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Roma. Conclusi i lavori di restauro del basamento della Colonna Traiana. L’archeologa Federica Rinaldi e la restauratrice Angelica Pujia ci regalano l’emozione di una visita ravvicinata al fregio che racconta le imprese dell’imperatore Traiano contro i Daci

Il basamento della Colonna Traiana che ospitava le ceneri dell’imperatore (foto da http://www.capitolium.it)

Si sono conclusi nei giorni scorsi i lavori di restauro del basamento della Colonna Traiana. “È stato un privilegio lavorare a contatto con questo monumento che continueremo a studiare, monitorare e valorizzare per renderlo accessibile in sicurezza”, spiegano gli archeologi del Parco archeologico del Colosseo. “I lavori di rilievo e restituzione in 3D proseguono e, in attesa di mostrarvi anche queste attività, condividiamo con voi ancora una volta l’emozione che abbiamo provato durante le ispezioni con il braccio mobile”. Nel video di Mario Cristofaro le interviste ad Angelica Pujia (funzionario restauratore del PArCo) e a Roberto Civetta (restauratore). Le descrizioni in diretta live sono di Federica RInaldi (funzionario archeologo del PArCo).

Federica Rinaldi parla dalla piattaforma aerea che la sta portando in avvicinamento alla Colonna Traiana, meraviglia dell’architettura antica, inaugurata il 12 maggio del 113 d.C. Racconta le imprese dell’imperatore Traiano contro i Daci. È una colonna centenaria, ovvero alta 100 piedi, circa 30 metri, appoggiata su un basamento e quindi alta complessivamente circa 40 metri. La cosa più straordinaria di 200 metri di fregio istoriato che raccontano appunto le campagne daciche dell’imperatore Traiano. All’interno una scala a chiocciola di 185 scalini consente di arrivare su in alto dove oggi la statua di San Pietro domina su tutta l’area archeologica centrale di Roma. “Siamo qui perché vogliamo a distanza di anni tornare a vedere da vicino il fregio, verificarne lo stato di conservazione, controllare le mappature che furono fatte negli anni ’80 ed eventualmente testare situazioni che sono evolute nel corso di questi decenni anche sicuramente a causa di un aumento dell’inquinamento ma anche di un repentino cambio climatico che potrebbe in qualche modo aver inciso anch’esso sullo stato di conservazione”. Stiamo arrivando per vivere questa esperienza unica ed emozionante.

Angelica Pujia, funzionario restauratore del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

“Ci troviamo nella meravigliosa cornice del foro di Traiano”, spiega Angelica Pujia, “perché si stanno svolgendo in questi mesi interventi di recupero, di restauro del basamento della Colonna Traiana, di un fronte del basamento della colonna Traiana. Questi interventi sono per noi un’occasione per riprendere il rapporto con questo meraviglioso monumento di fronte al quale i romani passano tutti i giorni un po’ distrattamente un po’ no, e quindi riprendere contatto, conoscerlo, e attraverso questo intervento conservativo fare il punto sulle sue condizioni attuali. Questo è un intervento estremamente delicato che mira soltanto alla pulitura, una pulitura effettuata solamente ad acqua, a un trattamento biocida, quindi volto a rimuovere le patine biologiche che si trovano sulla superficie, e di consolidamento. Quindi messa in sicurezza, consolidamento della superficie e delle piccole scaglie della pietra. E questo intervento viene svolto per mano del restauratore Roberto Civetta che con grande perizia e con grande cautela sta portando avanti questo intervento conservativo e quindi contemporaneamente conoscitivo”.

Il restauratore Roberto Civetta (foto PArCo)

“Prima di procedere con le operazioni di intervento di restauro”, interviene Roberto Civetta, restauratore, “è stata realizzata una mappatura di una documentazione fotografica e una mappatura grafica che prosegue durante tutto l’arco dei lavori per segnalare ed evidenziare lo stato di conservazione, gli interventi precedenti che si sono susseguiti sul monumento, e gli interventi di restauro. Le operazioni sono state eseguite con estrema cautela. Si è proceduto con l’applicazione di un prodotto biocida per eliminare l’attacco biologico, l’attacco di microorganismi, e si è proceduto con una pulitura molto semplice, una pulitura ad acqua, che è stata assolutamente rispettosa delle patine della superficie. Abbiamo lasciato le patine in accordo con la restauratrice Angelica Pujia. L’alleggerimento delle croste invece è stato eseguito applicando delle piccole compresse. E anche in questo caso non ci siamo spinti oltre il necessario proprio per identificare e non aggredire il materiale. La pulitura è completata. In questo momento stiamo realizzando dei test di campionature di stuccature e reintegrare le lacune e le fessurazioni. Ce ne sono alcune di tonalità più fredda, alcune con una tonalità più calda. I lavori proseguono e non vediamo l’ora di mostrare al pubblico la magnificenza di questo basamento della Colonna Traiana che è bellissimo ed è assolutamente da visitare”.

La Colonna Traiana dominava il foro di Traiano a Roma (foto Graziano Tavan)

Le archeologhe Federica Rinaldi e Angelica Pujia del parco archeologico del Colosseo in una serie di sei video, realizzati a luglio 2020, con l’occasione di un sopralluogo speciale con la gru, ci fanno rivivere l’emozione di una “visita” ravvicinata della colonna Traiana, raccontando i vari momenti dell’esperienza, dall’imbragatura all’osservazione del fregio. “Ci prepariamo per salire! Seguiteci in questa ispezione ravvicinata della Colonna Traiana per valutarne lo stato di conservazione”.

“Pronti? Si sale!”

“Siamo in diretta dal Foro Traiano: ecco la Colonna Traiana vista da molto, molto vicino”.

“Oggi abbiamo la possibilità unica di verificare le condizioni della Colonna Traiana”, spiega Angelica Pujia. “È dalla fine degli anni Ottanta che questa colonna non è stata controllata: dopo tanto tempo abbiamo la possibilità di controllare le condizioni della superficie. Ciò significa che controlleremo se la pietra è zuccherina, se l’inquinamento ha in qualche modo influenzato le condizioni della pietra, se uno qualsiasi dei possibili fattori atmosferici ha influenzato questo meraviglioso manufatto. È una grande emozione per noi ed è qualcosa di fondamentale per il nostro patrimonio, quindi ci prendiamo cura del nostro patrimonio e questo è proprio l’inizio per sapere come agire, ripristinare e mantenere il manufatto. Dopo tanto tempo con l’aiuto di questo veicolo ora stiamo toccando la pietra”.

“Dal Seicento in poi diversi studiosi trovarono il modo di avvicinarsi alla Colonna per osservarla e realizzarne calchi. Molti hanno lasciato tracce del loro passaggio: abbiamo scoperto quelle dell’architetto francese Léon Dufourny”.

“Rilievi colorati o candidi come li vediamo ora? Ne parliamo a qualche metro d’altezza durante il sopralluogo aereo alla Colonna Traiana”.

