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Museo Classis Ravenna: prorogata la mostra “Tesori Ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna”

L’ingresso della mostra “Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna” al museo Classis Ravenna (foto Ravennantica)

Doveva chiudere il 20 settembre 2020, ma la risposta del pubblico ha convinto la Fondazione parco archeologico di Classe – Ravennantica a prorogare al 20 dicembre 2020 la mostra “Tesori Ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna” allestita al museo Classis Ravenna. La mostra si inserisce perfettamente nel percorso espositivo del museo approfondendone alcuni aspetti: attraverso la selezione degli oggetti esposti, fornisce un focus e una riflessione sulla ritualità del banchetto tardoantico: grazie al confronto tra i piatti provenienti dal museo civico Archeologico di Cesena e il Tesoretto di Classe, costituito da sette cucchiai e una patera, è possibile tracciare la storia e l’evoluzione del simposio, comprenderne la ritualità, valorizzando e mettendo in dialogo le diverse realtà museali del territorio, favorendo uno scambio di saperi e conoscenze sul nostro passato (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/06/15/con-la-riapertura-del-museo-classis-ravenna-inaugurata-la-mostra-tesori-ritrovati-il-banchetto-da-bisanzio-a-ravenna-un-focus-e-una-riflessione-sulla-ritualita-del-banchetto-tardoa/). Il museo Classis, in via Classense 29, è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18,30. Prenotazione biglietti: www.ravennantica.it oppure 0544-473717.

Ravenna. “Classe al chiaro di luna”: 36 eventi in 2 mesi per un’estate all’ insegna della cultura e del divertimento quest’anno all’arena estiva del Museo Classis invece che all’Antico Porto di Classe. Ecco il programma di musica, teatro, letteratura 2020

La locandina della rassegna “Classis al chiaro di luna” all’arena Classis

Con il concerto di Ravenna Jazz “Que sera, sera”, Omaggio a Doris Day, martedì 30 giugno 2020, alle 21, (apertura cancelli ore 20) apre la rassegna estiva “Classe al chiaro di luna” all’arena estiva del museo Classis Ravenna – Parco Archeologico di Classe. Protagonisti Paolo Fresu, Petra Magoni e l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti. Si tratta di una produzione originale dedicata alla “fidanzata d’America” in cui il soffio della tromba di Fresu si fonde all’ intensità interpretativa della Magoni in un contesto jazz- sinfonico. Alle loro spalle un video collage con immagini di repertorio ripercorrerà alcuni dei tanti momenti salienti della carriera cinematografica, televisiva e musicale di Doris Day. Il museo Classis Ravenna, ultimo tassello del parco archeologico di Classe, in occasione della rassegna “Classe al chiaro di luna” si trasforma in un’arena estiva spettacolare, con palco coperto di 12 x 10 metri e una platea di 540 posti, che costituisce la cornice del ricco programma di eventi in programma dal 30 giugno al 28 agosto.

L’arena estiva realizzata al museo Classis Ravenna (foto fondazione Ravennantica)

“Questa iniziativa”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Elsa Signorino, “conferma come a Ravenna la cultura sia potente motore della ripresa dopo la fase più critica dell’emergenza Coronavirus. A chiederci di investire nella cultura sono stati non solo gli operatori del settore, ma i cittadini e le forze economiche e sociali della città, che hanno giustamente visto in essa una delle carte più importanti da giocarci per rendere di nuovo viva ed attrattiva la nostra Ravenna. Ed eccoci quindi qui a presentare un programma di altissima qualità, vario e ricchissimo, con momenti di intrattenimento alternati ad altri di riflessione e memoria, come l’omaggio alle vittime della strage di Bologna. Questo calendario vede protagonisti quasi tutti gli operatori culturali della città. Perché una delle lezioni più importanti che questa crisi ci ha lasciato è che nessuno si salva da solo e che dalle emergenze si esce insieme, collaborando e unendo le forze. Come Comune abbiamo dato la possibilità ai soggetti convenzionati di rimodulare le loro proposte, sia dal punto di vista temporale che da quello logistico, affinché tutti, dopo il lungo confinamento forzato, potessero ripresentarsi al pubblico il più velocemente possibile e garantendo le necessarie misure di sicurezza. Eccoci quindi pronti a riproporre una ricchissima offerta, di altissimo prestigio, che farà dell’estate di Ravenna una stagione all’altezza delle precedenti, anzi ancora più intensa”. E il direttore di RavennAntica, Sergio Fioravanti: “Abbiamo allestito l’arena più grande dell’Emilia-Romagna. Le 540 sedie disposte nei 4mila metri quadrati di verde di fronte al Museo Classis Ravenna rispettano rigorosamente il distanziamento sociale di 1 metro l’una dall’altra, fermo restando che per l’accesso agli spettacoli verranno adottate tutte le misure preventive che consentono di fruire in maniera sicura dell’area. Quando a febbraio si è interrotta bruscamente la programmazione artistica dei diversi soggetti che proponevano spettacoli dal vivo è evidente che si è venuta a creare una situazione di estrema difficoltà. Noi, su invito dell’assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, abbiamo proposto un’opportunità che è stata accolta con grande entusiasmo dai tanti amici presenti, ossia quella di ospitare all’interno della nostra consueta rassegna estiva, che fino allo scorso anno si svolgeva presso l’Antico Porto di Classe, gli spettacoli che non sono potuti andare in scena. Enrico Menghi, responsabile eventi della Fondazione RavennAntica, si è fatto carico di coordinare tutte queste diverse realtà, contribuendo a realizzare un cartellone di ben 36 spettacoli, che ci auguriamo contribuiscano a far trascorrere a tutti gli spettatori un’estate all’insegna della cultura e della spensieratezza”.

