Roma. La Colonna Traiana compie 1907 anni. Per il compleanno il parco archeologico del Colosseo dedica un focus voluto da Traiano per celebrare la conquista della Dacia, e annuncia i restauri del basamento che ospitò le ceneri dell’imperatore
12 maggio 113 d.C. – 12 maggio 2020: sono passati 1907 anni dall’inaugurazione della Colonna Traiana, che racconta per immagini le due campagne militari degli anni 101-102 e 105-106 d.C. con le quali l’imperatore Traiano (98-117 d.C.) conquistò la Dacia, corrispondente in gran parte all’attuale Romania. Grazie allo straordinario bottino di guerra Traiano poté costruire il più maestoso tra i Fori di Roma, che da lui prese il nome e che fu inaugurato nel 112 d.C. In occasione del suo compleanno, il Parco archeologico del Colosseo ha dedicato un focus al famoso monumento eretto al centro di un cortile delimitato dall’ingresso monumentale al Foro a Nord, dalla Basilica Ulpia a Sud e dalle due biblioteche a Est e a Ovest. Scrive Cassiodoro (Varia, VII, 6): “Più lo si contempla [il Foro di Traiano], più sembra un miracolo: chi sale all’Augusto Campidoglio scorge un’opera che è al di sopra del genio umano”. E in effetti da sempre ci si interroga sull’ingegno, la sapienza e il lavoro degli uomini che resero possibile quel mirabile monumento che è la Colonna Traiana, per la cui realizzazione fu cavato il marmo delle Alpi Apuane, furono trasportate tonnellate di blocchi sulle navi marmorarie da Luni al porto di Traiano e poi furono scaricati, movimentati, lavorati e messi in opera i blocchi fino a più di 40 metri di altezza dal suolo.

Il basamento della Colonna Traiana che ospitava le ceneri dell’imperatore (foto da http://www.capitolium.it)
La Colonna Traiana poggia su un basamento decorato da bassorilievi raffiguranti cataste di armi. Il fusto, alto 100 piedi romani (pari a circa 30 metri), è composto da 17 colossali rocchi monolitici di marmo bianco di Carrara, dal diametro di quasi 4 metri. Al suo interno si sviluppa una scala a chiocciola di 185 gradini che conduce alla sommità. Intorno al fusto si dispone il fregio figurato, immaginato come un rotolo avvolto a spirale, lungo complessivamente circa 200 metri e fittamente animato di scene, con circa 2500 personaggi; l’imperatore Traiano vi compare per ben 59 volte. La Colonna non solo celebrava la conquista della Dacia ma aveva anche la funzione di monumento-mausoleo di Traiano: nel basamento fu infatti riposta l’urna d’oro con le ceneri dell’imperatore (morto l’8 agosto 117) e sulla sommità fu collocata una sua statua in bronzo dorato. Questa andò persa forse nel corso del Medioevo e nel 1587 fu rimpiazzata per volontà di papa Sisto V (1585-1590) con una nuova statua raffigurante San Pietro e ancora esistente.
I lavori di restauro in programma nei prossimi giorni sul basamento che in antico doveva ospitare le ceneri dell’imperatore e forse della moglie Plotina sono stati l’occasione per realizzare un modello digitale della Colonna e poter così fruire, finalmente da vicino, di quel testo istoriato che ha reso eterne le gesta dell’Imperatore Traiano. I lavori di restauro del basamento sono diretti da Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro con Angelica Pujia, Antonella Rotondi e Alessandro Lugari. Il rilievo e le riprese da drone della Colonna sono di DI LIETO & C srl e Aeropix – Aerial Imaging & Survey. Editing video di Mario Cristofaro.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)

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