Il Parco archeologico del Colosseo aderisce in forma digitale alle Giornate Europee dell’Archeologia (19-21 giugno 2020) con video alla scoperta dei restauri del PArCo e anteprima della nuova App “You & Co” gratuita che dal prossimo autunno farà scoprire il patrimonio del PArCo

Dopo il successo della prima edizione, il Parco archeologico del Colosseo aderisce anche quest’anno all’evento su scala europea delle Giornate Europee dell’Archeologia, promosse dall’Inrap (Institut national de recherches archéologiques préventives) in Francia. Obiettivo di questa seconda edizione che si avvale del coordinamento di Giulia Giovanetti, che si svolgerà dal 19 al 21 giugno 2020 in forma digitale, è quello di avvicinare il pubblico alle numerose attività in corso nel PArCo. Una serie di video portano il pubblico alla scoperta dei restauri del PArCo guidati dagli archeologi, dai restauratori e dagli architetti, in un viaggio nel patrimonio archeologico e architettonico custodito. A partire dai restauri dei monumenti, del Tempio di Vesta, della Colonna Traiana e dell’Arco di Tito, il PArCo propone in anteprima un video sul restauro appena concluso del mosaico della cosiddetta “Dama di Cartagine”, già in prestito dal museo nazionale di Cartagine per la mostra “Carthago. Il mito immortale”, svoltasi tra 2019 e 2020. I restauratori del PArCo ci guidano alla scoperta delle delicate fasi operative di intervento su una preziosa opera tardoantica che testimonia il fiorire della cultura figurativa nel VI secolo nell’Africa bizantina riconquistata ai Vandali.

In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, nell’ottica quindi dell’Accessibilità per Tutti, il Parco presenta inoltre in anteprima una nuova App gratuita che dal prossimo autunno accompagnerà i visitatori in un viaggio alla scoperta del patrimonio del Parco nel segno del Design for All. La nuova App con testi e videoclip in 9 lingue, audioguide in Italiano e Inglese, video guide in LIS e ASL, audiodescrizioni per non vedenti e contenuti per bambini in Italiano ed Inglese, accoglierà il pubblico in una visita del PArCo pensata per tutti. Ruschena’s Projects a cura di Giulia Giovanetti, Paola Quaranta, Federica Rinaldi, Andrea Schiappelli.

Il restauro del mosaico cd. ‘Dama di Cartagine’. La parola ai professionisti del PArCo. il PArCo propone in anteprima per Giornate Europee dell’Archeologia 2020 un video sul restauro appena concluso del mosaico della cd. “Dama di Cartagine”, già in prestito dal Museo Nazionale di Cartagine per la mostra “Carthago. Il mito immortale”, svoltasi tra 2019 e 2020. I restauratori del PArCo ci guidano alla scoperta delle delicate fasi operative di intervento su una preziosa opera tardoantica che testimonia il fiorire della cultura figurativa nel VI secolo nell’Africa bizantina riconquistata ai Vandali. Restauratori: Alessandro Lugari con Angelica Pujia e Francesca Montozzi; archeologa Federica Rinaldi; video Mario Cristofaro; traduzione Ryan Audino con Giulia Giovanetti.

I restauri del Parco archeologico del Colosseo – L’Arco di Tito. L’Arco di Tito fu costruito, sul percorso della processione trionfale, per commemorare il secondo imperatore della dinastia flavia e la vittoria dei Romani nella Guerra Giudaica, narrata nei rilievi con il saccheggio della città di Gerusalemme. Nel video realizzato in occasione del restauro del monumento vediamo attorno all’Arco di Tito un “ragno”: è questo il nome con cui in gergo tecnico gli specialisti chiamano il braccio elevatore, utilizzato nei lavori di restauro che hanno interessato l’Arco. Le operazioni di restauro sono intervenute sulle differenti superfici: le parti antiche in marmo pentelico e il travertino integrato nel XIX secolo nel celebre restauro di Valadier. Responsabili del progetto: archeologa Federica Rinaldi e architetto Cristina Collettini.

I restauri del Parco archeologico del Colosseo – Il Tempio di Vesta nel Foro Romano. È uno dei più antichi luoghi di culto dell’area del Foro Romano. Al suo interno era custodito il “fuoco sacro dello Stato” che doveva rimanere sempre acceso. Per questa importante funzione, esattamente come le capanne che costituirono il primo abitato della città sul Palatino nell’età del Ferro e che custodivano il focolare domestico, aveva forma circolare e una copertura con foro centrale che permetteva la fuoriuscita del fumo. A sorvegliare il fuoco erano preposte le Vestali, l’unico sacerdozio femminile di Roma. Stiamo ovviamente parlando del Tempio di Vesta al Foro Romano che nel corso dei secoli, proprio per la presenza del fuoco, subì numerosi incendi e distruzioni. Uno degli ultimi fu quello del 191 d.C. cui seguì il restauro ad opera di Giulia Domna, moglie dell’imperatore Settimio Severo. Dopo l’abolizione dei culti pagani da parte dell’imperatore Teodosio I nel 391-392 d.C. il sacro fuoco venne spento e l’ordine delle Vestali venne sciolto. Seguì un periodo di abbandono e poi di spoliazioni, particolarmente pesanti nel corso del 1500. Oggi il Tempio che ammiriamo è il frutto di una ricostruzione “più scenografica che filologica” operata nel 1930 da Alfonso Bartoli a partire da un modello in gesso in scala reale. Tutto questo e molto altro sarà presto disponibile nella nuova pannellistica di cantiere pronta per raccontare la storia e il restauro del Tempio che il PArCo ha in programma a partire dal mese di giugno. Il gruppo di lavoro per il restauro del Tempio di Vesta è coordinato e diretto da Federica Rinaldi e Maria Maddalena Scoccianti con Angelica Pujia, Maria Bartoli e Giulia Giovanetti. La grafica di cantiere è opera di Marika Cirigliano e Simonetta Massimi. Il rilievo del Tempio è della società NADIR. Editing video di Mario Cristofaro.

I restauri del Parco archeologico del Colosseo – La colonna Traiana. “Più lo si contempla [il Foro di Traiano], più sembra un miracolo: chi sale all’Augusto Campidoglio scorge un’opera che è al di sopra del genio umano”. Così Cassiodoro (Varia, VII, 6) e in effetti da sempre ci si interroga sull’ingegno, la sapienza e il lavoro degli uomini che resero possibile quel mirabile monumento che è la Colonna Traiana, per la cui realizzazione fu cavato il marmo delle Alpi Apuane, furono trasportate tonnellate di blocchi sulle navi marmorarie da Luni al porto di Traiano e poi furono scaricati, movimentati, lavorati e messi in opera i blocchi fino a più di 40 metri di altezza dal suolo. Questo video ripercorre una parte di questa vicenda, “srotolando” i 200 metri di Storia raccontata sulla Colonna, in occasione delle campagne daciche condotte tra il 101 e il 106 d.C. I lavori di restauro in programma sul basamento che in antico doveva ospitare le ceneri dell’imperatore e forse della moglie Plotina sono stati l’occasione per realizzare un modello digitale della Colonna e poter così fruire, finalmente da vicino, di quel testo istoriato che ha reso eterne le gesta dell’Imperatore Traiano. I lavori di restauro del basamento sono diretti da Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro con Angelica Pujia, Antonella Rotondi e Alessandro Lugari. Il rilievo e le riprese da drone della Colonna sono della società Di Lieto & C. srl e Aeropix – Aerial Imaging & Survey. Editing video di Mario Cristofaro.

