Archivio tag | università Federico II di Napoli

Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, appuntamento on line con Bianca Ferrara (università “Federico II” di Napoli) su “Santuario di Hera al Sele. Nuovi risultati dalle recenti indagini”, introdotto da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale

Locandina dell’incontro on line “Santuario di Hera al Sele. Nuovi risultati dalle recenti indagini” con Bianca Ferrara

Torna mercoledì 13 ottobre 2021, alle 18, l’appuntamento con le conferenze scientifiche dei “Mercoledì del MArTA”. Protagonista dell’appuntamento che si svolgerà unicamente on-line sarà la prof.ssa Bianca Ferrara con la sua relazione “Santuario di Hera al Sele. Nuovi risultati dalle recenti indagini”. L’appuntamento, trasmesso in diretta alle 18, sui canali YouTube e Facebook del museo Archeologico nazionale di Taranto, sarà introdotto dalla direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, e poi condotto sul tema dalla relatrice prof.ssa Bianca Ferrara, professore associato di Archeologia classica dell’università di Napoli “Federico II”.

Veduta zenitale della Zona C del santuario di Hera al Sele, vicino a Paestum (foto MArTa)

“Le indagini che il dipartimento di Studi umanistici sta conducendo da diversi anni nel Santuario di Hera alla foce del Sele posto a 9 chilometri dalla città greca di Poseidonia/Paestum sono ricche di novità”, spiega la professoressa Ferrara. “In particolare dal 2013 si sta indagando l’area denominata Zona C che si trova a circa 530 metri a E/SE dal cuore del santuario. Lo scavo sta portando alla luce due edifici che si sovrappongono, pur se con un diverso orientamento. L’edificio più recente, di età tardo-repubblicana, ha una planimetria quasi quadrata con diversi ambienti posizionati intorno a una corte centrale per una superficie di circa 504 mq. L’edificio più antico, databile probabilmente della prima metà del VI sec. a.C., posto a una quota più bassa, e solo in parte indagato, è orientato N/S e realizzato con larghi blocchi isodomi; restituisce una planimetria grosso modo rettangolare. Dal 2014, inoltre, si sta realizzando una ricognizione sistematica del territorio e dal 2017 una serie di analisi geofisiche (georadar, magnetometria)”.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale per le Giornate Europee del Patrimonio incontri e visite guidate. Seminari sulla misura del tempo a Pompei e su api e miele nel mondo antico. Sabato sera, concerto. Tornano anche gli itinerari “Dietro le quinte” alla scoperta dei laboratori di restauro

Il museo Archeologico nazionale di Napoli partecipa alle GEP 2021 con incontri, visite guidate ed un concerto serale. Le Giornate Europee del Patrimonio- GEP 2021 sono all’insegna della condivisione: con lo slogan “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi!”, sabato 25 e domenica 26 settembre 2021 torneranno le attese programmazioni a tema degli istituti nazionali. Prevista, naturalmente, l’apertura straordinaria del sabato sera (dalle 20 alle 23, ultima emissione di ticket alle 22), con biglietto al costo simbolico di 1 euro. Per partecipare agli eventi, le prenotazioni saranno obbligatorie e si effettueranno da mercoledì 22 a venerdì 24 settembre, telefonando ai Servizi Educativi (tel.: 081.4422329, ore: 9,30-15). Sarà anche possibile riservare in loco, previa disponibilità, sabato pomeriggio e domenica presso il Punto informazioni. 

La grande meridiana nell’omonimo salone del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Si partirà il 25 settembre 2021, alle 19.30 (sala conferenze) con il seminario “Agricoltura e misura del tempo a Pompei: le collezioni del Mann”, a cura di Alessandra Pagliano e Gaetano Di Pasquale, entrambi docenti all’Ateneo Federiciano. L’evento, collegato alla Notte Europea della Ricerca, avrà un taglio teorico e pratico al tempo stesso: alla lezione degli esperti, che si concentreranno sulle tecniche di determinazione delle ore nella giornata ed alle attività produttive correlate, seguirà un itinerario ad hoc nelle sale del Museo; focus scientifico anche sulla alimentazione dei romani, con alcune anticipazioni del catalogo digitale dei reperti di archeobotanica del Mann.

Il trio Le Ardesia in concerto al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Alle 21, nel Giardino delle Fontane, concerto del trio “Le Ardesia”: Stefania Tarantino (voce, tastiera, fisarmonica), Claudia Scuro (chitarra e voce), Giovanna Grieco (violino) presenteranno al pubblico un repertorio ricco di suggestioni letterarie, per creare un trait d’union fra la musica leggera e le pagine di grandi scrittrici di tutti i tempi.

Visite nei laboratori di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Ancora didattica e divulgazione per domenica 26 settembre 2021: in due turni, alle 10.30 e alle 12, tornerà la rassegna “Dietro le quinte”, con apertura straordinaria dei laboratori di restauro del Mann. Alle 11, in sala conferenze, Michele Di Gerio terrà il seminario “L’allevamento delle api e la produzione del miele nel mondo antico”; l’incontro sarà accompagnato da letture e racconti per immagini a cura di Miriam Capobianco.

“Arianna” secondo Moebius (foto mann)

Un itinerario da non perdere per il pomeriggio: dalle 16.30, i curatori di COMICON accompagneranno il pubblico a scoprire la mostra “Moebius. Alla ricerca del tempo”, che è stata prorogata sino al 24 ottobre 2021. Per le Giornate Europee del Patrimonio, ci si potrà dedicare naturalmente alla visita di tutte le mostre del Mann: da “Gladiatori”, con l’allestimento nel Salone della Meridiana e la sezione Gladiatorimania nel Braccio Nuovo, ad “Omero, Iliade. Le opere del MANN tra le pagine di Alessandro Baricco”. Nella sala del Plastico di Pompei, gli appassionati di design potranno ammirare le creazioni di oreficeria firmate da Cleto Munari. Il racconto di #GEP2021 sarà seguito sui social del Mann con gli hashtag della manifestazione.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale si presenta il libro “Heinrich Schliemann a Napoli” che restituisce la figura dello scopritore di Troia ma anche il suo profondo legame con la città partenopea e i siti vesuviani

La locandina della presentazione del libro al museo Archeologico nazionale di Napoli

Tutti conoscono il nome di Heinrich Schliemann, il mitico scopritore di Troia e poi di Micene, Tirinto e Orcomeno. Al pensiero di Micene i nostri ricordi vanno alla “maschera d’oro di Agamennone”, raffigurata nel libro di storia della terza elementare. Meno noto è il suo legame con Napoli, dove morì nel 1890. Di quest’ultimo aspetto, soprattutto, si parla nel libro “Heinrich Schliemann a Napoli” (Francesco D’Amato Editore) con saggi di Umberto Pappalardo, Sybille Galka, Amedeo Maiuri, Carlo Knight, Lucia Borrelli, Massimo Cultraro, e una nota di Paolo Giulierini. Il libro “Heinrich Schliemann a Napoli” sarà presentato mercoledì 22 settembre 2021, alle 17, nel Giardino delle Fontane del museo Archeologico nazionale di Napoli. Interverranno Paolo Giulierini (direttore del Mann), Umberto Pappalardo (direttore del Centro Internazionale di Studi Pompeiani), Massimo Cultraro (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Lucia Borrelli (Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’università Federico II). Il giornalista Carlo Avvisati de “Il Mattino” modererà il dibattito. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione inviando una mail a info@damatoeditore.it.

