più aspetti: dalla gestione del ritrovamento fortuito di una sepoltura in ambiente urbano, allo studio antropologico sistematico di un campione osteologico, al tracciamento del profilo biologico di una popolazione antica; dalla gestione degli scavi di emergenza o anche nell’ambito dei lavori pubblici o di pubblica utilità, agli aspetti della valorizzazione dei resti e alla loro eventuale esposizione in museo. Qui il programma completo.

Uno dei due scheletri scoperti nell’insula dei Casti Amanti a Pompei (foto parco archeologico pompei)
Gli aspetti etici dell’antropologia fisica o bioarcheologia, specialmente in rapporto al patrimonio biologico delle popolazioni antiche, sono oggi al centro di un acceso dibattito internazionale, che in Italia è stato solo recentemente recepito. Per colmare il vuoto esistente sull’argomento e fornire agli uffici del ministero della Cultura uno strumento utile a gestire i temi della tutela e della valorizzazione dei resti umani, nel 2019 l’ICCD e l’ICA hanno istituito un tavolo di lavoro costituito da professionisti del settore afferenti ai ruoli del Ministero e dell’Università, allo scopo di redigere il documento di indirizzo, poi diffuso tramite circolare della direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio. Con l’istituzione del gruppo di lavoro si è definita una sinergia pluridisciplinare, sintesi della ricerca antropologica e archeologica, e si è raggiunto il duplice scopo di sottolineare l’importanza dei resti umani, portatori di informazioni biologiche uniche e originali, e di delineare e proporre un codice di comportamento condiviso, cui attenersi nella loro gestione e nel loro studio. L’integrazione tra i dati archeologici e le informazioni provenienti dallo studio antropologico contribuisce ad aumentare la conoscenza e la ricostruzione olistica della storia dell’uomo. A distanza di un anno, quindi, l’intento è quello di fare il punto della situazione, comprendere se e in quale misura le indicazioni / buone pratiche / linee guida del documento prodotto siano state recepite nell’ambito delle attività del Ministero, se vi sia stato un cambiamento di approccio rispetto a questo materiale di indagine, che rappresenta un aspetto del patrimonio culturale tanto particolare quanto prezioso, e quali siano invece le criticità riscontrate dai responsabili della tutela e della valorizzazione.
Roma. Al via la seconda edizione di “Quo vadis? Al cinema nel cuore di Roma” nel Tempio di Venere (parco archeologico del Colosseo): un autentico giro del mondo tra film e città a ingresso gratuito
Magica, sepolta, nuda, perduta, sommersa, dolente, spietata, amara, incantata. In oltre un secolo di cinema (e di titoli italiani, non sempre fedeli agli originali…) la città di Roma è stata tutto questo, e molto altro: il luogo del sogno e dell’incubo, della frenesia e della noia, del successo e dell’anonimato, della socialità e dell’alienazione. Ripresa dal vero o ricostruita in studio, immaginata o reale, spesso ha rubato la scena a storie, interpreti, autori: non solo una semplice scenografia, dunque, ma un precipitato di situazioni e sentimenti, possibilità e frustrazioni. Per celebrare questa straordinaria protagonista della storia del cinema, la seconda edizione di “Quo vadis? Al cinema nel cuore di Roma”, promossa da CSC – Cineteca nazionale e parco archeologico del Colosseo, dal 4 al 16 luglio 2023, propone quest’anno, ancora una volta nel Tempio di Venere e Roma, un autentico giro del mondo tra film e città. Ingresso dalla piazza del Colosseo a partire dalle 20.30. Prenotazione consigliata, fino ad esaurimento posti. I film saranno introdotti da esperti di storia antica, scrittori, critici e giornalisti a partire dalle 21; le proiezioni iniziano alle 21.30. La prenotazione decade alle 20.50. PRENOTA QUI: 4 luglio, 5 luglio, 6 luglio, 7 luglio, 8 luglio, 9 luglio, 10 luglio, 11 luglio, 12 luglio, 13 luglio, 14 luglio, 16 luglio

