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Agrigento. A Casa Sanfilippo, sede del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, presentazione del libro “Tra Terra e Acqua: Antiquarium del Mare” in memoria di Daniele Valenti, funzionario della soprintendenza e tecnico subacqueo, a cura di Domenica Gullì

agrigento_casa-sanfilippo_libro-tra-terra-e-acqua-antiquarium-del-mare_presentazione_locandinaA Casa Sanfilippo, sede del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, martedì 16 aprile 2024, alle 10, presentazione del libro “Tra Terra e Acqua: Antiquarium del Mare” in memoria di Daniele Valenti, funzionario della soprintendenza e tecnico subacqueo, a cura di Domenica Gullì, promossa dalla soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento e dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, sotto il patrocinio della Soprintendenza del Mare. Alla presentazione, interverranno Roberto Sciarratta, direttore del parco Valle dei Templi; Vincenzo Rinaldi, soprintendente di Agrigento; e Ferdinando Maurici, soprintendente del Mare. Uno dei momenti clou della manifestazione sarà la lectio magistralis di Stefano Medas, docente all’università di Bologna, che parlerà di “La navigazione antica. Elementi storici, archeologici ed eredità nella tradizione nautica”. La presentazione del volume sarà curata da Maria Concetta Parello, archeologa del parco Valle dei Templi. L’evento è aperto a tutti.

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Copertina del libro “Tra Terra e Acqua: Antiquarium del Mare” in memoria di Daniele Valenti (Regione Siciliana, 2021)

“Tra Terra e Acqua: Antiquarium del Mare” in memoria di Daniele Valenti (Regione Siciliana, 2021). “Con questa pubblicazione”, scrive Michele Benfari, allora soprintendente, nella presentazione del libro, “si inaugura un nuovo progetto editoriale, una Collana di studi, che ha lo scopo di offrire un’ampia panoramica dell’attività scientifica della Soprintendenza: il titolo, Corpora, ne annuncia la struttura, studi monografici con un focus sulla ricerca scientifica, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, precipui compiti istituzionali delle soprintendenze. La Collana sarà uno spazio riservato non solo ai tecnici interni, ma aperto anche a studiosi professionisti, istituti universitari, che a vario titolo, anche grazie a formali convenzioni, collaborano con la soprintendenza. Un largo spazio sarà dato anche ai numerosi studenti che presso la Soprintendenza completano il loro curriculum di studio con i tirocini, sulla base di convenzioni che la Soprintendenza ha sottoscritto con Università, italiane e straniere. La Collana, pensata e diretta da Domenica Gullì, funzionario archeologo, vuole essere uno strumento di divulgazione di conoscenze e di studio, e per questo, al fine di garantire la massima diffusione possibile dei contenuti, avrà una doppia versione, cartacea e digitale, ad accesso aperto.

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Antiquarium del Mare “Daniele Valenti” al parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi ad Agrigento (foto musei italiani)

“Il primo volume della Collana – continua Benfari – è dedicato all’Antiquarium del Mare in memoria di Daniele Valenti, funzionario della soprintendenza e tecnico subacqueo, prematuramente scomparso, la cui attività è legata alle maggiori e importanti scoperte effettuate nel mare agrigentino. Inaugurato nel luglio del 2019, l’antiquarium è ubicato nel cuore della Valle dei Templi, all’interno di un piccolo edificio della prima metà del Novecento, a poca distanza dal tempio dei Dioscuri, oggi amministrato dall’ente parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi. L’istituzione dell’antiquarium è stata possibile grazie alla collaborazione fra la soprintendenza di Agrigento, che ha curato il progetto scientifico e selezionato i materiali, la soprintendenza del Mare e il parco archeologico di Agrigento, che ha finanziato il progetto di allestimento, curato da Carmelo Bennardo. Per me, l’allestimento di un museo del mare, ha anche avuto un coinvolgimento emotivo fortissimo, perché parlare di patrimonio culturale sommerso, significa parlare di Sebastiano Tusa, titanica figura di impareggiabile studioso, uno fra i pochi che con lo stesso acume, profondità, correttezza scientifica e morale, ha esplorato i più disparati ambiti del mondo antico. E con Lui ho vissuto, appena qualche anno prima, l’esperienza dell’allestimento del museo del mare di Sciacca, che ho personalmente curato, accompagnato dal Suo occhio attento, dalla Sua straordinaria capacità di guidare, senza mai essere invadente. L’antiquarium del mare di Agrigento è stato un atto d’amore dei tanti colleghi e amici che hanno condiviso con Daniele Valenti le emozioni del mare, emozioni che la tragica scomparsa di Sebastiano Tusa, appena qualche mese prima, ha reso indelebili nell’animo di tutti”.