La “casa di Augusto” nello sguardo di Giulia. Uno sguardo nuovo su un monumento antico. Una poesia per ritrovare la quotidianità di luoghi dove ora abita la storia, ma dove un tempo vissero uomini e donne, con le loro emozioni, le gioie, i dolori. Con questo breve video vogliamo portarvi nella casa di Augusto, uno dei monumenti più noti del Parco archeologico del Colosseo, famosa per la sua decorazione pittorica, e mostrarvela con gli occhi di una donna che vi nacque e vi abitò: Giulia, unica figlia dell’imperatore, donna bella ed intelligente, raffinata e ribelle. La sua vita non fu facile: il giorno stesso della sua nascita il padre ripudiò la madre, Sempronia, per sposare Livia Drusilla, la matrigna con cui Giulia visse la sua infanzia. Ancora quasi bambina fu data in sposa per matrimoni politici, dapprima con il cugino Marcello, poi con il più anziano generale Agrippa, infine, dopo la sua morte, con il fratellastro Tiberio, futuro imperatore, per cui Giulia aveva una calda antipatia. Non si ribellò alle decisioni del padre, ma si mantenne indipendente ed autonoma nelle azioni e nel pensiero, al punto di aderire, si pensa, a correnti politiche avverse all’imperatore. Fu questo, probabilmente, e non l’accusa di adulterio, ad essere la vera causa del suo esilio nella piccola isola di Ventotene, dove fu relegata a 37 anni. Solo 5 anni dopo, anche su pressione del popolo di Roma, che sempre l’aveva amata, l’esilio fu mitigato e Giulia potè spostarsi sulla terraferma, a Reggio Calabria, dove mori. Nel video, Giulia recita brani della poesia “Io, figlia di Augusto” di Josè Minervini.

La casa di Livia, una matrona al potere. Sappiamo dagli scavi condotti sul colle Palatino che le residenze di Augusto sul colle Palatino non si limitavano alla cosiddetta “casa di Augusto” ma si estendevano ad altri edifici, ad essa collegati. Uno di questi fu la “casa di Livia”, della cui proprietà siamo certi grazie al rinvenimento di una “fistula aquaria”, una conduttura dell’acqua con iscritto appunto il nome di Livia, terza moglie di Augusto, che visse accanto a lui per oltre 50 anni. Di nobile famiglia, affascinante ed intelligente, Livia, a differenza e forse anche in contrapposizione con Giulia, la figlia di Augusto, volle sempre incarnare agli occhi del mondo tutte le virtù della matrona romana: dignitosa, parsimoniosa, dedita alla casa. La sua influenza sul marito, che l’amò e la rispettò sempre molto, fu tuttavia notevole anche dal punto di vista politico. Le fonti narrano di come abbia organizzato per mezzo secolo la successione alla guida dell’Impero di suo figlio Tiberio, nato dal suo primo matrimonio, i cui rivali morirono tutti, sistematicamente, in giovane età. Non sapremo mai se Livia abbia davvero avuto un ruolo, come una parte degli storici antichi sembra suggerire, in queste morti precoci. Ci restano di lei questi ambienti dipinti con raffinatezza, in cui nel video allegato abbiamo voluto far risuonare la sua voce [F. Boldrighini]. Nel video, Livia recita brani della poesia “Il giardino di Livia” di Josè Minervini.

2 giugno 2020: riaprono i musei civici di Roma Capitale (musei Capitolini, museo di Roma a Palazzo Braschi, Mercati di Traiano, Ara Pacis, Centrale Montemartini, museo Barracco), i Fori imperiali e il Circo Massimo. Prorogate le mostre “bloccate” dal lockdown. Biglietti on line, misure di sicurezza e turni di ingresso contingentati

2 giugno 2020: riaprono i musei civici di Roma. Dopo i musei Capitolini, il museo di Roma a Palazzo Braschi e il Palazzo delle Esposizioni, che hanno aperto i cancelli da qualche giorno, riprendono le attività i musei dell’Ara Pacis, Mercati di Traiano, Fori Imperiali, Centrale Montemartini, museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, musei di Villa Torlonia, museo Civico di Zoologia, museo Bilotti, museo Barracco, museo Napoleonico, museo Canonica, museo della Repubblica romana, Casal de’ Pazzi, museo delle Mura. Sempre dal 2 giugno 2020 sono nuovamente visitabili le aree archeologiche dei Fori imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali), dalle 08.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.15), e del Circo Massimo (a esclusione di Circo Maximo Experience) , dalle 9.30 alle 19 (ultimo ingresso 18). Si torna così a vivere di persona tutti i musei civici, spazi di cultura e bellezza, visitando le loro prestigiose collezioni permanenti e la ricca e variegata offerta di mostre molte delle quali prorogate dopo la sospensione dovuta al lockdown. La riapertura avviene nel rispetto delle linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

La Mic Card come un passpartout. Grazie alla Mic, lo strumento ideato e creato a luglio 2018 da Roma Capitale – assessorato alla Crescita culturale, chi vive, lavora e studia a Roma e nella Città Metropolitana avrà nella card lo strumento di eccellenza per entrare al costo di 5 euro per 12 mesi nei musei Civici. Innanzi tutto, chi ha già la Mic ha diritto ad una proroga di tre mesi della validità della carta. Poi, per i possessori, la prenotazione obbligatoria allo 060608 sarà gratuita per entrare nei musei Civici. La chiamata al numero gratuito attiverà un biglietto, anch’esso gratuito, da mostrare all’ingresso insieme alla Mic. Inoltre, per i possessori della card, rimane l’obbligo del preacquisto del biglietto anche per la mostra “Canova. Eterna bellezza”, accessibile con riduzione sul costo del ticket. Anche tutte le categorie beneficiarie di gratuità secondo le norme vigenti dovranno prenotare gratuitamente il turno d’ingresso allo 060608. Si consiglia l’acquisto della MIC Card online (acquisto con 1 euro di prevendita) con ritiro in biglietteria dei musei.

Come acquistare il biglietto per i musei civici. È obbligatorio il preacquisto da casa dei biglietti di ingresso ai musei e/o alle mostre ospitate tramite il sito http://www.museiincomuneroma.it (acquisto con 1 euro di prevendita). Una procedura che annullerà le code in biglietteria e ridurrà gli affollamenti nelle sale, grazie all’assegnazione di fasce orarie in cui presentarsi per entrare al museo e iniziare la visita. Una volta completato l’acquisto sarà sufficiente stampare la ricevuta e mostrarla cartacea o digitale all’ingresso del museo scelto e/o della mostra.

Come si svolge la visita nei musei civici. All’arrivo al museo, il visitatore dovrà attendere il proprio turno di ingresso e mantenere la distanza di sicurezza. Verrà sottoposto a misurazione della temperatura tramite termoscanner e in caso di un risultato uguale o superiore ai 37.5 gradi non gli verrà consentito l’accesso. Al termine di questa operazione, con il biglietto pre-acquistato potrà accedere nelle sedi museali senza passare dalla biglietteria, solo mostrando il biglietto sullo smartphone o stampato. Ai varchi di accesso e nelle sale interne saranno disponibili gel disinfettanti per igienizzare le mani. All’interno delle sale espositive sarà obbligatorio l’utilizzo delle mascherine e il mantenimento della distanza di sicurezza dalle altre persone. Per evitare assembramenti o affollamenti, è stata predisposta una nuova segnaletica nel percorso di visita. Tutte le informazioni di sicurezza si trovano su http://www.museiincomuneroma.it o chiamando lo 060608.

I musei Capitolini occupano gli spazi di due imponenti edifici di piazza del Campidoglio: il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Nuovo, collegati fra di loro dalla Galleria Lapidaria, un passaggio sotterraneo che consente di attraversare piazza del Campidoglio senza dover uscire dal museo. Aperto al pubblico nel 1734, il Palazzo dei Conservatori contiene una grande pinacoteca, che espone capolavori di maestri del calibro di Caravaggio, Tiziano, Rubens e Tintoretto, oltre ai numerosi busti di personaggi illustri. Uno dei capolavori del museo è la scultura originale della Lupa Capitolina. Una delle zone più importanti del palazzo è la sala rivestita di vetro, dove si espone la statua equestre di Marco Aurelio (sostituita a piazza del Campidoglio da una copia), oltre ai frammenti di alcuni colossi. Palazzo Nuovo è dedicato principalmente alle opere scultoree della collezione, quasi tutte copie romane di originali greci. Fra le migliori opere del museo vi è la Venus Capitolina, una scultura di marmo eseguita fra il 100 e il 150 d.C., Il Discobolo di Mirone e la famosa Galata morente. Nella Sala dei filosofi, si possono osservare i busti di personaggi dell’Antica Grecia, opere che precedentemente decoravano i giardini e le biblioteche della nobiltà romana. Orario: tutti i giorni, 9.30-19.30. Turni di ingresso contingentati tramite acquisto on line o 060608. È possibile l’utilizzo dell’App – disponibile sugli store IOS e Android – attraverso la quale si potrà acquistare e scaricare la videoguida dei musei Capitolini.

Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali. Costruito fra il 100 e il 110 d.C., il Mercato di Traiano è il primo centro commerciale coperto della storia. Il complesso edilizio, costruito in mattoni, era formato da sei piani, lungo i quali si distribuivano più di 150 locali commerciali. Il Mercato di Traiano attualmente accoglie il Museo dei Fori Imperiali. Visitando il museo si possono attraversare viarie zone del mercato, oltre ad un percorso espositivo con i resti dei Fori imperiali. Al museo dei Fori Imperiali prosegue fino al 6 settembre 2020 la mostra “Civis Civitas Civilitas” che illustra, attraverso plastici degli edifici sacri e pubblici, il modello di vita urbano romano, esportato militarmente anche nelle città dell’impero. Orario: tutti i giorni, 9.30-19.30. Turni di ingresso contingentati tramite acquisto on line o 060608. I possessori Mic Card e gli aventi diritto alla gratuità solo tramite 060608.

Museo dell’Ara Pacis. Gli spazi del museo progettato dallo studio dell’architetto statunitense Richard Meier, sono modulati sul contrasto luce e penombra. Particolarmente legati a questo effetto, risultano i primi due corpi di fabbrica: dopo una zona in penombra, la Galleria di accesso, si passa al padiglione centrale che ospita l’Ara Pacis, nella piena luce naturale che filtra attraverso 500 mq di cristalli; questi, pur non interrompendo visivamente la continuità con l’esterno, favoriscono il silenzio necessario per il pieno godimento del monumento. Nella quiete dell’isolamento acustico è possibile apprezzare i ritmi pacati dei motivi decorativi; assistere allo scorrere del corteggio, posto lungo i fianchi del recinto dell’Ara, composto dalle massime cariche sacerdotali di età augustea e dai membri della famiglia imperiale, guidati dallo stesso Augusto; ripercorrere le mitiche origini di Roma e le glorie augustee che hanno donato all’impero la possibilità di vivere tempi tanto felici da essere denominati seculum aureum. Al Museo dell’Ara Pacis fino al 30 agosto 2020 si può visitare la grande mostra “C’era una volta Sergio Leone”, con la quale Roma celebra, a 30 anni dalla morte e a 90 dalla sua nascita, uno dei miti assoluti del cinema italiano. Orario: tutti i giorni, 9.30-19.30. Turni di ingresso contingentati tramite acquisto on line o 060608. I possessori Mic Card e gli aventi diritto alla gratuità solo tramite 060608.

Centrale Montemartini. Secondo polo espositivo dei Musei Capitolini, è uno straordinario esempio di riconversione in sede museale di un edificio di archeologia industriale, il primo impianto pubblico di Roma per la produzione di energia elettrica. La storia del museo inizia nel 1997 con il trasferimento nella centrale elettrica di una selezione di sculture e reperti archeologici dei Musei Capitolini. Due mondi diametralmente opposti, l’archeologia e l’archeologia industriale, sono stati per la prima volta accostati tramite un allestimento coraggioso, nel quale lo spazio è organizzato in modo che gli oggetti preesistenti e ciò che si vuole mostrare rimangano integri e non si snaturino a vicenda. Alla Centrale Montemartini è stata prorogata al 1° novembre la mostra “Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta”, la straordinaria selezione di lastre parietali figurate e decorazioni architettoniche a stampo in terracotta policroma, provenienti dal territorio di Cerveteri (l’antica città di Caere), in parte inedite. Sono esposti reperti archeologici di fondamentale importanza per la storia della pittura etrusca, recentemente rientrati in Italia grazie a un’operazione di contrasto del traffico illegale. Orario: martedì-domenica, 9-19. Turni di ingresso contingentati tramite acquisto on line o 060608. I possessori Mic Card e gli aventi diritto alla gratuità solo tramite 060608.

Il museo di Scultura Antica “Giovanni Barracco” è formato da una prestigiosa collezione di sculture antiche – arte assira, egizia, cipriota, fenicia, etrusca, greca-romana – che Giovanni Barracco, ricco gentiluomo calabrese, donò al Comune di Roma nel 1904. Il barone Barracco aveva dedicato la sua vita alla raccolta dei reperti, sia acquistandoli sul mercato antiquario sia recuperandoli dagli scavi che sul finire dell’Ottocento segnarono le trasformazioni urbanistiche di Roma Capitale. Per ospitare la collezione fu costruita un’apposita palazzina neoclassica che purtroppo andò distrutta con i lavori per l’allargamento di corso Vittorio. Solo a partire dal 1948 la collezione poté essere riordinata nella “Farnesina ai Baullari”, edificio eretto nel 1516 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane. L’arte egizia è rappresentata a partire dalle più antiche dinastie (3000 a.C.) fino all’epoca romana. Orario: ingresso con prenotazione obbligatoria gratuita allo 060608 e visita accompagnata. Giugno – settembre: da martedì a domenica, 13- 19. Turni di ingresso a prenotazione obbligatoria.

Al museo di Roma a Palazzo Braschi il pubblico ha l’opportunità di visitare anche la mostra “Canova. Eterna Bellezza”, che vanta un record di oltre 145 mila visitatori prima del lockdown e che è stata eccezionalmente prorogata fino al 21 giugno 2020, grazie alla grande disponibilità con cui tutti i musei, nazionali e internazionali, hanno eccezionalmente accettato di rinnovare i prestiti delle loro opere. Ancora un mese, dunque, per ammirare le 170 opere di Canova e degli artisti a lui contemporanei, giunte a Roma da alcune tra le più grandi collezioni del mondo. Incorniciate all’interno di un allestimento di grande impatto visivo e raccolte in 13 sezioni, le opere in mostra raccontano l’arte canoviana e il contesto che lo scultore trovò giungendo nell’Urbe nel 1779. La mostra – promossa dall’assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, prodotta dalla sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia e organizzata con Zètema Progetto Cultura – è curata da Giuseppe Pavanello e realizzata in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e con Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno. Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19 (chiusura biglietteria ore 18) – Sabato e domenica dalle 10 alle 22 (chiusura biglietteria ore 21).

