Archivio tag | parco archeologico di Ercolano

Parco archeologico di Ercolano. Da ottobre a dicembre al venerdì torna l’appuntamento con “Close Up Cantieri”: i visitatori condividono i risultati dei lavori di manutenzione e di restauro con la speciale guida di restauratori, archeologi e architetti. Annullate per Covid-19 le visite serali del 2-3 ottobre

Per il terzo anno al parco archeologico di Ercolano torna l’appuntamento del venerdì con “Close Up Cantieri” (foto Paerco)

Riparte “Close-Up Cantieri” al Parco Archeologico di Ercolano. Proprio mentre vengono annullati gli eventi serali del 2 e 3 ottobre 2020, nell’ambito dei “Venerdì di Ercolano”, nel rispetto dell’ordinanza n. 75 del 29.09.2020 della Regione Campania per l’emergenza Covid-19, il Parco archeologico di Ercolano annuncia che per il terzo anno di seguito, tra ottobre e dicembre, torna l’appuntamento che coinvolge i turisti nel quotidiano lavoro di conservazione svolto dallo staff del Parco. Nell’ambito dei Progetti di miglioramento dei servizi resi dall’Amministrazione all’utenza per l’anno 2020, nei venerdì dei mesi di ottobre, novembre e dicembre, i visitatori potranno condividere gli ultimi sviluppi e i risultati dei lavori di manutenzione e di restauro con la speciale guida di restauratori, archeologi e architetti. Quest’anno “Close-up cantieri” propone una vera full immersion nella vita del sito, permettendo ai visitatori di entrare nei cantieri in corso e dialogare con i funzionari che si occupano della gestione dei progetti d’intervento. Saranno loro infatti ad accompagnare le persone interessate e ad illustrare  le attività che giornalmente sono necessarie per la cura, la manutenzione ed il restauro dell’area archeologica. Il progetto “Close-up Cantieri” oltre ad essere per i visitatori un’occasione di partecipazione al lavoro svolto dagli addetti ai lavori, fornisce anche all’Istituto un utile feedback da parte del pubblico sulle attività del Parco. Il raggiungimento degli obiettivi del progetto e il grado di partecipazione da parte del personale, saranno riscontrati attraverso la compilazione di un report finale sulle attività svolte, i cantieri visitati, il numero dei visitatori coinvolti e i loro commenti sull’iniziativa.

A “Close Up Cantieri” a fare da guida ai visitatori sono restauratori, archeologi, architetti del Parco (foto Paerco)

Primo appuntamento venerdì 2 ottobre 2020 con tre turni di visita: ore 11.00, 11.30 e 12.00, per gruppi di massimo 10 visitatori.  L’attività sarà supportata anche dal personale Ales. Gli altri appuntamenti saranno: a ottobre il 9, 16, 23, 30; a novembre il 6, 13, 20, 27; a dicembre il 4, 11, 18. Le visite si svolgeranno nel rispetto delle norme di prevenzione anti COVID 19 (misurazione della temperatura corporea, igienizzazione delle mani all’ingresso, utilizzo delle mascherine e rispetto del distanziamento fisico). Ogni settimana i visitatori saranno guidati nei cantieri in corso e diffusi su tutto il sito: un modo per scoprire insieme il patrimonio archeologico del Parco come un organismo vivo in costante attività e fermento e di vivere da protagonisti il dietro le quinte dei lavori in corso al Parco. La prenotazione avviene nell’area della biglietteria, dove i visitatori troveranno dalle 10.30 alle 11.45, un funzionario del Parco che accoglierà le prenotazioni fino ad esaurimento della disponibilità.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano

“Si rinnovano i fortunati appuntamenti del Venerdì mattina “Close-Up cantieri”, progetto che intende dare continuità all’iniziativa già realizzata nel 2018 e nel 2019, che ci ha donato un riscontro davvero positivo da parte del pubblico”, interviene il direttore Francesco Sirano. “Close-up cantieri è un programma di inclusione del pubblico e di partecipazione nelle attività di restauro e manutenzione dell’eccezionale patrimonio archeologico dell’antica città, e il nostro principale intento è di sensibilizzare i turisti verso le problematiche conservative di un sito archeologico complesso come quello di Ercolano,  stimolandoli nella direzione di una fruizione sempre più consapevole e partecipata”. Il respiro ancora più ampio del Progetto di miglioramento messo in campo dal Parco nel 2020 si esprime nell’iniziativa Situational Dialogues, mirato a dotare tutto il personale preposto all’accoglienza e alla vigilanza degli strumenti linguistici basilari in inglese e in francese, cioè le due lingue maggiormente utilizzate per comunicare con i turisti stranieri, così da migliorare concretamente il servizio di accoglienza al pubblico. Infatti, da settembre fino a tutto il mese di novembre, i funzionari archeologi del Parco in possesso di un’adeguata competenza linguistica, accompagneranno il personale addetto all’accoglienza e alla vigilanza in un percorso di apprendimento e di pratica del vocabolario e del frasario inglese e francese, selezionati in base a quanto ritenuto più utile nel rapporto con i visitatori, contemplando le nozioni grammaticali indispensabili. Il programma coinvolge anche gli assistenti e gli operatori tecnici, considerando che, nell’ambito delle rispettive attività, si trovano molto spesso ad operare con studiosi e tecnici stranieri.