Bologna. All’università, e on line via Teams, due seminari su “Riscoprire la Tunisia romana. Cartagine e Thugga” con Silvia Bullo (université de Carthage)

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Il teatro romano di Thugga in Tunisia (foto graziano tavan)

“Riscoprire la Tunisia romana. Cartagine e Thugga”: nelle giornate di mercoledì 3 e venerdì 5 aprile 2024, nella sede di S. Giovanni in Monte del dipartimento di Storia culture civiltà dell’università di Bologna, la professoressa Silvia Bullo (université de Carthage) terrà, su invito della professoressa Antonella Coralini, due seminari dedicati alle città della Tunisia romana. Casi di studio, Cartagine e Thugga: il 3 aprile 2024, ore 13-15, aula Fumagalli, “Che cosa resta di Cartagine?”; il 5 aprile 2024, ore 13-15, aula Fumagalli, “Thugga: da capitale numida a colonia romana”. Entrambi i seminari potranno essere seguiti anche via Teams, nell’aula virtuale del corso di Archeologia e storia dell’arte romana (prof.ssa Antonella Coralini).

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Tra protostoria e storia: l’Etruria nel cuore del Mediterraneo. Scritti in onore di Filippo Delpino per il suo 80mo compleanno”, curato da Alessandra Piergrossi, Andrea Babbi e Massimo Cultraro, supplemento n. 2 di “Mediterranea” di Ispc-Cnr

roma_villa-giulia_libro-tra-protostoria-e-storia-l-etruria-nel-cuore-del-mediterraneo_presentazione_locandinaUn omaggio a colui che ha segnato un profondo rinnovamento negli studi sull’Etruria arcaica e nella lunga attività di ricerca al CNR, Filippo Delpino. Martedì 26 marzo 2024, alle 16.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, presentazione del libro “Tra protostoria e storia: l’Etruria nel cuore del Mediterraneo. Scritti in onore di Filippo Delpino per il suo 80mo compleanno”, curato da Alessandra Piergrossi, Andrea Babbi e Massimo Cultraro, supplemento n. 2 di “Mediterranea. Studi e ricerche sul Mediterraneo antico”, periodico scientifico dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Introduce Vincenzo Bellelli, direttore del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e direttore ad interim del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Presenta l’opera Giuseppe Sassatelli, etruscologo e professore emerito dell’università di Bologna. Intervengono i curatori del volume. L’ingresso nella sala della Fortuna è libero fino ad esaurimento posti. Per maggiori informazioni e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

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Copertina del libro “Tra protostoria e storia: l’Etruria nel cuore del Mediterraneo. Scritti in onore di Filippo Delpino per il suo 80mo compleanno”

Il volume raccoglie numerosi contributi con cui le autrici e gli autori hanno omaggiato il collega e amico Filippo Delpino, insigne studioso dell’Italia preromana. Tali scritti, incentrati sul Mediterraneo e l’Etruria tra protostoria e storia, sono stati suddivisi in sezioni tematiche che riecheggiano la vasta opera dello studioso: Etruria e Mediterraneo, Etruria e Lazio, Tra archivi e collezioni, Storia della disciplina archeologica. La ricchezza degli interessi di Filippo Delpino è riflessa nel volume a lui dedicato in occasione dei suoi 80 anni e pubblicato nella Rivista da lui diretta per lunghi anni. Dall’Etruria e il Lazio, affrontate sul piano dei costumi funerari e della vita degli abitati, della cultura materiale nella loro valenza iconografica, indagata nei molteplici aspetti come riflesso di usi e modelli identitari delle comunità, lo sguardo si è esteso a tutto il Mediterraneo; inoltre, anche la storia delle indagini archeologiche in Etruria, lo sviluppo e l’organizzazione a Roma della tutela delle antichità, la storia della museologia e del collezionismo, costituiscono altri temi considerati con cura. Tutto questo è testimoniato dal contenuto di questo volume che vede tra gli autori numerosi specialisti, tra cui molti allievi e moltissimi amici e colleghi che entusiasticamente hanno aderito, dimostrando stima, affetto e partecipazione per lo studioso e collega.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del catalogo della mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo” a cura di Paola Desantis, Elisabetta Govi, Valentino Nizzo, Giuseppe Sassatelli, Tiziano Trocchi

