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Gea 2021-Ica: “Archeologia e inclusione”. Contributo 14: “AMASILI PROJECT IN ROSETTA” (Egitto) con il restauro del complesso ottomano di Casa Amasili

istituto-centrale-per-l-archeologia_logoPer l’edizione 2021 delle Giornate Europee per l’Archeologia, l’ICA – Istituto centrale per l’Archeologia propone il tema guida dal titolo “Archeologia e inclusione. Missioni archeologiche italiane all’estero e comunità locali dei paesi ospitanti: interazioni, coinvolgimento, formazione”. Quattordicesimo contributo: “AMASILI PROJECT IN ROSETTA – Michele Asolati, Mohamed Kenawi, Cristina Mondin”.

La città di Rosetta (al-Rashid), nota soprattutto per il rinvenimento della famosa stele, è sede di numerosi edifici storici, tra i quali spicca il complesso architettonico ottomano di Casa Amasili. Su questo dal 2018 s’incentra un progetto di conservazione e valorizzazione da parte dell’università di Padova, in concorso con il ministero delle Antichità egiziano e l’American Research Center in Egitto, con lo scopo di creare un centro culturale e un’area espositiva dedicata all’archeologia del Delta occidentale del Nilo.

The city of Rosetta (al-Rashid), best known for the discovery of the famous stele, is home to numerous historical buildings, among which the Ottoman architectural complex of Amasili House stands out. This is the focus of a conservation and enhancement project by the University of Padua since 2018, in association with the Egyptian Ministry of Antiquities and the American Research Center in Egypt, with the aim to create a cultural center and an exhibition area dedicated to the archaeology of the western Nile Delta.

(14 – continua)

Gea 2021-Ica: “Archeologia e inclusione”. Contributo 2: Kom al-Ahmer/Kom Wasit Archaeological Project (Egitto) alla ricerca dell’antica Metelis nel Delta

istituto-centrale-per-l-archeologia_logoPer l’edizione 2021 delle Giornate Europee per l’Archeologia, l’ICA – Istituto centrale per l’Archeologia propone il tema guida dal titolo “Archeologia e inclusione. Missioni archeologiche italiane all’estero e comunità locali dei paesi ospitanti: interazioni, coinvolgimento, formazione”. Secondo contributo: Kom al-Ahmer/Kom Wasit Archaeological Project.

Dal 2012 la missione italiana guidata dall’università di Padova, con la collaborazione del ministero delle Antichità egiziano, ha iniziato le indagini storico-archeologiche presso Kom al-Ahmer e Kom Wasit, due importanti siti del Delta occidentale del Nilo. L’obbiettivo principale è di verificare se vi si possa individuare l’antica Metelis, l’unica capitale di nomos di cui si ignora la localizzazione. Ai fini scientifici si coniugano quelli della valorizzazione, già in parte messi in luce in una mostra presso il museo Egizio del Cairo nel 2018.

Since 2012, the Italian mission led by the University of Padua, in collaboration with the Egyptian Ministry of Antiquities, has begun historical-archaeological investigations at Kom al-Ahmer and Kom Wasit, two important sites in the western Nile Delta. The main objective is to verify whether the ancient Metelis, the only capital of nomos whose location is unknown, can be identified there. The scientific aims are combined with those of enhancement, already partly highlighted in an exhibition at the Egyptian Museum in Cairo in 2018.

A cura di Michele Asolati, Mohamed Kenawi, Cristina Mondin

(2 – continua)

Per le Giornate europee dell’Archeologia Aquileia lancia una tre giorni speciale con Visite guidate, open day delle aree archeologiche, aperture straordinarie, archeologia sperimentale e musica. Gran finale lunedì all’alba al porto fluviale con il Concerto del Solstizio

aquileia_fondazione_logoVisite guidate, open day delle aree archeologiche, aperture straordinarie, archeologia sperimentale e musica: sono questi alcuni eventi del ricco programma predisposto dalla Fondazione Aquileia per le Giornate europee dell’archeologia 2021, da sabato 19 giugno fino all’alba di lunedì 21. E questo grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – museo Archeologico nazionale di Aquileia, PromoTurismoFVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, Associazione nazionale per Aquileia e Fondazione Radio Magica.

Visite guidate con archeologo durante l’Open Day nelle aree archeologiche di Aquileia (foto fondazione aquileia)

SABATO 19 GIUGNO 2021 è l’Open day, dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19. Gli archeologi e i restauratori della Fondazione Aquileia, delle università e della soprintendenza accoglieranno i cittadini e gli appassionati nelle aree archeologiche e nei cantieri di scavo: foro, area del decumano di Aratria Galla e delle mura a zig-zag, teatro e grandi terme, domus delle Bestie Ferite, antichi mercati, fondo Cal, domus dei Putti danzanti, porto fluviale e la sua sponda orientale. Non serve la prenotazione. L’ingresso è gratuito.

