Archivio tag | parco archeologico del Colosseo di Roma

Roma. Aperta la mostra “Magna Mater tra Roma e Zama”, un progetto espositivo internazionale che intreccia archeologia, mito e cooperazione culturale tra Italia e Tunisia, articolata tra Foro romano e Palatino, in sei sedi, per un viaggio immersivo nella storia e nella diffusione del culto della Magna Mater

La figura della Magna Mater – la Grande Madre è al centro della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” articolata tra Foro romano e Palatino (foto PArCo)

I ministri della Cultura Amina Srarfi e Alessandro Giuli all’inaugurazione della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” al Foro romano e Palatino (foto emanuele antonio minerva / mic)

Dal 6 giugno al 5 novembre 2025, il parco archeologico del Colosseo ospita la mostra “Magna Mater tra Roma e Zama”, un progetto espositivo internazionale che intreccia archeologia, mito e cooperazione culturale tra Italia e Tunisia. Promossa dal parco archeologico del Colosseo in collaborazione con l’Institut National du Patrimoine Tunisien, la mostra, inaugurata alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli e di M.me Amina Srarfi, titolare del Ministère des affaires culturelles -Tunisie وزارة الشؤون الثقافية – تونسè curata da Alfonsina Russo, Tarek Baccouche, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro e Sondès Douggui-Roux con Patrizio Pensabene, Aura Picchione e Angelica Pujia. Al centro dell’esposizione è la figura della Magna Mater – la Grande Madre – antica divinità dalle molteplici identità (Kubaba, Cibele, Kybele, Meter Theon), venerata per oltre un millennio in Anatolia, Grecia e Roma. La mostra ne ripercorre origini e trasformazioni, dal culto frigio all’adozione ufficiale a Roma nel 204 a.C., quando – secondo il responso dei Libri Sibillini – la sua immagine aniconica fu trasferita da Pessinunte al Palatino, divenendo simbolo di salvezza e rigenerazione per l’Urbe. La mostra riannoda, attraverso il filo rosso della memoria, le strette relazioni culturali esistenti nel mondo antico tra le due sponde del Mediterraneo. Zama, celebre per la battaglia decisiva della Seconda guerra punica (202 a.C.) fu anche un importante centro numidico e successivamente romano. E, al centro di questa esposizione, è il legame simbolico e religioso tra il santuario africano e quello romano del Palatino, cuore del culto della Magna Mater nell’Impero.

La Magna Mater del Palatino (foto PArCo)

L’allestimento nel Tempio di Romolo della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto PArCo)

Il percorso espositivo si snoda attraverso sei sedi all’interno del Parco, offrendo un viaggio immersivo nella storia e nella diffusione del culto della Magna Mater. Particolarmente significativa è la sezione allestita nel Tempio di Romolo, che presenta per la prima volta al pubblico le opere provenienti dagli scavi di Zama Regia: straordinarie evidenze archeologiche della presenza del culto della Magna Mater nel Nord Africa romano. La Curia Iulia amplia la prospettiva alle province dell’Impero – dall’Egitto alle Gallie, dalla Tracia alla Britannia – con una riflessione sulla diffusione e trasformazione del culto in epoca tardoantica. Sul Palatino, alle Uccelliere Farnesiane, i visitatori possono esplorare le radici orientali della dea e la loro trasmissione nel mondo greco ed ellenistico, con un focus particolare sul carattere misterico del culto. Il Tempio della Magna Mater ospita una sezione dedicata all’introduzione del culto a Roma durante la Seconda guerra punica, che mette in evidenza i significati politici e storici dell’evento. Il Ninfeo della Pioggia propone un’installazione emozionale che restituisce suoni, gesti e simboli della ritualità romana legata al culto. Infine, al Museo del Foro Romano, la mostra si chiude con una selezione di opere d’arte che illustrano la fortuna iconografica, letteraria e filosofica della dea tra Rinascimento e Seicento.

I ministri Amina Srarfi e Alessandro Giuli alla mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto emanuele antonio minerva / mic)

L’allestimento nelle Uccelliere farnesiane della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto PArCo)

“La mostra Magna Mater tra Roma e Zama”, dichiara Alessandro Giuli, ministro della Cultura, “è un esempio concreto di diplomazia culturale tra Italia e Tunisia, realizzato nell’ambito del Piano Mattei. Frutto della cooperazione tra studiosi, istituzioni e restauratori dei due Paesi, dimostra come la valorizzazione del patrimonio condiviso possa diventare un efficace strumento di dialogo, ricerca e sviluppo sostenibile. Valorizzare la figura della Magna Mater grazie ai rinvenimenti tunisini e a questa mostra consente al nostro Ministero di dare vita a una manifestazione culturale la cui importanza travalica la sola archeologia, promuovendo lo studio storico di un’esperienza religiosa i cui valori e significati conservano una forte attualità, per tutte le culture che vivono affacciate sul grande Mare nostrum”. E Amina Srarfi, Ministre des affaires culturelles: “La mostra Magna Mater da Zama a Roma ricorda a tutti noi i valori cari alla Tunisia, dove la storia non riguarda solo Cartagine, ma anche tutte le altre regioni del Paese. Come capitale del mondo numidico, Zama era molto aperta alla storia del Mediterraneo e molto influenzata dalla romanizzazione. Come Cartagine, Hadrumète e Utique, era un luogo di fermento politico, economico e sociale. Questa mostra, i cui pezzi provengono da Zama Regia, riflette lo scambio culturale e religioso tra il mondo numidico e Roma al tempo dell’Africa romana”.

