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Torino. Al museo Egizio il prof. Alberto Rizzuti (università di Torino) su “Il suono della rugiada”: lo strano fenomeno sonoro che la rugiada produceva al sorgere del sole sul Colosso di Memnone. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

Mèta di viaggiatori eccellenti sin dai tempi più antichi, il Colosso di Memnone conobbe una straordinaria fortuna fra il 27 a.C. e il 199 d.C., periodo in cui al sorgere del sole produceva – forse a causa dell’evaporazione della rugiada – un affascinante fenomeno sonoro. Giovedì 25 novembre 2021, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino , nuovo appuntamento con gli incontri organizzati in collaborazione con ACME, associazione Amici e Collaboratori del museo Egizio, “Il suono della rugiada”: Alberto Rizzuti, docente di Storia della civiltà musicale all’università di Torino ci parla di un curioso fenomeno sonoro rilevato presso il Colosso di Memnone da numerose testimonianze. Letture di Valentina Monateri e Marta Romagnoli. Ingresso in sala conferenze fino a esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

I Colossi di Memnone a Tebe Ovest: facevano parte del tempio funerario di Amenofi III

Le proprietà oracolari attribuite nel tempo alle sonorità del Colosso furono un vettore potente della sua fama, tanto che al suo cospetto sfilarono in pochi decenni ben tre imperatori romani; il secondo di essi, Adriano, andò a visitarlo in compagnia della moglie e della poetessa Julia Balbilla, la quale lasciò incisi sul basamento quattro epigrammi in lingua greca. In epoca moderna il Colosso è divenuto mèta di personaggi anche letterari. La relazione del prof. Alberto Rizzuti muove dalla scena in cui, nel corso di un improbabile percorso di formazione, al suo cospetto giunge Peer Gynt, il protagonista del dramma omonimo di Henrik Ibsen (1867). Oltre a illustrare i pochi versi in cui il drammaturgo norvegese concentra la profezia, la relazione propone l’analisi e l’ascolto della pagina (1875) in cui il l’amico e compatriota di Peer Gynt, Edvard Grieg, affida all’orchestra sinfonica il compito non facile di evocare un suono sepolto da sedici secoli nella sabbia del deserto egiziano.

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Il prof. Alberto Rizzuti (università di Torino)

Alberto Rizzuti insegna Storia della civiltà musicale all’università di Torino. Fra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano “Musica sull’acqua. Fiumi sonori, fontane magiche e mari in tempesta da Händel a Stravinskij” (Roma, Carocci, 2017) e “Torino 6 unica. Un’indagine preliminare sul manoscritto Varia 42/2 della Biblioteca Reale”, Studi francesi LXIV-I, 2020, pp. 84-112. 

Politiche e modalità di fruizione dei beni culturali in chiave turistica: il museo Archeologico nazionale di Taranto alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e a TourismA – Salone internazionale dell’Archeologia e del Turismo Culturale

La nuova identità visiva e digitale del museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTa

Il binomio cultura-turismo sarà al centro di due prossimi eventi che a Paestum e a Firenze metteranno in correlazione best practices, politiche e modalità di fruizione dei beni culturali in chiave turistica. Per questa ragione il museo Archeologico nazionale di Taranto sarà presente sia alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum – BMTA che sia alla tre giorni del Salone internazionale dell’Archeologia e del Turismo Culturale di Firenze – TourismA.

Giovedì 25 novembre 2021, nella sala Nettuno, alla XXIII edizione del Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, parteciperà dalle 11.30 alle 15.30 al convegno “I Beni Culturali e il turismo culturale dopo la pandemia”. Venerdì 26 novembre 2021, nella sala MiC della stessa BMTA, la direttrice Eva Degl’Innocenti terrà alle 14.20 la relazione su “Tutta un’altra storia. Fruizione inclusiva del patrimonio archeologico” con un focus sul progetto FISH & C.H.I.P.S.