Affresco da Pompei con la scena del cavallo di Troia e Ulisse conservato al Mann (foto Luigi Spina)
turchia_troia_scavi-schliemann_foto-d-epoca

Heinrich Schliemann con gli scavatori riportano alla luce l’antica Troia sulla collina di Hisarlik in Turchia

Il nome di Troia ci riporta invece al liceo, all’Iliade e alll’Odissea, alla questione omerica, dove ci si domandava: ma Omero sarà mai esistito? E come era possibile che un cantore della fine dell’VIII secolo (la scrittura fu introdotta intorno al 750 a.C.) potesse descrivere con tanti dettagli una città messa a ferro e fuoco intorno al 1250 a.C., ovvero 500 anni dopo? Tanti interrogativi Schliemann non se li pose, guidato dalla fede assoluta nella veridicità di Omero e bene armato di zappa e pala (come lui stesso scrive), scavò sulla collina di Hissarlik, in Turchia, e trovò Troia. Ma Schliemann è stato anche lo scopritore della “civiltà micenea”, restituendo all’umanità ben mille anni di storia dei quali, prima di lui, non si conoscevano – al di fuori dei racconti omerici – le testimonianze concrete.

Maschera funeraria conosciuta come la “maschera di Agamennone”. Maschera d’oro del XVI secolo a.C. trovata da Schliemann nella tomba V a Micene nel 1876 e conservato al Museo archeologico nazionale di Atene
libro_heinrich-schliemann-a-napoli_copertina

Copertina del libro “Heinrich Schliemann a Napoli”

Questo valore di Schliemann quale “artefice” o “restitutor” della storia è ben delineato nel primo saggio di Sybille Galka, cuore e anima della Società e del Museo “Heinrich Schliemann” di Ankerhagen, che fu la città dove egli trascorse la sua prima infanzia. Seguono un saggio del celebre archeologo Amedeo Maiuri, che fu soprintendente di Pompei ed Ercolano (e non solo) e direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli e uno di Umberto Pappalardo sulla sua intensa attività di viaggiatore: infatti Schliemann fece scorrerie per il mondo immaginabili per un uomo di quell’epoca, giungendo in America (dove prese la cittadinanza), Africa, India, Cina e Giappone.

Terracotta raffigurante Enea, Anchise e il piccolo Ascanio in fuga da Troia, da Pompei, I sec. d.C. (foto Patrizio Lamagna, Mann)
Heinrich_Schliemann_(HeidICON_28763)_(cropped)

Heinrich Schliemann, morto a Napoli nel 1890

Venne anche almeno dieci volte a Napoli, non solo perché da qui prendeva la nave per raggiungere la sua casa ad Atene, ma anche perché amava questa città. Nonostante Napoli non fosse più la splendida capitale europea del secolo XVIII ma fosse divenuta nell’Ottocento socialmente molto problematica, c’erano tante cose da vedere: Pompei, Ercolano, il Museo Archeologico, il Teatro San Carlo e poi il Vesuvio, Sorrento, Capri e tanto altro ancora! Non è quindi un caso che morì proprio a Napoli, a Natale del 1890, prima di imbarcarsi per Atene… voleva ancora rivedere le nuove scoperte di Pompei e le nuove acquisizioni del museo Archeologico nazionale. In Italia aveva conosciuto dapprima a Pompei il giovane ispettore Giuseppe Fiorelli, che avrebbe poi rivisto a Napoli come direttore del Museo Nazionale e nuovamente a Roma in qualità di direttore generale delle Antichità del nuovo Regno d’Italia. Con Fiorelli ebbe dunque un lungo sodalizio, testimoniato da un frequente scambio epistolare. Carlo Knight spiega perché alcune di queste lettere, proprio alcune fra le più importanti, non ci sono pervenute. Possedute dal napoletano Domenico Bassi, che nel 1927 le pubblicò nell’ormai raro libro “Il carteggio” di Giuseppe Fiorelli. In Italia ne sono custoditi solo due esemplari, uno a Milano e uno a Venezia, qui riprodotto in appendice insieme alle trascrizioni dei diari di viaggio napoletani, i cui originali sono custoditi oggi presso l’American Academy di Atene.

Napoli. Nel giorno del 700mo anniversario dalla morte di Dante il museo Archeologico nazionale presenta la mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann”: 56 reperti, in gran parte inediti; due sezioni espositive, tra mito e storia. Progetto di valorizzazione con un podcast dedicato

Locandina della mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 29 ottobre 2021 al 10 gennaio 2022

Lo scorso marzo, in occasione del Dantedì 2021 e delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Alighieri, il museo Archeologico nazionale di Napoli aveva presentato in anteprima digitale, su Facebook ed Instagram, alcune opere dell’esposizione dedicata a “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann” (vedi Napoli. In occasione del Dantedì 2021 il museo Archeologico nazionale presenta on line della mostra “Divina Archeologia” (dal 14 settembre), mitologia e storia della Divina Commedia nelle collezioni del Mann. Giulierini: “Racconteremo Dante e il mondo classico. E anche il rapporto del nostro territorio con Virgilio e l’immaginario del Sommo Poeta” | archeologiavocidalpassato). “Annunciamo nel DanteDì  la data simbolica scelta  per l’inaugurazione della mostra, il 14 settembre 2021”, aveva spiegato il direttore Paolo Giulierini. Il 14 settembre 2021 la mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia di Dante nelle collezioni del MANN” non apre (sarà in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 29 ottobre 2021 al 10 gennaio 2022: 56 reperti, di cui 40 selezionati dai depositi, manufatti in gran parte poco conosciuti al pubblico o inediti).  Ma in questa data emblematica, il direttore Paolo Giulierini traccia le linee guida dell’esposizione: “Perché Dante al museo Archeologico nazionale di Napoli?  Divina archeologia, che abbiamo voluto annunciare proprio in occasione del 14 settembre, data della morte del Sommo Poeta 700 anni fa, vuole essere un cammino dantesco originale e pieno di scoperte.

napoli_mann_achille e chirone nella basilica di ercolano_foto-giorgio albano

L’affresco da Ercolano con Achille e il centauro Chirone, conservato al Mann (foto Giorgio Albano)

Dante, che fu a Napoli due volte come ambasciatore presso Carlo II d’Angiò, nella Commedia come in altre sue opere ci parla infatti di argomenti e personaggi  rappresentati  negli straordinari reperti del nostro Museo.  Da creature fantastiche, come Cerbero, Medusa, Eracle, Diomede, Ulisse, Teseo, Minosse, il Minotauro, le Arpie,  a personaggi storici, a partire da Virgilio, Cesare, Costantino, Traiano.  E su una volta del museo c’è anche lui, Dante. Tanti sono poi gli spunti per itinerari dedicati, a Napoli e in Campania, dalla tomba di Virgilio, ai Campi Flegrei, fino alla vicina piazza Dante, dalla facciata del duomo alla Biblioteca nazionale di Napoli che custodisce uno dei primi manoscritti della Commedia. La nostra narrazione è arricchita anche da  una serie di podcast che ci condurranno con i loro protagonisti all’interno e all’esterno del Mann”.

