Vicenza, alla mostra “Mito. Dei ed eroi”: in questa 2^ parte scopriamo Alessandro Magno, Atena ed Ercole, altro nume tutelare della famiglia Leoni Montanari: ancora una volta gli affreschi allegorici del nobile palazzo dialogano con statue e affreschi antichi, e dipinti moderni

La locandina della mostra “Mito, dei ed eroi” a Palazzo Leoni Montanari di Vicenza

Fernando Mazzocca, Federica Giacobello, Agata Keran, curatori della mostra “Mito, dei ed eroi” (foto Graziano Tavan)

Mostra “Mito, dei ed eroi”: l’Antico dialoga con il Moderno nella Galleria di Ercole a Palazzo Leoni Montanari di Vicenza (foto Graziano Tavan)

Una mostra – “Mito. Dei ed eroi”, alle Gallerie d’Italia di Vicenza fino al 14 luglio 2019 – per ricordare i vent’anni dall’apertura al pubblico di Palazzo Leoni Montanari e delle sue raccolte d’arte, ma anche occasione per invitare i visitatori alla riscoperta dell’identità di questo contenitore, splendida testimonianza della civiltà dell’abitare e della cultura figurativa italiane tra Sei e Ottocento. “La configurazione dell’edificio”, spiegano i curatori Fernando Mazzocca, Federica Giacobello, Agata Keran, “e il notevole percorso iconografico delle sue magnifiche decorazioni pittoriche e a stucco, ma anche l’eccezionale collezione di vasi greci e magnogreci che vi è conservata, hanno costituito le basi di un originale progetto espositivo che indaghi la fortuna della mitologia classica, partendo dalla sua rappresentazione nell’antichità, per poi ripercorrere il suo reimpiego nei secoli sino all’esito esemplare tra il Classicismo seicentesco e le diverse stagioni, tra Sette e Ottocento, del Neoclassicismo. Le sezioni della mostra, che segue un criterio tematico legato ai miti e ai personaggi privilegiati nelle decorazioni del palazzo, si articolano, creando ogni volta straordinarie suggestioni, nelle sale affrescate e decorate a stucco di Palazzo Leoni Montanari. Si ha dunque la possibilità – continuano i curatori – di proporre continui confronti tra gli dei, gli eroi e i miti lì rappresentati e quelli raffigurati nelle opere, antiche e moderne, selezionate tra quelle delle raccolte di Intesa Sanpaolo e in prestigiosi musei e collezioni private italiane e straniere. Non si tratta di paragoni solo sul piano figurativo, per mostrare come lo stesso personaggio o episodio siano stati resi diversamente in pittura e in scultura, ma anche e soprattutto sul versante iconologico, per spiegare al pubblico i diversi significati – religiosi, morali, culturali, allegorici – assunti dal mito in tempi e contesti tanto diversi. L’antichità greca e romana rivive nell’esposizione acquistando propria identità attraverso le narrazioni delle raffigurazioni vascolari attiche e magnogreche e delle pitture parietali dall’area vesuviana; le sculture in terracotta, marmo e in materiale prezioso ci restituiranno aspetti cultuali e rituali della religione greca, oggetti preziosi dell’arte suntuaria e un raro marmo dipinto documentano come il mito con le sue molteplici declinazioni sia strettamente compenetrato nella società antica, costituendone il fondamento. Non si tratta quindi solo di raffinate creazioni ma di testimonianze delle comunità che si svilupparono in Grecia e in Italia tra il VI a.C. e il II secolo d.C.”.

La sala di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza dedicata al mito di Alessandro Magno (foto Graziano Tavan)

Medaglioni in marmo di Filippo Collino con i ritratti di Alessandro e Olimpia dai musei Reali di Torino (foto Graziano Tavan)

Le divinità che emergono nel percorso iconografico di Palazzo Leoni Montanari sono Apollo e Ercole (come abbiamo visto nel precedente post: ), assumendo un ruolo che li fa apparire come i numi tutelari del luogo e della famiglia che lo ha abitato. Ma non sono gli unici a far parte del pantheon “privato” dei Leoni Montanari. C’è – ad esempio – anche Alessandro Magno. Il condottiero macedone è una delle figure più frequenti nell’antica “casa Montanara”, presente in origine anche come soggetto di alcuni quadri della perduta raccolta d’arte di Giovanni I. Nel ciclo di affreschi della sala si raccontano tre episodi relativi al re macedone (Lezione di Aristotele, Alessandro taglia il nodo di Gordio, Alessandro davanti al cadavere di Dario). Straordinaria personalità storica che segnò la fine dell’età classica e diede inizio al periodo ellenistico, entrò a far parte della tradizione mitica antica alla stregua degli dei e degli eroi e, come essi, fu raffigurato e celebrato in opere d’arte già dai suoi contemporanei. Personaggio di grande carisma, Alessandro è rappresentato in una veste del tutto idealizzata, tanto da incarnare, assieme al troiano Enea presente nella sala dell’Eneide, il più alto modello di virtù, al contempo eroica e umana, esprimibile con un concetto assai complesso: la pietas, ossia la responsabilità civica e personale dell’individuo verso il mondo terreno e divino. La gloria e la leggenda di Alessandro hanno resistito nei secoli. In età neoclassica il suo fascino è particolarmente sentito e, come dimostrano i due magnifici medaglioni in marmo di Filippo Collino ispirati a due celebri busti dei musei Capitolini ammirati anche da Winckelmann, è legato alla sua leggendaria bellezza abbinata a quella della madre Olimpiade.

