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Fondazione RavennAntica: dal 6 agosto l’accesso ai musei, mostre e altri istituti della cultura gestiti sarà col Green Pass. Anche alla rassegna Classe al Chiaro di Luna: ecco gli eventi fino al 10 agosto

Dal 6 agosto e fino al 31 dicembre 2021, indipendentemente dai colori delle Regioni, sarà permesso l’accesso ai musei, mostre e altri istituti della cultura gestiti dalla Fondazione RavennAntica (Domus dei Tappeti di Pietra, Museo Tamo Mosaico, Cripta Rasponi e Giardini pensili, Museo Classis Ravenna) nonché spettacoli aperti al pubblico (rassegna Classe al Chiaro di Luna) solo ed esclusivamente esibendo il green pass: la verifica del possesso del green pass è di competenza del personale addetto al controllo accessi; la proprietà è tenuta a fornire ai visitatori e/o spettatori, prima dell’acquisto del biglietto, tutte le informazioni relative alle nuove disposizioni; non saranno ammessi rimborsi se non per chiusure dovute a disposizioni governative e/o disposizioni della proprietà; il green pass viene rilasciato a seguito delle seguenti condizioni; a partire dal 15 giorno successivo alla prima dose di vaccino; a seguito di positività al Covid-19; a seguito di un esito negativo di avvenuto tampone entro le 48 ore. Sono esenti dal green pass le seguenti categorie: i bambini da 0 a 12 anni; i soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica; gli addetti ai lavori. I visitatori dovranno, prima dell’accesso al sito e/o evento, esibire al personale addetto al controllo accessi, contestualmente al green pass (sia in forma digitale che cartacea) un documento di riconoscimento; i gruppi organizzati e/o i partecipanti ad iniziative ed attività organizzate dovranno consegnare al personale addetto al controllo accessi un autodichiarazione in cui si attesta la veridicità relativa all’identificazione di ogni componente del gruppo indicato nell’elenco da allegare all’autodichiarazione; il possesso del green pass e/o dell’eventuale esenzione di ogni componente del gruppo.

Il 5 agosto concerto con Noa nell’arena di Classis museo (foto fondazione ravennantica)

ravenna_classe-al-chiaro-di-luna_logo_1-01Ecco gli eventi fino al 10 agosto 2021 della rassegna estiva Classe al Chiaro di Luna, organizzata da RavennAntica in collaborazione con le più importanti realtà culturali della città, ricordando che dal 6 agosto 2021, per tutti gli eventi della rassegna Classe al Chiaro di Luna l’accesso sarà consentito, (sulla base delle nuove disposizioni secondo il Decreto legge 23 luglio 2021, n. 105) esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Green Pass COVID-19 (vaccinazione o test negativo molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore o la guarigione da COVID-19). Non saranno ammesse persone sprovviste di Green Pass. Giovedì 5 agosto 2021, alle 21, il grande appuntamento estivo di Ravenna Jazz 2021: Noa in concerto all’arena del Museo Classis Ravenna. La cantante israeliana proporrà parte del repertorio del suo recente disco Afterallogy, il primo propriamente jazzistico della sua carriera. Ma ci sarà spazio anche per le sonorità esotiche che l’hanno imposta sulla scena internazionale. Noa sarà accompagnata da una band con l’inseparabile partner musicale Gil Dor alla chitarra, Ruslan Sirota al pianoforte, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni.

Il 6 agosto spettacolo di Maria Pia Timo nell’arena di Classis Museo (foto fondazione ravennantica)

Ultimo appuntamento con la comicità, venerdì 6 agosto 2021, alle 21, nell’arena del museo Classis Ravenna, per la rassegna Classe al chiaro di luna. Sul palcoscenico, la simpaticissima Maria Pia Timo con lo spettacolo Una donna di prim’ordine. Guida pratica per sistemare l’armadio, il cane e il marito, che l’attrice ha scritto insieme al regista Roberto Pozzi. La serata è organizzata da Accademia Perduta/Romagna Teatri in collaborazione con Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura e Fondazione RavennAntica. Biglietti a pagamento. Apertura cancelli ore 19: nella sera di spettacolo, fino alle ore 20.30, si potrà visitare il Museo Classis e la mostra “Classe e Ravenna al tempo di Dante” con ingresso già compreso nel biglietto di accesso allo spettacolo. Sempre dalle 19, inoltre, possibilità di scoprire le eccellenze enogastronomiche romagnole con i foodtruck. Posti a sedere e numerati.

