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Pontecagnano (Sa). Al museo Archeologico nazionale “Gli Etruschi di frontiera” prorogata la mostra “Cavalieri e Sirene. Nuove storie dalla terra” che accende i riflettori sullo straordinario contesto funerario della Tomba 10188

Allestimento della mostra “Cavalieri e Sirene. Nuove storie dalla terra” al museo Archeologico nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera” (foto sabap-sa-av)

Visto il grande interesse del pubblico, l’esposizione temporanea “Cavalieri e Sirene. Nuove storie dalla terra”, allestita al museo Archeologico nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera”, è prorogata fino al 15 novembre 2026. Inaugurata il 27 settembre 2026 in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, la mostra, curata dalla soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino in collaborazione con la direzione regionale Musei nazionali della Campania, accende i riflettori sullo straordinario contesto funerario della Tomba 10188, una rarissima tomba “a cubo” risalente alla prima metà del VI secolo a.C., rinvenuta di recente a Pontecagnano durante scavi di archeologia preventiva (vedi Pontecagnano Faiano (Sa). Al museo Archeologico nazionale “Gli Etruschi di frontiera” aperta la mostra “Cavalieri e sirene: nuove storie dalla terra” col contesto funerario di eccezionale rilievo della Tomba 10188 (VI sec. a.C.) del tipo “a cubo” scoperta nei mesi scorsi durante un intervento di archeologia preventiva – archeologiavocidalpassato).

Cinerario della Tomba 10188, un cratere figurato di produzione corinzia (foto sabap-sa-av)

La mostra presenta un contesto funerario di eccezionale rilievo, rinvenuto nei mesi scorsi durante un intervento di archeologia preventiva a Pontecagnano Faiano. Nel settore meridionale del lotto è stato individuato un gruppo di quattro sepolture databili alla prima metà del VI secolo a.C., purtroppo in parte distrutte da un impianto fognario moderno. Tra queste si distingue, per eccezionalità, la Tomba 10188 costituita da un cratere figurato – prodotto a Corinto – che ospitava le ossa combuste del defunto. La Tomba 10188, risalente alla prima metà del VI secolo a.C., appartiene alla tipologia “a cubo”, piuttosto rara nel sito, costituita da un blocco in travertino posto a protezione di un vaso utilizzato come urna cineraria. Nel caso della Tomba 10188 il cinerario è costituito da un cratere figurato di produzione corinzia, decorato con cavalieri al galoppo, su un lato, e con una sirena affiancata da cavalieri affrontati sull’altro. Numerosi elementi indicano che la sepoltura appartenesse a un personaggio di rango elevato nell’ambito della comunità dell’antico centro etrusco: la particolare tipologia della struttura della tomba, l’uso come cinerario del cratere, elemento centrale del simposio destinato alla mescita del vino, il rituale funerario dell’incinerazione nonché la decorazione figurata del vaso importato direttamente dalla Grecia.

Salerno-Fisciano-Caselle in Pittari (Sa). Al via il primo convegno interamente dedicato a “Caselle in Pittari: un insediamento della Lucania antica”: tre giornate di studio, confronto e condivisione dei risultati delle ricerche dell’università di Salerno, con la soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino. Ecco il programma

Al via il primo convegno interamente dedicato a “Caselle in Pittari: un insediamento della Lucania antica”: il 7, 8 e 9 ottobre 2026 tre giornate di studio, confronto e condivisione dei risultati delle ricerche condotte dall’équipe dell’università di Salerno, in collaborazione con la soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino. Le indagini condotte dall’università di Salerno a Caselle in Pittari negli ultimi dieci anni hanno portato alla luce un immenso e significativo patrimonio archeologico ed epigrafico che rende questo insediamento lucano di particolare interesse, benché ancora molti siano gli aspetti da chiarire. Pertanto, l’incontro costituisce l’occasione per presentare i risultati delle ricerche condotte nel sito e metterli a confronto con quelli provenienti dalle indagini svolte negli ultimi anni nei siti del basso Tirreno, in particolare quelli che ricadono nel territorio compreso fra le valli del Mingardo e del Lao, nonché con quelli della Lucania interna. Il convegno, dunque, prevede la presentazione dei lavori dei gruppi di ricerca attivi nei diversi centri, con l’obiettivo di riaprire il dibattitto sui temi legati ai sistemi insediativi e, in particolare, ai luoghi di culto e alle pratiche rituali nel mondo italico a cui è dedicata la tavola rotonda. Le sessioni vedranno l’attiva partecipazione di illustri studiosi, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni da tempo impegnati nella tutela e nella valorizzazione di questo importante patrimonio archeologico.

PROGRAMMA 7 OTTOBRE 2026, alle 10, apertura dei lavori a Palazzo Ruggi d’Aragona, in via Tasso a Salerno, sede della soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, con i saluti istituzionali: Virgilio D’Antonio, magnifico rettore dell’università di Salerno; Armando Bisogno, direttore del dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale – UniSa; Luigi La Rocca, capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale – MIC; Anna Onesti, soprintendente ABAP Sa-Av; Mauro Menichetti, direttore del laboratorio di Archeologia “Mario Napoli” – UniSa; Francesco Colace, direttore del Centro ITC per i Beni culturali – UniSa. CASELLE IN PITTARI, IL TERRITORIO: presiede Luigina Tomay. Alle 10.30, Antonia Serritella (UniSa) “Caselle in Pittari, la città ritrovata”; 11, Ettore Valente, Elda Russo Ermolli, Giuseppina Balassone (UniNa), Domenico Guida, Mario Valiante (UniSa) “Aspetti geologici e geomorfologici del sito di Laurelli”; 11.30, pausa caffè; 12, Elio De Magistris (UniSa) “Viabilità e territorio fra le valli del Mingardo e del Bussento”. CASELLE IN PITTARI, GLI SPAZI DELL’INSEDIAMENTO: presiede Anna Onesti. Alle 12.30, Luigi Capozzoli, Gregory De Martino (IMIOT-CNR), Enzo Rizzo (UniFe) “Le indagini geofisiche”; 13, Antonio Serritella, Maria Luigia Rizzo, Michele Scafuro (UniSa) “La ricostruzione dell’impianto urbanistico, gli edifici e i contesti”; 13.30, pausa pranzo. CASELLE IN PITTARI, IL SACRO: presiede Marina Cipriani. Alle 14.30, Maria Luigia Rizzo, Chiara Comegna (Unisa), Celestino Grifa (UniSannio) “Il complesso sacro”; 15, Michele Scafuro (UniSa) “I culti e i riti”; 15.30, Paolo Poccetti (Uni Tor Vergata), Luigi Vecchio (UniSa) “Le dediche”; 16, pausa caffè. CASELLE IN PITTARI, IL RESTAURO DIGITALE: presiede Elena Russo. Alle 16.30, Francesco Colace, Angelo Lorusso, Michele Pellegrino, Domenico Santaniello (Unisa) “Valorizzare il patrimonio digitale nell’era digitale: restauro virtuale, ambienti immersivi e nuove forme di fruizione nell’area archeologica di Laurelli”; 17, discussione e presentazione dei poster.

