Ravenna. A sette anni dalla scoperta del Genio delle Acque e a quattro dalla musealizzazione dei pavimenti musivi, presentazione degli studi con il volume “Il Genio delle Acque. Scavi nelle Piazze di Ravenna”

Lo scavo in piazza Anita Garibaldi a Ravenna dove è stata trovata la domus del Genio delle Acque

Il Genio delle Acque sul pavimento musivo della domus in piazza Anita Garibaldi

Nel 2011 il ritrovamento casuale. Il gruppo Hera, la multiutility di Ravenna, doveva realizzare un’isola ecologica interrata in piazza Anita Garibaldi a Ravenna. Il piccone intercettò dei pavimenti musivi particolarmente ricchi di una domus edificata nel I sec. d.C. (e frequentata fino al III secolo d.C.) in un’area periferica rispetto al centro della città romana, a poche centinaia di metri dalla linea di costiera antica. Agli archeologi intervenuti sul posti colpì una figura barbuta che impreziosiva un angolo del pavimento musivo: per tutti, da quel momento, quel volto umano barbuto rappresentava il “genio delle acque”. E la domus scoperta è oggi nota come la domus del Genio delle Acque. Nel 2014, a soli tre anni dal ritrovamento, le pavimentazioni musive sono già state restaurate, studiate e possono essere esposte permanentemente nel museo Tamo Tutta l’Avventura del Mosaico), il museo di Ravenna dedicato al museo antico e contemporaneo. “Questo scavo”, ricordava l’allora soprintendente ai Beni archeologici dell’Emilia-Romagna, Marco Edoardo Minoja, “ha consentito di aprire un nuovo capitolo sulla storia dell’espansione urbana di Ravenna, rappresentando nel contempo un complesso spaccato della storia urbana di questa zona della città dalla prima età imperiale all’alto medioevo. L’importanza della scoperta ha imposto delle scelte volte in prima istanza alla tutela di quanto rinvenuto e in seguito attuando quello che si può definire un vero e proprio percorso virtuoso che ha visto dopo la scoperta della domus e il conseguente intervento archeologico, il restauro delle strutture, il loro studio e la loro valorizzazione con la restituzione delle stesse alla città all’interno del museo Tamo”.

Gli scavi archeologici alla domus del Genio delle Acque a Ravenna

E siamo al 2018. Con la pubblicazione del volume “Il Genio delle Acque. Scavi nelle Piazze di Ravenna” (Longo Editore Ravenna) si chiude un percorso sinergico che ha permesso a soprintendenza, Fondazione RavennAntica, Comune di Ravenna e Gruppo Hera di riconsegnare alla città importanti reperti archeologici. L’appuntamento è giovedì 10 maggio 2018, alle 17, in sala Muratori della Biblioteca Classense, in via Baccarini a Ravenna. Il volume “Il Genio delle acque, scavi nelle piazze di Ravenna”, a cura di Chiara Guarnieri e Giovanna Montevecchi, illustra i rinvenimenti provenienti da due scavi realizzati in piazza Anita Garibaldi e in piazza Andrea Costa, accomunati da un tema: la presenza delle acque all’interno della città. Nella prima piazza è stata individuata un’abitazione utilizzata per un tempo lunghissimo (mezzo millennio, dal II al VII secolo) mentre nella seconda sono stati trovati edifici con ambiti diversi e testimonianze del passaggio dei fiumi Padenna e del Flumisellum. Il libro, che fa parte della collana DEA – Documenti ed Evidenze di Archeologia della già soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna (oggi soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara) dell’Emilia Romagna, viene presentato alla Biblioteca Classense alla presenza delle curatrici, degli autori e di molte autorità; seguirà una visita alla sala de Il Genio delle Acque, presso il museo Tamo che ospita i mosaici. Giovedì 10 maggio presenta l’opera Isabella Baldini dell’università di Bologna. Intervengono Filippo Brandolini, presidente Herambiente; Elsa Signorino, assessore alla Cultura del Comune di Ravenna; Giorgio Cozzolino,  soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Giuseppe Sassatelli, presidente RavennAntica; Chiara Guarnieri e Giovanna Montevecchi, curatrici del volume. Segue la visita alla sala de “Il Genio delle acque” al museo Tamo a cura di Paola Perpignani, responsabile Laboratorio di Restauro di RavennAntica.

Il mosaico pavimentale con la figura umana barbuta “Il Genio delle Acque”

La pubblicazione è l’importante traguardo di un percorso iniziato tra il 2009 e il 2011 quando i lavori eseguiti dal Gruppo Hera nel centro storico di Ravenna per realizzare alcune isole ecologiche interrate hanno portato in luce numerosi reperti archeologici. In seguito, soprattutto per gli scavi in piazza Anita Garibaldi, si è proceduto al recupero dei reperti e dei mosaici, al loro restauro e alla definitiva musealizzazione al museo Tamo. Nella parte del volume dedicata al Genio delle Acque, le autrici narrano la storia della domus, il cui rinvenimento rappresenta una fonte importante per comprendere lo sviluppo di Ravenna e l’espansione della città oltre le mura urbane. Ai reperti rinvenuti è affidato il racconto della vita quotidiana e delle abitudini nelle varie epoche attraversate dalla domus. Grazie al ricco corredo fotografico del volume, si possono ammirare suppellettili da cucina e da dispensa; lucerne che offrono indicazioni sulle scelte di gusto dei proprietari orientati verso prodotti locali di buona qualità; anfore da trasporto che consentono di delineare consumi e importazioni come quelle che contenevano vino provenienti da Kos o da Rodi, per rispondere agli esigenti e raffinati gusti degli strati più elevati della popolazione; oggetti in vetro che, seppur frammentati, riconducono a calici, bottiglie e lampade in colore naturale; oggetti per la persona, come gemme in agata, spilloni in osso per acconciature, specchi e spatole per unguenti; oggetti da lavoro come l’ipposandalo, un rampone che si metteva ai cavalli per affrontare terreni ghiacciati; monete di età romana e bizantina destinate agli scambi quotidiani.

La musealizzazione al Tamo della domus del Genio delle Acque

La pubblicazione, che rappresenta un punto di riferimento rilevante per i futuri studi su Ravenna, contiene anche approfondimenti di archeobotanica (lo studio dei resti vegetali) che hanno permesso di ricostruire il paesaggio vegetale e l’ambiente delle epoche passate, oltre ad approfondimenti sulla fauna, utilizzata ad esempio per la forza lavoro o il trasporto del cibo. Fino ad oggi non erano mai stati fatti, su Ravenna, approfondimenti di questo tipo. Le indagini archeologiche illustrate nel volume evidenziano la forte vocazione portuale e commerciale della città ma soprattutto confermano la natura “acquatica” di Ravenna che, tra i tanti reperti, emerge in particolare attraverso un graffito che fa riferimento al trasporto di anfore su acqua e un mosaico che raffigura il Genio delle acque (rinvenuti in piazza Garibaldi) e un’epigrafe che cita una fonte d’acqua, rinvenuta in piazza Costa.

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Una risposta a “Ravenna. A sette anni dalla scoperta del Genio delle Acque e a quattro dalla musealizzazione dei pavimenti musivi, presentazione degli studi con il volume “Il Genio delle Acque. Scavi nelle Piazze di Ravenna””

  1. Italina Bacciga dice :

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