Archivio tag | parco archeologico di Ercolano

Parco archeologico di Ercolano. Al via nei giardini del parco Maiuri “OPEN FESTIVAL– Ercolano nei luoghi e nell’arte”, rassegna di arte, musica e spettacolo dal vivo

Anche il parco archeologico di Ercolano ospita eventi della rassegna “OPEN FESTIVAL– Ercolano nei luoghi e nell’arte” (foto paerco)

ercolano_OPEN-Festival-2021_logoParte venerdì 11 giugno 2021 la terza edizione di “OPEN FESTIVAL– Ercolano nei luoghi e nell’arte”, rassegna  di arte, musica e spettacolo dal vivo ideata da La Bazzarra e organizzata dal Comune di Ercolano. Al parco archeologico di Ercolano, nei giardini di parco Maiuri, sabato 12 giugno 2021 si esibiranno i gruppi Synaulia e Luna Janara in concerto, tra le 18 e le 20. Partendo dal bisogno collettivo di riappropriazione dei luoghi simbolo di Ercolano per destinarli a spazi per la cultura, soprattutto in questo periodo storico di chiusure, distanziamento sociale e restrizioni, il festival presenta un programma per tutte le fasce di età, a ingresso gratuito e nel pieno rispetto della normativa anti-Covid vigente.

Il cartellone della rassegna “OPEN FESTIVAL– Ercolano nei luoghi e nell’arte”

Fino a domenica 13 giugno 2021 invece la città di Ercolano si trasformerà in un grande teatro all’aperto grazie alle esibizioni di Teresa De Sio, Antonio Onorato, Tony Esposito, Compagnia Piccolo Nuovo Teatro, Titti Nuzzolese, di body painting a cura di Weronique Art e Mariateresa D’Avino, oltre a un laboratorio di arte circense a cura di CircoBus e visite guidate al centro storico. “Il parco archeologico di Ercolano ha aderito con entusiasmo alla manifestazione organizzata dal Comune quale ulteriore elemento di connessione con il territorio e la comunità locale”, interviene il direttore Francesco Sirano. “Tutti coloro che parteciperanno al festival potranno riappropriarsi di spazi ai quali hanno dovuto rinunciare per troppo tempo. Il parco Maiuri completa l’esperienza di visita e offre spazi di aggregazione e di intrattenimento in sicurezza. Con l’Open Festival si offrirà una duplice opportunità  da una parte approfittare del convenientissimo abbonamento al parco “un giorno un anno” (al prezzo di un singolo ingresso), per godere delle sue continue scoperte e dei sempre rinnovati spunti di interesse, dall’altro il parco Maiuri che si presta all’intrattenimento ricreativo, entrambi luoghi adatti sia alla ricettività e che all’accoglienza in sicurezza del nostro pubblico”.

Ercolano. Al Parco Maiuri tornano “I Mercati della Terra” proposti dal parco archeologico di Ercolano con Slow Food. Saranno ogni prima domenica del mese. Sirano: “Il Parco promuove e accoglie iniziative di inclusione della comunità”

Il parco archeologico di Ercolano torna a proporre “I Mercati della Terra” al Parco Maiuri (foto Paerco)

Da domenica 6 giugno 2021 ai giardini di Parco Maiuri a Ercolano il parco archeologico di Ercolano torna a proporre ai propri visitatori “I Mercati della Terra”, un’iniziativa organizzata in collaborazione con Slow Food e la Cooperativa Sociale Giancarlo Siani, membri dell’ATS Parco Maiuri, con la quale il Parco ha recentemente sottoscritto una convenzione. È il primo appuntamento dell’anno. Così il Parco Maiuri diventa un grande open market dove i visitatori del Parco e i cittadini del territorio potranno acquistare prodotti a km zero.

ercolano_il-mito-con-il-futuro-attorno_foto-paercoslow-food_mercati-della-terra_logo“I Mercati della Terra” sono un’iniziativa internazionale di Slow Food che interpreta appieno la filosofia della Fondazione, creando luoghi di incontro dove i produttori locali presentano alimenti di qualità direttamente ai consumatori, garantendo prezzi giusti e metodi di produzione sostenibili per l’ambiente, preservando la cultura alimentare delle comunità locali e contribuendo a difendere la biodiversità. L’iniziativa, intrapresa nel corso dell’estate 2020 e poi sospesa a causa delle negative evoluzioni della pandemia, viene ripresa in considerazione del graduale miglioramento registrato negli ultimi mesi, tenendo conto anche del progressivo intensificarsi della campagna vaccinale e delle favorevoli previsioni per il prossimo periodo. Il calendario prevede le seguenti date, in coincidenza della prima domenica di ogni mese: 4 luglio, 1° agosto, 5 settembre, 3 ottobre, 7 novembre, 5 dicembre.