Locandina del film “Roma” di Federico Fellini (1972) che apre la seconda edizione della rassegna “Quo vadis? Al cinema nel cuore di Roma”
Questo speciale tour sul grande schermo tocca nove decenni (dal 1921 di Manhatta di Paul Strand e Charles Sheeler, primo film d’avanguardia del cinema americano, alla Tokyo di Lost in Translation di Sofia Coppola, datata 2003) e quattro continenti. Due le tappe italiane: la Roma visionaria e divagante di Federico Fellini, a cui non potevamo che affidare l’apertura, e la Napoli sfregiata dall’abusivismo di Le mani sulla città di Francesco Rosi. Le capitali obbligate del cinema ci sono (quasi) tutte: Parigi (prima del classico Cléo, dalle 5 alle 7 di Agnés Varda, lo spericolato piano sequenza di C’était un rendez-vous, un Claude Lelouch in purezza), New York (al già citato Manhatta si affianca la dichiarazione d’amore di Woody Allen per la sua Manhattan), L.A. (Vivere e morire a Los Angeles di William Friedkin, a ricordarci che senza la città non ci sarebbe il poliziesco, né il noir), Londra (colta in piena “swinging era” dal Michelangelo Antonioni in trasferta di Blow-Up), Berlino (con il Muro che irrompe sul set di Uno, due, tre!, ma neppure la Storia riesce a sabotare una commedia di Billy Wilder). L’appuntamento col muto è affidato alla proiezione (con accompagnamento al pianoforte dal vivo) di Aurora di F. W. Murnau, la sfida senza tempo tra le tentazioni della metropoli e il valore catartico della natura. Tre scommesse a cui teniamo molto: Taipei Story di Edward Yang, un capolavoro del cinema taiwanese restaurato dal The Film Foundation’s World Cinema Project di Martin Scorsese, l’avventurosa Istanbul di Topkapi di Jules Dassin, divertissement dal cast stellare tutto da riscoprire in versione originale, e l’omaggio a due grandi cineasti africani, tra Dakar (Borom Sarret, nel centenario della nascita del senegalese Ousmane Sembène) e Il Cairo (Central Station, dell’egiziano Yusuf Shahin). Infine, con Mariupolis, il ricordo di Mantas Kvedaravičius, il filmmaker ucciso nel 2022 a Mariupol, una delle città martiri della guerra in Ucraina.
IL PROGRAMMA. Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli italiani; i film italiani in versione originale avranno sottotitoli in inglese. Martedì 4 luglio – ROMA: “Roma” di Federico Fellini (1972, 119’); mercoledì 5 luglio – NEW YORK: “Manhatta” di Paul Strand e Charles Sheeler (1921, 10’) e “Manhattan” di Woody Allen (1979, 97’); giovedì 6 luglio – TAIPEI: “Taipei Story” di Edward Yang (1985, 119’); venerdì 7 luglio – BERLINO: “Uno, due, tre! (One, Two, Three)” di Billy Wilder (1961, 110’); sabato 8 luglio – TOKYO: “Lost in Translation” di Sofia Coppola (2003, 104’); domenica 9 luglio – ISTANBUL: “Topkapi” di Jules Dassin (1964, 120’); lunedì 10 luglio – NAPOLI: “Le mani sulla città” di Francesco Rosi (1963, 107); martedì 11 luglio – SILENT CITY: “Aurora (Sunrise: A Song of Two Humans)” di Friedrich Wilhelm Murnau (1927, 94’) con accompagnamento musicale dal vivo del M° Antonio Coppola; mercoledì 12 luglio – DAKAR/IL CAIRO: “Borom Sarret” di Ousmane Sembène (1963, 22’) e “Cairo Station (Bāb al-Hadīd)” di Youssef Chahine (1958, 74’); giovedì 13 luglio – MARIUPOL: “Mariupolis” di Mantas Kvedaravičius (2016, 96’); venerdì 14 luglio – PARIGI: “C’était un rendez-vous” di Claude Lelouch (1976, 9’) e “Cléo dalle 5 alle 7 (Cléo de 5 à 7)” di Agnès Varda (1962, 90’); sabato 15 luglio – LOS ANGELES: “Vivere e morire a Los Angeles (To Live and Die in L.A.)” di William Friedkin (1985, 116’); domenica 16 luglio – LONDRA: “Blow-up” di Michelangelo Antonioni (1966, 112’).