Il concerto di Ravenna Jazz “Que sera, sera” Omaggio a Doris Day apre la rassegna “Classe al chiaro di luna”

MUSICA. La rassegna – come detto – inaugura martedì 30 giugno 2020 alle 21 (apertura cancelli alle 20) presso l’arena estiva del Museo Classis Ravenna – Parco Archeologico di Classe con il concerto di Ravenna Jazz “Que sera, sera” Omaggio a Doris Day. Il 4 luglio 2020 La Toscanini Next propone il concerto “Evergreen & Pop: brani intramontabili e grandi artisti della musica sono riproposti da un’orchestra formata 11 elementi under 35, che coinvolge generi, stili e sonorità differenti per un viaggio nella musica tra medley dei Queen e dei Pink Floyd. Bronson Produzioni presenta sul palco del Museo Classis Ravenna due grandi artisti: Dente, tra i più apprezzati cantautori italiani, con il meglio del suo repertorio, in programma il 10 luglio 2020. Canzoni essenziali, ricercate nei testi e negli arrangiamenti, che l’hanno reso celebre in oltre dieci anni di carriera. Il 24 luglio 2020 è la volta di Bugo e del suo formidabile repertorio. Intelligente, determinato, imprevedibile è da sempre un pioniere della musica italiana, “l’inafferrabile rivoluzionario della canzone italiana”. Il 25 luglio 2020 Emilia Romagna Concerti porta in scena Le stagioni di Vivaldi. Concerto per Sant’Apollinare. Il genio di Vivaldi viene riproposto per l’occasione dalla Young Musicians European Orchestra. Dopo il successo riscosso lo scorso anno all’Antico Porto di Classe, anche quest’anno si ripercorre la storia della musica italiana e straniera grazie alle più famose tribute band che rendono omaggio ai grandi interpreti del passato con show innovativi, realizzati anche con l’utilizzo di strumenti multimediali di ultima generazione. Avremo: il tributo agli U2 con gli Underskin (2 luglio 2020), l’omaggio a De Andrè dei Faber’s Social Club (7 luglio), il tributo a Freddy Mercury con i Magic Queen (9 luglio), l’omaggio a Mina e Mia Martina con i Minamia (14 luglio), il tributo ai Pink Floyd con i Like Black Holes (16 luglio), il concerto dedicato a Lucio Dalla con Ricky Portera (21 luglio), l’omaggio agli Abba con gli Abbashow (23 luglio), il tributo a Zucchero a cura degli Sugar Time (28 luglio), il concerto tributo ai Kiss con gli Still Alive (30 luglio), il concerto omaggio a Vasco Rossi con i Blansconvolti Vasco Tribute Band (4 agosto), il concerto tributo a Lucio Battisti con Mauro Masè (11 agosto), concerto omaggio al R&B della BB Soul Band (13 agosto), le grandi colonne sonore da Morricone a Bernstein con i EnsembNino Rota Ensemble (18 agosto). A chiudere la parte musicale della rassegna, il 27 agosto 2020, è La Corelli con il concerto Mozart vs Rossini – gli EST sfidano la classica. Se Mozart e Rossini fossero vissuti ai giorni nostri come avrebbero realizzato i loro capolavori? Con violino, violoncello e contrabbasso gli EST (Electric String Trio) daranno una loro personale interpretazione.

I Burattini di Mattia portano a “Classis al chiaro di luna” lo spettacolo “La Vendetta della Strega Morgana”

TEATRO. All’interno della rassegna vi sono anche gli spettacoli teatrali, rivolti sia ai grandi che ai più piccoli. Il Teatro del Drago e il Festival Internazionale dei Burattini e delle Figure Arrivano dal Mare! propongono appuntamenti di burattini tradizionali dell’Emilia-Romagna. Ecco tutti i titoli e le date: I Burattini di Mattia – La Vendetta della Strega Morgana (6 luglio 2020), All’InCirco Teatro – Ecomonsters Puppets Show (13 luglio), Teatro del Drago – Fagiolino Asino Burattino (20 luglio), Teatro del Drago – Il Grande Trionfo di Fagiolino Pastore e Guerriero (27 luglio), Teatro alla Panna – Hansel e Gretel (3 agosto), Teatro del Drago – Il Rapimento del Principe Carlo (10 agosto), L’Aprisogni – Il castello di Tremalaterra (17 agosto), Pupi di Stac/Teatro del Drago – I Tre Porcellini (24 agosto). Accademia Perduta/Romagna Teatri presenta due spettacoli di puro divertimento portati in scena da artisti che, partiti dalla Romagna, sono oggi protagonisti della comicità nazionale: il 17 luglio 2020 Paolo Cevoli Show, che prendendo spunto dal repertorio dell’artista, noto anche come Palmiro Cangini, assessore alle “varie ed eventuali”, riesce sempre a strappare un sorriso e a volgere uno sguardo positivo sulla realtà. Il 6 agosto 2020 Ivano Marescotti porta in scena Andrà tutto stretto. La pandemia ci ha bloccato in casa per mesi, ma ci ha permesso di sperimentare le nuove tecnologie per lavoro o per studio e di riscoprire alcuni valori del passato, non ultimo la passione per il buon cibo e per le tradizioni culinarie familiari. E in casa “us megna bén”, tanto da trasformare l’illusorio motto “Andrà tutto bene” in “Andrà tutto stretto”. Ravenna Teatro, dopo due felici edizioni al Teatro Rasi, riprende l’immaginifico itinerario di Storie di Ravenna, immaginato per il Museo Classis Ravenna, cornice d’eccellenza in cui proseguire il racconto sulla città tra passato e presente. Gli appuntamenti, a cura di Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Giovanni Gardini, Alessandro Luparini, Roberto Magnani, Laura Orlandini, Alessandro Renda, affrontano i seguenti argomenti: il 20 agosto Una via verso il mare. Il porto di Ravenna attraverso i secoli; il 25 agosto 2020 La Basilica e la città. Storie di Sant’Apollinare. Spettacolo a cura del Comune di Ravenna del 31 luglio 2020: Tantum ergo – Oratorio civile per Antonella Ceci e Leo Luca Marino, vittime ravennati della strage di Bologna del 2 agosto 1980. Testo e regia di Eugenio Sideri. Saluti di Michele de Pascale, sindaco di Ravenna e Virginio Merola, sindaco di Bologna. Evento promosso e organizzato dal Comune di Ravenna, con il sostegno della Federazione delle cooperative della provincia di Ravenna, in ricordo della strage alla stazione di Bologna. In caso di maltempo lo spettacolo è rimandato a sabato 1° agosto 2020.

