Pertosa (Sa). Iniziata la campagna 2025 di ricerche archeologiche nelle Grotte di Pertosa-Auletta, dove c’è l’unico insediamento palafitticolo sotterraneo d’Europa

Speleo-archeologi impegnati nello scavo all’interno delle Grotte di Pertosa-Auletta (Sa) (foto sabap-sa-av)

È iniziata la campagna 2025 di ricerche archeologiche nelle Grotte di Pertosa-Auletta, nota cavità turistica in provincia di Salerno, riaperta al pubblico – dopo la chiusura invernale – il 14 febbraio 2025. L’attuale cantiere di scavo è stato impiantato a circa 40 metri dall’ingresso in grotta, in un’area particolarmente ricca di reperti e di strutture antiche. Un’équipe specializzata in spelo-archeologia conduce l’esplorazione del deposito stratificato, situato nell’alveo del fiume sotterraneo. Le indagini sono svolte, in regime di concessione ministeriale, dalla Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente, in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Al progetto scientifico prendono parte anche l’Istituto Centrale per l’Archeologia e il Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”. Collaborano, inoltre, la Società Iren S.p.a., i comuni di Pertosa e Auletta.

Grotte di Pertosa-Auletta (Sa): giacimento archeologico sommerso (foto sabap-sa-av)

Grotte di Pertosa-Auletta (Sa): giacimento archeologico all’asciutto (foto sabap-sa-av)
Il giacimento archeologico presente nell’ampia antegrotta, noto sin dalla fine dell’Ottocento, ha la particolarità di essere generalmente sommerso a causa di una diga eretta a fini di sfruttamento idroelettrico. Per consentire le ricerche, infatti, l’invaso idrico artificiale deve essere completamente svuotato facendo in modo che le acque sotterranee scorrano in condizioni naturali.
La maggiore evidenza archeologica è rappresentata da un’estesa struttura palafitticola datata col radiocarbonio all’età del Bronzo (attorno a 3500 anni fa), che costituisce l’unico insediamento palafitticolo sotterraneo finora noto in Europa. Questo patrimonio straordinario, unito a stratificazioni che coprono un arco temporale di 8.000 anni, rendono le Grotte un sito fondamentale per lo studio delle relazioni uomo-ambiente.
San Marzano del Sarno (Sa). In sala consiliare la “Le necropoli di San Marzano del Sarno tra Età del Ferro e Orientalizzante” con Raffaella Bonaudo, soprintendente ABAP di Salerno e Avellino del ciclo di incontri promossi dal Comune con l’associazione internazionale Amici di Pompei


Raffaella Bonaudo, soprintendente ABAP di Salerno e Avellino
Venerdì 24 gennaio 2025, alle 18, nell’aula consiliare di San Marzano sul Sarno (Sa), in piazza Umberto I 2, la conferenza “Le necropoli di San Marzano del Sarno tra Età del Ferro e Orientalizzante” con Raffaella Bonaudo, soprintendente ABAP di Salerno e Avellino, secondo incontro del ciclo di conferenze, voluto dal Comune di San Marzano sul Sarno (Sa), con la collaborazione dell’associazione Internazionale Amici di Pompei ETS, per approfondire la storia e l’archeologia della valle del Sarno e, in particolare, del territorio di San Marzano. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di San Marzano sul Sarno Andrea Annunziata, introduce il professore Luca Cerchiai dell’università di Salerno.

Carretto miniaturistico in bronzo (seconda metà del IX secolo a.C.) proveniente dalla tomba 232, maschile di alto rango, rinvenuta a San Marzano sul Sarno (Sa) conservato al museo della Valle del Sarno (foto drm-cam)
L’importanza dell’archeologia della Valle del Sarno, tra Età del Ferro e Orientalizzante, è stata messa in luce da Patrizia Gastaldi in una serie di contributi degli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, che hanno sistematizzato interventi di scavo archeologico effettuati nei territori di San Marzano e San Valentino Torio nel decennio precedente. Da questi si comprende l’assetto dei territori interni della piana campana, in un momento storico particolarmente critico durante il quale le spinte da Nord degli Etruschi e l’insediamento dei Greci lungo le coste imponevano una ristrutturazione complessiva delle dinamiche di relazione tra le differenti componenti. Dopo la sistemazione della documentazione archeologica, elaborata nel 2001 da Marisa De Spagnolis, sono mancati studi organici che tenessero conto dell’aumento delle conoscenze derivante dalle indagini archeologiche che, benché limitate a interventi di piccole dimensioni, hanno continuato ad essere condotte nel territorio. L’incremento delle attività edilizie in relazione con le successive fasi di approvazione dei piani urbanistici dei due comuni negli ultimi anni hanno portato alla luce nuovi contesti archeologici che contribuiscono a chiarire e arricchire il quadro il quadro già delineato da Patrizia Gastaldi per l’ideologia funeraria di queste comunità.