Roma. La Colonna Traiana compie 1907 anni. Per il compleanno il parco archeologico del Colosseo dedica un focus voluto da Traiano per celebrare la conquista della Dacia, e annuncia i restauri del basamento che ospitò le ceneri dell’imperatore

La Colonna Traiana dominava il foro di Traiano a Roma (foto Graziano Tavan)

12 maggio 113 d.C. – 12 maggio 2020: sono passati 1907 anni dall’inaugurazione della Colonna Traiana, che racconta per immagini le due campagne militari degli anni 101-102 e 105-106 d.C. con le quali l’imperatore Traiano (98-117 d.C.) conquistò la Dacia, corrispondente in gran parte all’attuale Romania. Grazie allo straordinario bottino di guerra Traiano poté costruire il più maestoso tra i Fori di Roma, che da lui prese il nome e che fu inaugurato nel 112 d.C. In occasione del suo compleanno, il Parco archeologico del Colosseo ha dedicato un focus al famoso monumento eretto al centro di un cortile delimitato dall’ingresso monumentale al Foro a Nord, dalla Basilica Ulpia a Sud e dalle due biblioteche a Est e a Ovest. Scrive Cassiodoro (Varia, VII, 6): “Più lo si contempla [il Foro di Traiano], più sembra un miracolo: chi sale all’Augusto Campidoglio scorge un’opera che è al di sopra del genio umano”. E in effetti da sempre ci si interroga sull’ingegno, la sapienza e il lavoro degli uomini che resero possibile quel mirabile monumento che è la Colonna Traiana, per la cui realizzazione fu cavato il marmo delle Alpi Apuane, furono trasportate tonnellate di blocchi sulle navi marmorarie da Luni al porto di Traiano e poi furono scaricati, movimentati, lavorati e messi in opera i blocchi fino a più di 40 metri di altezza dal suolo.

Il basamento della Colonna Traiana che ospitava le ceneri dell’imperatore (foto da http://www.capitolium.it)

La Colonna Traiana poggia su un basamento decorato da bassorilievi raffiguranti cataste di armi. Il fusto, alto 100 piedi romani (pari a circa 30 metri), è composto da 17 colossali rocchi monolitici di marmo bianco di Carrara, dal diametro di quasi 4 metri. Al suo interno si sviluppa una scala a chiocciola di 185 gradini che conduce alla sommità. Intorno al fusto si dispone il fregio figurato, immaginato come un rotolo avvolto a spirale, lungo complessivamente circa 200 metri e fittamente animato di scene, con circa 2500 personaggi; l’imperatore Traiano vi compare per ben 59 volte. La Colonna non solo celebrava la conquista della Dacia ma aveva anche la funzione di monumento-mausoleo di Traiano: nel basamento fu infatti riposta l’urna d’oro con le ceneri dell’imperatore (morto l’8 agosto 117) e sulla sommità fu collocata una sua statua in bronzo dorato. Questa andò persa forse nel corso del Medioevo e nel 1587 fu rimpiazzata per volontà di papa Sisto V (1585-1590) con una nuova statua raffigurante San Pietro e ancora esistente.

I lavori di restauro in programma nei prossimi giorni sul basamento che in antico doveva ospitare le ceneri dell’imperatore e forse della moglie Plotina sono stati l’occasione per realizzare un modello digitale della Colonna e poter così fruire, finalmente da vicino, di quel testo istoriato che ha reso eterne le gesta dell’Imperatore Traiano. I lavori di restauro del basamento sono diretti da Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro con Angelica Pujia, Antonella Rotondi e Alessandro Lugari. Il rilievo e le riprese da drone della Colonna sono di DI LIETO & C srl e Aeropix – Aerial Imaging & Survey. Editing video di Mario Cristofaro.

Capodanno speciale a Roma: fori senza confini. Aperti gratuitamente i fori imperiali (del Comune) e il foro romano (dello Stato) in un’unica passeggiata grazie a un accordo tra sovrintendenza capitolina e soprintendenza ministeriale. Prova generale per il futuro?

Una panoramica dell'area archeologica dei fori di Roma: il 1° gennaio aperti gratis "senza confini"

Panoramica dell’area archeologica dei fori di Roma: il 1° gennaio aperti gratis per una passeggiata “senza confini”

Prosperetti, Bergamo e Parisi Presicce all'ingresso dei Fori

Prosperetti, Bergamo e Parisi Presicce ai Fori

È solo un piccolo cancello, ma riesce a dividere due mondi: di qua il Comune di Roma, di là lo Stato italiano; di qua la soprintendenza capitolina, di là la soprintendenza speciale; di qua i fori imperiali, di là il foro romano-palatino. Sì, avete letto bene: la più grande area archeologica del mondo nel cuore di Roma è divisa in due. Cioè due padroni, due gestioni, due biglietti. Ma non il 1° gennaio 2017: per la prima volta si potranno visitare i fori “senza confini”, con un percorso unico che collega il Foro Romano e i Fori Imperiali. E gratis. L’Area Archeologica Centrale aprirà dunque le sue porte per un unico grande percorso all’insegna dell’abbattimento di ogni tipo di cancello in grado di limitare e interrompere la continuità del racconto storico, in un percorso attrezzato senza barriere architettoniche. A presentare l’iniziativa, veramente “storica”, il vicesindaco e assessore alla Cultura di Roma Luca Bergamo, il sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce e il soprintendente per il Colosseo e l’area archeologica centrale Francesco Prosperetti, che si sono ritrovati proprio al famoso cancelletto.

Prosperetti, Parisi Presicce e Bergamo al cancelletto che divide il foro romano (Stato italiano) dai fori imperiali (Comune di Roma)

Prosperetti, Parisi Presicce e Bergamo al cancelletto che divide il foro romano (Stato italiano) dai fori imperiali (Comune di Roma)

“Tutti coloro che trascorreranno il Capodanno a Roma avranno l’occasione unica di attraversare 25 secoli di storia”, interviene soddisfatto Parisi Presicce. “È un fatto storico vedere finalmente il Foro Romano e i Fori Imperiali senza soluzione di continuità e senza preoccuparsi di divisioni di competenze tra Stato e Comune. Le normative esistono ed esiste lo strumento che consente una gestione unificata tra Roma Capitale e lo Stato e il risultato è sotto gli occhi di tutti: siamo davanti a un complesso monumentale che tutti ci invidiano, credo che la giornata del primo gennaio sarà ricordata da tutti coloro, turisti e romani, che saranno a Roma quel giorno. È anche una sorta di promessa alla città: un piccolo passo per l’archeologia di Roma ma anche una grande idea che rappresenta il progetto per il futuro di quest’area archeologica centrale”. E Bergamo: “C’è un accordo di valorizzazione tra Roma e lo Stato che ha subito rallentamenti ed è stato messo in discussione, ma fin dal nostro insediamento sono state riprese le fila di questo discorso e lo possono vedere tutti: siamo probabilmente in uno di posti più belli del mondo, un posto che a causa di una certa interpretazione burocratica dell’organizzazione dello Stato italiano non è ancora oggi possibile vivere come un corpo unitario. Il primo gennaio facciamo un passo importante, un passo che non risolve il problema ma penso e auspico che faccia capire a tutti il valore aggiunto della cooperazione istituzionale che rende visitabile quest’area a chiunque voglia vederla. Con questo atto mettiamo un tassello che costituisce una pedina importante in un progetto di proiezione di questa città nel mondo e nel futuro. Non solo si rompe una barriera ma la si rompe per ricostruire una crescita culturale di un patrimonio unico al mondo”.