Carlo Lucarelli tra gli ospiti di “ScrittuRa Festival 2020 – Classics In Classis”

LETTERATURA. La rassegna ospita anche la sesta edizione di ScrittuRa Festival 2020 – Classics In Classis, a cura di Matteo Cavezzali, che dialogherà con gli autori. Nel mese di agosto sono previsti 4 ospiti d’eccezione: il 7 agosto 2020 Domenico Quirico racconta “La sconfitta dell’Occidente”, il 14 agosto Carlo Lucarelli presenta “Noir: da Edipo al commissario De Luca”, il 21 agosto Ilaria Gaspari propone “Lezioni di felicità dell’antica filosofia greca”, ed infine, il 28 agosto, Marilù Oliva chiude la rassegna letteraria con “L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre”. Per le prevendite degli spettacoli collegarsi al sito http://www.classealchiarodiluna.it e selezionare l’evento a cui si vuol partecipare: si verrà subito reindirizzati al sito della biglietteria online per terminare l’acquisto.

A Ravenna riapre la Domus dei Tappeti di Pietra: ingressi contingentati con mascherina per ammirare i suoi splendidi pavimenti musivi di età bizantina

La Domus dei Tappeti di Pietra a Ravenna (foto fondazione Ravennantica)

Lockdown finito. La Domus dei Tappeti di Pietra riapre al pubblico. Sabato 27 giugno 2020, dalle 10, è possibile tornare a visitare a Ravenna la Domus dei Tappeti di Pietra e i suoi splendidi pavimenti musivi. L’ingresso, nel rispetto della normativa anti-Covid, è consentito su prenotazione a un massimo di 10 visitatori ogni 20 minuti. I visitatori hanno l’obbligo di indossare la mascherina chirurgica. Orari di apertura: tutti i giorni 10 – 18.30. Per prenotare: 0544-32512 oppure http://www.ravennantica.it. Info: http://www.domusdeitappetidipietra.it. Le porte della Domus si aprono non solo ai visitatori, ma anche alle guide turistiche, che possono effettuare le visite guidate alle seguenti condizioni: fino ad un massimo di 5 persone la visita si può effettuare senza l’uso di strumenti tecnologici; per i gruppi oltre le 5 persone, fino alla disponibilità massima di accesso nella fascia oraria prescelta, la visita è consentita con l’uso di strumenti tecnologici, di proprietà della guida, che si occuperà anche dell’igienizzazione degli stessi.

Il mosaico con la “Danza dei Geni delle Quattro Stagioni” nella Domus dei Tappeti di Pietra (foto fondazione Ravennantica)

La Domus dei Tappeti di Pietra è uno dei più importanti siti archeologici italiani scoperti negli ultimi decenni. Inaugurata dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nell’ottobre del 2002, è stata insignita del Premio Bell’Italia 2004 e del Premio Francovich 2017. Collocata all’interno della settecentesca chiesa di Santa Eufemia, in un vasto ambiente sotterraneo situato a circa 3 metri sotto il livello stradale, è costituita da 14 ambienti pavimentati con mosaici policromi e marmi appartenenti ad un edificio privato bizantino del V-VI secolo. Di particolare interesse e bellezza i mosaici decorati con elementi geometrici, floreali e figurativi ritenuti unici, come nel caso della “Danza dei Geni delle Quattro Stagioni”, rarissima rappresentazione che mostra i Geni danzare in cerchio o come per la figura del “Buon Pastore”, ritratto in una versione differente dall’usuale rappresentazione cristiana.

Con la riapertura del museo Classis Ravenna inaugurata la mostra “Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna”, un focus e una riflessione sulla ritualità del banchetto tardoantico col confronto tra i piatti provenienti dal museo civico Archeologico di Cesena e il Tesoretto di Classe

L’ingresso della mostra “Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna” al museo Classis Ravenna (foto Ravennantica)

Il logo del nuovo museo Classis Ravenna

La speranza degli organizzatori della fondazione RavennAntica era che l’apertura della mostra coincidesse con la riapertura di musei e monumenti e potesse essere una preziosa ed efficace occasione di rilancio per tutte le attività. Sono stati premiati. Così il 13 giugno 2020 con il museo Classis Ravenna nel museo Classis Ravenna è stato possibile inaugurare la mostra “Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna”, curata da Giuseppe Sassatelli, presidente di RavennAntica-fondazione Parco archeologico di Classe; Isabella Baldini, docente di Archeologia Cristiana e Medievale all’università di Bologna; e Fabrizio Corbara, conservatore del museo Classis Ravenna; promossa e organizzata dalla fondazione Parco Archeologico di Classe – RavennAntica, dal Comune di Ravenna – assessorato alla Cultura e dalla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì – Cesena e Rimini. La mostra, che rimarrà aperta fino al 20 settembre 2020, e che si inserisce perfettamente nel percorso espositivo del museo Classis Ravenna approfondendone alcuni aspetti: attraverso la selezione degli oggetti esposti, fornisce un focus e una riflessione sulla ritualità del banchetto tardoantico: grazie al confronto tra i piatti provenienti dal museo civico Archeologico di Cesena e il Tesoretto di Classe, costituito da sette cucchiai e una patera, è possibile tracciare la storia e l’evoluzione del simposio, comprenderne la ritualità, valorizzando e mettendo in dialogo le diverse realtà museali del territorio, favorendo uno scambio di saperi e conoscenze sul nostro passato.

