Venezia. Al via il seminario online “Bridging Time and Technology” a cura di Lorenzo Calvelli, Franz Fischer, Elisa Corrò e Sabrina Pesce, nell’ambito di Digitalia, un progetto europeo all’avanguardia coordinato dall’università di Istanbul (Turchia) con la partecipazione dell’università Ca’ Foscari. Ecco il programma dei quattro incontri e come partecipare
Come possiamo proteggere il patrimonio culturale dai rischi ambientali, dalle catastrofi naturali e dal trascorrere del tempo? In che modo possiamo trasformare siti archeologici, iscrizioni antiche e monumenti storici in dati digitali funzionali alla ricerca, alla conservazione e alla comunicazione? A questi e ad altri interrogativi cerca di rispondere Digitalia, un progetto europeo all’avanguardia che, sotto il coordinamento dell’Università di Istanbul (Turchia) e grazie alla partecipazione dell’università Ca’ Foscari Venezia, propone soluzioni digitali innovative per una gestione dei beni culturali sostenibile e capace di affrontare le criticità del presente. Dal cuore pulsante della ricerca veneziana prende il via “Bridging Time and Technology”, un ciclo di seminari online che si svolgerà al mattino, dalle 10 alle 12, dei giorni 11, 12, 19 e 20 giugno 2025, aperto a studenti, ricercatori, professionisti del patrimonio culturale, nonché a chiunque sia interessato ad acquisire competenze nel campo delle tecnologie applicate alla conservazione dei beni culturali. Chi desidera partecipare agli incontri può iscriversi inviando una mail all’indirizzo vedph@unive.it. L’iniziativa si colloca all’interno del progetto DIGITALIA: Digital Solutions for Sustainable and Disaster Resilient Heritage Management, finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea (2024-1-TR01-KA220-VET-000251597) ed è curata da Lorenzo Calvelli, Franz Fischer, Elisa Corrò e Sabrina Pesce. Oltre a Istanbul e a Ca’ Foscari, il progetto prevede anche il coinvolgimento di diversi partner internazionali: la direzione provinciale Cultura e Turismo di Antalya (Turchia), l’università Complutense di Madrid (Spagna) e il ministero della Cultura (Italia).
L’obiettivo del progetto Digitalia è ambizioso: formare una nuova generazione di esperti in grado di applicare strumenti digitali avanzati alla tutela del patrimonio culturale materiale. Negli ultimi anni, in contesti particolarmente soggetti a rischi ambientali e catastrofi, quali la Turchia, l’Italia e la Spagna, si è reso necessario potenziare la capacità di risposta e adattamento attraverso programmi di formazione mirata, al fine di affrontare due delle principali sfide contemporanee: la transizione digitale e l’aumento del rischio connesso ai disastri naturali, promuovendo l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi di gestione e tutela del patrimonio culturale. In un contesto in cui la digitalizzazione ha trasformato il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo, anche il settore dei beni culturali è chiamato a evolversi. La pandemia di Covid-19 ha accelerato l’adozione di soluzioni digitali, mettendo in evidenza l’importanza di disporre di competenze specifiche per la gestione del patrimonio attraverso strumenti tecnologici avanzati. Tuttavia, la carenza di professionisti specializzati rappresenta un ostacolo significativo alla piena attuazione delle strategie europee: la Commissione Europea, attraverso la Raccomandazione (UE) 2021/1970 del 10 novembre 2021, ha fissato l’obiettivo di guidare la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030. Per rendere concretamente raggiungibile questo traguardo è fondamentale investire nella formazione di coordinatori, specialisti ed educatori che siano dotati di una visione ampia e di competenze adeguate. Digitalia interviene proprio in questo scenario, offrendo percorsi di formazione concreti, interdisciplinari e orientati al mercato del lavoro, rivolti sia a studenti universitari, che a professionisti. “Attraverso interviste e questionari somministrati a professionisti del settore”, afferma Lorenzo Calvelli, coordinatore del team dell’università Ca’ Foscari, “sono emerse necessità specifiche che hanno guidato la definizione dei contenuti di un ciclo di incontro di Virtual Training concepiti dal nostro Ateneo per rispondere direttamente alle competenze richieste dagli intervistati. Questo approccio partecipativo garantisce che i workshops rispondano in modo concreto alle esigenze del comparto culturale, offrendo strumenti e conoscenze immediatamente applicabili”. Quattro incontri, otto ore complessive di formazione, un team interdisciplinare.
