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Firenze capitale dell’Egittologia mondiale: dal 23 al 30 agosto ospita l’11° congresso internazionale di Egittologia. Rinnovato il museo Egizio di Firenze

Dal 23 al 30 agosto Firenze diventa capitale mondiale dell'Egittologia con l'XI congresso internazionale

Dal 23 al 30 agosto Firenze diventa capitale mondiale dell’Egittologia con l’XI congresso internazionale

La presentazione dell'XI congresso internazionale di Egittologia

La presentazione dell’XI congresso internazionale di Egittologia

Da Mamdouh El Damathy a Abdel-Wahed El Nabawi, cioè dal ministro egiziano alle Antichità che apre al collega alla Cultura che chiude: in mezzo 700 egittologi provenienti da oltre 30 paesi di Europa, Asia, Africa, Americhe e Oceania attesi a Firenze per l’XI International Congress of Egyptologists. Società, religione, linguaggio, testi sacri, storia, archeologia e patrimonio: l’egittologia dalla A alla Z. Dal 23 al 30 agosto 2015 Firenze si immerge nell’affascinante mondo dell’antico Egitto, ospitando l’undicesimo Congresso internazionale di Egittologia, organizzato dall’International Association of Egyptologists, la soprintendenza Archeologia della Toscana, il Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies del capoluogo toscano e il museo Egizio di Firenze. Un grande appuntamento per gli egittologi di tutto il mondo che a Firenze si confronteranno sulle proprie ricerche sull’Antico Egitto. La manifestazione è tanto più importante in quanto si svolge nell’Anno della cultura egiziana in Italia, con approfondimenti dei rapporti culturali tra Italia ed Egitto. E per la Toscana è un “fiore all’occhiello” nel palinsesto degli eventi promossi nel 2015 “anno del’archeologia in Toscana” (vedi post https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2015/02/26/2015-anno-dellarcheologia-in-toscana-a-tourisma-il-soprintendente-pessina-anticipa-il-ricco-programma-di-eventi/). A presentarlo il vicesindaco Cristina Giachi, il soprintendente archeologo della Toscana Andrea Pessina, il direttore del museo Egizio di Firenze Maria Cristina Guidotti, la professoressa Gloria Rosati egittologa dell’università di Firenze, Stefano Anastasio della soprintendenza Archeologia della Toscana, i co-direttori del CAMNES Stefano Valentini e Guido Guarducci. “Questo convegno di rilevanza internazionale quest’anno ha un significato particolarmente importante”, spiega Giachi, “perché l’egittologia mondiale, che da tempo non si riuniva, trova a Firenze il luogo per fare il punto sugli studi, la scienza e la condizione della conservazione del patrimonio culturale in un momento in cui questi temi non hanno solo rilevanza scientifica o culturale, ma sollecitano anche una riflessione sulla nostra condizione umana alla luce dei drammatici fatti che stanno avvenendo in questo periodo in Egitto e in tutto l’Oriente mediterraneo”. L’evento fiorentino costituisce infatti il primo incontro dopo una lunga pausa: la IAE – International Association of Egyptologists, si era riunita infatti l’ultima volta a Rodi, nel 2008, in occasione del ICE – International Congress of Egyptologists X. Allora era stato deciso che il successivo congresso sarebbe stato ospitato dall’Egitto, ma i noti fatti politici intervenuti nel paese hanno costretto ad annullare il progetto e a cercare un’altra sede. A seguito di una votazione a cui hanno partecipato tutti gli aderenti all’associazione, presenti in tutti i continenti, la candidatura di Firenze è stata dunque scelta come sede di questo appuntamento fondamentale per le ricerca egittologica internazionale vista la presenza dei maggiori esperti del settore. “Siamo orgogliosi di ospitare il convegno”, continua Giachi. “In città l’egittologia ha forti radici: il nostro museo egizio è il secondo in Italia, secondo solo a quello di Torino, c’è una soprintendenza molto attiva e un tessuto culturale scientifico rappresentato dall’Università di Firenze è da realtà come l’associazione CAMNES, tra i più rilevanti nella ricerca e nella diffusione dei risultati della ricerca archeologica in generale ed egittologica in particolare. Il convegno che si apre sabato però non sarà solo una festa, ma anche un momento di riflessione profonda che dovremo fare sul piano culturale e umanitario per i gravi fatti che stanno colpendo l’Egitto”.