Piatto in argento dorato (missorium), fine IV secolo o inizi del V secolo d.C. conservato al museo Archeologico di Cesena (foto Ravennantica)

“Il valore e i significati di questa mostra”, dichiara l’assessore alla Cultura Elsa Signorino, “si esprimono sotto molteplici punti di vista, a partire dal fatto che essa coincide con la riapertura del museo Classis e in generale dei luoghi della cultura, sulla quale la città di Ravenna sta investendo massimamente, sia per ciò che concerne la promozione del patrimonio Unesco sia per quanto riguarda la realizzazione di eventi, naturalmente nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza; perché la ripartenza non può prescindere dalla cultura, che è una leva di crescita umana, sociale ed economica irrinunciabile. D’altra parte questa mostra valorizza le collezioni permanenti del museo Classis, costituendo così un’intrigante occasione per tornare a visitarlo. E nello stesso tempo ospita i preziosi piatti di Cesena, che successivamente saranno esposti a Budapest, concretizzando così un’altra importante lezione che ci lascia la complessa esperienza che stiamo vivendo: le istituzioni devono collaborare tra loro alla ripartenza. In questo caso lo hanno fatto attraverso un dialogo ravvicinato e ricco tra le diverse testimonianze del proprio patrimonio. Le relazioni e gli scambi reciproci possono e devono essere la strada maestra per uscire più forti e più uniti da questo difficile momento”. E il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale: “Dopo questo pesante periodo di chiusura forzata a causa dell’emergenza da Covid-19, il nostro meraviglioso museo Classis Ravenna riapre con l’interessantissima mostra temporanea “Tesori Ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna”. Il percorso espositivo è il risultato di un importante lavoro condiviso tra Fondazione RavennAntica e il Comune di Ravenna, con la volontà, pur nella complessità del momento, di dare un positivo segnale di rilancio del valore della nostra progettualità culturale e di uno degli spazi più importanti della nostra città. Una mostra affascinante e coinvolgente, che invito tutti e tutte a visitare”. Gli fa eco il primo cittadino di Cesena, Enzo Lattuca: “Il Comune di Cesena è lieto di contribuire attraverso il prestito dei preziosi missoria, patrimonio del museo Archeologico, alla realizzazione del percorso di mostra che il museo Classis ha magistralmente costruito. I due piatti argentei ritrovati nell’area cesenate sono i documenti di maggiore notorietà del nostro museo e per la nostra città motivo di orgoglio. Rappresentano il nostro passato e documentano il tramonto dell’epoca romana che è stata particolarmente significativa per il nostro del territorio, ancora oggi conformato secondo un sistema centuriato che non ha eguali”.

Particolare del medaglione centrale del piatto in argento dorato, con scena di banchetto all’aria aperta e rappresentazione di stalliere con cavallo (fine IV secolo o inizi del V secolo d.C.) conservato al museo Archeologico di Cesena (foto Ravennantica)

“L’inaugurazione di una mostra”, sottolinea Giorgio Cozzolino, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, “è sempre un’occasione lieta ma lo è ancora di più in questo caso perché, simbolicamente, segna la ripartenza degli Istituti culturali del nostro territorio dopo un fermo dovuto a una criticissima situazione emergenziale. Ma è anche, inutile negarlo, il coronamento di un iter amministrativo, fatto di autorizzazioni, assicurazioni, vincoli conservativi ed espositivi, ripensamenti e rilanci. La soprintendenza ha curato e coordinato gli aspetti autorizzativi ai sensi del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio nonché il prestito dei due missoria cesenati, opere di proprietà statale solitamente esposte al museo civico Archeologico di Cesena, veri “tesori” restituiti da un’archeologia d’altri tempi, fatta di molte scoperte fortuite e pochi scavi stratigrafici. Il senso di questa operazione è di rafforzare una collaborazione scientifica sempre più stretta tra le molteplici realtà culturali del territorio romagnolo, per promuovere conoscenza e anche per far tornare la voglia di uscire di casa e di rincontrarsi al museo”.

L’esposizione del Tesoretto di Classe alla mostra “Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna” al museo Classis (foto Ravennantica)

La narrazione prende avvio dalla documentazione del ritrovamento di alcuni oggetti da mensa in argento scoperti a Cesena e nell’area archeologica dell’Antico Porto di Classe ed esposti in mostra: nell’immaginario collettivo, il tema del tesoro nascosto e ritrovato per caso è al centro di numerosi rinvenimenti archeologici. In antico, molti occultamenti venivano fatti intenzionalmente per proteggere beni preziosi a fronte di una minaccia imminente (guerre, lotte civili, epidemie). Il sotterramento, nelle intenzioni di chi lo ha fatto doveva essere provvisorio e con la speranza del recupero. In realtà, come dimostrano i piatti di Cesena e il tesoretto di Classe, spesso si rivela definitivo perché per molte ragioni non è stato possibile recuperarli e pertanto sono rimasti nascosti sotto terra fino al momento della loro scoperta casuale.

Scena di banchetto all’aria aperta, particolare del medaglione centrale di piatto in argento dorato conservato al museo Archeologico di Cesena (foto Ravennantica)

Partendo dalla rappresentazione del banchetto, incorniciata al centro di uno dei due piatti di Cesena, l’esposizione sviluppa un racconto sulla produzione di vasellame da mensa tardoantico e le rappresentazioni figurative di banchetto che circolavano tra le aristocrazie del tempo, derivate da modelli prestigiosi, funzionali a precise esigenze di affermazione e di esaltazione sociale. I ceti dirigenti della tarda antichità hanno molti modi per autorappresentarsi. Uno dei principali è commissionare oggetti preziosi ad artigiani specializzati. Un settore di grande prestigio è quello dell’argenteria: coppe, boccali, posate e grandi piatti sono tra gli oggetti più richiesti dalle aristocrazie. Spesso questi oggetti recano delle raffigurazioni di miti antichi o scene agresti e di banchetto. Nel secondo piatto di Cesena, ad esempio, è presente l’immagine di un amorino e di ghirlande. Il senso di queste rappresentazioni sta nei modelli culturali elaborati dai committenti. Importanti personaggi vogliono comunicare il loro status symbol e le loro radici culturali.