Il 7 agosto spettacolo di Ivano Marescotti all’Antico Porto di Classe (foto fondazione ravennantica)

Sabato 7 agosto 2021, alle 21 all’Antico Porto di Classe, nell’ambito dello spettacolo Dante Vivo, Ivano Marescotti prosegue la lettura dedicata al Purgatorio con il Canto XIV “Benfà Bagnacàval che non rifiglia” e il Canto XXXIII “Puro e disposto a salire a le stelle”. Lo spettacolo si completa con le musiche eseguite dal vivo da Marianne Gubri (arpa elettrica) e Roberto Passuti (live electronics). L’evento, in compartecipazione con il Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura – 700 Viva Dante Ravenna 1321-2021, è una produzione Patàka in collaborazione con Cronopios. Tariffa omaggio. Lunedì 9 agosto 2021, alle 21, ultimo appuntamento all’Antico Porto con Le Arti della Marionetta Summer. In scena i burattini tradizionali di Teatro del Drago/Famiglia d’Arte Monticelli e l’eroe della baracca Fagiolino Fan Fan. In chiusura l’avventura estiva de Le Arti della Marionetta, XXXII stagione di Teatro di Figura organizzata da Teatro del Drago/Famiglia d’Arte Monticelli, per i mesi estivi nel contesto della rassegna Classe al Chiaro di Luna 2021, in collaborazione con RavennAntica – Fondazione Parco Archeologico di Classe. L’ultimo appuntamento all’Antico Porto di Classe non poteva che essere con i burattini tradizionali di Teatro del Drago e con l’eroe della baracca emiliano-romagnola, Fagiolino Fan Fan. Lunedì 9 agosto 2021 i fratelli Mauro e Andrea Monticelli ripropongono un grande classico nel repertorio della compagnia, Fagiolino e lo scaletto. 

Il 10 agosto concerto dell’Orchestra Filarmonica Italiana all’Antico Porto di Classe (foto fondazione ravennantica)

Martedì 10 agosto 2021, alle 21, l’Antico Porto di Classe è ancora una volta teatro di Musica dal Nuovo Mondo, la serie di concerti inseriti all’interno della rassegna Classe al Chiaro di Luna che l’Associazione Musicale Angelo Mariani dedica al centenario della nascita di Astor Piazzolla. Questo appuntamento rappresenta l’incontro artistico di due musicisti, Marco Albonetti, sax soprano e Daniele Di Bonaventura, bandeon, che suonano strumenti inventati a metà del XIX secolo accompagnati dagli archi de I Solisti dell’Orchestra Filarmonica Italiana. Sono tra i migliori archi della compagine, i Solisti dell’Orchestra Filarmonica Italiana, la cui  poliedricità musicale ne caratterizza i progetti e collaborazioni. Musica sacra e profana, folk e tango convivono in questo progetto dal sapore culturale mediterraneo, basato sulle musiche di Ramirez, Villoldo, Di Bonaventura, Gardel, Piazzolla, Galliano. I concerti dell’Associazione Musicale Angelo Mariani sono organizzati nell’ambito della rassegna Classe al Chiaro di Luna in collaborazione con il Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura – 700 Viva Dante Ravenna 1321-2021, Regione Emilia Romagna, Ministero della Cultura e Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Apertura cancelli alle 20. Inizio spettacolo alle 21. Tariffe a pagamento.