PROGRAMMA 8 OTTOBRE 2026, alle 10, nell’aula Pecoraro dell’università di Salerno, a Fisciano (Sa). IL QUADRO DEGLI INSEDIAMENTI NEL BASSO TIRRENO: presiede e introduce Luca Cerchiai (Unisa). Alle 10, Salvatore De Vincenzo (UniTuscia), Gianluca Soricelli (UniMolise) “Roccagloriosa: nuovi dati dagli scavi sul pianoro sud-est”; 10.30, Helenia Fracchia (università di Alberta, Canada) “Roccagloriosa: il centro fortificato e il suo territorio”; 11, Simona Di Gregorio, Maria Tommasa Granese, Elena Russo (Sabap Sa-Av) “Testimonianze insediative nel golfo di Policastro”; 11.30, pausa caffè; 12, Fabrizio Mollo (UniMe) “Gli insediamenti delle Valli del Noce e del Lao e del sito di Santa Gada di Laino Borgo”; 12.40, Fabrizio Sudano (MarRC), Stefania Mancuso (Libera università di Lingue e comunicazione di Milano) “La polis di Terina tra topografia e organizzazione urbanistica”; 13.10, Paolo Poccetti (Uni Tor Vergata) “Un quadro dei rinvenimenti epigrafici in Lucania”; 13.40, pausa pranzo; 14.30, discussione finale: coordina Angela Pontrandolfo (emerito Unisa); ne discutono Luca Cerchiai, Emanuele Greco, Adriano La Regina, Giovanni Mastronuzzi, Massimo Osanna, Paolo Poccetti, Carlo Rescigno e Luigi Vecchio.

PROGRAMMA 9 OTTOBRE 2026, giornata conclusiva a Caselle in Pittari, nella Sala Consiliare del Comune. Alle 11, saluti istituzionali: Giampiero Nuzzo, sindaco di Caselle in Pittari; Virgilio D’Antonio, magnifico rettore dell’università di Salerno; Anna Onesti, soprintendente ABAP Sa-Av; Giuseppe Coccorullo, presidente parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; Giuseppe Tuozzo, presidente BCC Magna Grecia; Mauro Menichetti, direttore del laboratorio di Archeologia “Mario Napoli” – UniSa; Francesco Colace, direttore del Centro ITC per i Beni culturali – UniSa. TAVOLA ROTONDA “Un progetto di valorizzazione per l’area archeologica di Laurelli”: coordina Anna Onesti; intervengono: Roberto Cavaliere, Giuseppe Coccorullo, Francesco Colace, Domenico Guida, Elena Russo, Antonio Pellegrino, Gianluca Ragone, Jepis Rivello, Maria Luigia Rizzo, Michele Scafuro, Antonia Serritella, Michele Speranza, Giuseppe Tuozzo, Ottavia Voza. Alle 13, pranzo con prodotti tipici del luogo; 14.30, visita all’area archeologica; 17, partenza per Salerno.

Pontecagnano Faiano (Sa). Al museo Archeologico nazionale “Gli Etruschi di frontiera” aperta la mostra “Cavalieri e sirene: nuove storie dalla terra” col contesto funerario di eccezionale rilievo della Tomba 10188 (VI sec. a.C.) del tipo “a cubo” scoperta nei mesi scorsi durante un intervento di archeologia preventiva

Il rinvenimento della Tomba 10188 “a cubo” a Pontecagnano Faiano in un intervento di archeologia preventiva (foto sabap-sa)

Domenica 27 settembre al 25 ottobre 2026, al museo Archeologico nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera” (Sa) si può visitare la mostra “Cavalieri e sirene, nuove storie dalla terra”, un contesto funerario di eccezionale rilievo, rinvenuto nei mesi scorsi durante un intervento di archeologia preventiva a Pontecagnano Faiano. Nel settore meridionale del lotto è stato individuato un gruppo di quattro sepolture databili alla prima metà del VI secolo a.C., purtroppo in parte distrutte da un impianto fognario moderno. Tra queste si distingue, per eccezionalità, la Tomba 10188 costituita da un cratere figurato – prodotto a Corinto – che ospitava le ossa combuste del defunto. La Tomba 10188, risalente alla prima metà del VI secolo a.C., appartiene alla tipologia “a cubo”, piuttosto rara nel sito, costituita da un blocco in travertino posto a protezione di un vaso utilizzato come urna cineraria. Nel caso della Tomba 10188 il cinerario è costituito da un cratere figurato di produzione corinzia, decorato con cavalieri al galoppo, su un lato, e con una sirena affiancata da cavalieri affrontati sull’altro. Numerosi elementi indicano che la sepoltura appartenesse a un personaggio di rango elevato nell’ambito della comunità dell’antico centro etrusco: la particolare tipologia della struttura della tomba, l’uso come cinerario del cratere, elemento centrale del simposio destinato alla mescita del vino, il rituale funerario dell’incinerazione nonché la decorazione figurata del vaso importato direttamente dalla Grecia. La sepoltura viene presentata per la prima volta al MAP insieme alle due tombe “a cubo” (T. 1840 e T. 9954) già presenti nella collezione permanente e ai corredi funebri rinvenuti nella necropoli recentemente esplorata.