Vassoio con prodotti del territorio rappresentato su un affresco parietale dell’antica Herculaneum (foto paerco)
ercolano_francesco-sirano

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano

“Il parco archeologico di Ercolano si apre all’esterno e mette in campo collaborazioni con soggetti attivi sul territorio”, spiega il direttore del Parco, Francesco Sirano. “I Mercati della Terra aprono la programmazione di attività volte ad animare il giardino mediterraneo dedicato al nome del celebre archeologo Amedeo Maiuri. Programma che sarà portato avanti da un gruppo di ben 13 associazioni del terzo settore. Il Parco promuove e accoglie  iniziative di inclusione della comunità: l’obiettivo è quello di far diventare il Parco Maiuri un luogo di incontro con la comunità territoriale dove svolgere iniziative innovative che mettano in evidenza la grande attitudine di questi luoghi a fare comunità, a superare insieme le avversità, ma anche di saper creare qualità della vita in base a un’esperienza millenaria. Nel caso dei Mercati della Terra, ci rivolgiamo verso un campo oggetto di interesse e attenzione crescenti quale l’alimentazione sana con prodotti locali di qualità, peraltro legati alla tradizione millenaria dei luoghi vesuviani e alla documentazione archeologica di Ercolano”.

I Mercati della Terra al Parco Maiuri di Ercolano promosso dal parco archeologico di Ercolano e da Slow Food (foto paerco)

I Mercati della Terra saranno aperti dalle 9.30 fino alle 13. Saranno circa venti i produttori dell’area vesuviana e della Campania coinvolti, selezionati da Slow Food tra i piccoli agricoltori e i produttori artigianali con una dimensione aziendale che assicura alimenti di qualità. Gli stand espositivi verranno distribuiti sui prati di Parco Maiuri, garantendo la libera circolazione delle persone con un sufficiente distanziamento fisico. Per ottemperare alle norme di prevenzione della diffusione del contagio COVID-19 e assicurare che la manifestazione si svolga nella massima sicurezza, i prodotti alimentari saranno esclusivamente venduti, senza prevedere la degustazione, a meno che non siano proposte delle soluzioni in monoporzione preconfezionate e sigillate. La programmazione degli eventi potrà subire qualsiasi modifica per quanto riguarda sia il calendario, sia le modalità organizzative, fino alla cancellazione delle manifestazioni, in seguito alle evoluzioni dell’emergenza sanitaria e a superiori disposizioni governative e ministeriali.

“Lapilli sotto la cenere”. Con la 23.ma clip del parco archeologico di Ercolano viene presentata la Nuvola in punti 3D delle Terme Suburbane di Ercolano

Con la 23.ma clip della serie “Lapilli sotto la cenere”, in occasione della Giornata internazionale dei Musei 2021 “Il futuro dei Musei: rigenerarsi e reinventarsi” il parco archeologico di Ercolano ha deciso di celebrare l’evento presentando la nuova Nuvola di punti 3D del progetto “Herculaneum 3D scan”, che consente di esplorare nei minimi dettagli le Terme Suburbane di Ercolano. “E presto”, annunciano gli archeologi del parco, “saremo in grado di raccontare del grande progetto di restauro in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project”.

Ercolano. Al parco archeologico tornano Close Up Cantieri, gli appuntamenti del venerdì mattina che permettono ai visitatori di vedere in anteprima le domus in corso di restauro

Al parco archeologico di Ercolano torna l’appuntamento del venerdì con “Close Up Cantieri” (foto Paerco)

Al parco archeologico di Ercolano venerdì 14 maggio 2021 riparte Close Up Cantieri, uno degli appuntamenti più richiesti dai visitatori, un’iniziativa che coinvolge i turisti nel quotidiano lavoro di conservazione svolto dallo staff del Parco. L’edizione 2021 dei Close up darà ai visitatori l’occasione di vedere in anteprima alcune domus, temporaneamente chiuse al pubblico per gli interventi conservativi, in compagnia dei restauratori, archeologi e architetti del Parco, che illustreranno i lavori di manutenzione e di restauro in corso. I visitatori interessati, acquistando regolarmente il biglietto di ingresso, potranno accedere gratuitamente ai cantieri ogni venerdì mattina, prenotandosi al desk Close-up Cantieri del Visitor Center del Parco, almeno un quarto d’ora prima dei due turni di visita, previsti alle 11 e alle 11.30.