Monete conservate al Mann ed esposte nella mostra “Divina Archeologia” (foto mann)

napoli_unina_illuminated-dante-project_logoLa mostra, realizzata con il contributo della Regione Campania, si avvarrà della consulenza scientifica del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”, in particolare con il professore Gennaro Ferrante, responsabile scientifico dell’Illuminated Dante Project, e delle collaboratrici Fara Autiero e Serena Picarelli. Al team della “Federico II” sono affidate l’analisi e la scelta delle immagini tratte dai manoscritti medievali della Commedia: queste miniature saranno parte integrante del percorso espositivo, instaurando così un dialogo suggestivo tra il reperto classico ed il mondo al tempo di Dante.  Alighieri ed i suoi contemporanei, infatti, studiavano la classicità quasi esclusivamente grazie alle fonti letterarie e, per questo, l’esposizione creerà una saldatura ideale tra espressioni culturali diverse (vasi, statue, affreschi, monete) che hanno “tradotto”, con il proprio linguaggio, la fortuna millenaria della tradizione mitologica.

Vasi, recuperati dai depositi del Mann, con raffigurati miti ripresi da Dante (foto mann)

L’esposizione, che potremo ammirare nelle sale degli affreschi del Mann, sarà articolata in due sezioni: “I racconti del mito” e “I personaggi del mito e della storia”. Nella prima parte dell’allestimento, a cura di Valentina Cosentino (segreteria scientifica del museo), saranno illustrati cinque miti, legati a cinque personaggi significativi del poema dantesco: Achille, Teseo, Ercole, Enea, Ulisse. La seconda sezione sarà immaginata come una galleria di ritratti dei personaggi reali o fantastici che Dante incontra nel suo viaggio ultraterreno: quattro le “categorie” narrate, con mostri, dei, figure storiche, scrittori.

La presunta tomba di Virgilio a Piedigrotta (Napoli)
dal-maso_cinzia

La giornalista e scrittrice Cinzia Dal Maso

andrea-w-castellanza_regista

Il regista Andrea W. Castellanza

Un allestimento e non solo: il 14 settembre, su Spreaker e sulla pagina Facebook del Mann, viene lanciata la prima delle sei puntate della serie “Divina Archeologia podcast”, promossa dal museo Archeologico nazionale di Napoli e realizzata da Archeostorie e NW.Factory.media. Per questo podcast introduttivo, dedicato a Virgilio, ecco un suggestivo viaggio dal presunto sepolcro del poeta a Piedigrotta, giungendo al Lago D’Averno, a Castel dell’Ovo ed, infine, in un ricongiungimento ideale, alle sale del nostro Istituto: musica e parole in un percorso che si svilupperà in altri cinque racconti, diffusi sulle piattaforme podcast e sui canali del Mann, a partire dall’inaugurazione della mostra. Sei puntate, dunque, che raccontano Dante guardandolo da lontano, dal punto di vista di quegli antichi che lui ha usato come metafore di umani vizi e virtù. Ogni puntata è un filo teso tra le epoche per cogliere continuità, connessioni, diversità, stravolgimenti. I brevi testi evocativi di Cinzia Dal Maso e Andrea W. Castellanza, interpretati da attori di vaglia, sono inseriti in un ambiente sonoro che, ideato e realizzato da Erica Magarelli e Francesco Sergnese con la regia di Paolo Righi, è esso stesso racconto. Il risultato è un vero e proprio “podcast narrativo” dove tutto, parole suoni e musiche, concorre armonicamente allo svolgersi del racconto. Divina Archeologia Podcast si ascolta sul sito web del Mann (www.mannapoli.it) e su tutte le piattaforme podcast.

Estate a Napoli: dal museo Archeologico nazionale ai siti della rete Extramann. Ogni giorno, premiati due visitatori (alle 9 e alle 14) con un voucher per scoprire gratis tante attrazioni culturali nell’area metropolitana di Napoli

Da domenica 1° agosto 2021 partirà una nuova campagna di promozione del circuito Extramann che, nell’ambito del progetto universitario “Obvia- Out of boundaries viral art dissemination”, mira a valorizzare la rete dei siti culturali cittadini. Un invito concreto a conoscere e vivere il patrimonio storico-artistico partenopeo: tutti i giorni, il primo visitatore che acquisterà un biglietto del museo Archeologico nazionale di Napoli alle 9 e, nella fascia pomeridiana alle 14, riceverà in dono un voucher valido per quindici siti Extramann. Il voucher permetterà di avere un ingresso gratuito, da utilizzare sino al 15 settembre, nelle seguenti attrazioni culturali, localizzate nell’area metropolitana di Napoli: Complesso Monumentale Sant’Anna dei Lombardi; Catacombe di Napoli/ San Gennaro e San Gaudioso; MAS/ Museo Arti Sanitarie e Farmacia Storica; Fondazione Arciconfraternita San Giuseppe dei Nudi; Museo Civico Gaetano Filangieri; Museo del Tesoro di San Gennaro; Complesso Museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco;  Acquedotto Augusteo del Serino; Chiesa di Santa Luciella ai Librai; Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo- Complesso Museale dell’Arte della Seta; Necropoli Ellenistica; Fondazione Ente Ville Vesuviane. Bicycle House offrirà al vincitore del voucher un tour di gruppo (l’itinerario durerà 2 ore e trenta minuti e sarà obbligatoria la prenotazione, scrivendo a bicyclehouse.na@gmail.com), Napulitanata concederà un ingresso gratuito ad uno spettacolo, la Fondazione Pietà de’ Turchini permetterà di riservare un posto per un concerto entro dicembre 2021. Basterà, dunque, recarsi in ciascuno dei menzionati siti, con il voucher timbrato dalla biglietteria del Mann, per iniziare un viaggio affascinante alla scoperta del territorio: suggerita la consultazione dei portali web e dei canali social di ciascun partner per verificare orari settimanali e modalità di accesso. Tutti i siti Extramann, coinvolti nell’iniziativa, condivideranno sui propri social la grafica pensata ad hoc per la campagna e realizzata da Annamaria Di Noia (Servizi Educativi Mann). Nel prossimo autunno, saranno promosse ulteriori iniziative per creare nuovi percorsi di visita targati Extramann: i progetti rientreranno nel framework “Obvia”, di cui è referente scientifico Daniela Savy (Università degli Studi di Napoli Federico II).