La mostra è stata inaugurata domenica 27 settembre 2026, in occasione delle GEP 2026, con i saluti della soprintendente ABAP di Salerno e Avellino, Anna Onesti; del direttore regionale Musei nazionali della Campania, Luigina Tomay; della direttrice del museo Archeologico nazionale di Pontecagnano, Serena De Caro; del sindaco di Pontecagnano Faiano, Giuseppe Lanzara. I rinvenimenti illustrati da Maria Tommasa Granese, funzionario archeologo della soprintendenza; da Danilo Ferraro, archeologo incaricato di eseguire le attività di scavo; e da Antonio Vassallo, restauratore del Centro Restauri Vassallo.

Salerno. Al Campus universitario di Fisciano l’incontro “Conoscenza restauro e valorizzazione del Parco Archeologico di Veio. Esiti di una ricerca interdisciplinare” nell’ambito del Protocollo di Intesa siglato tra l’università di Salerno e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Ecco il programma

Lunedì 13 aprile 2026, alle 15, nell’aula Ex-Cues dell’edificio E del Campus universitario di Fisciano dell’università di Salerno, l’incontro “Conoscenza, restauro e valorizzazione del Parco Archeologico di Veio. Esiti di una ricerca interdisciplinare” che si inserisce nell’ambito del Protocollo di Intesa siglato tra il dipartimento di Ingegneria civile dell’università di Salerno e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma, con l’obiettivo di promuovere attività di ricerca, formazione e terza missione sull’area di Portonaccio, una delle più significative dell’intero insediamento etrusco di Veio. Le attività di ricerca si sono concentrate su possibili scenari volti al miglioramento della fruizione del sito. Saranno illustrate le proposte per il restauro e la valorizzazione del Tempio di Apollo, con particolare attenzione all’intervento realizzato negli anni Noventa da Carlo Ceschi, e della copertura dell’Altare di Minerva. La ricerca rappresenta un virtuoso esempio di collaborazione tra università e ministero della Cultura, fondato su un approccio interdisciplinare che integra competenze nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura ai fini della conservazione e valorizzazione del sito archeologico. L’evento si propone come momento di confronto e condivisione tra studiosi e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca e tutela.

Programma. Dopo i saluti istituzionali di Luciano Feo, direttore del dipartimento di Ingegneria civile; Federica Ribera, direttrice del master universitario LIVHE-Live Heritage; Salvatore Barba, addetto scientifico all’ambasciata d’Italia a Buenos Aires; Anna Onesti, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino; intervengono Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; Mariarosaria Villani, responsabile scientifico del protocollo d’intesa. Contributi di Andrea Di Filippo, Sara Antinozzi, “Rilievo è conoscenza”; Pasquale Cucco, Giulia Neri, “Oltre la rovina. Nuovi scenari per la fruizione del sito”; Felice De Silva, “Limiti e confini. Il nuovo sistema dei percorsi”; Rosa Penna, “Materiali innovativi per un dialogo contemporaneo con la preesistenza di Ceschi per Veio”. Conclusioni di Monica Ferrari e Carla Ferreyra.

 

Flumeri (Av). Scoperta con i droni la città scomparsa Fioccaglia, l’antica Forum Aemilii, sulla Via Appia, nodo strategico nella Campania romana: individuati assi stradali, foro e teatro. Ora tutela e valorizzazione. Gli interventi di Ceraudo (UniSa), Onesti e Mancini (Sabap-Sa), Lanza (Comune)

Fioccaglia (Forum Aemilii): ortofoto e mappa magnetica con indicazione delle strutture scoperte (elab. LabTAF Unisalento)

Archeologia Hi-Tech a Flumeri (Av): grazie a prospezioni e droni individuano la città scomparsa di Fioccaglia sulla Via Appia. L’ultima campagna di ricerca nel sito archeologico di Fioccaglia, nel territorio di Flumeri in provincia di Avellino, ha prodotto risultati di eccezionale rilievo sull’articolazione urbanistica dell’antica città romana, confermando il valore strategico dell’insediamento lungo la Via Appia, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Il sito, identificato da alcuni studiosi con l’antica Forum Aemilii e risalente al II-I secolo a.C., rappresenta un tassello cruciale per comprendere il processo di romanizzazione dell’Irpinia. La sua importanza storica è legata anche alla presenza della Regina viarum e all’origine della Via Aemilia voluta dal console Marco Emilio Lepido nel 126 a.C. Già negli anni Ottanta del Novecento, le indagini avevano portato alla scoperta di un decumano basolato e di una domus di lusso decorata in primo stile pompeiano, attestando la presenza all’interno del centro di personaggi di rango elevato.

Fioccaglia (Forum Aemilii): dettaglio del teatro antico rilevato dai droni (foto unisa)

L’équipe di ricerca, diretta dal professor Giuseppe Ceraudo dell’università del Salento, in stretta collaborazione con la soprintendenza Archeologia e Belle arti per le province di Salerno e Avellino e con l’Amministrazione comunale di Flumeri, ha utilizzato tecnologie avanzate per individuare con chiarezza le strutture fondamentali dell’insediamento. Una serie di assi stradali che confermano la struttura dell’impianto ortogonale – tipico delle città romane di nuova fondazione – e la pianificazione di ampi isolati urbani con all’interno la presenza di edifici pubblici e privati. Il Foro: il cuore civile e commerciale della città, di cui è stata delineata la vasta piazza centrale e il perimetro degli edifici pubblici che vi si affacciavano. Il Teatro: la presenza di una grande struttura votata agli spettacoli e alla vita pubblica, finora ignota, è essenziale per attestare l’importanza e la monumentalità per la vita sociale e culturale di un centro urbano romano. Queste nuove evidenze rafforzano la convinzione che Fioccaglia fosse un centro organizzato e dotato di strutture monumentali, un dato che ne rivaluta il ruolo storico e strategico in relazione al tracciato della Via Appia. La documentazione e i dati raccolti saranno ora oggetto di studio approfondito. Il progetto prevede la prosecuzione delle indagini non invasive, volte a confermare le evidenze finora emerse ai fini della tutela e della valorizzazione del sito.