L’allestimento al ninfeo della Pioggia della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto PArCo)

“La concezione di questa esposizione”, dichiara Tarek Baccouche, direttore dell’Istituto nazionale del Patrimonio di Tunisi, “è il frutto di un lavoro collettivo di ricercatori, conservatori e restauratori delle due Istituzioni, italiana e tunisina. Essa offre ai lettori un mosaico di dati scientifici, tecnici, geografici, economici e patrimoniali sul sito di Zama e, attraverso di esso, sull’intera regione. Questa mostra e gli accordi istituzionali stipulati creano, da un lato, un legame tra i nostri Paesi, dall’altro un ponte che farà viaggiare ogni lettore nel tempo attraverso una visita virtuale a Zama”. E Alfonsina Russo, capo dipartimento per la valorizzazione del Patrimonio culturale e direttore del parco archeologico del Colosseo, commenta: “Questa esposizione rappresenta un ponte prezioso tra culture e memorie antiche. Attraverso un percorso che si articola in più sedi del Parco, la mostra racconta le origini del culto, la sua diffusione nel mondo greco e romano e in tutto il Mediterraneo antico. Questo legame ha costituito la base per sviluppare un progetto di valorizzazione e di rilettura complessiva della storia e dell’archeologia attraverso la figura della Magna Mater”.

Roma. Per Archivissima 2025 il parco archeologico del Colosseo apre la sede degli Archivi di via in Miranda con visite guidate gratuite

“Carlo Levi affermava che il futuro ha un cuore antico e noi ne siamo particolarmente convinti”, spiegano al parco archeologico del Colosseo. “Per una volta, però, proviamo a metterci Dalla parte del futuro come suggerisce la nuova edizione di Archivissima, il Festival dedicato agli archivi nell’ambito del quale si celebra ogni anno la Notte degli Archivi”. Venerdì 6 giugno 2025, dalle 18.30, il parco archeologico del Colosseo organizza la prima apertura del 2025 dell’edificio di via in Miranda n. 5 a Roma, sede degli Archivi del parco archeologico del Colosseo, dove sono conservati oltre 169.000 immagini fotografiche, circa 7.500 disegni, più di 150 metri lineari di documenti. Le visite, gratuite, saranno condotte dai funzionari responsabili dell’Archivio Astrid D’Eredità e Andrea Schiappelli e dal personale del parco archeologico del Colosseo. Visite in lingua italiana della durata di 45 minuti circa. Turni di visita alle 18.30, 19.15, 20 e 20.45, max 15 persone per visita. Prenotazioni via email a pa-colosseo.eventi@cultura.gov.it. Nelle sale affacciate sul Foro Romano verranno raccontate le origini dell’importante archivio dell’area archeologica centrale, la sua evoluzione nel tempo, la storia dell’edificio in cui è ora collocato e le attività di tutela, conservazione, valorizzazione attualmente in corso. Si prosegue poi con un focus sulla valle del Foro Romano: attraverso piante, dipinti e ricostruzioni video (tra cui il nuovo filmato dedicato al Corteo di Carlo V), ma anche con le foto originali datate all’inizio del Novecento, racconteremo la storia dei luoghi attraverso i secoli con una particolare attenzione alle vicende che dalla fine dell’Ottocento in poi hanno delineato l’attuale aspetto dell’area. L’esperienza si concluderà con l’inedita veduta dalle finestre dell’Archivio rivolte verso la Domus Tiberiana, la Casa delle Vestali e San Lorenzo in Miranda.

#domenicalmuseo e Festa della Repubblica: per il ponte di inizio giugno Pompei resta al primo posto (35mila ingressi complessivi) seguita da Pantheon (31.838 ingressi) e Colosseo (23.134 ingressi (ma solo mezza giornata il 2 giugno)

Sono stati circa 480mila gli ingressi in questa due giorni di aperture gratuite in occasione della #domenicalmuseo di giugno (255mila ingressi), l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese e dell’apertura straordinaria del 2 giugno 2025, festa della Repubblica (225mila ingressi). L’area archeologica di Pompei con 35.040 ingressi (20.000+15.040) si conferma sul primo gradino della classifica assoluta, seguita dal Pantheon con 31.838 ingressi (15.000+16.838) e dal Colosseo con 23.134 ingressi (15.835+7.299: ma il 2 giugno l’apertura è stata solo pomeridiana, dopo la sfilata per la festa della Repubblica).

