Archivio tag | soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale

Santa Severa di Santa Marinella (Roma). Nell’area archeologica di Pyrgi la conferenza-spettacolo su un evento storico ben noto anche dalle ricerche archeologiche nel Santuario: “Il grande saccheggio: Dionigi tiranno di Siracusa e il santuario di Pyrgi” a cura di Agostino De Angelis, con interventi di Lorenzo Guizzardi e Laura Maria Michetti

Sabato 6 settembre 2025, alle 18.45, apertura straordinaria dell’area archeologica di Pyrgi (Santa Severa di Santa Marinella, Roma) per ospitare la conferenza-spettacolo su un evento storico ben noto anche dalle ricerche archeologiche nel Santuario: “Il grande saccheggio: Dionigi tiranno di Siracusa e il santuario di Pyrgi” a cura di Agostino De Angelis, e organizzata dall’Associazione Culturale ArcheoTheatron. L’evento è promosso dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, nelle persone del soprintendente Margherita Eichberg e della funzionaria archeologa referente di zona, Rossella Zaccagnini, in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Comune di Santa Marinella. Patrocinato da Regione Lazio, LazioCrea e Città Metropolitana di Roma Capitale vanta il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Il sito è uno dei luoghi più importanti e suggestivi dell’Etruria e con l’area portuale, ha rivestito un ruolo cruciale nella storia del Mediterraneo antico, rappresentando sul mare la grande metropoli Caere (Cerveteri), che traeva le proprie ricchezze dal controllo dei traffici marittimi. Pyrgi, fondata a partire dal VII sec. a.C., in corrispondenza del promontorio oggi occupato dal Castello, e che fu l’espressione della potenza marittima di Caere, tra le maggiori del Mediterraneo sarà lo scenario di questa conferenza-spettacolo dedicata alla storia e al mito.

All’evento interverranno:  Lorenzo Guzzardi, archeologo, già dirigente del dipartimento Beni culturali Regione Siciliana e direttore scientifico Ventennale Unesco Siracusa, che parlerà di Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa, che nel 384 a.C. saccheggiò il celebre sito etrusco portando via con sé un ricchissimo bottino; la professoressa Laura Maria Michetti, ordinaria di Etruscologia università “La Sapienza” di Roma, che da anni conduce campagne di scavo e di ricerca nell’area, che delineerà l’importanza dell’area sacra di Pyrgi e ciò che ha rappresentato per tutta l’Etruria. A corredo degli interventi scientifici la rappresentazione di una pièce teatrale, ideata dal regista De Angelis, incentrata proprio sull’assedio avvenuto in quel luogo da parte dei siracusani contro gli etruschi, interpretata dagli attori Alessandra De Antoniis, Riccardo Frontoni, Riccardo Dominici, Mariapia Gallinari, Catja Cuordileone, Monia Marchi, Aurelia Realgar, Luisa De Antoniis, Nerina Piras, Marta Soracco, Filippo Soracco, i cavalieri Stefano Ercolani, Simona Gennaretti, Massimo Peretti, Riccardo Paglialunga, Mirko Teloni, Samira Ercolani e la danza dell’Antica Danza del Ventre Zakiyyeh nur. Foto di scena Valerio Faccini, riprese video Mauro Zibellini. L’evento è a ingresso libero e gratuito.

Farnese (Vt). Nella riserva naturale “Selva del Lamone” a Bottino la conferenza “Il nuovo tempio e il paesaggio urbano di Vulci”: presentazione dei risultati della quinta campagna di scavo 2025 di Vulci Cityspace