La sala di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza dedicata al mito di Ercole (foto Graziano Tavan)

“Ercole al bivio tra la Virtù e il Vizio” di Pompeo Batoni dai musei Reali di Torino (foto Graziano Tavan)

Ercole e Nesso su un affresco dalla Casa di Giasone di Pompei, oggi al Mann (foto Graziano Tavan)

Ercole e le sue imprese allegoria di un’ascesa. Ercole è la figura mitologica di principale riferimento identitario, sia familiare che di appartenenza culturale e spirituale. La sua caratteristica leontide si associa al leone presente nello stemma familiare, mentre lo spirito combattente dell’eroe evoca allegoricamente il faticoso impegno sostenuto dai Leoni Montanari durante il lungo percorso dell’affermazione sociale. Alla dimensione autocelebrativa della casata, si accosta invece una lettura più profonda del mito, da mettere in relazione alla Philosophia Christi di Erasmo da Rotterdam. Soggetti affrescati nella sala: Il bambino Ercole lotta contro il serpente inviato da Giunone, Ercole sul bivio tra la Virtù e il Vizio, Ercole libera Prometeo, Ercole combatte contro il toro di Maratona, Ercole e Deianira con il centauro Nesso, Ercole e Atlante. Il ciclo pittorico trova corrispondenza nelle opere archeologiche che mostrano la raffigurazione greca e romana dell’eroe e delle sue imprese riportate all’originale contesto. Eracle è infatti eroe panellenico (il suo culto è diffuso in tutta la Grecia) e civilizzatore, distruttore di mostri, espressione del mondo selvaggio e delle barbarie a cui si contrapponeva la cultura greca. Le molte prove e tentazioni (come ricorda la sua storia d’amore e di schiavitù con la regina dei Lidi Onfale) a cui fu sottoposto furono già in antico interpretate come espressione della fatica della vita umana. Eracle condivideva con l’uomo infatti la mortalità e la sofferenza, e con atroci sofferenze morirà gettandosi su una pira a causa della veste avvelenata con il sangue del centauro Nesso, donatagli dalla gelosa moglie Deianira. Ma la sua morte segnò la sua vittoria finale, l’apoteosi dell’eroe che fu accolto nel pantheon olimpico.

La sala dei Fauni di Palazzo Leoni Montanari di Vicenza dedicata al mito di Atena (foto Graziano Tavan)

La grandiosa statua in marmo dell’Atena Albani conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Atena la dea combattente e delle arti. La sezione è dedicata ad Atena una delle principali divinità del pantheon greco, vergine guerriera, divinità tutelare della città di Atene, nume delle arti prerogativa che condivide con Apollo. La Sala dei Fauni accoglie quest’ultimo tema introdotto dalla grandiosa statua in marmo dell’Atena Albani dal museo Archeologico di Napoli e suggellato dalla celeberrima tela del Tiepolo che vede la statua della dea e quella di Apollo poste ai lati di Ottaviano Augusto. Esemplari statuari e vascolari antichi mostreranno le caratteristiche iconografiche della divinità. Nella stessa sala trovano spazio tre eccezionali esemplari ceramici magnogreci provenienti da Ruvo di Puglia con la raffigurazione del culto di Apollo a Delfi, il più importante centro oracolare del dio dove sono ambientati celebri episodi del mito e della tragedia greca.

Apoteosi di Eracle: dettaglio di un famoso vaso del IV sec. a.C. del Pittore di Licurgo, proveniente da Ruvo di Puglia, oggi nelle collezioni di Banca Intesa San Paolo (foto Graziano Tavan)

Apoteosi di Eracle, glorificazione della famiglia Leoni Montanari. Il percorso si conclude nella suggestiva e barocca Loggia di Ercole, visibile anche entrando dal palazzo in uno scenografico ingresso. Qui si celebra, specularmente ad Apollo, l’altro protagonista del palazzo, Eracle. Il trionfo dell’eroe è espresso dalla sua immagine statuaria che lo vede immortalato mentre uccide l’idra di Lerna, uno delle sue celebri fatiche. La decorazione della loggia ne costituisce scenario ideale, un nuovo Olimpo. In prossimità dell’ingresso alla loggia sarà possibile ammirare il cratere magnogreco, capolavoro della collezione archeologica Intesa Sanpaolo, con la raffigurazione della apoteosi di Eracle e della sua ascesa tra gli dei.

Tag:, , , , , , , , , , , ,

Una risposta a “Vicenza, alla mostra “Mito. Dei ed eroi”: in questa 2^ parte scopriamo Alessandro Magno, Atena ed Ercole, altro nume tutelare della famiglia Leoni Montanari: ancora una volta gli affreschi allegorici del nobile palazzo dialogano con statue e affreschi antichi, e dipinti moderni”

  1. Italina Bacciga dice :

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: