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Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale la conferenza on line “I Bronzi di Riace e il grande pubblico” chiude il ciclo per il Cinquantesimo della scoperta. Segue l’apertura della nuova sezione “Depositi in mostra”    

reggio-calabria_archeologico_50-bronzi_i-bronzi-e-il-grande-pubblico_locandinaDoppio appuntamento martedì 6 dicembre 2022 al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, il primo dei quali si inserisce nell’ambito delle attività istituite per il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Alle 17, infatti, ultima conferenza del ciclo di incontri online promosso dal museo Archeologico nazionale in collaborazione con il Dipartimento di Studi umanistici dell’università Roma Tre e coordinato dalla prof.ssa Giuliana Calcani. Ospiti dell’incontro saranno i professori Monica Salvadori e Luca Scalco, del Dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, che proporranno il tema “I Bronzi di Riace e il grande pubblico. Tra didattica e percezione dell’antico”. Ecco il link per seguire on line l’evento sui canali social del Museo: https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ZjBmNDJlZTItYTRiMC00MTVhLWJhOTMtYjZmNmZmZDhjMTJl%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22ffb4df68-f464-458c-a546-00fb3af66f6a%22%2c%22Oid%22%3a%223d77d297-5a27-4734-bfc0-9208713f0d1b%22%7d. “A differenza degli incontri precedenti, che ci hanno permesso di esplorare particolari aspetti della ricerca archeologica”, commenta la prof.ssa Calcani, “questa conferenza metterà in evidenza il punto di vista del pubblico più ampio sui Bronzi di Riace. Un’apertura di visione essenziale non solo per comprendere l’impatto delle opere sulla contemporaneità, ma anche per ricordarci che il senso dell’arte non è mai univoco e che oggi, come tanto tempo fa, l’immagine dei Bronzi di Riace sollecita in varie direzioni l’immaginario di chi li contempla”.

reggio-calabria_archeologico_mostra-depositi-in-mostra_locandinaSempre il 6 dicembre, alle 17.30, sarà inaugurata una nuova sezione del Museo, dedicata al tema dei “Depositi in mostra”, curata dal direttore Carmelo Malacrino e dal funzionario archeologo Daniela Costanzo. Tre vetrine saranno dedicate all’esposizione di reperti normalmente conservati nei depositi, creando nuove opportunità di valorizzazione delle collezioni, non solo archeologiche. “L’idea è quella di proporre ai visitatori una selezione di reperti che normalmente non sono inseriti nel percorso espositivo, in un dialogo che integri e richiami le grandi tematiche storico-archeologiche presentate nelle sale del MArRC”, dichiara Costanzo. “Si tratta altresì dell’occasione per raccontare il quotidiano lavoro di riordino, studio e documentazione delle collezioni, un’attività che avviene “dietro le quinte” di un museo, pur costituendone la principale attività ai fini della tutela e valorizzazione dei beni”. Tra le opere in mostra vi sarà il bellissimo cratere a figure rosse, databile al IV secolo a.C. e appartenuto alla collezione ottocentesca di Diego Vitrioli. Insieme a esso ci saranno reperti provenienti dalle necropoli di Locri e di S. Stefano di Grotteria, alcuni dei quali esposti per la prima volta. “Da anni proseguiamo nell’impegno di valorizzare le collezioni conservate nei depositi, per decenni rimaste sconosciute”, aggiunge Malacrino. “Le continue attività di riordino, documentazione e restauro hanno permesso di far apprezzare al grande pubblico centinaia di reperti, anche grazie all’allestimento di numerose mostre temporanee. Con questa piccola sezione vogliamo creare uno spazio dedicato, nel quale far scoprire, mese dopo mese, oggetti sempre diversi e normalmente conservati nei depositi. Un motivo in più per tornare sempre più spesso al MArRC”.

 

Preistoria. Visita allo scavo del villaggio dell’Età del Bronzo alla Muraiola di Povegliano Veronese: il direttore prof. Cristiano Nicosia (università di Padova) fa un bilancio della campagna di scavo 2022 in occasione dell’apertura del cantiere al pubblico

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Il sito della Muraiola a Povegliano (Vr): alla fine della seconda fase della campagna di scavo 2022 stanno emergendo le strutture abitative del villaggio dell’Età del Bronzo (foto graziano tavan)

Hanno scavato per settimane come sotto una serra nel caldo insopportabile di un’estate che sembrava non aver mai fine. Poi è arrivato improvviso l’autunno, l’umidità, il freddo. Ma il cantiere non si è mai fermato. Sono i componenti dell’équipe del professor Cristiano Nicosia, geoarcheologo del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova, che dirige lo scavo di un villaggio dell’età del Bronzo di 3500 anni fa in località La Muraiola a Povegliano Veronese nell’ambito del progetto Geodap (GEOarchaeology of DAily Practices: extracting bronze age lifeways from the domestic stratigraphic record) (vedi Preistoria. Alla Muraiola di Povegliano Veronese, uno dei più rilevanti siti a livello internazionale, con un abitato dell’Età del Bronzo, conclusa la prima campagna di scavo del Progetto Geodap diretto dal prof. Cristiano Nicosia (università di Padova): “Si è tornati a scavare dove si sono fermate le ricerche fatte negli anni ‘80”. | archeologiavocidalpassato). Ora la seconda fase della campagna di scavo 2022 si è conclusa. Ne parla proprio il prof. Nicosia che archeologiavocidalpassato.com ha incontrato alla vigilia dell’ultima settimana di ricerche, in occasione dell’ultima apertura al pubblico del cantiere di scavo per una visita di scavo con i protagonist, mentre le brume tutt’intorno cominciavano ad alzarsi dai campi. Un bell’esempio di archeologia pubblica.

