Archivio tag | Federica Rinaldi

Roma. Alle Terme di Diocleziano per i “Mercoledì al Museo”, secondo appuntamento della nuova sessione del ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma” con l’incontro “Terme di Diocleziano. Roma prima di Roma: Le aule: restauri e allestimenti in corso”

Mercoledì 21 ottobre 2026, alle 17, alle Terme di Diocleziano a Roma, per i “Mercoledì al Museo”, torna il ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma”, coordinato da Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano, e Saveria Petillo, dedicato ai grandi lavori del progetto URBS, dalla città alla campagna romana, il progetto finanziato dai fondi del Piano Nazionale Complementare al PNRR, con interventi a cura dei gruppi di lavoro coordinati dai Responsabili dei Progetti e dai Direttori dei Lavori con la partecipazione dei progettisti e delle imprese coinvolte. Il tema del secondo appuntamento di questa nuova sessione del ciclo dedicata alle Terme di Diocleziano è “Terme di Diocleziano. Le aule: restauri e allestimenti in corso”. Gli interventi saranno a cura dei gruppi di lavoro coordinati dai Responsabili dei Progetti e dai Direttori dei Lavori con la partecipazione dei progettisti e delle imprese coinvolte. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-si… Prossimo appuntamento: 18 novembre 2026, “Terme di Diocleziano. Il nuovo ingresso e i nuovi percorsi di fruizione”.

Roma. A Palazzo Massimo (museo nazionale Romano), e on line, presentazione del libro “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee” a cura di Francesco M. Cifarelli, Alessandro D’Alessio, Sandra Gatti, Domenico Palombi (Edizioni Quasar) che raccoglie gli atti del convegno internazionale del 2023

Venerdì 16 ottobre 2026, alle 16, in presenza nella sala convegni di Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) e on line con diretta streaming sul canale YouTube del museo nazionale Romano al link https://www.youtube.com/@MuseoNazionaleRomano, presentazione del libro “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee” a cura di Francesco M. Cifarelli, Alessandro D’Alessio, Sandra Gatti, Domenico Palombi (Edizioni Quasar) che raccoglie gli atti del convegno internazionale del 2023, dedicato al ruolo del Lazio antico nella formazione di uno specifico linguaggio culturale latino nel contesto dell’Ellenismo italico. I contributi mettono in luce la vitalità dei centri latini, la loro autonomia rispetto a Roma e il ruolo del Lazio nella diffusione di forme e modelli culturali tra Italia e Mediterraneo. Introduce e modera Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Presentano il libro Jacopo Bonetto (università di Padova), Elena Calandra (università di Pavia), Mauro Menichetti (università di Salerno). Saranno presenti i curatori e l’editore. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Copertina del libro “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee” a cura di Francesco M. Cifarelli, Alessandro D’Alessio, Sandra Gatti, Domenico Palombi

Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee: atti del Convegno internazionale a Roma, 25-27 ottobre 2023. Nel nuovo scenario politico, economico e culturale che segue la fine dell’autonomia del nomen Latinum, la partecipazione del Lazio alla “romanizzazione” della Penisola e alla conquista del Mediterraneo si accompagna a un profondo rinnovamento della cultura e dell’identità delle sue antiche città. Il Convegno tenutosi nel 2023, che si è avvalso del contributo di numerosi studiosi italiani e stranieri, si è proposto di chiarire quale sia stato il ruolo del Lazio antico nella formazione di uno specifico linguaggio culturale “latino” nel contesto dell’Ellenismo italico. La tematica è stata, finora, affrontata dal punto di vista di Roma, per la sua ovvia ed indiscussa egemonia e centralità, ma gli studi e le ricerche hanno da tempo dimostrato la spiccata vitalità dei centri latini durante il periodo ellenistico, con elementi di autonomia – e a volte, anche di precocità – rispetto alla stessa Roma, vitalità che, rapidamente, trasforma il Lazio in uno straordinario laboratorio di forme e modelli di grande originalità, destinati a connotare la costruzione dell’Italia romana come una vera e propria “latinizzazione” della Penisola e, di riflesso, delle regioni occidentali del Mediterraneo. Nel complesso, i temi e i materiali qui indagati e discussi offrono un aggiornato quadro documentario e interpretativo e contribuiscono a ricostruire un quadro qualitativo e quantitativo molto articolato delle manifestazioni culturali del Lazio, tra la fine del IV e il I sec. a.C., tanto nella prospettiva storica che in quella geografica.

