Pompei. All’anfiteatro concerto della banda musical dell’Arma dei Carabinieri con brani classici e di musica operistica, sino a quelli più contemporanei dei Beatles e di Pino Daniele


Veduta aerea dell’anfiteatro di Pompei (foto parco archeologico pompei)
Con un repertorio variegato che, dai brani classici e di musica operistica, sino a quelli più contemporanei dei Beatles e di Pino Daniele, la storica Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri si esibirà in concerto il 24 luglio 2024, alle 20.30, all’Anfiteatro di Pompei, accompagnando il pubblico in un percorso di musica ed emozioni che si concluderà con l’esecuzione dell’inno italiano. Un momento di condivisione dei valori della tradizione e di festa, dedicato al territorio ed ai suoi cittadini, ma anche ai visitatori di tutto il mondo, che si terrà nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro di Pompei destinato a diventare, in questa eccezionale occasione, luogo di connessione tra città antica e moderna, celebrato da un forte simbolo istituzionale quale l’Arma dei carabinieri. Il concerto organizzato e promosso dal parco archeologico di Pompei, dal Comune di Pompei e dalla Arma dei Carabinieri è aperto alla partecipazione della cittadinanza che potrà accedere gratuitamente prenotandosi tramite la piattaforma https://www.eventbrite.it/e/banda-dellarma-dei-carabinieri-in-concerto-tickets-950544252447. Il programma del concerto diretto dal maestro direttore Col. Massimo Martinelli vedrà in esecuzione i seguenti brani: La Gazza ladra di G. Rossini, Rapsodia Partenopea di E.A. Mario, Casta DIVA di V. Bellini, Canzone Napoletana di P. I. Tchaikovsky, Schindler’s List di J. Williams, Hit The Beat dei Beatles, Napul’è di P. Daniele per chiudere con Inno Nazionale Italiano.
Pompei. All’auditorium “Pompei: scavi e ricerche in corso”: 4° workshop internazionale per un confronto tra le istituzioni e università straniere e italiane aperto anche ai visitatori del Parco. Zuchtriegel: “Un’occasione per aggiornarci sulle novità delle ricerche”. Ecco il programma