Veduta generale dell'area archeologica centrale di Roma dal Campidoglio al Colosseo

Veduta generale dell’area archeologica centrale di Roma dal Campidoglio al Colosseo

Addio dunque a barriere e cancelli. Un esperimento che durerà solo per il primo giorno dell’anno ma che amministrazione capitolina e soprintendenza speciale contano di poter continuare a realizzare. Dai Fori Imperiali al Foro Romano e Palatino: si potrà passare liberamente e gratuitamente da un sito a un altro. L’accesso ai siti sarà consentito dalle 10 alle 16, con ultimo ingresso alle 15. Il percorso che attraversa l’area archeologica dei Fori potrà essere compiuto indifferentemente partendo dall’area di competenza capitolina, da piazza Santa Maria di Loreto, presso la Colonna Traiana, o da uno degli ingressi della soprintendenza di Stato, a largo Corrado Ricci, all’Arco di Tito, o a via di San Gregorio, per una passeggiata archeologica unica. Partendo dalla Colonna Traiana seguendo la passerella presente nel sito, la visita toccherà una parte del Foro di Traiano, passerà sotto via dei Fori Imperiali percorrendo le cantine delle antiche abitazioni del Quartiere Alessandrino, attraverserà il Foro di Cesare e del Foro di Nerva per proseguire nell’area statale, senza la barriera divisoria che obbligava a uscire dai Fori imperiali per rientrare al Foro Romano. Il passaggio dall’area comunale a quella statale avverrà dietro la Curia Julia, antica sede del Senato romano, e permetterà di accedere nel fulcro della piazza del Foro, all’altezza della Basilica Æmilia, sulla Sacra Via. Di qui si articolano percorsi in diverse direzioni: Basilica Julia, Tempio del Divo Giulio, Casa delle Vestali, Lacus Iuturnæ, Tempio di Antonino e Faustina, per arrivare all’Arco di Tito e fino ai palazzi imperiali sul Palatino, dove per l’occasione resterà aperto il Museo.

Il foro romano e il Palatino: il 1° gennaio aperti gratuitamente insieme ai fori imperiali

Il foro romano e il Palatino: il 1° gennaio aperti gratuitamente insieme ai fori imperiali

Il soprintendente Francesco Prosperetti

Il soprintendente Francesco Prosperetti

“È un evento storico dal forte valore simbolico”, conferma Prosperetti. “Con questa iniziativa riusciamo a cogliere la possibilità di dare corpo a un progetto che avevamo in testa da anni, accompagnato da un accordo con il ministero ma che stentava a trovare attuazione: i Fori senza barriere architettoniche, visive ed economiche. Si apre il “confine” di Stato che separa il Foro Romano dai Fori Imperiali. Un risultato tangibile di una politica culturale portata avanti insieme verso l’obiettivo, che è di tutti noi romani, di ridare il senso di centro della città a questo luogo rimasto troppi anni separato e visto più dai turisti che dai romani, e che deve ritrovare la sua centralità rispetto alla città di Roma”. E nel 2017 quali sono le prospettive per il cuore antico di Roma? “Da luglio 2016 è in corso una situazione del tutto inedita che ci consente di intervenire sul patrimonio monumentale, almeno per le competenze di manutenzione, restauro e tutela che ricadono sullo Stato, su un patrimonio monumentale di Roma con risorse che questa città non ha mai più avuto dai tempi del grande Giubileo del 2000. Io quando ho preso in luglio la soprintendenza ai monumenti di Roma ho trovato le casse vuote, il programma di lavori azzerato e ritengo sia stato un mio preciso dovere di dare corso a una programmazione nuova per cui nel 2017 porto 10 milioni di euro sui monumenti di Roma, cosa che la città non aveva mai avuto negli ultimi 15 anni, e lo faccio grazie alle risorse della soprintendenza autonoma speciale del Colosseo e dell’area centrale di Roma. Mi auguro che questa possibilità mi sia confermata dalla riforma che ci sarà, perché sarebbe esiziale per la nostra città ritornare a una situazione come la precedente in cui i monumenti avevano risorse zero”.

Roma. I fori imperiali “vissuti” da protagonisti con la app “Imperial Fora”: viaggio nel tempo in 3D e in realtà aumentata passando dai grandi imperatori all’unità d’Italia

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Il foro di Traiano a Roma nella ricostruzione 3D della nuova app “Imperial Fora”

Il tuo i-pad come una straordinaria macchina del tempo per “vivere” in diretta lo sviluppo e la trasformazione di Roma dall’impero al medioevo all’unità d’Italia. E con la possibilità di scegliere il viaggio: comodamente seduti sul divano di casa o immersi nel cuore dei fori imperiali a Roma. È “Imperial Fora”, la nuova “app” per comprendere la storia e le trasformazioni dei Fori Imperiali di Roma, documentando l’area archeologica di Roma non solo durante il periodo romano, ma anche nel medioevo e e nell’epoca moderna. Al momento è disponibile per iPad al costo di 4,99 euro, ma presto lo sarà anche per gli iPhone e i dispositivi con Android e Windows. Si può leggere e ascoltare, in italiano e in inglese, la storia dei Fori imperiali, navigare all’interno di un modello 3D dell’area archeologica e accedere a contenuti, immagini e ricostruzioni immersive dei vari periodi storici. Un viaggio che può avvenire sul posto in realtà aumentata, grazie all’ausilio del Gps e dell’accelerometro, oppure navigando da casa, per chi intende arrivare a Roma ben preparato. È possibile confrontare in tempo reale i resti del Tempio di Augusto con l’assetto originale o con quello risultante alla fine del Medioevo. Intorno alla Colonna Traiana o all’Arco dei Pantani, fermi nella stessa posizione da più di venti secoli, si scoprono chiese e edifici che hanno accompagnato i monumenti imperiali per qualche secolo.

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L’app “Imperial Fora” disponibile al momento per i-pad

La navigazione può essere impostata in vari periodi storici: il 125 d.C., il 1450, il 1750 e il 1815. La scelta dellʼepoca permette di accedere a contenuti specifici. Dei cartelli ci indicano i luoghi di interesse, toccandoli ci ritroviamo a osservare gli scenari ricostruiti di quel periodo storico, riceviamo in audio le informazioni essenziali e possiamo guardare gallerie di immagini. Possiamo anche cambiare epoca e vedere lʼevoluzione di quel luogo nel tempo. Lungo il cammino delle sfere rotanti ci permetto di immergerci in ricostruzioni tridimensionali esplorabili (bolle o capsule del tempo). La conoscenza e lʼesperienza della città viene direttamente vissuta entrando virtualmente nella città di Roma in età romana, nel tardo medioevo, nel 1750 e nel 1815. Possiamo dunque esplorare i luoghi come in una macchina del tempo passando da unʼepoca allʼaltra. “L’applicazione Imperial Fora”, afferma Sergio Fontana, autore del progetto 3D Rome, “consente a tutti di apprezzare le trasformazioni di Roma, dall’antichità ai giorni nostri, in un punto nevralgico della città, l’area dei Fori Imperiali. Il visitatore virtuale si trova immerso in scenari sovrapponibili che seguono le tappe principali dello sviluppo della città. Si tratta di uno strumento realizzato con linguaggio divulgativo ma sulla base degli studi scientifici che hanno interessato l’area dei Fori imperiali”.

Con la app "Imperial Data" il viaggio nel tempo inizia dal foro di Traiano

Con la app “Imperial Data” il viaggio nel tempo inizia dal foro di Traiano

Si parte dunque dal 125 d.C., in piena Roma imperiale. Una data non casuale: all’epoca, imperatore Marco Aurelio che proprio in quell’anno inaugurò il suo futuro mausoleo (oggi castel Sant’Angelo), si può ammirare in tutto il suo splendore e monumentalità il Foro di Traiano realizzato una decina di anni prima. È lì che l’imperatore Marco Aurelio negli anni Settanta del II secolo fece arricchire il già prezioso foro del conquistatore della Dacia con le statue dei generali romani che si erano imposti contro le popolazioni germano-sarmatiche del nord Europa nelle cosiddette guerre sarmatiche.