Per una settimana a Firenze si confrontano 700 egittologi negli incontro dell'XI congresso

Per una settimana a Firenze si confrontano 700 egittologi negli incontro dell’XI congresso

Intenso il programma. La cerimonia di apertura, domenica 23 agosto, alle 17, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, con gli interventi del ministro delle Antichità dell’Egitto Mamdouh el-Damaty (L’antico Egitto e l’egittologia contemporanea. Valutazioni, problemi e prospettive future”) e Fathi Saleh, della Biblioteca di Alessandria e consigliere culturale del Primo ministro (“Il patrimonio culturale nell’era digitale”). Dal mattino di lunedì 24 agosto al Giardino dei Semplici dell’Orto Botanico iniziano i lavori congressuali. Mercoledì nel tardo pomeriggio ci sarà una visita guidata al museo Egizio di Firenze. In Sala Battilani, giovedì pomeriggio workshop di e-gittologia con l’intervento di Jean Winand su “Un nuovo dizionario per l’Antico Egitto”; e venerdì pomeriggio sessione plenaria con John Baines (“Bibliografia egizia on-line: gli sviluppi”) e Paolo Sabbatini (“Egittologia e diplomazia: gli italiani e la nascita delle grandi collezioni”). Il congresso si chiude sabato 29 agosto, alle 19, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, con il concerto dell’Ensamble NESMA (Musicisti dell’Opera del Cairo) alla presenza dell’assessore alla Cooperazione e alle relazioni internazionali Nicoletta Mantovani e del ministro egiziano alla Cultura Abdel-Wahed El-Nabawi.

La sala VIII del museo Egizio di Firenze riallestita in occasione dell'XI congresso di Egittologia

La sala VIII del museo Egizio di Firenze riallestita in occasione dell’XI congresso di Egittologia

Le teche con le mummie, tra i reperti che raccolgono il maggior interesse all'Egizio di Firenze

Le mummie, tra i reperti che raccolgono il maggior interesse all’Egizio di Firenze

Il Congresso Internazionale di Egittologia è anche l’occasione per presentare al pubblico il rinnovato allestimento di alcune sale del museo Egizio di Firenze (vedi post https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2015/05/29/al-museo-egizio-di-firenze-lavori-in-corso-in-vista-dellxi-international-congress-of-egyptologists-di-agosto/ ). In particolare la sala VIII, da sempre destinata all’esposizione delle mummie e degli oggetti di vita quotidiana in materiale deperibile, è stata oggetto di un efficace intervento di riallestimento e nuova illuminazione, che rende oggi decisamente suggestivo quest’ambiente, unico ad aver mantenuto, volutamente, gli arredi dell’allestimento originale di fine ‘800, con le vetrine in stile egittizzante e il soffitto dipinto a volta stellata. Tra i reperti esposti nella sala VIII, quelli che destano maggiore interesse, specie nelle scolaresche, sono le mummie. Oltre alle mummie umane (tra cui quella di un bambino, il piccolo Callisto) che si trovano nelle teche al centro della stanza, è oggi esposta in una vetrina la piccola mummia di un coccodrillo. Le vetrine centrali espongono invece oggetti in legno e in vimini di uso quotidiano in ottimo stato di conservazione: notevoli le ceste, una delle quali contiene ancora frutti di palma dum, le corde e le intelaiature di sgabelli e tavolini. La vetrina sull’altro lato della sala accoglie invece il corredo di Tjesraperet, nutrice della figlia del Faraone Taharqa (XXV Dinasia, 690-664 a.C.): tra i vari oggetti è degno di attenzione lo specchio, con tanto di custodia in legno, appartenuto alla donna, che era di alto livello sociale; nella sala è poi esposto il grande sarcofago con la cassa, entrambi in legno e dipinti, appartenuto alla nutrice.