Il tesoretto di Classe, composto da sette cucchiai e una patera, databile agli inizi del VII secolo d. C. (foto Ravennantica)

Particolare del monogramma di Teoderico in uno dei cucchiai del tesoretto rinvenuto a Classe (foto Ravennantica)

Nel caso del Tesoretto di Classe, costituito da sette cucchiai e una patera, è interessante notare le differenti incisioni riportate sulle posate, una delle quali è ornata con un monogramma inciso che comprende le lettere T E O D C ed è molto simile a quello rappresentato sulle emissioni monetali di Teodorico: tutto ciò ci fa intuire che l’ultimo suo possessore aveva assemblato oggetti eterogenei provenienti da servizi da tavola differenti, uno dei quali particolarmente illustre. Il banchetto è uno dei momenti sociali più importanti nella vita dell’aristocrazia tardoantica, un’occasione di incontro, di esibizione del proprio status e di condivisione di valori comuni. Tra i valori del simposio è anche il rispetto della condizione gerarchica dei commensali, che trova espressione nell’arredo del triclinio e nella disposizione degli invitati. Una vera novità è costituita dalla tavola da pranzo, che nella maggior parte dei casi assume la forma – ben nota da immagini, fonti letterarie e rinvenimenti archeologici – di una mensa semicircolare in marmo, attorno alla quale si disponevano radialmente i letti per gli invitati (stibadia), in modo tale che essi potessero appoggiare il gomito al lungo cuscino collocato tra i letti e la mensa dalla quale venivano prese le vivande. All’interno dell’esposizione è presente la ricostruzione di uno stibadium (divano per banchetto) in dimensioni reali, che si può trasformare in anfiteatro per i bambini.

Uno Stibadium ricostruito nel disegno di Giorgio Albertini

“La mostra”, spiega uno dei curatori, Giuseppe Sassatelli, “è dedicata ad alcuni preziosi oggetti da mensa in argento scoperti a Cesena e nell’area dell’Antico Porto di Classe occultati in antico dai loro proprietari per proteggerli a fronte di una minaccia imminente (guerre, epidemie) con la speranza di un recupero che poi non c’è mai stato. Solo in età contemporanea e del tutto casualmente gli archeologi li hanno portati alla luce giustificando il titolo “tesori ritrovati”. Sia nella loro funzione che nelle loro decorazioni i due piatti di Cesena, la patera e i cucchiai di Classe evocano il banchetto, inteso come momento significativo della cerimonialità e dell’ideologia dei ceti dirigenti di età tardo-antica e bizantina. Il banchetto si svolge nel rispetto rigoroso della condizione gerarchica dei commensali, disposti attorno a un nuovo tipo di tavola da pranzo, una mensa semicircolare in marmo, attorno alla quale si dispongono radialmente i letti degli invitati (stibadia). È una novità importante che supera il triclinio delle fasi precedenti, destinato a una coppia di commensali, e introduce un nuovo modo di banchettare che pur conservando una gerarchia dei commensali apre la strada a soluzioni più socializzanti ed egalitarie che poi avranno grande fortuna nelle “tavole rotonde” del Medioevo. Ma due altre motivazioni ci hanno animato e sostenuto nella realizzazione di questo progetto. La prima è che il museo ha tra i suoi obiettivi quello di ricostruire pagine importanti della storia della città e del territorio. E il coinvolgimento di una comunità vicina come quella di Cesena va nella direzione di far conoscere e valorizzare il patrimonio storico e culturale che ci circonda. La seconda ragione è ancora più importante. Nonostante lo tzunami del coronavirus ci spingesse in altre direzioni, abbiamo voluto mantenere questo impegno non solo per tenere fede alla progettualità culturale del Museo di una mostra annuale, ma anche nella speranza – che poi si è fortunatamente avverata – che l’apertura della mostra coincidesse con la riapertura di musei e monumenti e potesse essere una preziosa ed efficace occasione di rilancio per tutte le nostre attività. Confidiamo che la determinazione e il coraggio con cui abbiamo fatto questa scelta, tutt’altro che facile, possa dare presto i suoi frutti”.

Comacchio. Riapre il 30 maggio il museo del Delta Antico alla scoperta della storia dell’antica foce del Po. Occasione per un’escursione in barca nelle Valli

L’Ospedale degli Infermi, a Comacchio, prestigiosa e monumentale sede del museo del Delta antico

Riapre il museo del Delta Antico a Comacchio. I primi ospiti sono attesi sabato 30 maggio 2020 per scoprire il ricco patrimonio di beni archeologici provenienti dal territorio, dalle prime testimonianze di epoca protostorica sino al medioevo. Attraverso l’esposizione di quasi duemila reperti e grazie a suggestive ricostruzioni, agili apparati di guida e con momenti di interazione e coinvolgimento del pubblico, il museo narra la storia dell’antica foce del Po che, con i numerosi canali navigabili e le vie di terra, è stata nei secoli un importante snodo di commerci e di civiltà che collegava il mondo Mediterraneo e l’Europa continentale. Di particolare rilievo le sezioni dedicate alla città etrusca di Spina, con gli oggetti provenienti dall’abitato e i ricchi corredi delle tombe, al mondo romano, alla nascita di Comacchio nell’alto medioevo come emporio commerciale e sede vescovile. Nel museo è stato trasferito, con un nuovo suggestivo allestimento, il prezioso carico della nave romana di Comacchio, un’autentica Pompei del mare che è uno spaccato del mondo globalizzato dell’impero romano. Orari, dal 30 maggio al 2 Giugno 2020 (compreso lunedì 1°): 9.30 – 13 / 15 – 18.30; giugno: da martedì a domenica, 9.30 – 13 / 15 – 18.30 (chiuso il lunedì). Ingresso: biglietto intero, 6 euro; biglietto ridotto, 3 euro (11-18 anni; over 65; tesserati FAI/Touring Club italiano / RavennAntica; scolaresche di ogni ordine e grado; gruppi minimo 20 persone); ingresso omaggio: minori di 11 anni; disabili con accompagnatore; guide turistiche; militari; giornalisti.