Operazioni di pulitura della malta dagli interstizi al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

“Giunge al quarto anno l’iniziativa dei fortunati appuntamenti del venerdì mattina Close-Up cantieri”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “iniziativa che nel tempo ha donato un riscontro davvero positivo da parte del pubblico. Quest’anno l’iniziativa si annuncia davvero imperdibile perché i visitatori saranno protagonisti dei nuovi grandi restauri che il Parco sta mettendo in cantiere proprio in questi giorni. Close-up cantieri è un programma di inclusione del pubblico e di partecipazione nelle attività di restauro e manutenzione dell’eccezionale patrimonio archeologico dell’antica città, e il nostro principale intento è di sensibilizzare i turisti verso le problematiche conservative di un sito archeologico complesso come quello di Ercolano, stimolandoli nella direzione di una fruizione sempre più consapevole e partecipata”.

Restauro dei mosaici delle domus di Ercolano (foto paerco)

I Close Up riguarderanno: manutenzione ordinaria diffusa su tutto il sito; interventi sui mosaici di Casa della Gemma, Casa dei Cervi, Casa di Pilus Granianus e Casa del Rilievo di Telefo; progetto Domus: Casa del colonnato tuscanico, Casa dell’atrio a mosaico, Casa del mobilio carbonizzato, Casa dell’Apollo citaredo. Il progetto Close-up Cantieri, oltre ad essere per i visitatori un’occasione di partecipazione al lavoro svolto dagli addetti ai lavori, fornisce anche all’Istituto un utile feedback da parte del pubblico sulle attività del Parco. Il raggiungimento degli obiettivi del progetto e il grado di partecipazione da parte del personale, saranno riscontrati attraverso la compilazione di un report finale sulle attività svolte, i cantieri visitati, il numero dei visitatori coinvolti e i loro commenti sull’iniziativa. Le visite si svolgeranno nel rispetto delle norme di prevenzione anti COVID 19 (misurazione della temperatura corporea, igienizzazione delle mani all’ingresso, utilizzo delle mascherine e rispetto del distanziamento fisico).

Il parco archeologico di Ercolano riapre i cancelli il 30 aprile: accessibile tutta l’area archeologica in sicurezza. Sirano: “Iniziamo subito con i Close-Up ai cantieri di restauro”

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, pronto a riaprire le porte dell’area archeologica (foto paerco)

Con il passaggio della Campania in zona gialla, musei autonomi e parchi archeologici insieme alla Direzione regionale Musei Campania, presentano un fitto programma di riaperture per invitare i cittadini a riappropriarsi dei loro siti identitari e dare il via a una ‘Primavera’ dell’arte e della rinascita. Il parco archeologico di Ercolano ritorna ad accogliere i visitatori, rispettando tutte le norme per la sicurezza del pubblico e dei lavoratori, il 30 aprile con orario 9,30-19.30 (ultimo ingresso alle 18, uscita dall’area archeologica alle 19),con un giorno di chiusura settimanale – il mercoledì. “Ritorna la vita tra le strade dell’antica Ercolano”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “a nome di tutto il team del Parco non vediamo l’ora di potere condividere con la comunità dei visitatori questo luogo della cultura e dell’anima. Vogliamo contribuire nel rispetto delle norme al graduale ritorno alla normalità senza privarci di un bene per troppo tempo restato fuori dal quotidiano e dalle esperienze del pubblico. Venerdì vi aspettiamo emozionati di poter di nuovo incrociare gli occhi di chi varcherà la soglia dell’ingresso del sito di Ercolano e di creare nuove connessioni. Vi aspettiamo con una novità sin dal primo giorno con i Close-Up ai cantieri di restauro per conoscere i protagonisti del lavoro continuo con il quale curiamo questo straordinario sito”.

Il parco archeologico di Ercolano riapre il 30 aprile 2021 (foto paerco)

