Villagrande Strisaili (Nu). Al santuario nuragico di S’Arcu ‘e is Forros “Mirabilia” tappa itinerante del Sardinia Archeo Festival con visita al sito, aperitivo al tramonto e proiezione di tre film, a cura dell’associazione cagliaritana Itzokor Onlus, Archeonova e il Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea
“Anche quest’anno – fanno sapere dalla direzione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), “si rinnova la collaborazione tra la nostra manifestazione, gli amici di Itzokor Onlus e Archeonova, ente gestore dei siti archeologici di S’Arcu ‘e is Forros e Sa Carcaredda. La sera del 29 agosto 2025 il Santuario nuragico di S’Arcu ‘e is Forros a Villagrande Strisaili (Nu) si trasformerà ancora una volta in cinema sotto le stelle e ospiterà tre opere imperdibili, autentiche “mirabilia” di forma e contenuto, con cui portare avanti il leitmotiv della fortunata edizione 2025 del Sardinia Archeo Festival”.
Venerdì 29 agosto 2025, al santuario nuragico di S’Arcu ‘e is Forros a Villagrande Strisaili (Nu), si terrà la tappa itinerante del Festival organizzato grazie alla collaborazione dell’associazione cagliaritana Itzokor Onlus, Archeonova e il Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea. Alle 18.30, visita guidata al santuario nuragico; alle 20, aperitivo al tramonto sotto il Gennargentu con tagliere di prodotti locali; quindi alle 21 si accenderanno le luci dello schermo dove verranno proiettati i tre cortometraggi che ci offriranno nuove letture e nuove prospettive. Ingresso 15 euro. È necessaria la prenotazione per poter predisporre l’aperitivo. Per informazioni e prenotazioni: 378.3027077 (Archeonova) | 3280570071 (Itzokor). Visto che le serate d’estate al sito sono fresche, sono consigliati abiti comodi e caldi. Per chi volesse è possibile dormire sotto le stelle. Portarsi la tendina.
Si inizia col film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2024, 45’). “Approdi” è un viaggio geopoetico lungo le coste pugliesi ispirato a Breviario Mediterraneo di Matvejević. Nicolò Carnimeo, a bordo della sua barca a vela, incontra intellettuali e scrittori: Alessandro Vanoli a Monopoli, Rita Auriemma a Egnazia, Roberto Soldatini a Trani, Lucio Caracciolo a Bari, Enrica Simonetti a Giovinazzo, Bjorn Larsson a Brindisi. Approdi è una dichiarazione d’amore al mare della Puglia, ai suoi porti e alle sue coste.
Segue il film “Sui tetti di chi dorme” di Antonello Murgia Pisano (Italia-Sardegna 2024, 15). Tuvixeddu è la più grande necropoli punica del Mediterraneo. Ciò che rimane della necropoli è soltanto un frammento di bellezza sopravvissuto ai soprusi del tempo, della storia e dei costruttori. È un cimitero dove si ha l’impressione che sia notte anche di giorno. Degli eterni fantasmi, come inquilini sfrattati, raccontano questo dramma: sussurri e grida di questa fugacità. E fanno loro i versi tratti da “La sera del dì di festa” di Giacomo Leopardi: “e pensar come tutto al mondo passa e quasi orma non lascia”.
Chiude il film “Villa Rosa” di Alessandro Tricarico (Italia 2023, 11). Villa Rosa è un cortometraggio sperimentale che abbraccia l’arte urbana, la rovina, la fiction, il documentario, il romanzo storico, la fotografia e molto altro ancora. Gli eventi raccontati risalgono al 1943, quando Foggia fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti alleati. In quegli anni si costruiva Villa Rosa, il cui nome è una dedica del proprietario alla memoria della moglie che – morta prematuramente – non riuscì a vederla ultimata.
