Archivio tag | Regione Siciliana

A tre mesi dal disastro aereo dell’Ethiopian Air Lines, in cui perse la vita Sebastiano Tusa, la Regione Sicilia ricorda il “suo” assessore-archeologo con una commemorazione e un video. Il ricordo dell’amico archeologo Luigi Fozzati

Sebastiano Tusa, 66 anni, archeologo subacqueo di fama internazionale, soprintendente del Mare, assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, morto nel disastro areeo dell’Ethiopian Air LInes

10 marzo 2019 – 10 giugno 2019: sembra ieri ma sono già passati tre mesi da quando Sebastiano Tusa, 66 anni, archeologo subacqueo di fama internazionale, soprintendente del Mare, assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, ha trovato la morte sul Boing 737 dell’Ethiopian Air Lines per Nairobi (Kenia), con tutti gli altri 156 passeggeri, tra cui 7 italiani, precipitato appunto il 10 marzo 2019, a Bishoftu (Etiopia) sei minuti dopo il decollo dall’aeroporto della capitale Addis Abeba. Tusa era diretto a Malindi, in Kenia, per una conferenza internazionale promossa dall’Unesco con la partecipazione di archeologi provenienti da tutto il mondo per discutere del progetto Unesco di creare proprio a Malindi un centro di interesse storico e di recupero delle tradizioni e della cultura di tutto il Kenya. Il professor Tusa, soprintendente del mare della Regione Siciliana, era stato chiamato proprio in virtù della sua competenza nel settore dell’archeologia marina. Le ricerche di Tusa e del suo staff, di concerto con il direttore del museo nazionale di Malindi “Caesar Bita”, aveva evidenziato già a Natale (quando vi era stato con la moglie, Valeria Patrizia Li Vigni, direttrice del museo d’Arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo) le grosse potenzialità nell’ambito dei ritrovamenti sotto la superficie dell’oceano Indiano, al largo di Malindi (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2019/03/11/archeologia-in-lutto-nel-disastro-aereo-del-boing-737-precipitato-in-etiopia-e-morto-larcheologo-sebastiano-tusa-siciliano-doc-docente-di-paletnologia-e-archeologia-marina-ha-creato-la-so/).

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, con l’assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa, il giorno del suo insediamento

Lunedì 10 giugno 2019 la Regione Siciliana ha deciso di ricordare il proprio assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa, a tre mesi dalla tragica scomparsa nell’incidente aereo in Etiopia. Alle 17, nella Cattedrale di Palermo, si terrà una messa di suffragio, celebrata dall’arcivescovo Corrado Lorefice. A seguire, nel Palazzo d’Orleans, sono previsti gli interventi commemorativi del governatore Nello Musumeci, del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, del rettore dell’università Fabrizio Micari, dello scrittore e storico Valerio Massimo Manfredi e della giornalista e conduttrice televisiva Donatella Bianchi. In occasione della giornata dedicata alla commemorazione, negli uffici centrali e periferici della Regione Siciliana, saranno poste le bandiere a mezz’asta. Per l’occasione, sulla pagina Fb della Regione Siciliana è stato postato un video che sulle immagini sfumate di Sebastiano Tusa scorrono le immagini suggestive dell’immenso patrimonio archeologico vanto della Sicilia, mentre l’audio riporta una dichiarazione d’intenti dell’archeologo-neo assessore regionale ai Beni culturali.

Risentirle oggi quelle parole, che dovevano essere il manifesto programmatico di Tusa, diventano l’impegnativa eredità che l’archeologo-politico lascia ai suoi conterranei: quasi un decalogo che lui non ha potuto mettere in pratica ma la cui valenza non è certo venuta meno. “Il futuro strategico della Sicilia deve puntare sulla Cultura, e quindi sui tre pilastri che la reggono: il Turismo, l’Enogastronomia, il Mare. È tempo di pensare a lavorare meglio, senza inventarsi niente di nuovo, ma gestendo al meglio quello che abbiamo. Poi non possiamo più permetterci di avere aree archeologiche sporche, musei che non funzionano, con standard vecchi, oppure musei chiusi; dobbiamo cercare di acquistare e acquisire degli standard europei. Oggi il museo, l’area archeologica, il monumento devono diventare luoghi dove si va anche ripetutamente, si va anche per divertirsi: anche solo per prendere un caffè o ritrovarsi con gli amici. Questi luoghi devono diventare elementi sentiti di tutti, quasi parte di un itinerario quotidiano o comunque frequente. Dobbiamo lavorare sull’offerta culturale che in Sicilia è enorme, rendendo il patrimonio culturale appetibile, perché noi sappiamo che questi luoghi sono importanti, ma gli altri non lo sanno”.

L’archeologo subacqueo Luigi Fozzati, già soprintendente del Friuli-Venezia Giulia

“Non è facile parlare di Sebastiano”, scrive tra l’altro sull’ultimo numero di Archeologia Viva (maggio-giugno 2019) Luigi Fozzati, già soprintendente del Friuli Venezia Giulia, che con Tusa ha condiviso importanti esperienze di archeologia subacquea, e stretto una sincera amicizia, “per quella vita straordinaria che ha vissuto all’insegna del non risparmiarsi mai. In lui convivevano più aspetti, tutti vissuti con passione professionale: lo studioso di preistoria, che ci ha lasciato sintesi esemplari sulla storia più antica della Sicilia; l’archeologo subacqueo, che ha saputo imporsi ai politici della sua isola e saputo istituire la prima e unica Soprintendenza del Mare di tutta l’Italia, dove in questo settore non si muove foglia; il docente, instancabile e lieto di trasmettere il suo sapere nelle università. Infine il politico: ci teneva anche a questo ruolo, convinto che per arrivare a certi obiettivi occorra lo specialista. Dall’11 aprile 2018 rivestiva in Sicilia la carica di assessore ai Beni culturali, indicato da Vittorio Sgarbi, che lo aveva preceduto. Questi profili differenti che dialogavano tra loro si reggevano sulle qualità dell’uomo, superiore alle miserie di un’Italietta quasi indifferente alla bellezza. Pensare che il suo mondo fosse la sola Sicilia sarebbe un errore: adorava la sua terra, ma nel cuore aveva l’Italia. Gli arrivavano continue richieste di consigli per impostare ricerche, mostre, convegni: non si negava mai, con la semplicità e l’avvedutezza di un aristocratico che ben conosce l’animo umano. Con la scomparsa di Sebastiano Tusa l’archeologia perde un interprete di eccezionale umanità e sapere: un vuoto che non si può colmare”.

Archeologia in lutto. Nel disastro aereo del Boing 737 precipitato in Etiopia è morto l’archeologo Sebastiano Tusa: siciliano doc, docente di paletnologia e archeologia marina, ha creato la soprintendenza del Mare. A Malindi con l’Unesco doveva promuovere ricerche subacquee nell’oceano Indiano

Le ricerche sottomarine a Lipari sono state condotte dalla soprintendenza del Mare sotto la direzione di Sebastiano Tusa

L’ultimo applauso, quasi una standing ovation, gliel’ha tributata la competente platea dell’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze quindici giorni fa, sabato 23 febbraio, durante i lavori di Tourisma 2019, il salone internazionale dell’Archeologia e del turismo culturale: Sebastiano Tusa, archeologo subacqueo di fama internazionale, soprintendente del Mare, nella sua nuova veste di assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, si confrontava con il presidente del Fai Andrea Carandini, con il critico d’arte Vittorio Sgarbi, cui era subentrato l’11 aprile 2018 nel ruolo di amministratore regionale, e con l’ingegnere di Anas Paolo Mannella, per ragionare sull’opportunità di abbattere il viadotto Morandi di Agrigento (tecnicamente i ponti Akragas 1 e Aktagas 2), chiuso da molti mesi in attesa di urgenti restauri, che deturpa la Valle dei Templi. E due giorni prima, a Milano, aveva presentato ufficialmente la grande mostra di Palazzo Reale dedicata ad Antonello da Messina. Sebastiano Tusa, 66 anni, ha trovato la morte sul Boing 737 dell’Ethiopian Air Lines per Nairobi (Kenia), con tutti gli altri 156 passeggeri, tra cui 7 italiani, precipitato oggi 10 marzo 2019, a Bishoftu (Etiopia) sei minuti dopo il decollo dall’aeroporto della capitale Addis Abeba. Tusa era diretto a Malindi, in Kenia, per una conferenza internazionale promossa dall’Unesco con la partecipazione di archeologi provenienti da tutto il mondo per discutere del progetto Unesco di creare proprio a Malindi un centro di interesse storico e di recupero delle tradizioni e della cultura di tutto il Kenya. Il professor Tusa, soprintendente del mare della Regione Siciliana, era stato chiamato proprio in virtù della sua competenza nel settore dell’archeologia marina. Le ricerche di Tusa e del suo staff, di concerto con il direttore del museo nazionale di Malindi “Caesar Bita”, aveva evidenziato già a Natale (quando vi era stato con la moglie, Valeria Patrizia Li Vigni, direttrice del museo d’Arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo) le grosse potenzialità nell’ambito dei ritrovamenti sotto la superficie dell’oceano Indiano, al largo di Malindi.