Si comincia mercoledì 11 giugno 2025 con una sessione tutta veneziana: Elisa Corrò, Sabrina Pesce, Paola Peratello e Tatiana Tommasi, studiose afferenti all’università Ca’ Foscari, che guideranno i partecipanti attraverso le sfide e le potenzialità della digitalizzazione di manufatti archeologici ed epigrafici. Come si trasforma un’iscrizione romana in un oggetto 3D? Quali sono le tecnologie più efficaci per conservare e condividere i risultati? Combinando aspetti teorici e pratici, il seminario offrirà risposte pratiche attraverso l’analisi di casi reali.
Giovedì 12 giugno 2025 sarà la volta di Nevio Danelon (Sapienza Università di Roma), che affronterà un tema centrale per la gestione del territorio: l’uso dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) nel contesto dei beni culturali. I GIS consentono di mappare, monitorare e correlare dati spaziali con estrema precisione, aprendo nuove possibilità per la ricerca, la valorizzazione e la prevenzione dei danni. Si tratta di una tecnologia che ha rivoluzionato la gestione del patrimonio, rendendo possibile la pianificazione di interventi mirati e sostenibili.
Il terzo incontro, previsto per giovedì 19 giugno 2025, ospiterà Chiara Tomaini, dell’Istituto Veneto per i Beni Culturali. Il tema è quanto mai attuale: la gestione del rischio e la prevenzione dei disastri applicata ai beni culturali. Che cosa succede quando un terremoto colpisce un’area archeologica? Il seminario affronta le emergenze causate da fenomeni naturali e attività antropiche attraverso un approccio concreto, basato sull’analisi di scenari reali.
Infine, venerdì 20 giugno 2025, Eleonora Delpozzo (università Ca’ Foscari) chiuderà il ciclo con un focus sul Building Information Modeling (BIM), una tecnologia che nasce nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura, ma che trova ora nuove applicazioni nei contesti archeologici. Grazie al BIM, è possibile creare modelli digitali tridimensionali altamente dettagliati e interattivi, rivoluzionando la conservazione e la valorizzazione dei reperti.
Roma. All’università Sapienza presentazione del libro “Letteratura dell’Anatolia ittita” di Rita Francia e Matteo Vigo (Le Monnier Università)

Mercoledì 22 gennaio 2025, alle 11, nell’auletta di Archeologia della Facoltà di Lettere, nell’ambito dei seminari di Anatolistica – Ittitologia del dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’università Sapienza di Roma, presentazione del libro “Letteratura dell’Anatolia ittita” di Rita Francia e Matteo Vigo (Le Monnier Università). Dopo i saluti istituzionali del prof. Pietro Vannicelli, coordinatore del Dottorato in Filologia e Storia del mondo antico, il libro sarà presentato dal prof. Alfonso Archi (Sapienza università). Intervengono gli autori Rita Francia e Matteo Vigo (Sapienza università).

Copertina del libro “Letteratura dell’Anatolia ittita” di Rita Francia e Matteo Vigo (Le Monnier Università)
Letteratura dell’Anatolia ittita. Questo libro offre, in prospettiva etica, una panoramica aggiornata ed esaustiva dei molteplici aspetti relativi alla diffusione e trasmissione letteraria alla corte ittita tra il XVII e il XII secolo a.C. La letteratura tradizionalmente definita “ittita” è il risultato di un sorprendente amalgama di espressioni culturali che hanno caratterizzato il Vicino Oriente antico del II millennio a.C. La civiltà ittita si è fatta portavoce della millenaria cultura letteraria mesopotamica; al contempo ha saputo assorbire e rielaborare in modo originale tradizioni orali e scritte di molti popoli vissuti tra l’Anatolia e la Mesopotamia durante il Tardo Bronzo. Attraverso un’oculata scelta documentaria vengono presentati testi afferenti a diversi generi letterari, quali: miti, historiolae, rituali, preghiere, inni, parabole e proverbi. Per completezza informativa, chiudono il volume un aggiornato regesto bibliografico, registri analitici dei testi trattati, degli antroponimi, teonimi e toponimi citati.