L’accesso al Parco avverrà sia dall’ingresso monumentale di corso Resina, attraverso i giardini del Parco Maiuri, sia da via dei Papiri Ercolanesi. Presso il Visitor Center saranno disponibili il servizio informazioni, il bookshop, il guardaroba e il desk per il noleggio dell’audioguide, che verranno distribuite previa igienizzazione e con auricolari monouso. Al check point del Visitor Center verrà effettuato il controllo della temperatura corporea e della mascherina. Una volta varcato il controllo biglietti, i visitatori potranno visitare il Padiglione della Barca, dove è esposta l’imbarcazione scoperta sull’antica spiaggia insieme ad una serie di oggetti che legano a filo doppio Ercolano con il mare, e l’Antiquarium, con l’esposizione permanente “SplendOri. Il lusso negli ornamenti a Ercolano” con circa 200 oggetti, preziosi appartenuti agli antichi ercolanesi. L’area archeologica sarà raggiungibile attraverso la Galleria Martusciello, da dove il visitatore, attraverso un percorso circolare, potrà visitare l’intero scavo, modulando liberamente la durata complessiva della propria visita con l’ausilio delle indicazioni fornite dal personale di vigilanza, della segnaletica e della mappa scaricabile dal sito web istituzionale. I turisti con disabilità motoria potranno rivolgersi direttamente sul sito al personale di accoglienza del Visitor Center, in modo tale che possa essere predisposto ad hoc l’accesso all’area archeologica attraverso la rampa del III cardo. Regolarmente funzionante il parcheggio del Comune in viale dei Papiri Ercolanesi.

Bigliettazione nei giorni feriali, vendita dei biglietti sul sito e on line: 13 euro. Nei giorni festivi, vendita dei biglietti esclusivamente on line: 13 euro. La vendita on line sarà aperta fino alle ore 24 del giorno precedente a quello festivo. Continua la vendita dell’abbonamento: “Un giorno un anno” al prezzo speciale di 13 euro per diventare cittadini di Ercolano antica. Gli ingressi saranno contingentati per fasce orarie in modo da garantire l’adeguato distanziamento fisico. Ingresso dei gruppi: è previsto per gruppi di massimo 10 persone, inclusi i bambini, più la guida turistica. Quindi, il numero delle guide si aggiunge al numero massimo di persone in ingresso ogni 15 minuti (30 persone + le guide). Per info biglietti online: http://www.ticketone.it

Campania in zona gialla: ecco il calendario delle riaperture di musei e parchi archeologici dal 26 aprile al 1° maggio 2021

Il celebre affresco pompeiano conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli con donna con stilo e tavolette cerate, noto anche come “ritratto di Saffo” (foto Mann)

Prendiamo nota, seguendo l’esempio della donna con stilo e tavolette cerate nel celebre affresco pompeiano, noto anche come ritratto di Saffo, conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli. Con il passaggio della Campania in zona gialla, musei autonomi e parchi archeologici insieme alla Direzione regionale Musei Campania, comunicano il programma di riaperture per invitare i cittadini a riappropriarsi dei loro siti identitari e dare il via a una ‘Primavera’ dell’arte e della rinascita. Pronti per accogliere il pubblico in sicurezza con nuove mostre e iniziative, dal 26 aprile 2021 al primo maggio è la ‘Settimana delle riaperture’. Musei e siti archeologici torneranno ad accogliere i visitatori dal lunedì al venerdì, e con ingresso su prenotazione anche nel fine settimana e nei giorni festivi. I siti riapriranno con il seguente calendario.

Lunedì 26 aprile 2021. Reggia di Caserta (limitatamente a Parco reale e Giardino Inglese); parco archeologico di Paestum e Velia; Castel Sant’Elmo e Certosa di San Martino a Napoli; museo Archeologico di Eboli, Teatro romano di Benevento e Dogana dei Grani di Atripalda.

Martedì 27 aprile 2021. Parco archeologico di Pompei; Museo di Capodimonte (il Real Bosco è aperto da lunedì 26); Palazzo Reale di Napoli; musei archeologici di Alife, Pontecagnano, Piano di Sorrento, Sarno, Nola, antica Capua e Montesarchio, Certosa di San Giacomo a Capri.

Mercoledì 28 aprile 2021. Museo Archeologico nazionale di Napoli; museo Pignatelli, museo 900 a Napoli; museo Duca di Martina nella Villa Floridiana a Napoli; musei archeologici di Teano e di Maddaloni; parco archeologico Campi Flegrei (Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, parco archeologico di Cuma, museo Archeologico Castello di Baia, Terme di Baia, Parco Sommerso di Baia).

Giovedì 29 aprile 2021. Certosa di San Lorenzo a Padula.

Venerdì 30 aprile 2021. Parco Archeologico di Ercolano.

Sabato 1° maggio 2021. Reggia di Caserta con Appartamenti reali.