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale il convegno “Paradeigmata. Cantieri, tecniche e restauri nel mondo greco d’Occidente”. Due giornate di studi, in presenza e on line, per definire i “modelli” dell’edilizia greca in Magna Grecia e Sicilia
Quasi trenta diversi interventi per definire i “modelli”, tra tradizione e innovazione, dell’edilizia greca nei più importanti centri della Magna Grecia e della Sicilia. Appuntamento al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria il 4 e il 5 luglio 2023 per il grande convegno “Paradeigmata. Cantieri tecniche e restauri nel mondo greco d’Occidente”. Due giornate di studi, per un evento nato dalla collaborazione tra il MArRC, l’università Mediterranea di Reggio Calabria e l’università di Foggia. Il convegno è curato dal direttore del Museo, Carmelo Malacrino, dalla prof.ssa Angela Quattrocchi, docente di Restauro all’università reggina, e dal prof. Riccardo Di Cesare, professore associato all’ateneo pugliese. L’organizzazione è stata coordinata da Maria Domenica Lo Faro, funzionario del Museo. La partecipazione come uditore è libera, fino a disponibilità di posti. Sarà possibile seguire i lavori anche in streaming, su piattaforma digitale. “Da anni lavoriamo per la realizzazione di questo importante convegno scientifico”, commenta il direttore Malacrino. “Il MArRC è diventato un grande museo, non solo in termini di numeri di visitatori e qualità dei servizi, ma anche come polo culturale e centro di ricerca. Tante università italiane e straniere stanno collaborando nello studio delle ricche collezioni museali, sia esposte che conservate nei depositi. Allo stesso tempo sono stati promossi numerosi convegni internazionali, anche in sinergia con atenei e altri enti di ricerca. Sono felice che tanti studiosi abbiano risposto con entusiasmo all’invito a partecipare a questo incontro scientifico e ringrazio i colleghi Angela Quattrocchi e Riccardo Di Cesare per la continua e variegata collaborazione, basata anche su una fraterna amicizia”.
“L’università di Foggia”, dichiara il prof. Di Cesare, “ha promosso con convinzione questo originale incontro scientifico su un tema di ricerca capace di portare grandi novità. Non vediamo l’ora di riunirci insieme ai tanti qualificati studiosi che hanno voluto offrire il loro prezioso contributo. L’archeologia, la scienza “investigativa” delle tracce materiali, ci permette di ricostruire il cantiere edilizio antico nelle sue tappe, dalla cava alla costruzione fino ai restauri. Una splendida occasione per rivedere all’opera le maestranze, le macchine, i materiali protagonisti nei processi di costruzione degli edifici e delle infrastrutture dell’antico mondo greco d’Occidente”. E la prof.ssa Quattrocchi: “Questo convegno invera nuovamente la costruttiva collaborazione tra il Museo e le Università. Un approfondimento di tematiche legate alle specificità identitarie dei beni culturali del territorio, nell’ottica di una sempre più estesa e consapevole divulgazione dei suoi valori storico-artistici”.