GEP 2024 al Castello di Santa Severa (Rm) “In viaggio verso Pyrgi. Incontrarsi in un grande porto etrusco”: mostra “Porti aperti”, visita agli scavi, conferenza “Vita quotidiana e spiritualità a Pyrgi”
“In viaggio verso Pyrgi. Incontrarsi in un grande porto etrusco”: al castello di Santa Severa (Roma), sabato 28 e domenica 29 settembre 2024, prende avvio il “Patrimonio in cammino” tema dell’edizione 2024 delle Giornate europee del Patrimonio proposto dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Etruria meridionale. Ingresso gratuito, info 0766570194. Due gli eventi in programma per l’apertura straordinaria serale prevista per le GEP 2024, di domenica 29 settembre. Si partirà con la visita alla mostra “Porti aperti” e agli scavi condotti da Sapienza Università di Roma alle 17; per proseguire, poi, con la conferenza divulgativa dal titolo “Vita quotidiana e spiritualità a Pyrgi”. Il programma. Sabato 28 settembre: appuntamento all’ingresso del castello di Santa Severa (area archeologica di Pyrgi); alle 17, inaugurazione della mostra “Porti aperti. Narrare l’attualità dell’accoglienza e dell’inclusione nel porto etrusco di Pyrgi”; 17.30, visita alla mostra e allo scavo di Sapienza università di Roma e apertura dei laboratori didattici per bambini; 19, spettacolo di rievocazione storica a cura dell’associazione I Rasenna; 20, brindisi di saluto. Domenica 29 settembre: appuntamento all’ingresso del castello di Santa Severa (area archeologica di Pyrgi); 10, 11.30, 15.30, 17, visite alla mostra “Porti aperti” e allo scavo di Sapienza università di Roma; laboratori didattici per bambini. Al Castello di Santa Severa, casa del Nostromo: 18.30, “Vita quotidiana e spiritualità a Pyrgi”.
Comacchio (Fe). Per GEP 2024 visite guidate allo scavo archeologico nell’abitato di Spina curato dall’università di Bologna, grazie alla collaborazione del museo Delta antico, Comune e Soprintendenza. La campagna di scavo 2024 mira ad approfondire la struttura di un grande terrapieno realizzato dagli Etruschi nel 300 a.C.
Il 2 settembre 2024 l’università di Bologna ha avviato la terza campagna di scavo nel sito dell’antica città etrusca di Spina. Il team di ricerca è coordinato dalla prof.ssa Elisabetta Govi della Cattedra di Etruscologia bolognese ed è diretto sul campo dal prof. Andrea Gaucci. Vi partecipano studentesse e studenti dei Campus universitari di Bologna e Ravenna, della Scuola di specializzazione in Beni archeologici, nonché dottorande e dottorandi della Sapienza – università di Roma e dell’università Parigi 1 Panthéon-Sorbonne, e assegniste di ricerca. Il lavoro sul campo è inoltre supportato dall’équipe di geoarcheologi dell’università di Strasburgo e del CNRS francese. In occasione delle Giornate europee del Patrimonio 2024, grazie alla collaborazione con il museo Delta Antico e con il Comune di Comacchio, lo scavo archeologico nell’abitato di Spina dell’università di Bologna sarà aperto al pubblico, con apposite visite guidate, nelle giornate di venerdì 27 settembre (due turni: ore 16 e ore 17) e sabato 28 settembre 2024 in modalità congiunta con la Soprintendenza (quattro turni: ore 11; ore 12; ore 16 e ore 17). Prenotazione obbligatoria al centralino del museo Delta Antico al numero 0533 311316 o via e-mail a: info@museodeltaantico.com. L’ateneo bolognese ha una concessione di scavo triennale e tutte le attività sono concordate con la funzionaria responsabile. Le ricerche, condotte con la supervisione di Carolina Ascari Raccagni della soprintendenza di Bologna, si concentrano nella parte occidentale dell’abitato antico, a nord del canale collettore Mezzano, e sono svolte con il supporto logistico al Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara. La campagna di scavo 2024 mira ad approfondire la struttura di un grande terrapieno, individuato in una precedente indagine, per incrementare i numerosi dati già raccolti nel 2023. Principali indizi a riguardo sono elementi in materiale organico: pali, travi, resti botanici come vinaccioli e altri semi, che ci raccontano di questo poderoso manufatto edificato in terra e legno e, di riflesso, degli abitanti della città etrusca che, attorno al 300 a.C. circa, lo realizzarono. Un nuovo saggio di scavo, a breve distanza dal primo, ha invece il compito di comprendere il rapporto tra il terrapieno e le abitazioni della città che questo lambiva. Le ricerche dell’università non si fermano al solo mese di settembre. Il ruolo centrale degli studenti porta infatti allo sviluppo di tesi di laurea a Bologna e all’estero dedicate allo scavo, oltre a conferenze e pubblicazioni scientifiche e divulgative.