Escursione in barca nelle Valli di Comacchio

Una visita a Comacchio del museo del Delta Antico può essere l’occasione anche per un’escursione in barca nelle Valli con sosta ai tradizionali casoni da pesca. Dal 30 maggio al 6 settembre 2020 è possibile un’esclusiva escursione lungo i canali interni dello specchio vallivo, per ammirare la bellezza di un’oasi spettacolare, dove dimorano centinaia di specie di uccelli acquatici e una numerosa colonia di fenicotteri. La guida ambientale a bordo accompagna gli ospiti alla scoperta dell’ambiente naturale e delle stazioni da pesca, gli antichi “casoni”. Durata: 1h45’. Per un’escursione nella massima sicurezza i partecipanti devono prenotare anticipatamente l’escursione e procedere con l’acquisto on-line dei ticket; presentarsi all’imbarco almeno 20 minuti prima dell’orari di partenza; in biglietteria e all’imbarco mantenere la distanza di almeno un metro dagli altri partecipanti; presentarsi con la mascherina. A tutto il resto penserà lo staff di Po Delta Tourism (tel. 0533.81302 – 346.5926555; info@podeltatourism.it) a garantire un’escursione confortevole. Orari: dal 30/05 al 14/06, sabato e domenica, prefestivi e festivi alle 11 e alle 15; dal 15/06 al 06/09, tutti i giorni alle 11 e alle 18, chiuso il martedì. Ingresso: adulti, 13 euro; da 7 a 16 anni, 10 euro; fino a 6 anni, gratuito.

Parco archeologico di Classe: riaprono al pubblico con tariffe speciali museo Classis Ravenna, Basilica di Sant’Apollinare in Classe e Antico Porto

Il Parco archeologico di Classe: museo Classis Ravenna, basilica di Sant’Apollinare in Classe, Antico Porto di Classe

Il parco archeologico di Classe (Ravenna) riapre al pubblico con tariffe speciali. Dalle 10 di sabato 23 maggio 2020 sarà di nuovo possibile visitare il museo Classis Ravenna, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe e l’Antico Porto di Classe che costituiscono il Parco Archeologico di Classe. RavennAntica ha deciso di ripartire dai siti del Parco Archeologico di Classe perché le caratteristiche del museo Classis e dell’Antico Porto, associate a quelle della Basilica che sono state valutate analogamente dal Polo Museale dell’Emilia Romagna, favoriscono la piena applicazione di tutti i protocolli stilati affinché i visitatori possano fruirne in serenità e nella più totale sicurezza. Per evitare assembramenti, l’ingresso ai siti è consentito su prenotazione: un’importante novità è la biglietteria online, che consente di scegliere la fascia oraria di visita. Gli ingressi saranno contingentati e in sicurezza secondo le linee guida stabilite a livello nazionale. Il nuovo sistema di prenotazione online sarà attivo a partire da venerdì 22 maggio. Per festeggiare questa tanto attesa ripartenza sono previste tariffe speciali: museo Classis Ravenna, biglietto unico 5 euro; Antico Porto di Classe, biglietto unico 4 euro. Biglietto cumulativo Parco Archeologico di Classe (Museo Classis Ravenna + Basilica di Sant’Apollinare in Classe + Antico Porto di Classe) 12 euro. Gli orari di apertura sono i seguenti: Museo Classis Ravenna: tutti i giorni 10 – 19; Basilica di Sant’Apollinare in Classe: da lunedì a sabato 10 -19; domenica 13 – 19. Antico Porto di Classe: tutti i giorni 10 – 13 e 15 – 19. I visitatori devono essere muniti di mascherina.

#iorestoacasa. RavennAntica propone sui canali social nuove rubriche e appuntamenti per coinvolgere i più piccoli in un viaggio virtuale nel museo Classis

La magia del parco archeologico dell’Antico Porto di Classe (Ravenna) al calar del sole

La cultura non si ferma, anche a Ravenna, con rubriche e appuntamenti online. “La chiusura dei monumenti è stata prorogata al 3 maggio 2020: #restareacasa continua ad essere importantissimo, per aiutare a sconfiggere il Covid-19 e poter tornare a visitare le meraviglie italiane e di tutto il mondo”, spiegano alla Fondazione Ravennantica. “Nella speranza di riprendere presto le nostre attività, continuano gli appuntamenti online: distanti ma uniti, seguiteci sulle nostre pagine Facebook (@ravennantica e @classisravenna) e Instagram (@ravennantica e @classisravenna) dove potete trovare alcune interessanti rubriche. Al #Dizionario dell’ #arte, dove cerchiamo di raccontare, ogni settimana, il significato di un termine relativo ad un oggetto o un reperto o una tecnica artistica presente nei nostri siti e all’iniziativa lanciata dal Mibact #iorestoacasa, in cui presentiamo un particolare delle bellezze della nostra #Ravenna, si aggiungono gli Archeoracconti in CAA, in collaborazione con le sezione didattica di RavennAntica e FareLeggereTutti per la creazione delle schede in CAA”.

Classis Ravenna, il museo della Città e del Territorio, aperto nell’ex Zuccherificio

“Cinque appuntamenti per intrattenere i più piccoli con un viaggio virtuale all’interno del Museo Classis: in ogni post, si va alla scoperta di un reperto presente all’interno del Museo e della sua storia. Ma non solo! Accompagneranno gli archeoracconti, le schede in CAA preparate da Fare Leggere Tutti (FB: @FareLeggereTutti; IG: fareleggeretutti): se vi state chiedendo cosa sia la CAA, ecco la risposta! E’ la Comunicazione Aumentativa Alternativa e offre alle persone con bisogni comunicativi complessi la possibilità di esprimersi tramite canali che si affiancano a quello orale. Grazie alla preziosa collaborazione con Fare Leggere Tutti, un’associazione di promozione sociale per stimolare la lettura presso i bambini e i ragazzi, con particolare attenzione alle fasce di lettori svantaggiati, i monumenti della Fondazione RavennAntica sono alla portata di tutti. Che aspettate? Andiamo insieme alla scoperta del Museo Classis! Vi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook (@museoclassis)”.