Venerdì 29 agosto 2025, alle 18, nella sala conferenze della riserva naturale “Selva del Lamone” in località Bottino di Farnese (Vt), “Il nuovo tempio e il paesaggio urbano di Vulci”: presentazione dei risultati della quinta campagna di scavo 2025 di Vulci Cityspace, su concessione del ministero della Cultura con importanti novità sul tempio monumentale urbano scoperto nell’ambito del progetto, sulla viabilità urbana e sulle trasformazioni di lunga durata della città etrusco-romana. Intervengono Mariachiara Franceschini (Albert Ludwigs Universität Freiburg) e Paul Pasieka (Johannes Gutenberg Universität Mainz), Giuseppe Ciucci (sindaco del Comune di Farnese), Liana Nucci (consigliere alla Cultura), Simona Carosi (soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio Etruria Meridionale), Carlo Casi (Parco di Vulci) e Luciano Frazzoni (museo civico “Ferrante Rittatore Vonwiller”). L’indagine, avviata nel 2020 e incentrata sulla comprensione dell’assetto urbano e dell’interrelazione tra diversi settori funzionali, ha già permesso l’identificazione di uno dei più grandi edifici templari etruschi finora noti e di un grande complesso sacrale posto al centro del pianoro urbano. I risultati della campagna 2025 offrono nuove prospettive non solo sulla struttura del tempio, ma anche sulle trasformazioni urbanistiche che interessarono Vulci per oltre un millennio. Le principali novità della campagna 2025, di cui si parlerà sono il rifacimento del tempio, le nuove informazioni sulla rete stradale, un cimitero tardoantico, una struttura ipogea.

Ischia di Castro (Vt). “Oltre le mura di Castro. Visita ai nuovi scavi archeologici”: la soprintendenza dell’Etruria meridionale propone di scoprire uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del Lazio: l’antica città di Castro

“Oltre le mura di Castro. Visita ai nuovi scavi archeologici”: appuntamento 9 agosto 2025, alle 10.30, appuntamento al parcheggio del santuario del Santissimo Crocifisso di Castro a Ischia di Castro (Vt): un’occasione unica per scoprire uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del Lazio: l’antica città di Castro. Richiesto abbigliamento da trekking e scarpe chiuse. Nell’ambito delle aperture straordinarie promosse dal ministero della Cultura, la Soprintendenza invita a partecipare ad una visita guidata tra i suggestivi resti dell’antica città di Castro, attualmente oggetto di una nuova campagna di scavi archeologici effettuati grazie ad un finanziamento giubilare (CAPUT-MUNDI PNRR), volto al restauro e alla valorizzazione delle antiche rovine. Visita gratuita sold-out, ma si sta organizzando un’ulteriore visita a settembre, quando anche gli scavi saranno in fase avanzata.

Bolsena (Vt). A Palazzo Monaldeschi della Cervara e nella chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo aperta la mostra “La memoria dell’acqua. Nuove scoperte Archeologiche dal Gran Carro di Bolsena”: un viaggio tra archeologia subacquea, memoria e identità, con una selezione di reperti rinvenuti nelle acque del lago (tra XVI e IX sec. a.C.)

Inaugurazione della mostra “La memoria dell’acqua” a Bolsena: da sinistra, l’archeologa Barbara Barbaro, il ministro Alessandro Giuli, e l’onorevole Mauro Rotelli (foto emanuele antonio minerva / mic)

Un viaggio tra archeologia subacquea, memoria e identità, dove l’antico dialoga con il presente. È la mostra “La memoria dell’acqua. Nuove scoperte Archeologiche dal Gran Carro di Bolsena”, visitabile fino al 2 novembre 2025, articolata in due sedi espositive, il museo territoriale del Lago di Bolsena, nell’antico Palazzo Monaldeschi della Cervara, e l’isola Bisentina, negli spazi della chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, restituiti alla comunità nel 2024 dopo un’attenta opera di restauro. La mostra offre una selezione di reperti rinvenuti nelle acque del lago grazie alle ricerche del Servizio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza di Viterbo, testimonianza della vita quotidiana delle popolazioni residenti nel sito del Gran Carro, anticamente affacciato sulle rive del lago. La mostra è un progetto realizzato in collaborazione tra ministero della Cultura, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, Fondazione Luigi Rovati e Isola Bisentina.