Invitalia e il parco archeologico di Ercolano insieme per fare impresa. Incontro-evento su “La cultura diventa impresa. La tua. Gli incentivi di Invitalia per avviare un’impresa culturale nel territorio vesuviano”

La magia del sito archeologico di Ercolano dominato dal Vesuvio (foto Paerco)

Invitalia e il parco archeologico di Ercolano insieme per fare impresa. In che modo il parco archeologico di Ercolano, appartenente a un sito Unesco con Pompei e Oplontis, può concretamente contribuire al miglioramento della qualità della vita e allo sviluppo sostenibile del territorio in quanto catalizzatore ed espressione di un’eredità culturale straordinaria i cui valori non si limitano a quelli archeologici?  Come è possibile innovare e diversificare l’offerta culturale e turistica già esistente integrata in una visione strategica di medio periodo anche grazie alla nascita di nuove imprese? E che ruolo può giocare Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, con i suoi incentivi a sostegno della creazione di imprese culturali, innovative, sociali da parte di giovani, donne e aspiranti imprenditori? A questi interrogativi vuole rispondere l’evento “La cultura diventa impresa. La tua. Gli incentivi di Invitalia per avviare un’impresa culturale nel territorio vesuviano”, il terzo della serie, dopo gli appuntamenti seguitissimi di Taranto e Caserta. Organizzato da Invitalia, in partenariato con il parco archeologico di Ercolano, l’evento si svolgerà il 22 aprile 2021 alle 16, concentrandosi in particolare su tre testimonianze/casi studio: le storie di chi, grazie agli incentivi Cultura Crea, Resto al Sud e Smart&Start Italia, è già riuscito a mettersi in proprio, creando startup, imprese sociali e culturali che puntano ad arricchire la filiera culturale e creativa del territorio. Parteciperanno, tra gli altri, Francesco Sirano, direttore del parco archeologico; Ernesto Somma, responsabile Incentivi e Innovazione, Invitalia; e Jane Thompson, manager Herculaneum Conservation Project​. I responsabili di Invitalia racconteranno queste e le altre misure agevolative che l’Agenzia nazionale gestisce nell’ambito della creazione e dello sviluppo d’impresa, come Nuove Imprese a Tasso Zero e Italia Economia Sociale. Il parco archeologico, oltre a porre l’accento su una visione strategica di medio periodo integrata nelle pianificazioni esistenti e condivisa con gli attori istituzionali e della società civile, ribadirà l’importanza della formazione al fine di stimolare sperimentazioni innovative per l’orientamento e il successivo inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Attraverso un approccio democratico e aperto, due imprenditrici del territorio presenteranno le proprie attività che, in collaborazione con l’Istituto, hanno contribuito a valorizzare il patrimonio storico-archeologico del sito UNESCO, dimostrando come artigianato e creatività possano trarre ispirazioni e nuove possibilità dall’inestimabile patrimonio culturale del territorio.  

“Lapilli sotto la cenere”. Con la 22.ma clip del parco archeologico di Ercolano il direttore Francesco Sirano esplora ancora il tema “Ercole a Herculaneum”: in questa terza parte scopriamo tra gli ambienti dell’Antiquarium oggetti e ornamenti che richiamano le gesta e il culto di Ercole

L’ingresso dell’Antiquarium di Ercolano dove è allestita la mostra permanente “SplendOri” (foto Graziano Tavan)

Con la 22.ma clip della serie “Lapilli sotto la cenere” il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano esplora ancora il tema “Ercole a Herculaneum”, cioè il Mito, la leggenda e la città. In questa terza parte scopriamo tra gli ambienti dell’Antiquarium oggetti e ornamenti che richiamano le gesta e il culto di Ercole.

Sono mille i modi attraverso i quali l’eroe, che ha dato il nome alla città di Ercolano, era vicino ai suoi cittadini. “Nessuno – ricorda Sirano – si faceva mancare anche negli arredi più lussuosi un’immagine che riguardasse Ercole. Per esempio dall’area del decumano viene il piede di un tavolo in marmo africano che raffigura proprio l’eroe fondatore. Si tratta di quella che si definisce una forma ermaica, cioè una forma dove la parte inferiore in realtà è un pilastro e la parte superiore ci raffigura il busto dell’eroe in età avanzata, completamente avvolto in una tunica. Attorno alle spalle ha avvolta la pelle del leone Nemeo di cui si vede molto bene la testa. Si può notare come si sfruttano bene i colori del marmo africano, per cercare di dare anche una colorazione, animare questa visione. Molto interessante è anche la presenza, sotto la mano destra dell’eroe, di un motivo che pende, interpretato da alcuni come la rappresentazione del pomo delle Esperidi. In realtà si tratta semplicemente della pelle della zampa del leone che è appesa perché il tutto è girato intorno alle spalle. Ancora una volta – continua Sirano – una figura ermaica cioè una figura di Ercole, inserita questa volta in un pilastro di marmo e la testa invece è di bronzo, ci porta a conoscere un altro aspetto: Ercole che diventa protettore della casa, oggetto di culto. Dalla Casa di Nettuno e Anfitrite viene una piccola erma in miniatura con un Ercole barbuto, quindi sempre in età avanzata, e che presenta la stephane, cioè la corona, che ci fa capire che è già diventato una figura divina oggetto di culto, e in questo caso un culto domestico”.