Al parco archeologico di POmpei sono molti i cantieri di scavo archeologici aperti (foto parco archeologico pompei)
Un workshop internazionale per confrontarsi sulle ricerche in corso nei siti del parco archeologico di Pompei e fare rete tra le istituzioni e università straniere e italiane. Un appuntamento fisso che a Pompei si ripete per il quarto anno al fine di fornire aggiornamenti sulle campagne di scavo a un pubblico non di soli studiosi, ma anche a studenti e appassionati di archeologia. Martedì 16 luglio 2024, all’Auditorium degli scavi di Pompei dalle 9.30 alle 18, sarà possibile accedere, anche per i visitatori del parco interessati e gli invitati, al 4° workshop internazionale “Pompei: scavi e ricerche in corso”, per seguire il ricco programma o alcuni degli interventi della giornata. “Pompei è un grande living lab dello scavo, della ricerca e del restauro”, sottolinea il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, “e abbiamo introdotto il workshop annuale, nel periodo in cui sono presenti molte missioni universitarie italiane e straniere nei nostri siti, per mettere in rete e valorizzare l’enorme patrimonio di conoscenze che cresce ogni giorno grazie ai progetti in corso. È anche un’occasione per scambiarci punti di vista e per aggiornarci sulle novità, in un incontro che sarà aperto anche al pubblico, agli studenti e alle guide. Sarà uno spaccato eccezionale della ricerca a Pompei, luogo propulsivo e centrale nel settore dell’archeologia a livello globale. Pompei, dall’inizio degli scavi nel 1748, è sempre stata una po’ la capitale dell’archeologia e noi abbiamo la responsabilità di renderla accessibile e trasparente per tutti”. Tante infatti le Università e gli istituti coinvolti che hanno in corso campagne di studi in vari luoghi di Pompei: l’università Federico II di Napoli, l’Austrian Archaeological Institute, Tulane University, Austrian Academy of Sciences, l’IMT Lucca, l’università di Pisa, l’Université Côte d’Azur, Nice, l’University of Valencia, l’università L’Orientale di Napoli, il Freie Universitat Berlin, l’University of Texas at Austin, l’università di Genova, l’università di Torino, l’università della Campania Luigi Vanvitelli, l’Institutum Romanum Finlandiae, l’università di Bologna, l’università la Sapienza, Roma.
PROGRAMMA. Alle 9.30, saluti del direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel; 10, Luigi Cicala, università Federico II di Napoli, “Le ricerche dell’Università di Napoli Federico II nel cd. Hospitium di Albinus (VI 17, 1-4)”; 10.15, discussione; 10.20, Christoph Baier, Austrian Archaeological Institute, Austrian Academy of Sciences, “L’Insula VII 4 come spazio di transizione nel tessuto urbano di Pompei”; 10.35, discussione; 10.40, Riccardo Olivito, Anna Anguissola, IMT Lucca, Università di Pisa, “Progetto PRAEDIA: un bilancio del quadriennio 2021-2024”; 10.55, discussione; 11, Carmela Capaldi, Antonella Ciotola, università di Napoli Federico II, “Nuovi Scavi nell’area del cd. Tempio di Asclepio (VIII, 7, 25-26)”; 11.15, discussione; pausa caffè; 11.40, Sandra Zanella, Université Côte d’Azur, Nice, “Pompei TransUrbs: aggiornamento sulle campagne 2023- 2024”; 11.55, discussione; 12, Llorenç Alapont, University of Valencia, “Indagine sull’archeologia della morte a Pompei. Necropoli di Porta Sarno”; 12.15, discussione; 12.20, Allison Emmerson, Tulane University, “Further Research on the Reed Workshop at I 14, 1/11-14”; 12.35, discussione; 12.40, Dora d’Auria, università L’Orientale di Napoli, “Pompei. Aggiornamento sulle ricerche nell’insula VI”; 12.55, discussione; pranzo libero; 15, Monika Trumper, Domenico Esposito, Freie Universitat Berlin “Abitare in una prime location. Sviluppo e funzione dell’Insula VIII 5 a Pompei”; 15.15, discussione; 15.20, John R. Clarke, Jennifer Muslin, Ivo van der Graaff, Zoe Schofield, Michael Thomas, University of Texas at Austin, “First results from a study season at Oplontis Villa B”; 15.35, discussione; 15.40 Silvia Pallecchi, università di Genova, “Pompei. Aggiornamento sulle ricerche nell’insula VI”; 15.55, discussione; 16, Diego Elia, università di Torino, “La Casa della Caccia Antica: ricerche archeologiche e indagini diagnostiche per la conservazione preventiva”; 16.15, discussione; 16.20, Carmine Lubritto, università della Campania Luigi Vanvitelli, “Analisi isotopiche per indagare la dieta e le abitudini degli abitanti dell’antica Pompei”; 16.35, discussione; pausa caffè; 17, Ria Berg, Institutum Romanum Finlandiae, “Vivere in un locus amoenus – Le ricerche dell’Institutum Romanum Finlandiae nella Casa di Trebio Valente”; 17.15, discussione; 17.20, Antonella Coralini, università di Bologna, “Storie di confini. L’insula I 17 e il suo contest”; 17.35, discussione; 17.40, Maria Teresa D’Alessio, università la Sapienza, Roma, “Dal sistema informativo all’Atlante della Regio VII”; 17.55, discussione; 19.30, archeococktail.
#domenicalmuseo compie dieci anni: 2014-2024. Il ministro Sangiuliano: “Un’intuizione felice che in questi anni è diventata un appuntamento irrinunciabile molto apprezzato dai cittadini italiani e dai turisti che giungono qui da tutto il mondo”. Il Colosseo è il sito più visitato nella domenica a ingresso gratuito di luglio, seguito da Pompei e Pantheon
Anche per la prima domenica di luglio 2024 a ingresso gratuito il Colosseo si conferma – nella classifica assoluta – il sito più visitato (20.986 ingressi), seguito da Pompei (18.409) e dal Pantheon (11.821). Ma il 7 luglio 2024 rappresenta anche un anniversario importante: l’iniziativa #domenicalmuseo compie 10 anni. È stata infatti Istituita con il decreto n. 94 del 27 giugno 2014, prevedendo l’ingresso gratuito nei musei, nei parchi archeologici e in tutti i luoghi della cultura statali. “Si tratta di un’intuizione felice che in questi anni è diventata un appuntamento irrinunciabile molto apprezzato dai cittadini italiani e dai turisti che giungono qui da tutto il mondo”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano commentando i primi dati disponibili relativi alla #domenicalmuseo di luglio. “Alle 12 giornate gratuite previste in origine, ho fortemente voluto aggiungere altre tre date iconiche della storia italiana: il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. In queste 15 giornate gratuite, come quella che s’è appena conclusa, molte centinaia di migliaia di visitatori hanno deciso di trascorrere alcune ore immersi nella bellezza e nell’arte del patrimonio culturale della Nazione. Numeri che confermano lo straordinario successo dei musei italiani, come dimostrano i dati degli ingressi che abbiamo presentato questa settimana che hanno fatto segnare, per il 2023, la cifra di 57.730.502 visitatori, mai registrato nelle serie storiche (vedi Sistema museale nazionale. Bilancio della App Musei Italiani a un anno dal lancio: oltre 400 musei presenti, 150 già con l’e-ticketing. E nel 2023 record di 57.730.502 visitatori (+23% sul 2022). Sul podio sempre il Colosseo con oltre 12 milioni di ingressi, ma tutti i musei e parchi hanno registrato incrementi significativi | archeologiavocidalpassato). I musei italiani hanno un immenso valore storico e identitario, a questo stiamo aggiungendo la qualità dei servizi tra cui la nuova app, uno strumento innovativo e moderno di accesso alle strutture museali che rappresenta una ulteriore tappa verso la modernizzazione e la valorizzazione nel solco di quanto previsto dall’art. 9 della Costituzione”.