Ravenna. Dal 1° maggio riaprono i musei gestiti dalla Fondazione RavennAntica: il museo Classis Ravenna, la Domus dei Tappeti di Pietra, il museo Tamo Mosaico, la Cripta Rasponi e i Giardini pensili, la Basilica di Classe, il museo Nazionale, il Battistero degli Ariani e il Mausoleo di Teodorico

“Siamo pronti a ripartireeee!”. Dopo il Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna (che fino al 6 giugno 2021 ospita la mostra “Paolo Roversi. Studio Luce”; per info e prenotazioni: tel. + 39 0544 482477) aperto già dal 27 aprile 2021, da domani 1° maggio 2021 riapriranno tutti i monumenti gestiti dalla Fondazione RavennAntica: il museo Classis Ravenna, la Domus dei Tappeti di Pietra, il museo Tamo Mosaico, la Cripta Rasponi e i Giardini pensili, la Basilica di Classe, il museo Nazionale, il Battistero degli Ariani e il Mausoleo di Teodorico. Le prenotazioni si possono effettuare telefonando – a partire da domani – ai numeri: + 39 320 9539916, + 39 388 8783020, e online sul sito www.ravennantica.it. Al museo Tamo, da domani 1° maggio 2021 saranno finalmente visitabili le due mostre temporanee “L’alto passo…andar per pace” e “Dante e la Romagna” allestite nei chiostri e nel soppalco del museo Tamo. Si ricorda che gli ingressi sono prenotabili anche online cliccando sul pulsante “prenota – acquista ora” e che nelle giornate di sabato, domenica e nei festivi qualora i siti prevedano aperture in tali giornate, è obbligatoria la prenotazione con almeno 1 giorno di anticipo. Si segnala infine la possibilità di acquistare i nostri buoni regalo per donare alla famiglia e agli amici un’esperienza unica alla scoperta dello splendido patrimonio artistico di Ravenna e Classe.

Ravenna. Il museo Tamo nel segno di Dante. Aprono (per ora on line) due mostre “Tamo Dante: L’alto passo… Andar per pace” e “Tamo Dante: Dante e la Romagna”. Con la sezione permanente “Mosaici tra Inferno e Paradiso” Tamo Dante si trasforma in un vero e proprio distretto dantesco

Una veduta d’insieme del museo Tamo (Tutta l’avventura del mosaico) a Ravenna (foto RavennAntica)

L’emergenza sanitaria tiene ancora chiusi i musei. Ma la Fondazione RavennAntica non demorde e venerdì 16 aprile 2021 al museo Tamo (Tutta l’avventura del mosaico) di Ravenna inaugura due mostre dedicate al Sommo Poeta: “Tamo Dante: L’alto passo… Andar per pace” dello scultore e ceramista Enzo Babini e “Tamo Dante: Dante e la Romagna”, a cura di Laura Pasquini, Giuseppe Sassatelli, Enrico Cirelli e Fabrizio Corbara. Ovviamente online. In attesa della riapertura del museo Tamo Dante, dopo l’inaugurazione, sarà possibile vedere le mostre in anteprima sul sito www.ravennantica.it. L’inaugurazione, venerdì 16 aprile 2021, alle 18.30, in modalità online, sarà visibile sulla pagina Facebook di RavennAntica e sul canale Instagram di RavennAntica, oltre che sulla pagina Facebook Ravenna per Dante (@RavennaperDante). Interverranno l’assessora alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino, il presidente di Fondazione RavennAntica Giuseppe Sassatelli, il direttore di Fondazione RavennAntica Sergio Fioravanti, lo scultore e ceramista Enzo Babini e la professoressa Laura Pasquini, co-curatrice mostra “Tamo Dante: Dante e la Romagna”.

