#iorestoacasa. La nona “pillola video” proposta dalla Fondazione Aquileia ci conduce in uno dei luoghi-simbolo della Grande Guerra, “Il cimitero degli Eroi di Aquileia”, con il prof. Alberto Maria Banti

La nona “pillola video” promossa dalla Fondazione Aquileia, aderendo alla campagna del Mibact #iorestoacasa, ci conduce in uno dei luoghi-simbolo della Grande Guerra, “Il cimitero degli Eroi di Aquileia”, con il prof. Alberto Maria Banti, ordinario di Storia contemporanea all’università di Pisa. “Allo scoppio della Grande Guerra”, ricorda il prof. Banti, “Aquileia fa parte dell’impero Austro-ungarico. Quindi è coinvolta da subito nelle operazioni belliche. Alla fine sono tantissimi i soldati che sono non identificati o dispersi. Come possono padri e madri piangere i loro cari che non siano identificati? Il rituale del Milite Ignoto, che parte appunto dalla cerimonia di Aquileia, è un rituale che si basa su uno dei concetti cardine del nazional-patriottismo: concepire la comunità nazionale come una comunità sacrificale. Aquileia da questo punto di vista è un luogo simbolo”. Il Cimitero degli Eroi di Aquileia ospita più di 200 salme dei primi caduti nei combattimenti della Grande Guerra. E poi è il cimitero che ospita quelle dieci bare che non sono state scelte per essere poi trasportate a Roma ma inumate in un sarcofago, sormontato da un arco monumentale che deve ricordare appunto anche il sacrificio di questi poveri dieci soldati. “Ci sono anche due monumenti abbastanza spettacolari”, continua lo storico: “Uno, realizzato da Edmondo Furlan, la Pietà, è un Cristo sulla croce che abbassa il braccio destro e tocca dei soldati morenti quasi a dare loro conforto. L’altro, opera di Ettore Ximenes, si intitola l’Angelo della Carità: è una figura femminile angelica con le ali spiegate, potrebbe perfino essere la Vittoria che sostiene un soldato caduto che assume la posizione del Cristo in croce. Perché tutti questi riferimenti al Cristo? Perché il Cristo della passione, il Cristi sofferente è l’archetipo del sacrificio. Quindi l’idea è che i soldati che muoiono sono martiri politici ma hanno la stessa dignità dei martiri paleocristiani e trovano nella figura del Cristo della passione il loro archetipo di riferimento”.

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Una risposta a “#iorestoacasa. La nona “pillola video” proposta dalla Fondazione Aquileia ci conduce in uno dei luoghi-simbolo della Grande Guerra, “Il cimitero degli Eroi di Aquileia”, con il prof. Alberto Maria Banti”

  1. Italina Bacciga dice :

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