“Lapilli sotto la cenere”: la sesta clip del parco archeologico di Ercolano ci fa scoprire la Basilica di Ercolano, ripercorrendo gli antichi cunicoli borbonici

Nella sesta clip dei Lapilli sotto la cenere del Parco Archeologico di Ercolano, il direttore Francesco Sirano in compagnia dell’archeologo dell’Herculaneum Conservation Project Domenico Camardo ci accompagna alla scoperta della Basilica di Ercolano, ripercorrendo gli antichi cunicoli borbonici che mostrano in ogni angolo le meraviglie dell’antico edificio. Secondo le più recenti ricerche il foro di Ercolano si dovrebbe trovare proprio qui alle nostre spalle, all’incrocio tra il cardo terzo e il decumano massimo. Indagando sui resti di un arco che è caduto in crollo sul terzo cardo, attraverso cunicoli, è stata scoperta la Basilica. “La Basilica – ricorda Sirano – era un edificio molto simile alla nostra Borsa valori ma che aveva anche delle funzioni legate alla discussione di cause per lo più di tipo civile nel cosiddetto tribunal. Il nome deriva proprio dalla basilichè aulè: cioè la sala del re che era una delle principali sale dei palazzi dei monarchi ellenistici. A questo modello si ispirarono gli edifici romani”. L’interno della basilica era costituito da una grande sala che aveva colonne su tutti i lati. Sul fondo del lato Sud della basilica c’era una sorta di piccolo sacello, un ambiente nel quale si trovavano statue di imperatori qui venerati come delle divinità. Andando attraverso i cunicoli borbonici si può esplorare quello che si trovava alle spalle del muro di fondo della basilica. “Un piccolo cunicolo borbonico”, interviene Camardo, “costeggia il perimetro di questo sacello che era sul lato di fondo della basilica, e permette però di ricostruire quasi completamente quello che era l’apparato decorativo di questa stanza. In basso si vede che per oltre un metro di altezza vi erano delle lastre di marmo che sono state staccate in epoca borbonica. Subito sopra inizia la parete affrescata per la quale i Borbone hanno tagliato un piccolo quadro, si vede molto bene il distacco. Probabilmente questo è uno dei quadri che oggi sono conservati al museo Archeologico nazionale di Napoli dove appunto confluivano tutti questi materiali. Invece nella parte di fondo della stanza c’è ancora un quadretto, conservato nella posizione originaria perché era lesionato nella parte centrale, e quindi nel Settecento decisero di non staccarlo. La stanza era illuminata probabilmente da una finestra che si trovava più in alto. Questo lo possiamo affermare per la presenza in alto dei resti di una grata di legno intrecciata, come quelle che nelle case di Ercolano si trovano appunto a chiusura delle finestre. Si vedono emergere appena appena gli elementi in legno dalla massa di materiale vulcanico che ancora riempie la parte alta della stanza”.

Ricostruzione assonometrica della basilica di Ercolano (foto Paerco)

L’interno della basilica di Ercolano si raggiunge con un cunicolo borbonico realizzato alla metà del XVIII secolo. Uno corre lungo il lato meridionale della basilica. “Esplorando questi cunicoli”, continua Camardo, “abbiamo potuto determinare con certezza le dimensioni di questa grande sala. Si tratta di un’aula di 16 metri di larghezza per oltre 30 metri di lunghezza: quindi un grande rettangolo con delle colonne addossate lungo tutte le pareti. Presso queste colonne abbiamo rinvenuto anche numerose basi di statue che attestano anche la ricchezza dell’apparato decorativo della stessa basilica. In epoca borbonica sappiamo che furono recuperate cinque statue dalla stessa basilica. E tre appartenevano a Marco Nonio Balbo, la madre e il padre, quindi erano una vera e propria Galleria Balba come veniva chiamata in epoca borbonica. Quindi in basilica si celebrava anche la famiglia di Marco Nonio Balbo che era stato proprio il personaggio che aveva donato alla città questo edificio. E infatti la basilica è stata costruita intorno al 20 a.C., quindi quasi un secolo prima dell’eruzione; e poi ha subito modifiche dal punto di vista architettonico. E anche le pitture della stessa basilica – ne abbiamo le prove – sono state quasi tutte rifatte nel corso dei decenni. Il dato interessante è che noi all’interno dei cunicoli abbiamo potuto riscontrare la presenza di almeno otto basi di statue, il che significa praticamente che, oltre alle cinque statue recuperate in epoca borbonica, nella parte di fango vulcanico sicuramente ci sono altre statue da recuperare  nel giorno in cui si riuscirà a scavare completamente a cielo aperto questo edificio”. Le colonne erano realizzate con mattoni di terracotta ed erano rivestite di stucco che imitava il marmo. Quanto erano alte le colonne? “L’edificio era altissimo: era alto circa 15 metri”, conclude Camardo. “Noi lo sappiamo grazie a una porzione della facciata che è crollata sul terzo cardo. Quindi abbiamo proprio potuto rinvenire le diverse parti dell’alzato conservate. Sappiamo che c’erano queste colonne con capitello ionico, poi un alto fregio dove erano dipinte alcune scene dalle fatiche minori di Ercole, e infine un secondo ordine di colonne con capitello corinzio sul quale poggiava il tetto a capriate che era rivestito con tegole”.