Sabato 18 e domenica 19 dicembre 2021, il MArTA si racconta a Firenze, nell’ambito di TourismA, il Salone dell’Archeologia e del turismo Culturale. Sabato 18 dicembre 2021, la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, sarà relatrice nell’evento, organizzato dall’ANA- Associazione Nazionale Archeologi, dal titolo “Archeologia al tempo del Covid-19: la digitalizzazione del patrimonio archeologico alla luce del Pnrr” che si terrà dalle 14.30 alle 18. Domenica 19 dicembre 2021, dalle 11.50 alle 13.30, nella sala convegni del Palazzo dei Congressi di Firenze, la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, insieme ai direttori del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Valentino Nizzo, e di Anna Maria Marras, ricercatrice dell’università di Torino e componente ICOM Italia della Commissione Tecnologie Digitale per il patrimonio culturale, parteciperà alla tavola rotonda “Musei Archeologici e culture digitali”.

Cividale del Friuli. Al museo Archeologico nazionale concerto “Il Soffio del Tempo” di International Recorder Quartet promosso da Wunderkammer nell’ambito del progetto Gemini

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Locandina del concerto “Il Soffio del Tempo” al museo Archeologico nazionale di Cividale

cividale_museo-archeologico-nazionale_logoAppuntamento speciale domenica 6 giugno 2021 al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli: alle 18, concerto “Il Soffio del Tempo” con IRQ International Recorder Quartet. Fabiano Martignago, Luca Ventimiglia, Susanne Geist, Lorenzo Cavasanti proporranno con flauti dolci musiche di J.S. Bach, A. Vivaldi, F. Mendelsshon, G.F. Haendel, H. Purcell. Posti limitati, prenotazione obbligatoria chiamando il numero 0432700700. Il concerto è compreso nel biglietto d’ingresso. Il concerto  promosso da Wunderkammer, rientra nel Progetto Gemini, nato per il restauro degli strumenti musicali, che sviluppa con grande originalità musiche realizzate mediante riproduzioni digitali. Il progetto ha preso l’avvio con un workshop aperto al pubblico durante ESOF 2020, inserito nel Science in the City Festival. A questo fa seguito, inanellandosi con Wunderkammer, il concerto “Il Soffio del Tempo”, che il gruppo emergente IRQ porta nelle sale dei musei Archeologici nazionali di Cividale e Aquileia e nel circuito del festival FEM (Friuli Early Music) e quello dell’ensemble filoBarocco, entrato quest’anno nel progetto EEEMERGING+.

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Concerto promosso da Wunderkammer per il progetto Gemini (foto wunderkammer)

Progetto Gemini. Le tecnologie di manifattura digitale offrono uno straordinario strumento per colmare questa lacuna e Gemini nasce per coprire tutto il ciclo di competenze che portano dallo studio dello strumento alla manifestazione concertistica. Un rilievo tomografico a raggi X ad alta risoluzione fornisce un modello geometrico accurato dello strumento che viene in seguito riprodotto con tecniche di manifattura additiva (stampa 3D). Questa tecnologia apre interessanti prospettive di valorizzazione delle collezioni museali e di restauro virtuale di strumenti danneggiati, riportando all’orecchio moderno suoni storici altrimenti impossibili da fruire. Il progetto prevede la scansione con tomografia a raggi X ad alta risoluzione di uno strumento storico, realizzata al Tomolab di Elettra Sincrotrone Trieste. Da queste misure verranno ricavati i modelli tridimensionali dello strumento, che serviranno all’università di Torino per realizzare copie stampate 3D di elevata qualità acustica, da sottoporre non solo al confronto con l’originale, ma anche alla prova di esecutori di alto profilo nell’ambito di una rassegna concertistica.

Torino. “Formazione e ricerca”: nuova pagina web del museo Egizio con gli Atti dei convegni. La prima pubblicazione, convegno nell’ambito della mostra “Anche le statue muoiono”, accompagnata dalla tavola rotonda “Perché preservare il passato”: un confronto tra egittologi, archeologi, storici e curatori museali sul ruolo dei musei

Una serie di teste di Qau, conservate al museo Egizio di Torino, mostra il diverso stato di conservazione dei reperti (foto museo egizio)