“Questo è luogo straordinario per tante ragioni”, ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli intervenuto all’inaugurazione il 17 luglio 2025 con il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Mauro Rotelli; il sindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte; il direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio, Fabrizio Magani; il soprintendente ABAP per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, Margherita Eichberg; la funzionaria archeologa della soprintendenza ABAP per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, Barbara Barbaro. “Questo è veramente un luogo d’elezione – ha dichiarato il ministro Giuli – un luogo straordinario per tante ragioni. Il lago di Bolsena è l’ombelico del mondo: non solo perché è il lago vulcanico più grande d’Europa, ma perché qui c’è la radice ancestrale di ciò che poi sarebbe divenuto il popolo etrusco e che è stato prima villanoviano, poi forse tirrenico. Le ipotesi sono tante, a partire dalle chiavi di lettura del materiale di scavo, il cui studio impegnerà ancora tanto tempo, e di tutto ciò che ancora potrebbe emergere con il proseguire della ricerca. Insieme a pochi altri luoghi d’Italia – ha proseguito il ministro – in questo momento la Tuscia e Bolsena rappresentano un modello di riferimento, per ciò che sta avvenendo qua e per ciò che una sorta di geografia sacra ci ha offerto in dono. Siamo di fronte a una storia molto risalente nel tempo, ma le cui scoperte ci proiettano in avanti. Qui noi oggi rappresentiamo un patto ideale di amicizia e solidarietà – ha concluso il ministro – tra l’antico e il contemporaneo e tra tutti noi che siamo viterbesi, abitanti della Tuscia, italiani, europei, cittadini del mondo però orgogliosi di partire da qua, da Bolsena”.

Ricerche nel villaggio perilacustre del Gran Carro di Bolsena (inizio età del Ferro) (foto catalogo beni culturali)

La mostra propone un viaggio alla scoperta dell’insediamento protostorico oggi sommerso del Gran Carro, eccezionale contesto archeologico scoperto nel 1959 a circa cento metri dall’attuale linea di costa e oggetto di indagini approfondite solo in anni recenti da parte della Soprintendenza. Il sito fu popolato fra la media Età del Bronzo (XVI sec. a.C.) e la prima Età del Ferro (fine X – inizio IX sec. a.C.). In esso si distinguono due settori principali: un ampio spazio abitativo, di cui si conservano ancora centinaia di pali infissi nel terreno, e un’area sacra, detta “Aiola”, costituita da un tumulo di pietre realizzato a secco intorno a sorgenti di acqua calda. La sommersione del sito ha preservato perfettamente tutti gli oggetti di uso comune e quotidiano, ma anche rituale, degli antichi abitanti.

Insediamento protostorico del Gran Carro: asetto miniaturistico zoomorfo con beccuccio dall’Aiola (foto sabap-vt-em)

 

Insediamento protostorico del Gran Carro: figurina fittile antropomorfa appena abbozzata proveniente dall’area dell’abitato (foto emanuele antonio minerva / mic)

Nel Palazzo Monaldeschi della Cervara, sede del SiMuLaBo (Sistema Museale del Lago di Bolsena) che ha rinnovato la sua tradizionale esposizione proprio per accogliere la mostra, è ospitata la maggior parte dei materiali dagli scavi recenti, da inquadrare principalmente nell’ambito della Cultura Villanoviana, ovvero quella che precede la formazione delle grandi città etrusche di Vulci, Tarquinia, Cerveteri, Veio e Orvieto. Tra tutti si segnalano oggetti particolari, come i tre vasetti con beccuccio interpretabili come poppatoi e un sonaglio ancora funzionante, riempito di sassolini, al fine di intrattenere i bambini nella fase dell’allattamento; un vasetto miniaturistico che forse poteva contenere un unguento o un profumo con una singolare decorazione incisa avvicinabile ad una sorta di scrittura proto-Etrusca, mai ancora attestata; una eccezionale figurina fittile antropomorfa appena abbozzata proveniente dall’area dell’abitato, chiara rappresentazione simbolica legata a pratiche rituali, come suggerirebbe l’iconografia ben nota della dea madre, finora nota soltanto in contesti funerari. Anche i materiali dal monumento cultuale dell’Aiola, grandi vasi biconici contenenti offerte di cibo, quali semi e ossa animali combuste, rimandano ad un culto evidentemente collocato all’aperto e indirizzato alla venerazione di divinità femminili ctonie.