Al via Sardinia Archeo Festival: la quarta edizione è sul tema “Ritorno a Itaca”. Tre giorni di confronto (2 a Cagliari, 1 a Carloforte) tra 18 studiosi e studiose di archeologia, storia, geografia, architettura e antropologia
Il 9 e 10 giugno a Cagliari, negli spazi del Ghetto, e poi il 17 a Carloforte, all’ExMe, torna il Sardinia Archeo Festival sul tema “Ritorno a Itaca”: quarta edizione per il festival divulgativo di archeologia dedicato a storie e visioni del Mediterraneo. Tra gli ospiti gli archeologi Alfonso Stiglitz, Alessandro Usai, Fabio Pinna e Marco Minoja. Ingresso libero e gratuito. La tre giorni di Sardinia Archeo Festival metterà a confronto 18 tra studiosi e studiose di archeologia, storia, geografia, architettura e antropologia provenienti dal mondo dell’università e della ricerca che faranno il punto sulle indagini più affascinanti e aggiornate attorno alle nostre città. Gli incontri prenderanno il via venerdì 9 giugno 2023, alle 15.30 al Ghetto, e proseguiranno fino a sera con gli interventi di Giacomo Pozzi, Alessandro Usai, Francesca Desogus, Marco Milanese, Stefano Mais, Francesco Mascia; si prosegue sabato 10 giugno 2023, con la sessione del mattino, dalle 9 alle 12.30, che vedrà le relazioni di Marco Minoja, Consuelo Costa, Alessandro Cuccu, Francesco Bachis e Lidia Decandia; e quella pomeridiana, dalle 15.30 alle 20, con Marcello Schirru, Sergio Ribichini, Amedeo Feniello, Fabio Pinna, Alfonso Stiglitz. Entrambe le serate si chiuderanno in musica con “Da quale parte del mare”, concerto con i musicisti Roberto Tombesi (organetto), Davide Bonfanti (ghironda), Giovanni Floreani (cornamusa e cister). Terza e ultima serata sabato 17 giugno 2023, dalle 16.30 a Carloforte, con gli interventi degli storici Lorenzo Benedetti e Giampaolo Salice e in chiusura concerto del musicista Battista Dagnino.

La sala conferenze al Ghetto di Cagliari (foto il ghetto)
“Si dice spesso che l’Uomo sia un animale sociale, che rifugga da una dimensione di isolamento e che abbia sviluppato, nel tempo della sua presenza sulla Terra, un’attitudine al vivere collettivo, comunitario”, spiegano gli organizzatori associazione culturale onlus Itzokor nella presentazione. “Magari dandosi regole di convivenza che ne potessero indirizzare l’agire allo scopo del raggiungimento di un benessere di vita. Insomma, l’Uomo stanziale, almeno a partire dal neolitico, ha imparato a godere dei privilegi della comunità. Ma perché è stata scelta proprio questa via? Sarà questa la prima domanda a cui cercheremo di rispondere nella nuova edizione del Sardinia Archeo Festival. E poi a tutte le altre che, di conseguenza, derivano: quando nascono i primi centri di vita comunitaria? E cosa ne determina l’organizzazione sociale, politica, culturale, urbanistica, cui diamo il nome di “città”? Perché un centro assurge a tale dimensione, mentre quello accanto no? E cosa fa, veramente, di un gruppo ordinato di strade, architetture e servizi, una “città”? Cosa succede al territorio circostante: in che maniera interagisce con quel fermento umano che è racchiuso dai limiti della città? Ma proveremo a capire anche come muore una città, come si spopola un centro urbano, dove vanno a finire i suoi abitanti. Scaveremo nelle storie delle fondazioni di città famose come Cartagine, nelle dinamiche di potere delle città etrusche, cercheremo di capire cosa sia successo nella Sardegna nuragica o nel Mediterraneo all’arrivo dell’Islam. Ma il Festival diventerà occasione anche di rendere omaggio alla nostra città di Cagliari, che cercheremo di ricostruire nel racconto del suo sviluppo dal Cinquecento fino alle ricostruzioni dopo i bombardamenti del ’43. Anche attraverso la lettura dei preziosi documenti custoditi negli archivi cittadini. Volgeremo lo sguardo a realtà più piccole, capaci però di riproporre in dimensioni minori le dinamiche di un’organizzazione politico-sociale tipica dei grossi centri e ci chiederemo se davvero sia necessario parlare di “borghi quando si è paesi”. E forse arriveremo davvero, “cercando città, a trovare comunità”. Come al solito cercheremo di mettere in dialogo l’archeologia con le altre discipline che si interessano dell’essere umano, da una parte all’altra del nostro Mediterraneo, e nel tentativo di seguire un filo conduttore che dal passato giunga fino all’oggi”.




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