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Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia speciale visita guidata “Gli Etruschi e la Memoria. L’antichità etrusca negli scrittori del Novecento” con Antonietta Simonelli (Etru) e Martina Piperno (UniRoma) nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria

Cosa c’entrano gli Etruschi con la “Memoria”? Giovedì 29 gennaio 2026, alle 17, nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia vi proponiamo di attraversare le stanze espositive in una speciale visita guidata “Gli Etruschi e la memoria. L’antichità etrusca negli scrittori del Novecento” con questo quesito in mente. Un popolo, quello etrusco, è scomparso misteriosamente millenni fa dopo la conquista romana. Un popolo, quello ebraico, ha rischiato di scomparire improvvisamente nel Novecento, per mano della barbarie nazifascista, insieme ad altri “diversi”: rom, sinti, omosessuali, disabili e oppositori politici. Per quanto queste esperienze possano essere lontane e differenti, molti artisti e scrittori del Novecento, come l’italiano Giorgio Bassani e il rumeno Elie Wiesel, hanno provato a esprimere la loro angoscia per lo sterminio degli ebrei (la Shoah) facendo ricorso alla memoria collettiva della scomparsa degli Etruschi. La visita guidata “letteraria” è curata da Antonietta Simonelli, funzionario archeologo e responsabile dell’Archivio Fotografico del Museo, e da Martina Piperno, ricercatrice al dipartimento di Studi europei americani e interculturali di Sapienza università di Roma, con la partecipazione di studenti e studentesse del corso di Letteratura italiana contemporanea 2025-2026: Arianna Mancini, Chiara Manzi, Flavio Meloscia, Francesco Mosca, Melissa Navarretta, Miriam Pasquale, Federica Rocco, Valerio Rotondi, Martina Streppetti. La visita è gratuita compresa nel biglietto di ingresso al Museo. Prenotazione all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Max 25 posti.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Oltre Apollo. Il santuario di Portonaccio a Veio tra vecchi e nuovi scavi” con Laura Maria Michetti (Sapienza università), primo incontro del ciclo “Chi (ri)cerca trova” che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico

Venerdì 23 gennaio 2026, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, la conferenza “Oltre Apollo. Il santuario di Portonaccio a Veio tra vecchi e nuovi scavi” con Laura Maria Michetti, primo incontro 2026 con “Chi (Ri)cerca Trova”, il ciclo di conferenze che presenta la ricerca scientifica e i progetti di studio che coinvolgono il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, a cura dei Servizi Educativi del Museo. Appuntamento alle 16 in sala della Fortuna. Ingresso gratuito. Prenotazioni all’indirizzo mail: mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Tra i grandi santuari dell’Italia preromana, quello di Portonaccio a Veio rappresenta un caso particolarmente rilevante per la straordinaria decorazione del tempio tuscanico sul cui tetto – caso unico in Etruria – “gli dei camminano”. Ma volendo guardare “oltre Apollo”, che costituisce una delle opere iconiche del Museo di Villa Giulia e dell’arte etrusca in generale, le caratteristiche di eccezionalità del contesto emergono per molti altri aspetti: l’antichità del culto e la continuità di frequentazione dell’area, il ricchissimo corpus di iscrizioni di dono, la quantità e qualità del materiale votivo. Nonostante i grandi ritrovamenti, ancora c’è molto da lavorare… È a questo scopo che nel 2025, nel quadro di un progetto condiviso tra Museo e dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza e grazie a un finanziamento del MiC, si è svolta una nuova campagna di scavo con la direzione scientifica di Luana Toniolo e Laura M. Michetti. Dei primi risultati di questi scavi, delle ricerche in corso e delle prospettive future si darà voce in questa conferenza.

L’etruscologa Laura Maria Michetti (uniroma)

Laura M. Michetti è professoressa ordinaria di Etruscologia e Antichità italiche alla Sapienza università di Roma, coordinatrice del curriculum di Etruscologia del Dottorato in Archeologia e direttrice del museo delle Antichità etrusche e italiche. Membro ordinario dell’Istituto nazionale di Studi etruschi ed italici, dal 2016 dirige la missione di scavo presso il porto e il santuario etrusco di Pyrgi. La sua attività di ricerca è incentrata sull’archeologia del sacro, sul rapporto tra città e territorio in Etruria, sulle produzioni artigianali e i rituali funerari nell’Italia preromana.