La domus di Tito Macro ad Aquileia (foto fondazione Aquileia)

Visite con l’archeologo alla domus di Tito Macro: alle 10.30, 11, 11.30, 16.30, 17, 17.30, 18. L’ingresso è gratuito con ritrovo presso la domus, ma attenzione: qui è necessaria la prenotazione (tel. 0431.919491 o info.aquileia@promoturismo.fvg.it) perché i posti sono limitati.

Una fase della realizzazione del forno romano per la produzione del vetro ad Aquileia col progetto Veri (foto Aihv)

Archeologia sperimentale: accensione di un forno vetrario romano, dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19. L’attività si svolge nel fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati, con l’accensione di un forno vetrario, unico del suo genere in Italia e costruito come una struttura romana, realizzato grazie a un finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto V.E.R.I. del Comitato Nazionale Italiano dell’AIHV (Association Internationale pour l’Histoire du Verre). Durante la giornata si potrà anche assistere alle prove di soffiatura del maestro vetrario muranese Nicola Moretti.

La locandina della nuova sezione del museo Archeologico nazionale dedicata a “Lusso e ricchezza” (foto man-aquileia)

Museo Archeologico nazionale. Visita guidata alla nuova sezione “Lusso e ricchezza”, alle 10 e alle 11, a cura del Man, inaugurata il 27 maggio 2021 e dedicata alla straordinaria collezione di oggetti in ambra, gemme, cammei, gioielli e monete. Qui la prenotazione è obbligatoria a bookshopmanaquileia@gmail.com. La visita è compresa nella normale tariffa di ingresso al museo.

L’esterno di Casa Bertoli ad Aquileia (foto archeocarta del FVG)

Apertura straordinaria di Casa Bertoli dalle 10 alle 13, a cura della soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e dell’Associazione nazionale per Aquileia. Sarà così possibili esplorare Casa Bertoli, lungo il viale che conduce a piazza Capitolo e alla Basilica, e scoprire i suoi meravigliosi affreschi.

Il foro romano di Aquileia e il plinto della Medusa fotografati da Elio Ciol

Visita guidata classica di Aquileia alle 10.30 a cura di PromoTurismoFVG, con prenotazione obbligatoria telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

Pubblico in piazza Capitolo ad Aquileia per l’Aquileia Film Festival

Sacro e profano: il Patriarcato di Aquileia, alle 21, in piazza Capitolo, con ingresso libero: la conferenza-concerto a cura della Trieste Flute Association chiude la prima delle Giornate europee dell’Archeologia.

Il museo Paleocristiano ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

DOMENICA 20 GIUGNO 2021. Apertura straordinaria del museo Paleocristiano, dalle 14.30 alle 18.30, con ingresso gratuito. E alle 16 ci sarà una visita guidata gratuita a cura del museo con prenotazione obbligatoria scrivendo a bookshopmanaquileia@gmail.com.

La statua in marmo di Venere del I sec. a.C. – I sec. d.C. da un originale di età ellenistica nel nuovo allestimento del Man di Aquileia (foto di Alessandra Chemollo)

Visita guidata al museo Archeologico nazionale di Aquileia alle 10.30 e alle 16.30, a cura di PromoTurismoFVG. Costo 10 euro oltre al biglietto di ingresso al museo. Prenotazione obbligatoria telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

L’area archeologica del fondo Cossar dopo la realizzazione del primo lotto di lavori dell’innovativo progetto di ricostruzione dei volumi della domus di Tito Macro (foto fondazione Aquileia)

Visita guidata alla domus di Tito Macro alle 10. 11, 15, 16, a cura di PromoTurismoFVG. Costo 3 euro, durata 40 minuti. Prenotazione obbligatoria telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

Fondazione Radio Magica propone speciali visite guidate teatralizzate nell’area archeologica di Aquileia (foto fondazione radio magica)

In diretta con la storia: visite teatralizzate da Fondazione Radio Magica, alle 10. Itinerario con guida e attori tra le aree degli antichi mercati, il porto fluviale e il decumano. Costo 15 euro, durata 2 ore, prenotazione obbligatoria telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

Una veduta aerea di Fondo Pasqualis, l’area dei mercati di Aquileia, prima delle ultime campagne di scavo (foto fondazione Aquileia)

Archeologia sperimentale: accensione di un forno vetrario romano, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17, a cura della Pro loco Aquileia, ingresso libero. L’attività si svolge nel fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati, con l’accensione di un forno vetrario, unico del suo genere in Italia e costruito come una struttura romana.