Nel tardo Medioevo sull'area del foro di Traiano insisteva un intero quartiere

Nel tardo Medioevo sull’area del foro di Traiano insisteva un intero quartiere

Il secondo step è il 1450, nel primo Rinascimento: più di un millennio di “salto” che mostra come sia cambiata la fisionomia dell’area dei fori imperiali, con le piazze in parte occupate da nuovi palazzi e da chiese. E anche in questo caso la scelta dell’anno non è casuale. Sul soglio pontificio c’era Niccolò V il quale proprio in quell’anno avviò il cantiere per il rinnovamento della basilica costantiniana di San Pietro affidando la progettazione a Bernardo Rossellino, che però dovette fermarsi per la morte del papa. A lui, nei decenni successivi si sarebbero succeduti alla guida della grande opera Bramante, Michelangelo, Maderno e Bernini.

La Via Crucis al Colosseo fu istituita da papa Benedetto XIV per il giubileo del 1750

La Via Crucis al Colosseo fu istituita da papa Benedetto XIV per il giubileo del 1750

Un salto di altri secoli e si arriva al 1750, quando la Roma moderna si era completamente sovrapposta ai Fori. Il 1750 è un anno importante per il cuore antico della città eterna e per la cristianità. Era papa Benedetto XIV, il quale con la bolla “Peregrinantes”, promulgò per il 1750 il Giubileo, improntato ad un profondo clima spirituale. Il pontefice curò ogni singolo dettaglio dell’Anno Santo, stabilendo le principali iniziative spirituali (tra cui anche l’unità dei cristiani, organizzando le strutture ricettive (l’ospitale della Trinità accolse, su disposizione del papa, per tre giorni i pellegrini poveri) e accogliendo lui stesso i pellegrini che giungevano nella città eterna. Fu allora che il Colosseo venne consacrato alla passione di Cristo e alla memoria dei martiri. Il pontefice fece erigere 14 edicole con le stazioni tradizionali e fece piantare al centro una grande croce. Nasceva così quella che ancora oggi è la tradizionale processione del Venerdì Santo, con le quattordici stazioni disposte nello stesso ordine: la condanna a morte, il carico della croce, le tre cadute lungo la via, l’incontro con un gruppo di pie donne, quello col Cireneo, con Maria e con la Veronica, la spoliazione delle vesti, la Crocifissione, la morte, la deposizione dalla croce, la sepoltura.

Roma, scavi al foro di Traiano negli anni '90 del Novecento

Roma, scavi al foro di Traiano negli anni ’90 del Novecento

L’ultima fermata di questo speciale viaggio nel tempo è il 1815, anno del Congresso di Vienna, in seguito al quale si ripristina lo Stato della Chiesa. È in quel periodo che a Roma di vedono gli effetti delle demolizioni e degli scavi promossi dai francesi col primo recupero dei resti antichi. L’area del Forum Traiani era stata scavata infatti per la prima volta in maniera sistematica nel 1811 durante il periodo dell’occupazione napoleonica. I lavori, affidati a Pietro Bianchi, avevano comportato la demolizione del monastero dello Spirito Santo e del convento di Sant’Eufemia che insistevano sulle rovine del foro, giudicati “senza interesse per le arti”. Bianchi riportò alla luce il settore centrale della Basilica Ulpia, il peristilio attorno alla Colonna di Traiano, una parte dell’area forense e numerosi elementi architettonici finemente lavorati.

Una delle mappe interattive utilizzabili con la app "Imperial Fora"

Una delle mappe interattive utilizzabili con la app “Imperial Fora”

“Imperial Fora” è frutto di cinque anni di lavoro e rappresenta una assoluta novità per la divulgazione scientifica nell’area dei Fori Imperiali. In virtù dell’elevato contenuto culturale e delle potenzialità di promozione turistica che l’app “3D Rome Imperial Fora” presenta per la città di Roma, l’amministrazione di Roma Capitale ha patrocinato il progetto, realizzato dalla società Sema snc. L’app è composta da tre sezioni principali: Live 3D, Map, History. Nella sezione Live 3D si possono esplorare le aree del Foro di Traiano e del Foro di Augusto così come sono oggi. Se si è sul luogo, il Gps del dispositivo riporta il visitatore nell’esatto punto dove si trova, facendo coincidere lo spazio virtuale e quello reale. La navigazione può essere impostata in vari periodi storici: il 125 d.C., il 1450, il 1750 e il 1815. La scelta dell’epoca permette di accedere a contenuti specifici. La sezione Map permette di accedere ai contenuti (luoghi di interesse, bolle) esplorando e manipolando modelli tridimensionali che ricostruiscono interamente l’area dei Fori imperiali nei vari periodi storici. Si possono visualizzare i contenuti su una foto aerea e localizzarli nella città attuale. La sezione History consente di rivivere, con testi dinamici e immagini, la millenaria Skyline dei Fori imperiali nel 125 d.C., nel 1450, nel 1750 e nel 1815.

Roma: fori imperiali “senza barriere”. Sabato 26 prima visita guidata per disabili dal foro di Traiano al foro di Nerva

Fori imperiali senza barriere: il nuovo ascensore che permette l'accesso ai disabili

Fori imperiali senza barriere: il nuovo ascensore che permette l’accesso ai disabili

Gradini, passaggi sconnessi, soglie improvvise: la visita di un sito archeologico è spesso impegnativa. Ma per un disabile quasi sempre impossibile. Ma da sabato 26 settembre 2015 potrebbe esserci una svolta “storica”: i fori imperiali di Roma – quindi non un sito secondario – accessibili ai disabili con la prima visita guidata “senza barriere”: grazie a un ascensore, collocato all’altezza della Colonna di Traiano, che apre la via a 550 metri di percorso attrezzato. Sabato 26 settembre, alle 10, proprio dalla Colonna di Traiano, partirà il primo gruppo di visitatori dei Fori Imperiali, per i quali l’antica Roma era rimasta finora preclusa dalle barriere architettoniche. L’area attrezzata permetterà di visitare il Foro di Traiano, il Foro di Cesare e in parte il Foro di Nerva. Si entrerà dal Foro di Traiano, all’altezza della grandiosa Colonna istoriata che racconta le vittoriose imprese contro i Daci dell’imperatore Traiano e, attraverso un passaggio sottostante Via dei Fori Imperiali, ricavato nelle cantine dello storico quartiere alessandrino, si raggiungerà il Foro di Cesare. Da qui potranno essere ammirati i resti monumentali del Foro di Nerva. Una “full immersion” in un secolo e mezzo di storia, a partire dal 46 a.C., con il Foro di Cesare, primo tra i Fori Imperiali, che finirà per costituire il modello di riferimento per i successivi Fori della Città Eterna e delle altre città nelle province dell’Impero, al II sec. d.C., con il Foro di Traiano, ultimo e più grandioso tra gli altri complessi monumentali forensi.

La visita "senza barriere" ai fori imperiali di Roma parte dalla zona della colonna Traiana

La visita “senza barriere” ai fori imperiali di Roma parte dalla zona della colonna Traiana

“Siamo al lavoro da tempo”, assicura l’assessore alla Cultura e allo Sport di Roma, Giovanna Marinelli, “per rendere sempre più accessibili i nostri luoghi. Questa iniziativa di sabato è stata resa possibile grazie all’impegno già profuso dalla nostra amministrazione nella realizzazione degli spettacoli di Piero Angela e Paco Lanciano nei Fori, per i quali sono state realizzate delle strutture appositamente predisposte per l’accesso a tutti. Sabato 26 sarà sicuramente un’esperienza unica e mi auguro che questi eventi siano sempre più frequenti. La storia di questa città e la grande bellezza che ci circonda sono patrimonio universale che non deve conoscere barriere”.