Fioccaglia (Forum Aemilii): prospezioni geofisiche (foto unisa)

Il professor Ceraudo, direttore scientifico del progetto sottolinea l’importanza dell’approccio multidisciplinare: “La combinazione di prospezioni geofisiche con le indagini telerilevate tramite droni, dotati di sensori termici e multispettrali, ci ha fornito una quantità di dati senza precedenti. Questa integrazione di tecnologie non invasive ci ha permesso di ottenere una sorta di radiografia del centro abitato antico ancora presente sotto la superficie del terreno, identificando le strutture sepolte grazie alle variazioni nella crescita della vegetazione e alla composizione magnetica del sottosuolo, altrimenti non percepibili con metodi tradizionali. Avere le prove dell’articolazione del Foro e l’individuazione di un Teatro ci permette di riscrivere una pagina importante sulla romanizzazione dell’Irpinia e sull’evoluzione di un centro di fondazione romano in un momento cruciale per la storia di Roma, tra l’età dei Gracchi e Silla, e risulterà di fondamentale importanza per la pianificazione delle future attività sul sito”.

Fioccaglia (Forum Aemilii): la città antica scoperta dal drone (foto unisa)

Il soprintendente ABAP per le province di Salerno e Avellino, l’architetto Anna Onesti, ha commentato: “La sinergia tra ricerca accademica e tutela ha dato risultati eccezionali. Le informazioni raccolte costituiscono la base per un nuovo piano di gestione e per la futura valorizzazione delle aree individuate”. Lorenzo Mancini, funzionario archeologo della soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, ha aggiunto: “La piana alla confluenza tra l’Ufita e il torrente Fiumarellasi conferma uno dei comprensori di maggiore interesse archeologico dell’intera Irpinia. Le indagini non invasive dell’Università del Salento nell’area del forum di Fioccaglia, in questo senso, integrano un quadro conoscitivo che va arricchendosi ogni giorno di nuovi dati grazie alle indagini nel sottosuolo legate alla realizzazione della Stazione Hirpinia dell’alta velocità, attualmente in corso, con la direzione scientifica della soprintendenza, all’intersezione fra i territori comunali di Flumeri, Ariano Irpino e Grottaminarda”.

Fioccaglia (Forum Aemilii): veduta zenitale del sito archeologico (foto unisa)

“Questa scoperta – ha detto il sindaco di Flumeri, Angelo Lanza – è un motivo di grande orgoglio e un’opportunità di sviluppo per il nostro territorio. Il Comune è pronto a collaborare strettamente con l’Università e la Soprintendenza per garantire che Fioccaglia, nodo stradale strategico della Via Appia, diventi un punto di riferimento nell’offerta storico-culturale della Campania interna. Questa scoperta è un motivo di grande orgoglio e un’opportunità di sviluppo per il nostro territorio. Il Comune, pur senza trascurare le opportunità di sviluppo e trasformazione in atto nella Valle Ufita, dovute essenzialmente alla costruenda stazione Hirpinia per l’alta velocità, è pronto a collaborare strettamente con l’Università e la Soprintendenza per garantire che Fioccaglia, nodo stradale strategico della Via Appia, diventi un punto di riferimento nell’offerta storico-culturale della Campania interna”.

 

 

Grotte di Pertosa-Auletta (Sa). Al via la nuova campagna di scavi archeologici: focus sulla palafitta protostorica e su evidenze ellenistico-romane

Al via nei prossimi giorni una nuova campagna di scavi archeologici nelle Grotte di Pertosa-Auletta in provincia di Salerno, dopo le importanti scoperte emerse nel corso delle indagini condotte a novembre 2025. Le ricerche si svolgeranno lungo l’alveo del fiume sotterraneo che attraversa la cavità e riemerge all’esterno confluendo nel fiume Tanagro.

Lo svuotamento del bacino idrico all’interno delle grotte di Pertosa-Auletta (foto mic)

Le operazioni di scavo sono rese possibili dallo svuotamento temporaneo di un bacino idrico artificiale posto in prossimità dell’ingresso della grotta, condizione che consente agli archeologi di operare in un contesto normalmente sommerso. Le ricerche sono svolte in regime di concessione ministeriale e sono affidate dal ministero della Cultura alla Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente (2025–2027), in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Al progetto scientifico collaborano il Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici” e l’Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC. Le indagini godono inoltre del sostegno economico e tecnico del Gruppo IREN, l’azienda che gestisce gli impianti idroelettrici a valle delle grotte.

Scavi archeologici nelle grotte di Pertosa-Auletta (foto mic)

L’obiettivo della nuova campagna è proseguire l’esplorazione del deposito archeologico situato a circa 40 metri dall’imbocco della cavità, un’area che conserva preziose testimonianze di diverse fasi di frequentazione umana. I dati finora raccolti indicano una presenza che si articola in più periodi, in particolare dall’età del Bronzo medio-finale fino all’epoca ellenistico-romana. L’area oggetto di indagine è di particolare interesse perché concentra il maggior numero di palificazioni verticali legate alla palafitta protostorica, scoperta già alla fine dell’Ottocento. Questo straordinario insediamento rappresenta, allo stato attuale delle conoscenze, un unicum a livello europeo, sia per la sua collocazione in ambiente sotterraneo sia per la capacità delle comunità preistoriche di bonificare un’area umida soggetta a periodiche inondazioni.

Scavi archeologici nelle grotte di Pertosa-Auletta (foto mic)

Oltre alle strutture palafitticole, gli archeologi stanno indagando anche evidenze di età ellenistico-romana, probabilmente riconducibili a pratiche cultuali legate alle divinità venerate nella grotta e alle acque che scorrono nel sottosuolo.