roma_villa-giulia_mostra-Spina etrusca a Villa Giulia-Un grande porto nel Mediterraneo_catalogo_presentazione_locandinaCi siamo. A meno di 20 giorni dalla chiusura della mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo” arriva il catalogo a cura di Paola Desantis, Elisabetta Govi, Valentino Nizzo, Giuseppe Sassatelli, Tiziano Trocchi (ARA, edizioni 2023). La mostra a Villa Giulia è la terza e ultima tappa delle celebrazioni per il centenario della scoperta di Spina e si concluderà il 7 aprile 2024. La presentazione del catalogo sarà un evento partecipato di coinvolgimento del pubblico e di ringraziamento per tutti coloro che a vario titolo hanno preso parte alla realizzazione di questo grande progetto. Appuntamento mercoledì 20 marzo 2024, alle 17.30, in sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Dopo i saluti istituzionali di Vincenzo Bellelli, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, introduce Giuseppe Sassatelli, istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Presenta Luca Cerchiai, università di Salerno Saranno presenti i curatori. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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Giuseppe Sassatelli, archeologo

Giuseppe Sassatelli è presidente dell’Istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici e professore emerito di Etruscologia e Antichità Italiche all’università di Bologna. La sua ricerca è stata dedicata principalmente all’Etruria padana in tutte le sue manifestazioni, dall’urbanistica alla scrittura, toccando la produzione artigianale e artistica e i rapporti culturali e commerciali con i popoli confinanti. Gran parte della sua attività scientifica è stata dedicata inoltre al tema della diffusione della scrittura in area padana e in Italia settentrionale, specie nelle sue fasi iniziali, ai risvolti di questo fenomeno sul piano storico, sociale e culturale, alla sua diffusione, per il tramite degli Etruschi, verso le altre popolazioni dell’Italia settentrionale. È membro di diversi comitati scientifici di riviste nazionali e internazionali. È autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche su Riviste e Volumi molto qualificati del settore.

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Luca Cerchiai, archeologo

Luca Cerchiai è stato Ispettore archeologo nella soprintendenza di Salerno Avellino e Benevento, e direttore del museo Archeologico nazionale di Pontecagnano. Dal 1992 è professore di Etruscologia e Archeologia Italica all’università di Salerno, quindi preside della facoltà di Lettere e Filosofia, direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici di Salerno e infine direttore del dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale. Dal 1990 è membro dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici, in cui dal 2018 fa parte del Consiglio Direttivo. È autore di oltre 180 pubblicazioni: i principali campi di ricerca riguardano l’archeologia della Campania preromana e delle popolazioni indigene della Magna Grecia, la fenomenologia della città etrusca, l’iconografia etrusca, con particolare riguardo alla pittura tombale.

Bologna. A Palazzo Marescalchi, sede Sabap, in occasione della Giornata del Paesaggio, la giornata di studi “La rupe di Canossa (RE) e la Cava Zavattona a Pavullo nel Frignano (Mo)”