Novità editoriali. “Archeologia del Medioevo” (Mondadori università) di Francesca Romana Stasolla (università di Roma Sapienza): la storia di un migliaio di anni attraverso lo spettro di architetture, manufatti, paesaggi

Copertina del libro “Archeologia del Medioevo” di Francesca Romana Stasolla
La Società degli Archeologi Medievisti Italiani (Sami) l’ha definito “un nuovo e ambizioso libro, ricco di informazioni sul Medioevo europeo”. È quello scritto dalla socia Francesca Romana Stasolla, professore associato di Archeologia Cristiana e Medievale presso l’Università di Roma Sapienza. Si intitola “Archeologia del Medioevo” (Mondadori università). Guardare al Medioevo attraverso i suoi dati materiali significa ripercorrere la lunga storia di un migliaio di anni attraverso lo spettro di architetture, manufatti, paesaggi, collocati nei rispettivi contesti socio-ambientali e letti diacronicamente. Il caleidoscopio che ne emerge restituisce un’area euromediterranea in profonda trasformazione, dove genti di tipo diverso si incontrano e si scontrano, dove sorgono nuove realtà insediative, dove si sperimentano tecniche, modi dell’abitare, nuove forme di relazione sociale. Il passaggio dal mondo antico alle soglie dell’età moderna viene descritto attraverso i tempi ed i luoghi del Medioevo euro-mediterraneo, per poi affrontare i temi più attuali nella storiografia contemporanea e le classi dei manufatti attraverso i quali l’archeologia contribuisce alla ricostruzione storica.
Santa Severa (Roma). Questa estate a Pyrgi con gli archeologi di Sapienza università di Roma visite guidate gratuite: “Gli etruschi sul mare alla scoperta del porto e del grande santuario etrusco di Pyrgi”
L’appuntamento è all’ingresso del Castello di Santa Severa (Roma) alle 18 di ogni sabato e domenica, dal 20 luglio al 29 settembre 2024: grazie alla collaborazione tra Sapienza Università di Roma, soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio Etruria Meridionale e Regione Lazio tornano le visite guidate gratuite a Pyrgi: “Gli etruschi sul mare alla scoperta del porto e del grande santuario etrusco di Pyrgi” con gli archeologi di Sapienza università di Roma. Per info e prenotazioni pyrgisapienza@gmail.com.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia il convegno “Le lamine di Pyrgi 60 anni dopo la scoperta: scavi ricerche e significato”: l’anniversario dell’evento viene ricordato con la testimonianza di chi ha presenziato alla celebre scoperta e con interventi sul suo significato
“Era l’8 luglio 1964 e mancava poco a mezzogiorno quando l’oro di tre lamine accuratamente ripiegate su se stesse brillò sotto i delicati colpi di piccone di Oreste Brandolini, il decano degli scavatori specializzati di Pyrgi”: comincia così il racconto di Maria Paola Guidobaldi, responsabile delle collezioni del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che ricorda l’eccezionale scoperta – giusto 60 anni fa: 8 luglio 1964 – 8 luglio 2024 – delle tre lamine d’oro, avvolte sui chiodi usati per affiggerle nell’ambito degli scavi del santuario di Pyrgi, in un’area a lato del Tempio B. Martedì 9 luglio 2024, alle 16.30, nella sala della Fortuna del museo di Villa Giulia, la scoperta delle lamine d’oro di Pyrgi viene ricordato nel convegno “Le lamine di Pyrgi 60 anni dopo la scoperta: scavi ricerche e significato”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Seguirà una visita guidata alla sezione dedicata a Pyrgi.