Il cimitero degli Eroi ad Aquileia, nel cuore della città romana, a ridosso della basilica paleocristiana (foto archeocarta del FVG)

Visita al cimitero dei Caduti, alle 17, a cura della Pro loco Aquileia, in occasione dell’anno del centenario della traslazione del Milite Ignoto da Aquileia a Roma. Prenotazione obbligatoria telefonando al 3279065531 o scrivendo a prolocoaquileia@libero.it.

La locandina del Concerto del Solstizio nel porto fluviale romano di Aquileia (foto fondazione aquileia)

LUNEDÌ 21 GIUGNO 2021. Concerto del Solstizio, alle 4.30. Appuntamento finale delle Giornate europee dell’Archeologia, all’alba del solstizio d’estate nell’atmosfera rarefatta dell’antico porto fluviale di Aquileia, con il concerto per pianoforte e voce di Alessandra Celletti che proporrà il suo progetto “Experience” che mette in musica l’essenza dell’acqua e il fascino della trasformazione. Il pubblico potrà così assaporare il passaggio dal buio alla luce tra le rovine romane, l’acqua e il verde della natura che circonda il paesaggio. Prenotazione telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

Al museo civico di Montebelluna “Archeologia del territorio a Montebelluna”: giornata di studi archeologici dalla mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg” dopo un’impegnativa campagna di studi sulle nuove scoperte archeologiche del territorio e la revisione delle collezioni nei depositi. Webinar gratuito su Zoom

Archeologia del territorio a Montebelluna: giornata di studi archeologici dalla mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg”, a cura di Emanuela Gilli e Benedetta Prosdocimi. Evento on line organizzata dal museo civico di Montebelluna (Tv) insieme alla competente soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per parlare di archeologia, ricerca, tutela e valorizzazione. Partner scientifici: università di Padova – Dipartimento di Beni Culturali; università di Ferrara – Dipartimento di Studi Umanistici; università Ca’ Foscari Venezia – Dipartimento di Studi Umanistici; università di Verona – Dipartimento di Culture e Civiltà. Tutto questo grazie alla mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg” allestita al Museo Civico di Montebelluna dopo un’impegnativa campagna di studi sulle nuove scoperte archeologiche del territorio e la revisione delle collezioni nei depositi. Appuntamento mercoledì 31 marzo 2021, mattino: 10.15-12.30 / pomeriggio: 16.30-18.30. Webinar gratuito su piattaforma Zoom. È possibile iscriversi ad entrambe le sessioni oppure ad una soltanto. Iscrizione obbligatoria a info@museomontebelluna.it oppure chiamando lo 0423300465. PROGRAMMA. Ore 10.15: Apertura dei lavori e saluti istituzionali, interviene Fabrizio Magani soprintendente ABAP-Ve-Met; ore 10.30-12.30 | SESSIONE 1 – Pre-Protostoria: “Valorizzare il patrimonio tra tutela, ricerca e comunicazione. Il caso della mostra Sapiens. Da cacciatore a cyborg” con Emanuela Gilli (museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna), Benedetta Prosdocimi (soprintendenza ABAP-Ve-Met) e Giorgio Vaccari (museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna). “Art Bonus per lo studio delle collezioni litiche preistoriche del museo civico di Montebelluna” con Nicolò Scialpi (università di Ferrara), Marco Peresani (università di Ferrara). “L’indagine di strutture con indicatori di attività artigianale dell’Età del ferro a Montebelluna-Via Mercato Vecchio” con Veronica Groppo archeologa, Gaspare De Angeli archeologo, Paolo Reggiani (Paleostudy). “Lo studio della tomba 410 dell’Età del Ferro dalla necropoli di Montebelluna-Posmon. Dati archeologici e antropologici a confronto” con Benedetta Prosdocimi funzionario archeologo SABAP-Ve-Met, Nicoletta Onisto antropologa. Ore 16:30-18:30 | SESSIONE 2 – Età Romana: “Montebelluna, una società multiculturale: il caso delle spade celtiche da tombe romane dalla necropoli di Posmon” con Pier Giorgio Sovernigo archeologo. “Microstorie di romanizzazione. Lo studio della tomba 304 dalla necropoli di Montebelluna-Posmon” con Claudia Casagrande archeologa, Giovannella Cresci Marrone (università Ca’ Foscari Venezia), Anna Marinetti (università Ca’ Foscari Venezia), Nicoletta Onisto archeologo (antropologo) professionista, e Michele Asolati (università di Padova). “La fucina romana di Montebelluna. Dallo scavo alla ricostruzione virtuale” con Maria Stella Busana (università di Padova), Denis Francisci (università di Padova), Emanuel Demetrescu (istituto di Scienze del Patrimonio Culturale-CNR). “Nuovi dati sul centro romano di Montebelluna. Il fondo Amistani a Mercato Vecchio” con Attilio Mastrocinque (università di Verona), Luca Arioli archeologo, e Alfredo Buonopane (università di Verona).