bologna_sabap_giornata-del-paesaggio_rupe-di-canossa-e-cava-zavattona_giornata-di-studi_locandinaIn occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio 2024 la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le provincie di Modena Reggio Emilia e Ferrara promuove la giornata di studi “La rupe di Canossa (RE) e la Cava Zavattona a Pavullo nel Frignano (Mo)”. Appuntamento giovedì 14 marzo 2024, alle 15.30, nella sede Sabap-Bo, a Palazzo Marescalchi in via IV Novembre 5 a Bologna. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Modera la giornata Marco Pretelli, professore ordinario di Restauro dell’architettura, ALMA Mater università di Bologna. Alle 15.30, apertura giornata di studi: saluti istituzionali di Francesca Tomba, soprintendente SABAP-BO; introduzione di Barbara Marangoni, funzionario architetto e RAF Paesaggio SABAP-BO. Alle 16, “Il sentiero del borgo antico ai piedi del castello di Canossa (RE)”. Annalisa Capurso, funzionario architetto e RAF Patrimonio demoetnoantropologico SABAP-BO, “Genesi e sviluppo del progetto”; Mattia Bonassisa, funzionario architetto SABAP-BO e Paolo Soragni, Studio Arteas, “Il progetto e la sua esecuzione”; Giuliano Cervi, ex presidente comitato scientifico nazionale CAI, “La manutenzione e fruizione del sito”. Alle 17, “Il paesaggio e i segni dell’uomo: alla scoperta dei massi incisi di Gaianello a Pavullo nel Frignano (Mo). La cava La Zavattona”. Francesca Tomba, soprintendente SABAP-BO, “La Cava Zavattona: le ragioni della tutela”; Sara Campagnari e Valentina Di Stefano, funzionarie archeologhe SABAP-BO, “Pietre e paesaggi incisi: i massi di Gaianello a Pavullo nel Frignano tra tutela e valorizzazione”; Davide Venturelli, sindaco di Pavullo nel Frignano (Mo), “Il sito dei massi di Gaianello e la valorizzazione turistica del territorio”; Carla Ferrari, progettista dell’intervento del nuovo paesaggio, “Ripristino paesaggistico della Cava Zavattona e valorizzazione del sito dei massi di Gaianello”. Alle 18, dibattito e conclusioni.

Adria. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Il ruolo di Adria nelle celebrazioni del primo centenario dalla scoperta di Spina”, a cura di Andrea Gaucci (università di Bologna) per il ciclo di incontri del Gruppo archeologico adriese

adria_archeologico_conferenza-il-ruolo-di-adria-nella-scoperta-di-spina_gaucci_locandinaNella “Domenica al Museo”, con ingresso gratuito, appuntamento domenica 3 marzo 2024 al museo Archeologico nazionale di Adria: alle 16.30, la conferenza “Il ruolo di Adria nelle celebrazioni del primo centenario dalla scoperta di Spina”, a cura di Andrea Gaucci (università di Bologna Alma Mater). Ingresso gratuito alla conferenza su prenotazione: tel. 0426.21612 / email drm-ven.museoadria@cultura.gov.it. La conferenza rientra nell’ambito del XXXIV ciclo di incontri organizzati dal Gruppo Archeologico Adriese “Francesco Antonio Bocchi” in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Adria.

Bologna. A Palazzo Marescalchi, sede della soprintendenza, presentazione della collana MADLab-ER. Lezioni dal Sisma del 2012. In presenza e on line

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Il Castello di Galeazza Pepoli a Crevalcore (Bo) (foto archivio sabap-bo)

Collana MADLab-ER. Lezioni dal Sisma del 2012: presentazione, in presenza e on line (collegandosi a questo link), venerdì 1° marzo 2024, alle 16, a Palazzo Marescalchi, sede della Sabap-Bo, in via IV Novembre 5, a Bologna. La collana MADLab-ER – nata da una collaborazione tra l’agenzia regionale Ricostruzioni dell’Emilia Romagna e i gruppi di ricerca delle Università della Regione che, a vario titolo, si occupano di costruito – si propone di raccogliere e diffondere i risultati raggiunti sui temi del restauro dei beni culturali e del loro consolidamento, ospitando volumi di taglio saggistico, monografie o miscellanee, dedicati allo studio del costruito finalizzato alla sua “conservazione consapevole”. Ogni sisma, e con esso il passaggio delicato che avviene subito dopo – la ricostruzione di un patrimonio diffuso, massicciamente e massivamente distrutto in un tempo limitato – rappresenta infatti un’occasione di conoscenza e approfondimento per chi si occupi di patrimonio culturale e della sua “gestione”; sia questa strutturale, scientifica, tecnica ed economica. Il percorso intrapreso con il processo di ricostruzione dopo il sisma che ha coinvolto l’Emilia Romagna nel 2012 ha evidenziato l’esigenza di consolidare tale esperienza, rendendo disponibile ad accademici, tecnici ed operatori coinvolti a vario titolo nel percorso di restauro e ricostruzione del patrimonio, il bagaglio di esperienze maturate, con l’obiettivo di diffondere le buone pratiche e utilizzare la conoscenza acquisita in futuri processi di governance, gestione e superamento dell’emergenza.