Roma. A Sapienza università presentazione del libro “Con sobria chiarezza. Atti delle Giornate in onore di Giovanni Becatti nel Cinquantesimo Anniversario della Scomparsa”, a cura di Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Graziella Becatti

Martedì 20 gennaio 2026, alle 17, all’Aula di Archeologia di Sapienza Università di Roma – Facoltà di lettere e archeologia, presentazione del libro “Con sobria chiarezza. Atti delle Giornate in onore di Giovanni Becatti nel Cinquantesimo Anniversario della Scomparsa”, a cura di Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Graziella Becatti. Presenteranno il volume il prof. Paolo Carafa e il direttore generale Musei Massimo Osanna. Non è richiesta prenotazione, ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Grazie al contributo di allievi, colleghi e continuatori della sua opera nell’ufficio degli Scavi di Ostia, il convegno è stato l’occasione per ripercorrere la carriera di uno studioso che ha lasciato un’impronta profonda nella storia dell’arte antica e nell’archeologia del XX secolo (vedi Roma. A Palazzo Massimo “Con sobria chiarezza”, due giornate di studio in onore di Giovanni Becatti a cinquant’anni dalla scomparsa: in presenza e on line. Il programma | archeologiavocidalpassato).

Iraq. Nella decima missione della Sapienza nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) una tavoletta proto-cuneiforme (fine IV millennio a.C.), la prima al di fuori di Uruk, che rivela importanti informazioni sulla scrittura e sull’economia delle acque della civiltà sumerica

La tavoletta cuneiforme (fine del IV millennio a.C.) scoperta dalla Missione Archeologica Italiana di Roma La Sapienza nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq (foto uniroma)

I professori Lorenzop Verderame e Davide Nadali di Roma La Sapienza durante la Missione Archeologica Italiana nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq (foto uniroma)

Durante la decima campagna di scavo della Missione Archeologica Italiana nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq, diretta da Davide Nadali, docente del dipartimento di Scienze dell’antichità, è stata rinvenuta una tavoletta cuneiforme risalente alla fine del IV millennio a.C. Lo comunica Sapienza università di Roma sul proprio sito istituzionale. La tavoletta, letta e interpretata da Lorenzo Verderame, docente del dipartimento SARAS, registra la distribuzione di ingenti quantità di pesci che dovevano anticamente essere uno dei più comuni alimenti per una città come Niĝin, immersa in un ambiente acquatico caratterizzato dalla presenza di acque dolci (fiumi e canali) e salate (mare).

La tavoletta cuneiforme (fine del IV millennio a.C.) scoperta dalla Missione Archeologica Italiana di Roma La Sapienza nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq (foto uniroma)

Oltre alla registrazione di singole specie, lo scriba annota cinquecento contenitori in vimini utilizzati per il trasporto e la conservazione dei pesci. Questo dettaglio è particolarmente interessante perché è confermato dal dato archeologico, ovvero dai numerosi resti di lische raccolti negli ambienti scavati e dal rinvenimento di sigillature in bitume recanti le impronte della trama in vimini e delle corde che dovevano chiudere questi contenitori.

Il sito dell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq (foto uniroma)

La scrittura, distribuita in due colonne su ognuna delle due facce della tavoletta, è di tipo proto-cuneiforme. I pittogrammi sono simili a quelli impiegati a Uruk dove appare la scrittura per la prima volta nella storia umana alla fine del IV millennio a.C. L’eccezionalità della scoperta si lega al fatto che si tratta della prima testimonianza di tale scrittura nella regione di Lagash e, più in generale, al di fuori della città di Uruk ed è una riprova della diffusione di questa prima forma di scrittura e del sistema amministrativo che l’aveva creata.

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “Seneca e Faust. Dialoghi sulla morale tra origini e decadenza” di Andrea Carandini (Rubettino Editore)

Mercoledì 19 novembre 2025, in Curia Iulia, alle 16.30, il parco archeologico del Colosseo presenta il libro di Andrea Carandini “Seneca e Faust. Dialoghi sulla morale tra origini e decadenza” (Rubettino Editore). Introducono Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale; Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Martin Maria Morales, SJ, professore emerito di Storia moderna alla Pontificia università Gregoriana e direttore dell’archivio storico dell’università, in dialogo con Andrea Carandini, professore emerito di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana alla Sapienza Università di Roma. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Ingresso da largo della Salara Vecchia, libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti al link https://carandini19novembre.eventbrite.it.