Altino (Ve). Le indagini geofisiche dell’università Ca’ Foscari hanno svelato il porto diffuso della città romana nel I sec. d.C.

Altino: immagine aerea della laguna Nord (foto di A. Cipolato)

Le nuove indagini geofisiche dell’università Ca’ Foscari di Venezia hanno svelato il porto diffuso di Altino. La ricerca senza scavo sta infatti permettendo di ricostruire nitidamente l’aspetto del porto urbano mentre indagini subacquee stanno permettendo di interpretare strutture di età romana della laguna nord appartenenti ad un sistema di porto diffuso. “Che Altino dovesse essere dotata di un porto”, spiegano all’ateneo veneziano, “lo si dava per scontato anche in considerazione del ruolo commerciale della città romana, ruolo ben testimoniato dagli autori antichi ma soprattutto dalle evidenze materiali rinvenute negli scavi. Per Altino infatti, snodo commerciale di traffici che provenivano dal nord, attraverso la via Claudia Augusta, e dall’entroterra padano e, in entrata, dalle vie marittime, passava sicuramente legname, olio e vino, ma la città stessa era famosa per la produzione di beni da esportare come la lana. La ricostruzione del suo sistema portuale però è storia recente e deve molto alle impressionanti immagini da foto aeree e satellitari e alle indagini geofisiche”.

Altino: la traccia di una darsena a “elle” individuata in una foto satellitare da Paolo Mozzi, geologo dell’università di Padova

Un’equipe coordinata da Carlo Beltrame, docente di Archeologia marittima a Ca’ Foscari, sta infatti seguendo la traccia scoperta da Paolo Mozzi, geologo dell’Università di Padova che condivide il progetto, su una fotografia satellitare, pubblicata nel 2009 nella rivista Science, che mostra una sorta di grande darsena ad elle, di  quasi un ettaro, ad ovest del centro urbano di Altino, quel centro urbano peraltro svelato in maniera stupefacente, e nella sua interezza, dalle stesse immagini prese dall’alto. La darsena è perfettamente inserita nella maglia ortogonale degli isolati della città, secondo un progetto urbanistico ben chiaro, ed è collegata per mezzo di uno stretto canale, delimitato da pali, all’attuale Canale Siloncello. Grazie alla collaborazione della soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna e della disponibilità della proprietà del terreno, attualmente a coltivo, il progetto ha già visto l’acquisizione di informazioni per mezzo di raccolte di superfice, di carotaggi, di analisi radiometriche di strutture lignee e di indagini geomagnetiche. Queste ultime, in particolare, han permesso di ottenere un’immagine piuttosto nitida dell’area portuale svelando anche numerosi edifici collocati attorno alla darsena di cui non si aveva conoscenza e che non si vedevano dalle foto aeree.

Il rendering dell’ipotetico porto di Altino proposto da Elisa Costa dell’università Ca’ Foscari di Venezia

Le indagini subacquee e terrestri condotte nel corso dell’estate con rilievi fotogrammetrici, indagini geoelettriche, carotaggi e campionamenti, stanno permettendo di verificare datazioni, collocate generalmente nel I sec. d.C.. In acqua sono state indagate strutture già segnalate in passato nel canale di San Felice, il “Torrione romano”, e a Ca’ Ballarin con l’intento di reinterpretarle e affinare le datazioni che si confermano comunque di età imperiale romana. Questi siti già noti erano presumibilmente posizionati lungo un percorso di navigazione interna in una direttiva che dal mare portava al porto della città antica. Le indagini fatte permettono di  ricostruire le quote dei piani di uso di età romana, offrendo peraltro dati di grande interesse anche per gli studi sulla subsidenza lagunare.