Statuetta in bronzo di Ercole già divinizzato, proveniente dalla Casa del Rilievo di Telefo a Ercolano (foto paerco)

La figura di Ercole accompagnava gli ercolanesi in tanti aspetti della loro vita. “Tra gli oggetti che conserviamo nell’Antiquarium – spiega Sirano – abbiamo anche delle statuine, che probabilmente facevano parte di piccoli santuarietti domestici, come quella che viene dalla Casa del Rilievo di Telefo. Raffigura l’eroe barbato, quindi greco in età matura, ancora in posizione atletica: con la mano sinistra tiene la leontea, cioè la pelle del leone Nemeo, una delle caratteristiche del dio: rappresenta infatti una delle fatiche che lo rese famoso. Qui Ercole è già diventato probabilmente un dio perché si trova su un piedistallo a forma di sgabello. Ed è questa l’idea che ci dà l’indizio che ci fa pensare si tratti di una statuina in qualche maniera legata a un culto domestico, cosa che sta molto bene a Ercolano. Perché il modo di realizzare questa statuina che ha un suo peso, quindi è a bronzo pieno, è estremamente attento soprattutto con la muscolatura. Si vedono i muscoli della schiena, le masse muscolari ben caratterizzate, addirittura le pieghe del collo potente, taurino, che caratterizzavano Ercole anche sulle spalle. È una statua ispirata alla scultura greca del IV sec. a.C. secondo la moda che possiamo trovare in tantissimi luoghi dell’Italia dal periodo ellenistico fino a quello romano”.

Anello in oro e corniola dalla Casa del Mobilio carbonizzato di Ercolano con raffigurato il nodo di Ercole (foto paerco)

Ma Ercole non era solo oggetto di culto domestico, era anche un eroe che gli antichi ercolanesi volevano tenere proprio vicino a sé, addirittura addosso a sé. “Alcuni gioielli o accessori dell’abbigliamento si ispiravano proprio a Ercole – assicura Sirano -.  Per esempio, da una cassettina che conteneva degli averi, qualcosa di prezioso per uno dei fuggiaschi dell’antica spiaggia, proviene un pendaglio di collana, probabilmente, che rappresenta proprio la clava di Ercole, cioè uno degli attributi che lo rendeva universalmente riconoscibile. In vetrina c’è un anello d’oro e corniola che proviene dalla Casa del Mobilio carbonizzato. L’anello raffigura il nodo di Ercole. Si tratta di un particolare modo con cui si allacciava la pelle del leone Nemeo. Questo nodo veniva riprodotto in molte occasioni nel mondo romano. Una di queste era il giorno delle nozze. La sposa aveva una cintura con un nodo simile a quello che viene qui riprodotto. Nel momento in cui andava per la prima volta a letto con lo sposo, il marito scioglieva questo nodo: segno anche della garanzia della verginità, ma soprattutto si riteneva che questo portasse bene perché l’eroe Ercole, cui erano attribuiti circa 70 figli, poteva essere un segno di abbondanza. Un anello molto prezioso che forse i padroni di casa non fecero in tempo a recuperare. E sempre restando nell’ambito degli ornamenti personali, c’è un bracciale d’argento dall’antica spiaggia. Ancora una volta ci porta nel mondo di Ercole. Qui abbiamo una serie di nodi che vengono riprodotti nella decorazione al centro del bracciale. Ancora una volta ispirato al potere magico che questo nodo poteva avere nell’ambito dell’abbondanza e della vita di tutti i giorni”.

Il nodo di Ercole, nuovo logo del parco archeologico di Ercolano

“Secondo alcuni studiosi Amedeo Maiuri nel far realizzare l’ingresso, oggi storico, al parco archeologico si ispirò alla porta di Adriano ad Atene che separava la città di Teseo, la città antica, dalla città moderna, dove l’imperatore Adriano promosse una serie di lavori di rinnovamento. Quale che sia la giusta spiegazione, per noi questa non è una porta ma è un passaggio, un collegamento tra la città antica e la città moderna che devono far parte di uno stesso futuro. Per creare il nostro nuovo segno identitario – conclude Sirano – ci siamo ispirati come gli antichi ercolanesi al nodo di Ercole, perché questo nodo valorizza soprattutto le connessioni. Sono proprio le connessioni che ora il parco vuole approfondire con l’esterno, con il territorio che lo circonda”.