Panoramica dell’Isola Bisentina nel lago di Bolsena (Vt) (foto fondazione rovati)

L’esposizione nella chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo sull’Isola Bisentina, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, si articola in quattro sezioni tematiche, con l’intento di restituire la complessità e la varietà di queste testimonianze. Il mondo femminile che include oggetti probabilmente utilizzati in prevalenza dalle donne, dagli spilloni alle fibule, con la funzione di ornamento o per fissare le vesti. Il sacro raccoglie reperti decorati con motivi graffiti, ma soprattutto con schematiche figure ornitomorfe, riconducibili al culto della divinità solare. La vita quotidiana offre uno spaccato del vissuto domestico attraverso oggetti legati al consumo e alla conservazione di cibo e bevande: anfore e anforette, ma anche olle, pissidi e boccali, talvolta arricchite da decorazioni plastiche. Il viaggio esplora la dimensione degli scambi e dei contatti: si segnalano un frammento di ceramica d’importazione di tipo protogeometrico, estremamente raro nel mondo medio-tirrenico, e un vaso-modellino a forma di imbarcazione, attestazione del ruolo del lago quale polo di interazione tra culture diverse.

“Underwater Visions (blue papers)” opera di Alex Cecchetti nella chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo sull’Isola Bisentina (foto lorenzo breccola /profilo FB cecchetti)

Sull’Isola Bisentina il percorso espositivo si completa con gli interventi site-specific di artisti contemporanei, invitati a operare in concomitanza con l’apertura di questa stagione. Gli artisti si sono confrontati con le recenti scoperte degli insediamenti protostorici ora sommersi, i cui reperti, perfettamente conservati proprio grazie all’immersione nell’acqua del lago, testimoniano gli oggetti d’uso quotidiano e rituale delle antiche comunità locali, rivelandone la spiritualità e il rapporto con l’ambiente lacustre. La Chiesa ospita, oltre ai reperti archeologici, i lavori su carta di Alex Cecchetti (1973), che evocano la dimensione parallela di un fondale subacqueo e invitano lo spettatore a farsi testimone di una memoria giunta fino a noi grazie all’incessante azione conservatrice del lago. La Malta dei Papi, suggestiva struttura ipogea scavata nel Monte Tabor, forse realizzata dagli Etruschi per scopi rituali – accoglie i fragili frammenti vitrei di Lisa Dalfino (1987), una poetica reinterpretazione contemporanea degli ex voto. L’oratorio di Monte Calvario e l’approdo all’isola, con la sua elegante darsena in stile liberty, fanno da cornice alle sculture “alchemiche” di Namsal Siedlecki (1986), che evocano antiche pratiche di buon auspicio e riti propiziatori.

La chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, dopo un importante restauro, è di nuovo accessibile dallo scorso anno. La chiesa fu originariamente costruita e dedicata a San Giovanni Battista da Ranuccio Farnese il Vecchio, che volle per la propria famiglia un mausoleo sull’isola. Sarà il Cardinale Alessandro Farnese il Giovane a costruire sopra questo preesistente edificio l’imponente monumento che oggi vediamo: la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, la cui edificazione ha inizio nel 1588 su disegno di Giovanni Antonio Garzoni da Viggiù, e termina all’epoca di Odoardo Farnese tra il 1602-1603.

