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“Un museo da favola. Cosa fa un restauratore? Lettura animata di Mirta e i Fiorincanto”: al museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme la favola animata “Acanto”

La locandina dell’evento “Un museo da favola. Cosa fa un restauratore? Lettura animata di Mirta e i Fiorincanto” al museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme

Una sala espositiva del museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme (foto pm-cal)

Anche in un museo si può vivere una favola. L’idea è venuta a Rosanna Calabrese, funzionario archeologo del Polo museale della Calabria diretto da Antonella Cucciniello. Nasce così l’evento “Un museo da favola. Cosa fa un restauratore? Lettura animata di Mirta e i Fiorincanto”, destinato ai bambini dai 5 anni in su, allestito nell’area bimbi del museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme (Cz). Appuntamento martedì 11 febbraio 2020, alle 17.30. Per l’occasione è previsto un prolungamento dell’orario di apertura pomeridiano del Museo fino alle 19.30. Si tratta di un’iniziativa ludico-didattica, che procede nel solco già segnato dai precedenti eventi organizzati dal museo, che si propone di diventare un luogo vivo e inclusivo, coinvolto nella formazione culturale anche dei più piccini. In un’epoca in cui il digitale ha preso il sopravvento, si vuole far riscoprire ai bambini il piacere di leggere un libro scritto e di conoscere le straordinarie professioni che ruotano intorno al magico mondo dei beni culturali. Il personale del museo Archeologico Lametino, vestendo i panni dei personaggi della storia, coinvolgerà i piccoli ospiti nella lettura animata della favola “Acanto”, primo volume di “Mirta e i Fiorincanto”, scritta da Laura Montuoro e illustrata da Felicia Villella, che prenderanno parte all’evento. Tra giovani fate ammaliate dalla bellezza del fiore di acanto, soggetto privilegiato nell’architettura classica, e le avventure di un iracondo re accompagnato da uno sbadato mago, Sandro, il protagonista del racconto, ci permetterà di scoprire l’affascinante lavoro della propria madre. Si tratta di una restauratrice che ha trasmesso al figlio la passione per le arti e per il disegno, che sarà indispensabile per la risoluzione della trama.

Al museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme “L’oro d’oliva. Percorso alla scoperta della millenaria storia dell’olio e dell’ulivo”: dalle antiche mense ponderarie agli attrezzi dell’olivicoltura alla visita tematica in museo

La locandina dell’evento “L’oro d’oliva. Percorso alla scoperta della millenaria storia dell’olio e dell’ulivo” al museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme

La sede del museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme

L’ulivo, considerato l’albero sacro del Mediterraneo, è una pianta di antichissime origini. Pare che il suo habitat originario sia da rintracciare in Asia Minore. Dalla Siria, dove sarebbe avvenuta la sua trasformazione da pianta selvatica a specie domestica, si sarebbe diffuso prima nelle isole dell’Egeo e poi in Grecia, dove è noto fin da epoca micenea. Mercanti fenici o greci l’avrebbero in seguito esportato in Occidente. In Magna Grecia i territori più noti per questa coltivazione erano quelli delle colonie di Taranto e Sibari. Giovedì 28 novembre 2019, alle 17.30, a Lamezia Terme (Catanzaro), il museo Archeologico Lametino propone una suggestiva e particolarissima iniziativa: “L’oro d’oliva. Percorso alla scoperta della millenaria storia dell’olio e dell’ulivo”.

Le sale espositive del museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme (foto Polo museale Calabria)

Nel mondo ellenico l’ulivo era la pianta sacra ad Atena. Secondo il mito la dea vinse la contesa con Poseidone per il possesso dell’Attica per aver fatto agli uomini il dono più bello e utile, ovvero il primo albero d’ulivo, il cui frutto avrebbe permesso di illuminare la notte, medicare le ferite, produrre nutrimento e quindi assicurare prosperità e pace a tutti coloro che lo avrebbero coltivato. I Romani, che mutuarono dai Greci tutti gli aspetti simbolici dell’ulivo, facendone un attributo di Minerva e Giove, fecero dell’olio un vastissimo e diversificato utilizzo, rendendo l’olivicoltura uno dei settori più importanti del loro sistema economico. Dopo un calo della produzione tra tardo-antico e alto-medioevo, nuovo impulso alle attività olivicole si ebbe a partire dal XII secolo, grazie soprattutto agli ordini monastici e all’uso rituale dell’olio nel mondo cristiano, in cui il ramo d’ulivo continuò ad essere immagine di pace terrena.

Al museo Archeologico Lametino previste visite guidate a tema (foto polo museale Calabria)

Ecco in dettaglio il programma dell’evento coordinato da Rosanna Calabrese, funzionario archeologo. In museo, dove sono conservate le antiche mense ponderarie in pietra provenienti da piazza Mercato a Nicastro, inizio del percorso guidato con breve messa in scena sull’uso delle mense nella pesatura delle olive e spiegazione tecnica delle unità di misura adottate fino all’introduzione del Sistema Internazionale. Seconda tappa nella Sala Conferenze, allestita per l’occasione con pannelli informativi sulla storia dell’olio e dell’ulivo nei secoli e con l’esposizione di attrezzi tradizionali legati all’olivicoltura. Ultima tappa nelle sale espositive del Museo con una visita tematica ricca di curiosità sull’argomento: l’origine della pianta dell’ulivo e accenni botanici nella Sezione Preistorica; il valore sacro dell’albero d’ulivo e il mito di Atena, l’uso cosmetico dell’olio del mondo antico, la produzione olivicola romana e il sistema delle villae rustiche nella Sezione Classica; l’uso rituale dell’olio da parte degli ordini monastici nella Sezione Medievale.