Scoperta delle lamine d’oro a Pyrgi: M. Pallottino, G. Colonna, E. Di Paolo e altri all’indomani dell’eccezionale rinvenimento (foto uni-sapienza)
“Sullo scavo, condotto in concessione alla cattedra di Etruscologia dell’università di Roma La Sapienza, e intrapreso nel 1957 per iniziativa di Massimo Pallottino come uno dei grandi scavi dell’Ateneo”, ricorda Maria Paola Guidobaldi, “erano presenti la dottoressa Falconi che si precipitò a darne notizia telefonica a Massimo Pallottino. La dottoressa Rallo e gli studenti Piero Guzzo e Maristella Pandolfini. Giovanni Colonna in ricognizione nella zona sopraggiunse immediatamente dopo. Quella scoperta epocale non solo ha permesso una migliore comprensione della lingua etrusca, ma ha fornito informazioni fondamentali sulla fondazione del tempio più antico del santuario monumentale di Pyrgi, quello indicato negli studi come Tempio B.

Le tre lamine d’oro di Pyrgi: due con iscrizione in etrusco, una in fenicio (foto uni-sapienza)
“Quelle preziose iscrizioni, due in lingua etrusca e una in fenicio, traduzione non letterale del testo etrusco più lungo”, spiega Guidobaldi, “ci dicono infatti che introno al 510 a.C. Thefarie Velianas, tiranno di Caere, re di Caere in fenicio, dedica quel luogo di culto per ringraziare una divinità femminile chiamata Uni in etrusco e Astarte in fenicio, per aver favorito tre anni prima la sua ascesa al potere. Quando nel III sec. a.C. il Tempio B fu demolito, le tre lamine furono accuratamente arrotolate su ste stesse e sepolte in un’area adiacente.
“Il programma decorativo del Tempio B, ricostruito sulla base della decorazione architettonica in terracotta dipinta”, sottolinea Guidobaldi, “appare incentrato sulla mitologia di Eracle, l’eroe coraggioso e indomito che con impareggiabile forza fisica aveva superato i limiti concessi all’uomo e che perciò, al termine delle sue imprese, con il favore degli dei, aveva potuto finalmente accedere all’Olimpo. La sua apoteosi diventa perciò simbolo dell’investitura divina del potere di Thefarie Velianas conquistato con il favore della dea Uni-Astarte, come appunto le lamine iscritte raccontano.

La vetrina della sala 13B del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con le tre lamine d’oro di Pyrgi e i chiodi utilizzati per fissarle (foto etru)
“Le lamine sono esposte insieme ai chiodini con cui erano in origine affisse su uno stipite della porta del tempio in una sala del piano terra del museo di Villa Giulia”, conclude Guidobaldi, “precisamente nella sala 13B interamente dedicata al santuario di Pyrgi, lo scalo marittimo dell’antica Caere-Cerveteri, presso il castello di Santa Severa, autentica proiezione sul mare di questa importantissima città dell’Etruria meridionale e frequentato soprattutto da mercanti greci e fenici”.