Il Parco Archeologico di Ercolano protagonista delle Giornate Europee del Patrimonio 2020. Il direttore Sirano: “Guardiamo con occhi nuovi questo straordinario patrimonio archeologico”

Anche il Parco Archeologico di Ercolano protagonista delle Giornate Europee del Patrimonio 2020, la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa. Il Parco di Ercolano inoltre, nell’ambito del Piano di Valorizzazione 2020 amplia l’offerta oraria e dal  21 settembre al 15 ottobre 2020 resta aperto 7 giorni su 7. Lo slogan “Imparare per la vita”,  scelto dal MiBACT  per richiamare i benefici che derivano dalla esperienza culturale e dalla trasmissione delle conoscenze nella moderna società, è preso come motto dal Parco di Ercolano che negli ultimi anni ha intrapreso la strada del coinvolgimento del territorio,  della sinergia e valorizzazione dell’intero territorio, per allargare la rete fatta di nodi,  connessioni culturali, istituzionali e formative che si espandono oltre il Parco. Nelle giornate del 25 e 26 settembre 2020 i cancelli del Parco di Ercolano apriranno eccezionalmente alle 8.30 incrementando l’orario ordinario e venendo così incontro alle esigenze di tanti turisti che arrivano presto la mattina al sito e sono desiderosi di fruirne in queste particolari e meravigliose condizioni di luce, tornando almeno per due giornate agli orari ordinari del Parco prima dell’applicazione delle restrizioni orarie dovute alla pandemia Covid-19. Sabato 26 settembre 2020 il Parco sarà inoltre aperto per l’evento serale de “I Venerdì di Ercolano” che ha raddoppiato il calendario appunto anche con la serata del 26, con un biglietto dal costo straordinario di 1 euro e per tale data, così come per il venerdì 25 settembre, si annuncia già il sold out con richieste che sono andate ben oltre le possibilità di accoglienza del Parco che continua a rispettare un attento contingentamento per considerare il distanziamento sanitario. “Prendo spunto dal tema di quest’anno per le Giornate del Patrimonio dell’ Imparare per la vita”, interviene il direttore Francesco Sirano, “per invitare tutti a venire a guardare con occhi nuovi questo straordinario patrimonio archeologico, per trovare insegnamento e ispirazione da questi luoghi dove  la vita pur dal passato ci parla da ogni angolo. Ed analoghe considerazioni si possono fare sulla cura del sito che dalla sistemazione Maiuri ai più recenti restauri testimoniano di come ricerca e progresso della conoscenza siano di casa ad Ercolano. Ma l’invito è anche a trattenersi sul territorio dopo la visita degli scavi, a fare una visita alle Ville del Miglio d’Oro, alla Reggia di Portici, al MAV, oppure al vivace e colorato mercato di Resina per apprezzare quanto in questi luoghi, pur attraversati da problematiche di ordine socio economico, hanno imparato nei secoli dalla vita a risorgere e ad affermarsi più e più volte a fronte di situazioni insostenibili causate da mano umana o da fenomeni naturali. E, più in generale, tutti in questi mesi complicati e duri stiamo imparando e sperimentando per la vita nuovi modi per lavorare e per avvicinarci al nostro patrimonio che non deve mai essere considerato un lusso superfluo, ma bensì una parte sostanziale della nostra identità e della nostra anima”.

