Archivio | ottobre 2017

“…comunicare l’archeologia…”: il Gruppo archeologico bolognese presenta il ricco programma del ciclo del IV trimestre 2017 tra medicina etrusca e cucina degli antichi greci, news delle più recenti ricerche archeologiche e il resoconto della situazione del patrimonio archeologico in Vicino Oriente

L’archeologo Nicolò Marchetti a Karkemish: il 14 novembre sarà ospite del Gabo

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Dalla medicina etrusca alla tavola degli antichi greci, dai rapporti dei longobardi con le popolazioni locali ai casi di buone azioni al femminile nella Chiesa delle origini, e poi tanta ricerca: l’anfiteatro romano di Bononia, la valle del Samoggia, da Marzabotto a Pompei, fino alle “interviste impossibili” con l’uomo di Neanderthal e al resoconto drammatico sulla situazione del patrimonio archeologico in Vicino Oriente. È un programma particolarmente ricco quello proposto dal nuovo ciclo di incontri “…comunicare l’archeologia…” promosso per il IV trimestre del 2017, cioè da ottobre a dicembre, dal Gruppo archeologico bolognese, costituito nel 1991, composto da insegnanti di scuole medie superiori, studenti universitari, archeologi ed appassionati di vario tipo, tutti accomunati dal medesimo interesse per la storia della cultura e dell’arte antica. Il Gabo, che aderisce ai Gruppi archeologici d’Italia, oggi collabora con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto e con il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena. Gli incontri, come da tradizione, si tengono il martedì alle 21, al  Centro Sociale “G.Costa” in via Azzo Gardino 48 a Bologna. E allora vediamo più da vicino il programma proposto dal Gabo.

L’uomo di Neanderthal protagonista delle “Interviste impossibili”

Il manifesto della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” a Pavia

Serata inaugurale martedì 17 ottobre 2017, alle 21 al Centro Sociale G.Costa. La prima parte dell’incontro sarà riservata alla presentazione del programma sociale di conferenze, viaggi, eventi culturali. Quindi prima conferenza del ciclo con Silvia Romagnoli, archeologa specializzata in etruscologia e viaggiatrice, che parlerà di “Etrusca medicina: rimedi e cure naturali nell’Italia antica”. Il martedì successivo, 24 ottobre 2017, alle 21 ancora al “G.Costa”, conferenza preparatoria al viaggio a Pavia del 5 novembre per la visita della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/08/23/pavia-e-pronta-a-tornare-capitale-del-regnum-langobardorum-apre-al-castello-visconteo-la-mostra-longobardi-un-popolo-che-cambia-la-storia-un-grande-evento-in-cui-per-la-prima-volt/). Erika Vecchietti, archeologa specializzata in archeologia romana, ha scelto un tema intrigante: ““In fila longobarda. Piccola storia di migrazioni, contrasti e integrazioni nell’Italia di VI-VII secolo”. Attenzione, perché col terzo incontro si cambiano giorno, luogo e orario: l’appuntamento, nell’ambito della Festa internazionale della Storia, è infatti domenica 29 ottobre 2017, alle 16.30, al MUV Museo della civiltà villanoviana in via B. Tosarelli 191 a Villanova di Castenaso (Bo). Per la serie “Le interviste impossibili”, Italo Calvino intervista l’Uomo di Neanderthal: con Marco Mengoli nel ruolo dell’Uomo di Neanderthal e Michele Gambetti in quello dell’Intervistatore. Introduce l’evento Federica Fontana, ricercatrice al Dipartimento di Studi Umanistici dell’università di Ferrara.

Scena di banchetto da una pittura vascolare greca: ne parlerà Cristina Servadei

Martedì 31 ottobre 2017, si torna alle 21 al “G.Costa” con Cristina Servadei, archeologa specializzata in archeologia greca, che ci farà fare un viaggio dei gusti e nei sapori del mondo antico con “A tavola con gli antichi. Il cibo degli dei, degli eroi e dei mortali nell’antica Grecia”. La settimana successiva “…comunicare l’archeologia…” fa una pausa per lasciare spazio all’altra tradizionale iniziativa del Gabo “Imagines: obiettivo sul passato”, XV edizione, rassegna del documentario archeologico in cartellone il 10-11-12 novembre 2017 alla Mediateca del Comune di S. Lazzaro di Savena (Bo). Gli incontri riprendono martedì 14 novembre 2017, alle 21, al “G.Costa” su “Il patrimonio archeologico del Vicino Oriente: una rassegna dei vari tipi di minacce e distruzioni nella culla della civiltà”, preziosa testimonianza di Nicolò Marchetti, docente al dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, dal 2011 direttore della missione archeologica turco-italiana a Karkemish e dal 2016 direttore della missione archeologica italo-irachena per la ricognizione di superficie del settore sud-orientale della regione di Qadissiya (QADIS).