Visitatori sull’antica spiaggia di Ercolano, da poco aperta al pubblico (foto paerco)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo 20.986; area archeologica di Pompei 18.409; Pantheon 11.821; Foro Romano e Palatino 6.153; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.381; Terme di Caracalla 2.821; museo e area archeologica di Paestum 2.435; parco archeologico di Ercolano 1.828; Villa Adriana 1.609; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.302; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.088; museo nazionale Romano – Palazzo Massimo 1.032; museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano 991; Villa Romana e Antiquarium di Desenzano 980; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 903; museo nazionale Romano – Palazzo Altemps 853; musei nazionali di Cagliari 792; museo Archeologico nazionale di Taranto 600; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 430; museo delle Civiltà 429; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 411; mausoleo di Teodorico 382; museo Archeologico nazionale di Firenze 363; anfiteatro campano, museo Archeologico dell’antica Capua e mitreo di Santa Maria Capua Vetere 318; abbazia di Pomposa e museo Pomposiano 308; Battistero degli Ariani 302.
Pompei. Il direttore Zuchtriegel annuncia l’ampliamento dei percorsi dentro la città antica per scongiurare il rischio overtourism

Le strade della città antica di Pompei affollate di turisti (foto parco archeologico pompei)
A Pompei ampliamenti dei percorsi per scongiurare rischio overturism. “I numeri diffusi dal ministero della Cultura (vedi Sistema museale nazionale. Bilancio della App Musei Italiani a un anno dal lancio: oltre 400 musei presenti, 150 già con l’e-ticketing. E nel 2023 record di 57.730.502 visitatori (+23% sul 2022). Sul podio sempre il Colosseo con oltre 12 milioni di ingressi, ma tutti i musei e parchi hanno registrato incrementi significativi | archeologiavocidalpassato)”, ricorda Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, “confermano che il 2023 è stato un anno record per Pompei, quando abbiamo registrato il più alto numero di visitatori nella storia degli scavi: 4 milioni, più 33,6% rispetto al 2022. Nel 2024 abbiamo visto numeri ancora più alti, con molte giornate che hanno registrato tra i 15 e i 20mila ingressi. Abbiamo perciò messo in campo una serie di iniziative per scongiurare il rischio overturism, perché Pompei deve continuare a offrire un’esperienza unica e magica, di qualità, mai di massa. Come ricordato dal ministro Sangiuliano, sono tanti gli investimenti e le iniziative rivolte alla Grande Pompei, quella rete diffusa di luoghi della cultura intorno alla città antica, come Boscoreale, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, che sono eccezionali e meritano di essere più conosciuti e frequentati. Una navetta gratuita per i visitatori del Parco li collega con Pompei. Anche il lancio del Children Museum, con uno spazio dedicato in prossimità dell’Anfiteatro, va nella direzione di un’offerta più ampia e differenziata, in questo caso per famiglie e bambini da tutto il mondo o dallo stesso territorio vesuviano. Infine – annuncia Zuchtriegel -, grazie a progetti ministeriali e PNRR amplieremo anche i percorsi dentro la città antica di Pompei, tra l’anello verde fuori le mura e domus che andremo a restaurare e rendere accessibili, come quella di Giulio Polibio e del Centenario”.
Sistema museale nazionale. Bilancio della App Musei Italiani a un anno dal lancio: oltre 400 musei presenti, 150 già con l’e-ticketing. E nel 2023 record di 57.730.502 visitatori (+23% sul 2022). Sul podio sempre il Colosseo con oltre 12 milioni di ingressi, ma tutti i musei e parchi hanno registrato incrementi significativi