“La sua voce si è spenta, non il suo pensiero”: Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, ricorda il prof. Mario Torelli, il grande archeologo recentemente scomparso, che ha dedicato i suoi studi anche a Ercolano

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, e il prof. Mario Torelli a Ercolano (foto paerco)

A ricordare il prof. Mario Torelli, accademico dei Lincei, Premio Balzan, studioso di vastissime conoscenze e di grande capacità critica, scomparso il 15 settembre 2020 all’età di 83 anni, dedica il pensiero Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano. “Capita raramente che l’attività professionale e scientifica di uno studioso – scrive Sirano – si intrecci tanto profondamente con avanzamenti fondamentali delle discipline storico archeologiche e con la vita di generazioni e generazioni di allievi e studiosi che sugli scritti del prof. Mario Torelli si sono formati. Nell’immensa produzione scientifica del professore Torelli dedicata all’archeologia romana non sono mancati lavori che hanno riguardato direttamente o indirettamente l’antica Ercolano, come quello sulla cosiddetta Basilica. Nella sua generosità e con grande affetto il 1° dicembre 2017 Mario Torelli aveva regalato al Parco di Ercolano un memorabile intervento in occasione della presentazione della pubblicazione del volume di D. Camardo e M. Notomista dedicato agli scavi Maiuri. Era sempre un onore ospitarlo per eventi culturali dove portava la sua autorevole testimonianza e la sua aurea di saggezza culturale. Una perdita per il mondo della cultura ma una fortuna per le ultime generazioni aver potuto incontrarlo negli anni di formazione e di confronto professionale. Se la sua voce si è spenta, il dialogo con il suo pensiero e con i suoi studi continuerà“.

Il parco archeologico di Ercolano ci riprova: riprogrammati i “Venerdì di Ercolano”. Le visite serali raddoppiano con ingressi il venerdì e il sabato nel nome di Ercole. Percorsi guidati con proiezioni di luci, videomapping e tableaux Vivants

La locandina de “I Venerdì di Ercolano” aggiornati e raddoppiati visite guidate serali nei giorni 18, 19, 25 e 26 settembre 2020

Ercolano ci riprova e incrocia le dita. Dopo la forzata sospensione de “I Venerdì di Ercolano” nel rispetto di un’ordinanza del sindaco di fronte a un aumento dei casi di positività al coronavirus, il parco archeologico di Ercolano ha riprogrammato e raddoppiato le aperture serali (venerdì e sabato) con eventi nei giorni 18, 19, 25 e 26 settembre 2020 (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/08/27/il-covid-19-non-ferma-la-programmazione-in-forma-ridotta-e-a-ingressi-contingentati-del-parco-archeologico-di-ercolano-al-via-le-visite-serali-accompagnate-dei-venerdi-di-ercolano/). Le serate evento de “I Venerdì di Ercolano” del programma Campania by night, previste nel Piano di Valorizzazione 2020, sono realizzate dalla SCABEC Regione Campania in collaborazione con il MIBACT, il Parco Archeologico di Ercolano e il Comune di Ercolano, con percorsi accompagnati al sito, arricchiti di proiezioni di luci e riproposizioni in videomapping di alcuni dei capolavori di pittura e scultura provenienti da Ercolano a partire dagli scavi borbonici. Suggestivi “Tableaux Vivants”, a cura di Teatri 35, valorizzeranno questo percorso tra gli incanti della città antica.  I turni di visita si svolgeranno dalle 20 alle 24 con partenze ogni 10 minuti, ultima partenza alle 23 (percorso di un’ora), per un massimo di 19 visite per ciascuna serata; il turno delle 21.30 prevedrà la possibilità di visita in lingua inglese. I visitatori sono invitati a rispettare precisamente l’orario di visita; i gruppi saranno composti da massimo 10 persone ciascuno per le norme di prevenzione anti Covid-19, con accesso dei visitatori esclusivamente dall’ingresso monumentale di corso Resina. Tutti i visitatori avranno l’obbligo di utilizzo delle mascherine dall’ingresso fino al termine della visita. Il personale che accompagnerà i gruppi avrà cura di verificare il corretto utilizzo dei dispositivi sanitari di protezione da parte dei visitatori lungo il percorso. Nelle attività riguardanti il controllo dei flussi dei visitatori in ingresso e in uscita, il Parco si avvale della collaborazione dei volontari della Pro Loco Herculaneum, della Protezione Civile e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

“Contesa fra Ercole e il fiume Acheloo per la mano di Deianira” nella sede del Collegio degli Augustales di Ercolano (foto Paerco)

“Abbiamo raddoppiato le serate de i Venerdì di Ercolano con la speciale guida di Ercole, l’eroe da cui la città prende nome”, interviene il direttore Francesco Sirano. “Le aperture serali permetteranno al pubblico che accederà al sito di trascorrere ore di piacevole conoscenza intrattenendosi all’interno del Parco per un ulteriore assaggio di normalità verso la quale stiamo incamminandoci con grande impegno”. I temi figurativi selezionati per le proiezioni e per i tableaux vivants dell’edizione 2020 sono infatti legati alla figura di Ercole, l’eroe che dà il nome alla città, e sono presentati in una sequenza che, accompagnata dalla narrazione delle guide, suggerisce l’immenso fascino e la forza dell’esempio che il mito di Ercole ha sempre avuto nella storia non solo romana, dalla nascita, alle fatiche e all’apoteosi tra gli Dei dell’Olimpo, che erano frequentati ogni giorno nei luoghi privati e pubblici dell’antica Ercolano.