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Campione di reperti fittili e ossei dallo scavo della Muraiola a Povegliano (Vr) presentati dal direttore, prof. Cristiano Nicosia (Unipd), con i dottorandi Giorgio Piazzalunga e Silvia D’Aquino (foto graziano tavan)

Il professor Cristiano Nicosia traccia un primo bilancio della campagna di scavo in località Muraiola di Povegliano Veronese (Vr). Accanto a lui due dottorandi, Giorgio Piazzalunga e Silvia D’Aquino, che insieme ad altre sei-sette persone si sono occupati dello scavo che prosegue la tradizione degli scavi eseguito negli anni Ottanta del Novecento da Luciano Salzani dell’allora soprintendenza Archeologica proprio a fianco del settore di scavo attuale. “Trentacinque anni dopo”, spiega Nicosia, “siamo tornati a scavare con nuove tecniche e con nuove tecnologie a nostra disposizione per vedere cosa possiamo dire in più e in meglio di strutture molto importanti che furono trovate nello scavo di Salzani, strutture abitative che appartengono all’età del Bronzo medio. Il nostro lavoro, fondamentalmente, è quello di cercare resti proprio di strutture domestiche perché facciamo parte di un progetto europeo che è incentrato sullo studio delle strutture domestiche dell’età del Bronzo. Le strutture domestiche che furono scavate già negli anni Ottanta qui a Muraiola sono molto ben conservate, molto importanti e quindi molto rilevanti al fine del nostro progetto”.

“Il villaggio dell’Età del Bronzo della Muraiola è parte di un sistema esteso di insediamento nel territorio veronese”, spiega il prof. Nicosia. “Il sito è stato in parte sbancato per motivi agrari. Del villaggio preistorico si conserva solo una porzione che è quella dove stiamo scavando. Lo scavo è iniziato da otto settimane e stiamo scavando delle fasi “alte” di questo abitato, caratterizzate soprattutto da grossi scarichi di cenere, scarichi di stoviglie e quindi con grosse quantità di ceramica, ossi, ecc. In questo momento, siamo nell’ultima settimana di lavoro, nella parte sud-orientale dello scavo abbiamo iniziato a mettere in luce delle buche di palo, dei piani di calpestio con carboni, cenni di infrastrutture delle quali non consociamo ancora bene l’utilizzo, e dei lacerti di focolare con dei grossi vespai in ceramica. Quindi – continua – stiamo entrando nel vivo di quello che è il focus della nostra ricerca, e cioè lo studio di strutture abitative. E quindi contiamo di finire la prossima settimana temporaneamente la stagione di scavo con già delle buone indicazioni su quello che poi ci aspetta alla ripresa dello scavo l’anno prossimo”.

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Il cantiere di scavo della Muraiola di Povegliano (Vr) sul colmo di una collinetta artificiale (foto graziano tavan)

Oggi, vicino al cantiere di scavo, si nota la presenza di una risorgiva. “Questa zona della pianura veronese”, spiega il prof. Nicosia, “è particolarmente ricca di acqua di risorgiva, una risorsa importante ancora oggi. Si può immaginare quindi come lo fosse 3500 anni fa. Il sito della Muraiola inglobava questa risorgiva o sorgeva lungo di essa. Ovviamente non sappiamo se proprio questa risorgiva fosse attiva 3500 anni fa, però diciamo che per una serie di condizioni geologiche teoricamente le risorgive erano le stesse nell’Età del Bronzo. In questo ambiente ricco di acque è sorto il villaggio. Oggi lo scavo è a un livello più alto rispetto al resto della campagna intorno. C’è circa un metro di dislivello. Questa collinetta non è naturale, ma artificiale, creata dal sito che cresce su se stesso. Come? Spianando le capanne di una certa fase e costruendovi sopra. Scaricando grosse quantità di materiale di ceramica e altro, un po’ alla volta il sito cresce. La collinetta è quindi l’accumularsi delle stratificazioni del sito. Oggigiorno le macerie le portiamo via con le ruspe, ma in antico che tutto questo non esisteva si spianava e si costruiva sopra”.

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Cantiere aperto alla Muraiola: visita guidata sullo scavo con il prof. Cristiano Nicosia (foto graziano tavan)

Archeologia pubblica. Il sito della Muraiola è stato oggetto – si diceva – di visite guidate a “cantiere aperto”. Il prof. Nicosia e i suoi più stretti collaboratori hanno accompagnato gli ospiti – molti i residenti, ma non solo, curiosi di conoscere la storia del paese, e anche molte scolaresche preparate e accompagnate dai loro insegnanti -. Il video che segue, di archeologiavocidalpassato.com, è un frammento di una visita guidata sul cantiere dello scavo alla Muraiola. Buona visione.

Vicenza. Convegno “Dialoghi intorno alla donna, tra passato e presente” promosso dal Gruppo Archeologico C.R.T.: sabato al teatro Astra confronto tra esperti, domenica al museo Archeologico Naturalistico inaugurazione dell’esposizione permanente della Potnia theron

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Due giorni a Vicenza per il convegno “Dialoghi intorno alla donna, tra passato e presente” organizzato per il 26 e il 27 novembre 2022 dal Gruppo Archeologico C.R.T. di Vicenza. Sabato 26 convegno al teatro Astra in contra’ Barche 55 e domenica 27 presentazione e inaugurazione dell’esposizione permanente della Potnia theron al museo Naturalistico Archeologico in contra’ Santa Barbara 4. L’ingesso è gratuito, ma con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti, che sono limitati, soprattutto quelli di domenica mattina al museo Naturalistico Archeologico. Le prenotazioni possono essere fatte via email all’indirizzo: gruppoarcheologico.crt@gmail.com, oppure inviando un messaggio al numero 3515409028, indicando, in entrambi i casi, i nomi delle persone per le quali si prenota e il giorno di interesse (sabato, domenica, entrambi).