Roma. A Palazzo Altemps la conferenza “Alle origini della collezione: scavi e commercio di antichità a Roma nel Cinquecento” con Barbara Furlotti (Courtauld), terzo appuntamento de “Il Museo che nasce”, il ciclo di conferenze del museo nazionale Romano a cura di Francesca Mattei e Federica Rinaldi

Mercoledì 14 ottobre 2026, alle 17, a Palazzo Altemps, nel quadro del programma “Il Mercoledì al Museo”, terzo appuntamento de “Il Museo che nasce”, il nuovo ciclo di cinque incontri curato da Francesca Mattei e Federica Rinaldi, che propone una riflessione storica, critica e metodologica sulla relazione tra spazio e collezioni nella prima età moderna (XV-XVIII secolo). Superando l’idea del collezionismo come semplice espressione di erudizione, il ciclo si concentra sulle strategie di creazione, allestimento e rappresentazione degli spazi espositivi per offrire strumenti metodologici utili a ricostruire la genesi e l’evoluzione delle raccolte dell’epoca. Il tema dell’incontro sarà “Alle origini della collezione: scavi e commercio di antichità a Roma nel Cinquecento” con Barbara Furlotti (Courtauld). Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al link: https://ilmuseochenasce.eventbrite.it.

Roma. A Palazzo Altemps la conferenza “Luoghi del collezionismo. Storie e protagonisti” inaugura “Il Museo che nasce”, il nuovo ciclo di conferenze del museo nazionale Romano a cura di Francesca Mattei e Federica Rinaldi

Con settembre 2026 il museo nazionale Romano inaugura “Il Museo che nasce”, il nuovo ciclo di conferenze a cura di Francesca Mattei e Federica Rinaldi che propone una riflessione storica, critica e metodologica sulla relazione tra spazio e collezioni nella prima età moderna (XV-XVIII secolo). Partendo dall’idea storicizzata che il collezionismo definisse l’erudizione del collezionista, le conferenze spostano l’attenzione sulle strategie di creazione, allestimento e rappresentazione degli spazi espositivi che diventano così osservatori privilegiati per ricostruire la genesi e l’evoluzione delle raccolte. Con un approccio interdisciplinare che intreccia storia, storia dell’arte, dell’architettura e del collezionismo, i cinque incontri offriranno una prospettiva articolata sui modi in cui le collezioni venivano organizzate, esposte e interpretate nell’età moderna, fornendo gli strumenti metodologici per ricostruirne gli allestimenti. Il primo appuntamento mercoledì 23 settembre 2026, alle 17, a Palazzo Altemps con la conferenza “Luoghi del collezionismo. Storie e protagonisti”. Introduce Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano; interviene Francesca Mattei, università di Roma Tre. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-che…

Roma. Il museo nazionale Romano aderisce alle GEP 2026: ecco l’articolato programma nelle sedi di Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano e Palazzo Massimo

Il museo nazionale Romano anche quest’anno aderisce alle GEP – Giornate Europee del Patrimonio, la più grande manifestazione culturale europea promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea con il coordinamento del ministero della Cultura. Nelle giornate del 26 e 27 settembre 2026, la manifestazione si svilupperà attorno al tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”: un invito a riflettere sulle sfide che interessano i beni culturali, materiali e immateriali, e sulla responsabilità condivisa di garantirne la cura, la valorizzazione e la trasmissione alle generazioni future. Il museo nazionale Romano aderisce all’iniziativa con l’apertura delle sedi di Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano sabato 26 settembre, dalle 19 alle 22.30 (ultimo ingresso ore 22), con ingresso al prezzo simbolico di 1 euro oltre a un ricco programma di eventi in calendario.