 

 

L’architetto Anna Onesti dal parco archeologico di Pompei a soprintendente Abap per le province di Salerno e Avellino. Il benvenuto del personale

L’architetto Anna Onesti è il nuovo soprintendente per le province di Salerno e Avellino (foto sabap-sa)

Dal parco archeologico di Pompei alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino: l’architetto Anna Onesti è il nuovo soprintendente che subentra a Raffaella Bonaudo. È proprio la soprintendenza di Salerno a dare il benvenuto al nuovo dirigente Anna Onesti: “Con entusiasmo e spirito di squadra, ci apprestiamo ad affrontare insieme questo nuovo percorso fatto di progetti, collaborazione e cura del territorio. Da parte di tutto il personale della Soprintendenza un caloroso augurio di buon lavoro! Rivolgiamo, inoltre, un saluto affettuoso e un sincero ringraziamento alla dott.ssa Raffaella Bonaudo per il prezioso contributo profuso in questi anni alla guida della Soprintendenza: la sua professionalità, la dedizione, il senso di responsabilità e la sua umanità hanno rappresentato per noi tutti un punto di riferimento imprescindibile”.

Anna Onesti, funzionario architetto del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Anna Onesti è stata funzionario Architetto, responsabile Area Tutela del Patrimonio culturale, responsabile Ufficio Tutela dei Beni paesaggistici del parco archeologico di Pompei, dove è stata assunta nel maggio 2018. Dal 2017 è membro dell’ICOMOS – International Council of Monuments and Sites. È stata componente della Commissione eventi del parco archeologico di Pompei, e per il Parco è stata referente e responsabile dell’Accordo di collaborazione stipulato nell’ambito del progetto “Artists in Architecture. Re-Activating Modern European Houses”. È stata consulente tecnico d’ufficio al Tribunale di Salerno.

Grotte di Pertosa-Auletta (Sa). Per la prima volta i visitatori avranno la possibilità straordinaria e unica in Italia di assistere a un vero scavo archeologico direttamente all’interno della grotta, dove da anni si indagano i resti di un antico villaggio palafitticolo ipogeo, unico nel suo genere in Europa

Scavi archeologici nelle Grotte di Pertosa-Auletta (Sa) (foto mida)

Se non si è mai pensato di partecipare a uno scavo archeologico “da studente”, questa è la volta buona. Dal 18 al 29 novembre 2025, i visitatori delle Grotte di Pertosa-Auletta (Sa) avranno la possibilità straordinaria e unica in Italia di assistere a un vero scavo archeologico direttamente all’interno della grotta. Tra fiumi sotterranei, villaggi preistorici e centrali idroelettriche nascoste nella roccia, il nuovo progetto di Formazione Scuola Lavoro di Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente con la collaborazione di Iren Eduiren porta i partecipanti nel cuore della Terra per scoprire come scienza, archeologia e sostenibilità si incontrano davvero.

Scavi archeologici nelle Grotte di Pertosa-Auletta (Sa) (foto mida)

Per la prima volta, il pubblico potrà osservare da vicino come si svolge un’attività di ricerca scientifica in un contesto eccezionale: l’antro della Grotta dell’Angelo, dove da anni si indagano i resti di un antico villaggio palafitticolo ipogeo, unico nel suo genere in Europa. Un’occasione rara per vedere gli archeologi all’opera, comprendere le tecniche di scavo e osservare la ricchezza storica e culturale custodita nel ventre della terra. Un appuntamento da non perdere per chi ama la storia, la natura e la scoperta. Info e prenotazioni: www.fondazionemida.com | prenotazioni@fondazionemida.it | 0975 397037.

Grotte di Pertosa-Auletta : il fiume sotterraneo che i visitatori attraversano in barca (foto sabap-sa)

Per consentire le operazioni di scavo, in questo periodo sarà necessario abbassare temporaneamente le acque del fiume sotterraneo Negro che attraversa la cavità. Pertanto, il tratto di visita in barca non sarà disponibile per circa due settimane. I visitatori accederanno comunque alla grotta a piedi da un ingresso alternativo, proseguendo lungo un percorso suggestivo e completamente sicuro. Resta, però, intatta – e anzi amplificata – l’eccezionalità dell’esperienza: poter assistere dal vivo a un vero scavo archeologico in un luogo naturale di straordinaria bellezza, all’interno del letto di un fiume che, anno dopo anno, sta restituendo tesori preziosi e reperti di altissimo pregio e importanza storica.

Modulo 1. Le grotte, l’acqua e l’energia: Il respiro segreto dell’acqua: tra fiumi sotterranei ed energia rinnovabile. Le Grotte di Pertosa-Auletta rappresentano un unicum in Europa: qui è possibile osservare tutti e tre gli stadi evolutivi di una cavità carsica e navigare un fiume sotterraneo che da millenni plasma la roccia, custodisce memoria e genera bellezza. Il percorso si completa con la visita a una delle centrali idroelettriche IREN più antiche del Sud – Grotta dell’Angelo, testimonianza del legame profondo tra acqua, territorio e produzione di energia sostenibile.

Modulo 2. Le grotte e l’archeologia: Memorie dal sottosuolo: l’uomo e le sue tracce nel ventre della terra. Il Museo Speleo-Archeologico racconta la frequentazione umana delle grotte attraverso reperti straordinari, tra cui resti dell’unico impianto palafitticolo ipogeo d’Europa. Oltre alla visita, i ragazzi assisteranno agli scavi avvicinandosi al metodo archeologico e di sperimentare in prima persona come si ricostruisce la storia del rapporto tra uomo e ambiente

Modulo 3. Il suolo cuore segreto della natura: Il cuore della terra: il suolo come custode di vita. Il Museo del Suolo è una realtà museale unica in Italia e rara nel mondo. Qui si svelano i processi vitali che avvengono nei primi tre metri sotto i nostri piedi: quelli che garantiscono cibo, acqua e biodiversità. Un viaggio sorprendente che mostra come il suolo, spesso ignorato, sia in realtà un bene fragile e prezioso, essenziale per il futuro dell’umanità.

Modulo 4. Laboratori di sostenibilità: Dal rifiuto alla rinascita: il ciclo virtuoso del compost. Attraverso il laboratorio di compostaggio, gli studenti imparano a trasformare scarti organici in nuova vita. Seguendo il processo di decomposizione, comprendono come i rifiuti possano tornare a essere risorsa. Un’esperienza pratica che apre lo sguardo sui temi del riciclo, dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, invitando i ragazzi a diventare protagonisti del cambiamento.