La musealizzazione dell’anfiteatro romano di Bologna

Martedì 21 novembre 2017, alle 21, al “G.Costa”, si “gioca in casa”: Claudio Calastri, archeologo e coordinatore del settore Archeologia di Ante Quem srl, presenta le “Nuove ricerche sull’anfiteatro romano di Bononia”. Sara Campagnari, funzionario archeologo alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e ricercatrice all’università di San Marino, completa gli incontri di novembre, martedì 28 novembre 2017, alle 21, al “G.Costa”, illustra le “Nuove testimonianze archeologiche dalla valle del Samoggia. Gli scavi lungo la Nuova Bazzanese”. Martedì 5 dicembre 2017l alle 21, ma stavolta alla mediateca comunale di S. Lazzaro di Savena, chiude il ciclo del IV trimestre 2017, con un incontro in collaborazione con il museo della Preistoria “L. Donini” di S. Lazzaro: i ricercatori Andrea Gaucci ed Enrico Giorgi, assegnisti di ricerca all’università di Bologna – dipartimento Storia Culture Civiltà, con la collaborazione di Simone Garagnani e Michele Silani, si soffermano su “La ricerca in scena: raccontare la città da Marzabotto a Pompei”. Presenta la serata Giuseppe Sassatelli, già docente di Etruscologia e Antichità Italiche all’università di Bologna.

Autunno al museo Archeologico nazionale di Adria: ogni domenica un evento

Eventi di ottobre 2017 al museo Archeologico nazionale di Adria

L’estate è ormai finita e le giornate piovose aumentano. Ma non bisogna disperare! Il museo Archeologico nazionale di Adria è lieto di ospitarvi con molte iniziative per tutto il mese di ottobre. Con questo saluto-invito la direzione del museo polesano annuncia le iniziative di ottobre 2017 “con le date importanti da segnare sul calendario”. Si inizia domenica 1° ottobre, prima domenica del mese a ingresso gratuito: alle 17, conferenza dell’archeologo  Andrea Gaucci su “La città Etrusca di Spina fra mito e Archeologia”. L’incontro rientra nel XXVII ciclo di incontri 2017 “Adria e l’Etruria Padana” a cura del Gruppo Archeologico Adriese “Francesco Antonio Bocchi” onlus in collaborazione con il Comune di Adria, la Biblioteca di Adria, Pro Loco di Adria, Centro Servizi per il Volontariato di Adria. Domenica 8 ottobre, in occasione della F@mu “Famiglie al Museo”, alle 16:30, “Greci & Etruschi”: 10 tappe per unire i popoli con Scopri il tuo Museo, in collaborazione con: Studio D. Genitori e bambini saranno coinvolti in un divertente gioco alla scoperta delle “famiglie” antiche e degli usi e costumi di Greci, Etruschi, Celti e Romani attraverso i reperti archeologici esposti. Un’occasione per abbattere i muri del tempo e per giocare in Museo insieme. Venerdì 13 ottobre, evento speciale Fascinum al pomeriggio e con un’apertura straordinaria serale. Incontro con alcuni artisti di “Ornamenta. Gioielli tra storia e design” che ci racconteranno le loro opere e che ci daranno l’occasione di indossarle (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/05/18/museo-archeologico-nazionale-di-adria-per-la-festa-e-la-notte-dei-musei-speciale-percorso-archeologico-letterario-sui-gioielli-e-visite-guidate-alla-mostra-ornamenta-gioielli-tra-storia-e-d/). Evento in collaborazione con Venice design week. Per informazioni aggiuntive e definizione degli orari, contattare il museo. Domenica 22 ottobre, finissage di “Ornamenta. Gioielli tra storia e design”. In occasione della chiusura della apprezzatissima mostra, saranno ospitati gli artisti che hanno collaborato alla sua realizzazione. Con brindisi finale!

