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Alle Grotte di Castellana “Valorizzare il patrimonio culturale: la sfida di coniugare sostenibilità, innovazione e territorialità”: incontro-confronto università, ricerca scientifica e settore culturale. L’evento sancisce l’avvio di una partnership strategica fra le Grotte di Castellana e il MArTA. Ingresso con super Green Pass

Le Grotte di Castellana in Puglia (foto MArTa)

GROTTE-DI-CASTELLANA_LOGO_OKtaranto_marta_logo“Valorizzare il patrimonio culturale: la sfida di coniugare sostenibilità, innovazione e territorialità”. Sarà questo il focus dell’appuntamento di sabato 11 dicembre 2021, alle 17.30, nella caverna della Grave delle Grotte di Castellana (Ba), un’occasione di incontro e confronto fra mondo dell’università, della ricerca scientifica e del settore culturale, voluto dalle Grotte di Castellana in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA, e il supporto dell’università di Bari “Aldo Moro” e del Politecnico di Bari. L’evento sancirà anche l’avvio di una partnership strategica tra il museo MArTA e le Grotte di Castellana, due grandi attrattori pugliesi. Grazie agli interventi dei relatori, inoltre, si metterà in evidenza il tema della valorizzazione del patrimonio, seguendo le tre direttrici della sostenibilità, dell’innovazione e della territorialità, affinché da un’illuminata gestione di un bene culturale o paesaggistico si possa favorire lo sviluppo sociale, culturale ed economico di un territorio. L’evento gratuito si svolgerà, in ottemperanza alle misure in vigore di contenimento del Covid-19, all’interno delle Grotte di Castellana. Sarà possibile assistere in presenza all’evento previa prenotazione all’indirizzo e-mail segreteria@grottedicastellana.it e con esibizione del super Green Pass. Informazioni sul sito www.grottedicastellana.it e sui social ufficiali delle Grotte.

taranto_marta_accordo-grotte-di-castellana_locandinaPer i saluti istituzionali interverranno il sindaco di Castellana Grotte, Francesco De Ruvo; il prof. Stefano Bronzini, rettore dell’università di Bari “Aldo Moro”; il prof. Francesco Cupertino, rettore del Politecnico di Bari; il prof. Riccardo Pagano, direttore del dipartimento Jonico dell’università di Bari “Aldo Moro”; l’avv. Agusto dell’Erba, presidente della federazione italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali e presidente della BCC CRA di Castellana Grotte; la senatrice Patty L’Abbate, componente della commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali del Senato della Repubblica; l’onorevole Ubaldo Pagano, componente della commissione Bilancio della Camera dei Deputati; e il presidente del CdA delle Grotte di Castellana, Victor Casulli. Relatori dell’appuntamento saranno la direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti, il prof. Giuliano Volpe dell’università di Bari “Aldo Moro” e presidente emerito del Consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici del ministero della Cultura, il prof. Stefano Dell’Atti dell’università di Foggia, e il prof. Stefano Miani dell’università di Udine. A introdurre e moderare sarà il prof. Vincenzo Pacelli dell’università di Bari “Aldo Moro”.

Pompei. Campagna di scavo con archeologi, architetti e geofisici per capire com’erano il foro e il tempio di Giove (Capitolium) nella fase precedente l’età imperiale romana

Indagini archeologiche al Foro e al Capitolium di Pompei (convenzione PAP e università di Catania) (foto parco archeologico di Pompei)

ndagini archeologiche al Foro e al Capitolium di Pompei (convenzione PAP e università di Catania) (foto parco archeologico di Pompei)