Le Grotte di Pertosa-Auletta custodiscono una storia che attraversa più di 8mila e che oggi torna alla luce grazie a migliaia di reperti, di cui 150 di altissimo pregio. Uno scalpello con manico ligneo di 3mila anni fa, incredibilmente conservato. Monete, gioielli, balsamari e bruciatori d’incenso. Resti vegetali combusti, testimonianza di antichi riti, accanto ai segni di una suggestiva struttura di culto ellenistica sorta nell’alveo del fiume sotterraneo. E ancora, la straordinaria palafitta protostorica di 3500 anni fa, unico esempio in Europa in ambiente ipogeo. Per il valore delle sue scoperte, il sito è stato riconosciuto come miglior sito archeologico d’Italia (Premio ACTA GIST 2025).

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale il convegno di studi “Paestum Romana. Immagini di una città in trasformazione”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia, tappa fondamentale nel percorso di studio, tutela e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico della città antica. Tre giorni di confronti e contributi. Ecco il programma

Dal 18 al 20 settembre 2025, il museo Archeologico nazionale di Paestum diventa luogo di incontro e confronto internazionale con il Convegno di Studi “Paestum Romana. Immagini di una città in trasformazione”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia. I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali di Massimo Osanna, direttore generale Musei, e di Tiziana D’Angelo, direttore dei Parchi, nonché Presidente del Comitato Scientifico del convegno. La presenza di relatori di rilievo internazionale e l’ampiezza delle tematiche affrontate confermano l’importanza di questo appuntamento per la ricerca archeologica e per la rilettura critica di una fase storica centrale nella definizione dell’identità di Paestum.

L’iniziativa si articolerà in sette sessioni tematiche, presiedute e moderate da personalità di spicco del settore e dedicate ad aspetti chiave della Paestum romana: Urbanistica e trasformazioni del tessuto urbano; Santuari e culti tra continuità e romanizzazione; Architettura e contesti, con un focus sulla strutturazione del foro, di altri edifici pubblici e impianti termali; Necropoli e territorio, con uno sguardo ai rituali funerari e all’organizzazione del tessuto rurale; Società e istituzioni, tra storia, epigrafia e numismatica; Età tardoantica e cristianizzazione degli spazi; Riuso, riscoperta e valorizzazione del patrimonio dall’età moderna a oggi. Completeranno il programma tre sessioni poster, che offriranno ulteriori spunti di approfondimento sulle ricerche in corso, e le visite guidate al cantiere di scavo del tempietto presso le mura e alla nuova Sezione romana del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, recentemente riallestita. Il convegno “Paestum Romana” si configura come una tappa fondamentale nel percorso di studio, tutela e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico della città antica, alla cui definizione lavorano in sinergia i parchi archeologici di Paestum e Velia, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e le istituzioni accademiche italiane e straniere. Al termine del convegno si verrà così delineando una visione aggiornata e multidisciplinare della storia romana e tardoantica di Paestum e del suo ruolo nel più ampio contesto del Mediterraneo antico.

GIOVEDÌ 18 SETTEMBRE 2025. Alle 10, SALUTI ISTITUZIONALI E APERTURA DEI LAVORI: Massimo Osanna, direttore generale Musei; Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia. SESSIONE I: URBANISTICA Presiede e modera: Massimo Osanna, direttore generale Musei; 10.30, Nicola Terrenato (University of Michigan), “Paestum nel contesto dell’edilizia pubblica dell’Italia centrale medio repubblicana”; 10.50, Fausto Longo (università di Salerno), “Paestum: l’urbanistica della città romana con una nota sulle ricerche recenti presso il cardo An8”; 11.10, Claudia Widow (Universität Bonn), “Transformation in urban space: the forum of Paestum in the early phase of romanization”; 11.30, pausa caffè; 11.50, Tiziana D’Angelo (parchi archeologici di Paestum e Velia), Luigi Petti, Marco Limongiello, Carmine Lupo (università di Salerno), “Il santuario presso le mura occidentali di Paestum: storie di crolli e dissesti”; 12.10, discussione. SESSIONE II: SANTUARI E CULTI Presiede e modera: Giovanna Greco, già professore ordinario dell’università di Napoli “Federico II”; 12.30, Francesco Marcattili (università di Perugia), “Paestum romana: divinità e culti tra servitus e libertas”; 12.50, Massimo Osanna (direzione generale Musei), Mauro Menichetti (università di Salerno), “Rappresentazione del potere imperiale tra Paestum e Velia”; 13.10, Rebecca Miller Ammerman (Colgate University), “The North Urban Sanctuary of Roman Paestum: evidence from NUPP’s excavations”; 13.30, pranzo; 14.30, visita allo scavo del tempietto presso le mura di cinta di Paestum; 16.30, Rebecca Miller Ammerman (Colgate University), Melissa Gryan (University of Michigan), “Relections on the Roman Sanctuary at Santa Venera and Venus’ relected visage”; 16.50, Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”), Anna Nenna (soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino), “Heraion al Sele. La ceramica di epoca romana”; 17.10, discussione; 17.30, pausa caffè; 18, SESSIONE POSTER; 18.30, LA NUOVA SEZIONE ROMANA DEL MUSEO Teresa Marino (parchi archeologici di Paestum e Velia), Rosaria Sirleto (ALES Parchi archeologici di Paestum e Velia), “Paestum romana: ricerca, conservazione e valorizzazione nel nuovo allestimento museale”; 19, visita al nuovo allestimento della Sezione romana del museo; 20, Cena.