Visitatori sempre numerosi agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 35.040 (20.000+15.040); Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 31.838 (15.000+16.838); Colosseo. Anfiteatro Flavio 23.134 (15.835+7.299); Foro Romano e Palatino 16.365 (12.433+3.932); museo e area archeologica di Paestum 8.417 (5.847+2.570); museo Archeologico nazionale di Napoli 7.468 (4.468+3.000); parco archeologico di Ercolano 6.380 (3.722+2.658); Villa Adriana 6.130 (3.571+ 2.559); museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.604 (2.365+1.239); Terme di Caracalla 3.600 (2.051+1.549); Palazzo Altemps 2.674 (1.954+720); museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 2.611 (1.441+1.170); area archeologica di Ostia antica 2.580 (2.580+0); Terme di Diocleziano 2.405 (1.583+822); necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 2.320 (1.756+564); Palazzo Massimo 1.979 (1.288+691); parchi archeologici di Crotone e Sibari – Le castella – Isola Capo Rizzuto 1.944 (964+980); museo Archeologico di Venezia 1.935 (1.935+0); museo Archeologico nazionale di Taranto 1.403 (826+577); necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.332 (989+343); Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 1.304 (626+678); museo Archeologico nazionale di Ravenna 1.188 (1.188+0); museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.165 (860+305); museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 1.068 (1.068+0); Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.039 (609+430).

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di giugno Pompei resta al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dal Colosseo – Anfiteatro Flavio (14.293 ingressi) e dalla Reggia di Caserta (13.285). Sulle nuove regole di accesso all’area archeologica di Pompei in occasione della domenica a ingresso gratuito interviene il direttore Zuchtriegel che traccia un bilancio positivo

Sono stati circa 255mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti domenica 1° giugno 2025 gratuitamente in occasione della #domenicalmuseo, iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’ingresso libero nei luoghi della cultura di propria pertinenza nella prima domenica del mese. Nella classifica assoluta l’area archeologica di Pompei resta al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dal Colosseo – Anfiteatro Flavio (14.293 ingressi) e dalla Reggia di Caserta (13.285). Proprio sull’ingresso – con nuove regole – di 20mila persone al sito archeologico di Pompei – limite massimo per l’ingresso al sito, dal 15 novembre 2024 – interviene il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel.

Visitatori in coda all’ingresso agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Pompei, bilancio positivo della prima domenica del mese, con ingresso gratuito in tutti i luoghi della cultura statali: tempi di accesso scorrevoli, con picchi di 20-30 minuti di attesa, anche grazie alle nuove regole stabilite in occasione della domenica gratuita, con la sospensione del biglietto nominativo per queste giornate. Grande attenzione anche alla sicurezza fuori gli scavi, con il Comune di Pompei che, su richiesta della direzione del Parco, ha fornito 250 transenne ed è presente con i vigili urbani. Proprio le transenne hanno evitato il peggio quando, nell’area antistante uno degli ingressi, un pullman nella salita verso Porta Marina superiore è fuoriuscito leggermente dalla corsia e ha spinto una delle transenne, buttando a terra una visitatrice che stava accedendo al sito. È stata portata in ospedale, in codice verde. Sono in corso accertamenti per ricostruire la dinamica precisa dell’incidente. “Ringrazio il Comune, le Forze dell’ordine e lo staff del Parco Archeologico, in particolare il personale di biglietteria, vigilanza e accoglienza e l’ufficio tecnico”, ha detto il direttore del sito, Gabriel Zuchtriegel, “senza le transenne, l’incidente poteva avere conseguenze molto più gravi. Avremo aggiornamenti sulla persona in ospedale e le auguriamo pronta guarigione. Nell’insieme, con accessi così scorrevoli, tempi di attesa minimi anche nel confronto nazionale ed internazionale, misure straordinarie di sicurezza grazie alla collaborazione del Comune di Pompei, posso solo meravigliarmi di chi, senza del resto essere stato sul posto, parla di inefficienza e disorganizzazione: nella migliore dell’ipotesi, è ignoranza, nella peggiore, un attacco strumentale, perché evidentemente la nostra linea di rispetto della legalità e di contrasto al bagarinaggio non piace a tutti, ma noi andremo avanti lo stesso senza farci intimidire. I tempi in cui i biglietti del Parco si rivendevano anche durante le giornate gratuite sono finiti e non torneranno più”.