È online una nuova pagina web del museo Egizio di Torino dedicata all’importante attività di studio e approfondimento che l’istituzione porta avanti quotidianamente, tanto al proprio interno quanto attraverso il confronto e la collaborazione con una rete di istituzioni nazionali ed internazionali: il portale “Formazione e ricerca” (raggiungibile dal sito del Museo e all’indirizzo https://formazioneericerca.museoegizio.it) permetterà infatti di consultare e scaricare liberamente gli Atti dei Convegni curati e realizzati dall’istituzione. Dopo la rivista scientifica, la possibilità di consultare online alcuni dei reperti conservati e dei papiri, la piattaforma “Formazione e ricerca” rappresenta quindi un’ulteriore risorsa a disposizione della comunità scientifica, ma non solo: “Garantire il più ampio accesso alla propria attività di ricerca ritengo che sia uno dei compiti principali che un museo è chiamato a svolgere, e la scelta di rendere disponibili a tutti i nostri Atti dei Convegni è certamente in linea con questo obiettivo”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio. “Il nostro museo è un’istituzione viva, dinamica e moderna, che mira ad una profonda crescita culturale attraverso il confronto e il dialogo con altre discipline, dall’egittologia ai beni culturali, dal restauro all’inclusione sociale: sono solo alcuni degli argomenti affrontati nel corso di Convegni ed Incontri svolti in Museo nel corso degli anni e che troveranno in questo portale spazio, condivisione e accesso gratuito, nell’ottica di favorire la diffusione della conoscenza”.

La locandina della mostra “Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo” allestita al museo Egizio nel 2018

La prima pubblicazione disponibile è quella relativa a “Statues Also Die. Destruction and Preservation in Ancient and Modern Times”, convegno realizzato nell’ambito della mostra temporanea “Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo” e dedicato al rapporto tra istituzioni culturali, conservazione e distruzione del patrimonio. In occasione della messa online degli Atti, giovedì 13 maggio 2021, alle 18.15, il museo Egizio ospita la tavola rotonda “Perché preservare il passato”: un confronto tra egittologi, archeologi, storici e curatori museali introdotta dal direttore Christian Greco, che si focalizzerà proprio sui temi del convegno, approfondendoli grazie a un dialogo tra esperti di discipline diverse. La mostra diffusa “Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo”, inserita nel calendario italiano dell’Anno Europeo del Patrimonio 2018, era nata dalla comune riflessione di quattro istituzioni – Museo Egizio, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Musei Reali, Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino – e aveva proposto un dialogo tra opere d’arte e manufatti di epoche e contesti geografici diversi attorno al tema trasversale della distruzione e della perdita e quindi, in parallelo, della conservazione e della protezione del patrimonio. Il progetto aveva fornito uno sguardo sul presente, in particolare sulla sistematica distruzione del patrimonio storico-artistico che ha di recente interessato le aree di conflitto nel Vicino Oriente. Introducendo, però, una diversa temporalità, legata alla storia e all’idea di trasmissione da un’epoca a un’altra di manufatti, opere, idee. Oggetto di riflessione è stato anche il ruolo del Museo che, a partire dal ventesimo secolo, si è imposto come luogo di tutela e conservazione di un patrimonio che appartiene, almeno in teoria, a tutta l’umanità. I musei si trovano, tuttavia, in una posizione liminale: è ineludibile, infatti, pensarli sia come “predatori” di patrimoni altrui, sia come luoghi di conservazione e protezione di reperti che, altrimenti, sarebbero soggetti alla distruzione e all’oblio.

La locandina della tavola rotonda “Perché preservare il passato?” al museo Egizio di Torino

Giovedì 13 maggio 2021, alle 18.15, il museo Egizio di Torino ospita dunque la tavola rotonda “Perché preservare il passato?”. La tavola rotonda si svolgerà in italiano e sarà introdotta da Christian Greco, direttore del Museo Egizio. L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube del Museo (QUI il link alla diretta). Si è radicato il concetto che la società abbia l’obbligo morale di conservare i reperti antichi per la posterità, opponendosi, quindi, alla distruzione dettata dallo scorrere del tempo. È lecito e doveroso allora domandarsi che ruolo abbia l’istituzione museale – luogo di conservazione per eccellenza, destinata a farsi testimone dell’arte o delle culture dei secoli passati – in questo processo. I musei concorrono alla morte delle opere che conservano nelle loro collezioni, cristallizzando il naturale processo di trasformazione e distruzione degli oggetti, o sono l’ultimo baluardo perché esse possano sfuggire alla fine di un’esistenza messa in pericolo da una miriade di fattori quali l’oblio, mancanza di risorse, conflitti, disastri ambientali o più semplicemente incuria? Un ricco panel di relatori discuterà di questi temi dal punto di vista museale, archeologico, storico e scientifico. Intervengono: Arianna Arisi Rota (Università di Pavia), Irene Calderoni (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Elena Calandra (Istituto Centrale per l’Archeologia), Paolo Del Vesco (Museo Egizio), Christian Greco (Museo Egizio), Salvatore Settis (Scuola Normale Superiore di Pisa), Caterina Ciccopiedi (Università di Torino), Carlo Lippolis (Università di Torino), Simonetta Graziani (Università di Napoli “L’Orientale”), Rita Lucarelli (University of California, Berkeley), Hourig Sourouzian (direttrice de “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project”/DAI).