Bolsena (Vt). Abitato sommerso del Gran Carro di Bolsena: apertura straordinaria serale con visite guidate nel sito sommerso al tramonto e in notturna

L’abitato sommerso della prima età del Ferro del Gran Carro di Bolsena (Vt) verrà aperto eccezionalmente al pubblico di sera domenica 20 luglio 2025, dalle 19 alle 22. L’evento è dedicato ad appassionati che verranno guidati a visitare l’area dove si stanno svolgendo le ricerche subacquee da parte della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, sia sott’acqua che in snorkeling. Ad accogliere i visitatori ci sarà il personale afferente al Servizio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza. Il sito è raggiungibile dal km 107,2 della Via Cassia lungo la strada sterrata che porta sulla riva del lago di Bolsena. Per info e prenotazioni: sabap-vt-em.subacquea@cultura.gov.it

Bolsena (Vt). Apertura straordinaria diurna per sub e snorkelisti del sito protostorico sommerso del Gran Carro. E diretta streaming su YouTube

Apertura straordinaria diurna a Bolsena (Vt) del sito protostorico sommerso del Gran Carro riservata a sub e snorkelisti promossa dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. Appuntamento in due domeniche di luglio 2025, il 13 e il 27 luglio, dalle 9 alle 13, al km 107.2 della Via Cassia. Per info e prenotazioni: sabap-vt-em.subacquea@cultura.gov.it. E per chi non ha la possibilità di partecipare alla visita subacquea, è prevista la diretta streaming sul canale YouTube @sabap-vt-em della soprintendenza per l’Etruria Meridionale.

Capodimonte (Vt). Riapre, dopo un anno di chiusura e un importante intervento di riallestimento, il museo della Navigazione nelle Acque interne con la presentazione della nuova direttrice, Giuliana Galli

Dopo quasi un anno di chiusura, il museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte (Vt), situato in viale Regina Margherita, riapre le sue porte al pubblico al termine di un importante intervento di riallestimento e valorizzazione. L’inaugurazione sabato 14 giugno 2025, un’occasione per scoprire le novità del museo e conoscere da vicino le progettualità future. Alle 16.30, i saluti istituzionali del sindaco Mario Fanelli e la presentazione della nuova direttrice scientifica del Museo, Giuliana Galli. Alle 17, presentazione e interventi del Comitato Scientifico, composto da illustri studiosi nei campi dell’archeologia e dell’antropologia, e la partecipazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. il Museo è stato inaugurato nel 2010 per conservare la piroga monossila, ricavata da un solo tronco di un albero di faggio, dell’età del Bronzo Medio-Finale (1365-1020 a.C.) recuperata a 14 metri di profondità nelle acque del lago di Bolsena a ridosso dell’isola Bisentina e, in qualche modo, legata alla vita dell’abitato ritrovato nel vicino Monte Bisenzio. Contiene altre imbarcazioni che legano passato e presente, in uso anche in tempi moderni, passando dalla barca di Posta Fibreno a quella di Fondi fino a quella del lago di Bracciano. Interessante è l’esposizione di parte del carico di un’imbarcazione che trasportava tegole e coppi d’età etrusca ad indicare il fermento della vita lacustre.

Tarquinia (Vt). Al museo Archeologico per il ciclo “Attualità degli Etruschi” la conferenza “Gli eroi di Marce Atie. Gli Etruschi dipingono il mito” con i professori Maurizio Harari e Vincent Jolivet che riprende il catalogo dell’omonima mostra sulla scoperta del vaso a figure rosse di Marce Atie

Nella Sala dei Capolavori del museo Archeologico nazionale di Tarquinia, Palazzo Vitelleschi, quarto incontro del primo ciclo di conferenze “Attualità degli Etruschi”, con i professori Maurizio Harari e Vincent Jolivet su “Gli eroi di Marce Atie. Gli Etruschi dipingono il mito”. Ingresso gratuito. Nel luglio 2022 la Tuscia è stato il teatro di una scoperta archeologica di straordinaria importanza. Nel corso dello scavo di un ambiente parzialmente inesplorato della famosa tomba Lattanzi, nella necropoli monumentale di Norchia, centro “minore” del territorio tarquiniese, una équipe di archeologi francesi, coordinata dal prof. Vincent Jolivet, ha portato alla luce un vaso etrusco dipinto nella tecnica a figure rosse, istoriato con scene ispirate all’epica greca. Una di queste iscrizioni restituisce il nome del proprietario e committente del vaso, Marce Atie. L’opera può essere attribuita, in base all’analisi stilistica, all’officina vulcente cui è associato il gruppo stilistico detto dell’Imbuto e si può datare alla fine del IV sec. a.C. I professori Maurizio Harari e Vincent Jolivet parlano di questa importantissima scoperta. Il libro “Gli eroi di Marce Atie. Gli Etruschi dipingono il mito”, pubblicato nel 2024, costituisce il catalogo scientifico di una mostra organizzata dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale e ospitata nel museo di Tarquinia da dicembre 2023 a maggio 2024.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale al via la rassegna “Pomeriggi dell’Archeologico” con Barbara Barbaro (Sabap Etruria meridionale) su “L’insediamento sommerso del Gran Carro di Bolsena: memoria di una comunità perilacustre della prima Età del Ferro”

