Archivio tag | Villa di Faragola

Firenze. Con il caso della villa di Faragola (Ascoli Satriano, Fg), dallo scavo al vino, si chiude il viaggio eno-archeologico presentato al convegno archeoVINUM di tourismA 2026: ne parla l’archeologo Giuliano Volpe (università di Bari) che è anche ideatore e promotore del convegno

 

Presentazione del caso della villa di Faragola al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 (foto graziano tavan)

Archeologi e produttori vitivinicoli protogonisti al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 (foto graziano tavan)

Dallo scavo della villa tardo-antica di Faragola (Ascoli Satriano, Fg), all’incendio doloso, all’accordo con un vitivinicoltore per produrre il vino Stibadium, che nel nome ricorda proprio quel divano per banchetto aristocratico scoperta durante le ricerche archeologiche dove il vino era sicuramente un protagonista: l’ultima tappa di questo viaggio eno-archeologico attraverso l’Italia proposto nel convegno archeoVINUM, organizzato dall’università di Bari e presentato a tourismA 2026, il salone di archeologia e turismo culturale promosso da Archeologia Viva, in una mattinata densa di interventi di cui archeologiavocidalpassato.com ne ha seguito alcuni, non poteva quindi mancare il “caso villa di Faragola”. Ecco quindi che dopo la Vigna delle Thermae Felices Constantinianae ad Aquileia, la Vigna Barberini sul Colle Palatino nel parco archeologico del Colosseo, la Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella (Vr), la vigna “archeologica” nel parco archeologico di Pompe, e il caso dell’isola d’Elba: dal vino d’anfora al vino marino (vedi Firenze. Al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 il “caso isola d’Elba”: dal vino in anfora al vino marino, dallo scavo della villa romana di San Marco alla produzione attuale. Ne hanno parlato l’archeologa Laura Pagliantini dell’università di Siena e Antonio Arrighi dell’azienda agricola Arrighi di Porto Azzurro (Li) | archeologiavocidalpassato), andiamo a scoprire il caso della villa tardo-antica di Faragola con l’archeologo Giuliano Volpe (università di Bari), promotore e curatore del convegno archeoVINUM: lo ha illustrato ad archeologiavocidalpassato.com.

“La villa di Faragola – spiega Giuliano Volpe ad archeologiavocidalpassato.com – è stata un’occasione straordinaria per conoscere una grande residenza aristocratica tardo-antica che poi, in età alto-medievale, è diventata una curtis, un’azienda agricola longobarda dipendente dal duca principe di Benevento.

Lo stibadium, e la sua ricostruzione, scoperto nella villa tardo-antica di Faragola (foto graziano tavan)

L’ipotesi dell’uso dell’acqua nei banchetti alla villa di Faragola (foto graziano tavan)

Alla villa di Faragola trovate tracce di un’authepsa (foto graziano tavan)

Ma in alcuni suoi secoli in particolare, Faragola conosce un momento straordinariamente importante, testimoniato soprattutto non solo dalle terme lussuosissime, enormi, ma da una grande sala da pranzo estiva con uno stibadium, un divano per banchetto aristocratico, e un’organizzazione per cui il banchetto, il convivio, era una sorta di spettacolo teatrale, in cui c’era anche l’elemento dell’acqua. Ma non poteva mancare il vino. In vino era un protagonista insieme al cibo di questi momenti conviviali. E noi abbiamo trovato anche le tracce di un’authepsa, cioè di uno strumento che serviva per scaldare l’acqua, che serviva per miscelare il vino, che si beveva a fiumi sul banchetto.

I vini Stibadium e Villa di Faragola prodotti ad Ascoli Satriano (foto graziano tavan)

E allora, partendo da questa questione, da questa possibilità, abbiamo fatto un’alleanza con un produttore, le tenute Sannella, che ha voluto ispirarsi proprio allo stibadium, chiamando Stibadium un suo vino, un nero di Troia potente e aristocratico. E anche Villa di Faragola, un altro suo vino, dopo che la villa, il sito, purtroppo ha subito un drammatico incendio che l’ha danneggiata fortemente. Anche in questo modo il vino ha voluto rappresentare un elemento di rinascita, di sopravvivenza e di rilancio. Quindi, con un bicchiere di vino festeggiamo la rinascita di Faragola”.