Torino. Al museo Egizio incontro on line con Silvia Giorcelli Bersani e Filippo Carlà-Uhnik autori del volume “Monsieur le professeur… Correspondances italiennes 1853-1888. Theodor Mommsen, Carlo, Domenico, Vincenzo Promis” in dialogo col direttore Greco

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La copertina del libro “Monsieur le professeur… Correspondances italiennes 1853-1888. Theodor Mommsen, Carlo, Domenico, Vincenzo Promis” (Ed. Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, Paris 2018)

Nei decenni centrali del XIX secolo, al momento dell’unificazione italiana e tedesca, Torino e Berlino avevano anche stabilito stretti legami scientifici. All’Accademia delle Scienze di Berlino, Theodor Mommsen stava lavorando al grande progetto del Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), il cui quinto volume contiene iscrizioni piemontesi. Mommsen visitò più volte il Piemonte, ma, come in ogni altro luogo, si affidò principalmente all’aiuto di studiosi locali considerati degni della sua fiducia, tra cui l’architetto e storico Carlo Promis. Lunedì 29 marzo 2021 alle 18 il museo Egizio di Torino ospita la presentazione del volume “Monsieur le professeur… Correspondances italiennes 1853-1888. Theodor Mommsen, Carlo, Domenico, Vincenzo Promis” (Ed. Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, Paris 2018), attraverso un dialogo tra gli autori Silvia Giorcelli Bersani e Filippo Carlà-Uhnik, e il direttore del museo Egizio Christian Greco. La conferenza sarà in lingua italiana e verrà trasmessa in streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del museo Egizio.

Nell’Ottocento l’Accademia delle Scienze fu luogo di incontro di studiosi e sede di grandi progetti culturali (foto museo egizio)

Nel volume gli autori Silvia Giorcelli Bersani e Filippo Carlà-Uhink ripercorrono le intense collaborazioni scientifiche condivise tra Torino e Berlino nei decenni centrali del XIX secolo. L’Accademia delle Scienze di Torino non fu soltanto il luogo di riferimento per gli studiosi che desideravano avvicinare la straordinaria collezione egizia da poco acquistata ma anche la sede di numerosi progetti culturali di grande rilevanza. Tra questi la compilazione del volume del Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL) a opera del grande storico ed erudito tedesco Theodor Mommsen. Torino e Berlino condividevano intense collaborazioni scientifiche e certamente la raccolta delle iscrizioni latine esistenti in Piemonte mobilitò le migliori intelligenze locali. Mommsen scendeva spesso in Piemonte per censire le epigrafi e per partecipare alle sedute dell’Accademia delle Scienze di Torino, di cui era socio. Egli poteva contare sull’aiuto di molti studiosi locali e soprattutto di Carlo Promis, docente di architettura al Politecnico, fine studioso di antichità e maestro dell’epigrafia piemontese: Carlo Promis, il fratello Domenico e il nipote Vincenzo, erano al centro di una straordinaria rete di intellettuali di alto profilo, tra i quali Prospero Balbo, Amedeo Peyron, Costanzo Gazzera, Ariodante Fabretti e altri. Il volume presenta l’edizione critica della corrispondenza tra Mommsen e i tre Promis e ricostruisce lo scenario politico e culturale nel quale nacque il volume delle iscrizioni romane piemontesi, ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile per gli studi di storia romana e di epigrafia latina.