Aquileia. Dal 10 ottobre prime visite guidate ufficiali alla Domus di Tito Macro, una delle più grandi dimore di epoca romana scoperte nel Nord Italia

La Domus di Tito Macro ad Aquileia come si presenta dopo l’innovativo progetto di ricostruzione dei volumi originari (foto Fondazione Aquileia)

Neppure il lockdown aveva fermato il cantiere di salvaguardia e valorizzazione della Domus di Tito Macro ad Aquileia. La volontà era di giungere all’apertura quanto prima di quest’area archeologica, sicuramente uno dei luoghi più suggestivi di Aquileia. E dopo le prime visite guidate, sabato 26 settembre 2020, con apertura eccezionale in occasione delle Giornate europee del Patrimonio, ecco finalmente l’inaugurazione ufficiale della Domus di Tito Macro, una delle più grandi dimore di epoca romana tra quelle scoperte nel Nord Italia: la Fondazione Aquileia ha infatti programmato dal 10 ottobre al 1° novembre 2020 un servizio di visite guidate ogni sabato e domenica (con prenotazione obbligatoria). Sono 1700 metri quadrati di superficie che ci raccontano la vita in un’abitazione dell’antica città. La dimora si estendeva tra due strade lastricate all’interno di uno degli isolati meridionali. Con la visita guidata si scoprirà l’atrio d’ingresso, il tablinio, la cucina, la bellezza dei pavimenti a mosaico della facoltosa dimora. Ci saranno due turni al mattino (alle 10 e alle 11) e due al pomeriggio (alle 14.30 e alle 15.30). Il servizio è disponibile in italiano (in inglese solo su richiesta e previa prenotazione). La visita dura circa 40 minuti. Punto di partenza: Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia in via Giulia Augusta, 11. La visita guidata costa 3 euro a persona. L’ingresso alla Domus è gratuito. Gratis bambini/ragazzi sotto i 18 anni. Gratis con FVGcard. Gratis con FVGcardAquileia. Organizzazione: PromoTurismo FVG in collaborazione con Fondazione Aquileia. La visita guidata non verrà effettuata in caso di maltempo. Prenotazione obbligatoria contattando l’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia: tel. 0431 919491, mail: info.aquileia@turismo.fvg.it

Il complesso cantiere all’interno della Domus di Tito Macro nel fondo Cossar ad Aquileia (foto fondazione Aquileia)

L’area è stata oggetto di un innovativo progetto di ricostruzione dei volumi della “Domus di Tito Macro”: si tratta della più ampia struttura di copertura in laterizio monocromo di un’area archeologica realizzata in Europa in modo da alludere alle forme della casa romana, con l’implicita sfida di dar forma alle letture interpretative più aggiornate delle tracce emerse dalle attività di scavo. L’elegante e agile struttura, sostenuta da pilastri d’acciaio verniciato in rosso pompeiano, allude nella sua articolazione ai volumi dell’antica domus: il tetto si compone di un’intelaiatura lignea, che sostiene la copertura in coppi e tegole, ispirati a quelli in uso in età romana. Ai lati la struttura è chiusa da elementi in laterizio, orientabili per una ventilazione ottimale dell’area coperta.

Ricostruzione 3D del porticato del giardino della Domus di Tito Macro (I sec d.C.) (foto della fondazione Aquileia)

L’area archeologica del fondo Cossar dopo la realizzazione del primo lotto di lavori dell’innovativo progetto di ricostruzione dei volumi della domus di Tito Macro (foto fondazione Aquileia)

Domus di Tito Macro (I sec. d.C.). La casa è stata oggetto di scavo da parte dell’università di Padova, in convenzione con la soprintendenza per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, sulla base di un progetto promosso e finanziato da Fondazione Aquileia, sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e da Arcus/Ales S.p.a. I recenti scavi hanno consentito di riconoscere nel settore centrale dell’area archeologica il perimetro di un’unica grande casa, con un’estensione di circa 1500 mq, che si sviluppava trasversalmente fra i due assi stradali. L’impianto, dell’inizio del I secolo d.C., gravitava su uno spazio centrale scoperto, circondato da un ambulacro mosaicato e dotato di una fontana, che si addossava al lato orientale. Su questo giardino si affacciava l’ambiente principale della casa, con semplice superficie musiva a fondo bianco, che fu oggetto nel corso del tempo di diversi rifacimenti. Verso est, adiacenti alla strada, sono state riconosciute delle botteghe; a ovest, invece, esisteva probabilmente una seconda area scoperta, sula quale si affacciavano diversi ambienti della parte privata della casa. La casa dovette appartenere a un certo Tito Macro, il cui nome è inciso su un peso in pietra rinvenuto durante gli scavi.

