Roma. I Bronzi di Riace come non li avete mai visti: a colori. In Curia Iulia convegno, in presenza e diretta streaming, “1972-2022 A 50 ANNI DALLA SCOPERTA DEI BRONZI DI RIACE. Una nuova ricostruzione a colori delle sculture antiche”. Presentazione di un video del Met e della copia della testa del guerriero A con il colore originario


Il logo per il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace 1972-2022
I Bronzi di Riace come non li avete mai visti: a colori. Il 12 luglio 2022, alle 17, nella Curia Iulia al Foro Romano, la Direzione generale Musei, il parco archeologico del Colosseo, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, in collaborazione con il Metropolitan museum di New York celebrano i 50 anni dalla scoperta dei Bronzi di Riace con il convegno “1972-2022 A 50 ANNI DALLA SCOPERTA DEI BRONZI DI RIACE. Una nuova ricostruzione a colori delle sculture antiche”. L’incontro scientifico sarà introdotto da Massimo Osanna, direttore generale Musei, seguito dagli interventi di Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e di autorevoli studiosi di scultura antica, quali il Prof. Salvatore Settis, già direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e Accademico dei Lincei, e il prof. Vinzenz Brinkmann, capo dipartimento di Antichità della Liebieghaus Skulpturensammlung di Francoforte sul Meno. L’evento è gratuito, potrà essere seguito in presenza con prenotazione al seguente link https://www.eventbrite.com/…/biglietti-1972-2022-a-50…. È possibile seguire il convegno in diretta streaming online sul canale YouTube del PArCo www.youtube.com/parcocolosseo.

Locandina della mostra “Chroma. Ancient Sculpture in Color” al Metropolitan museum di New York dal 5 luglio 2022 al 26 marzo 2023
Al termine degli interventi e prima delle conclusioni di Salvatore Settis, sarà anche proiettato il video che il Metropolitan museum di New York ha prodotto, appositamente per questa occasione, sulla mostra “Chroma Ancient Sculpture in Color”, inaugurata nel museo americano lo scorso 5 luglio e dedicata alla policromia delle sculture antiche. Nell’ambito dell’esposizione newyorchese un particolare rilievo hanno proprio due copie perfette in bronzo delle statue di Riace, realizzate sempre con le stesse sofisticate tecnologie.

La testa del guerriero A dei Bronzi di Riace e la sua riproduzione “a colori” (foto mic)
Per celebrare questo importante anniversario sarà esposta la copia perfetta in bronzo della testa della statua del guerriero A, uno dei due celebri Bronzi di Riace, straordinarie opere d’arte del V sec. a.C. custodite nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. La testa in bronzo è stata realizzata dallo stesso archeologo tedesco prof. Vinzenz Brinkmann, fra i massimi esperti al mondo di policromia dell’antichità. La riproduzione della testa, realizzata con l’ausilio di nuove e sofisticate tecnologie (laser scanner con una scansione millimetrica e rilievo 3D) ha lo scopo di mostrare al pubblico il colore originario della statua, privata cioè dagli effetti del tempo e dell’ossidazione, proponendo anche la presenza di colori. La riproduzione in bronzo della testa e il video della mostra saranno visibili nella Curia Iulia fino al 18 luglio 2022.

Agosto 1972: il ritrovamento dei Bronzi di Riace da parte del sub Stefano Mariottini

Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)
“Sono passati esattamente cinquant’anni da quel memorabile 16 agosto 1972, quando furono scoperti i Bronzi di Riace, due magnifiche statue in bronzo risalenti alla metà del V secolo a.C. Cinquant’anni in cui questi due eroi venuti dal mare sono diventati tra le sculture antiche più celebri al mondo, capaci di attrarre folle estasiate di ammiratori”, commenta Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. “Oggi i Bronzi di Riace sono anche icone di un intero territorio, la Calabria. Una regione che quest’anno vuole festeggiarli con un programma diffuso di eventi, per far scoprire tanti aspetti della sua cultura millenaria: arte e paesaggio, borghi e identità enogastronomiche, minoranze linguistiche e tradizioni artigianali. Desidero ringraziare il direttore generale Musei, Massimo Osanna, e la direttrice del parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, per aver voluto organizzare questo incontro, nel quale valorizzazione e ricerca si fondono nella promozione della cultura”.

