Pompei. Il 25 gennaio viene inaugurato il “nuovo” Antiquarium con sale dedicate all’esposizione permanente di reperti che illustrano la storia di Pompei, seguendo la concezione museale data da Amedeo Maiuri

L’ingresso monumentale dell’Antiquarium di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)
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Il manifesto che annuncia la mostra “Alla scoperta di Stabia” all’antiquarium di Pompei (foto Graziano Tavan)

Non ci sarà il pubblico delle grandi occasioni, ma anche in questa fase difficile di pandemia, che ha permesso la riapertura di musei e parchi archeologici ai visitatori al massimo dalla regione, quando il rischio contagio è definito moderato (fascia gialla), non ha impedito al parco archeologico di Pompei di presentare l’Antiquarium che lunedì 25 gennaio 2021 verrà inaugurato nella sua nuova veste museale. Era stato riaperto al pubblico nel 2016, dopo trentasei anni, come visitor center e spazio per mostre temporanee. Ricordiamo, ad esempio, “Alla ricerca di Stabia”, nel secondo semestre del 2018 (vedi “Alla ricerca di Stabia”: all’Antiquarium di Pompei una mostra sulla necropoli di Madonna delle Grazie e del santuario dei Privati anticipa il progetto multidisciplinare per lo studio, la riscoperta e la valorizzazione dell’antica Stabiae. Con l’antiquarium stabiano chiuso da anni, il nuovo museo di Stabia sarà nella reggia borbonica di Quisisana | archeologiavocidalpassato), che è stato il primo passo verso l’apertura del museo Archeologico di Stabiae nella Reggia Quisisana a Castellammare di Stabia, inaugurato nel settembre 2020 dal ministro Franceschini (vedi Castellammare di Stabia (Na). Il ministro Franceschini inaugura nell’ex reggia borbonica Quisisana il nuovo museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi” | archeologiavocidalpassato), e che è stato riaperto al pubblico – come Pompei Scavi – il 18 gennaio 2021.

L’allestimento dell’Antiquarium in una immagine del 1914 (foto parco archeologico di Pompei)

L’Antiquarium di Pompei fu realizzato da Giuseppe Fiorelli tra il 1873 e il 1874 negli spazi sottostanti la terrazza del Tempio di Venere, con affaccio su Porta Marina. Fu sede espositiva di una selezione di reperti provenienti da Pompei ed esemplificativi della vita  quotidiana dell’antica città, oltre che dei calchi delle vittime dell’eruzione. Nel 1926 venne ampliato da Amedeo Maiuri, che oltre ad aggiungere grandi mappe con gli sviluppi aggiornati degli scavi dal 1748 in poi e inserire nuovi reperti provenienti dalla Villa Pisanella di Boscoreale nonché dai più recenti scavi di via dell’Abbondanza, impostò un percorso che guidava il visitatore nella storia di Pompei dalle origini fino all’eruzione.

L’Antiquarium di Pompei in un’immagine del 1948 (foto parco archeologico di Pompei)

L’edificio fu gravemente danneggiato dalle bombe della II guerra mondiale nel settembre 1943. “Eppure Pompei ha oggi, più che mai, bisogno del suo Antiquarium”, diceva Amedeo Maiuri nel 1947. “L’estensione graduale degli scavi, la preziosità e la singolarità di alcune scoperte, il dovere, ineluttabile dovere, di difendere dagli agenti atmosferici e dalle insidie, se non dal malvolere degli uomini, tutto ciò che non si può custodire all’aperto, l’utilità infine di presentare raggruppati e classificati i materiali che non si trovano nelle case …”. E fu proprio grazie all’intervento di restauro del Maiuri, che il 13 giugno del 1948 riaprì ai visitatori in occasione della celebrazione del 2° centenario degli scavi di Pompei. Nuovamente danneggiato, stavolta dal terremoto del 1980, da allora è rimasto chiuso al pubblico fino – come si diceva – al 2016.

Nell’anno 2020, l’anno della pandemia, il parco archeologico di Pompei ha riorganizzato le sale dell’Antiquarium: l’architetto Cremascoli, fondatore nel 2001 ad Oporto (Portogallo) con Edison Okamura e Marta Rodrigues lo studio CORarquitectos, e l’architetto freelance Flavia Chiavaroli nel video del parco archeologico di Pompei ci fanno conoscere in anteprima il nuovo concept dell’allestimento delle sale dell’Antiquarium di Pompei.

Il nuovo allestimento dell’Antiquarium di Pompei (foto Francesco Squeglia)

E lunedì 25 gennaio 2021 ecco finalmente l’apertura al pubblico delle porte dell’Antiquarium di Pompei, con il nuovo allestimento. “È diventato uno spazio museale dedicato all’esposizione permanente di reperti che illustrano la storia di Pompei”, spiega Luana Toniolo, funzionario responsabile. “Lo spazio, completamente rinnovato, rimanda a quella che fu la concezione museale di Amedeo Maiuri e attraverso i reperti più rilevanti è ripercorsa  la storia di Pompei dall’età sannitica (IV secolo a.C.) fino alla tragica eruzione del 79 d.C. Oltre a celebri testimonianze dell’immenso patrimonio pompeiano, come gli affreschi della Casa del Bracciale d’oro, gli argenti di Moregine o il triclinio della Casa del Menandro, sono qui esposti anche i rinvenimenti dei più recenti scavi condotti dal Parco Archeologico: dai frammenti di stucco in I stile delle fauces della Casa di Orione al tesoro di amuleti della Casa con Giardino, agli ultimi calchi delle vittime dalla villa di Civita Giuliana. La visita all’Antiquarium è inoltre accompagnata da due supporti digitali, un web-bot, un assistente digitale in grado di fornire informazioni di servizio semplici e chiare, e una narrazione audio che dal percorso espositivo accompagna il visitatore alla scoperta di alcuni punti di interesse del Parco Archeologico di Pompei”.

La curiosità. Nel nuovo Antiquarium sarà esposto un tronco di cipresso ritrovato intorno agli anni ’90 sulle sponde del fiume Sarno. Paola Sabbatucci, funzionaria restauratrice del parco archeologico di Pompei, ci descrive il lavoro di restauro al tronco di cipresso che “all’epoca fu conservato in deposito e che solo di recente è stato prelevato dal deposito per onorarlo di un’esposizione permanente”, spiega Sabbatucci. “Con le mie colleghe restauratrici, abbiamo provveduto alla manutenzione straordinaria del reperto che si presentava comunque in buone condizioni di conservazione avendo mantenuto nella sua storia conservativa delle condizioni stabili sia di luce che di umidità che di temperatura. Di conseguenza abbiamo provveduto innanzitutto a una pulitura approfondita del reperto, un minimo intervento consistente in incollaggi di piccole parti staccate o in procinto di staccarsi, un consolidamento superficiale, una protezione finale e soprattutto un trattamento biocida che ha permesso di proteggerlo dalle eventuali muffe, funghi o comunque attacchi biotici cui poteva essere sottoposto”.

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2 risposte a “Pompei. Il 25 gennaio viene inaugurato il “nuovo” Antiquarium con sale dedicate all’esposizione permanente di reperti che illustrano la storia di Pompei, seguendo la concezione museale data da Amedeo Maiuri”

  1. Italina Bacciga dice :

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