Vieste. Al Castello Svevo al via la terza edizione del Vieste Archeofilm, tre serate col cinema di archeologia arte e ambiente. In palio il premio del pubblico “Venere Sosandra”

vieste_panorama_foto-firenze-archeofilm

Il Castello Svevo di Vieste (Fg) ospita il Vieste Archeofilm 2023 (foto firenze archeofilm)

Con il film “Jurassic Cash” si apre lunedì 26 giugno 2023, alle 21.15, al Castello Svevo di Vieste la terza edizione di Vieste Archeofilm, il festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente, organizzato dal Comune di Vieste, in collaborazione con Archeologia Viva (Giunti Editore) e Firenze Archeofilm, che si concluderà mercoledì 28 giugno 2023 con la premiazione in cui sarà consegnata una scultura come “Premio Venere Sosandra”.

vieste_archeofilm_2023_locandinaLa manifestazione propone tre serate – tutte a ingresso gratuito – all’insegna del grande cinema di documentazione. Tanti i temi che permetteranno al pubblico di viaggiare indietro nel tempo a partire dai fossili di dinosauro (raccontati attraverso lo spericolato business delle ossa) passando per la vera storia dei pirati lontano dalle fantasie hollywoodiane, fino all’eccezionale rinvenimento di alcune stele-menhir dal misterioso significato in Portogallo. Due film-capolavoro arricchiscono il programma di Vieste Archeofilm 2023: quello dedicato alla spettacolare cattedrale voluta da Gaudì ovvero la Sagrada Familia di Barcellona e, spostandosi in Egitto, il documentario sulla città d’oro di Luxor con uno sguardo alle ultime novità sulla vita dei grandi faraoni e del loro popolo. Tanta Puglia. Occhi puntati in questa edizione sulla storia della Puglia più antica. Ecco allora il film sulla Villa di Faragola (nel territorio di Ascoli Satriano – FG) una tra le più lussuose dimore romane erette tra III e IV sec. d.C. ripercorsa attraverso i fasti dei suoi ambienti e le sue peculiarità architettoniche. Mentre, una pellicola ad hoc è incentrata proprio sulla storia, lunga 2500 anni, dell’Isola di Sant’Eufemia, esattamente davanti a Vieste che nel corso del tempo ha ospitato il santuario-grotta intitolato a Venere Sosandra (salvatrice degli uomini). Attesa per i grandi nomi. Molti gli ospiti attesi per le consuete conversazioni /interviste a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, tra un film e l’altro, tra cui l’archeologo Giuliano Volpe che conduce gli scavi nel già citato Santuario di Venere Sosandra a Vieste (cui è dedicato peraltro il numero speciale di Archeologia Viva che verrà distribuito in omaggio nelle serate del festival), Rita Auriemma archeologa subacquea dell’università del Salento, e il noto filologo e saggista Luciano Canfora che chiuderà la kermesse.

PROGRAMMA DI LUNEDÌ 26 GIUGNO 2023. Alle 21.15, apre il film “Jurassic Cash” di Xavier Lefebvre (Francia, 52’). Segue l’incontro/intervista con Giuliano Volpe ordinario di Archeologia all’università di Bari. La seconda parte della serata prevede il film “Faragola. Un mondo ritrovato” di Claudio D’Elia (Italia, 17′). Chiude il film fuori concorso “Sosandra, una storia lunga 2500 anni” di Lorenzo Scaraggi (Italia, 19’).

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 27 GIUGNO 2023. Alle 21.15, apre il film “La vera storia dei pirati” di Stéphane Bégoin (Francia, 52′). Segie l’incontro/intervista con Rita Auriemma, archeologa subacquea, università del Salento. Chiude la serata il film “I misteri di Cabeço da Mina” di Rui Pedro Lamy (Portogallo, 27’).

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 28 GIUGNO 2023. Alle 21.15, apre il film “Sagrada Familia, la rivoluzione di Gaudì” di Marc Jampolsky (Francia, 52’). Segue l’incontro/intervista con Luciano Canfora filologo classico, storico e saggista, docente emerito dell’università di Bari. Quindi la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio del pubblico “Premio Venere Sosandra – Vieste 2023”. Chiude il Vieste Archeofilm 2023 il film “Morte sul Nilo” di Manuel Pimentel Siles, Manuel Navarro Espinosa (Spagna, 29’).