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La locandina della mostra “Tamo Dante. L’alto passo… Andar per pace” al museo Tamo di Ravenna

La prima esposizione, allestita nel secondo chiostro del Tamo, si intitola TAMO DANTE: “L’alto passo… Andar per pace”. L’idea alla base della mostra dello scultore e ceramista Enzo Babini, dedicata al poema dantesco, è la rappresentazione della Divina Commedia in cento formelle di terracotta. L’esposizione, realizzata in collaborazione con Casa Matha, si sviluppa in tre momenti cronologici distinti e consecutivi, ognuno dedicato ad una delle tre Cantiche della Commedia. L’opera, unica nel suo genere, ha richiesto tre anni di lavoro. Oggi, a distanza di alcuni anni da quel tour mondiale, Babini la ripropone a Ravenna, al museo Tamo durante le celebrazioni del settimo centenario dalla scomparsa del Sommo Poeta.

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La locandina della mostra “Dante e la Romagna” al museo Tamo di Ravenna

La seconda esposizione, allestita nel soppalco del museo, è TAMO DANTE: “Dante e la Romagna”. La presenza rilevante della Romagna nella vita e nell’opera del Sommo Poeta giustifica una mostra che, ripercorrendo le tappe di un percorso fatto di passi e parole, di certezze documentarie, ma anche di ipotesi, mette in fila i luoghi citati nella Commedia e in alcuni casi anche quelli che, pur non chiamati in causa nel testo, vennero presumibilmente lambiti nei possibili tragitti romagnoli del poeta. Le immagini sono quelle di luoghi e di edifici che ancora oggi mantengono, benché magari rimaneggiati nei secoli successivi, l’aspetto che gli stessi avevano fra la fine del Duecento e i primi anni del secolo XIV, sino al 1321, quando cioè Dante li poté vedere.

ravenna_logo-tamo-museoDal 2012, inoltre, i chiostri del Tamo ospitano permanentemente la sezione “Mosaici tra Inferno e Paradiso” opere musive ispirate alla Divina Commedia che attestano quanto sia inesauribile l’ispirazione dantesca per l’arte moderna. Anche per quella che sa esprimersi nella antica arte del mosaico. Attraverso queste esposizioni, che testimoniano con diverse espressioni artistiche l’importante lascito dell’immortale poeta, il museo Tamo Dante si trasforma in un vero e proprio distretto dantesco.

Gianni Morelli con “Galla Placidia” apre al museo Tamo di Ravenna gli appuntamenti con I MalfAttori: quattro incontri nei quattro mercoledì di maggio

La locandina del ciclo di incontri de I Malfattori al museo Tamo di Ravenna

Gli Amici di RavennAntica tornano in scena. Reduci dal grande successo dell’edizione autunnale, a partire da mercoledì 8 maggio 2019, e per i successivi tre mercoledì, al museo TAMO di Ravenna, negli ormai tradizionali incontri delle 18, torna il ciclo di incontri de I MalfAttori, con nuovi argomenti e nuove storie. Apre il ciclo appunto mercoledì 8 maggio 2019, alle 18, Gianni Morelli con una conversazione dal titolo “Galla Placidia. Una donna da amare”. “Provo un sentimento di ammirazione per quella donna lontana nel tempo, le cui vicende hanno influito non poco sul passaggio d’epoca confuso e crudele dalla storia antica al medioevo” dichiara il professor Morelli. “I mosaici del suo mausoleo mancano ancora di un percorso unitario di lettura. Scopo del mio lavoro è appunto quello di offrirne uno”. Si prosegue mercoledì 15 maggio 2019 con “… era di maggio”, incontro dedicato da Silvia Carrozzino e Fulvia Missiroli alle tante suggestioni poetiche e letterarie ispirate dal mese dell’abbondanza e del risveglio. Il 22 maggio 2019 Anna Firrincieli propone una riflessione sul tema “Frontiere, muri confini… Solo ciò che è umano può essere davvero straniero. Il resto è bosco misto, lavorio di talpa e vento”. Dalla caduta del muro di Berlino, all’attuale dibattito sulle frontiere, il concetto di confine permea la storia dell’umanità, evocando di volta in volta l’idea di difesa o di limite, e stimolando le riflessioni di poeti, scrittori e storici di ogni tempo. La rassegna si conclude mercoledì 29 maggio 2019 con una conversazione a cura di Carlo Pilotti, presidente degli Amici di RavennAntica, dal titolo “In nome di Dio e del guadagno. Storie e curiosità di mutue e comunità”. Dalle prime società mutualistiche alle moderne compagnie assicuratrici, il tema della gestione di risparmi e assicurazioni, spesso ritenuto arido, porta invece con sé risvolti molto umani e ci racconta molto dello spirito di un’epoca. Tutti gli incontri de I MalfAttori si svolgeranno alle 18 al museo TAMO, in via Rondinelli 2 a Ravenna. Ingresso libero. Per informazioni: Associazione Amici di RavennAntica, 0544-473678 int. 2 o infoamici@ravennantica.org