Copertina del libro “Seneca e Faust. Dialoghi sulla morale tra origini e decadenza” di Andrea Carandini

Seneca e Faust. Dialoghi sulla morale tra origini e decadenza. “È come se al tuo tempo si sia creata un’inversa proporzione tra un avanzamento esteriore enorme e una maturazione interiore piccolissima”. Andrea Carandini, esploratore della terra e dello spirito umano, ci guida in un viaggio filosofico tra passato e futuro, scavando nei significati profondi della morale. In un dialogo immaginario tra Seneca, saggio dell’antichità, e Faust, simbolo della modernità, l’autore traccia un’archeologia e una futurologia della coscienza morale. Seneca introduce Faust alla saggezza del mondo antico, mentre Faust apre a Seneca le scoperte della modernità, dall’inconscio freudiano alla natura del rossore, l’unica espressione che distingue l’uomo dai primati. Ma nel mondo contemporaneo, il desiderio narcisistico e il culto dell’arbitrio hanno oscurato il senso morale, alimentando un’infelicità profonda persino nelle società più avanzate. Carandini riflette sulla necessità di bilanciare vizi e virtù, acceleratori e freni che guidano l’esistenza umana. Con lucidità, denuncia il crollo della cultura umanistica e invita a riscoprire una saggezza antica e universale, capace di sostenere una nuova speranza per l’uomo del XXI secolo. Un’opera intensa, che sfida il lettore a guardare oltre il moralismo per ritrovare la strada della responsabilità e della consapevolezza.

Ostia antica (Roma). Al Castello di Giulio II presentazione del libro di Marcello Turci “Lo sviluppo termale del settore costiero della città di Ostia. Riesame della documentazione e nuove indagini alle Thermae Maritimae (IV, X, 1) e alle c.d. Terme Marittime (III, VIII, 2)”

Nuovo appuntamento con le presentazioni dei volumi dedicati a Ostia e ai suoi monumenti promosse dal parco archeologico di Ostia antica (Roma). Il 31 ottobre 2025, alle 17, nella sala conferenze del Castello di Giulio II a ostia antica (Roma) presentazione del libro di Marcello Turci “Lo sviluppo termale del settore costiero della città di Ostia, riesame della documentazione e nuove indagini alle Thermae Maritimae (IV, X, 1) e alle c.d. Terme Marittime (III, VIII, 2)” (BABESCH Supplement 47), dedicato allo sfruttamento termale del quartiere marittimo di Ostia, caratterizzato dalle imponenti vestigia delle Terme della Marciana e delle Terme Marittime. La presentazione verrà introdotta dal direttore del Parco Alessandro D’Alessio e sarà condotta da Alessandra Ten, professore di Rilievo e Analisi tecnica dei monumenti antichi di Sapienza università di Roma. Seguirà un commento dell’Autore. L’ingresso è gratuito, fino a esaurimento dei posti a sedere.

Copertina del libro di Marcello Turci “Lo sviluppo termale del settore costiero della città di Ostia, riesame della documentazione e nuove indagini alle Thermae Maritimae (IV, X, 1) e alle c.d. Terme Marittime (III, VIII, 2)”

Il libro. Il presente studio è il risultato di una ricerca sulle terme romane situate nel quartiere costiero di Ostia. In età adrianea, il litorale della città portuale fu arricchito da una serie di edifici termali: le Thermae maritimae (IV, X, 1), le “Terme del Sileno” e le cosiddette “Terme Marittime” (III, VIII, 2). Questa vocazione termale si accentuò in età tardoantica, quando lungo la strada costiera furono realizzati una serie di stabilimenti balneari. Attraverso lo studio diretto dell’architettura termale, la revisione degli scavi antichi e l’esame dell’evoluzione urbana di Ostia, nonché dei più ampi contesti territoriali (collegamenti, infrastrutture, scambi, traffici), questo volume offre nuove prospettive integrando la ricerca archeologica con la storia economica, politica e sociale dell’età imperiale e tardo-romana.