Visitatori in coda all’ingresso agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Il piano operativo che ho studiato insieme al direttore del Parco, con il nostro dirigente, e i rispettivi funzionari per garantire la sicurezza dei turisti e la tutela del Parco ha superato ampiamente le aspettative”, sottolinea il sindaco della Città di Pompei, Carmine Lo Sapio. “Con ampio anticipo, in vista dei due giorni ad ingresso gratuito di domenica e lunedì, ho firmato una ordinanza, unitamente al dirigente della Polizia Municipale, per fornire centinaia di transenne a tutela dei turisti in fila e la presenza massiccia degli agenti della municipale. Un’ordinanza, appunto, che va nella direzione della sicurezza. La collaborazione, unitamente anche alle altre forze dell’ordine, ha permesso di gestire al meglio i flussi turistici. Possiamo ritenerci soddisfatti per un bilancio molto positivo.  Sono lieto di poter collaborare con il direttore generale del Parco, anche in virtù del protocollo d’intesa che abbiamo siglato all’inizio dei rispettivi insediamenti. Una collaborazione nata ai tempi delle restrizioni del Covid. A chi lancia critiche gratuite invito a venire a Pompei per vedere di persona come la collaborazione tra Comune e Parco funziona”.

#domenicalmuseo: Visitatori nell’area archeologica di Paestum (foto pa-paeve)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.293; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.863; Foro Romano e Palatino 11.483; museo e area archeologica di Paestum 5.110; museo Archeologico nazionale di Napoli 4.300; Parco archeologico di Ercolano 3.722; Villa Adriana 3.327; area archeologica di Ostia antica 2.580; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.093; Palazzo Altemps 1.954; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.641; Terme di Diocleziano 1.583; Palazzo Massimo 1.288; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.238; museo Archeologico nazionale di Ravenna 1.147; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 1.012; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 953; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 743; museo Archeologico nazionale di Taranto 741; parchi archeologici di Crotone e Sibari – Le castella – Isola Capo Rizzuto 725.

Notte europea dei Musei 2025. Qualche idea da Cividale ad Agrigento, da Verona a Taranto, da Roma a Sibari

ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI CIVIDALE (Ud). Dovrebbe entrare nella nostra abitudine passare un po’ di tempo nei musei, magari approfittando di aperture particolari. Perché il museo non è un luogo dove andare una volta sola, ci sono mille cose da scoprire e ad ogni nostro passaggio scopriamo cose nuove, diverse. Quindi, cosa fate sabato sera? Si va al museo Archeologico di Cividale con apertura straordinaria dalle 19 alle 22 sabato 17 maggio 2025, per la Notte dei Musei.

MUSEI DI STORIA NATURALE E DI CASTELVECCHIO A VERONA. Sabato 17 maggio 2025 torna la Notte Europea dei Musei: in programma l’apertura straordinaria con ingresso gratuito dalle 20 alle 23 del museo di Castelvecchio e del museo di Storia Naturale, oltre a visite guidate gratuite su prenotazione. Visite al Museo di Castelvecchio: ore 20.15 – ore 21.30, “La grazia antica di Pisanello: una Madonna e i volti del potere”: uno sguardo alle medaglie esposte nella Reggia grazie alla collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria; ore 20.15 – ore 21 – ore 22, visite alla mostra “Fascismo Resistenza Libertà. Verona 1943-1945”. Visite al Museo di Storia Naturale: ore 20.15 – ore 21.30, visite alla collezione permanente. I ragazzi e le ragazze del Servizio Civile Universale saranno presenti per offrire supporto, orientamento e assistenza.

MUSEO ARCHEOLOGICO DI ISOLA DELLA SCALA (Vr). In occasione della Notte europea dei Musei sabato 17 maggio 2025 apertura dalle 19.30 alle 23 del museo Archeologico di Isola della Scala (Vr). Alle 21 il convegno “Una notte con Catullo: non solo baci” con l’archeologa e scrittrice veronese Giuliana Borghesani, autrice del libro “Catullo. Una storia nel mondo romano repubblicano”. Alle 20 e alle 22, visite guidate.

PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO (Roma) In occasione della Notte Europea dei Musei il parco archeologico del Colosseo propone un’apertura straordinaria serale del piano dell’arena del Colosseo. Sarà possibile prenotare il biglietto al costo simbolico di 1 euro sul sito ufficiale del parco archeologico del Colosseo dalle 10 di venerdì 16 Maggio: https://ticketing.colosseo.it/…/notte-europea-dei-musei/ L’ingresso avverrà da piazza del Colosseo a partire dalle 20 con ultimo accesso alle 22.40. Durante la serata è previsto, a partire dalle 20.30, l’intervento musicale “Musica Pacis” di Rocco de Rosa (piano solo) e Pasquale Laino (special guest, sax tenore). Sono previsti 3 interventi musicali della durata di 30 minuti ciascuno, con inizio alle 20.30, 21.30 e 22.30. NOTA BENE Per il concomitante Giubileo delle Confraternite, Roma Capitale ha disposto la chiusura AGLI AUTOVEICOLI delle seguenti strade DALLE 14 ALLE 20 DI SABATO 17 MAGGIO 2025: via di San Gregorio, via Claudia, via Celio Vibenna, via Dei Cerchi, via Del Circo Massimo, via Dell’ara Massima Di Ercole

MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA A ROMA. In occasione della Notte Europea dei Musei, il museo ETRU sarà aperto al pubblico dalle 20 alle 23 con ingresso a 1 euro (orari biglietteria 19.30/22, chiusura sale 22.30). A grande richiesta, all’interno della Festa della lettura, organizzata da Il talento di Roma e sostenuta dal Municipio II, alle 20.30, nel piazzale di Villa Giulia, c’è il genio artistico di Giuseppe Cederna con lo spettacolo “Il Canto dell’Acqua” (evento sold out).  Posti a sedere limitati e non numerati. Sarà possibile seguire lo spettacolo anche seduti sul prato.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI TARANTO. Sabato 17 maggio 2025, alle 20, nel chiostro del museo Archeologico nazionale di Taranto, in occasione dell’apertura straordinaria serale, c’è “Il canto del metallo: dalla terra alla spada”, imperdibile esperienza di archeologia sperimentale: la creazione dal vivo di una spada dell’Età del Bronzo. Un laboratorio spettacolare in cui antiche tecniche di fusione e forgiatura prenderanno vita sotto i vostri occhi, nella cornice suggestiva del chiostro del MArTA. Un racconto pratico e coinvolgente sulla nascita della metallurgia e su come il lavoro dei primi fabbri abbia cambiato per sempre il corso della storia umana. Attività inclusa nel biglietto di ingresso, al costo simbolico di 1 euro (salvo gratuità previste per legge) dalle 19.30 sino alle 22.30 con ultimo ingresso alle 22. Non è richiesta prenotazione.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA SIBARITIDE (Cs). Il 17 maggio 2025 esperienza unica al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, in occasione della Notte Europea dei Musei. Per l’occasione, dalle 19 alle 22 l’ingresso sarà a soli 1 euro. Una notte di archeologia, cultura e scoperte, con un appuntamento imperdibile: l’inaugurazione del nuovo allestimento della sezione “Archeologia Salvata”. La mostra esplora il tema della Monetazione Antica e della Numismatica, con un focus su monete antiche recuperate grazie al lavoro delle forze dell’ordine. Potrai scoprire l’evoluzione della moneta, dal periodo della Magna Grecia fino al Medioevo, attraverso reperti straordinari. Un viaggio nel tempo che ti porterà a esplorare le dinamiche economiche del passato, attraverso i simboli e le storie che si celano in ogni moneta. Extra Speciale: Una lettura animata dall’Aulularia di Plauto, un’opera comica che ci parla di un vecchio avaro e della sua ossessione per il denaro.

MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE “PIETRO GRIFFO” DI AGRIGENTO. C’è anche il museo Archeologico “Pietro Griffo” tra i luoghi della cultura che saranno accessibili il 17 maggio 2025 in orario serale nel contesto della Notte europea dei musei. L’ingresso sarà consentito dalle 20 alle 22.30 con chiusura del sito alle 23 al costo simbolico di un euro. Durante la serata CoopCulture garantirà delle visite guidate a tema “Alla ricerca di Demetra ad Akragas”: filo conduttore sarà appunto il culto della divinità di raccolti. Tra ex voto, terrecotte architettoniche e gronde leonine, gli archeologi condurranno gli ospiti alla scoperta di culti e credenze incentrati su Demetra e la figlia Kore. Le visite didattiche si terranno alle 20.30 e alle 21.30 e avranno un costo aggiuntivo di 5 euro (ridotto 4 euro).

Roma. All’Ecole française de Rome la Tavola rotonda “Immagini del passato, tecnologie del futuro: archeologia e patrimonio nell’era della realtà virtuale”

In che modo il 3D e la realtà virtuale stanno trasformando il nostro rapporto con il passato? Che cosa hanno da offrire alle società che desiderano studiare, comprendere e preservare meglio il loro patrimonio archeologico e culturale? Se ne parla all’Ecole française de Rome in piazza Navona 62 a Roma, nel pomeriggio del 16 maggio 2025, nella Tavola rotonda “Immagini del passato, tecnologie del futuro: archeologia e patrimonio nell’era della realtà virtuale”.  Ingresso libero, fino ad esaurimento posti. In un momento in cui i musei ei siti archeologici offrono sempre più spesso ricostruzioni in 3D e immersioni virtuali, questa tavola rotonda esaminerà le promesse ei limiti di queste nuove tecnologie. La conservazione virtuale di siti in pericolo, il miglioramento dell’esperienza dei visitatori e la mediazione delle conoscenze, nonché la digitalizzazione dei beni culturali sono tutte applicazioni potenziali che sono già state ampiamente sfruttate. Tuttavia, esse immagini sollevano anche importanti interrogativi sulle incertezze insite in qualsiasi restituzione, sulla durata degli oggetti digitali e, più in generale, sullo status delle nel nostro rapporto con la verità storica. Intervengono: Emanuel Demestrescu, ricercatore, CNR Roma; Sofia Pescarin, ricercatrice, CNR Firenze; Michele Russo, professore, Sapienza università di Roma; Alessandro D’Alessio, direttore, parco archeologico di Ostia antica; Alberto Tulli, responsabile dei progetti multimediali, parco archeologico di Ostia antica; Stefano Borghini, architetto, parco archeologico del Colosseo.