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La prof.ssa Silvia Giorcelli Bersani dell’università di Torino

Silvia Giorcelli Bersani insegna Storia romana ed Epigrafia latina all’università di Torino e, dall’anno 2020/21, Storia delle donne romane. Studia i processi di romanizzazione in area cisalpina con particolare riferimento alle strutture istituzionali, sociali, religiose delle comunità urbane; si interessa di ricezione del passato romano tra XVI e XX secolo, con attenzione alla storiografia e alle antichità sabaude. Ha presieduto il Comitato Pari Opportunità e il Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo torinese ed è attualmente presidente del corso di laurea magistrale in Archeologia e Storia antica e vicedirettrice della Scuola di Scienze Umanistiche. Per il volume “L’impero in quota. I Romani e le Alpi” (2019) ha vinto il Premio Itas del Libro di montagna 2020 (sezione Vita e Storie di montagna) e il Premio Mario Rigoni Stern 2020.

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Il prof. Filippo Carlà-Uhink dell’università di Potsdam (foto kaya neutzer)

Filippo Carlà-Uhink è dal 2018 professore ordinario di Storia antica all’università di Potsdam (Germania). Laureato in Lettere classiche all’università di Torino, ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze dell’Antichità all’università di Udine e l’abilitazione al ruolo di professore in Germania alla Technische Universität Dresden nel 2016. I suoi filoni di ricerca principali sono la storia sociale ed economica del mondo antico, la storia culturale e della mentalità e la ricezione dell’antico nella cultura popolare moderna e contemporanea.

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Il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco (foto museo Egizio)

Christian Greco è direttore del museo Egizio dal 2014. Ha guidato e diretto il progetto di ri-funzionalizzazione, il rinnovo dell’allestimento e del percorso espositivo, concluso il 31 marzo 2015, che ha portato alla trasformazione dell’Egizio, da museo antiquario a museo archeologico. Formatosi principalmente in Olanda, è un egittologo con una grande esperienza in ambito museale: ha curato moltissimi progetti espositivi e di curatela in Olanda, Giappone, Finlandia, Spagna e Scozia. Alla direzione del museo Egizio ha sviluppato importanti collaborazioni internazionali con musei, università ed istituti di ricerca di tutto il mondo. La sua forte passione per l’insegnamento lo vede coinvolto nel programma dei corsi dell’università di Torino e di Pavia, della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, della New York University di Abu Dhabi e della Scuola IUSS di Pavia con corsi di cultura materiale dell’antico Egitto e di museologia. Il lavoro in campo archeologico è particolarmente importante: è stato membro dell’Epigraphic Survey of the Oriental Institute of the University of Chicago a Luxor e, dal 2015, è co-direttore della missione archeologica italo-olandese a Saqqara. Al suo attivo ha molteplici pubblicazioni divulgative e scientifiche in diverse lingue e numerose partecipazioni a convegni internazionali di egittologia e di museologia come keynote speaker.

Torino. Conferenza egittologica con Enrico Ferraris curatore del museo Egizio su “Ritorni celesti nel firmamento d’Egitto: i due orologi stellari del museo Egizio” con la presentazione di un nuovo frammento inedito di tavola stellare diagonale

La locandina della conferenza on line di Enrico Ferraris al museo Egizio di Torino

L’osservazione del moto apparente del firmamento ha dato forma, in Egitto, ad una peculiare concezione circolare del tempo che permea la tradizione religiosa e funeraria egizia. Se ne parla giovedì 14 gennaio 2021, alle 18, al museo Egizio che ospita la conferenza egittologica online “Ritorni celesti nel firmamento d’Egitto: i due orologi stellari del Museo Egizio” tenuta dal curatore Enrico Ferraris. Nel corso della conferenza saranno analizzate due tavole stellari diagonali presenti nella collezione del museo Egizio (Mereru e Iqer) e sarà presentato un nuovo frammento inedito che porta così a 28 il numero complessivo dei documenti, interi o frammentari, esistenti al mondo. La conferenza si terrà in italiano e sarà introdotta da Christian Greco, direttore del museo Egizio. La conferenza verrà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Tavola stellare diagonale conservata al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

L’osservazione del moto apparente del firmamento ha dato forma, in Egitto, a una peculiare concezione circolare del tempo che permea la tradizione religiosa e funeraria egizia. La prima chiara evidenza di un processo di registrazione e traduzione grafica dei moti delle stelle è documentata dalle cosiddette tavole stellari diagonali che decorano i coperchi di sarcofagi datati tra la fine del Primo Periodo Intermedio e l’inizio del Medio Regno (ca. 2000 a.C.) e provenienti principalmente dalla necropoli di Assiut. Una tavola stellare diagonale ha l’aspetto di una griglia nella quale trovano posto i nomi di 36 stelle appositamente selezionate per scandire, con il loro sorgere, le dodici ore della notte nel corso dell’anno; la loro sequenza, si rinnova così idealmente con la levata di Sirio che, a fine luglio, annunciava l’arrivo della piena del Nilo, l’avvio del nuovo anno agricolo e la promessa di rinascita per gli spiriti dei defunti.