Il film “Mesopotamia: la stagione dei grandi imperi”, seconda parte della miniserie “Mesopotamia: in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” del regista veneziano selezionato per l’8° festival internazionale di Arkhaios (Pittsburgh, Pennsylvania, USA) che, causa Covid.19, sarà on-line

Il resgita Alberto Castellani durante le riprese della collezione mesopotamica “Ugo Sissa” a Palazzo Te di Mantova (foto Graziano Tavan)

Una scena del film “Mesopotamia. In memoriam” di Alberto Castellani

La prima parte è stata presentata con successo all’edizione 2019 del  Firenze Archeofilm; è stata invitata come  evento nella serata conclusiva della Rassegna Internazionale del Film archeologico 2019 di Rovereto; e, sempre nel 2019, ha ottenuto un significativo riconoscimento nell’ambito di Aquileia Film Festival 2019 e di Imagines 2019 a Bologna, dove è stata presentata un’anteprima anche della seconda parte che avrebbe dovuto esordire nella versione definitiva al Firenze Archeofilm 2020: stiamo parlando della miniserie “Mesopotamia in memoriam” del regista veneziano Alberto Castellani, un affresco su quella  terra fertile a forma di mezzaluna, dove nacquero civiltà antiche, Sumeri, Assiri, Babilonesi, cui far risalire scoperte come la scrittura o la nascita della società urbana. Il film abbina il racconto delle pagine più significative di quelle antiche civiltà con l’individuazione di ciò che l’uomo ha perduto: si tratta dei dolorosi saccheggi operati dall’Isis ma anche delle razzie operate da regimi diversi e favorite da connivenze colpevoli. Per queste testimonianze perdute – si tratta di sculture, tavolette cuneiformi, sigilli cilindrici – il film sottolinea come sia davvero difficile per le popolazioni della Mesopotamia conservare il legame con la propria terra perché sono venuti meno i riferimenti storici del mondo di cui sono eredi. E rimane, allora, soltanto un gigantesco buco nero di smarrimento e di angoscia sociale. “Il film – ricorda Castellani – gode dell’amichevole consulenza di alcuni eminenti studiosi quali Paolo Matthiae della Sapienza di Roma, Daniele Morandi Bonacossi dell’università di Udine, Paolo Brusasco dell’università di Genova e Massimo Vidale dell’università di Padova.

La presentazione del film di Castellani “Mesopotamia: la stagione dei grandi imperi” sul sito di Arkhaios Film Festival 2020

Ma il Covid-19 ha fatto prima rinviare (due volte) e poi cancellare definitivamente Firenze Archeofilm 2020. Ma dal 5 all’11 ottobre 2020 il film “Mesopotamia: la stagione dei grandi imperi”, diretto e prodotto da Alberto Castellani, Media Venice Comunicazione e Immagine, si potrà vedere on line sulla piattaforma Vimeo perché è stato inserito nella selezione finale di 2020 Arkhaios Cultural Heritage and Archaeology Film Festival di Pittsburgh ( Pennsylvania, USA). E quest’anno, proprio causa Covid-19, l’8° festival internazionale di Arkhaios sarà un’edizione on-line, e quindi si potrà seguire anche dall’Italia. Basta seguire le modalità di iscrizione sul sito http://www.arkhaiosfilmfestival.org/home.html. Soddisfatto Castellani che ha realizzato una versione in lingua inglese del film proprio per facilitarne una diffusione in ambito internazionale: “Siamo onorati che il film “ Mesopotamia: la stagione dei grandi imperi” sia stato prescelto ed inserito a rappresentare l’Italia in una così autorevole manifestazione. Ci auguriamo anche che questa produzione possa suscitare l’interesse di organizzazioni culturali e di networks  sensibili al mondo dell’archeologia ed in particolare alle vicende del Vicino Oriente, purtroppo  protagonista, in questi anni, di tragiche  vicende”.

Arkhaios 2020 propone quattordici film di grande qualità e vasta gamma di argomenti, risultato di una rigorosa selezione. Registi di tutto il mondo hanno proposto i loro film, tra cui Argentina, Bangladesh, Brasile, Canada, Cile, Cipro, Repubblica Dominicana, Francia, Germania, Grecia, Iran, Italia, Messico, Polonia, Polinesia, Portogallo, Singapore, Spagna, Turchia e Stati Uniti. Il festival è sponsorizzato da The Friends of Arkhaios; The South Carolina Institute of Archaeology & Anthropology (SCIAA), University of South Carolina; The Department of Anthropology, University of South Carolina; The Greater Piedmont Chapter of The Explorers Club; The Council of South Carolina Professional Archaeologists (COSCAPA); The Department of Anthropology, University of Pittsburgh; The Allegheny Chapter #1, and the Ohio Valley Chapter #22, of the Society for Pennsylvania Archaeology (SPA). Arkhaios Cutural Heritage and Archaeology Film Festival  considerato tra le più importanti manifestazioni internazionali del settore, ha confermato anche quest’anno, secondo lo spirito degli organizzatori, la propria linea editoriale: quella  di promuovere  il racconto di  “una storia sia locale che globale, traendo ispirazione da produzioni che si ispirino alle radici della nostra civiltà così da meglio  comprendere  popoli  appartenenti a culture provenienti da ogni parte del  mondo” (dr. Costal Ganiewicz, president and CEO Coastal Discovery Museum – dr Stefen Smith, University of South Carolina, Director Institute of Archaeology and Anthropology).