Archeologia, storia e archeologia nelle grotte dell’Emilia-Romagna: convegno e mostre a Brisighella (Ra)

La grotta del Farneto, nel Bolognese, già descritta dal poeta Enrico Panzacchi nel 1889

“Passammo nella chiusa aria e nel gelo.  Il gaio suon delle nostre parole restituiva a noi l’eco profondo: parea s’andasse nel sotterraneo Mondo!”. Così nel 1889 il poeta bolognese Enrico Panzacchi descrive il suo ingresso in una delle più note cavità dell’Emilia-Romagna, la Grotta del Farneto. Cavità che l’uomo ha spesso abitato, frequentato, utilizzato, visitato e sfruttato. Proprio sulla “Frequentazione delle grotte in Emilia-Romagna tra archeologia, storia e speleologia” si concentreranno i partecipanti del convegno promosso a Brisighella (Ra) da soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, federazione Speleologica regionale dell’Emilia-Romagna, gruppo Speleologico bolognese-unione Speleologica bolognese, gruppo Speleologico paletnologico “G. Chierici” di Reggio Emilia, speleo GAM Mezzano (RA) e parco regionale della Vena del Gesso Romagnola. L’appuntamento dunque a Brisighella venerdì 6 e sabato 7 ottobre 2017 al convento dell’Osservanza in via Fratelli Cardinali Cicognani, e al centro visite Carnè in via Rontana.

La grotta della Spipola a San Lazzaro di Savena nel Bolognese (Foto Francesco Grazioli)

A Brisighella il convegno “Frequentazione delle grotte in Emilia-Romagna tra archeologia, storia e speleologia”

Il fascino emanato da questo mondo incontaminato e in apparente equilibrio delle grotte oggi trova nuovi spunti di interesse dalla frequentazione speleologica e dalla conoscenza delle testimonianze archeologiche che nelle varie epoche le società umane hanno lasciato all’interno di tali luoghi. Fornendo nuovi percorsi e opportunità alla valorizzazione del territorio. Nel convegno di Brisighella geologi, archeologi, antropologi, speleologi, archeozoologi e archeobotanici si confrontano a tutto campo proprio sul tema della frequentazione delle grotte in Emilia-Romagna. Intenso il programma. Venerdì 6 ottobre 2017, al convento dell’Osservanza, si inizia alle 9.30 con i saluti di Davide Missiroli, sindaco di Brisighella; Giorgio Cozzolino, soprintendente di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Luigi Malnati, soprintendente per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; Massimo Ercolani, federazione Speleologica regionale dell’Emilia-Romagna; Massimiliano Costa, parco regionale della Vena del Gesso Romagnola. Alle 10, iniziano i lavori presieduti da Maria Bernabò Brea, presidente dell’istituto italiano di Preistoria e Protostoria, con S. Piastra, “Alle origini della frequentazione a fini scientifici delle cavità emiliano-romagnole: Antonio Vallisneri e i gessi messiniani reggiani”; 10.25, G. Nenzioni, “Fenomeni carsici e primo popolamento nel territorio bolognese orientale: faune e litocomplessi”; 10.45, P. Boccuccia, “La frequentazione pre e protostorica nelle grotte tra Reggiano e Bolognese”; 11.05, pausa caffè; 11.20, M. Cremaschi, G. Zanchetta, I. Isola, E. Regattieri, “Riconsiderando gli scavi di G. Chierici nella Tana della Mussina di Borzano dal punto di vista geoarcheologico: cambiamenti ambientali ed uso del suolo nell’Olocene medio al margine collinare padano”; 11.40, J. Tirabassi, E. Valzolgher, “Tana della Mussina, 150 anni dopo: i reperti ceramici rinvenuti nella grotta alla luce delle prime datazioni radiocarboniche”; 12, F. Lenzi, “Testimonianze antropiche dalle morfologie carsiche di Monte Castello (Croara) e dal distretto limitrofo”; 12.20, P. Bonometti, “La frequentazione della Grotta del Farneto dal Bronzo Antico al Bronzo Recente”; 12.40, M.G. Belcastro, L. Castagna, N. Preti, P. Salvo, M. Venturi, “Nota preliminare sul rinvenimento di un cranio umano nella Grotta Marcel Loubens (San Lazzaro di Savena – BO); 12.55, P. Boccuccia, C. Busi, F. Finotelli, R. Gabusi, L. Minarini, “La Grotta Serafino Calindri (San Lazzaro di Savena – BO). Frequentazione antropica di una cavità dei Gessi Bolognesi durante l’età del bronzo”; 13.15, Pausa pranzo. Nel pomeriggio, i lavori sono presieduti da Maurizio Cattani, docente di Preistoria e Protostoria all’università di Bologna: alle 14.30, A. Bondini, P. Desantis, F. Finotelli, T. Trocchi, “Le Grotte di Labante (Castel d’Aiano – BO) tra geologia e archeologia”; 14.50, M. Miari, “La frequentazione pre e protostorica nelle grotte della Romagna”; 15.10, C. Negrini, P. Poli, “La Grotta del Re Tiberio e i saggi del 2013 antistanti l’ingresso”; 15.30, C. Cavazzuti, “I resti umani nelle grotte emiliano-romagnole e la ritualità funeraria alla fine del terzo millennio a.C.”; 15.50, G. Pignocchi, “La frequentazione archeologica delle grotte nelle Marche”; 16.15, C. Bigagli, R. Iardella, A. Palchetti, E. Paribeni, “Il complesso delle Grotte di Equi sulle Alpi Apuane (MS). Dal paleolitico ad oggi”; 16.40, pausa caffè; 16.50, C. Guarnieri, “La frequentazione delle grotte in Emilia-Romagna durante l’età romana e medievale: il punto della situazione”; 17.15, S. Piastra, “Rappresentazioni cartografiche storiche del carsismo nei gessi emiliano-romagnoli in età Moderna”; 17.40, discussione.