A un anno dall’avvio dell’app e della piattaforma del Sistema Museale Nazionale sono oltre 400 gli istituti statali presenti che offrono un servizio agile e intuitivo, con percorsi di conoscenza e scoperta del patrimonio culturale della Nazione, il vantaggio di informazioni sempre aggiornate e ufficiali e la possibilità di acquisto online dei biglietti di ingresso. È quanto è emerso alla presentazione del primo bilancio del servizio del ministero della Cultura: un’occasione anche simbolica per promuoverne la conoscenza e l’utilizzo e per fare il punto sui risultati raggiunti e le prospettive future. Nella stessa occasione, sono stati infatti presentati i dati relativi agli ingressi nei musei e parchi archeologici nazionali, per i quali l’anno 2023 ha segnato un record di visitatori e incassi, non solo per la conferma dell’andamento positivo già registrato nel 2022, ma anche per il superamento dei numeri di epoca pre-pandemica.
Promossa dal ministero della Cultura, l’app Musei italiani è stata sviluppata dalla Direzione generale Musei grazie ai fondi del PNRR dedicati al miglioramento dell’accessibilità fisica, cognitiva e senso-percettiva del patrimonio culturale nazionale, nell’ambito del “Progetto Ad Arte, piattaforma nazionale dei servizi per l’accessibilità nei luoghi della cultura”. Dotata di un’identità visiva ben riconoscibile grazie al logo Musei italiani e allo sfondo blu che richiama il colore istituzionale del ministero della Cultura, l’app, disponibile gratuitamente nei principali store, è stata rilasciata un anno fa, insieme alla piattaforma web ad essa collegata, in concomitanza con l’avvio della bigliettazione del Pantheon.
Per la gestione della biglietteria, 130 di questi oltre 400 usufruiscono già oggi del sistema di gestione diretta offerto dalla piattaforma, completo ed efficiente, progettato per integrarsi con eventuali sistemi di cassa fisica o totem digitali sul posto e privo di costi di intermediazione: un’innovazione importante, se consideriamo che la gran parte di questi non aveva mai avuto la possibilità di gestire – e quindi di istituire – un biglietto di ingresso, oppure non aveva alcuna forma di e-ticketing o di pagamento elettronico sul posto. Il carattere vantaggioso di questa formula ha attratto anche grandi realtà come il museo nazionale Romano, le Terme di Caracalla o il museo di Capodimonte. Ad oggi i musei che usano questa modalità di gestione diretta in piattaforma hanno “staccato” oltre 3 milioni di biglietti, con un incasso superiore agli 11 milioni di euro: numeri rilevanti, sia perché in linea con gli obiettivi di trasformazione digitale del Paese, sia perché l’assenza di costi di intermediazione costituisce un vantaggio economico per l’Amministrazione e i visitatori. L’app, in conclusione, rappresenta uno strumento univoco e sicuro per guidare il visitatore all’acquisto del biglietto, o direttamente nella piattaforma di e-ticketing Musei italiani o reindirizzandolo negli altri canali ufficiali di vendita specifici, eventualmente previsti dai singoli Musei.

Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, alla presentazione del bilancio dell’App Musei Italiani (foto emanuele antonio minerva / Mic)
“Lo straordinario successo dei musei italiani dimostra che stiamo lavorando nella direzione giusta nel segno della valorizzazione come recita l’art. 9 della Costituzione”, dichiara il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “I musei italiani hanno un immenso valore storico e identitario, a questo stiamo aggiungendo la qualità dei servizi, abbiamo idee e faremo molto di più. La app rappresenta una ulteriore tappa verso la modernizzazione e la valorizzazione. Possiamo offrire al mondo esperienze uniche grazie al nostro passato e alla nostra storia. Ogni italiano deve essere orgoglioso del suo patrimonio”.