Al museo Egizio di Firenze lavori in corso in vista dell’XI International Congress of Egyptologists di agosto

Le sale egittizzanti del museo Egizio di Firenze: sono progressivamente riallestite

Le sale egittizzanti del museo Egizio di Firenze: sono progressivamente riallestite

Il museo Egizio si rifà il look in vista del grande appuntamento di agosto, l’11°congresso internazionale degli Egittologi. Da fine aprile le sale dell’Egizio sono progressivamente interessate da un riallestimento che, senza mutare particolarmente il percorso espositivo attuale, consentirà però una migliore fruizione delle opere e degli oggetti esposti. Il riallestimento seguirà infatti i criteri già utilizzati per la sala I, andando a uniformare così l’aspetto delle sale del Museo. Nella prima settimana di lavori, dal 27 al 30 aprile, sono state chiuse le sale II e III. Progressivamente, con l’avanzamento dei lavori, la prima settimana di maggio la sala II è stata riaperta, mentre la sala III restava chiusa insieme alle sale IV-V. A seguire, con la riapertura della sala III, sono state chiuse le sale VI e VII e infine è toccato alla sala VIII, la più delicata e particolare del museo, che espone le mummie e gli oggetti di uso comune in materiale deperibile e che ancora conserva, unica in tutto il museo, le vetrine in stile egittizzante del primo allestimento, di fine ‘800. ll museo Egizio di Firenze – ricordiamolo – è secondo in Italia solo al famoso museo Egizio di Torino e vanta una collezione di oltre 14mila reperti, formatasi soprattutto nel XIX secolo: comprende materiale che va dalla preistoria all’epoca copta, con notevoli raccolte di stele, statue, sarcofagi, ushabti, amuleti, bronzetti, tessuti copti e oggetti di vita quotidiana di varie epoche. Il materiale è esposto con criteri cronologici in 11 sale.

In agosto a Firenze si ritroveranno a congresso i più grandi egittologi del mondo

In agosto a Firenze si ritroveranno a congresso i più grandi egittologi del mondo

I lavori, come si diceva, sono svolti anche in vista dell’XI congresso internazionale di Egittologia che Firenze ospiterà dal 23 al 30 agosto organizzato dalla soprintendenza per l’Archeologia della Toscana e dal museo Egizio con l’università di Firenze e l’associazione culturale Camnes (Center of Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies). Firenze è stata scelta come sede di questo appuntamento fondamentale per la ricerca egittologica internazionale al quale partecipano i maggiori esperti del settore, aderenti all’Iae (International Association of Egyptologists). L’evento costituisce il primo incontro dopo una lunga pausa: l’Iae si era riunita infatti l’ultima volta a Rodi nel 2008 al X congresso. Il congresso si svolge in coincidenza con un anno particolare: il 2015 è stato infatti proclamato “Anno della cultura egiziana in Italia” e vedrà lo svolgersi di numerosi eventi in tutto il Paese legati alle maggiori collezioni egizie italiane.

2015, anno dell’archeologia in Toscana: a Tourisma il soprintendente Pessina anticipa il ricco programma di eventi

Lo stand della Toscana negli spazi espositivi di Tourisma (foto Valerio Ricciardi, Roma)

Lo stand della Toscana negli spazi espositivi di Tourisma (foto Valerio Ricciardi, Roma)

2015 anno dell'Archeologia in Toscana

“Venite a scoprire l’archeologia in Toscana”. L’invito lanciato da Andrea Pessina, soprintendente per i Beni archeologici della Toscana, dal palco di Tourisma, il primo salone internazionale dell’archeologia promosso a Firenze dalla rivista Archeologia Viva dal 20 al 22 febbraio, quest’anno ha una valenza particolare. Sì, perché il 2015 è “l’anno dell’archeologia in Toscana”: un anno speciale, dunque, ricco di iniziative che si intrecciano – come vedremo – anche con altri anniversari come “l’anno dell’Egitto in Italia” e il 150° di Firenze capitale. “Il 2015 sarà un anno di grandi eventi di altissima qualità”, ribadisce Pessina presentando il programma di massima della stagione, di cui archeologiavocidalpassato darà ampio conto nelle prossime settimane. Intanto vediamo il programma di massima.