Archeologi e speleologi fianco a fianco nelle grotte dell’Emilia-Romagna

Sabato 7 ottobre 2017 ci si sposta al centro visite Carnè. Alle 10, C. Catellani, W. Formella, “Censimento catastale delle grotte di interesse Archeologico e Antropologico dell’Emilia occidentale”; 10.20, G. Gandolfi, “Il Buco del Cornale, una cavità con inedite tracce di frequentazione medievale”; 10.40, C. Bus, “Francesco Orsoni: 14 anni alla Grotta del Farneto”; 11, C. Busi, “Luigi Fantini e la scoperta del deposito osteologico del Sottoroccia del Farneto”; 11.20, N. Preti, “Le grotte bolognesi come rifugio nel 1944-45”; 12, pausa pranzo; 14, M. Ercolani, P. Lucci, B. Sansavini, “I rinvenimenti archeologici nelle grotte della Vena del Gesso romagnola: il contributo di Luciano Bentini”; 14.20, D. Delpiano, M. Marchesini, S. Marvelli, G. Nenzioni, M. Peresani, “Fenomeni carsici e primo popolamento nel territorio orientale bolognese”; 14.40, C. Busi, “La scoperta del Paleoinghiottitoio della Cava a Filo (S. Lazzaro di Savena, BO)”; 15, C. Berto, E. Ghezzo, U. Thun Hohenstein, M. Marchesini, S. Marvelli, A. Massarenti, G. Nenzioni, P. Paronuzzi, P. Reggiani, “La sequenza UMG dell’ ex Cava a Filo: aspetti geopaleontologici, tafonomici, palinologici e antropici alla luce delle ultime indagini (2006-2016)”; 15.20, D. Palumbo, M.M. Ciucani, M. Galaverni, P. Serventi, G. Ravegnini, S. Angelini, R. Caniglia E. Cilli, “Il lupo che venne dal freddo: i reperti dell’ex Cava a Filo rivelano l’antica origine del lupo italiano (Canis lupus italicus, Altobello 1921) attraverso lo studio del DNA antico”.

Ingresso grotta dei gessi (foto Francesco Grazioli)

Affiancano il convegno due interessanti mostre, sempre a Brisighella: la prima al convento dell’Osservanza, “Le grotte emiliano romagnole frequentate dall’uomo: le immagini” con foto di Francesco Grazioli; l’altra nella sala espositiva in via Baldi, “USI IMPROPRI? La fruizione delle cavità nell’iconografia antica e moderna” a cura di Maria Luisa Garberi e della biblioteca Franco Anelli (Centro italiano di documentazione speleologica – Bologna).