I Bronzi di Riace esposti in una speciale sala del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)
“L’incontro alla Curia Iulia al Foro Romano rappresenta un momento rilevante nell’ambito delle celebrazioni dei 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace”, interviene Massimo Osanna, direttore generale Musei, “perché evidenzia l’importanza dell’approccio interdisciplinare e della collaborazione scientifica internazionale, contribuendo in maniera significativa e innovativa ad una migliore conoscenza e fruizione di queste straordinarie sculture venute dal mare”. E prosegue: “Ringrazio la direttrice Alfonsina Russo e tutto lo staff del parco archeologico del Colosseo per l’organizzazione di questo incontro, e gli studiosi e i musei che stanno attivando nuove sinergie, anche in vista di una più ampia promozione all’estero del patrimonio culturale conservato nei musei italiani”. E Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, commenta: “Mai nessuna scoperta archeologica ha avuto eco maggiore di quella dei Bronzi di Riace e questo anniversario suggella lo spirito di cooperazione internazionale e il ruolo della Cultura in grado di connettere Paesi e Istituzioni anche lontani. Sono onorata che il parco archeologico del Colosseo e il suo pubblico internazionale possano con questa iniziativa contribuire a promuovere questo importante evento e le celebrazioni che si svolgeranno al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria”.
Roma. Nel tempio di Venere e Roma, cuore della Roma antica, al via “Quo vadis?”, rassegna cinematografica del parco archeologico del Colosseo. Dieci giorni per 10 grandi film sulla classicità romana da esperti di storia antica, scrittori, critici e giornalisti

Locandina della rassegna cinematografica “Quo vadis?” promossa dal parco archeologico del Colosseo al Tempio di Venere e Roma
Dieci giorni di grandi film sulla “classicità romana” nel cuore di Roma antica. Dal 1° al 10 luglio 2022 il parco archeologico del Colosseo ospita nella terrazza del Tempio di Venere e Roma la rassegna cinematografica “QUO VADIS?”. Al cinema nel cuore di Roma. Il fascino dell’antico in 10 grandi film, promossa da CSC – Cineteca Nazionale e parco archeologico del Colosseo. Un viaggio nel tempo, ospiti di un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, per raccontare attraverso dieci film di ogni genere ed epoca – introdotti ogni sera da esperti di storia antica, scrittori, critici e giornalisti – come il cinema si è confrontato con la classicità romana, in un rapporto fatto di volta in volta di fedeltà e tradimento, attenzione filologica e libera ispirazione, serietà e disimpegno. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Ingresso dalla piazza del Colosseo a partire dalle 20.30. I film saranno introdotti da esperti di storia antica, scrittori, critici e giornalisti a partire dalle 21; le proiezioni inizieranno alle 21.30. Nel PArCo è consigliato l’uso della mascherina. I biglietti verranno messi in prenotazione progressivamente. PRENOTA QUI: 1° luglio, 2 luglio, 3 luglio, 4 luglio, 5 luglio, 6 luglio, 7 luglio, 8 luglio, 9 luglio, 10 luglio.