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Sabato 26 al Teatro Astra, inizio alle 9. Dopo i saluti, intervengono: Federica Fontana (università di Ferrara) e Annaluisa Pedrotti (università di Trento) su “Donne sciamane e contadine. La figura femminile nella preistoria”; Alessia Fassone (museo Egizio di Torino) su “Donne d’Egitto, belle e influenti”. Dopo la pausa caffè, Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia) su “Donne etrusche: fascino millenario tra mito, archeologia e storia”. Intermezzo dell’attrice Martina Pittarello (Ardea) con letture di brani tratti dalle fonti greche. Quindi Flavia Frisone (università del Salento) su “Sapere da donne, sapere di donne nel mondo greco”. Nel pomeriggio, alle 14.30, apre l’attore Edoardo Billato con letture di brani tratti dalle fonti latine. Quindi Francesca Ghedini (università di Padova) su “Una donna di potere: Giulia Domna”; Luisa Consolaro (psichiatra, psicoterapeuta) su “La mutata condizione femminile: riflessi psicologici e sociali”; Myriam Guglielmo (violinista della Società del Quartetto) esegue Romance Opera 23 di Mrs H.H.A. Beach “Il femminile della musica classica americana”. Quindi Vita Scifo (sindacato Polizia di Stato) su “La donna nel cambiamento del suo ruolo e la consapevolezza delle difficoltà”. Chiude Benedetta Colasanto (percussionista della Società del Quartetto) per “Ritmo è percussione, è vita, è donna” esegue “To the Gods of Rhythm” di N.J. Zivkavich (steel drum e metalli – body percussion e voce che recita la poesia “Sorridi donna” di Alda Merini).

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Domenica 27 novembre l’evento “Dialoghi intorno alla donna, tra passato e presente” si trasferisce al museo Naturalistico e Archeologico, per la presentazione e l’inaugurazione dell’esposizione permanente della Potnia theron al museo Naturalistico Archeologico. Alle 10, dopo il saluto delle autorità, intervengono Giulia Pelucchini (Sabap Vr-Vi-Ro) e Viviana Frisone (museo Archeologico Naturalistico Vicenza) su “La Potnia Theron, un reperto restituito alla comunità”; la coreografa Giovanna Donnagemma (Quadrivium Danza) con “Danza sacra / rituale per la dea”; Antonio Di Lorenzo (giornalista) su “Maria Teresa Fortuna: archeologa straordinaria (e sfortunata)”. Chiude la due giorni la visita alla nuova esposizione della Potnia Theron.

Preistoria. Nella Grotta di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo, in Lessinia (Vr), millenni di convivenza tra l’uomo, il lupo e l’orso delle caverne: ecco i risultati della nuova campagna di scavo del team di Ca’ Foscari diretto da Elena Ghezzo

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Grotta di Veja (Sant’Anna d’Alfaedo, Vr): discussione sulla metodologia di scavo (foto di Massimo Arvali / unive)

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Elena Ghezzo dell’università Ca’ Foscari

L’obiettivo del team di Ca’ Foscari, guidato da Elena Ghezzo, era di mettersi sulle tracce dell’orso delle caverne nella Grotta di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo (Vr), in Lessinia: dove per 10mila anni (tra 30 e 20mila anni fa) sono convissuti uomo e animali (Preistoria. Team di Ca’ Foscari, guidato da Elena Ghezzo, sulle tracce dell’orso delle caverne nella Grotta di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo, in Lessinia: dove per 10mila anni (tra 30 e 20mila anni fa) sono convissuti uomo e animali | archeologiavocidalpassato). A quasi un anno e mezzo dall’avvio delle ricerche la prima esplorazione delle profondità della Grotta di Veja ha portato alla luce più di 200 resti di orso, lupo e tasso oltre a tracce di frequentazione umana negli ultimi 10-12mila anni. La grotta si trova a Nord di Verona, nel Parco della Lessinia. È una cavità carsica che ha avuto origine in un periodo più recente di 38 milioni di anni fa per l’azione di acque ipogee. Finora studiata parzialmente, è in grado di raccontare molto dei millenni di convivenza tra uomo e fauna e dell’ambiente dell’area prima, durante e dopo l’ultimo evento glaciale. Le attività di ricerca, riavviate nel 2021 grazie all’università Ca’ Foscari Venezia, sono entrate nel vivo con una campagna appena conclusa che ha coinvolto 8 operatori che si sono alternati durante due settimane per scavo, documentazione e vaglio del materiale. Hanno partecipato allo scavo Giulia Santini e Matteo Novella, studenti rispettivamente di Ca’ Foscari e dell’università di Padova, Massimo Arvali e Daniele Davolio del Gruppo Speleologico San Marco, Michele Bassetti della società CORA ricerche, Andrea Pereswiet Soltan della Polish Academy of Science e Andrea Villa dell’Istitut Català de Paleontologia, Viviana Frisone, curatrice del museo archeologico di Vicenza, Francesco Sauro geologo e speleologo, e Mara Bortolini dottoranda al dipartimento di Scienze ambientali, Informatica e Statistica di Ca’ Foscari.

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Grotta di Veja (Sant’Anna d’Alfaedo, Vr): primo dente di micromammifero trovato durante il vaglio del materiale (foto di Massimo Arvali / unive)

L’area di scavo si trova nella porzione più interna alla grotta, alla fine del ramo principale, ad una profondità lineare di circa 180 metri dall’ingresso. Il condotto è completamente buio e frequentato oggi solo da pipistrelli del genere Miniopterus e Myotis, e coleotteri caratidi. “Ci siamo addentrati nel fondogrotta in un’area mai indagata prima”, racconta Elena Ghezzo, ricercatrice “Marie Curie” a Ca’ Foscari (progetto REFIND) e responsabile dello scavo. “Aavevamo un doppio fine: recuperare e documentare il record fossilifero e stratigrafico messo in luce da scavi abusivi, e creare un momento di didattica intensiva rivolto agli studenti universitari che hanno partecipato alle operazioni di scavo”.

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Grotta di Veja (Sant’Anna d’Alfaedo, Vr): momento di campionamento (foto di Giulia Santini / unive)

I risultati. “Abbiamo verificato tracce di frequentazione umana negli ultimi 10-12 mila anni”, spiega la paleontologa. “Inoltre, in soli 2 metri cubi circa di materiale asportato, sono stati recuperati più di 200 resti fossili di orso, lupo e tasso, ed alcuni reperti minori sono ancora in via di determinazione”. I prossimi passi includeranno ulteriori radiodatazioni dei reperti provenienti dagli strati profondi, probabilmente risalenti a prima dell’ultima glaciazione (oltre 20 mila anni fa), e lo studio molecolare di alcuni materiali, oltre ad analisi chimiche rivolte a capire i processi di accumulo e alla caratterizzazione del sedimento. Il materiale fossile, infatti, presenta una conservazione peculiare strettamente legata al contesto di fondogrotta, che ha favorito la conservazione dello smalto dentario (lo strato esterno dei denti) e dei carboni, a scapito delle ossa.