Il museo Archeologico nazionale di Napoli è su ITsART, la piattaforma del Mic per la valorizzazione del patrimonio museale, in versione digitale, live e on demand. Giulierini: “Straordinaria vetrina, nuove opportunità per ampliare il nostro pubblico”

Dal 31 maggio 2021 lo spazio virtuale di ITsART, la piattaforma voluta dal ministero della Cultura che  propone in Italia e nel mondo i grandi eventi dello  spettacolo e le meraviglie del nostro patrimonio artistico, conduce anche al museo Archeologico nazionale di Napoli: è possibile scoprire i tesori del Mann grazie al nuovo sipario digitale per teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d’arte, live e on-demand, con contenuti disponibili in Italia e all’estero. “Il museo Archeologico nazionale di Napoli si racconta anche su ITsART”, commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini. “Ci presentiamo al debutto di questa straordinaria vetrina con una selezione delle più significative  produzioni audiovisive realizzate negli ultimi anni dal Mann, con il coinvolgimento di partner istituzionali,  tanti artisti, ma soprattutto della nostra appassionata ‘squadra’, convinti come siamo  che la digitalizzazione ci offrirà  sempre maggiori opportunità di ampliare il nostro pubblico, coinvolgendolo ed emozionandolo. Ci vediamo su ITsART, ci  vediamo al museo”. È lo stesso ministro della Cultura Dario Franceschini a sottolineare le potenzialità del progetto: “Le risorse della rete sono straordinarie, questo è un modo nuovo di offrire la cultura italiana, il cinema, il teatro, la danza, la musica, le mostre, i musei, gli eventi, i concerti. ITsART (ITsART: il palcoscenico virtuale dell’arte e della cultura italiana con contenuti in diretta live streaming, e online sempre disponibili on-demand sulla piattaforma. Spettacoli, Teatro, Musica, Opera, Concerti, Artisti, Eventi, Festival, Cinema, Danza, Città d’arte, Mostre, Musei, Siti Archeologici e Visite Guidate – Registrati gratis.) è un palcoscenico virtuale che si aggiunge a quello reale per moltiplicare il pubblico, nella consapevolezza che la fruizione digitale non potrà mai sostituirsi a quella dal vivo”.

La locandina di MANNstories per la piattaforma ITsART (foto mann)

Nucleo centrale del palinsesto del museo Archeologico nazionale di Napoli sono quarantasei  Mann Stories, narrate con passione da chi lavora e vive tutti giorni il Museo: il racconto è incentrato sui grandi capolavori dell’Istituto, dal mosaico di Alessandro ai bronzi della Villa dei Papiri di Ercolano, dagli affreschi agli oggetti della vita quotidiana delle città vesuviane, dalle sculture della Collezione Farnese ai reperti delle Sezioni Preistoria e Protostoria, Egizia e Collezione Magna Grecia.  Firmate dal  regista Mauro Fermariello, le Mann Stories sono state realizzate  nell’ambito del progetto universitario Obvia- Out of boundaries viral art dissemination, coordinato da Daniela Savy (università “Federico II” di Napoli).

Il gruppo bronzeo dei Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano, tra le opere più famose conservate al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Dalla produzione Obvia sono state selezionate per ITsART anche brevi opere realizzate con il coinvolgimento di grandi personalità della cultura: tra musica e letteratura, il Museo è rappresentato dalle parole scritte da Erri De Luca per il Mann, mentre  il direttore Giulierini  è accompagnato in un breve tour  dalla colonna sonora originale del celebre compositore inglese Michael Nyman (“Inspired by Mann”). Dalla divulgazione alla fantasia, grazie all’animazione: anche su ITsART ritroviamo lo spot cartoon “Heroes never change” che, prodotto dalla factory napoletana Mad Entertainment, è immaginato come evocativo viaggio tra le sculture in un Museo mai davvero addormentato (anche questo progetto è targato Obvia). Conclude la selezione Obvia, il  format  ‘La genesi del MANN’: il ciclo è composto da quattro video,  tutti realizzati  con  Il Cartastorie- Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli. Nelle  brevi  docu-fiction sono narrati episodi ambientati all’epoca delle prime scoperte nelle città vesuviane: in un lasso storico che spazia  dalla corona borbonica al decennio francese,  possibile incontrare, sempre in rete, personaggi come  Marcello Venuti e Alcubierre. 

Frame del video ufficiale della mostra “Gladiatori” al Mann di Lucio Fiorentino (foto mann)

Desiderio, ispirazione, paura, scoperta e perdita sono, ancora, i temi della serie ‘Antico Presente’: in cinque cortometraggi, firmati dal regista Lucio Fiorentino sul progetto scientifico curato dal prof. Ludovico Solima (Università della Campania “Luigi Vanviteli”), le opere del Mann sono rilette con la forza di sentimenti senza tempo. Il ciclo “Antico Presente” coniuga la comunicazione cinematografica con la valorizzazione, anche internazionale, del patrimonio culturale: i cortometraggi sono realizzati in lingue diverse (inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano, con sottotitoli anche in cinese). Nel cast Lello Serao, Federica Rosellini, Andrea De Goyzueta,  mentre le musiche originali sono di Antonio Fresa. Lucio Fiorentino firma anche il video ufficiale della mostra “Gladiatori” (al Mann fino al 6 gennaio 2022) con la  voce narrante di Luca Ward (doppiatore di Russel Crowe nel celebre film “Il Gladiatore”) e la  musica  originale di Antonio Fresa. Sempre su ITsART, l’approfondimento di Marco Flaminio, intitolato ‘Verde e marmi antichi’ (a cura di Laura Del Verme), è dedicato ai Giardini storici del Museo. I ‘Volti del Mann’ di Paolo Soriani è, infine, un suggestivo video, frutto di un progetto fotografico che ritrae i visitatori giunti da ogni parte mondo, sovrapponendo i visi delle persone a quelli di opere del Museo. Il coordinamento del Mann per ItsART è stato realizzato dai Servizi Educativi del Museo (responsabile: Lucia Emilio/ staff: Elisa Napolitano). L’immagine del Museo è stata curata da Francesca Pavese. 