La Minerva di Arezzo conservata al museo Archeologico di Firenze

La Minerva di Arezzo conservata al museo Archeologico di Firenze

Si inizia con due grandi mostre dedicate alla bronzistica nel mondo antico in generale e della Grecia in particolare. La mostra “Potere e pathos. Bronzi nel mondo ellenistico” apre il 14 marzo a Palazzo Strozzi di Firenze dove si potrà visitare fino al 21 giugno. Attraverso l’esposizione di eccezionali esempi di sculture in bronzo di grandi dimensioni provenienti dai più importanti musei archeologici italiani e stranieri, il visitatore potrà seguire lo sviluppo dell’arte dell’età Ellenistica, diffusa in tutto il Mediterraneo e oltre tra il IV e il I sec. a.C. “Ci saranno 50-60 capolavori che non si sono mai visti insieme, e che difficilmente li si potranno vedere in futuro”, spiega il soprintendente. “Il museo Archeologico di Firenze è uno dei grandi prestatori di bronzi. Ci sarà anche il famoso cavallo Medici-Ricciardi, che fu già di Lorenzo il Magnifico, un capolavoro che in questi giorni è ancora in restauro, aperto alla vista del pubblico”. Una settimana dopo, il 20 marzo (e sempre fino al 21 giugno), ma stavolta al museo Archeologico nazionale di Firenze, apre la mostra “Piccoli grandi bronzi. Capolavori greci, etruschi e romani”: “Sarà l’occasione per presentare parte della collezione di statuette bronzee raccolte in circa tre secoli dalle dinastie dei Medici e dei Lorena”, continua Pessina. In tutto 170 reperti che costituiscono un affascinante percorso artistico, mitologico e iconografico.

Il manifesto dell'XI congresso di Egittologia

Il manifesto dell’XI congresso di Egittologia

In agosto sarà il turno dell’Egitto e, quindi, del museo Egizio di Firenze, un’altra eccellenza della città gigliata, seconda per qualità delle collezioni (circa 15mila oggetti conservati) solo all’Egizio di Torino. Dal 23 al 30 agosto il museo Egizio (archeologico) di Firenze ospita l’11° congresso internazionale di Egittologia, promosso dalla soprintendenza ai beni archeologici della Toscana e dal museo Egizio di Firenze con l’università di Firenze e l’associazione Camnes (Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies). Un vero successo per Firenze e l’Egittologia italiana se pensiamo che l’ultimo congresso, cioè il 10°, si è tenuto nel lontano 2008. E sempre quest’estate torna un appuntamento di successo “Le notti dell’archeologia”, giunto alla XV edizione. Anche quest’anno parteciperanno all’iniziativa sia i musei e le raccolte che espongono una collezione archeologica, assieme ai parchi e alle aree archeologiche, sia quei musei che, pur non archeologici, intendono valorizzare e promuovere il patrimonio archeologico del proprio territorio, organizzando attività ed esposizioni destinate a diffondere l’interesse per il più lontano passato. “La costante ricerca di occasioni di divulgazione e diffusione dell’attenzione attorno al patrimonio archeologico”, spiegano in Regione, “è un fiore all’occhiello delle strutture espositive e di accoglienza toscane, che hanno saputo fidelizzare un pubblico che ha imparato, proprio con le “Notti dell’Archeologia”, come le tracce delle civiltà antiche siano le fondamenta dell’identità locale odierna, le nostre radici condivise; un patrimonio che è la più concreta e tangibile testimonianza della cultura dell’uomo, fatta non solo di capolavori unici, ma anche di piccoli oggetti apparentemente banali o di uso comune nella quotidianità, dietro ai quali si celano i sogni, le paure, le speranze di vita, il benessere ed il disagio sociale di ogni tempo, in infiniti racconti di esistenze diverse”.