“Mesopotamia: in memoriam. Appunti su un patrimonio violato”. Dopo “Kaled Asaad: quel giorno a Palmira”, realizzato dal regista veneziano Alberto Castellani sull’onda dell’orrore suscitato per l’eccidio del direttore del museo di Palmira, è nata una miniserie in due puntate di 50’ l’una (in italiano e in inglese) a cura dello stesso autore: “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato”. Il programma rappresenta il  ritorno dell’autore sulle terre martoriate del Vicino Oriente e affronta il dramma in termini sociali e culturali che sta vivendo la Mesopotamia ed in particolare l’Iraq. C’erano una volta due fiumi, il Tigri e l’Eufrate, e tutt’attorno una terra fertile a forma di mezzaluna, dove nacquero civiltà antiche, a cui  far risalire scoperte come la scrittura o la nascita della società urbana. Ora possiamo definirla come la tomba della civiltà della Mesopotamia. L’elenco di ciò che l’uomo ha perduto è oggi impossibile, si tratta di saccheggi operati dall’Isis che non hanno alcuna giustificazione:  men che meno quella  della distruzione dell’idolatria. Ma si tratta anche di razzie operate da regimi diversi  e favorite da connivenze colpevoli. Per queste testimonianze perdute,  si tratta di sculture, tavolette cuneiformi, sigilli cilindrici,  risulta  difficile se non impossibile per le popolazioni della Mesopotamia conservare  il legame con la propria terra perché sono venuti meno i riferimento storici del mondo di cui sono eredi. E rimane allora soltanto un  gigantesco buco nero di smarrimento e di angoscia sociale. Tutto finito dunque, nessuna speranza per il futuro? Per dare un senso al domani, il film si chiede allora perché il bassorilievo di un toro antropomorfo del primo millennio assiro fa ancora paura a ciò che resta del califfato, perché le statue di Mosul spaventano tanto che i suoi sgherri , le hanno fatte a pezzi, si sono accanite su di esse , le hanno gettate al suolo sbriciolate come se fossero nemici armati o ribelli. Perché forse, è la risposta dell’Autore in sintonia con quanto è già stato scritto da autorevoli testimoni, le pietre, le statue, i templi parlano. Parlano più dei sermoni e dei discorsi e tutti  possono leggere quelle tracce. Allora bisogna ucciderle, quelle pietre,  polverizzarle per affermare che la Storia è stata scritta di nuovo e definitivamente. Altrimenti l’impalcatura della finzione cade, l’avvento islamista diventa arbitrario, incerto, una parentesi che prima o poi finirà. Le riprese  hanno interessato i maggiori musei Europei, in particolare  il Louvre, il British Museum ed il Pergamon Museum di Berlino. Le riprese in  Iraq e Kurdistan Iracheno  sono state realizzate in collaborazione con l’università di Udine.

Giornate europee del Patrimonio. Ad Aquileia aree archeologiche e cantieri di scavo aperti gratuitamente al pubblico. Visite guidte con gli archeologi della fondazione e delle università. Prenotazione obbligatoria

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2020 le aree archeologiche di Aquileia e i cantieri di scavo saranno aperti gratuitamente al pubblico, grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona e Comune di Aquileia. Quest’anno, nel rispetto del protocollo anti-Covid 19, le visite sono su prenotazione obbligatoria in base al calendario programmato telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it. Gli archeologi aspetteranno i vari gruppi di visitatori all’ingresso di ciascuna area archeologica. Si ricorda l’obbligo del distanziamento fisico e l’uso della mascherina.

Sabato 26 settembre 2020 gli archeologi della Fondazione Aquileia e delle università  accoglieranno i cittadini e gli appassionati nelle aree archeologiche della città: per la prima volta sarà visitabile la Domus di Tito Macro, e poi si potranno scoprire il Foro, il Decumano di Aratria Galla e le mura a zig-zag, il teatro, le grandi terme, gli antichi mercati, la Domus dei putti danzanti e la sponda orientale del porto. Visite con l’archeologo alla Domus di Tito Macro, orari: 10.30, 11, 11.30, 16.30, 17, 17.30, 18. Visite con l’archeologo al foro, decumano e mura a zig-zag, orari: 10, 11, 16.30, 17.30. Visite con l’archeologo a teatro, grandi terme, antichi mercati, Domus dei Putti danzanti, sponda orientale del porto, orari: 10, 10.45, 11.30, 16.30, 17.15, 18.