Parco archeologico dei Campi Flegrei. Per il Dantedì 2021 la prima “Lectura Dantis Averna” al tempio di Apollo sul lago d’Averno: Andrea Mazzucchi legge il Canto III dell’Inferno “Dante e Virgilio all’ingresso degli Inferi”, geografie dantesche e geometrie flegree

La locandina della prima Lectura Dantis Averna al tempio di Apollo sul lago d’Averno con il prof. Andrea Mazzucchi

parco-archeologico-campi-flegrei_logoNon poteva esserci luogo più suggestivo per celebrare il Dantedì: il tempio di Apollo sul lago d’Averno a Pozzuoli. È qui che giovedì 25 marzo 2021, alle 12, ci sarà la Lectura Dantis Averna Inferno Canto III “Dante e Virgilio all’ingresso degli Inferi”, geografie dantesche e geometrie flegree: lettura esegetica di Andrea Mazzucchi dell’università “Federico II” di Napoli. La prima Lectura Dantis al cosiddetto Tempio di Apollo sul lago d’Averno, in occasione del Dantedì 2021, sarà in diretta alle 12 sulla pagina Facebook del Parco archeologico dei Campi Flegrei e sui canali dell’emittente televisiva regionale Campi Flegrei (555 e 877 HD). L’evento inaugura e istituisce una rassegna di Lecturae dedicata all’interpretazione e alla divulgazione dell’opera di Dante, che proseguirà con edizioni annuali. Il parco archeologico dei Campi Flegrei e il Comune di Pozzuoli nell’ambito del Progetto “Pozzuoli città che legge”, in collaborazione con l’università di Napoli “Federico II”, partecipano alle celebrazioni per il settimo centenario della morte del Sommo Poeta e promuovono il primo appuntamento delle Lecturae Dantis Avernae al cosiddetto Tempio di Apollo, l’imponente edificio termale di epoca romana che sorge lungo le sponde del lago d’Averno. Il Dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli, nella persona del direttore, il professor Andrea Mazzucchi, esprime il compiacimento per questa importante iniziativa che vede il coinvolgimento di tutte le scuole presenti in un territorio, quale è quello flegreo, ricco di fascino e di importanti memorie virgiliane e dantesche. Non a caso Galileo Galilei individuava il luogo d’inizio del viaggio dantesco nell’aldilà, nel territorio tra Cuma e Napoli e, nello specifico, nel bosco che circonda il lago d’Averno.

Il cosiddetto Tempio di Apollo sul lago di Averno (Pozzuoli) (foto pa-fleg)
andrea-mazzucchi_unina

Andrea Mazzucchi dell’università “Federico II” di Napoli

Il lago d’Averno, celebrato come luogo dell’ingresso di Enea agli Inferi, diventa la cornice per la lettura del III canto dell’Inferno della Divina Commedia e suggerisce un legame tra Virgilio, Dante (che non conobbe mai fisicamente questi luoghi) e il paesaggio flegreo.  Sarà il professor Andrea Mazzucchi, ordinario di Filologia della Letteratura Italiana e direttore del Dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli Federico II, a fare da guida nell’universo dantesco. L’iniziativa punta alla partecipazione del più ampio pubblico e in particolare delle scuole del territorio. Per il 2021, anno delle celebrazioni dantesche, l’evento del 25 marzo rappresenta il primo di una serie di appuntamenti che vedranno coinvolti gli studenti in un percorso di approfondimento dell’opera di Dante alla ricerca di connessioni con il patrimonio flegreo, restituito alla comunità attraverso letture e performance offerte ai visitatori dei siti del parco archeologico dei Campi Flegrei. Il progetto vede il coordinamento scientifico del professor Andrea Mazzucchi e sarà realizzato in collaborazione tra parco archeologico dei Campi Flegrei, università di Napoli “Federico II” e Comune di Pozzuoli, nello specifico, assessorato alla Cultura (Stefania de Fraia) e assessorato alla Pubblica istruzione (Anna Maria Attore), nell’ambito del Progetto “Pozzuoli città che legge” (referente prof.ssa Angela Giustino). Tale progetto mira infatti a promuovere sul territorio puteolano la diffusione del libro e della lettura ad alta voce, oltre che nelle scuole anche in altri contesti istituzionali e della vita quotidiana, al fine di favorire la coesione sociale e la crescita culturale e civile della città.

Mibact. Gabriel Zuchtriegel è il nuovo direttore del parco archeologico di Pompei, subentra a Massimo Osanna: scelto tra 44 candidati. L’annuncio del ministro Franceschini. Il bilancio dei 7 anni di Osanna a Pompei e dei 6 anni di Zuchtriegel a Paestum

Gabriel Zuchtriegel è il nuovo direttore del parco archeologico di Pompei (foto Mibact)

Da Paestum a Pompei, dalla Magna Grecia alla piena romanità: è un viaggio non solo nella topografia e nell’archeologia dell’Italia antica ma anche nella gestione del patrimonio culturale nazionale quello che si accinge a intraprendere Gabriel Zuchtriegel, 40 anni, archeologo classico, che il 20 febbraio 2021 è stato nominato dal ministro per i Beni e le Attività culturali, Dario Franceschini, nuovo direttore del parco archeologico di Pompei. Nato nel 1981 a Weingarten, città della Repubblica Federale Tedesca, è stato il più giovane dei direttori nominati con la prima procedura pubblica internazionale per la selezione dei musei autonomi nel 2015, quando fu selezionato per guidare il parco archeologico di Paestum e Velia. Zuchtriegel ha studiato archeologia classica, preistoria e filologia greca a Berlino, Roma e Bonn, dove nel 2010 ha concluso un dottorato di ricerca sul sito laziale di Gabii nei pressi di Roma. È stato borsista dell’Istituto Archeologico Germanico e della Fondazione Alexander von Humboldt, che nel 2012 l’ha portato all’università della Basilicata (Matera) per un progetto di ricerca triennale sulla colonizzazione greca lungo la costa Ionica.

paestum_Conferimento cittadinanza italiana al direttore Zuchtriegel

Cittadino italiano: Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, giura davanti al sindaco di Matera Raffaello De Ruggeri

Ha insegnato presso gli atenei di Bonn, Matera, Napoli “Federico II” e Salerno ed è autore di numerosi articoli e monografie, tra cui “Colonization and Subalternity in Classical Greece”, Cambridge University Press 2018.  Nel 2019, gli è stato riconosciuto il premio di Ravenna Festival. Nel 2015, ha collaborato nel “Grande Progetto Pompei” quale membro della Segreteria tecnica di progettazione. Da novembre 2015 dirige il parco archeologico di Paestum, al quale nel 2020 si è aggiunto il sito di Velia, ambedue iscritti nella lista del patrimonio Unesco. Zuchtriegel, che è sposato e ha due figli, è di origine tedesca; dal 2020 è anche cittadino italiano.

“Pompei è una storia di rinascita e riscatto”, ha dichiarato il ministro Franceschini, “un modello per tutta Europa nella gestione dei fondi comunitari. Un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi archeologici grazie al lavoro lungo e silenzioso delle tante professionalità dei beni culturali che hanno contribuito ai risultati straordinari e che sono motivo di orgoglio per l’Italia. Nel ringraziare il professor Osanna per il grande lavoro svolto in questi anni a Pompei faccio i più profondi auguri di buon lavoro a Gabriel Zuchtriegel che lascia un’esperienza estremamente positiva a Paestum per un lavoro entusiasmante: il più bel lavoro al mondo per un archeologo”.