Un disabile testa il percorso senza barriere nell'area dei Fori Imperiali a Roma

Un disabile testa il percorso senza barriere nell’area dei Fori Imperiali a Roma

“Non è la prima volta”, interviene il soprintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, “che raccontiamo ad adulti e bambini diversamente abili la storia dell’antica Roma, ma è la prima volta che possono finalmente entrare fisicamente nella storia. Valorizzazione e fruibilità: queste le parole chiave cui si ispirano tutte le proposte dei funzionari della soprintendenza capitolina. In particolare per questa iniziativa si coniugano due importanti progetti: l’ideazione e la realizzazione di una passerella all’interno dei Fori Imperiali e il Programma Garanzia Giovani”. La visita sarà infatti guidata dal team di giovani volontari del Servizio Civile – Programma Garanzia Giovani che negli incontri degli ultimi mesi all’ospedale della Fondazione Santa Lucia hanno introdotto i pazienti alla vita e ai costumi degli antichi romani con l’ausilio di materiali multimediali. La visita ai Fori lungo il nuovo percorso anti-barriere si inserisce infatti nel progetto “Degenza e conoscenza: la storia di Roma entra negli ospedali”, che grazie alla soprintendenza capitolina continuerà nei prossimi mesi con incontri in diversi ospedali di Roma e visite a musei e siti archeologici. “Gli incontri in ospedale sono stati momenti per sentirsi meno paziente”, conclude Antonino Salvia, direttore Sanitario della Fondazione. “È stato molto bello vedere i commenti e perfino gli scambi di battute, che nascevano nel corso delle presentazioni, su fatti successi duemila anni fa. E anche la visita ai Fori Imperiali di sabato 26, dedicata solo a loro, è un gesto concreto di affermazione della centralità del paziente”.

Roma. Il foro di Traiano rinascerà grazie al magnate uzbeco Usmanov: si raddrizzano le colonne e si pongono gli architravi. Con i due milioni donati si restaura anche la sala degli Orazi e Curiazi ai musei Capitolini

L'area archeologica del foro di Traiano, a Roma, dominata dalla Colonna traiana

L’area archeologica del foro di Traiano, a Roma, dominata dalla Colonna traiana

Il plastico del complesso del Foro di Traiano conservato al museo della Civiltà Romana

Il plastico del complesso del Foro di Traiano conservato al museo della Civiltà Romana

La firma dell'accordo tra Alisher Usmanov e Ignazio Marino al Campidoglio

La firma dell’accordo tra Alisher Usmanov e Ignazio Marino al Campidoglio a Roma

Fu l’ultimo dei Fori imperiali ad essere costruito. Lo volle l’imperatore Traiano, che lo inaugurò nel 112 d.C.: sarà il più grande e maestoso mai edificato e per quasi tre secoli fece bella mostra di sé. Poi la decadenza. Diciannove secoli dopo, il foro di Traiano torna prepotente sulla scena di Roma. “Grazie a un mecenate”, annuncia il sindaco di Roma, Ignazio Marino, “potremo alzare di nuovo le sei colonne del Foro di Traiano che non erano più alzate dal 350 d.C., così cambierà di nuovo lo scenario di questo spettacolare posto della città”. E il mecenate ha un nome: Alisher Usmanov; e un obiettivo: destinare una cospicua somma di denaro al restauro della Sala degli Orazi e Curiazi nei musei Capitolini e della fontana del Quirinale e, come detto, all’anastilosi del Foro di Traiano che tornerà così al suo antico splendore. Il magnate uzbeco ha donato complessivamente a Roma due milioni di euro. L’accordo di mecenatismo è stato siglato in Campidoglio tra Usmanov e Marino. Un accordo che prevedeva all’inizio una donazione di 900mila euro. Cifra che poi, a sorpresa, è aumentata: “Usmanov ha visionato il progetto completo del Foro di Traiano ed ha deciso di finanziarlo per intero facendo salire la donazione a 2 milioni di euro cambiando così a mano il contratto siglato», spiega il primo cittadino. “Ciò che riceviamo questa sera è per me il modo con cui dobbiamo raccogliere denaro per restaurare il nostro patrimonio archeologico”, dice Marino, “e sono molto orgoglioso della scelta fatta da Usmanov”. E il magnate uzbeco: “Amo molto l’Italia e quando abbiamo tenuto il congresso della nostra federazione a Roma (Usmanov è presidente della Federazione internazionale scherma, ndr) ci siamo incontrati con il sindaco. Con questa donazione ho voluto dimostrare la mia gratitudine per l’ospitalità dimostratami dal sindaco. Sono rimasto colpito da come il popolo italiano è riuscito a conservare la propria storia e con molto piacere sponsorizzerò questi progetti. È un grande onore”. E a chi gli chiede se fosse pronto ad altre donazioni Usmanov risponde: «Se mi indicheranno altre opere, sì”.

Un rendering del grande porticato del complesso del Foro di Traiano con le imponenti colonne

Un rendering del grande porticato del complesso del Foro di Traiano con le imponenti colonne

Il foro di Traiano chiuso dagli imponenti Mercati traianei

Il foro di Traiano chiuso dagli imponenti Mercati traianei

“Il progetto del Campidoglio – spiegano dalla soprintendenza capitolina – vuole restituire al pubblico l’idea dello sviluppo verticale del Foro di Traiano attraverso un intervento di ricomposizione e ricostruzione degli ordini architettonici, che dalla visione frammentaria dei reperti passi a un’unità visiva comprensibile”. Quattro colonne, già complete con il loro capitello antico, saranno restaurate e ancorate secondo i criteri antisismici, in grado di reggere in una prima fase la ricostruzione del fregio architrave con figure di Vittorie (ottenuta attraverso riprese al laser scanner degli originali conservati a Roma e a Monaco di Baviera), e in una seconda fase le tre colonne in cipollino, smontate, restaurate, integrate, ancorate in sicurezza. Il progetto statico, antisismico, di restauro e conservazione, nonché di ricostruzione e ricomposizione, architettonico-scultoreo sarà curato dalla soprintendenza Capitolina ai beni culturali, avvalendosi di esperti nei diversi settori professionali.

La ricostruzione di un tratto dei portici monumentali del Foro di Traiano a Roma

La ricostruzione di un tratto dei portici monumentali del Foro di Traiano a Roma

La pianta del complesso del Foro di Traiano con la Basilica Ulpia

La pianta del complesso del Foro di Traiano con la Basilica Ulpia

Il Foro di Traiano, celebre per la sua piazza dominata dalla statua equestre di Traiano (alta quattro volte quella di Marco Aurelio oggi in Campidoglio) e per la Colonna Traiana, un nastro scolpito che con 2500 figure racconta le gesta dell’imperatore in Dacia (odierna Romania), ospitava il più grande edificio civile dell’antichità, la Basilica Ulpia, grande quanto la basilica di S. Paolo fuori le mura. La Basilica Ulpia si articolava in cinque navate, delle quali la centrale era molto ampia e delimitata da colonne in granito (denominato «del Foro»), sostenenti un alto fregio-architrave con la decorazione famosa che vede alternate le vittorie che uccidono il toro a quelle che adornano candelabri: soggetti mitici e sacrali. Al di sopra svettava un secondo ordine di colonne in prezioso e splendente marmo cipollino, verde smeraldo, raggiungendo così circa 23 metri di altezza. Di questa maestosa struttura, sepolta nei secoli dopo l’Impero, fu scavata tra l’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento un’ampia area oggi visibile con colonne in granito rialzate e in parte estesa anche sotto i giardini lungo via dei Fori Imperiali. Tre colonne in cipollino ricomposte furono collocate fuori posto in corrispondenza dell’attuale sottopassaggio verso i Mercati di Traiano, perdendo così il loro ruolo di secondo ordine architettonico. Un tratto del fregio-architrave fu collocato nell’area sotterranea, oggi esteso deposito archeologico.