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Al via il XIII Aquileia Film Festival: sette serate tra archeologia, storia e attualità, con film, conversazioni e libri. Omaggio a Pasolini. Focus sulle produzioni girate in Friuli-Venezia Giulia

Sette serate tra archeologia, storia e attualità. Apertura con omaggio a Pasolini. Il 26 luglio 2022 prende il via la tredicesima edizione dell’Aquileia Film festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, che animerà Aquileia con film, conversazioni e libri fino al 2 agosto 2022, sul palcoscenico naturale di piazza Capitolo. Il Festival è organizzato dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm e con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Fvg, PromoTurismoFvg, Fondazione So.Co.Ba., Scuola Mosaicisti del Friuli e il sostegno di Solaris Yachts. Tutte le serate iniziano alle 21 e sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sulla piattaforma Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/o/fondazione-aquileia-46011520753.

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Maria Callas in un frame del film “Medea” di Pier Paolo Pasolini (foto fondazione aquileia)

OMAGGIO A PASOLINI: 26 LUGLIO. Il Festival si apre martedì 26 luglio 2022 con una serata-evento dedicata al centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini in collaborazione con La Cineteca Del Friuli. L’appuntamento è alle 21 in piazza Capitolo per la visione di “Medea”, pietra miliare della storia del cinema italiano, realizzata nel 1969 e diretta da Pasolini che rilegge il mito e affida la parte della protagonista alla “divina” Maria Callas. Il suo intento è riflettere sull’incontro-scontro tra culture diverse rappresentate da Medea e Giasone. Le riprese esterne furono girate anche nella laguna di Grado, luogo scoperto grazie all’amicizia con il pittore friulano Giuseppe Zigaina, che lo portò in visita anche agli scavi e alla basilica di Aquileia. Ne parleremo con la figlia Alessandra Zigaina, giornalista e con la professoressa Francesca Agostinelli, curatrice della mostra attualmente in corso a Grado dedicata ai disegni inediti di Pasolini. Conduce l’incontro Elena Commessatti, giornalista e scrittrice, che ci porterà alla scoperta di un Pasolini intimo e inedito.

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Frame del film “Thalassa. Il racconto” di Antonio Longo

LE SERATE DELL’ARCHEOLOGIA: 27-28-29 LUGLIO. Film e conversazioni sotto le stelle si alterneranno sul palco davanti alla basilica dei Patriarchi per un’edizione che entrerà nel vivo delle serate dell’archeologia il 27 luglio e proporrà cinque film in concorso, tra i quali gli spettatori sceglieranno il vincitore del Premio Aquileia, un mosaico opera della Scuola Mosaicisti del Friuli. Mercoledì 27 luglio 2022 il pubblico potrà lasciarsi catturare dall’affascinante avventura dell’archeologia subacquea nel Mediterraneo raccontata nel film “Thalassa, il racconto” e scoprire la minaccia di una eruzione nei Campi Flegrei che metterebbe in pericolo i milioni di residenti della città di Napoli grazie alle ricerche degli scienziati protagonisti del documentario La prossima Pompei. Giovedì 28 luglio 2022 si viaggerà tra gli antichi porti dell’impero romano, da Narbo Martius, importante colonia nel sud della Francia descritta in “Narbonne, la seconda Roma” a Portus (Ostia antica) protagonista del cortometraggio “Ecco che cominciamo a dipinger con la pietra”. L’acqua, elemento determinante e preziosa risorsa che ha consentito lo sviluppo di città e aree strategiche dell’impero romano, tra cui Aquileia, sarà il filo conduttore delle due serate e l’elemento attorno a cui si svilupperanno i dialoghi condotti da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

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Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva

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Fabio Pagano, direttore Campi Flegrei

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Paolo Giulierini, direttore del Mann

Ospiti sul palco del Festival mercoledì 27 luglio Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli e Fabio Pagano, direttore parco archeologico Campi Flegrei, mentre giovedì 28 luglio i protagonisti saranno Marta Novello, direttrice del museo Archeologico nazionale di Aquileia insieme a Edino Valcovich e Chiara Mistelli, referenti del MuCa – Museo della Cantieristica di Monfalcone.