PROGRAMMA 26 SETTEMBRE 2026

Palazzo Altemps, alle 10.30, “Al Museo… tra benessere, arte e cultura”: visita e dance well per persone con malattia di Parkinson in collaborazione con ParkinZone Onlus. Prenotazione obbligatoria entro le 19 del venerdì precedente, scrivendo una mail a: info@parkinzone.org.

Palazzo Altemps, alle 20.30, “SAGGEZZA – Figure antiche per il mondo futuro”: spettacolo scritto da Sergio Basile e diretto da Yuri Napoli con la produzione di Imprenditori di Sogni. L’opera è ispirata al saggio di Michel Onfray “Saggezza. Saper vivere ai piedi di un vulcano”, nel quale il filosofo francese guarda ai protagonisti dell’antica Roma come esempi concreti di una filosofia capace di trasformarsi in comportamento, scelta, disciplina e stile di vita. L’attività è inclusa nel biglietto speciale a 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Terme di Diocleziano, dalle 10 alle 18, “Rievocazione storica. Alla corte di Massimiano: il ritorno dell’Imperatore alle Terme di Diocleziano” a cura dell’APS “Protectores Domini Nostri”. I visitatori avranno l’opportunità di incontrare l’Imperatore Massimiano Erculeo in persona e i suoi soldati tra gli spazi del museo per scoprire non solo la storia della grandiosa opera da lui voluta e fondata ma anche la politica e la vita quotidiana del IV secolo d.C. L’evento è pensato per tutte le età e propone un viaggio immersivo nell’età tetrarchica integrato da banchi didattici con ricostruzioni storiche, materiali d’epoca e approfondimenti sull’architettura. L’attività è inclusa nel biglietto ordinario del Museo.

Terme di Diocleziano, alle 16, in Sala Ottagona, visita guidata speciale alla mostra “AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserto in epoca romana” a cura di Elisabetta Bruscolini. Il progetto espositivo racconta un capitolo poco noto della storia antica, la presenza di Roma nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra il I sec. a.C. e il V sec. d.C, invitando i visitatori a riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla capacità del patrimonio culturale di raccontare storie ancora poco conosciute dal grande pubblico anche attraverso diverse forme d’arte e nuove tecnologie. L’attività è inclusa nel biglietto ordinario del Museo con prenotazione direttamente in biglietteria, nel limite dei posti disponibili (max. 25 persone).

Terme di Diocleziano, alle 19 e alle 21, percorsi didattici a cura del personale del museo. Prenotazione direttamente in biglietteria. La partecipazione all’attività è compresa nel biglietto speciale al costo simbolico di 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili (max 25 persone).

Terme di Diocleziano, alle 20, recital lirico di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma: il progetto nasce nel 2016 con l’obiettivo di favorire la trasmissione di sapere e promuovere le nuove promesse dell’opera lirica. La partecipazione all’attività è compresa nel biglietto speciale al costo simbolico di 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Palazzo Massimo, alle 20, percorsi didattici a cura del personale del museo. Prenotazione direttamente in biglietteria. La partecipazione all’attività è compresa nel biglietto speciale al costo simbolico di 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili (max 25 persone).

PROGRAMMA 27 SETTEMBRE

Palazzo Altemps, alle 16, visita alla mostra “Mircea Cantor – Costellazioni dell’antico£” con il curatore Pier Paolo Pancotto. Il percorso espositivo, curato da Pier Paolo Pancotto e Federica Rinaldi, propone 15 opere dell’artista in un dialogo site-specific ed emozionale con la collezione di sculture antiche del Museo. Un’occasione unica per approfondire la ricerca di Cantor sul tema della memoria e sulle dualità della vita quotidiana. L’attività è inclusa nel biglietto ordinario del Museo con prenotazione il giorno stesso in biglietteria, nel limite dei posti disponibili (max. 25 persone).