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L’egittologo Enrico Ferraris, curatore del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Enrico Ferraris si è laureato in Egittologia all’università di Torino e poi ha conseguito il dottorato di ricerca a Pisa con una tesi intitolata: “Oggetti celesti e culti stellari nella documentazione figurativa e testuale egiziana”. Ha lavorato per la missione di scavo dell’università di Torino ad Alessandria d’Egitto (2001-2007) e per il ministero degli Affari Esteri italiano al museo Egizio del Cairo nell’ambito del progetto “GEM – Grand Egyptian Museum” (2004). Dal 2013 è curatore al museo Egizio di Torino ed è responsabile del programma di analisi archeometriche dei reperti della tomba intatta di Kha e Merit, denominato TT8 Project (2018-2023). Ha curato la mostra temporanea “Archeologia Invisibile” (attualmente in corso).

Torino. De Martino e Greco aprono le conferenze (on line) del museo Egizio con l’Acme su “Cause, conseguenze e memoria della pandemia che colpì l’Egitto e il regno ittita nel XIV secolo a.C.”. Diretta streaming

La locandina della conferenza egittologica on line al museo Egizio con Stefano De Martino e Christian Greco
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Nel XIV sec. a.C. ci fu una pandemia che colpì l’Egitto e il regno ittita (foto museo Egizio)

Negli ultimi anni di regno del faraone Amenhotep IV, il re ittita Suppiluliuma I condusse due spedizioni militari nella regione corrispondente all’attuale Libano che a quel tempo era sotto il dominio egiziano. Le fonti ittite tramandano la notizia che i soldati dell’esercito di Suppiluliuma I furono contagiati dalle truppe egiziane e contrassero una grave malattia epidemica. Di questo terribile evento si parlerà nella conferenza egittologica online “Cause, conseguenze e memoria della pandemia che colpì l’Egitto e il regno ittita nel XIV secolo a.C.” con  Stefano de Martino e Christian Greco, martedì 24 novembre 2020, alle 18. La conferenza, che sarà in lingua italiana e verrà trasmessa in streaming sul profilo YouTube e sulla pagina Facebook del museo Egizio di Torino, inaugura il ciclo di appuntamenti online che vede uniti museo Egizio e ACME Associazione Amici e Collaboratori del Museo Egizio nel dare voce a studiosi provenienti dall’Italia e dall’estero per rendere noti risultati e passi avanti delle varie ricerche in campo egittologico. Le lettere di Tell el Amarna confermano che nel Levante si fosse in effetti diffusa un’epidemia. Questa pandemia dilagò in tutto il regno ittita e durò per circa venti anni. Analizzando le fonti ittite disponibili, e in particolare le preghiere innalzate alle divinità dal re Mursili II per scongiurare la fine della pandemia, il relatore, in dialogo con il direttore del museo Egizio, cercherà di comprendere che malattia fosse stata, quali fossero stati i provvedimenti presi dal re ittita, e quali ricadute a livello politico ed economico questa grave pandemia avesse avuto.

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Stefano De Martino del dipartimento di Studi storici dell’università di Torino (foto museo Egizio)

Stefano de Martino. È professore ordinario al dipartimento di Studi storici dell’università di Torino, dove insegna Ittitologia e Civiltà dell’Anatolia preclassica. Direttore scientifico del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia, è inoltre coordinatore del dottorato dell’università di Torino “Technology Driven Sciences: Technologies for the Cultural Heritage”. È autore di saggi e volumi sulla storia, la civiltà e la lingue degli Ittiti e dei Hurriti; fa parte del team internazionale che studia e pubblica le tavolette in lingua hurrita rinvenute nel sito di Ortaköy (Turchia).