Il direttore generale Musei, Massimo Osanna, alla presentazione del bilancio dell’App Musei Italiani (foto emanuele antonio minerva / Mic)
“L’app Musei italiani, che costituisce uno dei primi risultati concreti del PNRR, segna un grande traguardo per il Sistema Museale Nazionale”, commenta il direttore generale Musei Massimo Osanna, “che si è in questo modo dotato di un’interfaccia ufficiale, intuitiva e completa, pensata per rendere il nostro patrimonio culturale sempre più accessibile. Già dai primi mesi di attività, Musei italiani si è affermata come punto di riferimento per tutti i cittadini e i visitatori interessati a scoprire i luoghi della cultura italiani. L’innovativo sistema di e-ticketing ha inoltre consentito di superare gli annosi ostacoli amministrativi, economici e logistici che i siti meno noti o di più piccole dimensioni – ma anche alcune realtà maggiori – incontravano nell’organizzare un proprio sistema di bigliettazione completo, nell’ottica di uno sviluppo complessivo ed equo dell’intera rete museale del nostro Paese. L’app infine, è da intendersi come uno strumento in divenire ed entrerà a breve in una nuova fase, accogliendo, oltre ai musei di competenza del MiC, anche i luoghi della cultura non statali, realizzando a pieno gli obiettivi del Sistema Museale Nazionale. Sono inoltre in fase di implementazione nuove funzionalità, presto disponibili, come gli itinerari consigliati o le audioguide e le videoguide che potranno accompagnare i visitatori specialmente in chiave di accessibilità e inclusione”.
I numeri dei Musei Italiani nel 2023.
Il numero assoluto di visitatori ha raggiunto nel 2023 il record di 57.730.502 visitatori, mai registrato nelle serie storiche. Il confronto con il 2022 indica un aumento di 10,7 milioni di visitatori, pari a un incremento di quasi il 23%. Se il confronto viene effettuato con l’anno 2018, che rappresenta, con i suoi 55,3 milioni di visitatori il picco di epoca pre-pandemica, si nota una variazione positiva di 2,4 milioni di visitatori, pari a un incremento percentuale di oltre il 4%. Il 2023 rappresenta un record anche per gli incassi che raggiungono la cifra 313,9 milioni di euro, con un incremento di quasi il 34% rispetto al 2022 (+79,3 milioni di euro). Il dato appare ancora più significativo se paragonato al periodo pre-pandemico e in particolare al 2019, picco massimo della serie storica per gli incassi, con un incremento di quasi il 30% (+71,5 milioni di euro).
I musei più visitati nel 2023 sono tutti in crescita rispetto al 2022. I primi tre in assoluto sono: il Colosseo, 12.298.246 visitatori, +25,34%; il Pantheon, 5.196.106, +5,47%; la Galleria degli Uffizi, 5.138.588, +26,37%. “Gli incrementi rilevati nel 2023 rispetto non solo all’anno precedente, già positivo, ma anche ai record di presenze registrate di epoca pre-pandemica”, osserva il direttore generale Musei, Massimo Osanna, “dimostrano che il nostro Paese vanta un Sistema Museale Nazionale in salute, in crescita e in grado di attrarre i pubblici, con un’offerta culturale ricca, inclusiva e sempre più accessibile. Questi risultati si devono a tutti i direttori e al personale dei siti che in sinergia con la Direzione generale Musei, lavorano incessantemente, in ottica di rete e in accordo con le comunità territoriali, per conservare e valorizzare il patrimonio culturale dei nostri musei”.
Ecco il numero dei visitatori nel 2023 nei musei e parchi archeologici
con la differenza percentuale rispetto al 2022: parco archeologico del Colosseo, 12.298.246 visitatori, +25,34%; il Pantheon, 5.196.106, +5,47%; parco archeologico di Pompei, 4.087.164, +33,64%; museo Egizio di Torino, 1.061.157, +16,74%; Villa Adriana e Villa d’Este, 748.656, +37,74%; parco archeologico di Ercolano, 563.165, +28,86%; museo Archeologico nazionale di Napoli, 553.141, +25,54%; parchi archeologici di Paestum e Velia, 506.853, +29,62%; museo Archeologico di Venezia, 387.683 (dati comprensivi del circuito con alcuni musei civici), +4,64%; museo nazionale Romano, 318.434, +58,77% (il museo con il maggiore incremento in Italia); parco archeologico di Ostia antica, 314.511, +26,64%.
Pompei. Al Teatro Grande “Edipo Re” di Sofocle con l’adattamento e la regia di Andrea De Rosa, terzo spettacolo della settima edizione del Pompeii Theatrum Mundi 2024 un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del parco archeologico di Pompei
Terzo appuntamento della edizione di Pompeii Theatrum Mundi l’acclamato “Edipo Re” di Sofocle con l’adattamento e la regia di Andrea De Rosa, che il Teatro Grande di Pompei ospiterà giovedì 4, venerdì 5 e sabato 6 luglio 2024. Nella traduzione di Fabrizio Sinisi lo spettacolo è interpretato da Francesca Cutolo, Francesca Della Monica, Marco Foschi, Roberto Latini, Frédérique Loliée, Fabio Pasquini. Le scene sono di Daniele Spanò, le luci di Pasquale Mari, il suono di G.U.P. Alcaro, i costumi di Graziella Pepe (realizzati al laboratorio di Sartoria del Piccolo Teatro Di Milano – Teatro D’Europa). La produzione è del TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, LAC Lugano Arte e Cultura, Teatro Nazionale di Genova, Emilia Romagna Teatro ERT – Teatro Nazionale. Biglietti online bit.ly/3KpHA8l, info 081 551 03 36, biglietteria@teatrodinapoli.it.

“Edipo Re” di Sofocle con l’adattamento e la regia di Andrea De Rosa (foto pompeii theatrum mundi)
Considerato uno dei testi teatrali più belli di tutti i tempi, “Edipo re” di Sofocle rappresenta il simbolo universale dell’eterno dissidio tra libertà e necessità, tra colpa e fato. Arrivato al potere grazie alla sua capacità di “far luce attraverso le parole”, abilità che gli aveva permesso di sconfiggere la Sfinge che tormentava la città di Tebe, Edipo è costretto, attraverso una convulsa indagine retrospettiva, a scoprire che il suo passato è una lunga sequenza di orrori e delitti, fino a riconoscere la drammatica verità delle ultime, desolate parole del Coro: “Non dite mai di un uomo che è felice, finché non sia arrivato il suo ultimo giorno”.

“Edipo Re” di Sofocle con l’adattamento e la regia di Andrea De Rosa (foto pompeii theatrum mundi)
In una città che non vediamo mai, un lamento arriva da lontano. È Tebe martoriata dalla peste. Un gruppo di persone non dorme da giorni. Come salvarsi? A chi rivolgersi per guarire la città che muore? Al centro della scena, al centro della città, al centro del teatro c’è lui, Edipo. Lui, che ha saputo illuminare l’enigma della Sfinge con la luce delle sue parole, si trova ora di fronte alla più difficile delle domande: chi ha ucciso Laio, il vecchio re di Tebe? La risposta che Edipo sta cercando è chiara fin dall’inizio, e tuona in due sole parole: “sei tu”. Ma Edipo non può ricevere una verità così grande, non la può vedere. Preferisce guardare da un’altra parte. Sarà la voce di Apollo, il dio nascosto, il dio obliquo, a guidarlo attraverso un’inchiesta in cui l’inquirente si rivelerà essere il colpevole. Presto si capirà che il medico che avrebbe dovuto guarire la città è la malattia. Perché è lui, Edipo, l’assassino e quindi la causa del contagio. La luce della verità è il dono del dio. Ma anche la sua maledizione.