Roma. Alle Terme di Diocleziano per i “Mercoledì al Museo”, riprende il ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma” con l’incontro “Terme di Diocleziano. Roma prima di Roma: il nuovo Museo”

Mercoledì 16 settembre 2026, alle 17, alle Terme di Diocleziano a Roma, per i “Mercoledì al Museo”, riprende il ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma”, coordinato da Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano, e Saveria Petillo, dedicato ai grandi lavori del progetto URBS, dalla città alla campagna romana, il progetto finanziato dai fondi del Piano Nazionale Complementare al PNRR, con interventi a cura dei gruppi di lavoro coordinati dai Responsabili dei Progetti e dai Direttori dei Lavori con la partecipazione dei progettisti e delle imprese coinvolte. Il tema del primo appuntamento di questa nuova sessione del ciclo dedicata alle Terme di Diocleziano è “Terme di Diocleziano. Roma prima di Roma: il nuovo Museo”. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-si… Prossimi appuntamenti: 21 ottobre 2026, “Terme di Diocleziano. Le aule: restauri e allestimenti in corso”; 18 novembre 2026, “Terme di Diocleziano. Il nuovo ingresso e i nuovi percorsi di fruizione”.

Roma. Da settembre al museo nazionale Romano riparte “Il mercoledì al Museo”, la rassegna del museo nazionale Romano che trasforma il mercoledì nel giorno dedicato al racconto al pubblico delle ricerche, le attività e gli studi condotti dal Museo

A settembre 2026 riparte “Il mercoledì al Museo”, la rassegna del museo nazionale Romano che trasforma il mercoledì nel giorno dedicato al racconto al pubblico delle ricerche, le attività e gli studi condotti dal Museo. E quest’anno la rassegna sarà arricchita da un nuovo ciclo: Il Museo che nasce. Ecco le quattro sezioni.

Il Museo che nasce. Analisi e riflessioni storiche, critica e metodologica sulla relazione tra spazio e collezioni nella prima età moderna (XV-XVIII secolo), a cura di Francesca Mattei e Federica Rinaldi.

Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del museo nazionale Romano, a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro.

Il Museo si trasforma. Presentazione e condivisione dei grandi cantieri e lavori del progetto URBS, Dalla città alla campagna romana, coordinato da Federica Rinaldi e Saveria Petillo.

Il Museo che legge. Presentazione di pubblicazioni legate al patrimonio archeologico del museo nazionale Romano, a cura di Antonella Ferraro, Maria Letizia Caldelli e Giulia Cirenei in collaborazione con Terra Italia onlus

Roma. Tra Terme di Diocleziano (antico), Foro romano (Medioevo) e Vittoriano (moderno e contemporaneo) la mostra “Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna”, una grande esposizione diffusa che racconta oltre duemila anni di storia di Roma attraverso la moneta, uno dei più potenti strumenti di rappresentazione politica, economica, ideologica e culturale elaborati dall’Occidente

Mostra “Roma in moneta”: sezione alle Terme di Diocleziano: allestimento (foto mnr)

Mezzo di scambio, emblema del potere, veicolo di propaganda, oggetto artistico e supporto di memoria, la moneta ha accompagnato per secoli la costruzione dell’identità di Roma e della sua immagine nel mondo. Le monete coniate in città costituiscono per questo un osservatorio privilegiato sulle sue trasformazioni politiche, religiose, artistiche e sociali. Inaugurata il 2 luglio c’è tempo fino al 27 settembre 2026 per visitare la mostra “Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna”, una grande esposizione diffusa che racconta oltre duemila anni di storia di Roma attraverso la moneta, uno dei più potenti strumenti di rappresentazione politica, economica, ideologica e culturale elaborati dall’Occidente.

Mostra “Roma in moneta”: sezione alle Terme di Diocleziano: allestimento (foto mnr)

La mostra è a cura di Alfonsina Russo (dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale), Edith Gabrielli (VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia), Simone Quilici (parco archeologico del Colosseo) e Federica Rinaldi (museo nazionale Romano). La mostra utilizza le monete come chiavi di lettura per ricostruire alcuni momenti cruciali della storia e della cultura di Roma, mettendole in dialogo con opere d’arte antica, dipinti, sculture, codici miniati, oreficerie, installazioni contemporanee e testimonianze della cultura materiale. Tre grandi musei dello Stato collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune.