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Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Christian Greco. Nato nel 1975 ad Arzignano (VI), Christian Greco è direttore del museo Egizio dal 2014. Ha guidato e diretto il progetto di ri-funzionalizzazione, il rinnovo dell’allestimento e del percorso espositivo, concluso il 31 marzo 2015, che ha portato alla trasformazione dell’Egizio, da museo antiquario a museo archeologico. Formatosi principalmente in Olanda, è un egittologo con una grande esperienza in ambito museale: ha curato moltissimi progetti espositivi e di curatela in Olanda (Rijksmuseum van Oudheden, Leiden; Kunsthal, Rotterdam; Teylers Museum, Haarlem), Giappone (per i musei di Okinawa, Fukushima, Takasaki, Okayama), Finlandia (Vapriikki Museum, Tampere), Spagna (La Caixa Foundation) e Scozia (National Museum of Scotland, Edimburgh). Alla direzione del museo Egizio ha sviluppato importanti collaborazioni internazionali con musei, università ed istituti di ricerca di tutto il mondo. La sua forte passione per l’insegnamento lo vede coinvolto nel programma dei corsi dell’università di Torino e di Pavia, della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, della New York University di Abu Dhabi e della Scuola IUSS di Pavia con corsi di cultura materiale dell’antico Egitto e di museologia. Il lavoro in campo archeologico è particolarmente importante: è stato membro dell’Epigraphic Survey of the Oriental Institute of the University of Chicago a Luxor e, dal 2015, è co-direttore della missione archeologica italo-olandese a Saqqara. Al suo attivo ha molteplici pubblicazioni divulgative e scientifiche in diverse lingue e numerose partecipazioni a convegni internazionali di egittologia e di museologia come keynote speaker.

Torino. Il museo Egizio online non si ferma, mette al centro la ricerca, e raddoppia le conferenze con due calendari 2020-’21, entrambi al via da novembre: il primo con studiosi dall’Italia e dall’estero, su risultati e passi avanti delle ricerche in corso; il secondo con protagonisti i progetti di ricerca curati dal Dipartimento Collezione e Ricerca del museo Egizio

torino_egizio_non-perdiamoci-di-vista_logoLa cura e la cultura: per la stagione 2020/21 il museo Egizio di Torino “raddoppia” con due calendari di conferenze egittologiche, tutte online. A novembre il museo Egizio dà il via al proprio programma di conferenze scientifiche, che per la stagione 2020/2021 si presenta con un doppio calendario di incontri interamente online, incentrati sui temi di ricerca e di indagine egittologica, museale e archivistica, che vedrà alternarsi ricercatori internazionali e curatori del museo. L’istituzione, in linea con i propri principi e le proprie finalità, si propone quindi di diventare un palcoscenico dove egittologi e la comunità scientifica tutta raccontino le ricerche e gli studi condotti rendendoli accessibili a un pubblico ampio, che riunisce addetti ai lavori, appassionati e curiosi. Tutti gli appuntamenti verranno trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. “Uno dei compiti propri di un museo è quello di rendere visibile la ricerca che compie diffondendo i risultati degli studi compiuti e mettendoli a disposizione della comunità scientifica e del pubblico”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio. “Un’ambizione che in questo periodo assume una centralità ancora più forte perché ci permette di coltivare e mantenere vivo il fondamentale legame tra il museo e il suo pubblico, oltre che con la comunità scientifica nazionale e internazionale. Questo è possibile grazie a tutti coloro che seguono il museo Egizio e che possono esserne parte attiva non solo visitandolo, ma anche supportandone le attività di ricerca”.

Il primo ciclo di conferenze, realizzato in collaborazione con Acme (Associazione Amici e Collaboratori del Museo Egizio), si concentrerà sulla partecipazione di studiosi provenienti dall’Italia e dall’estero, i quali renderanno noti risultati e passi avanti delle varie ricerche in corso. Tra questi Vincent Rondot, direttore del Dipartimento di antichità egizie del Louvre (25 maggio 2021); Rita Lucarelli, che all’università di Berkeley sta conducendo degli studi sull’arte funeraria egizia utilizzando tecnologie 3D e di realtà aumentata (8 giugno 2021); Ramadan Badri Hussein, che terrà una lezione su alcune recenti scoperte legate agli scavi di Saqqara in Egitto (26 gennaio 2021); e Luigi Prada, membro del Dipartimento di Egittologia dell’università di Oxford e presidente ACME (29 giungi 2021). La prima Conferenza è in programma martedì 24 novembre 2020, a cura di Stefano De Martino dell’università di Torino e del direttore Christian Greco su “Cause, conseguenze e memoria della pandemia che colpì l’Egitto e il Regno Ittita nel XIV secolo a.C.”.