Una delle sale al primo piano del museo delal Valle del Sarno, in cui sono esposti e ricostruiti i corredi tombali delle necropoli Valle del Sarno (foto drm-cam)
La relazione di Raffaella Bonaudo proverà a mettere a fuoco quanto è stato possibile recuperare grazie ai nuovi interventi di scavo in termini di quantità della documentazione, chiarendo la distribuzione delle evidenze, laddove possibile per fasi cronologiche, e in termini di qualità delle attestazioni rispetto a produzioni e tipologie. Nel corso dell’intervento, una parte sarà dedicata anche alle modalità con cui la Soprintendenza effettua la propria tutela su questi territori, in attesa di acquisire nuovi elementi dal prossimo restauro dei materiali.
Napoli. A Palazzo Reale, sede Sabap, si firma l’accordo per la tutela paesaggistica e valorizzazione dei vigneti campani: progetto innovativo di tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e agricolo campano

La Regione Campania, la soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli, la soprintendenza ABAP per le province di Caserta e Benevento, la soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino uniscono le forze per un progetto innovativo di tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e agricolo campano. L’accordo, che sarà ufficialmente firmato il 29 novembre 2024, alle 10, nella Sala Giovanni Carbonara di Palazzo Reale a Napoli, rappresenta un passo concreto per la salvaguardia dei vigneti campani, simbolo di tradizione e qualità, e per la promozione di un’agricoltura sostenibile e integrata con il paesaggio storico-culturale della regione. Interverranno Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli e per le province di Caserta e Benevento; Nicola Caputo, assessore all’Agricoltura della Regione Campania; Ciro Lungo, Comandante della Regione Carabinieri Forestale “Campania”; Raffaella Bonaudo, soprintendente ABAP per le province di Salerno e Avellino; Maria Passari, direttore generale delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Campania; Giuseppe Rosario Mazzeo, dirigente UOD Politica Agricola Comune della Regione Campania; Sonia Colandrea, funzionario responsabile ufficio rapporti e accordi istituzionali della SABAP NA-MET. L’Accordo sancisce una collaborazione istituzionale tra la Regione Campania e le Soprintendenze, per garantire la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico nel contesto delle attività agricole, con particolare riferimento agli interventi di impianto e reimpianto di vigneti. L’obiettivo principale è quello di snellire i processi tecnico-amministrativi, rispettando al contempo le normative di tutela vigenti. Le Finalità dell’accordo sono quelle di razionalizzare le procedure per il rilascio delle autorizzazioni necessarie, garantire la tutela del patrimonio archeologico, storico-artistico e paesaggistico regionale e promuovere un dialogo costruttivo tra le istituzioni coinvolte e i soggetti privati. L’iniziativa rappresenta un passo significativo verso una gestione integrata e sostenibile del territorio campano, coniugando la salvaguardia del patrimonio culturale con le esigenze del settore agricolo.
Salerno. Alla pinacoteca provinciale presentazione degli atti del VII Convegno dei Dialoghi sull’Archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo “L’eterna contemporaneità dell’Antico. Passato e presente, un dialogo inevitabile” (edizioni Pandemos)
Giovedì 23 maggio 2024, alle 18, alla Pinacoteca provinciale di Salerno presentazione degli atti del VII Convegno dei Dialoghi sull’Archeologia “L’eterna contemporaneità dell’Antico. Passato e presente un dialogo inevitabile” (edizioni Pandemos) promossa dalla Fondazione Paestum. Dopo gli indirizzi di saluto di Francesco Morra, delegato alla Cultura della Provincia di Salerno, intervengono Alfonso Amendola, docente di Sociologia dei processi culturali dell’università di Salerno; Armando Bisogno, docente di Filosofia medievale e umanistica dell’università di Salerno; Raffella Bonaudo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Coordina Erminia Pellecchia, giornalista de “Il Mattino”. Saranno presenti i curatori e alcuni autori.
Il VII convegno internazionale di studi Dialoghi sull’Archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo “L’eterna contemporaneità dell’antico: passato e presente un dialogo inevitabile” si è tenuto a Paestum il 27-29 ottobre 2022, per affrontare, grazie al contributo di studiosi italiani e stranieri, la concezione dell’Antico nella contemporaneità. Il tema è stato trattato nelle sue varie declinazioni: il rapporto fra Antico e Archeologia, l’estetica dell’Antico, metodi e forme della comunicazione dell’Antico nella società contemporanea, la problematica delle applicazioni tecnologiche, della transizione ecologica e del loro impatto sui paesaggi e sul patrimonio culturale.
Nocera Superiore (Sa). In occasione delle Giornate europee del Patrimonio apre al pubblico la Domus del Decumano di Nuceria e si firma un protocollo d’intesa per la fruizione regolare del sito
Domenica 25 settembre 2022 riaprirà al pubblico il sito archeologico della Domus del Decumano di Nuceria, nel territorio comunale di Nocera Superiore (SA). L’area della Domus del Decumano, nota anche come Proprietà Fasolino, è stata oggetto di scavi archeologici tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta e ha restituito parte degli ambienti di una ricca domus di I-II sec. d.C. e un tratto del Decumano Inferiore della città romana. La riapertura dell’area al pubblico, che rientra nel programma degli eventi organizzati dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Salerno e Avellino in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, è il primo importante risultato dell’intensa e proficua collaborazione tra la Soprintendenza, il Comune di Nocera e le associazioni del territorio, volta alla promozione del ricco patrimonio culturale presente nel territorio di Nocera. Proprio con questo intento, nel corso dell’appuntamento di domenica verrà sottoscritto un protocollo d’intesa tra la Soprintendenza, il Gruppo Archeologico Nuceria e l’associazione socioculturale Vivere Insieme per la gestione dell’area della Domus del Decumano che consentirà la fruizione regolare del sito e l’organizzazione di iniziative di valorizzazione. Alle 10 sono previsti i saluti di Raffaella Bonaudo, soprintendente ABAP per le province di Salerno e Avellino; Simona Di Gregorio, funzionario archeologo della Soprintendenza responsabile del territorio di Nocera; Giovanni Maria Cuofano, sindaco di Nocera Superiore; Giuseppe Ruggiero, presidente del Gruppo Archeologico Nuceria e Pasquale De Pascale, presidente dell’associazione Vivere Insieme, mentre per tutta la durata dell’evento, dalle 9 alle 13, sarà possibile prendere parte alle visite guidate al sito archeologico. Questa importante iniziativa rappresenta, dunque, la prima tappa di un percorso condiviso che permetterà in primo luogo di ampliare l’offerta culturale del patrimonio di Nocera e che in futuro potrà vedere il coinvolgimento di altre istituzioni ed enti presenti sul territorio, attraverso la sottoscrizione di nuovi accordi di collaborazione e la messa in campo di azioni concrete di valorizzazione.
Marina di Camerota (Sa): qui 140mila anni fa vivevano gli elefanti. Nella Grotta del Poggio trovati resti dell’elefante a zanne diritte durante gli scavi delle università di Bologna e Siena, ripresi dopo più di 50 anni di abbandono