VENERDÌ 19 SETTEMBRE 2025. SESSIONE III: ARCHITETTURA E CONTESTI Presiede e modera: Emanuele Greco (già direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene): alle 9.30, Jon Albers, Anna Bertelli, Johanna Brenneke, Lilly Eckho, Nicola Ress (Ruhr-Universität Bochum), “New insights on the Temple-Comitium-Complex at the forum in Paestum”; 9.50, Theresa Schapals (Ruhr-Universität Bochum), “The material culture of Roman Paestum – a preliminary view from the urban centre”; 10.10, Paolo Vitti (University of Notre Dame), “Da sala ipostila ad aula rettangolare: la ricerca di monumentalità nella basilica del foro di Paestum”; 10.30, Andrea Jacopo Cucino (università di Salerno), “Le tabernae del foro di Paestum: architetture in evoluzione dalla nascita della colonia all’epoca tardoantica”; 10.50, pausa caffè; 11.20, Cristina Casalnuovo (università di Salerno), “La trasformazione urbana di Paestum in età romana: il caso dell’area dell’anfiteatro”; 11.40, Silvio Leone, Giovanna Manzo (parchi archeologici di Paestum e Velia), “Le terme sul foro di Paestum: archeologia e restauro nel cuore della città tardoimperiale”; 12, Giuseppe Restaino (università di Cassino e del Lazio Meridionale), “Le terme a sud della domus ‘con piscina’. Un contributo alla storia edilizia dell’Insula Is 24”; 12.20, discussione; 13, pranzo. SESSIONE IV: NECROPOLI E TERRITORIO Presiede e modera: Angela Pontrandolfo (professore emerito dell’università di Salerno): alle 14.20, Maria Luigia Rizzo, Michele Scafuro, Antonia Serritella (università di Salerno), “Forme della transizione: ritualità funeraria e cultura materiale nelle necropoli di Paestum dalla fine del IV sec. a.C. alla piena età imperiale”; 14.40, Raffaella Bonaudo (soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino), Tiziana D’Angelo (parchi archeologici di Paestum e Velia), “Hic sunt Romani: tombe dipinte e relazioni politiche dalla Campania a Paestum”; 15, Filiberto Chilleri (medico), “Antropologia e Patologia su alcune tombe romane già indagate nella parte orientale delle mura di Paestum”; 15.20, Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”, “Le trasformazioni del territorio di Paestum in età romana: il ruolo del santuario di Hera alla foce del Sele”; 15.40, Elena Russo (soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino), “Strutture rurali e forme di occupazione del territorio di Paestum in età romana”; 16, Vincenzo Amato (università del Molise), Alfonso Santoriello (università di Salerno), “Paesaggi pestani: tra eredità geologico-geomorfologica, cambiamenti paleo-ambientali e trasformazioni urbane e periurbane”; 16.20, pausa caffè; 16.40, Francesco Uliano Scelza (parchi archeologici di Paestum e Velia), “L’acqua alimenta Paestum”; 17, Rosa Fiorillo, Alfredo Maria Santoro (università di Salerno), “Paestum e il suo territorio. Elementi per una ricostruzione del paesaggio archeologico in età tardo antica”; 17.20, discussione; 18, SESSIONE POSTER.

SABATO 20 SETTEMBRE 2025. SESSIONE V: SOCIETÀ E ISTITUZIONI Presiede e modera: Pierangelo Buongiorno (professore ordinario dell’università di Macerata): alle 9, Paolo Poccetti (università di Roma Tor Vergata), “La prima fase di Paestum romana nel riflesso epigrafico e linguistico”; 9.50, Annarosa Gallo (università della Campania “Luigi Vanvitelli”), “Paestum in età repubblicana: dalla colonia latina al municipio duovirale”; 10.10, Umberto Michele Soldovieri (Scuola Normale Superiore di Pisa), “Paestum romana: istituzioni e società in età imperiale”; 10.30, Gabriel Zuchtriegel (parco archeologico di Pompei), “Paestum e Pompei a confronto: LA città romana o solo due città tra tante?”; 10.50, pausa caffè; 11.20, Renata Cantilena (Istituto Italiano di Numismatica), “Le coniazioni evergetiche a Paestum: un riesame”; 11.40, Federico Carbone (università di Salerno), “Moneta nascosta, economia visibile: gruzzoli in bronzo e circolazione monetaria a Paestum in prima età augustea”; 12, discussione. SESSIONE VI: ETÀ TARDOANTICA Presiede e modera: Umberto Roberto (pofessore ordinario dell’università di Napoli “Federico II”; 12.30, Pablo C. Díaz-Martínez (Universidad de Salamanca), “Il destino delle città tardoantiche. La fine di Roma e l’oblio di Paestum”; 12.50, Chiara Maria Lambert (università di Salerno), “Paestum tardoantica e la ‘cristianizzazione dello spazio’ come fattore di continuità insediativa: per un aggiornamento allo status quaestionis”; 13.10, Alessandro Bona (università di Salerno), “Aggiornamenti sulla circolazione monetale tardoantica di Paestum”; 13.30, pranzo; 15, Carlo Ebanista (università del Molise), Francesca Mermati (soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli), “Una questione controversa della Paestum tardoantica: la basilica della SS. Annunziata e il suo ruolo nella rete ecclesiastica”; 15.20, discussione; 15.40, SESSIONE POSTER. SESSIONE VII: RIUSO, RISCOPERTA E VALORIZZAZIONE Presiede e modera: Marina Cipriani (già direttrice del museo Archeologico nazionale di Paestum); alle 16, Angela Palmentieri (università di Napoli “Federico II”), “Fuori contesto. Rovine di Paestum nei riusi antichi”; 16.20, Simone Foresta (soprintendenza ABAP per le province di Caserta e Benevento), “Paestum romana nella ricerca archeologica tra Settecento e Novecento”; 16.40, pausa caffè; 17, Audrey Bertrand (École française de Rome), Valérie Huet (Centre Jean Bérard), “Paestum: più di 40 anni di collaborazioni franco-italiane”; 17.20, Tiziana D’Angelo (parchi archeologici di Paestum e Velia), “Paestum, un parco in trasformazione”; 17.30, discussione; 17.50, DIBATTITO CONCLUSIVO Presiede e modera: Tiziana D’Angelo (direttore dei Parchi archeologici di Paestum e Velia).