Ravenna. A sette anni dalla scoperta del Genio delle Acque e a quattro dalla musealizzazione dei pavimenti musivi, presentazione degli studi con il volume “Il Genio delle Acque. Scavi nelle Piazze di Ravenna”

Lo scavo in piazza Anita Garibaldi a Ravenna dove è stata trovata la domus del Genio delle Acque

Il Genio delle Acque sul pavimento musivo della domus in piazza Anita Garibaldi

Nel 2011 il ritrovamento casuale. Il gruppo Hera, la multiutility di Ravenna, doveva realizzare un’isola ecologica interrata in piazza Anita Garibaldi a Ravenna. Il piccone intercettò dei pavimenti musivi particolarmente ricchi di una domus edificata nel I sec. d.C. (e frequentata fino al III secolo d.C.) in un’area periferica rispetto al centro della città romana, a poche centinaia di metri dalla linea di costiera antica. Agli archeologi intervenuti sul posti colpì una figura barbuta che impreziosiva un angolo del pavimento musivo: per tutti, da quel momento, quel volto umano barbuto rappresentava il “genio delle acque”. E la domus scoperta è oggi nota come la domus del Genio delle Acque. Nel 2014, a soli tre anni dal ritrovamento, le pavimentazioni musive sono già state restaurate, studiate e possono essere esposte permanentemente nel museo Tamo Tutta l’Avventura del Mosaico), il museo di Ravenna dedicato al museo antico e contemporaneo. “Questo scavo”, ricordava l’allora soprintendente ai Beni archeologici dell’Emilia-Romagna, Marco Edoardo Minoja, “ha consentito di aprire un nuovo capitolo sulla storia dell’espansione urbana di Ravenna, rappresentando nel contempo un complesso spaccato della storia urbana di questa zona della città dalla prima età imperiale all’alto medioevo. L’importanza della scoperta ha imposto delle scelte volte in prima istanza alla tutela di quanto rinvenuto e in seguito attuando quello che si può definire un vero e proprio percorso virtuoso che ha visto dopo la scoperta della domus e il conseguente intervento archeologico, il restauro delle strutture, il loro studio e la loro valorizzazione con la restituzione delle stesse alla città all’interno del museo Tamo”.