Giovedì 3 aprile 2025, alle 17, il museo Archeologico nazionale di Firenze inaugura la nuova rassegna dei “Pomeriggi dell’Archeologico” con una conferenza di Barbara Barbaro, funzionaria archeologa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, su “L’insediamento sommerso del Gran Carro di Bolsena: memoria di una comunità perilacustre della prima Età del Ferro”. L’ingresso gratuito è consentito solo su PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA all’indirizzo: man-fi@cultura.gov.it. Vengono presentati i dati delle ultime campagne di scavo dirette dalla soprintendenza per l’Etruria meridionale nel complesso protostorico del Gran Carro, un insediamento villanoviano oggi sommerso e che ha conservato le tracce della vita quotidiana di una comunità della prima Età del Ferro. Il sito, importante laboratorio sperimentale dell’archeologia subacquea in Italia, oggi oggetto di investimenti per la creazione di un percorso subacqueo accessibile al pubblico, è stato scoperto oltre sessant’anni fa, ma è stato indagato a più riprese solo recentemente. Grazie allo scavo stratigrafico, è stato possibile comprendere le dinamiche di formazione del deposito archeologico, unico per lo stato di conservazione, fondamentale per la comprensione di aspetti mai registrati in altri contesti coevi e all’asciutto.

Roma. A Palazzo Patrizi-Clementi, sede della Sabap per l’Etruria meridionale, presentazione del libro di Adele Cecchini, “Le tombe dipinte di Tarquinia. Vicenda conservativa, restauri, tecnica di esecuzione”

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Lunedì 10 marzo 2025, a Palazzo Patrizi-Clementi, sede della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per a provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, in via Cavalletti 2 a Roma, presentazione del libro di Adele Cecchini, “Le tombe dipinte di Tarquinia. Vicenda conservativa, restauri, tecnica di esecuzione”, Firenze, Nardini Editore, 2023. Introduce e modera l’incontro la soprintendente Margherita Eichberg. Daniele F. Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, sarà a colloquio con l’autrice Adele Cecchini, restauratrice delle tombe dipinte tarquiniesi.

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Copertina del libro “Le tombe dipinte di Tarquinia” di Adele Cecchini

Le tombe dipinte di Tarquinia. Con il supporto di inedite e circostanziate ricerche d’archivio viene presentata la storia conservativa delle tombe dipinte di Tarquinia a partire dalla prima metà dell’Ottocento – epoca a cui risalgono la scoperta di gran parte dei sepolcri a oggi noti e i primi provvedimenti di tutela – fino ai tempi odierni. Sono illustrati sia le avanzate metodologie di conservazione e valorizzazione sia i provvedimenti che hanno consentito alla Soprintendenza di conciliare tutela e fruizione delle tombe dipinte. Vengono descritte le attuali metodologie di restauro che fanno ben sperare circa la definitiva salvaguardia di questo irripetibile patrimonio archeologico. Infine, un nuovo studio dell’università di Catania approfondisce e arricchisce quello già svolto dal Laboratorio Scientifico dei Musei Vaticani sulla tecnica di esecuzione, sui pigmenti e sugli strati preparatori delle pitture ipogee. Questo libro costituisce un punto fermo per chi dovrà in futuro provvedere al restauro e alla manutenzione delle tombe dipinte e garantire che questo straordinario patrimonio culturale possa essere trasmesso alle generazioni future.