Una suggestiva immagine di Ercolano by night (foto Paerco)

Considerato il ristretto numero di biglietti è vivamente consigliato, per non perdersi l’evento ed evitare assembramenti all’esterno degli scavi, di acquistare i biglietti on line sul sito www.ticketone.it (con commissione di prevendita di 1,50 euro) fino alle 18 del giorno della visita, per fasce orarie di dieci minuti, coincidenti con i turni di visita. I biglietti che risulteranno invenduti alle 18, saranno acquistabili presso la biglietteria del Parco che sarà in funzione fino alle 23 del giorno della visita serale. Il prezzo del biglietto è di 5 euro; per gli under 30 e over 65, possessori Campania Artecard in corso di validità ingresso agevolato a 2.50 euro; ingresso gratuito per gli under 18. Il costo del biglietto della serata del 26 settembre, che rientra negli eventi delle Giornate Europee del Patrimonio, avrà il costo simbolico di 1 euro. Possibilità di parcheggio presso i parcheggi situati presso la scuola Rodinò in via IV Novembre e la scuola Iovino Scotellaro I traversa via IV Novembre.

“Lapilli sotto la cenere”: la quinta clip del parco archeologico di Ercolano ci fa scoprire la mensa degli antichi ercolanesi, che tenevano una dieta principalmente vegetariana con poche proteine dal pescato e animali da allevamento

Nella quinta clip dei Lapilli sotto la cenere del Parco Archeologico di Ercolano, il direttore Francesco Sirano ci accompagna alla scoperta della mensa degli antichi ercolanesi. Grazie al ritrovamento di numerosi reperti organici tra cui legumi, cereali, frutta e cibi preparati è possibile risalire alle abitudini alimentari e commerciali della città di Herculaneum. “Gli scavi archeologici”, spiega Sirano, “ci hanno fatto ritrovare frutta, cereali, legumi, cibi già preparati che si trovavano sulle mense come nei negozi nei ristoranti nei depositi dell’antica Ercolano. Talvolta ne sono stati trovati in quantità davvero considerevoli come nel caso dei cereali: sul cardo quarto un silos conteneva più di 100 chilogrammi di grano”. Alcuni di questi materiali ci aprono una finestra verso i commerci internazionali di Ercolano come dimostra il ritrovamento dei datteri. Se prepariamo una selezione dei principali cibi che si trovavano sulle mense degli antichi ercolanesi, notiamo subito il loro colore uniforme dovuto al fatto che hanno subito un processo di carbonizzazione ma se li osserviamo più da vicino li possiamo riconoscere ancora oggi. Con la restauratrice Elisabetta Canna e l’archeologa Stefania Siano andiamo alla scoperta di questi alimenti. I cereali: abbiamo il grano, l’orzo, il miglio e il farro. E poi cipolle e spicchi d’aglio. Poi abbiamo i legumi: ceci, lenticchie, fave, piselli. Passiamo alla frutta: moltissimi i resti di fichi, mandorle, abbiamo alcune noci, e preziosissimi frammenti di melograno, e infine datteri, un frutto più esotico. Interessante anche la scoperta di frammenti di lievito madre con cui si poteva impastare il pane che aveva due forme diverse: la focaccia e la pagnotta, quest’ultima con un segno radiale per invitare il taglio delle fette di pane. Dalle fonti letterarie sappiamo che questo pane si accompagnava con il consumo delle olive. L’apporto proteico era poi completato dalle uova, dai frutti di mare e dal pesce, e dalle proteine di animali di allevamento. Tra i frutti di mare, capesante, murice, conchiglie di vongole. Il pesce era anche quello pescato all’interno dei golfo. Attraverso l’analisi dei resti recuperati nel setacciamento di materiali gettati in una fogna è stato possibile riconoscere più di 50 specie di pesci, presenti ancora oggi nel golfo di Napoli. Gli antichi ercolanesi per preparare i cibi utilizzavano tegami, pentole di terracotta e di metallo. Invece tegami e pentole di bronzo venivano utilizzati per servirli durante dei pasti di particolare importanza in occasione di festività e solennità familiari. “Si tratta dunque di una dieta basata prevalentemente sul regime vegetariano con apporti proteici dal regime animale estremamente limitati. Molto interessanti sono i dati ricavati dalle analisi paleo-nutrizionali sulle ossa e la dentatura dei fuggiaschi che si trovavano sull’antica spiaggia. Questi dati hanno confermato un accesso alle proteine animali molto limitato, prevalentemente ai livelli sociali più alti della comunità locale”.