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Locandina del film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois

Venerdì 29 luglio 2022 il Festival entra nella stretta attualità e attraverso il film “Il testamento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois, interamente girato dentro al Museo archeologico di Aleppo durante la guerra civile in Siria del 2011, vuole rilanciare un messaggio di speranza perché la cultura intesa come conoscenza dell’altro può e deve essere un’alternativa ai conflitti che coinvolgono l’umanità. La pellicola mostra per la prima volta al pubblico la corsa contro il tempo di archeologi, operai e custodi che dieci anni fa portarono in salvo 24mila reperti del museo di Aleppo sotto i bombardamenti mettendo al sicuro un patrimonio archeologico fondamentale per la storia del Vicino Oriente.

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Suad Amiry, scrittrice e architetto palestinese

Con Suad Amiry, scrittrice e architetto palestinese, fondatrice del Riwaq Centre a tutela del patrimonio architettonico e culturale palestinese a Ramallah, parleremo dei patrimoni culturali a rischio durante le guerre. La scrittrice, nata a Damasco, ha vissuto tra Amman, Damasco, Beirut e Il Cairo. Vincitrice del Premio Nonino Risit d’Aur nel 2014, da sempre si batte per la pace in Medio Oriente.

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Frame del film “La scelta di Maria” con Sonia Bergamasco e Cesare Bocci (foto fondazione aquileia)

TRA STORIA E ARCHEOLOGIA: LE PRODUZIONI GIRATE IN FRIULI VENEZIA GIULIA: 31 LUGLIO – 1 E 2 AGOSTO. Domenica 31 luglio 2022, alle 21, dopo il grande successo televisivo, viene proiettato sulla piazza di Aquileia “La scelta di Maria”, il docu-film girato ad Aquileia e prodotto da Anele che ripercorre la vicenda storica, politica e sociale del Milite Ignoto, attraverso le interpretazioni di Sonia Bergamasco nel ruolo della Madre d’Italia Maria Bergamas, di Cesare Bocci nel ruolo del Ministro della Guerra Luigi Gasparotto e di Alessio Vassallo nei panni del tenente Augusto Tognasso. Intrecciando la narrazione fiction a preziosi repertori d’epoca, animazioni originali e una serie di “interviste ricostruite” ai protagonisti. A seguire la conversazione via Zoom con Cesare Bocci, condotta da Elena Commessatti.

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Frame del film “Il cammino della Postumia”

Lunedì 1° agosto 2022 sul grande schermo sarà la volta de “Il cammino della Postumia”. La Via Postumia – una delle più importanti e strategiche vie consolari dell’impero romano, cruciale per i collegamenti est ovest all’interno della penisola italica – univa Genova con Aquileia, creando un ponte tra le regioni della Gallia e dell’odierna Spagna con l’impero dell’est e le vie commerciali dell’est. Paolo Rumiz la percorre a piedi nel tratto da Cremona ad Aquileia e la racconta in questo filmato. Seguirà la conversazione con Paolo Rumiz, giornalista, scrittore, viaggiatore condotta da Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia. Il Festival si chiude martedì 2 agosto 2022 con la proiezione del pluripremiato documentario “Langobardi – Alboino e Romans”. Un docufilm dedicato al mondo longobardo che, attraverso un equilibrio tra cinema e divulgazione storica ed archeologica, racconta la storia del re Alboino, dell’arrivo del popolo longobardo nella penisola italiana, e della nascita del villaggio di Romans, importante presidio militare friulano che ci ha restituito una delle più grandi necropoli longobarde d’Italia. Elena Commessatti modera la conversazione con Matteo Grudina, presidente dell’associazione Invicti Lupi.

Aquileia. La scrittrice palestinese Suad Amiry presenta in piazza Capitolo il libro “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea”. Prenotazione obbligatoria e ingresso col Green Pass. Evento collaterale alla mostra “Da Aquileia a Betlemme. Un mosaico di fede e bellezza” a Palazzo Meizlik

Ad Aquileia l’incontro con la scrittrice palestinese Suad Amiry (foto fondazione aquileia)