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Grotta di Veja (Sant’Anna d’Alfaedo, Vr): vaglio dei materiali di scavo (foto di Massimo Arvali / unive)

Uno scavo sostenibile. “Lavorare in una zona così profonda ha comportato un enorme sforzo per garantire la sicurezza e il coordinamento di tutte le persone coinvolte”, aggiunge Elena Ghezzo. “È stata essenziale la pianificazione pre-scavo e il contributo in posto degli speleologi, mentre il gruppo di ricerca ha lavorato garantendo il minimo disturbo alla fauna ipogea e il massimo rendimento nella raccolta dati. Ad esempio, è stata realizzata una linea telefonica attiva in continuo tra interno ed esterno grotta e sono state utilizzate solo lampade a batteria per evitare di usare generatori elettrici che avrebbero disturbato la fauna e il flusso turistico all’interno del parco. Inoltre, il vaglio preliminare del materiale di scavo è stato effettuato in loco, sfruttando il torrente che scorre al di sotto del ponte di Veja”.

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Grotta di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo (Vr): una delle due aree indagate negli scavi della seconda metà del Novecento (foto unive)

Collaborazioni, sponsor e patrocini. Lo scavo ha ricevuto il patrocinio del Comune di Sant’Anna d’Alfaedo, del G.S.S.M., della Società Paleontologica Italiana, dalla associazione culturale Benetticeras e del museo di Paleontologia di Sant’Anna d’Alfaedo. La campagna di scavo 2022 è stata portata avanti grazie ai fondi del progetto “Marie Curie” REFIND e al fondo CeSAV per scavi di ateneo. I permessi di scavo sono stati rilasciati dalla soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio per le Provincie di Verona Rovigo e Vicenza, e dal parco naturale regionale della Lessinia. “Ringraziamo in particolar modo la famiglia Lavarini della Trattoria di Veja che ci ha accolto, ospitato e saziato durante le faticose giornate di scavo”, conclude Elena Ghezzo, “il sindaco Raffaello Campostrini per aver fornito le transenne di sicurezza, e tutti i turisti e curiosi che ci hanno incalzato e spronato con domande e curiosità sul nostro lavoro sul campo”.

Verona. “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca, tutela e valorizzazione”: giornata di studi – in presenza e on line – sugli edifici di spettacolo degli antichi romani, dall’Arena al Colosseo, da Pola a Brescia, da Libarna a Luni

verona_gran-guardia_l-arena-e-gli-altri_convegno_locandinaUna giornata di studi sugli edifici di spettacolo degli antichi romani. Appuntamento giovedì 27 ottobre 2022, dalle 9 alle 17.30, al Palazzo della Gran Guardia in piazza Bra a Verona, con “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca tutela e valorizzazione”. L’evento, promosso da Comune di Verona e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona, è aperto alla partecipazione in presenza senza prenotazione o si può seguire in streaming sul canale YouTube de I MUV – I Musei di Verona https://youtube.com/channel/UCYpt_CWPo09yEH1Y5KlqnPQ. Alle 9, registrazione partecipanti; 9.30, saluti istituzionali: Damiano Tommasi, sindaco di Verona; Cecilia Gasdia, sovrintendente Arena di Verona; Alessandro Mazzucco, presidente Fondazione Cariverona; Davide Croff, presidente Cattolica Assicurazioni; Vincenzo Tiné, soprintendente ABAP VR-RO-VI. Dalle 10, primo blocco delle relazioni, modera Patrizia Basso (UniVR): “Verona, Arena” (Vincenzo Tiné, Giovanna Battista, Brunella Bruno, Marco Cofani – SABAP VR-RO-VI); “Roma, Colosseo” (Alfonsina Russo, Barbara Nazzaro, Angelica Pujia, Federica Rinaldi – Parco Archeologico del Colosseo); “Pola, Anfiteatro” (D. Komso, G. Gobic-Bravar, N. Nefat, A. Sardoz – Museo Nazionale dell’Istria); 11, pausa caffè; 11.50, secondo blocco delle relazioni, modera Jacopo Bonetto (UniPD): “Milano, Anfiteatro” (Antonella Ranaldi, Anna Maria Fedeli, Francesco Roncoroni, Attilio Stocchi – SABAP MI); “Brescia, Teatro” (Luca Rinaldi, Serena Solano; Stefano Karadjov, Francesca Bazoli – SABAP BS-BG e Fondazione Brescia Musei); “Trieste, Teatro” (Simonetta Bonomi, Paola Ventura – SABAP FVG); “Libarna, Anfiteatro e Teatro” (Simone Lerma, Alessandro Quercia; Valentina Barberis – SABAP AL-AT-CN e DRM Piemonte); 13, pausa pranzo; 14.30, terzo blocco di relazioni, modera Francesca Ghedini (UniPD): “Ventimiglia, Teatro” (Roberto Leone, Luigi Gambaro, Simona Lanza – SABAP SV-IM); “Luni, Anfiteatro e Teatro” (Alessandra Guerrini, Marcella Mancusi, Antonella Traverso – DRM Liguria); 15.10, presentazione del volume “Arena di Verona. Rinascita di un monumento” di Giovanni Castiglioni e Marco Cofani a cura di Alberto Grimoldi (Politenico di Milano) e Francesca Ghedini (Università di Padova); 15.40, dibattito “Scavare restaurare e riqualificare i teatri antichi oggi” moderato da Massimo Mamoli (direttore de “L’Arena”) con Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio-MiC; Massimo Osanna, direttore generale Musei-MiC; Antonio Calbi, sovrintendente Istituto nazionale del Dramma Antico di Siracusa; Stefano Trespidi, vicedirettore artistico Arena di Verona; Gianmarco Mazzi, A.D. Società Arena di Verona. Interventi programmati di Barbara Bissoli (vicesindaca Comune di Verona), Marta Ugolini (assessore Cultura Comune di Verona), Raffaella Gianello (Conservatrice Arena di Verona), Francesca Rossi (direttrice Musei Civici Verona), Matteo Faustini (Presidente Ordine Architetti Verona).