“Edipo Re” di Sofocle con l’adattamento e la regia di Andrea De Rosa (foto pompeii theatrum mundi)
La nuova regia di Andrea De Rosa, che torna per l’occasione a lavorare con Fabrizio Sinisi dopo la fortunata collaborazione sul testo di Processo Galileo, parte dalla storia di Edipo re che ruota attorno alla verità, proclamata, cercata e misconosciuta. “Il sapere è terribile, se non giova a chi sa”.
Castellammare (Na). Il museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” si amplia con reperti in prestito dal MANN: una coppa in ossidiana dai motivi egittizzanti e un busto di una principessa giulio-claudia insieme ad affreschi esposti per la prima volta. Oggi ultima vista ai depositi prima della pausa estiva

Il nuovo allestimento del museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella reggia di Quisisana con i reperti giunti dal Mann (foto parco archeologico pompei)

Uno degli affreschi, mai esposti prima, provenienti dal Mann ed esposti al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella reggia di Quisisana (foto parco archeologico pompei)
Mercoledì 3 luglio 2024 è una data importante per il museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (Na). Nel giorno in cui è in programma l’ultimo appuntamento della stagione estiva ai depositi archeologici del Museo di Stabia (con due turni alle 15 e alle 16, la visita speciale sarà condotta dai funzionari restauratori del parco archeologico di Pompei sul tema del restauro e dell’arte della conservazione: biglietti acquistabili su prenotazione e nella biglietteria del museo), il museo “Libero D’Orsi” amplia il suo percorso espositivo con nuovi reperti. Una coppa in ossidiana a motivi egittizzanti e un busto-ritratto di una principessa giulio-claudia, attribuito a Claudia Ottavia, figlia di Claudio e prima moglie di Nerone, direttamente dalle collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli (Mann) insieme ad affreschi per la prima volta esposti, vanno ad ampliare l’esposizione del Museo. I reperti sono in prestito, grazie all’Accordo di valorizzazione sottoscritto nel 2023 tra il parco archeologico di Pompei e il Mann finalizzato alla valorizzazione del patrimonio stabiano, e per mezzo del quale è stata già integrata la collezione del Museo dalla sua riapertura, lo scorso marzo. Curatori del nuovo allestimento sono Maria Rispoli, direttrice del Museo, e Teresa Argento, funzionario restauratore della Reggia di Quisisana.

Maria Rispoli, direttrice del museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi (foto parco archeologico pompei)

Uno degli affreschi, mai esposti prima, provenienti dal Mann ed esposti al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella reggia di Quisisana (foto parco archeologico pompei)
“Il museo archeologico di Stabia è sempre più protagonista di una rete territoriale di siti e luoghi della cultura di inestimabile valore”, sottolinea il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “Abbiamo già in programma un incontro con il neo eletto sindaco di Castellammare, Luigi Vicinanza, per parlare di progetti futuri. I collegamenti con mezzi pubblici, decoro e segnaletica sono alcune priorità che vorrei affrontare insieme all’amministrazione comunale. Intanto si sta lavorando ai servizi di accoglienza alle ville di Stabia, dove sono in corso importanti lavori di restauro e accessibilità”.

La Coppa C (phiale), rinvenuta a Villa San Marco da Libero D’Orsi nel 1954, prestata dal Mann ed esposta al museo Archeologico di Stabia (foto parco archeologico pompei)
Tra le opere arrivate di particolare pregio per la loro unicità e bellezza, vi è una delle tre coppe in ossidiana, decorate con pietre preziose e motivi egittizzanti, rinvenute a Villa San Marco da Libero D’Orsi. Il 21 e il 22 maggio del 1954, durante i lavori di scavo dell’ambiente n. 37, si rinvennero numerosissimi frammenti di ossidiana finemente lavorata e una notevole quantità di fili d’oro e minuscole tarsie di malachite, diaspro giallo, lapislazzulo, corallo bianco e rosa, alcune ancora inserite in tralicci di lamine d’oro, che costituivano una ricca decorazione ad intarsio. Intuita l’eccezionalità del rinvenimento, i reperti furono immediatamente trasferiti al laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli.

Le tre coppe provenienti da Stabia quando erano esposte insieme al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Gli interventi di restauro permisero di ricomporre due skyphoi (coppe) con decorazione egittizzante (Coppa A e Coppa B), uno skyphos più piccolo con elementi vegetali conservato quasi per intero (Coppa C) e parte di una phiale (coppa) con scena nilotica. Sulle coppe A e B sono raffigurate scene di culto di tradizione egizia; la coppa C, che arriva al museo Archeologico di Stabia, è caratterizzata da una variopinta decorazione, intarsiata in oro e pietre preziose di colore rosso, verde, bianco, rosa, giallo e blu, costituita da foglie, fiori e da un uccello posato sullo stelo centrale. Il tipo di rappresentazione si rifà a modelli “egittizzanti”, moda che si affermò a Roma dopo la conquista dell’Egitto a seguito della battaglia di Azio del 31 a.C. La preziosità dei materiali utilizzati, la tecnica, che presume artigiani altamente specializzati, fanno di questi vasi dei capolavori dell’artigianato alessandrino e soprattutto ci inducono a pensare ad una committenza esclusiva.