L’uscente Massimo Osanna, l’entrante Gabriel Zuchtriegel e il ministro Dario Franceschini alla presentazione del nuovo direttore del parco archeologico di Pompei (foto Mibact)

Massimo Osanna, direttore uscente e attualmente direttore generale dei Musei Statali, che ha guidato con successo l’investimento dei fondi europei del Grande Progetto Pompei e riaperto la stagione degli scavi nel sito con numerosi e straordinari rinvenimenti: “Con emozione saluto oggi il mio successore, augurandogli un lavoro proficuo e appassionante. Lascio un luogo straordinario che è stato il mio mondo degli ultimi sette anni, a cui ho dedicato energie passione e impegno: sono felice di poterlo affidare nelle mani del nuovo direttore, nella consapevolezza che lascio Pompei in uno stato ben diverso da quello in cui l’ho trovata. Molto orgoglio, ma anche gratitudine per quanti hanno operato per la salvezza di uno dei siti archeologici più importanti del mondo, dal ministro Franceschini ai direttori generali del Grande Progetto Pompei a tutti i funzionari e il personale che mi ha accompagnato in questa grande sfida”.

Il neodirettore Gabriel Zuchtriegel, che lascia un’eredità positiva nella gestione del parco archeologico di Paestum e Velia, al momento della nomina commenta: “Pompei è speciale non solo per il suo patrimonio archeologico inestimabile, ma anche per la squadra di professionisti e operatori che lavorano nel sito con grande impegno e competenza e che sono felice di poter guidare per garantire la tutela e la fruizione di un luogo unico al mondo”.

Il Vesuvio domina l’orizzonte dal foro di Pompei (foto Cesare Abbate / Ansa)

La procedura di selezione. Il nuovo direttore è stato scelto tra i 44 candidati, di cui 10 di origine straniera, che si sono sottoposti al vaglio della commissione presieduta da Marta Cartabia, presidente emerita della Corte costituzionale e attualmente ministro della Giustizia, e composta da: Luigi Curatoli, già generale dell’Arma dei Carabinieri e direttore del Grande Progetto Pompei; Carlo Rescigno, accademico dei Lincei e professore ordinario di Archeologia classica all’università della Campania “L. Vanvitelli”; Andreina Ricci, già professoressa ordinaria di Metodologia e tecnica della ricerca archeologica all’università di Roma “Tor Vergata”; Catherine Virlouvet, già direttrice della École française di Roma e professoressa emerita all’università d’Aix-Marseille. Al termine della selezione, conclusa con i colloqui dei dieci candidati della short list, tenutisi il 10 e 11 febbraio 2021, la commissione ha individuato la terna dei candidati da sottoporre al Ministro, tra i quali è stato nominato il nuovo direttore che prenderà prossimamente servizio. Oltre a Gabriel Zuchtriegel la terna era composta da Renata Picone, professoressa ordinaria di restauro nell’Università degli studi Federico II di Napoli, e Francesco Sirano direttore del parco archeologico di Ercolano dal 2017.

pompei_Massimo-Osanna_foto-Mibact

Nuovi scavi 2018 a Pompei: Massimo Osanna scopre un affresco con il ritratto di donna in tondo dalla Casa del Giardino (foto Mibact)

Il parco archeologico di Pompei dal 2014 al 2021. Negli ultimi sette anni, sotto la guida del professor Massimo Osanna, il parco archeologico di Pompei è tornato a nuova vita: archeologi, architetti, restauratori, ingegneri e uno staff di professionisti specializzati (geologo, vulcanologo, antropologo, archeobotanico, archeozoologo) e comunicatori hanno lavorato quotidianamente ottenendo straordinari risultati e hanno speso in modo efficiente le risorse europee rendendo il Parco un modello di spesa virtuoso a livello internazionale. Una forte attenzione è stata anche posta alle misure per migliorare l’accessibilità e la fruizione di quello che, con circa 4 milioni di visitatori all’anno, è il secondo sito più visitato d’Italia: 4 km di itinerario facilitato per persone con difficoltà motoria, un’offerta diversificata di visita con domus riaperte dopo il restauro e/o aperte per la prima volta, itinerari del verde con giardini storici ricostruiti, progetto di museo diffuso, uso delle tecnologie digitali e riallestimento di nuovi spazi espositivi. Dopo decenni si è tornati inoltre e a scavare in quella parte della città mai indagata finora.. Le indagini hanno restituito dati significativi per la conoscenza della città antica, oltre a eccezionali scoperte. Numerose sono state, in questi anni, le collaborazioni con le Università e i principali istituti di ricerca internazionali per indagini e ricerche archeologiche.

Il grande complesso dei Praedia di Giulia Felice a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)
pompei_grande-progetto_logo

Il Grande Progetto Pompei, quinquennale, è stato avviato nel 2014

Il Grande Progetto Pompei. Il Progetto per la tutela e la valorizzazione dell’area archeologica di Pompei (Grande Progetto Pompei) è stato finanziato dalla Commissione Europea quale Grande Progetto Comunitario. Importo complessivo: 105 milioni di euro. Cofinanziamento UE: 75%, quota nazionale: 25%. Interventi finanziati: 76. In 5 anni sono stati eseguiti 76 interventi relativi ai 5 piani di intervento, di cui: 51 per il piano delle opere (interventi su strutture archeologiche); 8 per il piano della conoscenza; 2 per il piano della sicurezza; 7 per il piano della capacity building; 8 per la fruizione e comunicazione. Sono 74 gli interventi conclusi, di cui su 2 cantieri sono in corso le fasi di collaudo. Dall’inizio del GPP, grazie agli interventi di messa in sicurezza e restauro, sono stati consegnati alla fruizione pubblica 46 edifici, tra i quali i Praedia di Giulia Felice, la Casa del Criptoportico, la Casa di Leda e il Cigno, quella del Frutteto, la Casa degli Amanti e l’emblematica Villa dei Misteri. I nuovi scavi hanno restituito al mondo affreschi meravigliosi, mosaici unici e una nuova possibile ipotesi sulla datazione dell’eruzione del Vesuvio. Inoltre, grazie alle ultime tecnologie applicate alla ricerca (come per esempio i calchi di Fiorelli), è stato possibile acquisire nuovi e importanti dati di conoscenza sulla vita quotidiana e i costumi della città di Pompei.