“Lapilli sotto la cenere”: la quarta clip del parco archeologico di Ercolano alla scoperta di altri tesori dell’antica Herculaneum presenta lo studio 3D della Casa del Mobilio Carbonizzato

L’ingresso della Casa del Mobilio Carbonizzato a Ercolano

In questa quarta clip dei “Lapilli sotto la cenere in 3D SCAN” del parco archeologico di Ercolano scopriamo la Casa del Mobilio Carbonizzato che deve il suo nome alla scoperta di tre mobili in legno rinvenuti all’interno di un ambiente posto nella parte più privata dell’abitazione. Un tavolino e due letti, uno dei quali ad alta spalliera con tracce del tessuto che la rivestiva e doghe in legno alle quali era agganciata una rete fatta di corda, costituivano l’arredo di questa sala da pranzo (triclinium) dotata di tre ampie finestre con affaccio sul piccolo cortile interno. La dimora occupa un lotto quadrangolare di circa 250 mq con ingresso sul IV Cardo superiore definito da un ampio portale con stipiti in blocchi di tufo. Superando lo stretto corridoio (fauces) di ingresso, pavimentato in cocciopesto con tessere marmoree bianche e nere a forma di crocetta e un secondo portale, si raggiunge un vasto atrio quadrangolare dove ricorre, in tono minore, lo stesso partito architettonico del loggiato superiore della vicina Casa sannitica. Grazie al progetto Herculaneum 3D Scan possiamo esplorarla, misurarla ed osservarla nei minimi particolari con le nuvole di punti 3D ad altissima densità (https://bit.ly/3h6GJZS).

Aumentati i casi di Covid-19. Il parco archeologico di Ercolano sospende “I Venerdì di Ercolano” in coerenza con quanto stabilito dal sindaco e ottemperando all’ordinanza comunale

La locandina de “I Venerdì di Ercolano” il 28 agosto e 4 settembre 2020: l’evento è stato sospeso

Stavolta a vincere è stato il Covid-19: sospesi “I Venerdì di Ercolano”. Lo ha annunciato il direttore Francesco Sirano: “In coerenza con quanto stabilito dal Sindaco e ottemperando all’ordinanza comunale, procediamo insieme a SCABEC (Regione Campania), nostro partner, a sospendere l’evento spettacolo del venerdì sera”. Il Parco Archeologico di Ercolano, solidale con il territorio e attento all’incolumità dei visitatori, annuncia la sospensione dell’evento de I Venerdì di Ercolano per le serate del 28 agosto e del 4 settembre 2020. Infatti, a causa del numero aumentato dei casi di Covid-19 all’interno del territorio comunale, nella serata di ieri, 27 agosto 2020, il sindaco di Ercolano ha emanato un’ordinanza con la quale sospende tutte le iniziative che si svolgono nel territorio di Ercolano e che sono state organizzate dall’amministrazione di Ercolano.  Il Parco Archeologico di Ercolano rimane regolarmente accessibile per le visite diurne e le attività ordinarie.

Il Covid-19 non ferma la programmazione (in forma ridotta e a ingressi contingentati) del parco archeologico di Ercolano: al via le visite serali accompagnate dei “Venerdì di Ercolano” con proiezioni di luci e riproposizioni in videomapping di alcuni dei capolavori provenienti da Ercolano, e suggestivi “Tableaux Vivants”

La locandina de “I Venerdì di Ercolano” il 28 agosto e 4 settembre 2020

“Telefo figlio di Ercole, abbandonato sul monte Partenio viene accolto dalle ninfe di Arcadia e allattato da una cerva”, affresco da Ercolano conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Riparte l’offerta serale del Parco Archeologico di Ercolano con “I Venerdì di Ercolano”, prevista nel Piano di Valorizzazione 2020 con due serate del programma Campania by night: 28 agosto e 4 settembre 2020, realizzate dalla SCABEC Regione Campania in collaborazione con il MIBACT, il Parco Archeologico di Ercolano e il Comune di Ercolano, sebbene le problematiche legate all’emergenza sanitaria per la pandemia COVID 19 non abbiano consentito di pianificare un calendario analogo a quello delle passate stagioni estive: in programma percorsi accompagnati al sito, arricchiti di proiezioni di luci e riproposizioni in videomapping di alcuni dei capolavori di pittura e scultura provenienti da Ercolano a partire dagli scavi borbonici. Suggestivi “Tableaux Vivants”, a cura di Teatri 35, valorizzeranno questo percorso tra gli incanti della città antica. I temi figurativi selezionati per le proiezioni e per i tableaux vivants dell’edizione 2020 sono legati alla figura di Ercole, l’eroe che dà il nome alla città, e sono presentati in una sequenza che, accompagnata dalla narrazione delle guide, suggerisce l’immenso fascino e la forza dell’esempio che il mito di Ercole ha sempre avuto nella storia non solo romana, dalla nascita, alle fatiche e all’apoteosi tra gli Dei dell’Olimpo, che erano frequentati ogni giorno nei luoghi privati e pubblici dell’antica Ercolano.