Busto-ritratto di una principessa giulio-claudia, attribuito a Claudia Ottavia, figlia di Claudio e prima moglie di Nerone, proveniente dal Mann ed esposto al museo Archeologico di Stabia (foto parco archeologico pompei)
Altro reperto in esposizione è il noto busto-ritratto di una principessa giulio-claudia, attribuito a Claudia Ottavia, figlia di Claudio e prima moglie di Nerone, rinvenuto nel larario del piccolo peristilio della villa di Anteros insieme all’iscrizione di Anteros ed Heracleo, anch’essa esposta nel museo. Si tratta di una dedica ai Lari e alla Famiglia da parte di due personaggi, Anteros ed Heracleo, liberto e servo della famiglia in cui prestavano servizio. L’assenza dell’indicazione nel testo della gens, a cui è rivolta la dedica, lascerebbe presupporre l’alto rango di questa famiglia a tal punto da non esserne indicato il nome, vista la notorietà. Dunque, potrebbe trattarsi di liberti ed esponenti della famiglia imperiale, che custodivano ed esponevano nella propria casa un ritratto della principessa imperiale.
Pompei. Al Teatro Grande “DE RERUM NATURA [There is no planet B]” liberamente ispirato al De rerum natura di Tito Lucrezio Caro, su ideazione, adattamento e regia di Davide Iodice e drammaturgia di Fabio Pisano, secondo spettacolo della settima edizione del Pompeii Theatrum Mundi 2024 un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del parco archeologico di Pompei
Un nuovo, atteso debutto nazionale giovedì 27 giugno 2024 per il secondo spettacolo in cartellone della settima edizione del Pompeii Theatrum Mundi 2024 un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del parco archeologico di Pompei dal 13 giugno al 13 luglio 2024 al Teatro Grande del sito di Pompei. Giovedì 27, con repliche venerdì 28 e sabato 29 giugno 2024 la rassegna propone lo spettacolo “DE RERUM NATURA [There is no planet B]”, liberamente ispirato al De rerum natura di Tito Lucrezio Caro, su ideazione, adattamento e regia di Davide Iodice e drammaturgia di Fabio Pisano. Le scene, le maschere e i pupazzi sono di Tiziano Fario, i costumi di Daniela Salernitano, le luci di Loic Francois Hamelin, le musiche originali di Lino Cannavacciuolo. La produzione è del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. Biglietti online bit.ly/3R2DcA3. Info 0815510336, biglietteria@teatrodinapoli.it

“De Rerum Natura – There is no planet B” per la regia di Davide Iodice (foto ivan nocera / teatro di napoli)

La botanica Annamaria Ciarallo (foto parco archeologico pompei)
Dedicato alla memoria della dott.ssa Annamaria Ciarallo, botanica (vedi Pompei. Alla Palestra Grande anteprima della rassegna “Palestra Culturale” con la presentazione del libro di Valeria Parrella “La Fortuna”. Visite libere o guidate alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, e intitolazione ad Annamaria Ciarallo il Laboratorio di ricerche applicate del Parco | archeologiavocidalpassato), lo spettacolo vede in scena Aida Talliente, Ilaria Scarano, Carolina Cametti, Teresa Battista, Greta Esposito, Sergio Del Prete, Wael Habib, Giovanni Trono, Marco Palumbo, Emilio Vacca, con la partecipazione straordinaria di ORCHESTRÌA [il progetto speciale di musica inclusiva dell’associazione FORGAT ODV all’interno della scuola elementare del Teatro – Conservatorio Popolare per le arti della scena, a cura di Francesco Paolo Manna, Antonio Frajoli]. Il regista Davide Iodice e il giovane drammaturgo Fabio Pisano tornano a collaborare insieme dopo il successo di Hospes-Itis, in un lavoro dove i temi del De Rerum precipitano fragorosamente nel nostro presente.