Locandina del film “Ave, Cesare / Hail, Caesar” di Joel e Ethan Coen, che apre la rassegna “Quo vadis?”
IL PROGRAMMA (tutti i film sono in versione originale con sottotitoli italiani; i film italiani in versione originale avranno sottotitoli in inglese): venerdì 1° luglio, “Ave, Cesare! (Hail, Caesar!)” di Joel & Ethan Coen (2016, 106’), introducono: Piera Detassis e Walter Veltroni; sabato 2 luglio, “Cleopatra” di Joseph L. Mankiewicz (1963, 243’), introducono: Valeria Arnaldi e Marisa Ranieri Panetta; domenica 3 luglio, “Il primo re” di Matteo Rovere (2019, 119’), incontro con Matteo Rovere e Alessandro Borghi, modera Ilaria Ravarino; lunedì 4 luglio, “Dolci vizi al foro (A Funny Thing Happened on the Way to the Forum)” di Richard Lester (1966, 99’), introduce: Emanuela Martini; martedì 5 luglio, “Fellini Satyricon” di Federico Fellini (1969, 127’), introducono: Steve Della Casa e Marisa Ranieri Panetta; mercoledì 6 luglio, “Asterix e il segreto della pozione magica (Astérix: Le Secret de la Potion Magique)” di A. Astier, L. Clichy (2018, 85’), introducono: Oscar Cosulich e Andrea Schiappelli; giovedì 7 luglio, “Scipione detto anche l’Africano” di Luigi Magni (1970, 94’), introduce: Alberto Crespi; venerdì 8 luglio, “Spartacus” di Stanley Kubrick (1960, 198’), introducono: Giovanni Brizzi e Paolo Di Paolo; sabato 9 luglio, “Totò e Cleopatra” di Fernando Cerchio (1963, 100’), introduce: Emiliano Morreale; domenica 10 luglio, “Quo vadis?” di Enrico Guazzoni (1913, 119’). Accompagnamento musicale dal vivo del Maestro Michele Sganga, introducono: Jerzy Miziołek e Jay Weissberg.
Roma. Per “Dialoghi in Curia”, presentazione del volume “Sogno notturno a Roma (1871-2021)” di Annarosa Mattei. Incontro in presenza e on line
Per il ciclo “Dialoghi in Curia” promosso dal parco archeologico del Colosseo giovedì 23 giugno 2022 la Curia Iulia ospita a partire dalle 16.30 la presentazione del volume “Sogno notturno a Roma (1871-2021)” di Annarosa Mattei, La lepre Edizioni. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Sarà presente l’autrice. Presentano Giulio Ferroni, critico e storico della letteratura già ordinario di Storia della Letteratura Italiana alla Sapienza Università di Roma; Daniele Manacorda, archeologo già docente di Metodologie della Ricerca Archeologica all’università Roma Tre; Giuseppe Monsagrati, storico già ordinario di Storia Contemporanea alla Sapienza Università di Roma. Conclude Miguel Gotor, assessore alla Cultura di Roma Capitale. L’evento potrà essere seguito in presenza nella Curia Iulia fino ad esaurimento dei posti (max 100) con prenotazione obbligatoria su eventbrite.it (il link QUI). Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. Nel PArCo è fortemente consigliato indossare la mascherina. L’incontro sarà anche trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/parcocolosseo e sul canale YouTube del PArCo: www.youtube.com/parcocolosseo.

La copertina del libro “Sogno notturno a Roma (1871-2021)” di Annarosa Mattei
“Sogno notturno a Roma” racconta i traumi subiti dalla città, proclamata capitale del Regno d’Italia nel 1871, attraverso una ricognizione notturna dei luoghi più devastati dalle demolizioni e dalle ristrutturazioni attuate a partire da quell’anno fatale. Cinque personaggi, non tutti umani, compiono insieme un cammino nel cuore di Roma, al di fuori del tempo reale, lungo un percorso che parte da piazza Venezia e ritorna, dopo un ampio giro, a via dei Fori Imperiali. Attraverso dialoghi e digressioni storiche si esplorano così i vuoti urbani creati nella convinzione di “risanare” Roma e farne una città moderna. Si racconta come, nonostante le più autorevoli proteste, sia stata demolita un’enorme area intorno al Campidoglio di incomparabile pregio storico e artistico, comprendente gran parte dei più antichi rioni, quali Campitelli, Pigna, Trevi, Monti, con tutte le loro reciproche connessioni. Una grave ferita alla comunità storica che ha fatto di Roma una città unica al mondo.
Roma. Al via “Roma Imperiale – Virtual Reality Bus”, la mostra itinerante come una macchina del tempo per una experience immersiva unica al mondo: si sale su un bus navetta, si attraversa l’area archeologica centrale di Roma e, guardando fuori dal finestrino, si riscopre l’originale splendore dei monumenti antichi ricostruiti in 3D come erano 2000 anni fa