 

Paestum. Tra un mese al museo Archeologico il convegno internazionale di studi “Paestum Romana. Immagini di una città in trasformazione” a coronamento del progetto di valorizzazione di Paestum romana. L’archeologa Teresa Marino ci introduce alla Paestum romana

Manca solo un mesetto, e a Paestum c’è grande attesa. Dal 18 al 20 settembre 2025, il museo Archeologico nazionale di Paestum ospiterà il convegno internazionale di studi “Paestum Romana. Immagini di una città in trasformazione”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia. L’iniziativa, di alto profilo scientifico, si propone di indagare il processo di romanizzazione e le trasformazioni urbane, sociali, economiche e religiose che interessarono la città di Paestum e il suo territorio, a partire dalla deduzione della colonia latina fino all’età tardoantica. Il convegno si pone a coronamento di un più ampio progetto di valorizzazione di Paestum romana avviato dai Parchi nel 2024 con l’apertura al pubblico della nuova sezione romana del museo, intitolata all’archeologo Mario Torelli, che ne curò il primo allestimento circa 25 anni fa (vedi Paestum. A 25 anni dal primo allestimento al museo Archeologico nazionale apre al pubblico la sezione “Paestum: dalla città romana a oggi” intitolata a Mario Torelli. All’inaugurazione intervengono Osanna e Alfonsina Russo | archeologiavocidalpassato). Le tre giornate rappresenteranno un’occasione di aggiornamento scientifico e di confronto tra ricercatori e studiosi di varie discipline appartenenti al ministero della Cultura e a prestigiosi Istituti ed Enti di ricerca italiani e stranieri.

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, e Massimo Osanna, direttore generale dei Musei, all’inaugurazione della sezione romana del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali di Massimo Osanna, direttore generale Musei, e di Tiziana D’Angelo, direttore dei Parchi, nonché presidente del Comitato scientifico del convegno. La presenza di relatori di rilievo internazionale e l’ampiezza delle tematiche affrontate confermano l’importanza di questo appuntamento per la ricerca archeologica e per la rilettura critica di una fase storica centrale nella definizione dell’identità di Paestum. L’iniziativa si articolerà in sette sessioni tematiche, presiedute e moderate da personalità di spicco del settore e dedicate ad aspetti chiave della Paestum romana: Urbanistica e trasformazioni del tessuto urbano; Santuari e culti tra continuità e romanizzazione; Architettura e contesti, con un focus sulla strutturazione del foro, di altri edifici pubblici e impianti termali; Necropoli e territorio, con uno sguardo ai rituali funerari e all’organizzazione del tessuto rurale; Società e istituzioni, tra storia, epigrafia e numismatica; Età tardoantica e cristianizzazione degli spazi; Riuso, riscoperta e valorizzazione del patrimonio dall’età moderna a oggi.

Veduta zenitale del tempietto dorico con l’annesso altare scoperto a ridosso delle mura di Paestum (foto mic)

Completeranno il programma tre sessioni poster, che offriranno ulteriori spunti di approfondimento sulle ricerche in corso, e le visite guidate al cantiere di scavo del tempietto presso le mura e alla nuova Sezione romana del museo Archeologico nazionale di Paestum, recentemente riallestita. Il convegno “Paestum Romana” si configura come una tappa fondamentale nel percorso di studio, tutela e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico della città antica, alla cui definizione lavorano in sinergia i parchi archeologici di Paestum e Velia, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e le istituzioni accademiche italiane e straniere. Al termine del convegno si verrà così delineando una visione aggiornata e multidisciplinare della storia romana e tardoantica di Paestum e del suo ruolo nel più ampio contesto del Mediterraneo antico.

“Ci troviamo nel museo Archeologico nazionale di Paestum”, spiega Teresa Marino, funzionario archeologo dei parchi archeologici di Paestum e Velia nella serie video Diari di archeologia N° 10: Paestum romana. “Oggi vi racconteremo di un progetto di valorizzazione e ampliamento del percorso di visita dedicato a Paestum di età romana. Questo percorso coinvolge sia le sale del museo che l’area archeologica. Ci troviamo all’interno di uno dei quartieri abitativi della città di Paestum.

Paivento mosaicato con Nettuno nel frigidarium delle terme romane di Paestum (foto pa-paeve)

Qui è conservata una dimora datata I sec. d.C. al cui interno vi era un complesso termale di grande ricchezza. Infatti lo testimonia la presenza di questo meraviglioso pavimento mosaicato che rivestiva il frigidarium delle terme. Il pavimento raffigura Nettuno che si erge al di sopra di due cavalli marini ed è circondato da un corteo di pesci marini di tutte le razze e misure. Questo mosaico per quasi venti anni è stato coperto. Ad oggi abbiamo rivalutato lo stato di conservazione e abbiamo visto che per periodi limitati del tempo è possibile mostrarlo al pubblico.

Allestimento della sezione romana del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

“Il nuovo allestimento racconta la storia e la vita della città di Paestum a partire dalla fondazione della colonia latina nel 273 a.C. fino alle ultime testimonianze di vita e di frequentazione del sito archeologico tra l’età medievale e l’età moderna.

Allestimento della sezione romana del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

“Nel Settecento e nell’Ottocento, viaggiatori ed eruditi europei realizzavano il Grand Tour alla scoperta delle meraviglie e delle rovine archeologiche. Qui a Paestum abbiamo un volume originale che raccoglie le tavole di Giovanni Battista Piranesi e del figlio Francesco che raffigurano vedute dei templi e inoltre abbiamo dieci opere appartenenti alla collezione della Fondazione Giambattista Vico, realizzate tra il Settecento e l’Ottocento con tecniche varie tra cui a incisione e ad acquerello, anch’esse dedicate alla rappresentazione dei templi e del sito archeologico di Paestum. Tra le novità dell’allestimento – conclude Marino – vi è la parte dedicata all’esposizione di monete. Troviamo nella vetrina sia monete coniate dalla zecca di Paestum, sia monete provenienti da altre città e rinvenute a Paestum. Sono inoltre esposti dei piccoli gruzzoli di monete in bronzo e un importante tesoro di monete d’argento rinvenuto qui a Paestum”.