Archeologi, architetti e geofisici per capire com’erano il foro e il tempio di Giove a Pompei nella fase precedente l’età imperiale romana. È l’obiettivo della campagna di scavo dell’università di Catania avviata nell’area del Foro di Pompei e al Capitolium (Tempio di Giove) il 31 agosto 2020, e che si concluderà in questa settimana. Le ricerche fanno seguito a quelle già condotte nell’estate del 2017 dall’università Sapienza di Roma, che aveva intrapreso un progetto di studio centrato sull’analisi del monumento, inserito all’interno dell’impianto urbano. La prematura scomparsa del professor Enzo Lippolis, che ne aveva diretto l’intervento, non ha consentito il progredire delle ricerche. Così, per riprendere lo studio di questo settore centrale della città, è stata stipulata una convenzione tra il Parco Archeologico di Pompei e l’università di Catania. “Le attuali indagini”, spiegano Massimo Osanna e Luigi Caliò che dirigono la missione, “puntano a individuare le fasi pre-imperiali dell’edificio di culto e della piazza forense. Perciò ci siamo avvalsi di un’equipe eterogenea, costituita da più figure professionali, tra i quali archeologi, architetti e geofisici”. Per primo sono state effettuate analisi geofisiche su tutta l’area della piazza, a cura di Marilena Cozzolino dell’università del Molise, che hanno consentito di ottenere nuovi dati sul sottosuolo, in modo non invasivo, e di mappare le strutture che si celano al di sotto del lastricato. In superficie, con l’ausilio del Politecnico di Bari, è stato avviato lo studio architettonico delle strutture che adornano la piazza e delle stratificazioni murarie che raccontano la storia di questa area centrale della città, delineandone gli sviluppi e le trasformazioni monumentali avvenute nel corso del tempo. In parallelo è iniziato lo scavo stratigrafico nell’area posta di fronte al Capitolium, con l’obiettivo di individuare le stratigrafie antecedenti la sistemazione del Foro di età proto-imperiale, tramite l’analisi delle strutture sepolte e della cultura materiale.

Nel parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento scoperto un edificio semicircolare: il teatro dell’antica Akragas? Gli archeologi lo sperano, il ministro Alfano ci conta. Al via i nuovi scavi

Tracce di un edificio semicircolare emerse nell'area ellenistico-romana del parco archeologico della valle dei templi di Agrigento

Tracce di un edificio semicircolare emerse nell’area ellenistico-romana del parco archeologico della valle dei templi di Agrigento

Il quartiere ellenistico-romano dell'antica Akragas

Il quartiere ellenistico-romano dell’antica Akragas

Quelle tracce “particolari” emerse nel Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei templi di Agrigento durante i recenti interventi hanno fatto sussultare gli archeologi. Da alcuni anni il Politecnico di Bari ha avviato una estensiva ricerca nell’area in cui doveva svilupparsi l’agorà di età ellenistica e il foro di età romana con la direzione congiunta e il coordinamento del Parco di Agrigento. E proprio lì, lungo il margine meridionale dell’area dell’agorà, si è individuata struttura ad andamento semicircolare, raffrontabile a un edificio di tipo teatrale. Il teatro dell’antica Akragas! Un sogno, quasi un miraggio, ricorso da generazioni di archeologi. “È una ricerca che dura da decenni o da secoli e speriamo che questa sia l’occasione giusta e la volta buona. Che ci sia un edificio lo dicono prove di evidenza scientifica. L’archeologia impone, esige rigore e quindi nessuno può dire che sia certo, però questa volta secondo gli esperti c’è davvero l’occasione perché sia la volta buona”, commenta il ministro dell’Interno Angelino Alfano arrivando a casa Sanfilippo, sede del parco archeologico Valle dei Templi di Agrigento, per illustrare la campagna di scavi che, nei pressi della chiesa di San Nicola, potrebbe far emergere una nuova scoperta archeologica: il teatro, forse di epoca ellenistico-romana. Presente, tra gli altri, l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Carlo Vermiglio, insieme ai vertici del parco, alle autorità locali e ai rappresentanti del Politecnico di Bari e dell’Università di Catania.

Il ministro Angelino Alfano al parco archeologico della valle dei templi di Agrigento

Il ministro Angelino Alfano al parco archeologico della valle dei templi di Agrigento

L'ipotesi di posizionamento del teatro dell'antica Akragas

L’ipotesi di posizionamento del teatro dell’antica Akragas

“È evidente che scopriremo solo alla fine quello che c’è”, aggiunge il ministro. “Però al tempo stesso occorre insistere e vale la pena di evidenziare tutto l’impegno di cui le istituzioni regionali dispongono per provarci fino in fondo. La scelta del governo regionale di fare questa insistenza è una scelta meritevole di un applauso”. E poi chiosa sulla sua pagina Facebook: “La Sicilia, ne sono fermamente convinto, può essere per l’Europa ciò che la Florida è per gli Stati Uniti d’America, con un di più di beni culturali e un di più di storia che noi offriamo non solo all’Europa, ma a tutto il mondo”.