Programma. Coordina la giornata: Marco Pretelli, ALMA Mater università di Bologna. Alle 16, saluti istituzionali: Francesca Tomba, soprintendente Sabap Bo, Fe, Mo e RE; Enrico Cocchi, direttore agenzia regionale Ricostruzioni dell’Emilia-Romagna; Eva Coïsson, SIRA – società italiana per il Restauro dell’Architettura. Alle 16.20, PRESENTAZIONE COLLANA EDITORIALE. Carla Di Francesco, già segretario generale Mibact: “Il sisma, dall’emergenza alla programmazione”; Francesco Doglioni, già professore di Restauro Iuav: “Rielaborare l’esperienza. Gli edifici storici tra danno e restauro”; Federica Ottoni, direttore della collana: “La collana MADLab-ER: scopi e programmazione”.

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Copertina del libro “Fortezze fragili” di Elena Zanazzi

Alle 17.15, PRESENTAZIONE VOLUME “FORTEZZE FRAGILI” di E. Zanazzi con Andrea Ugolini, professore di Restauro ALMA Mater università di Bologna, e Antonino Libro, agenzia regionale Ricostruzioni dell’Emilia-Romagna. Alle 17.45, SISMA E UNIVERSITÀ. UNIPR – Daniele Ferretti, professore di Tecnica della Costruzioni: “Alcune esperienze sul comportamento sismico dei castelli”; UNIBO – Giovanni Castellazzi, professore di Scienza della Costruzioni: “Dal dato alla modellazione. Il caso della Rocca di San Felice sul Panaro”; UNIFE – Rita Fabbri, professore di Restauro: “Sperimentazioni didattiche e ricerca applicata dopo gli eventi sismici in risposta alle necessità del territorio”; UNIMORE – Alessandro Capra, professore di Geomatica: “Rilievo e monitoraggio per l’analisi dell’ambiente e delle strutture storiche nel post-evento sismico nel territorio modenese”. Alle 18.45, CHIUSURA DELLA GIORNATA con Enrico Cocchi, direttore agenzia regionale Ricostruzioni dell’Emilia-Romagna, e Marco Pretelli, professore di Restauro, ALMA Mater università di Bologna.

Marzabotto (Bo). Visita guidata all’area archeologica dell’antica Kainua (compresa la necropoli nord) con gli archeologi dell’università di Bologna

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La necropoli Nord dell’area archeologica di Kainua (Marzabotto) aperta eccezionalmente al pubblico (foto drm-er)

Quando è stata costruita Kainua? Come facciamo a sapere che gli Etruschi la chiamavano così? E com’era vivere in questa città? A queste e altre 1000 curiosità, potrà rispondere la visita guidata all’area archeologica della città di Kainua (Marzabotto), compresa la necropoli nord non accessibile nei normali percorsi di visita, con gli archeologi del Dipartimento di Storia culture civiltà dell’università di Bologna che collabora con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo). È gradita la prenotazione: drm-ero.prenotazioni@kainuaultura.gov.it. La visita ha il costo di 10 euro a persona + 3 euro di ingresso al Museo e all’area archeologica. Sono previste convenzioni e gratuità.

Roma. Al Teatro Argentina la decina edizione di “Luce sull’Archeologia” dal titolo “La “villeggiatura” nell’antica Roma: l’otium come sentimento sublime di bellezza ed esperienza di civiltà”: sette incontri con approfondimento del tema da un punto di vista letterario, teatrale, giornalistico e con rimandi al tempo presente