“Le Antichità di Ercolano esposte”: la prestigiosa opera settecentesca è rientrata al Parco archeologico di Ercolano dopo il restauro curato dalla Biblioteca nazionale di Napoli. Documenta con disegni e incisioni ritrovamenti da Pompei, Stabia e Ercolano, molti perduti

“Le Antichità di Ercolano esposte” nel laboratorio di restauro della Biblioteca nazionale di Napoli (foto paerco)

“Le Antichità di Ercolano esposte”: la prestigiosa opera settecentesca nel ritrovato splendore è rientrata venerdì 16 aprile 2021 al parco archeologico di Ercolano dopo il restauro a cura della Biblioteca nazionale di Napoli. Si potranno nuovamente ammirare in tutti i dettagli gli straordinari disegni e le incisioni, che costituiscono l’ambiziosa opera editoriale voluta da Carlo di Borbone. L’opera di gran pregio non fu mai messa in commercio, ma offerta in omaggio dalla corte napoletana agli esponenti più in vista dell’aristocrazia europea per stupirli con l’imponenza della collezione messa insieme dal Re di Napoli, e diffondere e promuovere l’impresa di scavo borbonica, che aveva portato alla luce le città sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. “Per recuperare la propria collezione dei volumi de Le Antichità di Ercolano esposte e garantire la pubblica fruizione, il parco ha attivato la propria rete istituzionale di riferimento”, dichiara Francesco Sirano, di recente riconfermato alla direzione del Parco. “La collaborazione con la Biblioteca Nazionale si è giovata dell’altissimo livello professionale che da sempre ne caratterizza l’opera. I rapporti, già stretti per la presenza dell’officina dei papiri Ercolanesi proprio nella Biblioteca, si sono ulteriormente rafforzati”. “Il lavoro di restauro su Le Antichità di Ercolano Esposte”, afferma il direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli, Salvatore Buonomo, “conferma il filo doppio di stretta collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano, dove si trova la superba Villa dei Pisoni che ospitava l’antica collezione di papiri di  Filodemo di Gadara, oggi nella nostra biblioteca. La sinergia in questo caso ha costituito un’occasione per avvalersi al massimo delle risorse e delle potenzialità di cui disponiamo nell’ambito dei beni culturali, consentendoci l’allargamento del concetto stesso di patrimonio culturale componendo l’interesse di bene bibliografico con quello archeologico”.

Il tomo I de “Le Antichità di Ercolano esposte” dopo il restauro alla Biblioteca nazionale di Napoli (foto paerco)
ercolano_antichità-esposte_Tomo I prima del restauro_foto-paerco

Il tomo I de “Le Antichità di Ercolano esposte” prima del restauro alla Biblioteca nazionale di Napoli (foto paerco)

Il restauro ha riguardato i primi 8 volumi della preziosa collana, pubblicata tra il 1757 e il 1792 dalla Stamperia Reale Borbonica a cura della Reale Accademia Ercolanese (di cui fecero parte Ferdinando Galiani, e Francesco Valletta), fondata da Carlo di Borbone per illustrare e studiare quanto veniva alla luce dagli scavi e collocato nell’ ‘Herculanense Museum’, allestito presso la Reggia di Portici per celebrare la grandiosa impresa di scavo. “Il lavoro di restauro”, aggiunge Salvatore Buonomo, “ci tengo a sottolinearlo è stato portato a termine grazie alla disponibilità dei nostri ultimi restauratori, che pur se collocati in pensione, hanno continuato il lavoro in forma volontaria per completare questo delicato restauro e le altre esecuzioni in corso. Allo stato il nostro importante e specializzato laboratorio non può continuare l’attività per mancanza di personale”. “Questo progetto”, conclude Francesco Sirano, “giunge a compimento proprio nel momento in cui tra poche settimane il Parco, con il supporto dell’Herculaneum Conservation Project, sta per lanciare una prima versione del portale Open Data: una forma di condivisione delle conoscenze che utilizza il metodo democratico e partecipativo per raggiungere gli stessi effetti che ottennero in Europa i volumi de Le Antichità di Ercolano esposte  rappresentando una inesauribile fonte di  ispirazione per le arti e l’artigianato”.