Milano. Al via l’VIII edizione delle Giornate di Archeologia Arte e Storia del Vicino e Medio Oriente promosse da Fondazione Terra Santa e Commissariato di Terra Santa del Nord Italia. Tre giorni di lavori in presenza e on line

milano_fondazione-terrasanta_giornate-dell-archeologia_locandinaDal 20 al 22 ottobre 2022, a Milano, all’auditorium del museo dei Cappuccini in via Antonio Kramer 5 e in streaming, appuntamento con le Giornate di Archeologia Arte e Storia del Vicino e Medio Oriente, giunte all’VIII edizione, promosse da Fondazione Terra Santa e Commissariato di Terra Santa del Nord Italia. L’iscrizione per la partecipazione in presenza è gratuita previa iscrizione che dovrà essere effettuata registrandosi sulla piattaforma Eventbrite o via email all’indirizzo iscrizioni@fondazioneterrasanta.it indicando il proprio nominativo, quello di eventuali accompagnatori e le sessioni alle quali si desidera partecipare. Iscrizioni diretta streaming: l’iscrizione per la partecipazione alla diretta streaming prevede un piccolo contributo che andrà a sostenere i costi del servizio, da devolvere esclusivamente tramite carta di credito all’atto della registrazione su piattaforma Eventbrite. Offerta consigliata per singola sessione: 5 euro. Offerta consigliata per la partecipazione a tutte le sessioni: 15 euro. Per iscriversi a tutte le sessioni streaming del programma cliccare qui.

milano_fondazione-terrasanta_giornate-dell-archeologia_cinema-e-terrasanta_locandinaGiovedì 20 ottobre 2022, dalle 15 alle 17.30: “Cinema. Sguardi di Celluloide sulla Terra Santa”. Relazione introduttiva di Elena Mosconi, professoressa di Storia del Cinema all’università di Pavia. Selezione di filmati tratti da una quarantina di documentari storici realizzati tra gli anni Quaranta e Ottanta dalla Custodia di Terra Santa, restaurati e digitalizzati a cura del museo del Cinema di Milano. Iscriviti qui

milano_fondazione-terrasanta_giornate-dell-archeologia_guerra-dell-acqua-in-medio-oriente_locandinaVenerdì 21 ottobre 2022, dalle 9 alle 13: “Crisi ambientali e guerre dell’acqua in Medio Oriente”. Intervengono: Cristina Cattaneo, responsabile di ricerca sulle migrazioni all’European Institute on Economics and the Environment (Eiee), su “Cambiamenti climatici e migrazioni nel Mediterraneo, un quadro”; Mauro Primavera, ricercatore dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano / Fondazione Oasis, su “La dimensione ambientale della guerra in Siria”; Anna Pozzi, giornalista e scrittrice, Fondazione Pime, su “Crisi climatica, conflitti e migrazioni nel Sahel”; Manuela Borraccino, giornalista, esperta di Medio Oriente, su “Prospettive di genere sul contrasto alla crisi climatica in Medio Oriente”; Giuseppe Caffulli, giornalista, direttore della rivista Terrasanta, su “Il caso Mar Morto”. Sessione accreditata per la formazione permanente dell’Ordine dei Giornalisti. Per chi svolge la professione iscriversi dal portale formazionegiornalisti.it. Iscriviti qui.

milano_fondazione-terrasanta_giornate-dell-archeologia_verso-800-anni-di-san-francesco_locandinaVenerdì 21 ottobre 2022, dalle 14.30 alle 17: “Anniversari 2023-2025 – Verso gli 800 anni di Francesco d’Assisi”. Intervengono: fra Giuseppe Buffon, professore di Storia della Chiesa alla Pontificia Università Antonianum di Roma, su “1223-2023 | Carisma e Istituzione, otto secoli della Regola bollata”; Antonio Musarra, professore di Storia Medievale alla Sapienza Università di Roma, su “1223-2023 l Presepe di Greccio: una translatio francescana dei Luoghi Santi?”; Rosa Giorgi, storica dell’arte, direttrice del museo dei Cappuccini di Milano, su “1224-2024 | Le Stimmate di Francesco, un percorso iconografico”; fra Stefano Luca, professore di Islamistica allo Studio Teologico Laurentianum di Venezia, esperto del dialogo cattolico-islamico, su “1225-2025 | l Cantico delle creature, una lettura missiologica”. Iscriviti qui.

milano_fondazione-terrasanta_giornate-dell-archeologia_dal-nilo-alla-via-della-seta_locandinaSabato 22 ottobre 2022, dalle 10 alle 13: “Archeologia: dal Nilo alla Via della Seta”. Intervengono: Alberto Elli, orientalista, docente di Lingue dell’Antico Egitto, su “I geroglifici, Champollion e la Stele di Rosetta a 200 anni dalla decifrazione”; Maria Giovanna Biga, già docente di Storia del Vicino Oriente antico alla Sapienza Università di Roma, su “Il velo nelle religioni e culture dell’antico Medio Oriente”; Massimo Vidale, archeologo, dipartimento dei Beni culturali, università di Padova, su “Hatra, rinascita di una città in Iraq”; Sergio Ferdinandi, vice-presidente ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente di Roma, su “Armenia medievale: sistemi di difesa e di incastellamento della Via della Seta”; fra Amedeo Ricco, archeologo, Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, su “I resti architettonici della Rotonda del Santo Sepolcro a Gerusalemme: riscoperta e valorizzazione”. Iscriviti qui.

Aquileia. Per le Giornate europee del Patrimonio open – day dei cantieri di scavo, passeggiate e laboratori per bambini, archeologia sperimentale, conferenze e visite guidate. Tra le novità di quest’anno gli appuntamenti culturali nell’ambito del Festival Non Siamo Atlantide

aquileia_giornate-europee-del-patrimonio_locandinaIl 23-24-25 settembre 2022, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, Aquileia si anima con l’Open – Day ai cantieri di scavo, aperture straordinarie, visite guidate, archeologia sperimentale e musica grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – Museo archeologico nazionale di Aquileia, Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, Università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, Associazione Nazionale per Aquileia, Fondazione Radio Magica.