roma_teatro-argentina_luce-sull-archeologia-2024_locandina“Luce sull’Archeologia” dal titolo “La “villeggiatura” nell’antica Roma: l’otium come sentimento sublime di bellezza ed esperienza di civiltà” torna per la decima edizione sul palcoscenico del Teatro Argentina che, dopo i successi delle passate edizioni, continua ad alimentare la sete di conoscenza e la grande passione per la millenaria storia di Roma. Sette appuntamenti, dal 14 gennaio al 14 aprile 2024, alle 11, per approfondire il rapporto dei romani con la terra e la natura, quando alla fine dell’età repubblicana ragioni storico-politiche e culturali determinarono la trasformazione della mentalità e del costume dell’élite sociale romana, che prediligeva sempre più una vita lontano dalla città e dal centro del potere. Si desiderava vivere una vita agiata e i piaceri del paesaggio in contesti extra urbani: otium cum dignitatem tempo libero da poter dedicare, con tranquillità, alle proprie attività intellettuali, ma anche al disbrigo degli affari politici e degli interessi economici. Residenze che nel tempo si sono arricchite di nuovi spazi, destinati non solo al piacere del corpo, come gli impianti termali, ma anche dello spirito, come i giardini per passeggiare, conversare, leggere.

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Massimo Osanna direttore generale Musei, protagonista del primo incontro di “Luci sull’Archeologia”  (foto graziano tavan)

Come per le precedenti edizioni, ogni incontro si comporrà come un viaggio di testimonianze, ricerche, riflessioni e immagini con il contributo esclusivo di storici, archeologi e studiosi d’arte, che guideranno il pubblico. “Luce sull’Archeologia” è un progetto del Teatro di Roma – Teatro Nazionale in collaborazione con la direzione generale Musei del ministero della Cultura e con il contributo dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, del periodico mensile Archeo e di Dialogues Raccontare L’arte. La decima edizione arricchisce i sette incontri di un nuovo contributo per una prospettiva multifocale, dal titolo La parola oltre il sipario, un momento di riflessione e approfondimento del tema da un punto di vista letterario, teatrale, giornalistico e con rimandi al tempo presente. Introduce Massimiliano Ghilardi con le anteprime del passato di Andreas M. Steiner e con i contributi di storia dell’arte di Claudio Strinati.

GLI INCONTRI. 14 gennaio 2024: Maurizio Bettini, università di Siena, su “Villa rustica: il paesaggio sonoro di un otium campestre”; Massimo Osanna, direttore generale Musei MiC, su “Tiberio a Capri. Nuovi progetti”; Paolo Di Paolo, scrittore, su “Il fondale è un paesaggio”. 21 gennaio 2024: Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, su “La sublime bellezza di Baia, tra memorie emerse e patrimoni sommersi”; Francesca Rohr, università di Venezia, su “Tra villeggiatura e politica: soggiornare in campagna nella tarda repubblica”; Fabio Pierangeli, università di Roma Tor Vergata, su “Le vacanze di Palomar – Itinerari d’otium di Italo Calvino”; 11 febbraio 2024: Ivano Dionigi, università di Bologna, su “Lucrezio: un rivoluzionario a Roma”; Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, su “Elogio del tempo perso: la Villa dei Papiri di Ercolano”; Dacia Maraini, scrittrice, su “L’ozio della lettura con lo sguardo contemporaneo”. 25 febbraio 2024, Alberta Campitelli, storica dell’arte e dei giardini, su “L’eredità del passato nelle ville romane tra Rinascimento e Barocco: modelli e stili di vita”; Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta, su “Dal piacere al potere: l’evoluzione dei giardini alla Reggia di Caserta”; Lina Bolzoni, Scuola Normale Superiore di Pisa, su “L’ozio creativo della lettura e della conversazione”. 3 marzo 2024: Francesca Romana Berno, università di Roma La Sapienza, su “Le smanie per la villeggiatura. Seneca in vacanza, tra ville al mare e riflessione filosofica”; Filippo Demma, direttore della direzione regionale Musei Calabria e del parco archeologico di Sibari, su “Eno/oìno. E dove non è vino non è amore, né alcun altro diletto hanno i mortali”; Ritanna Armeni, scrittrice, su “La rivoluzione dell’ozio femminile”. 10 marzo 2024: Francesca Ceci, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, su “Bellezza e otium attraverso i capolavori dei Musei Capitolini”; Emanuele Papi, università di Siena e direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, su “Erode Attico e le ville di un milionario in Grecia”; Matteo Nucci, scrittore, su “Perdere tempo per vivere il tempo: la scholè che vince la morte”. 14 aprile 2024: Giuliana Calcani, università di Roma Tre, su “Immagini dell’otium. Tra realtà e ricerca della perfezione”; Monica Salvadori, università di Padova, su “L’otium e l’arte di vivere nelle case romane”; Paolo Di Paolo, scrittore, su “Il tempo pieno e vuoto del teatro”.