“De Rerum Natura – There is no planet B” per la regia di Davide Iodice (foto ivan nocera / teatro di napoli)
“Quello del De Rerum”, scrive Davide Iodice nelle note di regia, “è un tema coltivato già dai tempi dell’Accademia, tra i materiali che il mio maestro Andrea Camilleri mi suggeriva ad ispirazione. E in effetti prima che il teatro decidesse al posto mio, avevo immaginato un futuro, o meglio una fuga dalla mia realtà di marginalità periferica, come etologo, o naturalista, in qualche landa estrema. Ritorna ora come oggettivazione di un sentimento del presente che si è caricato in questi anni pandemici di un terrore di vuoto, di un senso di apocalisse e di rivincita di quella Natura a cui ormai non apparteniamo più, e che ci rigetta per mezzo di un pipistrello o (anche mentre scrivo) di fiumi di fango. I temi del De Rerum, precipitano fragorosamente in questo tempo, e la voce di Lucrezio mi pare sovrapporsi ora a quella di una ragazzina svedese diagnosticata come Asperger, inverarsi nella sua sensibilità dolorosa. La vicenda di Greta, la sua emblematicità, non poteva non intersecare la mia storia personale e la mia progettualità pedagogica che da anni privilegia la disabilità intellettiva indagandone le possibilità. L’immagine portante consegnata a Fabio Pisano per il suo ordito di parole – continua Iodice – è stata dunque quella del celebre discorso pronunciato all’Onu da Greta Thunberg sull’emergenza climatica. A Greta hanno fatto seguito altre figure nelle cui vicende ho sentito riverberare i temi e le invettive del poeta latino: la giovane attivista italiana che con la sua sincera naivtè e il suo sincero terrore del futuro manda in lacrime i discorsi di un ministro dello Stato; Julia ‘butterfly’ Hill e la sua resistenza anticapitalistica al cinismo distruttivo delle majors, sospesa tra i rami di una sequoia; le anziane e accudenti donne dell’isola di Lesbo e la loro pietas per dei figli di altre madri, di altri paesi; i minatori d’oro africani e i braccianti delle nostre terre infette che ‘sudano sangue’ sfruttati dagli speculatori e muoiono insieme a quelle terre. Sin da subito in questo materiale così eterogeneo, ha fatto capolino un daemon, uno spirito guida, il correlativo simbolico di questo sentimento di perdita credo, di natura ferita e in dissolvimento, ha fatto capolino un orso polare, uno di quegli orsi polari che alla fine di questo secolo secondo le stime non esisteranno più. Questo lavoro – conclude il regista – è dedicato alla memoria di una studiosa, un’importante botanica, una persona a me molto cara, strettamente legata a questo luogo: che mi ha insegnato ad amare e per cui ho immaginato sin da subito il progetto. Ma anche, idealmente, con molte scuse e molta ammirazione, alle ragazze e ai ragazzi che animano i tanti movimenti di impegno ecologico, sociale, civico, nei territori più diversi. Al loro grido appassionato e “imperioso”, contro le incoerenze e le ingiustizie, alle loro ‘battaglie’ per il proprio futuro, con la certezza, non poco vacillante in questi tempi di guerra, che I movimenti della distruzione non possono prevalere per sempre, non possono seppellire in eterno la vita”.

“De Rerum Natura – There is no planet B” per la regia di Davide Iodice (foto ivan nocera / teatro di napoli)
“De Rerum Natura – There is no planet B”, scrive nelle sue note Fabio Pisano, “è un testo che racconta in sei episodi il rapporto tra uomo e natura nel nostro contemporaneo; il titolo è ispirato all’opera didascalica in versi del poeta latino Lucrezio; opera ch’ha rappresentato il punto di partenza intorno cui sviluppare la drammaturgia; sei “libri”, un prologo, un interludio e un epilogo, in cui prevale la forma dialogica, perché è proprio attraverso il dialogo, attraverso la forza rivelatrice del dialogo che ho provato a restituire il Teatro in tutta la sua potenza, in tutta la sua affascinante capacità di turbamento. A raccordare tra loro gli episodi, c’è la voce della Natura, che, mediante l’uso dei versi originali dell’opera di Lucrezio, si rivela quale forza primordiale e motrice di tutte le cose. La drammaturgia è stata poi adattata dal regista, Davide Iodice, che ha composto una partitura per la messa in scena, rielaborando alcune parti del testo e eliminandone altre”.
Festa della Musica 2024 agli scavi di Oplontis di Torre Annunziata: itinerari guidati gratuiti sul tema “La musica presso i Romani” con intermezzi musicali nella villa di Poppea

La ricca decorazione parietale della villa di Poppea a Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)
Per la Festa della Musica agli Scavi di Oplontis di Torre Annunziata (Na), venerdì 21 giugno 2024, itinerari guidati gratuiti sul tema “La musica presso i Romani” con intermezzi musicali nella villa di Poppea, dalle 17 alle 19 (ultimo ingresso 18). In collaborazione con l’Archeoclub d’Italia aps -sezione di Torre Annunziata “Mario Prosperi”.
Torre Annunziata (Na). Apertura straordinaria della Villa B a Oplontis

Panoramica della Villa B di Oplontis (foto parco archeologico di pompei)
Da mercoledì 12 giugno fino a domenica 16 giugno 2024 apre la cosiddetta Villa B di Oplontis, nota anche come Villa di Lucius Crassius Tertius. Il complesso sarà visitabile grazie all’università del Texas e al team del professore John Clarke che, durante la campagna di scavo in corso, accompagnerà i visitatori. L’apertura sarà garantita dai custodi Mic. Dal piano terra si potrà ammirare l’antico complesso architettonico. L’apertura è dalle 16 alle 18, durante la quale i ricercatori potranno descrivere le attività in corso. Si accede con il biglietto acquistato per la villa A.
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