Una recente campagna di scavo al santuario di Pyrgi condotta dall’università Sapienza di Roma fin dal 1957 (foto uni sapienza)
Convegno “Le lamine di Pyrgi 60 anni dopo la scoperta: scavi ricerche e significato”. Cosa veniva dedicato nel santuario? Chi era l’autore di una dedica così preziosa? Si poteva finalmente contare su una traduzione dell’etrusco attraverso il fenicio? Che ruolo avevano i Fenici in luogo sacro nei pressi di Cerveteri? Il 9 luglio 2024, alle 16.30, l’anniversario dell’evento viene ricordato con la testimonianza di chi ha presenziato alla celebre scoperta e con interventi sul suo significato. Introduce i lavori Luana Toniolo, direttrice del museo di Villa Giulia. Intervengono: Maristella Pandolfini su “Le lamine di Pyrgi. Ricordo della scoperta”; Vincenzo Bellelli su “Le lamine di Pyrgi e la storia di Thefarie Velianas alla luce di quarant’anni di archeologia urbana a Cerveteri”; Paolo Xella su “L’iscrizione fenicia di Pyrgi”; Daniele Federico Maras su “Il dono di Thefarie e la ricerca dell’immortalità”; Enrico Benelli su “Le lamine di Pyrgi e il contributo allo studio dell’etrusco”; Laura Michetti su “La Sapienza a Pyrgi 60 anni dopo la scoperta delle lamine: ricerche in corso e future prospettive”.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale consegna del premio Anassilaos Μεγάλη Ἑλλάς all’assiriologo Franco D’Agostino (Sapienza università) che tiene una lectio magistrale su “La nascita dello Stato e l’invenzione della scrittura nella Mesopotamia antica”
“La nascita dello Stato e l’invenzione della scrittura nella Mesopotamia antica” è il tema della Lectio Magistralis che il prof. Franco D’agostino, ordinario di Assiriologia e direttore del dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali (ISO) della Sapienza università di Roma, tiene al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria mercoledì 29 maggio 2024, alle 17.30, in occasione della consegna del Premio Anassilaos Μεγάλη Ἑλλάς. Dopo i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, e di Stefano Iorfida, presidente dell’associazione culturale Anassilaos, all’incontro partecipano Fabio Arichetta, coordinatore degli incontri “La percezione del tempo tra antico, moderno e contemporaneità” e Annunziata Rositani, associato di Storia del Vicino Oriente antico e Cultura e letteratura del Vicino Oriente antico all’università di Messina. Quale omaggio allo studioso, a corollario della manifestazione, sarà possibile per i presenti cimentarsi nella scrittura cuneiforme attraverso un breve laboratorio a cura di Domenico Colella, artigiano dell’Antico.

L’assiriologo Franco D’Agostino (Sapienza università Roma) a Ur davanti alla ziggurath (foto ass-anassilaos)
“Tra i più apprezzati studiosi di archeologia del Vicino Oriente antico – ricordano all’associazione Anassilaos – , assiriologo versatile e curioso di tutti gli aspetti della cultura letteraria, linguistica e storico-religiosa del Vicino Oriente antico – come dimostra l’ampia produzione scientifica – Franco D’Agostino ha profuso passione costante nella diffusione ad altissimo livello della cultura orientale antica in tutte le sue forme, rivolgendo il suo sguardo lucido sia agli aspetti morfologico-descrittivi delle lingue parlate e scritte nel Vicino Oriente antico – da cui le preziose grammatiche del Sumerico e Babilonese – sia allo studio degli elementi storici, linguistici e culturali nel III millennio a.C. dai Sumeri a Ebla, alla conoscenza della cui lingua e cultura ha contribuito con pubblicazioni di prestigio internazionale. L’interesse per l’espressione letteraria dell’animo umano lo ha guidato verso lo studio egualmente attento dal punto di vista filologico sia della letteratura umoristica vista nella sua teatralità che della figura di Gilgamesh, indagata con notevole profondità psicologica oltre che filologica. Egli da dato inoltre un contributo fondamentale allo studio degli aspetti pregnanti delle economie antiche e dell’uso dei metalli come mezzi di pagamento. Negli ultimi anni ha rivolto l’attenzione a scavi archeologici di siti di enorme importanza per ricostruire la nascita dello stato nell’antica Mesopotamia. Dal 2011 è co-direttore dello scavo di Abu Tbeirah (sette chilometri a Sud di Nasiriyah) e dal 2014 direttore dello scavo della città di Eridu, undici chilometri a Sud-Ovest di Ur. Entrambi i tell si trovano nella provincia di Dhi Qar, Iraq meridionale. Inoltre, è direttore scientifico del progetto di conservazione e valorizzazione del sito di Ur, finanziato da quattro anni con fondi della cooperazione italiana. Un archeologo