L’installazione dei sensori sul tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)
Paestum_Gabriel-Zuchtriegel1

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco e del museo di Paestum e Velia

Parco Archeologico di Paestum e Velia dal 2015 al 2021. Negli ultimi sei anni, sotto la guida dell’archeologo tedesco Gabriel Zuchtriegel, il parco archeologico di Paestum ha raggiunto numerosi e importanti risultati soprattutto in termini di tutela e ricerca, fruizione, valorizzazione e comunicazione, anche grazie all’autonomia gestionale e finanziaria di cui lo ha dotato la riforma Franceschini del 2014. Al centro della direzione Zuchtriegel sono stati gli interventi di messa in sicurezza, manutenzione straordinaria e ordinaria e restauro, per i quali sono stati investiti oltre 9 milioni di euro. Tra questi: un sistema di monitoraggio sismico sul Tempio di Nettuno con tecnologie avanzate, sviluppato insieme all’università di Salerno e finanziato con il mecenatismo privato attraverso ArtBonus; il Sistema Hera, il catalogo online fruibile anche dagli utenti esterni, che connette dati geografici (GIS), collezioni e archivi e raccoglie 2.653 schede di monumenti e 17914 reperti; gli scavi archeologici promossi nell’ambito di progetti di tutela e valorizzazione, che hanno portato alla luce nuovi dati, tra cui un tempio dorico del V sec. a.C. precedentemente sconosciuto e che ha dato nuova luce alla storia dell’architettura pestana e magno-greca; le collaborazioni con università, CNR e società private che hanno portato a nuove scoperte anche grazie all’uso di tecnologie innovative come la geofisica e la fotografia multispettrale.

Veduta aerea del Santuario Meridionale a Paestum con il tempio di Nettuno e la Basilica (foto pa-paeve)

Fruizione, accessibilità, comunicazione. Esemplare, in termini di accessibilità così come di fruttuosa cooperazione tra pubblico e privato, è l’intervento sul tempio arcaico noto come “Basilica” che, dal 2016, è accessibile senza più barriere architettoniche grazie al finanziamento costituito dai proventi di una mostra in collaborazione con il concessionario. Attualmente, è l’unico tempio greco ancora in piedi pienamente agibile/praticabile in tutto il Mediterraneo. Nuovi percorsi, tra cui un parco giochi a tema archeologico, hanno aumentato allargato il pubblico e ampliato l’offerta, con particolare attenzione ai più piccoli. La comunicazione digitale, con strategie social diverse e coinvolgenti, hanno portato il Parco a raggiungere i 150 mila follower, aumentando così visibilità e interazione con gli utenti diffondendo la conoscenza del patrimonio in rete. Dal 2015 al 2019, durante la gestione Zuchtriegel, il pubblico del parco archeologico è cresciuto del 48% (2015: 279.078; 2019: 443.743) e nel 2020, a causa della pandemia, ha subito un forte calo pari a oltre il 70% in media con quanto accaduto a tutti i luoghi del Sistema Museale Nazionale. Con l’introduzione di un abbonamento annuale a partire dal 2016, è aumentato in modo significativo il coinvolgimento del territorio, con anche la nascita dell’associazione “Amici di Paestum” nel 2017. È proprio in collaborazione con le associazioni del territorio che si svolgono lavoratori inclusivi per scuole e famiglie, con una particolare attenzione allo spettro autistico.

Napoli, festività 2020. Col museo chiuso, il Mann si apre alla città: il calendario 2021 con le Fatiche di Ercole diventa mostra esterna e omaggio nei negozi; in galleria Principe di Napoli la mostra “Fuga dal museo”. Promo abbonamento all’Archeologico

Le tavole del calendario 2021 con le Dodici fatiche di Ercole, realizzato dalla Scuola italiana Comix, rivestono i cantieri del Mann (foto Mann)
napoli_galleria-principe-di-napoli_mostra-fuga-dal-museo_foto-mann

L’allestimento della mostra “Fuga dal museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla nella galleria Principe di Napoli (foto Mann)

Il museo Archeologico nazionale di Napoli promuove, in occasione delle festività natalizie, il progetto “Il MANN per la città” ricco di iniziative. Col museo chiuso per emergenza Covid-19 il Mann si racconta nel quartiere. Sul podio dell’Archeologico, riprodotte le tavole del calendario 2021 della Scuola Italiana di Comix. Nella Galleria Principe di Napoli, grazie alla rete Galleria Principe di Napoli e con il Comune di Napoli, allestimento per dettagli della mostra “Fuga dal Museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla.  Nei punti vendita aderenti al progetto “Negozi Amici”, fotomontaggi in esposizione e calendario 2021 del Mann in dono ai clienti. Intanto riparte anche la campagna abbonamenti con prezzi ridotti con lo slogan “Nel 2021, regalati un viaggio nella storia”. “Dopo l’illuminazione della facciata, partiamo con le iniziative  ‘Il MANN per la città’  per  diffondere, anche  fisicamente, per le strade del centro storico di Napoli, un messaggio di bellezza”, commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini. “Crediamo che colorare le nostre strade con i segni dell’arte voglia dire ritrovare attorno a noi un senso forte di comunità.  In particolare, nel quadro di una convenzione attivata in forma sperimentale lo scorso  agosto con il Consorzio Centro Commerciale Museo, che ha dato vita a un primo nucleo di 40  ‘Negozi amici’ del Mann, è stato definito un programma di attività miranti a rafforzare sempre più  l’identità di della zona, da sempre chiamata ‘museo’, la sua attrattività e qualità della vita.  Un impegno quello per la valorizzazione della Galleria Principe di Napoli e in generale per la costruzione del quartiere della cultura,  che già vede da alcuni anni tra i protagonisti il Mann insieme all’amministrazione  comunale e alla rete d’impresa Galleria Principe di Napoli e ci è parso doveroso implementare  in un periodo estremamente difficile per tutti. Le iniziative messe in campo vogliono testimoniare affezione e vicinanza alle realtà commerciali  del territorio e soprattutto alle botteghe artigiane, ai negozi così detti di prossimità e a gestione  familiare, nel segno di una identità territoriale che oggi più che mai deve essere preservata per poter tornare presto a crescere e dare i suoi frutti in termini di rilancio economico”.

La tavola del mese di Aprile del calendario 2021 del Mann sulle Dodici fatiche di Ercole realizzato dalla Scuola italiana di Comix (foto Mann)
napoli_mann_calendario.fatiche-di-ercole_maggio 2021_foto-mann

La tavola del mese di Maggio del calendario 2021 del Mann sulle Dodici fatiche di Ercole realizzato dalla Scuola italiana di Comix (foto Mann)