L’archeologo Sebastiano Tusa

Sebastiano Tusa era nato a Palermo il 2 agosto 1952: un siciliano doc, che ha sempre amato la sua terra (“Ambientalista vero, amante della bellezza, della sua terra, della vita”, lo ricorda Giuseppe Mazzotta, presidente Wwf Sicilia area mediterranea): archeologo preistorico e subacqueo, politico e professore di Paletnologia all’università Orsola Benincasa di Napoli (ma ha anche insegnato Archeologia marina all’università di Palermo, sede di Trapani; e all’università di Bologna). Figlio d’arte – suo padre era il famoso archeologo Vincenzo Tusa -, si era laureato in Lettere con specializzazione in Paletnologia. Dirigente della Regione Siciliana, negli anni Novanta del Novecento è stato responsabile della sezione archeologica del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro. Nel 2003, durante scavi da lui diretti a Pantelleria, vennero trovati tre ritratti imperiali romani. Abbandonata la ricerca sul campo, si è occupato di amministrazione dei Beni culturali nei ruoli della Regione Siciliana, guidando la soprintendenza di Trapani. Nel 2004 è nominato da parte dell’assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana primo soprintendente del Mare, istituto da lui stesso creato per la tutela del mare, che finora aveva qualcosa di analogo solo la Grecia. Ha organizzato missioni archeologiche in Italia, Pakistan, Iran e Iraq. Nel 2005 ha guidato gli scavi a Mozia, riportando alla luce, sulla strada sommersa che conduce all’isola, delle strutture identificabili come banchine. Nel 2008 ha realizzato un film documentario con Folco Quilici sulla preistoria mediterranea a Pantelleria. Gli scavi da lui promossi, e condotti sul campo da Fabrizio Nicoletti e Maurizio Cattani, hanno anche confermato il ruolo di Pantelleria come “crocevia per i mercanti” in epoca antichissima. Nel gennaio 2010 è stato nominato Socio onorario dell’associazione nazionale Archeologi. Nel 2012 è tornato a dirigere la soprintendenza del Mare della Regione che ha lasciato l’11 aprile 2018 quando è stato nominato assessore ai Beni Culturali dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in sostituzione di Vittorio Sgarbi.

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, con l’assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa, il giorno del suo insediamento

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi (foto Graziano Tavan)

“È una tragedia terribile, alla quale non riesco ancora a credere: rimango ammutolito”, è il messaggio di cordoglio del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, alla notizia dell’improvvisa scomparsa di Sebastiano Tusa. E Vittorio Sgarbi: “Resta il suo pensiero, l’intelligenza, la disponibilità ad ascoltare, la gentilezza, e tanti studi, tante ricerche sospese, tanti sospiri di conoscenza”. Sgarbi sottolinea che “in pochi casi l’archeologo, lo scienziato si era fatto politico con tanta naturalezza, continuando a vedere le cose, la storia e il mondo senza calcoli e strategia, per amore della bellezza, per la certezza che il mondo antico in Sicilia era ancora vivo. Potevano risorgere sculture, rinascere kouroi, uscire Venere dall’acqua. E come vive la storia con noi, vive anche lui oltre la sua apparente fine”. E ad Agrigento è lutto cittadino. Cancellato lo spettacolo del Festival Internazionale del folklore, davanti al Tempio della Concordia, che secondo tradizione chiude le manifestazioni del “Mandorlo in Fiore”. Il cordoglio della città espressi dal sindaco di Agrigento Lillo Firetto: “Se ne va un amico, archeologo di fama, uomo di cultura di alto profilo, un patrimonio di esperienza umana e capacità operativa, una persona da sempre impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale siciliano, con grande dedizione e amore. L’abbiamo sentito sempre vicino nel percorso di crescita culturale della città dei Templi. Per Agrigento, per la Sicilia, per la cultura internazionale una grave perdita”.