impegnato in una regione di fondamentale importanza quale la Mesopotamia per la nascita della civiltà, e pure caratterizzata nel passato più recente da contrasti, tensioni e guerre che hanno messo a rischio in più circostanze lo stesso patrimonio storico e archeologico della Regione. Un impegno – concludono – che il nostro ha saputo portare avanti, come egli stesso ha riconosciuto, grazie ad una delle caratteristiche dell’archeologia italiana, quella di non essere formale nei rapporti con la popolazione locale e di confrontarsi con essa su un piede di rispettosa parità grazie anche alla considerazione che noi siamo parte di quella comune civiltà”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Etruschi moderni. L’antichità etrusca nella letteratura del Novecento” visita guidata “letteraria” con Antonietta Simonelli, Martina Piperno e Chiara Zampieri
Mercoledì 10 aprile 2024, alle 17, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia offre “Etruschi moderni. L’antichità etrusca nella letteratura del Novecento” un insolito percorso guidati dalla voce degli scrittori del Novecento, che hanno immortalato nelle loro opere le testimonianze della cultura etrusca. Un viaggio tra la materialità dei reperti antichi e l’immaterialità dei testi moderni che li hanno re-immaginati. Visita guidata “letteraria” a cura di Antonietta Simonelli, Martina Piperno e Chiara Zampieri. Visita compresa nel biglietto d’ingresso al Museo. Posti limitati. Per info e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

Antonietta Simonelli (etru)
Antonietta Simonelli è funzionaria archeologa del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, curatrice delle sezioni Umbria, Latium Vetus e Agro Falisco, responsabile dell’Archivio documentale, disegni e fotografico, responsabile della Biblioteca, Ufficio Catalogo e Inventario.

Martina Piperno (uniroma)
Martina Piperno è ricercatrice Rita Levi Montalcini al dipartimento di Studi europei americani e interculturali della Sapienza, università di Roma e membro del Laboratorio Leopardi. Dopo il dottorato conseguito a Warwick (UK) ha svolto progetti di ricerca presso University College Cork (Irlanda) e KU Leuven (Belgio). Si occupa di memoria dell’antico e letteratura italiana moderna e contemporanea. La sua monografia, L’antichità “crudele”: Etruschi e Italici nella letteratura italiana del Novecento, uscita nel 2020 per Carocci editore, è dedicata al “ritorno” degli etruschi e di alcuni popoli italici nella letteratura italiana moderna.

Chiara Zampieri (leuven)
Chiara Zampieri è ricercatrice junior in letterature comparate presso la KU Leuven (Belgio). Le sue ricerche portano sulla ricezione dell’antichità etrusca nella letteratura europea del Novecento e sulle interazioni tra letteratura contemporanea e musei.
Giornata mondiale della Lingua e della Cultura ellenica: tre giorni di interventi in diretta on line dal Lazio alla Sicilia. Video, performance e ricerche dei liceali si alterneranno agli interventi di importanti studiosi, oltre ai grecisti di tutte le università laziali, sul tema “Le parole dei Greci”
La Giornata Mondiale della lingua e cultura Ellenica quest’anno si concentra su “Le parole dei Greci” con tre giorni di interventi in diretta on line dal 7 al 9 febbraio 2024 in collaborazione con le delegazioni AICC di Palermo, Ponzano Romano (ROMA) e Siracusa. Video, performance e ricerche dei liceali si alterneranno agli interventi di importanti studiosi, oltre ai grecisti di tutte le università laziali. La giornata del 7 febbraio sarà trasmessa on-line sulla Link identifier #identifier__135611-1Piattaforma TEAMS. Le giornate dell’8 e del 9 febbraio saranno trasmesse sul Link identifier #identifier__34172-2canale YouTube dell’AICC Antico e Moderno. La Giornata Mondiale della lingua e cultura Ellenica è realizzata con la collaborazione di: museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, ambasciata della Repubblica Ellenica in Italia, Comune di Roma – assessorato alla Scuola, Ufficio Scolastico regionale del Lazio, università di Cassino e del Lazio Meridionale, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Tuscia, Consulta universitaria del Greco, Comunità ellenica di Roma e del Lazio, Comunità ellenica Siciliana, Federazione delle Comunità e Confraternite elleniche in Italia, associazione Antico e Moderno, AICC delegazione di Palermo e delegazione Randazzo di Siracusa, licei Augusto, Benedetto da Norcia, Manara, Tasso, Visconti di Roma, Cicerone di Frascati, Fiorentino di Lamezia Terme, Moro di Manfredonia, Gargallo di Siracusa, Vittorio Emanuele di Palermo.