Torino. Al museo Egizio conferenza internazionale “Im/materialities: Museums between Real and Digital”, in presenza e on line: quattro giorni per approfondire aspetti che ruotano attorno alla conservazione, allo studio, all’ampia tecnologia messa a disposizione delle collezioni, alcuni dei principali temi sviluppati e proposti dalla mostra temporanea “Archeologia Invisibile”, inaugurata a marzo 2019

torino_egizio_conferenza-internazionale-immaterialities_locandinaDal 28 novembre al 1° dicembre 2023 studiosi e studiose da tutto il mondo saranno al museo Egizio di Torino nella conferenza internazionale “Im/materialities: Museums between Real and Digital” a cura di Christian Greco, Maria Elena Colombo, Enrico Ferraris, Paolo Del Vesco. La conferenza era programmata per marzo 2020 e approfondisce alcuni dei principali temi sviluppati e proposti dalla mostra temporanea “Archeologia Invisibile”, inaugurata a marzo 2019, che ha esplorato gli oggetti e le loro storie uniche, biografie i cui indizi sono in gran parte condensati nei materiali di cui sono fatti. Restano pochissimi biglietti per i posti in presenza (vedi Museo Egizio di Torino: il nuovo anno porta la proroga di sei mesi della mostra “Archeologia invisibile” che mette al centro i temi della ricerca e dell’interdisciplinarietà per addentrarsi nella biografia dei reperti egittologici. Sul sito del museo la novità del Virtual tour in 3D | archeologiavocidalpassato). Chi fosse interessato può scrivere a Virginia Cimino: virginia.cimino@museoegizio.it. Oratori di spicco illumineranno la discussione il 28 novembre 2023, tra cui Guido Tonelli (CERN), Maurizio Ferraris (università di Torino), Andrea Augenti (università di Bologna), David Pantalony (Ingenium), Paolo Del Vesco (museo Egizio), Luca Ciabarri (università di Milano), Stuart Walker (Manchester Metropolitan University), Enrico Giannichedda (università Cattolica del Sacro Cuore). La conferenza sarà in lingua inglese e potrà essere seguita anche in diretta e, più tardi, in differita su Facebook Youtube, offrendo a un pubblico globale l’opportunità di interagire su questi temi.

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La locandina della mostra “Archeologia invisibile” al museo Egizio di Torino

Con più di 40 istituzioni scientifiche coinvolte nel progetto, la mostra ha sottolineato la crescente collaborazione tra Egittologia e Scienze Naturali nello studio dei reperti archeologici e come l’archeometria (sempre più utilizzata dal museo Egizio come metodo standard per indagare gli oggetti) stia cambiando il modo in cui una collezione può essere esplorata, conservata e, infine, presentata ai visitatori. Naturalmente, l’archeometria fornisce informazioni sulla materialità di oggetti che altrimenti sarebbero inaccessibili e invisibili ad occhio nudo, e questo permette ai ricercatori di colmare le lacune su ciò che non si sa della storia/biografia degli oggetti (chi li ha realizzati, perché, quando, dove, con quali materiali ecc.) per definire, ad esempio, i modi migliori per conservarli. L’apertura a discipline esterne all’egittologia è ormai un presupposto indispensabile per dibattere questi argomenti. Da qui il desiderio di coinvolgere alla conferenza molte persone provenienti da contesti diversi, tra cui antropologi fisici e culturali, filosofi, sociologi, archeologi, paleopatologi, storici, scienziati del patrimonio, curatori di musei, museologi e specialisti di intelligenza artificiale. La conferenza si articolerà in sei sezioni.

IM/MATERIALE: 28 novembre 2023. Questa sezione affronta in particolare le principali sfide e opportunità che la grande mole di dati generati dall’imaging e dall’analisi archeometrica rappresentano per la pratica museale nel XXI secolo. Da un lato, le tecnologie digitali consentono di valorizzare la tradizionale pratica museale di copiare gli originali in termini di complessità, durabilità, interazione e diffusione; dall’altro prevedono negli oggetti digitali (descrizioni data-driven di oggetti reali che riassemblano tutti i dati scientifici in nuovi schemi digitali) l’emergere di una nuova forma di materialità, ovvero “una traiettoria di materialità che collega la nostra comprensione comune del digitale all’analogico, dell’informazione al materiale, del sistema alle strutture, della conoscenza alla forma” (Geismar 2018). I contributi metteranno anche in discussione la tradizionale esclusione della tecnologia dalla cultura, esplorando se, nelle pratiche museali, gli oggetti digitali possano essere finalmente intesi come esperienze culturali indipendenti e autentiche in dialogo con gli oggetti.