“Roma Imperiale Virtual Reality Bus” di Invisible Cities: una experience immersiva unica al mondo (foto roma culture)
“Vedi com’è. Scopri com’era”. Con questo slogan parte a Roma il primo Virtual Reality Bus, una mostra itinerante per una experience immersiva unica al mondo: sali sul bus, che ricorda le navette aeroportuali, e ammiri le bellezze monumentali e paesaggistiche del cuore di Roma. Ma a un certo punto le tendine di finestrini si abbassano e, come in una macchina del tempo, fuori c’è la Roma Imperiale, con i suoi palazzi colonnati, i togati che discutono nel foro, le bancarelle del mercato animate dai popolani. E poi l’anfiteatro flavio con quelle centinaia di statue che fanno capolino tra le nicchie monumentali! Ecco cosa succede se si sale sul Virtual Reality Bus: si attraversa l’area archeologica centrale di Roma e si riscopre l’originale splendore dei monumenti antichi ricostruiti in 3D come erano 2000 anni fa, splendide ricostruzioni 3D realizzate dai migliori specialisti di effetti visivi in Italia con la supervisione di curatori archeologi.
Tutto ciò sarà possibile, a partire dal 23 giugno 2022, grazie al Virtual Reality Bus realizzato da Invisible Cities, start up innovativa creata da Arsenale 23 con il supporto di Linkem. Promossa da Roma Culture, sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con il parco archeologico del Colosseo e con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, la mostra “Roma Imperiale – Virtual Reality Bus” sarà attiva tutti i giorni dalle 16.20 alle 19.40 (ultima corsa), al costo di 15 euro (ridotto a 10 euro con la MIC card), con partenza da piazza della Madonna di Loreto (via dei Fori Imperiali). Il percorso, della durata di 30 minuti, è fruibile in italiano e in inglese. I biglietti possono essere acquistati direttamente presso la biglietteria in prossimità della Colonna Traiana (Fori Imperiali) oppure online sul sito www.vrbusroma.it.

Il percorso del VRBUS Roma nel cuore della Città Eterna (foto roma culture)
L’experience tour, che propone un percorso mozzafiato della Città Eterna tra Fori Imperiali, Colosseo, Palatino, Circo Massimo e Teatro di Marcello, prevede una immersione 3D con speciale tecnologia VR “headest free”: tutte le ricostruzioni delle architetture vengono fruite direttamente sugli schermi OLED sovrapposti ai finestrini del Bus e un sistema di tendine motorizzate permetterà di ammirare le bellezze di oggi e di confrontarle con quelle del passato. Si tratterà di un viaggio all’indietro nel tempo a 360 gradi, che coinvolgerà tutti i sensi: i suoni e la musica a bordo e il sistema integrato di emissione di fragranze appositamente sviluppato da Integra Fragances, consentiranno all’utente di ammirare le ricostruzioni virtuali e di immergersi nell’atmosfera di alcuni luoghi storici del percorso, vivendo così un’esperienza unica.

Il posizionamento di monitors e tendine sul VRBUS Roma per un’esperienza immersiva nella Roma Imperiale unica (foto roma culture)
Grazie al MOVX, un brevetto unico al mondo che vede coinvolti 3 GPS, un accelerometro a tre assi, un magnetometro, un velocimetro e un laser di superficie, è possibile sincronizzare la velocità e la posizione del bus nello spazio fisico reale con quelli nello spazio virtuale, permettendo la registrazione e la riproduzione di ogni movimento, curva, buca o dosso durante il tragitto. In questa scommessa all’insegna dell’innovazione e della tecnologia, il progetto non perde di vista la sostenibilità: il VR BUS è infatti totalmente elettrico nel rispetto e la cura dell’ambiente.

Le fragranze per la realtà aumentata per un’esperienza immersiva che coinvolge anche l’olfatto (foto roma culture)
Piccolo nelle dimensioni e silenzioso, possiede una velocità media pari a quella di un monopattino che lo rende un’icona del futuro a spasso nella città. Con 16 posti disponibili (di cui due destinati agli accompagnatori) e una durata di viaggio di circa 20 minuti, il VR bus rappresenta una delle espressioni più all’avanguardia del marketing del futuro che utilizza le potenzialità del mondo digitale, della Mixed Reality e l’edutainment, per offrire un’Esperienza all’insegna delle 4E: Engagement, Education, Exclusivity and Emotion.

Il bus rosso del VRBUS in sosta in via dei Fori Imperiali di Roma (foto roma culture)
“Il progetto VrBus”, interviene il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, “permetterà ai visitatori di immergersi letteralmente dentro la storia di Roma. Un’iniziativa moderna e unica nel suo genere che supportiamo per raccontare la storia millenaria della Capitale in una nuova veste capace di attrarre ulteriormente pubblico oltre che a coinvolgere anche le romane e i romani in un viaggio alla scoperta del passato di Roma. In più – conclude Gualtieri – lo facciamo all’insegna della sostenibilità dato che il bus adibito al servizio è un mezzo totalmente elettrico, nel rispetto dell’ambiente e nella cura dei luoghi circostanti”.