Il parco archeologico del Colosseo presenta il primo progetto di digitalizzazione dell’Anfiteatro Flavio, a cura di Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro, al salone internazionale del Restauro di Ferrara

Modello digitale 3D del Colosseo (foto PArCo)

Il parco archeologico del Colosseo, diretto da Alfonsina Russo, ha completato per la prima volta il più importante progetto di digitalizzazione del Colosseo attraverso tecniche integrate di rilievo 3D e modellazione HBIM (Heritage Building Information Modelling), creando il primo database geometrico-morfologico completo del monumento. I risultati saranno presentati il 14 maggio 2025 a Ferrara nell’ambito del Salone internazionale del Restauro, dove sarà allestito uno stand promozionale “vestito” con le immagini del modello tridimensionale del Colosseo e dove sarà organizzato un panel interamente dedicato alla presentazione di dettaglio delle caratteristiche e delle potenzialità offerte dal rilievo. Il lavoro ha visto impegnati per due anni lo staff del Colosseo (responsabile unico del progetto Federica Rinaldi e direttore dell’esecuzione architetto Barbara Nazzaro) e le imprese che hanno vinto l’appalto di servizi, ciascuna con le proprie specifiche competenze nel settore (CONSORZIO FUTURO in RICERCA CFR di Ferrara -mandataria-, GEOGRA’ Srl di Sermide, ETS Srl e JANUS Srl di Roma). Gli esiti di questo progetto di straordinaria importanza per la tutela del monumento, come per le attività di studio e ricerca e ormai imprescindibile per gli interventi di manutenzione, restauro e valorizzazione, oltre che per ogni analisi strutturale e di vulnerabilità sismica, sono stati presentati in anteprima in Curia Iulia in occasione del convegno organizzato dal dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, dalla direzione generale dei Musei, dal parco archeologico del Colosseo e dai musei nazionali di Perugia – direzione regionale Musei nazionali Umbria, dedicato al tema della conservazione preventiva e programmata nei luoghi della cultura statali e non (vedi Roma-Perugia. In presenza e online, il convegno “Conservazione preventiva e programmata. Verso un protocollo condiviso nei luoghi della cultura” promosso da DiVa, Dg Musei, parco archeologico del Colosseo e musei nazionali di Perugia. Tre giorni di confronti per aprire un dialogo e un confronto tra istituzioni museali, statali e non, per avviare un piano strategico di prevenzione e manutenzione. Ecco il ricco programma | archeologiavocidalpassato).

Roma. In Curia Iulia il convegno internazionale “Strade di Sabbia: genti, contatti e influenze tra Roma e l’Egitto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Nuovi dati e prospettive di ricerca”. Tre giorni di confronto, in presenza e on line. Ecco il programma

Nei giorni 14, 15 e 16 maggio 2025, la Curia Iulia ospita il convegno internazionale “Strade di Sabbia: genti, contatti e influenze tra Roma e l’Egitto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Nuovi dati e prospettive di ricerca”. L’iniziativa è promossa dal parco archeologico del Colosseo e dall’Université Toulouse – Jean Jaurès, con il patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto a Roma. Tutti gli interventi saranno condotti nella lingua di ciascun relatore, non sarà disponibile traduzione simultanea. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Prenotazione per mercoledì 14 maggio: https://stradedisabbia_14maggio.eventbrite.it; prenotazione per giovedì 15 maggio: https://stradedisabbia_15maggio.eventbrite.it; prenotazione per venerdì 16 maggio: https://stradedisabbia_16maggio.eventbrite.it. Il convegno sarà disponibile in diretta streaming attraverso l’account Facebook del parco archeologico del Colosseo ( www.facebook.com/parcocolosseo).

Il convegno sarà un’importante occasione di riflessione interdisciplinare sui complessi e molteplici rapporti intercorsi tra Roma e l’Egitto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., un momento, questo, particolarmente importante nella storia del Mediterraneo antico. Attraverso la presentazione di recenti dati e nuovi prospettive di ricerca, studiosi provenienti da diverse istituzioni internazionali si confronteranno su temi che spaziano dalle rotte commerciali alla cultura materiale, dalle fonti letterarie ed epigrafiche alla storia delle religioni e al repertorio iconografico. L’obiettivo è far emergere i contatti, le dinamiche di scambio e i processi di trasformazione culturale e religiosa che hanno segnato le relazioni tra Roma e l’Egitto, offrendo nuove chiavi di lettura del complesso e sfaccettato quadro di interazioni che ha caratterizzato due tra le più importanti civiltà del passato. L’iniziativa si inserisce nella volontà del parco archeologico del Colosseo di affermarsi come centro di ricerca e studio per ampliare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico, in un dialogo costante con la comunità scientifica nazionale e internazionale.