Buon compleanno Classis! Il 1° dicembre si festeggia con la presentazione della Guida di Classis, edita da Skira. Previsti biglietti ridotti e visite guidate animate

La copertina della Giuda di Classis Ravenna, museo della Città e del Territorio, edita da Skira

Buon compleanno Classis! È già passato un anno dall’apertura, il 1° dicembre 2018, del museo Classis Ravenna Il Museo della Città e del Territorio, e per celebrare questa importante ricorrenza, la Fondazione RavennAntica organizza un ricco programma di iniziative, che culmineranno domenica 1° dicembre 2019 con la presentazione della guida di Classis, che nasce come strumento necessario e complementare alla visita del museo, al suo allestimento innovativo, ai documenti e alle opere in esso esposti. Edita da Skira e a cura di Giuseppe Sassatelli e Fabrizio Corbara, la guida vede i contributi di Chiara Pizzirani, Giuseppe Lepore, Fabrizio Corbara, Isabella Baldini, Andrea Augenti, Enrico Cirelli, Rossano Novelli, Claudio Cornazzani, Andrea Mandara e Francesca Pavese. Classis Ravenna Il Museo della Città e del Territorio è un museo completamente nuovo, in cui la storia della città e del suo territorio è raccontata in modo succinto, ma con un approccio unitario e globale. “Questa guida – spiega Sassatelli – riproduce la struttura espositiva, organizzata attorno a quella che abbiamo chiamato la cronologia, ovvero la lunga storia delle principali fasi della storia della città: a partire dall’età preromana, quando Etruschi e Umbri si unirono per guadagnare il controllo del porto marittimo e del territorio interno; passando all’epoca romana, quando il porto divenne la sede della flotta imperiale; e di lì a quando Ravenna divenne la capitale dell’Impero Romano d’Occidente, sede del regno di Teodorico; e infine, in seguito alla conquista di Giustiniano, quando la città conobbe la straordinaria fase bizantina, fino alla conquista longobarda”. Accanto a questa linea del tempo, alcuni focus tematici: “Ravenna e il mare”, la basilica di San Severo, “Pregare a Ravenna” (chiese e i luoghi di culto) e “Abitare a Ravenna” (edilizia abitativa).

Una sala di Classis Ravenna museo della Città e del Territorio (foto Graziano Tavan)

La presentazione della guida di Classis domenica 1° dicembre 2019, alle 11, nella sala conferenze di Classis e sarà curata dal direttore del mensile di Archeo, Andreas Steiner, e dal presidente di RavennAntica, Giuseppe Sassatelli. Sempre domenica 1° dicembre, alle 16, la sezione didattica di RavennAntica propone la visita animata “Viaggio in un passato multietnico. Percorso alla scoperta di Ravenna, città cosmopolita, crocevia di comunità differenti”, per bambini dai 6 agli 11 anni. Inoltre fino a domenica 1° dicembre è previsto l’ingresso ridotto a 5 euro (anziché 7) per tutti. Durante questa settimana, a coloro che visiteranno il museo Classis Ravenna, unitamente al biglietto, sarà consegnato anche un ingresso valido per visitare la mostra “Picasso. La sfida della ceramica” allestita al Mic di Faenza o un ingresso valido per visitate il museo del Delta Antico di Comacchio (il numero dei biglietti è limitato). Questa iniziativa è stata resa possibile grazie a un accordo siglato da RavennAntica con le due importanti istituzioni culturali del territorio, che si aggiungono alle convenzioni stipulate con il museo Archeologico nazionale di Napoli e i Parchi Val di Cornia, con le quali RavennAntica ha organizzato la mostra temporanea “Tessere di mare”, tuttora in corso. Info e prenotazioni: 0544473717.

Gianni Morelli con “Galla Placidia” apre al museo Tamo di Ravenna gli appuntamenti con I MalfAttori: quattro incontri nei quattro mercoledì di maggio

La locandina del ciclo di incontri de I Malfattori al museo Tamo di Ravenna

Gli Amici di RavennAntica tornano in scena. Reduci dal grande successo dell’edizione autunnale, a partire da mercoledì 8 maggio 2019, e per i successivi tre mercoledì, al museo TAMO di Ravenna, negli ormai tradizionali incontri delle 18, torna il ciclo di incontri de I MalfAttori, con nuovi argomenti e nuove storie. Apre il ciclo appunto mercoledì 8 maggio 2019, alle 18, Gianni Morelli con una conversazione dal titolo “Galla Placidia. Una donna da amare”. “Provo un sentimento di ammirazione per quella donna lontana nel tempo, le cui vicende hanno influito non poco sul passaggio d’epoca confuso e crudele dalla storia antica al medioevo” dichiara il professor Morelli. “I mosaici del suo mausoleo mancano ancora di un percorso unitario di lettura. Scopo del mio lavoro è appunto quello di offrirne uno”. Si prosegue mercoledì 15 maggio 2019 con “… era di maggio”, incontro dedicato da Silvia Carrozzino e Fulvia Missiroli alle tante suggestioni poetiche e letterarie ispirate dal mese dell’abbondanza e del risveglio. Il 22 maggio 2019 Anna Firrincieli propone una riflessione sul tema “Frontiere, muri confini… Solo ciò che è umano può essere davvero straniero. Il resto è bosco misto, lavorio di talpa e vento”. Dalla caduta del muro di Berlino, all’attuale dibattito sulle frontiere, il concetto di confine permea la storia dell’umanità, evocando di volta in volta l’idea di difesa o di limite, e stimolando le riflessioni di poeti, scrittori e storici di ogni tempo. La rassegna si conclude mercoledì 29 maggio 2019 con una conversazione a cura di Carlo Pilotti, presidente degli Amici di RavennAntica, dal titolo “In nome di Dio e del guadagno. Storie e curiosità di mutue e comunità”. Dalle prime società mutualistiche alle moderne compagnie assicuratrici, il tema della gestione di risparmi e assicurazioni, spesso ritenuto arido, porta invece con sé risvolti molto umani e ci racconta molto dello spirito di un’epoca. Tutti gli incontri de I MalfAttori si svolgeranno alle 18 al museo TAMO, in via Rondinelli 2 a Ravenna. Ingresso libero. Per informazioni: Associazione Amici di RavennAntica, 0544-473678 int. 2 o infoamici@ravennantica.org