Mostra “Roma in moneta”: sezione alle Terme di Diocleziano: allestimento (foto mnr)
Mostra “Roma in moneta”: sezione al Tempio di Romolo al Foro romano: allestimento (foto PArCo)

Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche: l’età antica al museo nazionale Romano, il Medioevo al parco archeologico del Colosseo, l’età moderna e contemporanea al VIVE. Le tre sezioni della mostra possono essere visitate sia in maniera autonoma sia secondo un percorso unitario. La sezione del museo nazionale Romano è affidata al coordinamento scientifico di Fabrizio Oppedisano (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Massimiliano Papini (‘Sapienza università di Roma); quella del parco archeologico del Colosseo di Sandro Carocci (università di Roma “Tor Vergata”), Serena Romano (università di Losanna) e Dario Internullo (università di Roma Tre); quella del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia di Francesco Benigno (Scuola Normale Superiore di Pisa), Edith Gabrielli e Matteo Sanfilippo (università della Tuscia). Il comitato scientifico comprende, oltre ai coordinatori, Barbara Agosti, Marta Barbato, Federico Barello, Lorenzo Canova, Raffaella Morselli, Massimo Osanna, Emanuele Pellegrini, Roberto Pinto, Pier Paolo Racioppi, Alessia Rovelli, Lucia Travaini e Claudio Zambianchi.

Mostra “Roma in moneta”: sezione al Tempio di Romolo al Foro romano: allestimento (foto PArCo)
Mostra “Roma in moneta”: sezione alle Terme di Diocleziano: allestimento (foto mnr)

Il percorso si articola in venticinque sottosezioni – otto al museo nazionale Romano, otto al parco archeologico del Colosseo e nove al VIVE – dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma e alle relative temperie culturali, inclusi l’elezione di Giulio Cesare dittatore, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia. Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d’arte, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali, concepiti come supporti alla visita e strumenti di interpretazione. La mostra presenta oltre 160 opere, dall’antichità al contemporaneo. Le monete antiche provengono dal Medagliere del museo nazionale Romano, da poco riaperto al pubblico e interessato da un importante progetto di digitalizzazione finanziato con fondi PNRR; le monete contemporanee dal museo della Zecca. Le opere d’arte sono concesse in prestito dai principali musei dello Stato italiano, dalla sovrintendenza Capitolina, dai Musei Vaticani, da numerosi musei civici, da archivi, fondazioni, gallerie e collezionisti privati.

Mostra “Roma in moneta”: sezione al Tempio di Romolo al Foro romano: allestimento (foto PArCo)
Mostra “Roma in moneta”: sezione al Vittoriano: “Untitled” di Maurizio Cattelan (foto vive)

Tra le opere di maggior rilievo figurano, al museo nazionale Romano, il Piatto onorario di Ardabur Aspar (Firenze, museo Archeologico nazionale), il Ritratto di Giulio Cesare (Musei Vaticani) e il Ritratto di Costantino (Roma, Sovrintendenza Capitolina); al parco archeologico del Colosseo, gli affreschi da Santa Maria in Via Lata con I sette dormienti (Roma, Crypta Balbi) e la Madonna di Pietro di Belizo e Belluomo (Parma, Fondazione Magnani-Rocca); al VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, il Messale della Rovere decorato da Jacopo Rivaldi, capolavoro della miniatura quattrocentesca (Torino, Archivio di Stato); il Ritratto di papa Alessandro VII Chigi di Gianlorenzo Bernini (Roma, Gallerie Nazionali d’Arte Antica) e Untitled di Maurizio Cattelan, che chiude il racconto sul presente europeo.

Roma. A Palazzo Altemps “Mircea Cantor. Costellazioni dell’antico”, la nuova mostra del museo nazionale Romano dedicata a uno degli artisti più autorevoli della scena contemporanea internazionale, a cura di Pier Paolo Pancotto e Federica Rinaldi

Opere di Mircea Cantor a Palazzo Altemps a Roma (foto giorgio benni / mnr)
Opera di Mircea Cantor a Palazzo Altemps a Roma (foto giorgio benni / mnr)