Si comincia VENERDì 23 SETTEMBRE 2022 alle 18 con la conferenza-concerto “Il FVG e i suoi confini mobili dal 1500 al 1950” della Trieste Flute Association nell’ambito della rassegna Flute Festival 2022, a cura del Comune di Aquileia, in piazza Capitolo. Ingresso libero senza prenotazione.

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Mosaico fotografico con alcuni eventi previsti nel ricco programma delle Giornate europee del Patrimonio ad aquileia (foto fondazione aquileia)

SABATO 24 SETTEMBRE 2022 gli archeologi e i restauratori della Fondazione Aquileia e delle università accoglieranno i cittadini e gli appassionati nelle aree archeologiche e nei cantieri di scavo: nel foro, nell’area del decumano di Aratria Galla e delle mura a zig-zag, al teatro e alle grandi terme, negli antichi mercati, al fondo Cal, alla domus dei putti danzanti, al porto fluviale, alla Domus di Tito Macro e sulla sua sponda orientale dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18 senza prenotazione e con ingresso gratuito. Apertura prolungata serale del museo Archeologico nazionale (10 – 22). E a partire dalle 19 biglietto di ingresso speciale a 1 euro.

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Il manifesto del progetto Veri ad Aquileia per al costruzione di un forno romano antico per la produzione del vetro

Al fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati ci sarà spazio per l’archeologia sperimentale con l’accensione a cura di Officina Temporis di un forno vetrario, unico del suo genere in Italia e costruito come una struttura romana, realizzato grazie a un finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto V.E.R.I. del Comitato Nazionale Italiano dell’AIHV (Association Internationale pour l’Histoire du Verre). Durante la giornata si potrà anche assistere alle prove di soffiatura del vetro e lavorazione “a mosaico” con i maestri Nicola Moretti e Giovanni Nicola, esperimenti con vetro di riciclo. Ingresso libero. Orario: 10.30 – 12.30 / 15 – 18.30. A cura di: Fondazione Aquileia e Pro Loco Aquileia.

“In viaggio ad Aquileia con Radio Magica” (9.30 / 16) a cura di: Fondazione Radio Magica e Fondazione Aquileia nell’ambito del progetto “In viaggio con Radio Magica”. Ritrovo in piazza Capitolo (statua Lupa Capitolina). Passeggiate teatralizzate per bambini e ragazzi (5-9 anni e 10-13 anni) nelle aree archeologiche, muniti di passaporto parlante e accompagnati da illustri personaggi della Storia. Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria a: fondazione@radiomagica.org – +39 3738694556.

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Esperienza di vendemmia all’interno dell’area archeologica di Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Il vino incontra la storia” (9 – 12) a cura di: Fondazione Aquileia. Ritrovo nell’area archeologica delle Grandi Terme (via XXIV Maggio). Esperienza di vendemmia all’interno del vigneto storico tra le Grandi Terme e l’antico Teatro di Aquileia. Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria: +39 3317481829 – ufficiostampa@fondazioneaquileia.it

“Un viaggio nella storia di Aquileia, millenario crocevia di popoli e culture” (10.30) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo all’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia – via Giulia Augusta, 11.
Visita guidata alla scoperta dei segreti e degli splendori di Aquileia ai tempi dell’Impero Romano: 12 euro a persona + 5 euro ingresso Basilica e cripte. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

Tavola rotonda “Aquileia-Assisi, arte e turismo per quale sostenibilità spirituale?” (14 – 15) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia e Festival Non Siamo Atlantide. Coordina: Uniud – Dipartimento Studi Umanistici e del Patrimonio. Ritrovo al museo Archeologico nazionale. Relatori: Andrea Bellavite (Direttore Fondazione So.Co.Ba.), Nicolò Anesa (PhD Candidate Università di Udine-Trieste), Cristina Lambiase (Esperta One Planet Network). Modera: Andrea Zannini, Professore ordinario Università di Udine. Ingresso libero.

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Visite guidate alla Domus di Tito Macro ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Benvenuti nella domus di Tito Macro” (alle 15) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo: Ingresso della Domus di Tito Macro (fondo Cossar). Visita guidata a una delle più grandi dimore di epoca romana tra quelle scoperte nel Nord Italia. A seguire un emozionante viaggio nel tempo nella Domus e Palazzo Episcopale. Ingresso 10 euro a persona + 2 euro per l’ingresso alla Domus e Palazzo Episcopale. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

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Visite guidate al cimitero degli eroi ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

Cimitero degli eroi: open day (15.30 – 18) a cura di: Pro Loco Aquileia in collaborazione con ministero della Difesa – Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti. Un viaggio accompagnati nella storia più recente della città, attraverso le vicende che hanno portato alla creazione di questo “luogo della memoria”. Ingresso libero senza prenotazione.

Il “giardino segreto” di Giandomenico Bertoli (16 – 18) a cura di: Associazione nazionale per Aquileia e Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio del FVG. Visita al giardino della casa del canonico Bertoli e illustrazione dei materiali antichi reimpiegati nelle sue murature. Ingresso libero senza prenotazione.

Arte, storia, e orme dentro la bellezza del sito Unesco (17) a cura di: Festival Non Siamo Atlantide e Fondazione Aquileia. Ritrovo a piazza Patriarcato. Conversazione a cura di Cristina Lambiase con Rita Auriemma, Archeologa, ricercatrice e professore aggregato presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, e Deisa Centazzo, Artista naturalista. Ingresso libero senza prenotazione.

aquileia_giornate-europee-del-patrimonio_archeologico_mirabilia_1_foto-fondazione-aquileiaMirabilia, capolavori a confronto (18 / 20.45) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia.
Ritrovo al museo Archeologico nazionale. Visita guidata dedicata a un inedito itinerario di visita centrato sulla preziosa coppa in cristallo di rocca del Tesoro della Basilica di San Marco a Venezia, in dialogo con i reperti del museo. Ingresso al prezzo speciale di 1 euro. Prenotazione obbligatoria a: bookshopmanaquileia@gmail.com – +39 0431 91016.