Pronto il calendario del ciclo di incontri “…comunicare l’archeologia…” del gruppo archeologico bolognese: dalla grotta di Fumane agli scavi in Oman a un report sull’Antico Egitto, dal museo Classis alla villa dei mosaici di Spello, dal Lupus Italicus ai Pelasgi

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Nove incontri per “…comunicare l’archeologia…”: è quanto si propone il Gruppo archeologico bolognese con il tradizionale ciclo di conferenze del primo semestre 2019 che spazierà dall’arte paleolitica alla paleontologia, dai nuovi musei archeologici ai risultati delle missioni archeologiche in Oman, dai collegamenti transappenninici ai segreti dei pelasgi, prevedendo anche per questa primavera escursioni con visite guidate a grandi mostre archeologiche in collaborazione con Insolita Itinera – Viaggi nella storia e nel paesaggio. Il Gruppo archeologico bolognese, costituito nel 1991, aderisce – lo ricordiamo – ai Gruppi Archeologici d’Italia, in collaborazione con i quali sono promosse campagne di ricerca, scavi e ricognizioni d’interesse nazionale, alle quali è dedicata soprattutto la stagione estiva, in collaborazione con le competenti Soprintendenze Archeologiche. Da anni il Gabo collabora con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena e il museo della Civiltà Villanoviana (Muv) di Castenaso (Bo). Tutti gli incontri si tengono il martedì alle 21 al centro sociale “G. Costa”, in via Azzo Gardino 48 a Bologna.

Classis Ravenna, il nuovo museo della Città e del Territorio, aperto nell’ex Zuccherificio

Lo “sciamano” dalla Grotta di Fumane

Si inizia martedì 12 febbraio 2019, con il prof. Giuseppe Sassatelli, già professore ordinario di Etruscologia e Antichità Italiche all’università di Bologna, come presidente di RavennAntica presenta il nuovo gioiello gestito dalla Fondazione: “Classis-Ravenna: Museo della città e del territorio. Un itinerario archeologico per raccontare la storia” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/11/30/lattesa-e-finita-sabato-1-dicembre-classis-ravenna-museo-della-citta-e-del-terrirorio-scrigno-della-memoria-del-territorio-apre-le-porte-nellex-zuccherificio-impo/). E pochi giorni dopo, sabato 16 febbraio 2019, il Gabo promuove una gita a Classe alla scoperta del nuovo museo, accompagnati dall’archeologa Erika Vecchietti. Il ciclo di conferenze riprende martedì 26 febbraio 2019, con “La grotta di Fumane: sulle tracce degli antenati tra la Valpolicella e i monti Lessini” presentata dall’ archeologa Maria Longhena che sabato 13 aprile 2019 accompagnerà gli appassionati del Gabo in gita a Fumane (Vr).

Lo scavo del sito di Ras al-Hadd in Oman della missione archeologica dell’università di Bologna

Il manifesto della mostra “Annibale. Un mito mediterraneo” a Palazzo Farnese di Piacenza dal 16 dicembre 2018 al 17 marzo 2019

Quattro gli incontri in marzo. Martedì 5 marzo 2019, Gabriele Nenzioni, direttore del museo della Preistoria di San Lazzaro di Savena (Bo); Elisabetta Cilli, dei Laboratori di Antropologia Fisica e Dna Antico, dipartimento Beni Culturali dell’università di Bologna (sede di Ravenna), e Davide Palumbo, di Biosfera Itinerari Porretta Terme (Bo), ci faranno scoprire “Il lupo che venne dal freddo: dai reperti dell’ex Cava Filo l’origine del lupo italiano (Canis Lupus Italicus)”. Sabato 9 marzo 2019, viaggio a Piacenza per la mostra “Annibale. Un mito mediterraneo” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/12/11/annibale-un-mito-mediterraneo-a-piu-di-duemila-anni-dalla-disfatta-alla-trebbia-alle-porte-di-piacenza-delle-legioni-romane-ad-opera-dei-cartaginesi-annibale-torna-a-piacenza-co/) con le archeologhe Erika Vecchietti e Maria Longhena. Durante la gita soste a Vigoleno e alla chiesa abbaziale e rotonda di S. Giovanni di Vigolo Marchese. Martedì 12 marzo 2019, l’archeologa Erika Vecchietti illustrerà “La Villa dei Mosaici di Spello” che a fine mese, sabato 30 e domenica 31 marzo 2019 sarà inserita nel programma delle visite della gita a Spoleto e Spello. Martedì 19 marzo 2019, Maurizio Cattani, professore associato all’università di Bologna, docente di Preistoria e Protostoria, presenta “Nuove indagini e ricerche dagli scavi archeologici di UniBo in Oman”. Chiude gli incontri del mese, martedì 26 marzo 2019, Claudio Busi, cultore di storia, documentarista e viaggiatore, con un report di viaggio in Egitto e la proiezione del documentario “I fotografi dei faraoni”.

Mura megalitiche ad Arpino, nel Lazio

In aprile, interessato dal lungo ponte di Pasqua-25 Aprile-1° Maggio, due soli incontri: martedì 9 aprile 2019, Giuseppe Rivalta, antropologo, biospeleologo e viaggiatore, percorrerà “Le vie transapenniniche nell’antichità”. E martedì 16 aprile 2019, si affronta “La questione pelasgica. Le mura ciclopiche nel Lazio meridionale”, con l’archeologa Erika Vecchietti, che poi accompagnerà il gruppo alla scoperta del Lazio meridionale nel viaggio prevista dal 18 al 23 giugno 2019. Il ciclo “…comunicare l’archeologia…” del primo semestre 2019 chiude martedì 14 maggio, con l’archeologa Daniela Ferrari che intratterrà il pubblico su “I colori del potere”.