Dal 10 luglio al 27 settembre 2026 a Palazzo Altemps “Mircea Cantor. Costellazioni dell’antico”, la nuova mostra del museo nazionale Romano dedicata a uno degli artisti più autorevoli della scena contemporanea internazionale. A cura di Pier Paolo Pancotto e Federica Rinaldi, la mostra nasce dalla collaborazione con l’Accademia di Romania e l’Istituto Culturale Romeno, con il patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia e la collaborazione del museo nazionale di Storia della Romania di Bucarest. Concepito come un progetto site specific, il percorso espositivo mette in dialogo quindici opere dell’artista romeno con la straordinaria collezione di sculture antiche del museo, per raccontare il percorso di Cantor, teso a indagare il legame con la memoria e il perenne dualismo che scandisce l’esistenza quotidiana. Residente in Francia da oltre vent’anni, Mircea Cantor ha sviluppato una ricerca che mette in dialogo costantemente la cultura d’origine con le esperienze internazionali. Le sue opere introducono così nuovi codici interpretativi nella fruizione dell’arte contemporanea e si inseriscono negli spazi di Palazzo Altemps dando vita a nuove connessioni e nuove possibilità di lettura delle collezioni. Un fulcro essenziale del suo lavoro è l’indagine sulla memoria e sul suo legame con il presente, un tema che l’artista esplora in molteplici ambiti attraverso simboli, soggetti e strutture sempre differenti.

Roma. Nella sala Ottagona delle Terme di Diocleziano del museo nazionale Romano apre la mostra “AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserti in epoca romana”, Video arte, archeologia e intelligenza artificiale per raccontare la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C. E nella prima settimana ogni sera un incontro di approfondimento: ecco il programma

Dal 3 luglio al 15 novembre 2026 l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano del museo nazionale Romano ospita la mostra “AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserti in epoca romana”, ideata da Elisabetta Bruscolini, e curato da Alfonsina Russo, Elisabetta Bruscolini, Angelo Piero Cappello, Federica Rinaldi, Alessio De Cristofaro, nell’ambito delle attività di cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo. L’esposizione, promossa dal ministero della Cultura, racconta un capitolo ancora poco noto della storia antica: la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C. L’iniziativa si colloca nell’ambito delle linee strategiche promosse dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, finalizzate a coniugare ricerca scientifica, innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio culturale. Una visione che individua nella cultura un fondamentale strumento di dialogo e conoscenza condivisa, in grado di rafforzare i rapporti tra i popoli, valorizzare un patrimonio storico comune e favorire nuove opportunità di cooperazione internazionale, soprattutto nel Mediterraneo e in Africa. Alla realizzazione del progetto hanno contribuito: Studio Convertino per l’opera di video arte e il progetto grafico; Riccardo Boccuzzi per la realizzazione del filmato con AI; Studio VPS architetti per il progetto allestitivo; Mappe di Mondi per l’organizzazione. Il progetto illuminotecnico della mostra è stato realizzato con la sponsorizzazione tecnica di IGuzzini Illuminazione S.p.A.  L’iniziativa coinvolge studiosi e archeologi di importanti università e istituzioni italiane e internazionali, tra cui università di Roma Tor Vergata, università di Milano, Politecnico di Milano, università del Salento, università Federico II di Napoli, università di Padova e University of Leicester.

Grazie al fondamentale contributo degli archeologi e delle archeologhe impegnati negli scavi greco-romani in Egitto, realizzati con il sostegno del ministero delle Antichità Egiziano, “AEGYPTUS” si configura come una grande installazione immersiva e crossmediale che trasforma la visita in un’esperienza sensoriale e narrativa. Videoarte, ricostruzioni digitali, immagini degli scavi archeologici, animazioni e intelligenza artificiale accompagnano il pubblico alla scoperta del paesaggio delle oasi e del deserto romano, rendendo accessibile e coinvolgente il racconto della ricerca archeologica contemporanea. L’allestimento prevede un percorso che si apre con l’esposizione di significativi reperti archeologici provenienti sia dalle collezioni del museo nazionale Romano, che ne ha curato l’individuazione e la selezione, sia dalle attività di recupero e indagine condotte dal Comando dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, protagonista del museo dell’Arte salvata ospitato all’interno dell’aula Ottagona. Il dialogo tra i reperti e i contenuti audiovisivi e digitali genera un originale intreccio tra storia e innovazione, offrendo una nuova chiave di lettura dell’Egitto romano. Al centro della narrazione emergono le oasi, luoghi di incontro e scambio tra culture, commerci, religioni e popoli diversi, in un territorio strategico che per secoli ha rappresentato un ponte tra Africa, Mediterraneo e Vicino Oriente. Più che una mostra tradizionale, “AEGYPTUS” è un vero e proprio evento che invita a riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla capacità del patrimonio culturale di raccontare storie ancora poco conosciute dal grande pubblico anche attraverso diverse forme d’arte e nuove tecnologie. In questa prospettiva, il deserto non appare come una periferia dell’Impero, ma come uno spazio vitale di connessione, scambio e contaminazione culturale, dove si intrecciano esperienze, identità e civiltà diverse. Un mondo magico dove gli insediamenti romani appaiono come un miraggio nel cuore del deserto.