Ercolano by night: tornano i percorsi serali del venerdì (foto parco archeologico Ercolano)

I turni di visita si svolgeranno dalle 20 alle 24 con partenze ogni 10 minuti, ultima partenza alle 23 (percorso di un’ora), per un massimo di 19 visite per ciascuna serata; i gruppi saranno composti da massimo 10 persone ciascuno per le norme di prevenzione anti Covid19, con accesso dei visitatori esclusivamente dall’ingresso monumentale di Corso Resina. Tutti i visitatori avranno l’obbligo di utilizzo delle mascherine dall’ingresso fino al termine della visita. Il personale che accompagnerà i gruppi avrà cura di verificare il corretto utilizzo dei dispositivi sanitari di protezione da parte dei visitatori lungo il percorso. Considerato il ristretto numero di biglietti è vivamente consigliato, per non perdersi l’evento ed evitare assembramenti all’esterno degli scavi, di acquistare i biglietti on line sul sito www.ticketone.it (con commissione di prevendita di 1,50 euro) fino alle 18 del giorno della visita, per fasce orarie di dieci minuti, coincidenti con i turni di visita. I biglietti che risulteranno invenduti alle 18, saranno acquistabili presso la biglietteria del Parco che sarà in funzione fino alle 23 del giorno della visita serale. Il prezzo del biglietto è di 5 euro; per gli under 30 e over 65, possessori Campania Artecard in corso di validità ingresso agevolato a 2.50 euro; ingresso gratuito per gli under 18. I visitatori sono invitati a rispettare precisamente l’orario di visita. Il turno delle 21.30 prevederà la possibilità di visita in lingua inglese. I visitatori potranno parcheggiare presso i parcheggi situati presso la Scuola Rodinò in Via IV Novembre e la Scuola Iovino Scotellaro I Traversa Via IV Novembre. Nelle attività riguardanti il controllo dei flussi dei visitatori in ingresso e in uscita, il Parco si avvale della collaborazione dei volontari della Pro Loco Herculaneum, della Protezione Civile e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano

“Lungo il percorso verso una normalità che richiede uno sforzo collettivo di reciproca fiducia e senso di responsabilità”, interviene il direttore Francesco Sirano, “il Parco Archeologico ripropone i Venerdì di Ercolano per dare il senso della continuità ma anche della rinnovata visione delle cose imposta dell’emergenza sanitaria che viviamo. E quale migliore idea quest’anno che lasciarsi guidare sotto le stelle da Ercole, l’eroe da cui la città prende nome? L’immagine che abbiamo scelto per questo evento mostra Ercole che si vede rapita la sua futura sposa Deianira dal mostro Acheloo. Una forza bruta della natura, la personificazione di un vorticoso fiume greco, priva Ercole di un bene preziosissimo, l’amore, e a noi piace paragonare questo mostro mitologico al virus che ci contende tanti beni dalla salute, agli affetti, al lavoro. Ercole ci insegna che forza, disciplina, resistenza, solidarietà sono i valori che elevano un essere umano sino ad avvicinarsi persino agli dei: in una parola resilienza. Vorrei inoltre sottolineare come questi eventi siano i nodi di una vera e propria rete di collaborazioni e sinergie con gli Enti territoriali, in primis Comune e Regione Campania. Le visite serali di quest’anno, seppure ridotte in numero, permetteranno al pubblico che accederà al sito di trascorrere ore di piacevole conoscenza intrattenendosi all’interno del Parco per un ulteriore assaggio di normalità verso la quale stiamo incamminandoci con grande impegno”.

“Ercole al bivio” di Annibale Carracci (1595-1596) conservato al museo nazionale di Capodimonte (foto-museo-Capodimonte)

“Hercule et l’Hydre de Lerne” di Gustave Moreau (1869 – 1872) conservato al musée Gustave Moreau a Parigi (foto museo Moreau)