Ad aprire il convegno con i saluti istituzionali sono stati invitati la vicepresidente della Regione Calabria, Giusy Princi; il sindaco della Città Metropolitana, Carmelo Versace; il sindaco del Comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti; e il magnifico rettore dell’università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti. La prima giornata si aprirà con l’intervento del direttore generale Musei, Massimo Osanna, e sarà dedicata ai temi generali e alla Magna Grecia, con una relazione introduttiva sui cantieri nei santuari greci del prof. Giovanni Marginesu, dell’università di Sassari. Partendo da Cuma e Velia si giungerà nel pomeriggio ai numerosi interventi sui centri antichi del territorio calabrese. Il giorno successivo sarà interamente dedicato alla Sicilia, dall’estremità orientale di Capo Peloro per arrivare ad Agrigento, Segesta e Selinunte.
Cabras (Or). Al via la prima edizione di Sardegna Archeofilm Festival. Non solo film: masterclass, talk e aperitivi archeologici e ospiti di spicco come Paolo Mieli, Nicolò Bongiorno, Franco Mezzena e Francesco Tiboni
Con il film “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno, al villaggio di San Salvatore a Cabras (Or), martedì 4 luglio 2023, alle 21.15, prende il via la prima edizione di Sardegna Archeofilm Festival, in programma dal 4 al 6 luglio 2023, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm. La rassegna, presentata dalla giornalista Virginia Saba e con ospiti di spicco come Paolo Mieli, Nicolò Bongiorno, Franco Mezzena e Francesco Tiboni, intervistati da Anthony Muroni, Giorgio Murru e Piero Pruneti, si concluderà con il premio assegnato dal pubblico. Ingresso gratuito.

Frame del film “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno
IL PROGRAMMA DI MARTEDÌ 4 LUGLIO 2023. Alle 10, “Fotografando i giganti”: masterclass in fotografia dei beni archeologici con Nicola Castangia (Call su www.isoladeigiganti.it); 19.30, TALK “La storia della Sardegna raccontata dai sardi” con Mario Giua Marassi, Francesco Cheratzu, Paola Sini. Coordinamento: Anna Maria Cicerchio. Dalle 20.30 alle 21.15, aperitivo cinematografico: proiezione selezione clip a cura della Cineteca Sarda; 21.15: proiezioni a cura di Firenze Archeofilm. Apre il film “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno (Italia/Croazia, 76′). Segue l’ncontro/intervista con Nicolò Bongiorno, regista e produttore cinematografico, a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Ercole Contu e la scoperta della Tomba dei Vasi tetrapodi” di Andrea Fenu (Italia, 19′).

Frame del film “The Mystery of the Trojan Horse. On the trial of a myth / Il mistero del cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May e Christian Twente
IL PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 5 LUGLIO 2023. Alle 10, “Fotografando i giganti”: masterclass in fotografia dei beni archeologici con Nicola Castangia (Call su www.isoladeigiganti.it); 18.30, Anteprima Festival: “Franco Mezzena, l’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu (Italia, 40’). A seguire Talk con l’archeologo Franco Mezzena e Giorgio Murru. Alle 19.30, TALK “Nuove tecnologie per l’archeologia” con Manuele Trullu (regista), Alessandro Furlan (Altair4Multimedia.it). Coordinamento: Anna Maria Cicerchio. Dalle 20.30 alle 21.30, aperitivo cinematografico: proiezione selezione clip a cura della Cineteca Sarda; 21.30, proiezioni a cura di Firenze Archeofilm. Apre il film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May, Christian Twente (Germania, 52′). Segue l’incontro/intervista con Francesco Tiboni, archeologo navale e saggista, a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, e Giorgio Murru, direttore Menhir Museum di Laconi. Chiude la serata il film “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia, Nathalie Laville (Francia, 26′).