PROGRAMMA 14 MAGGIO 2025 Alle 9, arrivo partecipanti e registrazione; 9.30, saluti istituzionali: Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale e direttore del parco archeologico del Colosseo; Bassam Rady, ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto a Roma; Marwa Fawzy, addetto culturale dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto a Roma. PRESIDENTE: ALI ABDELHALIM ALI, DIRETTORE DEL MUSEO EGIZIO DEL CAIRO: 10, Nicolas Cacace, ‘’Il a fait une nouvelle Résidence pour Rome’: adaptations politiques et religieuses à la conquête romaine de l’Égypte”, 10.30, Nicola Barbagli, “Pharaoh Augustus: the representations of a Roman emperor in Egypt”; 11, pausa caffè; 11.30, Lucia Rossi, “Des chrêmatismoi aux apochai. Permanences et mutations dans les pratiques du transport fluvial du blé d’Égypte (Ier s. av. J.-C. – Ier s. ap. J.-C.)”; 12, Giuseppina Capriotti Vittozzi, “Strade di sabbia e vie d’acqua tra il Mediterraneo e il Mar Rosso. Il caso studio di Tell el-Maskhuta”; 12.30, discussione; 13-14.45, pausa pranzo. PRESIDENTE: CHRISTIAN GRECO, DIRETTORE DEL MUSEO EGIZIO DI TORINO: 15, Patrizia Piacentini, Massimiliana Pozzi, Stefano Nava, “Lo scavo della necropoli dell’Aga Khan ad Aswan (Egitto): nuove evidenze dell’interazione egizio-romana dal I sec. a.C. al II sec. d.C.”; 15.30, Alexandra Dardenay, “Roman-period painted cycles from the “tower-houses” of Tuna-el-Gebel (Egypt)”; 16, pausa caffè; 16.30, Livia Capponi, “Architectante Pontio tra Roma e l’Egitto di Augusto”; 17, Hoda Mohamed Aman, “The Impact of Egypt-Rome trade Exchange in raw materials and handicrafts”.

PROGRAMMA 15 MAGGIO 2025 PRESIDENTE: WALLAA MOSTAFA MOHAMED ABDELATY, DIRETTRICE DEL MUSEO GRECO-ROMANO DI ALESSANDRIA: 9.30, Giulia Sfameni Gasparro, “Il culto di Iside fra Egitto e Roma (I sec. a.C.-I sec. d.C.): una definizione di “modelli” storico-religiosi”; 10, Beatrice Cacciotti, “I molti volti di Iside tra Antium e Roma: oracoli, naviganti, nascite”; 10.30, Laurent Bricault, Richard Veymiers, “Les multiples vies de trois autels romains”; 11, pausa caffè; 11.30, Nicolas Amoroso, “Polymorphic images of deities with Egyptian symbols from Roman Italy”; 12, Daniela Candilio, “Sculture e decorazioni nella Domus degli Aradii”; 12.30, Eleonora Voltan, “Percezioni d’Egitto. La rappresentazione paesaggistica e il gusto egittizzante nella pittura parietale del Grande Criptoportico della Domus Aurea”; 13, discussione; 13.30-15, pausa pranzo; 15.30, visita alla Domus Aurea.

PROGRAMMA 16 MAGGIO 2025 PRESIDENTE: JEAN WINAND, PROFESSORE DELL’UNIVERSITÀ DI LIEGI: 9.30, Nicola Luciani, “The management of the Imperial marble industry and the diffusion of sacra peregrina across Roman Etruria: notes on the role of the public administration in promoting religious artefacts and doctrines”; 10, Alberto Gavini, “Dalle sabbie egizie alle sabbie sarde: cultori e culti isiaci nella Sardegna romana nel I sec. d.C.”; 10.30, Inga Vilogorac Brčić, “Calpurnia, L. Pisonis filia, and the cults of Isis in Dalmatia”; 11, pausa caffè; 11.30, Valentino Gasparini, “The Sands of Time. Augustus’ “Alexandrian” Calendar and the Enduring Festivals of Isis and Osiris”; 12, Ennio Sanzi, “Incontro e scontro tra Roma ed Egitto. Testimonianze letterarie ed epigrafiche a confronto”; 12.30, discussione; 12.50, conclusioni, Laurent Bricault.