Concerto “Ensemble Thomas Schippers” cultomusica2022 (19.30) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia. Ritrovo al museo Archeologico nazionale. Concerto seguito da degustazione di vini offerta dall’azienda Scarbolo. Ingresso al prezzo speciale di 1 euro. Prenotazione obbligatoria a: bookshopmanaquileia@gmail.com – +39 043191016.

In viaggio ad Aquileia con Radio Magica (20.30) a cura di Fondazione Radio Magica e Fondazione Aquileia nell’ambito del progetto “In viaggio con Radio Magica”. Ritrovo in viale della Stazione n.2. Passeggiata teatralizzata per adulti alla scoperta di Aquileia attraverso un originale dialogo in tre tappe con altrettanti personaggi del passato che hanno reso eterna la memoria della città. Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria a: fondazione@radiomagica.org – +39 3738694556.

DOMENICA 25 SETTEMBRE 2022 “Alba dell’equinozio in basilica” (alle 6) a cura di: Fondazione So.Co-Ba. Ritrovo alla Basilica Patriarcale. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria: comunicazione@basilicadiaquileia.it

Laboratori per bambini (9.30 – 12) a cura di: Pro Loco Aquileia e festival Non Siamo Atlantide. Ritrovo in piazza Patriarcato. Attività sui temi dell’Agenda ONU 2030 con ambiente e creatività, giochi e piccole sfide. Partecipazione gratuita. Per info: www.nonsiamoatlantide.com

Apertura straordinaria museo Paleocristiano di Aquileia (10 – 14) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia. Ritrovo in piazza Monastero. Ingresso gratuito.

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Lavorazione e soffiatura del vetro ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

Lavorazione sperimentale di vetro con forno romano (10.30 – 12.30 / 15 – 18.30) a cura di: Fondazione Aquileia, Pro Loco Aquileia. Ritrovo in area archeologica Fondo Pasqualis. Accensione e manutenzione del forno a cura di Officina Temporis; soffiatura e lavorazione ‘a mosaico’ con i maestri Nicola Moretti e Giovanni Nicola, esperimenti con vetro di riciclo. Ingresso libero.

Benvenuti nella domus di Tito Macro (alle 10.30) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo all’ingresso della Domus di Tito Macro (fondo Cossar). Visita guidata a una delle più grandi dimore di epoca romana tra quelle scoperte nel Nord Italia. A seguire un emozionante viaggio nel tempo nella Domus e Palazzo Episcopale. Ingresso: 10 euro a persona + 2 euro per l’ingresso alla Domus e Palazzo Episcopale. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

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Visite guidate al museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Caccia al reperto: animali, ambiente e simboli paleocristiani (alle 11) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia e festival Non Siamo Atlantide. Ritrovo al museo Paleocristiano. Attività didattica per bambini e famiglie: un viaggio tra indovinelli e giochi alla scoperta di epigrafi e mosaici. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 91016 – museoaquileiadidattica@cultura.gov.it

Lo scrigno segreto (alle 15) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo all’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia – Via Giulia Augusta, 11. Laboratorio all’interno del museo Archeologico nazionale per i piccoli visitatori (5-10 anni) che verranno accompagnati nel mondo dei gioiellieri e decoratori, tra gemme e cammei, bronzi, ambre e avori. Ingresso: 15 euro laboratorio bambini, 7.50 euro laboratorio bambini con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

Aquileia porta del Mediterraneo (alle 15) a cura di PromoTurismoFVG. Ritrovo all’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia in via Giulia Augusta, 11. Visita guidata al nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale che conserva preziose testimonianze e reperti della città antica. Ingresso: 12 euro visita guidata + 7 euro ingresso al Museo. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

Fimon Molino Casarotto (Arcugnano, Vi). Presentazione dei risultati delle ricerche archeologiche riprese dopo anni per definire con più precisione la frequentazione del sito preistorico (dalla fine del IV millennio agli inizi del III) e comprendere meglio le cosiddette “aree di abitazione”

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Una fase della campagna di scavo al sito di Fimon Molino Casarotto ad Arcugnano di Vicenza (foto sabap-vr)

La ripresa delle ricerche nel sito di Fimon Molino Casarotto (Arcugnano, VI) è il primo intervento sul campo nel quadro del “Progetto di promozione culturale e scientifica dei siti pre-protostorici delle valli umide dei Colli Berici (Vicenza)”, protocollo d’intesa siglato nel 2021 tra soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza e Dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova. Lo scavo stratigrafico in corso consentirà il recupero dei materiali archeologici qui ancora conservati e permetterà di definire con maggiore precisione la cronologia assoluta delle fasi di frequentazione del sito, ma è finalizzato soprattutto ad effettuare analisi scientifiche di ultima generazione per meglio comprendere le attività antropiche che si svolgevano nelle c.d. “aree di abitazione”, oltre al quadro paleo-ambientale circostante. Queste analisi verranno svolte al Dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova, in una serie di laboratori di ultima generazione che sono stati creati grazie al progetto GEODAP. E lunedì 19 settembre 2022, alle 11, a Fimon, sul luogo dello scavo Molino Casarotto, presentazione dei risultati delle ricerche.

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La copertura a protezione dell’area di scavo 2022 nel sito di Fimon Molino Casarotto (Arcugnano, Vi) (foto sabap-vr)

L’insediamento di Molino Casarotto venne alla luce durante l’estrazione della torba nel 1942 presso la località “Persegaro” nelle Valli di Fimon (Arcugnano, VI). Grazie all’intervento di Gastone Trevisiol, che seguiva in quanto ispettore onorario della soprintendenza i lavori di estrazione, le prime strutture furono accuratamente rilevate e pubblicate postume nel 1946 (Trevisiol 1944-45). Tra il 1969 ed il 1972 il sito venne scavato da parte del prof. Alberto Broglio dell’università di Ferrara e del prof. Lawrence Barfield dell’università di Birmingham (Barfield, Broglio 1986). Gli scavi furono svolti secondo le più moderne metodologie analitiche disponibili per l’epoca. Vennero messe in luce tre aree di abitazione, con delle piattaforme di pali orizzontali poggianti sul limo lacustre nel quale erano conficcati, con funzione di costipamento e drenaggio, numerosi pali verticali. Ciascuna area di abitazione presentava un focolare e furono recuperati abbondanti materiali ceramici e litici, inquadrabili nello stile geometrico-lineare della facies dei Vasi a Bocca Quadrata.

