Dalla Regio V di Pompei emerge un sontuoso larario popolato di serpenti agatodemoni e pavoni, con decori floreali e scene di caccia: è tra le nuove scoperte che il ministro Bonisoli potrà ammirare nella sua visita ufficiale agli scavi

Serpenti agatodemoni e pavoni popolano il larario scoperto negli scavi della Regio V a Pompei (foto di Ciro Fusco)

Alberto Bonisoli, ministro ai Beni culturali

Serpenti agatodemoni, pavoni, decori floreali e scene di caccia nel sontuoso larario emerso dagli scavi della Regio V di Pompei saranno tra i tesori che martedì 16 ottobre 2018 alle 11 potrà ammirare il ministro per i Beni e le Attività culturali Alberto Bonisoli in visita al cantiere dei nuovi scavi della Regio V. Al ministro saranno illustrati lo stato di avanzamento degli interventi di manutenzione e messa in sicurezza previsti dal Grande Progetto Pompei e le recenti scoperte degli scavi. E proprio il larario dipinto di circa 4m x 5m, riaffiorato tra i lapilli, rappresenta una delle scoperte più importanti in un ambiente ancora in corso di scavo nella Regio V di Pompei, nell’ambito dei lavori di consolidamento dei fronti di scavo, previsti – come detto – dal Grande progetto Pompei. “Questi straordinari ritrovamenti che continuano a regalare grandi emozioni, rientrano nel più vasto intervento di manutenzione, quello della messa in sicurezza dei fronti di scavo”, dichiara il direttore generale Massimo Osanna, “che sta interessando i circa 3 km di fronti che delimitano l’area non scavata di Pompei. Un intervento fondamentale in una delle aree più a rischio del sito, mai prima trattata complessivamente e che oggi grazie all’operazione di riprofilamento dei fronti, che ha lo scopo di ridurre la pressione del terreno sulle aree già scavate, ci sta anche consentendo di portare alla luce ambienti intatti con splendide decorazioni”.

Il direttore generale Massimo Osanna mostra l’eccezionale scoperta del larario nella Regio V a Pompei (foto di Ciro Fusco)

Esperti al lavoro per recuperare le pareti affrescate del larario (foto di Ciro Fusco)

Il bel larario, tra i più eleganti emersi a Pompei, è pertinente a un ambiente di una casa già in parte scavata agli inizi del Novecento, con accesso dal vicolo di Lucrezio Frontone. Al centro di una parete con paesaggi idilliaci e una lussureggiante natura con piante e uccelli, si trova l‘edicola sacra con ai lati dipinte le figure dei “Lari” protettori della casa e, al di sotto, due grandi serpenti agatodemoni (demone buono), simbolo di prosperità e buon auspicio. In un continuo gioco tra illusione e realtà si mescolano e confondono nell’ambiente, piante dipinte con quelle vere che dovevano crescere rigogliose nell’aiuola sottostante il larario, mentre un pavone dipinto sembra calpestare il terreno del giardino. Al pari, l’ara dipinta al centro dei due serpenti, con le offerte (la pigna e le uova), trova corrispondenza in un’arula (piccolo altare) in pietra ritrovata nel giardinetto e sulla quale ancora insistono tracce di bruciato delle offerte che servivano a onorare le divinità domestiche, a garanzia del benessere e della prosperità di tutta la famiglia. Sulla parete opposta, invece, una scena di caccia su fondo rosso con diversi animali di colore chiaro che circondano un cinghiale nero, sembra alludere simbolicamente alla vittoria delle forze del bene sul male.

Dettaglio dell’edicola con le immagini dei Lari ai lati trovata nella Regio V di Pompei

Non è comunque tutto chiaro. C’è bisogno di ulteriori ricerche. “Di certo questo ambiente era una stanza adibita al culto dei Lari”, spiegano gli archeologi della soprintendenza, “ma è ancora da definire nella disposizione degli spazi, considerata la presenza insolita di alcuni elementi come la vasca bordata dal giardinetto, posta al centro dell’ambiente e lo spazio soppalcato che chiude uno dei lati, ancora interamente da scavare”.

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