Frame del film “Jurassic cash” di Xavier Lefebvre
IL PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 6 LUGLIO 2023. Alle 19.30, TALK “Il racconto dell’archeologia in TV” con Nicola Dessì, Simona Scioni. Coordinamento: Anna Maria Cicerchio. Alle 20, proiezione trailer “Piombo – Il piombo di Cabras” di Stefano Quaglia, Tiziana Cipelletti, Carla Del Vais, Ignazio Sanna. Coordinamento: Anna Maria Cicerchio. Dalle 20.30 alle 21.30, aperitivo cinematografico: proiezione selezione clip a cura della Cineteca Sarda; 21.30, proiezioni a cura di Firenze Archeofilm. Apre il film “Jurassic Cash” di Xavier Lefebvre (Francia, 52′). Segue l’incontro/intervista con Paolo Mieli, giornalista, storico, a cura di Piero Pruneti di direttore Archeologia Viva, e Anthony Muroni, giornalista, presidente Fondazione Mont’e Prama. Quindi cerimonia di premiazione: assegnazione del premio del pubblico “Premio Sardegna Archeofilm Festival”. Chiudono la serata e il festival i corti: “Il tesoro” di Samantha Moore (Regno Unito, 8′); “La stele mancante” di Marie-Anne Sorba, Jean-Marc Cazenave (Francia, 8′); “La Dama di Elche: la storia in breve” di Arly Jones, Sami Natsheh (Spagna, 6′).
Roma. Allo Stadio Palatino al via la 22ma edizione di “Letterature. Festival internazionale di Roma”: cinque serate sul tema “La memoria del mondo” in omaggio a Italo Calvino nel centenario della nascita
Lo Stadio Palatino, all’interno del parco archeologico del Colosseo, torna ad ospitare “Letterature. Festival internazionale di Roma” il 3, 5, 9, 11, 13 Luglio 2023: cinque serate, alle 21, sul tema “La Memoria del Mondo” che vedranno alternarsi sul palco autori italiani e stranieri. Ingresso gratuito dal Portale del Vignola, via di San Gregorio. “Letterature. Festival internazionale di Roma”, storica manifestazione dell’Estate Romana, giunta alla 22ma edizione, è promossa dall’assessorato alla Cultura di Roma Capitale e curata dall’Istituzione Biblioteche di Roma con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con parco archeologico del Colosseo, SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori. Il programma è a cura di Simona Cives, responsabile della Casa delle Letterature, con il contributo di un comitato scientifico composto da protagonisti di grande rilievo del panorama letterario, quali Paolo Di Paolo, Melania Mazzucco, Davide Orecchio, Igiaba Scego e Nadia Terranova. La regia e gli interventi artistici sono a cura di Fabrizio Arcuri.
Il titolo scelto è “La memoria del mondo”, in omaggio all’opera di Italo Calvino del quale ricorre quest’anno il centenario della nascita. La memoria del mondo, una narrazione contemporanea sull’origine dell’universo, ci lancia in una molteplicità di visioni e di futuro e pone una riflessione sulla trasmissione del sapere e il racconto della letteratura. La ventiduesima edizione del Festival si avvale del patrocinio del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Italo Calvino e del Laboratorio Calvino. Quest’anno il racconto del Festival passa anche attraverso un’immagine che porta la firma dell’illustratrice Laura Riccioli. Una giovane donna vestita con un abito variopinto prende slancio dalle rovine del Palatino arrivando quasi a toccare la Luna, con la leggerezza e l’aspirazione al futuro presenti nell’idea di mondo dello scrittore. “Celebrare la storia e l’arte in tutte le sue forme è il nostro impegno quotidiano”, commenta Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Attraverso eventi come il Festival Letterature, la fusione tra passato e presente può ispirare riflessioni profonde sull’importanza della letteratura e sul suo impatto sulla società. Quest’anno celebriamo i 100 anni dalla nascita di Italo Calvino, uno dei narratori italiani più importanti del secondo Novecento, la cui influenza nella cultura italiana si estende oltre il panorama letterario. Anche quest’anno siamo fieri di essere partner di questa storica manifestazione, con l’auspicio di ripetere il successo delle edizioni passate già ospitate presso la Basilica di Massenzio e lo Stadio Palatino”.
Ad aprire la prima serata di lunedì 3 luglio 2023 sarà l’attore Luigi Lo Cascio con la lettura del racconto “La memoria del mondo”. Gli autori invitati a leggere un inedito saranno lo scrittore, poeta e saggista basco Fernando Aramburu, vincitore del Premio de la Crítica 2016, del Premio Nacional de Narrativa 2017 e del Premio Strega Europeo 2018, e la scrittrice statunitense d’origine giapponese Julie Otsuka, finalista al National Book Award 2011 e vincitrice del PEN/Faulkner Award for Fiction e del Prix Femina Étranger 2012. Chiude la serata lo scrittore francese Jean-Baptiste Del Amo, vincitore del Prix Goncourt du Premier Roman 2008 e del Prix du Roman Fnac 2021.
Il secondo appuntamento di mercoledì 5 luglio 2023 vedrà la partecipazione della scrittrice pluripremiata canadese Margaret Atwood, due volte vincitrice del Booker Prize, più volte candidata al Premio Nobel per la Letteratura, voce tra le più importanti della narrativa e della poesia canadesi, dello scrittore Premio Strega Paolo Giordano e della scrittrice e saggista messicana due volte finalista al National Book Critics Circle Award e al Kirkus Prize Valeria Luiselli, che con le sue opere ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali come il Rathbone Folio Prize 2020 e il Dublin Award 2021.
La terza serata di domenica 9 luglio 2023 ospiterà il vincitore o la vincitrice del Premio Strega 2023, la scrittrice britannica Jeanette Winterson, vincitrice del Whitbread Prize, e lo scrittore turco Burhan Sönmez, presidente del Pen International, vincitore del Václav Havel Library Award e finalista al Premio Strega Europeo 2023. Chiuderà la scrittrice e giornalista tedesca di origine ucraina vincitrice del Premio Strega Europeo 2015 e dello Schubart-Literaturpreis Katja Petrowskaja.
I protagonisti di martedì 11 luglio 2023 saranno il giovane Bernardo Zannoni, vincitore del Premio Campiello 2022 e Bagutta Opera Prima 2022, e il poeta ed editore inglese Sam Riviere. La serata si concluderà con la partecipazione dello scrittore statunitense William T. Vollmann, vincitore del National Book Award 2005, figura di spicco della letteratura americana degli ultimi trent’anni.
L’ultimo appuntamento di giovedì 13 luglio 2023 vedrà salire sul palco del Palatino il romanziere e accademico francese David Diop, vincitore del Prix Goncourt des lycéens, del Prix Kourouma, del Premio Strega Europeo 2019, del Los Angeles Times Book Prize for Fiction e, primo francofono, dell’International Booker Prize. A seguire lo scrittore il Premio Strega Nicola Lagioia e la scrittrice di origine etiope Maaza Mengiste, vincitrice del Premio The Bridge 2019 per la Narrativa e finalista al Booker Prize 2020.
Quest’anno il programma sarà accompagnato da artisti e acrobati del circo contemporaneo che racconteranno la parola di Calvino proiettandoci nei suoi immaginari impossibili. Giacomo Costantini / Circo El Grito saranno protagonisti di una performance di boleadoras argentinas e incursioni acrobatiche, Anton Monastyrsky eseguirà un numero di Acrohula hop, Valeriya Davydenko si produrrà in uno spettacolo di Equilibrio in contorsione, Paolo Locci/Brigata Totem si esibirà in una performance con il palo cinese, Barbara Fiorenza e Claudio Ladisa presenteranno uno spettacolo di Acrobatica aerea. Le cinque serate saranno tutte accompagnate da musiche composte ed eseguite dal vivo da Teho Teardo.
Archeologia in lutto. Si è spenta a 80 anni, dopo lunga malattia, Anna Maria Bietti Sestieri, tra i massimi esperti della protostoria dell’Italia e del Mediterraneo, una delle protagoniste assolute dell’archeologia nell’ultimo cinquantennio

L’archeologa, accademica dei Lincei, Anna Maria Bietti Sestieri si è spenta a 80 anni (foto lincei)
Anna Maria Bietti Sestieri, accademica dei Lincei, professoressa emerita dell’università del Salento, già presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, è scomparsa il 2 luglio 2023 a ottant’anni dopo lunga malattia. Oltre che a problemi teorici e metodologici, la sua attività di ricerca si era rivolta principalmente alla protostoria dell’Italia e del Mediterraneo, con numerosi lavori sull’Italia in generale, sul Lazio antico, sulla Sicilia e sulle regioni meridionali, sui rapporti fra Oriente e Occidente mediterranei. Nel 1996 la Prehistoric Society le aveva conferito l’Europa Prize per i risultati raggiunti con la sua ricerca sul complesso dell’età del ferro di Osteria dell’Osa (Roma).

Copertina del libro “L’Italia nell’età del bronzo e del ferro” di Anna Maria Bietti Sestieri
Era nata il 7 dicembre 1942. Tra il 1964 e il 1966 laurea in Etruscologia (prof. Massimo Pallottino), e Specializzazione in archeologia pre e protostorica all’università di Roma. Tra il 1970 e il ‘72: due borse di studio Macnamara, per ricerche sulla protostoria italiana. Dal 1974, archeologo specialista di Pre- e Protostoria in servizio alla soprintendenza di Roma. Tra il 1990 e il 1997, membro eletto del Comitato di settore per i Beni archeologici, nel Consiglio nazionale per i Beni culturali. Tra 1994 e il ‘96, responsabile del comitato per l’Età del Ferro nel comitato nazionale per l’organizzazione del XIII Convegno dell’Unione Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche – UISPP, Forlì 1996. Tra il 1993 e il 1995, membro (con I. Hodder, K. Kristiansen, E. Neustupny, M. Rowlands, A. Schnapp, T. Taylor) del gruppo fondatore della European Association of Archaeologists e della redazione dell’Europaean Journal of Archaeology. Dal 2003 al 2009, presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Dal 1995 al 2003, soprintendente archeologo dell’Abruzzo. Tra il 2004 e il 2005, dirigente per il settore Musei e Parchi archeologici presso la direzione generale per i Beni archeologici del ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dal 2006 titolare della cattedra di Protostoria europea nell’università del Salento.
“La sua mancanza si sentiva già da molto tempo, sin da quando la sua malattia l’ha costretta ad allontanarsi dal palcoscenico del dibattito scientifico”, la ricorda sul suo profilo Fb Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Perdiamo con lei una delle protagoniste assolute dell’archeologia nell’ultimo cinquantennio, uno dei pochi studiosi che ha saputo fare da ponte con il mondo anglosassone con il rigore metodologico e filologico proprio della disciplina italiana. La sua apertura ai grandi temi dell’antropologia culturale l’ha resa per me un modello di straordinaria importanza anche quando le nostre posizioni divergevano”.
“Come dimostra questo video del 2010”, continua Nizzo, “aveva accettato con entusiasmo il mio invito al primo convegno di “Antropologia e archeologia a confronto” ed era stata una delle protagoniste degli incontri seguenti, sinceramente entusiasta di quel dialogo che lei stessa giovanissima aveva saputo magistralmente alimentare nella seconda fase di vita dei Dialoghi di Archeologia. La nostra disciplina è, come tutte, fatta di mode, più o meno effimere. Ma una cosa sono le mode e un’altra sono i modelli metodologici. Questi ultimi, come ha dimostrato Anna Maria Bietti Sestieri con la sua esperienza di studiosa, sono destinati a rimanere per sempre. Ora riposa con il suo compagno orgogliosamente portato nel cognome e troppo prematuramente scomparso (e in parte dimenticato), Amilcare Bietti”.

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