Parco archeologico dell’Appia Antica. Per gli “Incontri di archeologia alle Tombe della via Latina” presentazione del libro “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo” di Alessandro Sebastiani (Carocci editore) e visita guidata speciale alla Tomba dei Valeri

Riprendono i tradizionali “Incontri di Archeologia alle Tombe di Via Latina”, occasioni uniche promosse dal parco archeologico dell’Appia antica per incontrare professionisti del settore e scoprire le loro ultime ricerche e pubblicazioni nella suggestiva cornice della sala superiore della Tomba dei Valerii. Appuntamento sabato 25 ottobre 2025, alle 10.30, in via dell’arco di Travertino 151, con la presentazione del libro di Alessandro Sebastiani “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo”, edito da Carocci editore, Collana Biblioteca di testi e studi. Dopo i saluti del responsabile del sito, Santino Alessandro Cugno, interverranno l‘autore il prof. Alessandro Sebastiani, chair and associate professor Department of Classics (SUNY), e la prof.ssa Martina Piperno, università La Sapienza. Al termine della presentazione i partecipanti potranno visitare la Tomba dei Valerii. Attività gratuita non soggetta a prenotazione

Copertina del libro “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo” di Alessandro Sebastiani

Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Il libro esplora il complesso rapporto fra i resti monumentali classici di Roma e il loro utilizzo ideologico dal Regno d’Italia alla fine del regime fascista (1870-1945). Prendendo in esame alcuni monumenti della città, l’autore ci mostra come la loro romanitas sia stata intenzionalmente manipolata per costruire l’identità nazionale italiana moderna e contemporanea. Tale identità fu modellata grazie a una fusione di passato e presente, attraverso la creazione di luoghi simbolici e ideologici, alcuni dei quali vennero recuperati dal tessuto cittadino, come i Fori Imperiali, il Colosseo, il Mausoleo di Augusto e l’Ara Pacis, con una sistematica azione di isolamento urbanistico. Altri furono edificati ex novo, come il Palazzo di Giustizia, il Foro Italico o il quartiere dell’EUR, o plasmati realizzando grandi boulevards urbani per ufficializzare la creazione della capitale del Regno d’Italia e della Roma di Mussolini. Si trattò di un grande progetto di placemaking ideologico, dove l’archeologia classica e i monumenti dell’antichità divennero protagonisti della nascita dello Stato italiano.

Venezia. Al via il seminario online “Bridging Time and Technology” a cura di Lorenzo Calvelli, Franz Fischer, Elisa Corrò e Sabrina Pesce, nell’ambito di Digitalia, un progetto europeo all’avanguardia coordinato dall’università di Istanbul (Turchia) con la partecipazione dell’università Ca’ Foscari. Ecco il programma dei quattro incontri e come partecipare

Come possiamo proteggere il patrimonio culturale dai rischi ambientali, dalle catastrofi naturali e dal trascorrere del tempo? In che modo possiamo trasformare siti archeologici, iscrizioni antiche e monumenti storici in dati digitali funzionali alla ricerca, alla conservazione e alla comunicazione? A questi e ad altri interrogativi cerca di rispondere Digitalia, un progetto europeo all’avanguardia che, sotto il coordinamento dell’Università di Istanbul (Turchia) e grazie alla partecipazione dell’università Ca’ Foscari Venezia, propone soluzioni digitali innovative per una gestione dei beni culturali sostenibile e capace di affrontare le criticità del presente. Dal cuore pulsante della ricerca veneziana prende il via “Bridging Time and Technology”, un ciclo di seminari online che si svolgerà al mattino, dalle 10 alle 12, dei giorni 11, 12, 19 e 20 giugno 2025, aperto a studenti, ricercatori, professionisti del patrimonio culturale, nonché a chiunque sia interessato ad acquisire competenze nel campo delle tecnologie applicate alla conservazione dei beni culturali. Chi desidera partecipare agli incontri può iscriversi inviando una mail all’indirizzo vedph@unive.it. L’iniziativa si colloca all’interno del progetto DIGITALIA: Digital Solutions for Sustainable and Disaster Resilient Heritage Management, finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea (2024-1-TR01-KA220-VET-000251597) ed è curata da Lorenzo Calvelli, Franz Fischer, Elisa Corrò e Sabrina Pesce. Oltre a Istanbul e a Ca’ Foscari, il progetto prevede anche il coinvolgimento di diversi partner internazionali: la direzione provinciale Cultura e Turismo di Antalya (Turchia), l’università Complutense di Madrid (Spagna) e il ministero della Cultura (Italia).