Ricostruzione 3D della vita quotidiana nella Roma Imperiale (foto roma culture)
“Invisible Cities ha rivoluzionato il mondo della fruizione dei contenuti virtuali realizzando un mezzo che apre nuovi orizzonti per l’edutainment, il marketing turistico e la valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e artistico italiano”, dichiara il presidente di Invisible City, Ernesto Faraco. “Si tratta del primo Virtual Reality Bus grazie al quale le persone possono immergersi nella storia in prima persona e condividere l’esperienza in modo collettivo senza bisogno di visori vr o altri wearable devices. Presto ci auspichiamo altri VR-Bus, non solo a Roma, con nuove tappe di una meravigliosa avventura che ha come obiettivo ultimo quello di cambiare il modo di vivere e apprendere la storia delle nostre città, ibridando education ed entertainment, e avvicinando le generazioni del futuro al nostro meraviglioso passato. Essere contemporanei significa anche questo – conclude Faraco: “riscoprire la nostra “heritage” basata su millenni di storia, prenderne il meglio, reinterpretarla e portarla nel futuro”.
Roma. Al Tempio di Venere e Roma quattro serate musicali con “Venere in musica” dal forte timbro cosmopolita, ispirato alla realtà multietnica che caratterizzava già in antico questo luogo, cuore dell’Urbe
Quattro serate musicali a ingresso gratuito animeranno il Tempio di Venere e Roma, dal 20 al 23 giugno 2022. Sullo sfondo il Colosseo, sul palco un programma artistico dal forte timbro cosmopolita, ispirato alla realtà multietnica che caratterizzava già in antico questo luogo, cuore dell’Urbe. Nelle quattro serate si alterneranno, con la direzione artistica di Simone Prattico, batterista di fama internazionale, artisti e musicisti provenienti da diversi paesi del mondo: oltre all’Italia, Cuba, Congo, Francia e Stati Uniti. Il programma: 20 giugno, “Musica popolare salentina” (Italia), Canzoniere Grecanico Salentino; 21 giugno, “FESTA EUROPEA DELLA MUSICA”, Jazz – World (Cuba, Francia), Ana Carla Maza, Émile Parisien / Vincent Peirani; 22 giugno, “Folk Mediterraneo” (Italia), Alfio Antico e Stefano Saletti & Banda Ikona; 23 giugno, “Rock – Blues” (USA) / “Afro-Funk from Kinshasa” (Congo), Cobi e Jupiter & Okwess. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Ingresso dalla piazza del Colosseo a partire dalle 20. Lo spettacolo avrà inizio alle 21 e terminerà alle 23. Nel PArCo è fortemente consigliato indossare la mascherina. PRENOTA QUI: 20 giugno 21 giugno 22 giugno 23 giugno.

La cella del Tempio di Venere e Roma nel Foro romano (foto stefano castellani)
Con la direzione artistica di Simone Prattico, batterista di fama internazionale, parte la rassegna “Venere in Musica” con 4 serate musicali ambientate nella cella di Venere, uno dei siti più iconici e suggestivi del Parco archeologico del Colosseo. La proposta, interamente ideata e curata dal Parco archeologico del Colosseo, si pone in continuità con le iniziative intraprese negli anni passati offrendo al pubblico sempre nuove emozioni. Il Parco si propone ancora una volta come produttore di contenuti culturali con un programma dal forte timbro cosmopolita, ispirato alla realtà multietnica che caratterizzava già in antico questo luogo, cuore dell’Urbe. “Tornare a suonare dal vivo in un luogo così fortemente simbolico e ispiratore di bellezza, come la cella del tempio di Venere affacciata sul Colosseo, è l’obiettivo che il Parco archeologico del Colosseo si è posto da subito, nel momento del ritorno alla normalità dopo la terribile crisi pandemica”, dichiara Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “In questi luoghi così carichi di storia, oggi meta di milioni di visitatori da tutto il mondo, la musica unisce attraverso le emozioni popoli e culture differenti, ponendosi come ulteriore elemento di valorizzazione del cuore dell’Urbe”, conclude Alfonsina Russo. “Di giorno si apprezza l’imponenza del tempio, ma è al calar del sole che lo scenario in cui ci si ritrova improvvisamente immersi assume i contorni della vera magia”, commenta Simone Prattico. “Una suggestione senza tempo che, come Direzione Artistica, abbiamo voluto valorizzare con un programma fuori dagli schemi di tendenza, con colori e sonorità che spaziano dai Caraibi al Mediterraneo, passando per il cuore dell’Africa. Un’occasione unica sia per chi vive di musica sia per chi la musica ama scoprirla nelle sere d’estate, e finalmente di nuovo dal vivo”, conclude Simone Prattico.