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Alcuni partecipanti allo scavo 2022 sul sito di Fimon Molino Casarotto

La campagna di scavo del 2022, finanziata all’interno del progetto “GEODAP” di cui è Principal investigator il prof. Cristiano Nicosia e diretta insieme al funzionario archeologo della soprintendenza Paola Salzani, mira a valutare le condizioni di conservazione del deposito a cinquant’anni esatti dagli scavi Barfield-Broglio. Nel 2020 infatti, il prof. Nicosia aveva effettuato prospezioni geo-magnetiche ad altissima risoluzione nell’areale degli scavi novecenteschi, stabilendo che una metà del deposito della c.d. II area di abitazione, risparmiato all’epoca degli scavi del 1969-1972, era ancora in situ.

Castelseprio (Va), sito longobardo Unesco. Seminario dell’università di Padova per presentare i risultati delle ricerche in corso sulla chiesa di San Giovanni. Segue la visita allo scavo con la prof.ssa Alexandra Chavarría Arnau

castelseprio_chiesa-san-giovanni_nuove-ricerche_locandinaGli scavi proseguiranno fino al 17 settembre 2022, ma giovedì 8 settembre 2022 è una data da memorizzare perché l’università di Padova presenta i risultati delle ricerche in corso sulla chiesa di San Giovanni. Siamo a Castelseprio (Va) dove il castrum di Castelseprio, con la chiesa di Santa Maria foris Portas e il complesso di Torba, è patrimonio Unesco come parte del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774)”. Alle 15, all’Antiquarium del parco archeologico di Castelseprio il seminario “Nuove ricerche sulla chiesa di San Giovanni a Castelseprio”. Modera e presenta Elena Percivaldi, medievista e divulgatrice. Dopo i saluti del sindaco Silvano Martellozzo, introducono i lavori Emanuela Daffra e Sara Matilde Casseroli della Direzione regionale Musei della Lombardia. Quindi intervengono Pere Gelabert (università di Vienna) su “Indagini paleogenetiche nel cimitero di San Giovanni”; Gian Pietro Brogiolo (università di Padova) su “San Giovanni di Castelseprio: interventi dopo un terremoto”; Maria Rosa Valluzzi e altri (università di Padova) su “Indagini strutturali e valutazione della vulnerabilità sismica delle strutture murarie di San Giovanni”. Segue la visita allo scavo condotto dalla prof.ssa Alexandra Chavarría Arnau.

Alla campagna 2022 dell’università di Padova nella chiesa di San Giovanni a Castelseprio, iniziata il 22 agosto, diretta dalla professoressa Alexandra Chavarria Arnau, su con concessione ministeriale di scavo all’interno del progetto interuniversitario “Castelseprio centro di Potere” coordinato dal prof. Gian Pietro Brogiolo, partecipano studenti delle università di Padova, Torino, Cattolica di Milano e Suor Orsola Benincasa di Napoli e alcuni ragazzi del territorio con mansioni di supporto allo scavo sotto la supervisione di Alessandro Deiana, veterano archeologo degli scavi di Castelseprio e collaboratore dell’equipe di Padova dai tempi degli scavi di Torba. Gli archeologi della missione stanno proseguendo le indagini nella navata della chiesa e in alcune aree esterne, in particolare quella tra la chiesa e il campanile, per comprendere, da una parte, la sequenza nelle aree già state oggetto di interventi dall’800 (scavi promossi dal conte Archinto) e nel corso del XX secolo (principalmente dal Bertolone) e, dall’altra, identificare e scavare i settori ancora integri. Al momento sono state individuate alcune sepolture alto e basso medievali e un pavimento di cocciopesto a ridosso del perimetrale nord della chiesa.

Fresco di stampa il manuale “Archeologia. Teorie, metodi, strumenti” dell’archeologo Massimo Vidale che offre una panoramica generale sullo stato della ricerca archeologica contemporanea

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La copertina del libro “Archeologia. Teorie, metodi, strumenti” dell’archeologo Massimo Vidale

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Il prof. Massimo Vidale, dell’università di Padova (foto castellani)

C’è un libro, fresco di stampa, uscito per la collana Manuali Universitari di Carocci, destinato ai corsi di laurea triennali, che offre una panoramica generale sullo stato della ricerca archeologica contemporanea e sulle sue più recenti prospettive di sviluppo utilizzando un linguaggio accessibile ma tecnicamente preciso e fornendo un consistente apparato di riferimenti bibliografici, così da guidare studenti e studentesse nella definizione del proprio percorso scientifico e professionale di interesse. Parliamo di “Archeologia. Teorie, metodi, strumenti” dell’archeologo Massimo Vidale, che insegna Metodologia della ricerca archeologica all’università di Padova. Vidale, codirettore della Missione archeologica italiana nell’Iran sud-orientale e membro del Consiglio direttivo dell’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (ISMEO), ha effettuato ricerche in Italia, Iran, Pakistan, India, Asia centrale, Iraq e Africa settentrionale. Il libro affronta in primo luogo le tecniche e le condizioni operative dello scavo archeologico, per poi proseguire, nell’ordine, con l’assetto epistemologico del campo di studi, la materialità dei reperti, i principi e le tecniche di datazione, l’archeologia dei territori, lo studio dell’organizzazione sociale, l’archeologia del sacro e del funerario e le attuali ricerche sull’identità umana (sia culturale sia biologica, riservando ampio spazio al recente impatto degli studi sul DNA antico). Conclude il testo un capitolo dedicato alla scrittura delle pubblicazioni scientifiche e divulgative e di progetti finanziabili, e alle informazioni indispensabili sulle attuali procedure di valutazione e misurazione della produzione scientifica.