Il punto dove sono stati trovati i resti del Palaeoloxodon antiquus nei livelli della Grotta del Poggio a Marina di Camerota (Sa) abitati dall’uomo di Neanderthal (foto unibo)
A Marina di Camerota 140mila anni fa vivevano gli elefanti. È il risultato più eclatante degli scavi condotti, tra il 1° e il 18 settembre 2022, ripresi, dopo più di 50 anni di abbandono, dalle università di Siena e di Bologna in collaborazione con la soprintendenza per le provincie di Salerno e Avellino e il Comune di Camerota (Sa): alla Grotta del Poggio hanno riportato alla luce, nella parte alta della serie stratigrafica, i resti di un grande pachiderma, il Palaeoloxodon antiquus, o elefante a zanne diritte. La presenza di questo animale nei livelli abitati dal Neanderthal, era stata già segnalata, per gli strati più antichi della grotta, dal prof. Arturo Palma di Cesnola negli anni ’60 del secolo scorso. I resti rinvenuti nel corso dell’attuale campagna di scavo appartengono all’osso di un arto e mostrano evidenti tracce di percussione indicative del fatto che l’elefante venne macellato dall’uomo. Le università di Bologna, Dipartimento di Beni culturali, e di Siena, Dipartimento di Scienze fisiche, della Terra e dell’Ambiente – UR Preistoria e Antropologia, hanno infatti ripreso gli scavi alla Grotta del Poggio (Marina di Camerota), un sito preistorico di grande rilievo per la sua potente serie stratigrafica relativa al Paleolitico medio (Uomo di Neanderthal).