Andrea Pessina, soprintendente ai Beni archeologici della Toscana (foto Valerio Ricciardi, Roma)

Andrea Pessina, soprintendente ai Beni archeologici della Toscana (foto Valerio Ricciardi, Roma)

L'area archeologica dell'etrusca Roselle

L’area archeologica dell’etrusca Roselle

Intanto per chi vuole organizzarsi un viaggio/vacanza alla scoperta dei tesori archeologici della Toscana, la soprintendenza ha preparato una nuova guida archeologica che è al tempo stesso una rilettura con gli occhi dei viaggiatori del III millennio delle emozioni provate due – tre secoli fa dai pionieri del Grand Tour e un vademecum di itinerari per le strade della Toscana illustrati con le straordinarie foto dall’alto (palloni aerostatici, aquiloni) di Paolo Nannini, fotografo specializzato della stessa soprintendenza toscana. La guida “Sulle strade del Grand Tour. Itinerari archeologici in Toscana”, anticipata da Pessina nella sua introduzione a Tourisma, è stata presentata in anteprima all’XI incontro nazionale di Archeologia Viva.

Il Cortile dei Fiorentini all'inizio del Novecento

Il Cortile dei Fiorentini all’inizio del Novecento

E così arriviamo a settembre con altri due appuntamenti da non perdere. Il primo è intimamente fiorentino. Il soprintendente Pessina l’ha definito come “archeologia per il 150° di Firenze capitale”. Si tratta del restauro e riallestimento – e quindi della riapertura al pubblico – del cosiddetto “Cortile dei Fiorentini”, lo spazio verde del Palazzo della Crocetta, che oggi ospita il museo Archeologico di Firenze, che accolse il materiale archeologico rinvenuto durante i lavori di risistemazione urbanistica di Firenze capitale. Grazie al materiale d’archivio della soprintendenza è stato possibile riconoscere quei reperti e valorizzarli.

L'arte precolombiana sarà protagonista nella mostra "Il mondo che non c'era" promossa dal Centro studi e ricerche Ligabue di Venezia

L’arte precolombiana sarà protagonista nella mostra “Il mondo che non c’era” promossa dal Centro studi e ricerche Ligabue di Venezia

L’ultimo evento anticipato da Pessina non solo ha una valenza intrinseca indiscussa, ma inaugura una collaborazione, che tutti si augurano porterà risultati positivi, tra la soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana e il Centro studi e ricerche Ligabue di Venezia. La mostra “Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana della collezione Ligabue” è prevista al museo Archeologico di Firenze tra settembre 2015 e febbraio 2016. Vita, costumi e cosmogonie delle culture del Centro e Sud America prima di Colombo verranno raccontate attraverso oltre 150 opere d’arte della collezione Ligabue e di importanti musei nazionali e privati. “La mostra Il mondo che non c’era narra di quella parte dell’umanità che apparirà all’Europa solo dopo i viaggi di Colombo e degli altri navigatori ed esploratori”, anticipa a Firenze Inti Ligabue, che ha raccolto l’eredità del padre Giancarlo scomparso recentemente. “Se Spagna e Portogallo sono i due paesi europei che hanno svolto un ruolo centrale nella scoperta e la conquista delle Americhe, anche l’Italia ha giocato un ruolo chiave in questo evento considerato senza dubbio il più importante nella storia dell’umanità, come ha avuto modo di considerare Claude Lévi-Strauss”. La mostra sarà curata da Jaques Blazy, esperto internazionale di arte precolombiana, che ha aiutato a costruire le più importanti collezioni al ondo di musei e privati. “Colgo l’occasione per ringraziarlo: egli mi ha personalmente guidato in musei e gallerie e mi ha fatto conoscere altri collezionisti che condividono la passione verso queste antiche civiltà”. Andrè Delpuech, curatore del patrimonio delle Collezioni Americane al Museo del Quai Branly di Parigi, è invece presidente del comitato scientifico della mostra e riporta tutta la sua vastissima esperienza nel campo con un importante studio sul ruolo del mecenatismo nelle collezioni europee. Il coordinamento sarà assicurato dal Centro Studi e Ricerche Ligabue, nato nel 1973, che ha all’attivo più di 135 spedizioni archeo-paleo ed etnografiche possiede un archivio con oltre 80 mila tra documenti, video e foto. “Mi auguro dunque che questa mostra – conclude Inti –  possa fornire una fresca prospettiva sull’arte dell’antico mondo precolombiano e che la fascinazione verso queste antiche e importanti civiltà possa trovare un numero sempre maggiore di appassionati”.