La mostra sarà accompagnata da un Public Program di incontri e approfondimenti con archeologi e studiosi italiani e internazionali, ideato per avvicinare il pubblico ai temi della ricerca, della Tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale. Gli appuntamenti si svolgeranno nella prima settimana di apertura della mostra, dalle 21 alle 23, nello spazio antistante la sede espositiva. Ad accompagnare il progetto sarà inoltre un catalogo scientifico, curato dal dipartimento di Studi letterari, Filosofici e di Storia dell’Arte dell’università di Roma Tor Vergata. In occasione del Public Program, l’Aula Ottagona rimarrà straordinariamente aperta dalle 19.30 alle 23 (ultimo ingresso alle 22.30) dal 3 al 9 luglio 2026, al costo di 5 euro salvo gratuità e agevolazioni di legge.

3 luglio 2026, ore 21: apertura Public Program. Introduzione: “Oasi come hub dell’Antichità”. Primo incontro “L’Egitto romano. Da Alessandria ad Assuan attraverso il deserto occidentale”. Intervengono: prof.ssa Paola Davoli, università del Salento; prof.ssa Patrizia Piacentini, università di Milano; dott.ssa Walaa Moustafa, museo Greco Romano di Alessandria.

4 luglio 2026, ore 21. Introduzione: “Luce e arte per raccontare l’archeologia” con Nasreldin Moataz, direttore Biennale d’Alessandria d’Egitto; Carmelo Occhipinti, università di Tor Vergata. Secondo incontro “Egitto, dono del deserto: le oasi prima dei faraoni”. Intervengono: dott. Giulio Lucarini, CNR; dott.ssa Jade Bajeot, Université de Toulouse 2 – Jean Jaurès.

5 luglio 2026, ore 21: “Siwa, dall’Oracolo di Amon all’Impero Romano: agricoltura, necropoli e insediamenti nel nord-ovest egiziano”. Intervengono: prof. Mohamed Kenawi, University of Leicester; dott.ssa Francesca Simi, università di Udine.

6 luglio 2026, ore 21: “La rappresentazione degli imperatori in Egitto da Augusto a Diocleziano”. Intervengono: dott.ssa Giorgia Cafici, università di Verona; prof. Sobhy Ashour, Helwan University, il Cairo.

7 luglio 2026, ore 21: “Culti e trasformazioni religiose nel deserto occidentale tra epoca tolemaica e prima età cristiana”. Intervengono: prof.ssa Paola Buzi, Sapienza Università di Roma; prof. Angelo Colonna, Sapienza Università di Roma; prof. Emanuele Ciampini, Sapienza Università di Roma.

8 luglio 2026, ore 21: “L’Egitto in trasformazione tra Roma e tarda antichità”. Intervengono: prof.ssa Cristina Mondin, università di Padova; prof. Paolo Maranzana, Bogazici University, Istanbul.

9 luglio 2026, ore 21: “Insediamenti romani nell’Oasi Magna e Umm el -Dabadib., una storia ai confini del mondo”. Intervengono: prof.ssa Corinna Rossi, università il Politecnico di Milano; prof.ssa Gaelle Tallet, La Sorbona, Parigi.