L’arte di farsi belle, la tessitura, riti femminili cultuali e mitici: il museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme propone in tre martedì un viaggio nel mondo femminile greco antico con il Progetto Vide presentando l’Hydria di Cerzeto, simbolo del Lametino

L’Hydria di Cerzeto conservata al museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme: una scena di toeletta (foto museo Lametino)

Viaggio nel mondo femminile greco antico in tre martedì attraverso le raffigurazioni del pezzo simbolo del museo Archeologico Lametino, l’Hydria di Cerzeto, rinvenuta casualmente nella contrada “Cerzeto” ο “Celsito” (Cz) alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, parte del corredo di una tomba in tegoloni di terracotta, di fabbrica campana, decorata sulla spalla e sul ventre con scene di gineceo e databile al primo quarto del IV sec. a.C. Qualità e dimensioni fanno pensare appartenere alla sepoltura di un personaggio di rango. Una ricca decorazione sulle spalle e sul lato principale rappresenta una scena di toilette con Eroti, personaggi femminili e maschili tra il luccichio di gioielli e il contorno di girali floreali e trofei di palmette. Proprio l’Hydria di Cerzeto, che oggi spicca nella seconda sezione del museo Lametino, quella dedicata all’età classica, sarà la protagonista di un Viaggio dell’Emozione, cioè di quel Progetto Vide, ideato dal Polo museale della Calabria, guidato da Antonella Cucciniello, e realizzato col sostegno della Regione Calabria, per promuovere e mettere in rete i 16 istituti culturali afferenti al Polo con una mostra virtuale realizzata a Cosenza a Palazzo Arnone, dove una camera immersiva, sviluppata con moderne tecnologie di animazione grafica computerizzata, permette ai visitatori di intraprendere un viaggio alla scoperta del ricco patrimonio culturale calabrese e delle innumerevoli storie che può raccontare.

Il museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme (Cz)

Il Progetto Vide – Viaggio dell’Emozione stavolta fa tappa al museo Archeologico Lametino con un ricco programma di eventi previsti per le giornate del 15, 22 e 29 ottobre 2019 dal titolo “L’Hydrìa di Cerzeto. Viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito”. Per l’occasione il museo Lametino ha scelto di esporre virtualmente l’Hydrìa di Cerzeto, pezzo iconico della collezione. Le scene a carattere erotico-nuziale, riprodotte con una grande esuberanza decorativa sul vaso, alludono alla sfera matrimoniale e alla preparazione per il primo incontro d’amore. Esse rappresentano un’occasione per intraprendere un viaggio nel viaggio, alla scoperta dell’affascinante mondo femminile greco, di cui, in una serie di incontri organizzati al Museo, si intende esplorare i più diversi ambiti: da quelli legati alla vita reale (si pensi alla cosmetichè techne, l’arte di farsi belle attraverso un’attenta scelta di abiti, acconciature, gioielli e l’uso di unguenti dal sensuale profumo, alle attività domestiche di filatura e tessitura (appannaggio esclusivo delle donne) a quelli rituali (cerimonie e culti legati ai passaggi di status femminili) e mitici (intriganti figure divine del pantheon terineo legate alla sfera afrodisia e ctonia).

La locandina degli eventi del Progetto Vide al museo Archeologico Lametino: “L’Hydrìa di Cerzeto. Viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito”

Ecco il programma delle iniziative curate da Rosanna Calabrese, funzionario archeologo del Polo museale della Calabria. Martedì 15 ottobre 2019. Dalle 17 alle 21, apertura straordinaria pomeridiana del museo Archeologico Lametino (ingresso gratuito); alle 17.30, presentazione del Progetto VIDE – Viaggio dell’Emozione con “L’Hydrìa di Cerzeto. Viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito”. Intervengono: Antonella Cucciniello, direttore Polo museale della Calabria; Rosanna Calabrese, funzionario archeologo Polo museale della Calabria; Giovanna De Sensi Sestito, ordinario di Storia Greca dell’università della Calabria; alle 19.30, Hydrìa di Cerzeto in scena e visita animata alla sezione Classica del Museo. Martedì 22 ottobre 2019. Dalle 17 alle 21, apertura straordinaria pomeridiana del museo Archeologico Lametino (ingresso gratuito); alle 18, I Ciclo di incontri intorno all’Hydrìa. Introduce Rosanna Calabrese; intervengono: Giovanni Vasta, Archeologo: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: il maquillage”; Francesca Morabito, storica dell’arte: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: l’arte di acconciarsi”; Felicia Villella, diagnosta dei Beni culturali: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: l’arte di abbigliarsi”; Samuele Maria Anastasio, archeologo: “Il mondo femminile e le attività dell’oikos: la tessitura e la filatura”. Martedì 29 ottobre 2019. Dalle 17 alle 21, apertura straordinaria pomeridiana del museo Archeologico Lametino (ingresso gratuito); alle 18, II Ciclo di incontri intorno all’Hydrìa. Introduce Rosanna Calabrese. Intervengono: Angela Astorino, conservatore Beni archeologici e artistici: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: la scelta dei gioielli”. Daniela Emanuele, storica dell’arte: “Il mondo femminile e il pantheon terineo”; Angela Bosco, archeologo: “Il mondo femminile e i rituali di passaggio alla vita di adulta: il matrimonio”.