Il Canzoniere Grecanico Salentino, il più longevo gruppo di musica popolare salentina
Lunedì 20 giugno 2022: musica popolare salentina (Italia). Protagonista il Canzoniere Grecanico Salentino. Fondato in Puglia nel 1975 dalla scrittrice Rina Durante, il Canzoniere Grecanico Salentino è il primo e quindi ormai più longevo gruppo di musica popolare salentina. Vestendo di sonorità moderne gli antichi costumi, il gruppo riverbera la secolare tradizione della celebre pizzica tarantata rituale, ritenuta capace di curare il morso della tarantola con il suo magico potere espresso in forma di musica e danza, fino al raggiungimento di uno stato di trance. Un viaggio dal passato al presente della cultura salentina ritmato dal tipico battito del tamburello che nel tempo ha portato il CGS a collaborare con artisti di fama internazionale; nel 2018, il gruppo ha ottenuto il prestigioso riconoscimento del Songlines Music Award, assegnato per la prima volta a una band italiana, designando il CGS come miglior gruppo di world music al mondo.

La violoncellista cubana Ana Carla Maza
Martedì 21 giugno 2022: Jazz – world (Cuba, Francia), con Ana Carla Maza, Émile Parisien / Vincent Peirani. ANA CARLA MAZA Violoncellista cubana, suona e canta da quando aveva dieci anni e da allora non ha mai smesso di evolversi musicalmente, sviluppando ben presto una prestigiosa carriera internazionale. Ana Carla Maza crea un universo musicale che fonde jazz e musica classica con i colori dell’America Latina. Dopo il successo del suo album solista La Flor, ha firmato le composizioni del suo nuovo lavoro discografico Bahia, un omaggio al quartiere dell’Avana dove ha vissuto durante la sua prima infanzia. Un luogo in cui sonorità cubane e brasiliane hanno un posto d’onore e dove i vari ritmi (come Tang, Huayno e Country) si fondono, portando l’ascoltatore in una dimensione emotiva di grande serenità. ÉMILE PARISIEN / VINCENT PEIRANI Nel panorama musicale attuale è raro trovare musicisti con un tale affiatamento e una tale sintonia. Considerato una delle formazioni più straordinarie del jazz europeo, l’ensemble francese composto da Vincent Peirani (fisarmonica) ed Émile Parisien (sassofono soprano) ha tenuto più di mille concerti negli ultimi dieci anni, di cui più di seicento proprio come duo. La profonda affinità artistica tra i due genera interazioni musicali di estrema raffinatezza, i cui effetti sono ulteriormente valorizzati dall’approccio innovativo che ciascuno ha con il proprio strumento. A tutti gli effetti, in Parisien & Peirani c’è qualcosa di molto vicino alla magia, grazie a una formula, a una pozione ipnotica i cui ingredienti provengono dai molteplici universi musicali attraversati: jazz tradizionale e contemporaneo, musica d’avanguardia, classica, folk, rock e musica elettronica. Una continua ricerca di nuove sonorità per gli artisti, una continua scoperta per il pubblico.