L’ingresso protetto della Grotta del Poggio a Marina di Camerota (Sa) (foto unibo)
La Grotta del Poggio fu scoperta nel 1954 dal prof. Pietro Parenzan, dell’università di Napoli. Nel 1964 la Soprintendenza di Salerno incaricò il prof. Arturo Palma di Cesnola dell’università di Siena di condurvi le prime indagini sistematiche. Tra il 1965 e il 1967 Palma di Cesnola effettuò un sondaggio nel deposito archeologico contenuto nella cavità dove vennero identificati 14 strati, ai quali fu attribuita, su basi geologiche e culturali, un’età compresa tra 190 e 130 mila anni fa. Il Poggio contiene dati unici ai fini della ricostruzione del popolamento antico dell’Italia meridionale. Per questo motivo le indagini nel sito rivestono interesse internazionale e vengono finanziate da un progetto ERC advanced dal titolo “Our first steps to Europe: Pleistocene Homo sapiens dispersals, adaptations and interactions in South-East Europe” (FIRSTSTEPS), gestito dall’università di Tubingen (Principal Investigator prof. Katerina Harvati). Il progetto FIRSTSTEPS si focalizza sul primo popolamento dell’Europa da parte di Homo sapiens (il cui più antico arrivo nel nostro Continente si data, in base al fossile umano di Apidima in Grecia, intorno a 200mila anni fa) e sui suoi rapporti con le popolazioni autoctone (i Neanderthal).

Una fase degli scavi archeologici alla Grotta del Poggio condotti dalle università di Bologna e Siena (foto unibo)
Uno dei principali scopi delle nuove ricerche è stato quello di acquisire informazioni biostratigrafiche, cronologiche e comportamentali provenienti da moderni sistemi di indagine stratigrafica e da analisi effettuate con tecnologie all’avanguardia. Per quel che concerne invece la valorizzazione, il fine principale del progetto è quello di inserire attivamente la Grotta del Poggio (come già la Grotta della Cala) all’interno dell’offerta turistica del territorio, dando vita a un percorso virtuoso in cui i risultati della ricerca scientifica possano essere assorbiti e divulgati in tempo reale. L’auspicio è di creare in tal modo una costante, dinamica e vitale osmosi tra il mondo della ricerca e la comunità tutta.






“Magna Grecia nel secondo dopoguerra tra scoperte e tutela: politiche culturali e protagonisti. Omaggio a Juliette de La Genière” è il titolo del convegno internazionale, organizzato dal Dipartimento federiciano di Studi umanistici (con la responsabilità scientifica di Bianca Ferrara) e in collaborazione con il Centre Jean Bèrard di Napoli, in programma il 27 e 28 novembre 2023 nel Complesso di San Marcellino di Napoli, a partire dalle 9.30. Teams diretta streaming ID riunione: 311 312 168 060 Passcode: ruWHxv. L’evento richiama l’attenzione sulle politiche culturali riguardanti il patrimonio archeologico della Magna Grecia nel corso della seconda metà del Novecento. Si tratta di anni che hanno visto profonde trasformazioni sia nel campo della ricerca sia nel campo delle idee e delle pratiche relative alla gestione e alla valorizzazione dei beni culturali dell’Italia meridionale e della Sicilia.
Martedì 14 novembre 2023, alle 12, in Auditorium, il museo Archeologico nazionale di Napoli ospiterà la presentazione del progetto “Positano: la Villa Romana si racconta”, vincitore del bando del ministero dell’Interno per i borghi d’arte, che prevede un’articolata compagna di valorizzazione, che farà anche tappa al Mann. L’incontro si potrà seguire in diretta Facebook sulla pagina del Mann. All’evento parteciperanno Paolo Giulierini, direttore del Mann, con “La villa romana nella nuova sezione Mediterranea”; Cherubino Gambardella, università della Campania “Luigi Vanvitelli”; Giuseppe Guida, sindaco di Positano; Raffaella Bonaudo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino; e Laura Valente, curatrice scientifica del progetto. Le conclusioni saranno affidate a Michele De Lucia, consigliere del ministro della Cultura per le politiche del Mediterraneo. In anteprima sarà presentato il fumetto “Isadora”, realizzato dalla Scuola Italiana di Comix.






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