Il PROGRAMMA. Mercoledì 7 febbraio 2024, mattina, dall’aula magna dell’università Roma Tre, Giornata di Roma e del Lazio: 8.30-14. Alle 8.30, saluti istituzionali. Seguono gli interventi. Paolo D’Achille, “Il greco che parliamo”; Adele Teresa Cozzoli, “Europa”; Emeri Farinetti, “Ecomuseo” + video; Alexia Latini, “Τεχνη”; 11.10- 11.30, pausa. Ester Cerbo, “Ecologia”; Dino De Sanctis, “Χαρακτηρ”; Michele Napolitano, “Γελωσ”; Roberto Nicolai, “Δημοκρατια”. Nei due ‘blocchi’ di interventi si alterneranno alle relazioni anche le performance di Theo Melissinopulos e dei ragazzi del liceo Foscolo di Albano Laziale.
Giovedì 8 febbraio 2024, mattina, dalle sedi dell’Associazione “Antico e Moderno”, 8.30-13.30. Alle 8.30, Liana Lomiento, “Μετρον” (dal Manara); 9, Rossano Munaretto, “Λυρα” (da Avezzano) + performance ragazzi; 9.40, Francesco Giannachi, “Ρωμιοσυνη” online; 10, Giampaolo Galvani, “Μυθοσ” (da Ascoli Piceno); 10.30, Marinella Linardos, “Θεραπεια” (registrata). Da Villa Giulia, Roma: 11, Maria Chnaraki, “Αγαπη”; 11.30, Caterina Carpinato, “Ποιηση”; 12, Nadia Terranova, “Γραφια”; 12.30, Giulio Guidorizzi, “Le parole dei Greci”. Nel pomeriggio, da Roma, Villa Giulia, 15-19, a cura della Comunità Ellenica di Roma e del Lazio. Maria Rosa Caracausi, “Γατα, Γαλη, Αιλυροσ”; Tiziana Cavasino, “Δημοκρατια”; Andria Dimosthenous, “Αγρονιζω = Αναγνωριζω, Καταλαβαινω”; Amato Luciano Fargnoli, “Labirinto”; Alfredo Moraci, “Archeologia”; Evi Pini, “Λεων”; Stefano Feltri, “Oligarchia”; Styliani Charistou, con i ragazzi della scuola greca di Roma, “Τα παιδία παίζει”.
Venerdì 9 febbraio 2024, Giornata del greco della Sicilia, 8.30-13.30. Da Palermo, cinema “De Seta”, con la collaborazione della Comunità Ellenica “Trinacria”, con il coro del liceo “Vittorio Emanuele II” e interventi dei licei classici della città: Salvatore Nicosia, “Μελαγχολια”; Nicola Cusumano, “Μετανοια”; Franco Giorgianni, “Αισχρον e Γελοιον”; Sonia Macrì, “Λιθοσ”. Dal liceo classico Gargallo di Siracusa: Vittorio Rizzone, “Λειτουργια”; Paolo Madella, “Οινοσ”. Da Roma, Villa Giulia: premiazioni dei concorsi “Ve lo racconto io, il mito!” e “Cantagrecia”. Pomeriggio, tutto online, 15.30-19. Maura Gancitano, “Ηθοσ”; Silvia Ronchey, “Ερωσ”; Giorgia Tribuiani, “Fantasia”; Maurizio De Rosa, “Παξιμαδι”; Evripidis Garantudis, “Θαλασσα”; Maria Mattioli, “Neologismi”; Antonis Fostieris, “Ποιηση”; Ghiannis Pappas, “Δημοκρατια”.

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