Alfio Antico, l’artista siciliano di Lentini
Mercoledì 22 giugno 2022: Folk Mediterraneo (Italia) con Alfio Antico e Stefano Saletti & Banda Ikona. ALFIO ANTICO Alfio Antico, siciliano di Lentini, si può considerare una leggenda vivente. La sua storia artistica è intrinsecamente legata alla storia personale e in lui non esiste alcuna soluzione di continuità tra il vissuto e l’essere artista. Liriche, voce e mano sul tamburo plasmano uno strumento musicale unico, tanto potente quanto espressivo. Lontana dai virtuosismi fini a se stessi, l’esibizione di Alfio Antico è la rappresentazione fedele di sé e di un mondo ancestrale, fuori dal tempo, mai passato né superato, al centro del quale è il racconto, scritto con ’alfabeto dei battiti di tamburo in una lingua universale. Alfio possiede più di 200 tamburi, tutti rigorosamente costruiti e intarsiati da lui a mano, ciascuno dei quali ha scandito un momento della sua vita. Gli stessi momenti, suoni, sensazioni ci vengono restituiti ogni qualvolta uno di questi tamburi “sale” sul palco: le voci del vento, degli animali, delle campane, i racconti degli anziani e di una terra popolata da millenni, la Sicilia, di cui riecheggiano nelle note di Alfio i profondi legami con l’antica Grecia. STEFANO SALETTI & BANDA IKONA Quello di Stefano Saletti & Banda Ikona è un Mediterraneo ostinato, combattente, resistente, che non si arrende. Riassume in sé il carattere dei popoli mediterranei, forti, antichi, testardi. Ostinato come la ripetizione in musica che passa presto da stordimento a trance, in una sorta di rituale a cui si finisce per abbandonarsi. Il nuovo disco “Mediterraneo ostinato”, uscito nel 2021, suona come il manifesto di un nuovo possibile “Mediterranean Power”, nel nome di un passato fatto di arte, cultura, porti aperti, incontri e scambi: una grande rete dove si intrecciano nuovi percorsi, storie condivise e una comune anima mediterranea. Perché nel Mediterraneo tutto si tiene: le piazze assolate a mezzogiorno e il buio che accompagna le rotte dei migranti, la gioia e la disperazione, il bene e il male. Il risultato è un affascinante folk world-mediterraneo, meticciato, una miscela ricca di ritmi e melodie, suggestioni e colori che attinge, oltre ai brani originali, alla tradizione sefardita, araba, balcanica e del Sud Italia. È cantato in Sabir, l’antica lingua del Mediterraneo che Saletti ha riportato in vita dall’oblio della storia per ridare voce ai racconti del Nostro Mare.