aquileia_fondazione_logoGiovedì 26 agosto 2021, alle 21, in piazza Capitolo ad Aquileia, la scrittrice Suad Amiry presenta il suo libro “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea” (Mondadori, 2020). Modera Elena Commessati, scrittrice e giornalista, con la partecipazione di Cinzia Biondi, lettura scenica, e Taisir Hasbun, oud e nay (liuto e flauto orientale). Prenotazione obbligatoria sul link Incontro con Suad Amiry – Presentazione di “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea” | Fondazione Aquileia. Si ricorda l’obbligo di Green Pass per accedere all’evento. Suad Amiry è una scrittrice e un architetto palestinese, fondatrice del Riwaq Centre for Architectural Conservation a Ramallah, dove risiede. Nata a Damasco, ha vissuto tra Amman, Damasco, Beirut e Il Cairo, ha studiato architettura all’American University of Michigan, specializzandosi infine a Edimburgo. Attualmente si muove tra Ramallah, New York e l’Umbria. Suad Amiry ha scritto Sharon e mia suocera” (2003), a cui hanno fatto seguito “Se questa è vita” (2005), “Niente sesso in città” (2007), “Murad Murad” (2009), “Golda ha dormito qui” (2013) e “Damasco” (2016), tutti pubblicati da Feltrinelli. Ha vinto il premio internazionale Viareggio Versilia nel 2004 e il premio Nonino Risit d’Aur nel 2014.

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La copertina del libro “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea” di Suad Amiry

Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea. Palestina, 1947. Giaffa è una città viva di mercati, caffè, strade affollate, aperta sul mare pescoso e chiusa da distese immense di aranceti profumati. Subhi è un ragazzo che sogna di diventare il Miglior Meccanico della città. È in effetti un talento e quando riesce a riparare una pompa d’irrigazione, il ricco uomo d’affari che lo ha messo alla prova gli fa confezionare, in segno di riconoscenza, un abito inglese in lana di Manchester. Subhi è al settimo cielo e con quell’abito acquista una nuova consapevolezza di sé e della città in cui si muove, ma soprattutto immagina di indossarlo, malgrado il caldo, per fare colpo sulla ragazza dei suoi sogni, la giovanissima e bellissima Shams. Peccato che non siano tempi facili, tanto più per le storie d’amore: gli inglesi, che da oltre vent’anni amministravano la Palestina, dichiarano concluso il loro mandato e finiscono con il fomentare le già forti tensioni tra gli ebrei sempre più numerosi e i residenti palestinesi. Nel 1948 arriva l’attacco deliberato, quello che fu chiamato Nakba, la catastrofe: le forze israeliane ben equipaggiate dalla Gran Bretagna bombardano Giaffa senza pietà, la occupano, la riducono a una città fantasma. Traditi gli accordi, sono disperse centinaia di famiglie, le abitazioni e gli aranceti sono espropriati, la vita quotidiana è sfigurata da uno stato di polizia. E in quel teatro di caos e di morte le giovani anime di Subhi e Shams, perduti l’uno all’altra, disegnano sulla mappa della Storia il loro destino, senza rassegnazione, illuminati dalla certezza di appartenere a una terra, alla gente che l’ha abitata, a una avventurosa speranza, che, come in un sogno, è di volta in volta l’apparizione di una mucca sfortunata, la morbida eleganza della lana di Manchester, o un coloratissimo volo di aquiloni. Suad Amiry ha saputo ascoltare i veri protagonisti di questo racconto, ha saputo narrare con sapienza e humour una promessa d’amore, ha saputo mettere nel cuore di un ragazzino la meraviglia di esistere e ha intessuto tutto questo dentro una delle pagine più drammatiche e meno note del secolo scorso.

La locandina della mostra “Da Aquileia a Betlemme. Un mosaico di fede e bellezza” a Palazzo Meizlik dall’11 luglio al 30 settembre 2021

L’evento promosso da Fondazione Aquileia è abbinato alla mostra “Da Aquileia a Betlemme. Un mosaico di fede e bellezza” a Palazzo Meizlik di Aquileia fino al 30 settembre 2021, che celebra la rinascita della Basilica della Natività di Betlemme e la storia dell’evoluzione della Basilica di Aquileia. Il percorso espositivo si snoda in due sezioni: la sezione Betlemme, curata da Taisir Hasbun, Alessandro Fichera e Tommaso Santi si avvale del progetto di scavo e restauro durato dieci anni come di un filo che permette di ricucire attraverso testi, foto e video la storia del monumento più antico della Cristianità per concludersi con un video dove viene letteralmente svelata la Basilica nella sua ritrovata bellezza (vedi A Palazzo Meizlik di Aquileia apre la mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” che celebra quel filo ancora inesplorato che unisce la Basilica della Natività a Betlemme e la Basilica di Aquileia, entrambe tappa e meta di pellegrinaggi, entrambi siti Patrimonio dell’Umanità | archeologiavocidalpassato).