IN/VISIBILE: 29 novembre 2023. Le indagini scientifiche sugli oggetti antichi hanno portato a una maggiore comprensione della loro materialità, producendo nuove informazioni utili per la loro conservazione e per i loro significati storici. L’archeometria, infatti, restituisce un’immagine diversa ma complementare degli oggetti, attraverso la caratterizzazione e la ricostruzione della biografia dell’oggetto, analizzando le tracce naturali e artificiali lasciate durante la sua vita. In questa sezione scienziati ed egittologi, che hanno contribuito alla mostra con le loro ricerche, delineano il quadro teorico ed empirico presente e futuro della collaborazione tra Scienze Umane e Scienze Naturali.

IN/TANGIBILE: 29 novembre 2023. In questa sezione Filosofia, Sociologia, Archeologia, Antropologia Culturale, Scienze dei Materiali e Storia del Design mettono a confronto ricerche, metodi ed esperienze, per comporre un’introduzione transdisciplinare alla natura degli oggetti e, all’intersezione tra patrimonio materiale e immateriale, alla loro capacità di attivare (agency) e incorporare (object biography) le esperienze della cultura nel tempo.

DE/CODED: 30 novembre 2023. I contributi di questa sezione approfondiscono l’argomento precedente di esplorare come un ecosistema digitale stia catalizzando nuove e diverse forme di azione umana nell’ambiente culturale. La disponibilità senza precedenti di una tale quantità di dati e immagini di oggetti museali non ha senso senza l’analisi per sbloccare connessioni e conoscenze altrimenti fuori dalla portata delle sole capacità umane. Nel quadro generale della trasformazione digitale delle istituzioni culturali, un ambito che merita particolare attenzione è quello delle applicazioni dell’AI e dei Big Data nei campi della gestione delle collezioni e della ricerca scientifica e delle più recenti strategie per ottimizzare gli impatti digitali sull’engagement e la divulgazione museale.

UN/PERCEPITO: 30 novembre 2023. Questa sezione ripercorre il rapporto soggetto-oggetto, ma questa volta affronta alcune questioni riguardanti il primo. Quando si è sviluppato il nostro senso del tempo e della bellezza? Cosa succede alla mente quando ci troviamo di fronte a un oggetto antico o a un’opera d’arte? Quando le tecnologie digitali possono catalizzare o sconvolgere le esperienze culturali? Come può armonizzarsi la dicotomia tra reale e digitale in una percezione aumentata del mondo? Un dialogo tra Museologia e Neuroscienze esplorerà come le strategie museali potrebbero supportare nuove comprensioni del patrimonio culturale e, più in generale, nuove esperienze del mondo degli oggetti che ci circondano.

UN/CONNECTED: 30 novembre – 1° dicembre 2023. L’ultimo giorno del simposio porta il discorso sull’agenzia degli oggetti nel quadro più ampio di ciò che è diventato l’ecosistema museale digitale più di tre anni dopo lo scoppio della pandemia globale. Torneremo alla domanda su cosa rappresentino i musei, a chi si rivolgono e, soprattutto, come possano abbracciare e reindirizzare un cambiamento che non si limiti alla sola innovazione tecnologica, ma sia radicato nelle più ampie trasformazioni storiche, culturali e sociali che modellano il rapporto tra musei, società e media nel 21° secolo. In particolare, questa sezione esplora i nuovi significati e le nuove esigenze della curatela museale, soprattutto nel contesto della digitalizzazione delle collezioni, e i rischi che possono sorgere quando questa mediazione viene interpretata come un fatto puramente tecnico. Infine, si presta attenzione a come la comprensione dei comportamenti, dei bisogni e delle vulnerabilità del nuovo pubblico digitale sia fondamentale per costruire un ambiente digitale che sia reattivo alle persone e crei connessioni piuttosto che isolamento.