Il museo punta dunque sugli spazi esterni per raccontare, con i linguaggi immaginifici dell’arte contemporanea, il proprio patrimonio: sul podio del museo sono riprodotte le dodici tavole del calendario 2021 con le dodici fatiche di Ercole realizzato dalla Scuola Italiana di Comix, nell’ambito del progetto universitario Obvia (“Out of boundaries viral art dissemination”/referente: prof. Daniela Savy/università di Napoli “Federico II”): dodici disegnatori (Mario Teodosio, Francesco Filippini, Barbara Ansaldi, Paco Desiato, Alessandra Vitelli, Alessia Vivenzio, Carmelo Zagaria, Marino Guarnieri, Mario Testa, Paola Del Prete, Fabiana Fiengo, Marco Castiello) hanno ricercato una sintesi creativa tra la mitologia e la contemporaneità. Confermando un percorso già messo in atto con le ultime edizioni dei calendari del Mann, la Scuola del fumetto diretta da Mario Punzo trova nella figura di Ercole un eroe dei nostri tempi, alle prese con le grandi battaglie del terzo millennio per difendere l’umanità ed il pianeta: un messaggio che, durante la pandemia da Cvoid-19, si innesta in coerenza con l’indagine sull’attualità condotta da grandi mostre del Mann, come “Mito e natura” e “Capire il cambiamento climatico”. Le dodici tavole del calendario Comix sono riprodotte sul rivestimento dei cantieri del museo e, di sera, sono illuminate dai fasci di luce dell’edificio: un modo per ricordare che, con una lezione trasmessa dal passato al presente, i valori di coraggio, tenacia e fantasia saranno riferimenti imprescindibili per il prossimo anno. Con il calendario, si confermano anche le linee progettuali universitarie di OBVIA che, da un quadriennio circa, accompagna il Mann in un’attività costante di disseminazione e racconto delle proprie opere declinate in varie forme d’arte: in questo caso, i disegni della Scuola di Comix, con l’iconografia dell’Ercole, “invaderanno” per la prima volta piazza Museo. Il Mann continua a celebrare, così, l’arte dei fumetti, arte da sempre inserita nella programmazione del Museo ed entrata di recente a pieno titolo nella politica di valorizzazione del MiBACT.     

La tavola “Cane che annusa” della mostra “Fuga dal museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla nella galleria Principe di Napoli (foto Mann)

Pochi passi ed i cittadini possono trovare altri segni del Mann. Nella Galleria Principe di Napoli, su grandi totem disposti in un allestimento circolare, sono riproposti dettagli dei fotomontaggi di “Fuga dal Museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla. Se, tra fine 2019 e primi mesi del 2020, la fortunata esposizione aveva creato, nella sala del Toro Farnese del Mann, un ironico gioco di fantasia (le statue dell’Archeologico erano “trasposte” in luoghi iconici della città di Napoli e del litorale flegreo), adesso il percorso espositivo punta sul rimando tra dettaglio ed opera completa: nella Galleria, infatti, in raffigurazioni di 2X1m, è possibile rintracciare soltanto un particolare dell’immagine.

L’adesivo con l’Ercole Farnese che identifica il Negozio Amico del Mann

Trait d’union tra le due esposizioni sarà l’attività di valorizzazione realizzata con la rete dei Negozi Amici del Mann: il progetto stato intrapreso la scorsa estate, lanciando promozioni condivise con i punti vendita aderenti al Consorzio Centro Commerciale Museo. I Negozi Amici, che si trovano nelle arterie viarie limitrofe al Mann (via Pessina sino a piazza Dante, via Costantinopoli, via Santa Teresa degli Scalzi, via Broggia, via Conte di Ruvo: per l’elenco degli esercizi aderenti visitare il sito web del Museo) esporranno l’opera originale o la sua riproduzione: ai clienti dell’esercizio commerciale, sarà donata una copia del calendario 2021 della Scuola Italiana di Comix.

La promozione dell’abbonamento al Mann “Nel 2021 regalati un viaggio nella storia”

In tema di doni, anche per il Natale 2021, non mancherà la promozione dell’abbonamento annuale “OpenMANN”: sul sito coopculture.it, la card sarà acquistabile, entro il 31 gennaio 2021, al prezzo ridotto di 10 euro per adulti e 15 per famiglie (due adulti over 25 anni). Slogan della campagna sarà “Regalati un viaggio nella storia”, con l’augurio di tornare al Museo a inizio 2021; simbolo della promozione natalizia, la statua femminile della Concordia augusta  (da Pompei, Edificio di Eumachia, I sec. d.C.): la scultura, che sarà inserita nella sezione della Campania Romana del Mann ed è stata fotografata in anteprima da Luigi Spina, sorregge una cornucopia. Naturalmente, i vecchi abbonati recupereranno, alla riapertura del Museo, il tempo non fruito a causa dell’emergenza Coronavirus.

Il parco archeologico di Paestum e Velia celebra la giornata internazionale delle persone con disabilità con la didattica a distanza

La locandina del progetto del parco archeologico di Paestum e Velia “A scuola nel museo dal museo” per la didattica a distanza

“Un giorno all’anno tutto l’anno” è questo lo slogan ufficiale della giornata della disabilità con cui il 3 dicembre 2020 sono state accolte tre classi collegate da Salerno, Napoli e Como per le visite dal museo. Il Parco archeologico di Paestum e Velia rinnova il suo impegno per l’accessibilità e l’inclusione con il progetto “A scuola Nel museo e Dal museo”. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Cilento4all/Il Tulipano, prevede la possibilità per le scuole di tutta Italia di visitare gratuitamente il museo di Paestum da remoto, grazie all’uso delle moderne tecnologie informatiche che abbattono la distanza imposta dall’emergenza sanitaria da coronavirus. A differenza dei tour virtuali, la didattica a Paestum, anche se a distanza, continua a essere fatta di relazioni ed emozioni, quelle che si instaurano tra gli operatori culturali connessi dalle sale del museo e gli alunni e le insegnanti che interagiscono dalla rete. “L’arte e l’archeologia sono strumenti eccezionali di conoscenza di sé stessi e degli altri”, commenta Giovanni Minucci. “Garantirne la fruizione a tutti, in particolare alle persone con bisogni speciali, significa promuovere il processo di inclusione per una società dove proprio le differenze che ci caratterizzano, diventino un valore aggiunto”.

Un momento della didattica a distanza dalla sala della Tomba del Tuffatore nel museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

Nel corso degli anni della direzione Zuchtriegel diversi sono stati i progetti messi in campo dal Parco dedicati a persone con disabilità: dalla realizzazione del percorso accessibile nel Santuario meridionale con la passerella per entrare nel tempio più antico di Paestum, la c.d. Basilica, alle visite per bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico nominate “Un tuffo nel blu”, sempre in collaborazione con Cilento4all/Il Tulipano e con il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’università “Federico II” di Napoli e con quello di Scienze Motorie e del Benessere dell’università Parthenope. “Le visite sono per tutti e per ciascuno”, commenta il direttore Gabriel Zuchtriegel, “perché abbattono barriere fisiche (si possono fare comodamente dal divano di casa), socio- economiche (sono gratuite) e cognitive (i contenuti sono calibrati su differenti livelli di età e difficoltà). La metodologia didattica utilizzata parla ai diversi stili di apprendimento e alle diverse intelligenze e permette una visita realmente inclusiva. Il museo è un luogo in cui si impara sempre, anche quando i bambini diventano grandi, ovvero cittadini consapevoli della bellezza che va sempre tutelata e custodita per essere accessibile anche ai bambini di domani”. Per informazioni sul Progetto “La scuola Nel museo e Dal museo”: tulipanoart@iltulipanocoop.org  – Telefono +39 3347009567