La novità di quest’anno è invece rappresentata dal ciclo di conferenze “Museo e Ricerca. Scavi, Archivi e Reperti”, che vedrà come protagonisti i progetti di ricerca curati dal Dipartimento Collezione e Ricerca del museo Egizio. Un modo per dare evidenza e centralità agli studi in corso sulla collezione, che comprendono sia approfondimenti specifici su singoli reperti o contesti archeologici, sia progetti di più ampio respiro e di interesse generale, sempre connessi alla cultura materiale custodita in museo. Sarà proprio con un incontro tenuto da uno dei curatori del Museo che inizierà la programmazione, che proseguirà fino al mese di giugno 2021: giovedì 12 novembre 2020 alle 18, infatti, sarà una conferenza a cura di Paolo del Vesco sugli scavi della missione congiunta del museo Egizio e del museo Nazionale di Antichità di Leiden a Saqqara a inaugurare la nuova stagione di conferenze egittologiche dell’istituzione. 

Conferenza ANNULLATA. Al museo Egizio di Torino salta la presentazione del libro “L’impero in quota. I Romani e le Alpi” di Silvia Giorcelli Bersani

La prof.ssa Silvia Giorcelli Bersani dell’università di Torino

Le Alpi sono state un territorio di radicali trasformazioni politiche, sociali e culturali nei secoli in cui si è dispiegata la civiltà di Roma: una pagina importante della storia dell’espansionismo romano, fra III secolo a.C. e I secolo d.C., è stata scritta in quella regione, fredda e inospitale ma strategica per le comunicazioni. Di questo si sarebbe dovuto parlare martedì 3 marzo 2020, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino alla presentazione del libro “L’impero in quota. I Romani e le Alpi” con l’autrice Silvia Giorcelli Bersani e il direttore dell’Egizio, Christian Greco. La presentazione del libro è stata invece annullata per l’applicazione delle disposizioni governativa in tema di contenimento della diffusione del coronavirus. Silvia Giorcelli Bersani insegna Storia romana ed Epigrafia latina all’università di Torino. Studia i processi di romanizzazione in area cisalpina con particolare riferimento alle strutture politiche e sociali delle comunità urbane e alle trasformazioni culturali; cura le edizioni critiche di epigrafi romane (Alba, Vercelli, Aosta) e si interessa di eredità del passato romano tra XVI e XX secolo, con attenzione alla storiografia e alle antichità sabaude. È attualmente Presidente del corso di laurea magistrale in Archeologia e Storia antica. Ha presieduto il Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo torinese.

La copertina del libro “L’impero in quota. I Romani e le Alpi”

Il libro “L’impero in quota. I Romani e le Alpi”. Il baluardo inaccessibile che, in origine, costituiva un confine naturale e solido a protezione dell’Italia diventò progressivamente un luogo di passaggio frequentato e gli spazi furono sottoposti a un’opera capillare di romanizzazione: nei secoli, le Alpi diventarono il teatro di straordinarie avventure umane, quasi in stile Far West, rappresentando un’opportunità per uomini spregiudicati alla ricerca di fortuna, per coloni italici trapiantati nelle città alpine, per imprenditori, per liberti, per servi. Questa variegata umanità che popolava e, soprattutto, attraversava le Alpi esprimeva fedi diverse che soltanto in minima parte avevano a che fare con il contesto montano: nel pantheon alpino si trovava di tutto, dagli dèi della tradizione celtica a quelli ufficiali di Roma, dalle divinità orientali a quelle egizie (su questi aspetti in particolare si concentrerà la conferenza). La complessità del rapporto tra i Romani e le Alpi, durato per secoli in una sorta di ambiguità fra paura e curiosità, tra difficoltà logistiche e necessità di gestione, ha alimentato molte riflessioni che toccano problemi di natura politica, economica, religiosa e culturale.