#iorestoacasa. “La vita nelle domus di Aquileia” con Francesca Ghedini è il tema della quarta “pillola video” proposta dalla Fondazione Aquileia

Aquileia apre virtualmente le porte al pubblico, in questo momento di chiusura forzata, e aderisce alla campagna del MiBACT #iorestoacasa con una proposta on-line: dieci narratori d’eccezione saranno i protagonisti di altrettante “pillole video” a cura della Fondazione Aquileia. La quarta pillola video on line si sofferma su “La vita nelle domus di Aquileia” raccontata da Francesca Ghedini, professoressa emerita dell’università di Padova. Dagli scavi di Aquileia è emersa circa una cinquantina di domus romane all’interno dell’impianto viario originale, il ché ci permette di avere la percezione di come doveva presentarsi l’abitato antico. “Uno dei fili conduttori di Aquileia”, sottolinea Ghedini, “è che la città ha vissuto su se stessa. Quindi le case presentano una stratificazione che modifica l’assetto domestico dalla fondazione della casa, in genere nel I sec. d.C., fino al suo abbandono, nel IV-V-VI sec.”. I mosaici sono un indicatore cronologico straordinario. “Aquileia non è conosciuta per il mosaico figurato, ma per il mosaico geometrico. Il mosaico figurato interviene solo nel periodo tardo. Il sito ha restituito circa 800 pavimenti che si distribuiscono dal I sec. d.C. al V-VI e ci consentono di ricostruire la storia del mosaico romano”. L’arredamento della casa romana è conosciuto attraverso i resti di mobili che vengono rinvenuti sia in ambito domestico sia in ambito funerario. “In particolare Aquileia è celebre per i vetri di qualità altissima: una produzione che troviamo anche al di là delle Alpi. Sono balsamari, bottiglie, brocche, oggetti d’uso, soprattutto oggetti per la toeletta femminile. Un altro elemento molto interessante dell’arredo domestico – conclude Ghedini – era l’illuminazione. Non solo le lucerne da trasporto, ma i grandi candelabri che erano fissi soprattutto nei triclini (sale da pranzo) con più di una lucerna o a più braccia per illuminare l’ambiente”.

#iorestoacasa. La Fondazione Aquileia propone dieci pillole video per scoprire le tante anime di Aquileia. Si inizia con un excursus storico del presidente Antonio Zanardi Landi

Veduta aerea del sito archeologico di Aquileia dominato dalla basilica patriarcale

Dieci pillole video per scoprire le tante anime di Aquileia. Aquileia apre virtualmente le porte al pubblico, in questo momento di chiusura forzata, e aderisce alla campagna del MiBACT #iorestoacasa con una nuova proposta on-line: dieci narratori d’eccezione saranno i protagonisti di altrettante “pillole video” che sono in rete sul canale YouTube e Facebook della Fondazione Aquileia a partire da venerdì 27 marzo 2020. “Due volte alla settimana cercheremo di sollevare un velo”, spiega il presidente della Fondazione, Antonio Zanardi Landi, “sulle tante anime di Aquileia, provando a restituire la complessità della sua eredità storica e la vitalità della grande città cosmopolita che fu nei secoli passati. Il patrimonio di Aquileia appartiene a tutti e in questo momento abbiamo pensato di condividerlo attraverso dieci video dalla durata di tre minuti realizzati grazie a un nuovo montaggio dei materiali girati per il film “Le tre vite di Aquileia”, realizzato da 3D Produzioni in collaborazione con Sky Arte e Istituto Luce Cinecittà, con la regia di Giovanni Piscaglia”.

Si parte da “L’eredità storica di Aquileia” con un excursus a cura di Antonio Zanardi Landi, poi “Il patrimonio epigrafico” narrato dal prof. Claudio Zaccaria professore emerito dell’università di Trieste, a seguire “Aquileia e il Mediterraneo” illustrati da Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia. Scopriremo poi “Il Museo Archeologico Nazionale” attraverso l’intervista alla direttrice Marta Novello e “Le Domus di Aquileia” attraverso le parole di Francesca Ghedini, professoressa emerita dell’università di Padova. A seguire le puntate su “Le perle archeologiche nel Fondo Pasqualis” con protagonista la professoressa Patrizia Basso dell’università di Verona, mentre l’archeologo Luca Villa ci spiegherà la storia millenaria della “Basilica e della Cripta degli Scavi”. Degli “Affreschi dell’abside della Basilica” parlerà la professoressa Enrica Cozzi, il professore Banti ci illustrerà “La storia del milite ignoto”, Cristiano Tiussi e Luca Villa racconteranno il “Palazzo Episcopale e Sudhalle” e lo stesso direttore Tiussi chiuderà la serie con gli “Open Day e i giovani archeologi ad Aquileia”.