I Tableaux 1 e 2, sono ispirati a opere moderne: 4 attori, due uomini e due donne si esibiscono alla piscina cruciforme della Palestra. Il primo quadro è quello di “Ercole al bivio” di Annibale Carracci (1595-1596) conservato al museo nazionale di Capodimonte. Ispirato alla favola di Prodico, ritrae Ercole incerto sulla scelta fra due donne. Quella di destra con veste trasparente rappresenta il Piacere, e gli indica la strada piana tra carte da gioco, maschere teatrali e strumenti musicali. La donna vestita a sinistra, invece, rappresenta la Virtù che gli indica una strada faticosa, stretta ed in salita, in cima alla quale però lo attende il cavallo alato Pegaso, che lo condurrà  alla gloria  ed in  cielo. Il  giovane eroe sembra indeciso su quale strada scegliere, ma il suo sguardo in tralice si dirige verso la Virtù, lasciando intendere che alla fine sarà questa la via su cui si incamminerà. Il secondo quadro è quello di “Hercule et l’Hydre de Lerne” di Gustave Moreau (1869 – 1872) conservato al musée Gustave Moreau. L’idra è raffigurata come un cobra gigante a più teste che sta in posa minacciosa su una coda massiccia e soffia i cappucci delle sue numerose teste. Di fronte a lei si trova un Ercole giovane e fiero, che valuta attentamente il suo pericoloso avversario e riflette sulla tattica dell’attacco. Ha una postura calma, anche leggermente rilassata, perché non ha paura ed è pronto ad accettare la morte. L’eroe è armato con un arco e un potente randello, sulla sua schiena ha gettato la pelle del gigantesco leone di Nemea che ha sconfitto proprio davanti a questo mostro. Circonda la scena un enorme numero di cadaveri di eroi sconfitti, che prima dell’arrivo di Ercole cercavano di affrontare il mostro. Ci sono così tanti morti che il corpo dell’idra si erge letteralmente su di loro. Proprio di fronte a lei si trova il corpo di un giovane, ovviamente, la più recente delle sue vittime. La colorazione del quadro è scura, cupa, provoca l’ansia e crea una pesante atmosfera di morte. Ma il corpo di Ercole si illumina contro lo sfondo scuro, creando la fiducia che l’eroe inevitabilmente vincerà.

“Contesa fra Ercole e il fiume Acheloo per la mano di Deianira” nella sede del Collegio degli Augustales di Ercolano (foto Paerco)

“Eracle nell’Olimpo al termine delle sue fatiche, alla presenza di Hera, di Atena e di Zeus sotto forma di arcobaleno”, nella sede del Collegio degli Augustales di Ercolano (foto Paerco)

I Tableaux 3, 4 e 5, sono ispirati ad affreschi ercolanesi: 4 attori, due uomini e due donne si esibiscono nel Tablino della Casa del Salone Nero. Il primo affresco è quello di “Telefo figlio di Ercole, abbandonato sul monte Partenio viene accolto dalle ninfe di Arcadia e allattato da una cerva”, conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli. Il secondo è la “Contesa fra Ercole e il fiume Acheloo per la mano di Deianira” presente nella sede del Collegio degli Augustales. Il terzo “Eracle nell’Olimpo al termine delle sue fatiche, alla presenza di Hera, di Atena e di Zeus sotto forma di arcobaleno”, sempre presente nella sede del Collegio degli Augustales. Questi tableau si ritrovano nella proiezione dell’affresco all’altezza del decumano massimo, uscendo dalla Casa del Salone Nero. Inoltre, i visitatori vedranno due degli affreschi in originale nel corso della visita alla Sede degli Augustales.

“Lapilli sotto la cenere”: la seconda clip del parco archeologico di Ercolano alla scoperta di altri tesori dell’antica Herculaneum presente lo studio 3D della Casa del Graticcio

La Casa a Graticcio a Ercolano

La Casa a Graticcio è l’oggetto del nuovo appuntamento con i “Lapilli sotto la cenere in 3D”, occasione per integrare la visita al sito con ulteriori realtà archeologiche visitabili on line. “La vita “in condominio” apparteneva già al mondo antico. Sicuramente a quello romano”, spiegano gli archeologi del parco archeologico di Ercolano. “Tra le testimonianze ercolanesi, quella della Casa a Graticcio risulta particolarmente significativa per l’eccezionale conservazione di una specifica tecnica edilizia, l’opus craticium, costituita da un telaio in legno (o graticcio, da cui il nome), tamponato con vari tipi di materiale, tra cui murature in pietre, mattoni di laterizio, argilla mescolata con paglia o anche canniccio intonacato. Questo sistema costruttivo era molto utilizzato per le partizioni interne, soprattutto nei livelli superiori degli edifici, per via della facilità e della velocità di esecuzione, per la leggerezza e lo scarso costo, a dispetto di alcuni svantaggi come la vulnerabilità al fuoco e agli agenti patogeni del legno, che ne hanno reso molto rara la documentazione archeologica. Grazie al progetto Herculaneum 3D Scan possiamo esplorarla, misurarla ed osservarla nei minimi particolari grazie alle nuvole di punti 3D ad altissima densità (https://bit.ly/2OwOsUJ).