L’obiettivo del progetto Digitalia è ambizioso: formare una nuova generazione di esperti in grado di applicare strumenti digitali avanzati alla tutela del patrimonio culturale materiale. Negli ultimi anni, in contesti particolarmente soggetti a rischi ambientali e catastrofi, quali la Turchia, l’Italia e la Spagna, si è reso necessario potenziare la capacità di risposta e adattamento attraverso programmi di formazione mirata, al fine di affrontare due delle principali sfide contemporanee: la transizione digitale e l’aumento del rischio connesso ai disastri naturali, promuovendo l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi di gestione e tutela del patrimonio culturale. In un contesto in cui la digitalizzazione ha trasformato il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo, anche il settore dei beni culturali è chiamato a evolversi. La pandemia di Covid-19 ha accelerato l’adozione di soluzioni digitali, mettendo in evidenza l’importanza di disporre di competenze specifiche per la gestione del patrimonio attraverso strumenti tecnologici avanzati. Tuttavia, la carenza di professionisti specializzati rappresenta un ostacolo significativo alla piena attuazione delle strategie europee: la Commissione Europea, attraverso la Raccomandazione (UE) 2021/1970 del 10 novembre 2021, ha fissato l’obiettivo di guidare la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030. Per rendere concretamente raggiungibile questo traguardo è fondamentale investire nella formazione di coordinatori, specialisti ed educatori che siano dotati di una visione ampia e di competenze adeguate. Digitalia interviene proprio in questo scenario, offrendo percorsi di formazione concreti, interdisciplinari e orientati al mercato del lavoro, rivolti sia a studenti universitari, che a professionisti. “Attraverso interviste e questionari somministrati a professionisti del settore”, afferma Lorenzo Calvelli, coordinatore del team dell’università Ca’ Foscari, “sono emerse necessità specifiche che hanno guidato la definizione dei contenuti di un ciclo di incontro di Virtual Training concepiti dal nostro Ateneo per rispondere direttamente alle competenze richieste dagli intervistati. Questo approccio partecipativo garantisce che i workshops rispondano in modo concreto alle esigenze del comparto culturale, offrendo strumenti e conoscenze immediatamente applicabili”. Quattro incontri, otto ore complessive di formazione, un team interdisciplinare.

Si comincia mercoledì 11 giugno 2025 con una sessione tutta veneziana: Elisa CorròSabrina PescePaola Peratello e Tatiana Tommasi, studiose afferenti all’università Ca’ Foscari, che guideranno i partecipanti attraverso le sfide e le potenzialità della digitalizzazione di manufatti archeologici ed epigrafici. Come si trasforma un’iscrizione romana in un oggetto 3D? Quali sono le tecnologie più efficaci per conservare e condividere i risultati? Combinando aspetti teorici e pratici, il seminario offrirà risposte pratiche attraverso l’analisi di casi reali.

Giovedì 12 giugno 2025 sarà la volta di Nevio Danelon (Sapienza Università di Roma), che affronterà un tema centrale per la gestione del territorio: l’uso dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) nel contesto dei beni culturali. I GIS consentono di mappare, monitorare e correlare dati spaziali con estrema precisione, aprendo nuove possibilità per la ricerca, la valorizzazione e la prevenzione dei danni. Si tratta di una tecnologia che ha rivoluzionato la gestione del patrimonio, rendendo possibile la pianificazione di interventi mirati e sostenibili.

Il terzo incontro, previsto per giovedì 19 giugno 2025, ospiterà Chiara Tomaini, dell’Istituto Veneto per i Beni Culturali. Il tema è quanto mai attuale: la gestione del rischio e la prevenzione dei disastri applicata ai beni culturali. Che cosa succede quando un terremoto colpisce un’area archeologica? Il seminario affronta le emergenze causate da fenomeni naturali e attività antropiche attraverso un approccio concreto, basato sull’analisi di scenari reali.