Gli scavi archeologici alla domus del Genio delle Acque a Ravenna

E siamo al 2018. Con la pubblicazione del volume “Il Genio delle Acque. Scavi nelle Piazze di Ravenna” (Longo Editore Ravenna) si chiude un percorso sinergico che ha permesso a soprintendenza, Fondazione RavennAntica, Comune di Ravenna e Gruppo Hera di riconsegnare alla città importanti reperti archeologici. L’appuntamento è giovedì 10 maggio 2018, alle 17, in sala Muratori della Biblioteca Classense, in via Baccarini a Ravenna. Il volume “Il Genio delle acque, scavi nelle piazze di Ravenna”, a cura di Chiara Guarnieri e Giovanna Montevecchi, illustra i rinvenimenti provenienti da due scavi realizzati in piazza Anita Garibaldi e in piazza Andrea Costa, accomunati da un tema: la presenza delle acque all’interno della città. Nella prima piazza è stata individuata un’abitazione utilizzata per un tempo lunghissimo (mezzo millennio, dal II al VII secolo) mentre nella seconda sono stati trovati edifici con ambiti diversi e testimonianze del passaggio dei fiumi Padenna e del Flumisellum. Il libro, che fa parte della collana DEA – Documenti ed Evidenze di Archeologia della già soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna (oggi soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara) dell’Emilia Romagna, viene presentato alla Biblioteca Classense alla presenza delle curatrici, degli autori e di molte autorità; seguirà una visita alla sala de Il Genio delle Acque, presso il museo Tamo che ospita i mosaici. Giovedì 10 maggio presenta l’opera Isabella Baldini dell’università di Bologna. Intervengono Filippo Brandolini, presidente Herambiente; Elsa Signorino, assessore alla Cultura del Comune di Ravenna; Giorgio Cozzolino,  soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Giuseppe Sassatelli, presidente RavennAntica; Chiara Guarnieri e Giovanna Montevecchi, curatrici del volume. Segue la visita alla sala de “Il Genio delle acque” al museo Tamo a cura di Paola Perpignani, responsabile Laboratorio di Restauro di RavennAntica.

Il mosaico pavimentale con la figura umana barbuta “Il Genio delle Acque”

La pubblicazione è l’importante traguardo di un percorso iniziato tra il 2009 e il 2011 quando i lavori eseguiti dal Gruppo Hera nel centro storico di Ravenna per realizzare alcune isole ecologiche interrate hanno portato in luce numerosi reperti archeologici. In seguito, soprattutto per gli scavi in piazza Anita Garibaldi, si è proceduto al recupero dei reperti e dei mosaici, al loro restauro e alla definitiva musealizzazione al museo Tamo. Nella parte del volume dedicata al Genio delle Acque, le autrici narrano la storia della domus, il cui rinvenimento rappresenta una fonte importante per comprendere lo sviluppo di Ravenna e l’espansione della città oltre le mura urbane. Ai reperti rinvenuti è affidato il racconto della vita quotidiana e delle abitudini nelle varie epoche attraversate dalla domus. Grazie al ricco corredo fotografico del volume, si possono ammirare suppellettili da cucina e da dispensa; lucerne che offrono indicazioni sulle scelte di gusto dei proprietari orientati verso prodotti locali di buona qualità; anfore da trasporto che consentono di delineare consumi e importazioni come quelle che contenevano vino provenienti da Kos o da Rodi, per rispondere agli esigenti e raffinati gusti degli strati più elevati della popolazione; oggetti in vetro che, seppur frammentati, riconducono a calici, bottiglie e lampade in colore naturale; oggetti per la persona, come gemme in agata, spilloni in osso per acconciature, specchi e spatole per unguenti; oggetti da lavoro come l’ipposandalo, un rampone che si metteva ai cavalli per affrontare terreni ghiacciati; monete di età romana e bizantina destinate agli scambi quotidiani.

La musealizzazione al Tamo della domus del Genio delle Acque

La pubblicazione, che rappresenta un punto di riferimento rilevante per i futuri studi su Ravenna, contiene anche approfondimenti di archeobotanica (lo studio dei resti vegetali) che hanno permesso di ricostruire il paesaggio vegetale e l’ambiente delle epoche passate, oltre ad approfondimenti sulla fauna, utilizzata ad esempio per la forza lavoro o il trasporto del cibo. Fino ad oggi non erano mai stati fatti, su Ravenna, approfondimenti di questo tipo. Le indagini archeologiche illustrate nel volume evidenziano la forte vocazione portuale e commerciale della città ma soprattutto confermano la natura “acquatica” di Ravenna che, tra i tanti reperti, emerge in particolare attraverso un graffito che fa riferimento al trasporto di anfore su acqua e un mosaico che raffigura il Genio delle acque (rinvenuti in piazza Garibaldi) e un’epigrafe che cita una fonte d’acqua, rinvenuta in piazza Costa.