Roma. Riparte, ogni martedì e giovedì, riparte “Una Notte al Colosseo”, visita guidata notturna nel primo ordine dell’Anfiteatro Flavio dal punto di vista degli spettatori e dei protagonisti degli spettacoli, tra cacce (venationes) e combattimenti gladiatorii (munera)

Da martedì 13 maggio 2025 torna il percorso di visita più amato: il parco archeologico del Colosseo apre i cancelli per le visite notturne dell’Anfiteatro Flavio con l’iniziativa “Una Notte al Colosseo”. Il percorso guidato, della durata di circa 60 minuti, si sviluppa anche per questa edizione lungo il primo ordine del monumento, il piano dell’arena e i sotterranei. Le visite, in italiano e in inglese, programmate ogni martedì e giovedì dalle 20 alle 24 con ultimo ingresso alle 22.30, sono riservate a un massimo di 25 persone per turno. I biglietti sono disponibili 7 giorni prima della data prevista per la visita che sarà prevalentemente dedicata al racconto del Colosseo dal punto di vista degli spettatori e dei protagonisti degli spettacoli che si svolgevano nell’arco della giornata, tra cacce (venationes) e combattimenti gladiatorii (munera).

“Una notte al Colosseo”: visita guidata al primo ordine dell’Anfiteatro Flavio (foto PArCo)

L’itinerario prevede la partenza dal fornice Nord, anticamente l’entrata principale dell’Imperatore, con un approfondimento sull’ingresso imperiale e le decorazioni in stucco. Qui, dal piano dell’arena, si potrà avere una visione completa della cavea e un racconto degli spettacoli offerti dagli imperatori. Si prosegue poi nei sotterranei, dove sarà possibile esplorare la nuova esposizione permanente “Spettacoli nell’Arena del Colosseo. I protagonisti”, curata da Alfonsina Russo, Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro. La mostra conserva i punti di forza della precedente esposizione temporanea “Gladiatori nell’arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus” e prevede un rinnovato allestimento permanente incentrato sui protagonisti degli spettacoli, ovvero i gladiatori e gli animali impegnati nelle venationes.

Un gladiatore secutor che avanza nel buio: proiezione olografica realizzata da Katatexilux (foto PArCo)

L’allestimento prevede la suggestiva proiezione olografica con i gladiatori che avanzano dal buio del criptoportico orientale (realizzata da Katatexilux su idea e curatela di Federica Rinaldi), il mosaico bianco e nero di II sec. d.C. con scena di caccia, i gradini della cavea con i graffiti riproducenti i combattimenti tra gladiatori e gli inseguimenti tra animali, le lucerne, i modelli di montacarichi e i sistemi di sollevamento di uomini e animali, veri apparati tecnologici ante litteram. I reperti sono posti in dialogo con le riproduzioni al vero delle armature dei gladiatori nelle diverse tipologie del reziario, del secutor, del trace, del mirmillone, del provocator e dell’oplomachus, facenti parte della collezione del PArCo. Tra i reperti in mostra si segnala la copia realizzata da modello digitale eseguito con laser scanner 3D ad alta precisione di un rilievo proveniente dall’isola di Coo conservato presso il museo d’Antichità J.J. Winckelmann del Comune di Trieste. Il rilievo rappresenta il combattimento tra un reziario e un secutor con un’iscrizione in greco che riconduce con ogni probabilità allo scioglimento del vincolo contrattuale dell’auctoramentum, il sacramento alla divinità con cui il gladiatore accettava di rischiare la propria vita scendendo nell’arena e combattendo fino al giudizio del popolo.

La testa di gladiatore proveniente dal museo Archeologico al Teatro Romano di Verona esposta nei sotterranei del Colosseo (foto PArCo)

Novità del 2025 è la presenza della testa di gladiatore “Gallus prestata dal museo Archeologico al Teatro Romano di Verona, una straordinaria testa lapidea di gladiatore dell’inizio del I sec. d.C. proveniente dall’Anfiteatro di Verona e risalente alla prima metà del I secolo d. C. (la cosiddetta Arena). Successivamente, il percorso esplorerà la struttura dei corridoi sotterranei attraverso una passeggiata al chiaro di luna lungo la passerella fino alla camera di manovra occidentale.

Roma. In Curia Iulia la lezione di Elio Grazioli su “Brancusi: fotografare la scultura”, il secondo di quattro incontri su “Lo spazio dell’immagine. Brancusi”

Il parco archeologico del Colosseo promuove il programma di quattro incontri “Lo spazio dell’immagine. Brancusi”, ideato e realizzato in collaborazione con Electa e con Fondamenta – Fondazione per le arti e la cultura. Sabato 10 maggio 2025, alle 11, la Curia Iula nel Foro Romano ospita “Brancusi: fotografare la scultura”, lezione di Elio Grazioli, critico d’arte contemporanea e fotografia, professore di Storia dell’arte contemporanea all’università di Bergamo. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su https://brancusi10maggio.eventbrite.it.