Il tomo IV de “Le Antichità di Ercolano esposte” dopo il restauro alla Biblioteca nazionale di Napoli (foto paerco)
ercolano_antichità-esposte_BNN Tomo IV prima del restauro_foto-paerco

Il tomo IV de “Le Antichità di Ercolano esposte” prima del restauro alla Biblioteca nazionale di Napoli (foto paerco)

Il lavoro di restauro sui primi 6 volumi svolto nel Laboratorio “Alberto Guarino” della BNN, che ha visto impegnati Valeria Stanziano e Luigi Vallefuoco e per il Parco di Ercolano Elisabetta Canna,  è  stato complesso: è stato necessario intervenire sulle pregevoli carte interne ma anche  restaurare tutti i dorsi in pelle con le iscrizioni in oro e i nervi a vista,  in più  parti sono state restaurate le coperte  con incartonatura  e carte marmorizzate dipinte a mano simili agli originali. La restante parte del restauro è stato affidato alla ditta Argentino Chiara che si è attenuta nell’acquisto dei materiali e nell’esecuzione al progetto redatto dal laboratorio della Biblioteca di Napoli. Le Antichità di Ercolano esposte hanno avuto il merito di offrire agli artisti ed ai decoratori dell’epoca un assortimento di motivi ellenistici fedeli agli originali, influenzando le arti decorative in Europa e favorendo l’affermarsi del gusto neoclassico. L’opera riveste, perciò, un particolare interesse artistico e documenta con disegni e incisioni di raffinata fattura il prezioso patrimonio di pitture e oggetti, molti anche andati perduti, provenienti dagli scavi di Pompei, Stabia e dai due siti di Ercolano: Resina e Portici.

Il TG2 Dossier sabato fa tappa al Mann con la puntata “Museo Archeologico Nazionale, scrigno di civiltà” curata da Laura Pintus, in replica domenica

Una bambina con maglioncino giallo apre le porte della Collezione Magna Grecia: forse da qui inizia, simbolicamente, il viaggio del Tg2 Dossier, che fa tappa al Mann nella puntata “Museo Archeologico Nazionale di Napoli, scrigno di civiltà”, in onda su Rai 2 sabato 17 aprile 2021 alle 23.30 e in replica domenica 18 aprile 2021 alle 10.10. La puntata sarà disponibile su Rai Play. Quarantacinque minuti di bellezza per raccontare l’istituto di Napoli ed i legami che si intrecciano tra i capolavori del Sud Italia: l’attento ed efficace percorso, curato da Laura Pintus, rappresenta il Mann a trecentosessanta gradi, tra collezioni permanenti, esposizioni temporanee e grandi progetti di ricerca.

Il direttore Paolo Giulierini e la giornalista Laura Pintus nel backstage al Mann della puntata di TG2 Dossier “Museo Archeologico Nazionale di Napoli, scrigno di civiltà” (foto mann)
napoli_mann_tg 2 dossier backstage_foto-mann

Gli elmi della mostra “I Gladiatori” nel laboratorio di restauro del Mann nel backstage della puntata di TG2 Dossier “Museo Archeologico Nazionale di Napoli, scrigno di civiltà” (foto mann)

Trait d’union del programma è il dialogo con i protagonisti della vita del Museo: dal direttore Paolo Giulierini, che guida la giornalista alla scoperta dei tesori museali, agli archeologi, ai restauratori, agli addetti alla custodia dei tesori dischiusi dai depositi. Non mancano, naturalmente, incursioni nel backstage della mostra “Gladiatori”: nel laboratorio di restauro dell’Archeologico, infatti, sono state curate “le ferite” degli splendidi elmi bronzei, esposti oggi nel Salone della Meridiana per il grande allestimento. E poi spazio agli interventi per restaurare il Mosaico di Alessandro, ai programmi di valorizzazione per i più piccoli con le pubblicazioni a fumetti, alla storia dei capolavori della statuaria Farnese: un percorso ricchissimo, che svela un volto inedito del Museo.

L’antro della sibilla a Cuma (foto Jazz and Conversation)

Dal Mann ai legami con il territorio: il Tg2 Dossier traccia un itinerario suggestivo tra passato e presente, ritrovando usi e costumi in cui rispecchiarsi ancor di più oggi, in tempi di pandemia. La puntata si sofferma anche su tante eccellenze del territorio, per definirne la matrice identitaria, pur nelle differenze storico-artistiche:  da Cuma a Palazzo Reale, da Santa Maria Capua Vetere a Ercolano, un inno alla bellezza che, all’epoca del Covid e del lockdown degli istituti culturali, infonde speranza per il futuro.