Infine, venerdì 20 giugno 2025, Eleonora Delpozzo (università Ca’ Foscari) chiuderà il ciclo con un focus sul Building Information Modeling (BIM), una tecnologia che nasce nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura, ma che trova ora nuove applicazioni nei contesti archeologici. Grazie al BIM, è possibile creare modelli digitali tridimensionali altamente dettagliati e interattivi, rivoluzionando la conservazione e la valorizzazione dei reperti.

Roma. All’università Sapienza presentazione del libro “Letteratura dell’Anatolia ittita” di Rita Francia e Matteo Vigo (Le Monnier Università)

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Mercoledì 22 gennaio 2025, alle 11, nell’auletta di Archeologia della Facoltà di Lettere, nell’ambito dei seminari di Anatolistica – Ittitologia del dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’università Sapienza di Roma, presentazione del libro “Letteratura dell’Anatolia ittita” di Rita Francia e Matteo Vigo (Le Monnier Università). Dopo i saluti istituzionali del prof. Pietro Vannicelli, coordinatore del Dottorato in Filologia e Storia del mondo antico, il libro sarà presentato dal prof. Alfonso Archi (Sapienza università). Intervengono gli autori Rita Francia e Matteo Vigo (Sapienza università).

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Copertina del libro “Letteratura dell’Anatolia ittita” di Rita Francia e Matteo Vigo (Le Monnier Università)

Letteratura dell’Anatolia ittita. Questo libro offre, in prospettiva etica, una panoramica aggiornata ed esaustiva dei molteplici aspetti relativi alla diffusione e trasmissione letteraria alla corte ittita tra il XVII e il XII secolo a.C. La letteratura tradizionalmente definita “ittita” è il risultato di un sorprendente amalgama di espressioni culturali che hanno caratterizzato il Vicino Oriente antico del II millennio a.C. La civiltà ittita si è fatta portavoce della millenaria cultura letteraria mesopotamica; al contempo ha saputo assorbire e rielaborare in modo originale tradizioni orali e scritte di molti popoli vissuti tra l’Anatolia e la Mesopotamia durante il Tardo Bronzo. Attraverso un’oculata scelta documentaria vengono presentati testi afferenti a diversi generi letterari, quali: miti, historiolae, rituali, preghiere, inni, parabole e proverbi. Per completezza informativa, chiudono il volume un aggiornato regesto bibliografico, registri analitici dei testi trattati, degli antroponimi, teonimi e toponimi citati.

GEP 2024 al Castello di Santa Severa (Rm) “In viaggio verso Pyrgi. Incontrarsi in un grande porto etrusco”: mostra “Porti aperti”, visita agli scavi, conferenza “Vita quotidiana e spiritualità a Pyrgi”

santa-severa_antiquarium_gep-2024_in-viaggio-verso-pyrgi-incontrarsi-in-un-grande-porto-etrusco_locandina“In viaggio verso Pyrgi. Incontrarsi in un grande porto etrusco”: al castello di Santa Severa (Roma), sabato 28 e domenica 29 settembre 2024, prende avvio il “Patrimonio in cammino” tema dell’edizione 2024 delle Giornate europee del Patrimonio proposto dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Etruria meridionale. Ingresso gratuito, info 0766570194. Due gli eventi in programma per l’apertura straordinaria serale prevista per le GEP 2024, di domenica 29 settembre. Si partirà con la visita alla mostra “Porti aperti” e agli scavi condotti da Sapienza Università di Roma alle 17; per proseguire, poi, con la conferenza divulgativa dal titolo “Vita quotidiana e spiritualità a Pyrgi”. Il programma. Sabato 28 settembre: appuntamento all’ingresso del castello di Santa Severa (area archeologica di Pyrgi); alle 17, inaugurazione della mostra “Porti aperti. Narrare l’attualità dell’accoglienza e dell’inclusione nel porto etrusco di Pyrgi”; 17.30, visita alla mostra e allo scavo di Sapienza università di Roma e apertura dei laboratori didattici per bambini; 19, spettacolo di rievocazione storica a cura dell’associazione I Rasenna; 20, brindisi di saluto. Domenica 29 settembre: appuntamento all’ingresso del castello di Santa Severa (area archeologica di Pyrgi); 10, 11.30, 15.30, 17, visite alla mostra “Porti aperti” e allo scavo di Sapienza università di Roma; laboratori didattici per bambini. Al Castello di Santa Severa, casa del Nostromo: 18.30, “Vita quotidiana e spiritualità a Pyrgi”.