Il gruppo africano Jupiter & Okwess
Giovedì 23 giugno 2022: Rock – Blues (USA) con Cobi e Jupiter & Okwess. COBI Cantautore e musicista americano riconosciuto a livello internazionale, Cobi si contraddistingue per le influenze gospel e rhythm & blues e per la sua estensione vocale, qualità che, unitamente a una scrittura molto attenta all’attualità, ha portato il singolo Don’t you cry for me in cima alla classifica globale di Spotify. Ancora poco noto al pubblico italiano, Cobi si è esibito con la sua chitarra su palchi importanti e in teatri prestigiosi, come il festival Lollapalooza, la Sydney Opera House, la Royal Albert Hall, l’Hollywood Bowl e il Tonight Show di Jimmy Fallon. Forte di oltre 100 milioni di ascolti online, il cantante del Minnesota è tornato ora con il suo atteso nuovo album Songs From The Ashes. JUPITER & OKWESS Fin dal primo ascolto grande è l’impatto emotivo con l’energia sprigionata da Jupiter & Okwess, frutto della sapiente alchimia tra l’eredità sonora del Congo e le molteplici influenze musicali assorbite dal gruppo nel corso delle ormai numerose tournée. Na Kozonga, il loro terzo album, è infatti la somma artistica delle esperienze maturate dagli inventori di Bofenia Rock in giro per il mondo, dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, passando per l’Inghilterra e il Brasile e conquistando ovunque larghi consensi grazie a performance live a dir poco coinvolgenti. Aperti a qualsiasi possibile contaminazione, vero tratto stilistico del gruppo, Jupiter & Okwess non temono le collaborazioni o i viaggi più folli. Non sorprende allora che l’ultimo tour mondiale li abbia visti condividere il palco con il pioniere dell’hip-hop brasiliano Marcelo D2, con la cantante e attivista cilena Ana Tijoux o con la famosa sezione fiati della Preservation Hall Jazz Band di New Orleans. Registrato a Los Angeles da Mario Caldato (Beastie Boys), anche questo ultimo lavoro riesce a concentrare tutta l’energia e la creatività di una band sì itinerante ma allo stesso tempo fortemente legata alla propria cultura e ispirata dalla sua città di origine, Kinshasa.
Parchi archeologici: un confronto storico Stato-Regione Siciliana: due giorni di convegno al rettorato dell’università di Messina a cura (e in memoria) del prof. Gioacchino La Torre, scomparso prematuramente pochi giorni fa
I parchi archeologici, con la loro autonomia e un assetto organizzativo che li differenzia da tutti gli altri istituti, costituiscono un settore chiave del patrimonio culturale, che in anni recenti ha visto importanti e decisive riforme sia a livello statale che della Regione Siciliana, con competenza esclusiva in materia di beni culturali. Nei giorni 16 e 17 giugno 2022, l’aula magna del Rettorato di Messina ospiterà il convegno “Parchi Archeologici. Analisi e proposte” a cura (e in memoria) del prof. Gioacchino La Torre, ordinario di Archeologia classica dell’università di Messina (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2022/06/15/archeologia-in-lutto-e-morto-a-63-anni-dopo-una-breve-malattia-gioacchino-francesco-la-torre-uno-dei-piu-grandi-archeologi-italiani-prima-funzionario-del-ministero-poi-docente-dellaten/) e della dott.ssa Silvia Mazza, storica dell’arte e giornalista. I lavori saranno aperti dal rettore, prof. Salvatore Cuzzocrea, dal prof. Giuseppe Giordano, direttore del DiCAM e dall’on. Gaetano Armao, assessore dell’Economia e vicepresidente della Regione Siciliana. Il Convegno si terrà in memoria del prof. La Torre, prematuramente venuto a mancare il 12 giugno 2022 e del quale nel corso dei lavori verrà letto l’intervento che avrebbe voluto pronunciare. Un’occasione storica, senza precedenti, di confronto tra un “modello regionale” dei beni culturali e un “modello statale”, insieme ai vertici delle due Amministrazioni e illustri studiosi e professori universitari. “I parchi archeologici – spiega la dott.ssa Mazza – con la loro autonomia e un assetto organizzativo che li differenzia da tutti gli altri istituti, costituiscono un settore chiave del patrimonio culturale, che in anni recenti ha visto importanti e decisive riforme sia a livello statale che della Regione Siciliana, con competenza esclusiva in materia di beni culturali”. E aggiunge: “la tragica perdita del prof. La Torre fa sì che l’incontro vada ben oltre i suoi contenuti e le sue finalità, per assurgere a testimonianza di un impegno etico e civile fuori dal comune. Un esempio alto in cui si concretizza il senso della Terza Missione dell’Università, ovvero il trasferimento diretto delle conoscenze scientifiche, tecnologiche e culturali alla società civile, con l’obiettivo di promuovere la crescita culturale, sociale, ma anche economica del territorio”.
L’obiettivo del Convegno vuole essere quello di analizzare l’attuale situazione in Italia e in Sicilia e di formulare qualche proposta di riforma, in particolare per la seconda, che verrà consegnata alla Tavola conclusiva. L’evento, che si pregia dell’adesione del prof. Salvatore Settis, Accademico dei Lincei, Presidente del Consiglio Scientifico del Louvre, sarà suddiviso in quattro sessioni, dal taglio interdisciplinare, con una componente accademica di archeologi, architetti, etno-antropologi, economisti e giuristi; due sessioni rispettivamente dedicate alle esperienze statali e della Regione Siciliana e una dedicata al parere delle associazioni. Tra gli altri, interverranno Clemente Marconi ordinario di Archeologia classica, New York University e università di Milano; Philippe Pergola, ordinario di Topografia generale, di Topografia dell’Orbis Christianus Antiquus e di Metodologia, e decano del Pontificio Istituto di Archeologia cristiana; Francesco Astone, ordinario di Diritto amministrativo, università di Messina; Stefano Consiglio, ordinario di Organizzazione aziendale, direttore del dipartimento di Scienze sociali, università Federico II di Napoli; Sergio Foà, ordinario di Diritto amministrativo e titolare del corso di Diritto dei Beni culturali; Massimo Osanna, direttore generale Musei, ministero della Cultura; Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo; Franco Fazio, dirigente generale, dipartimento BB.CC. e IS., assessorato dei BB.CC. e IS., Regione Siciliana; Roberto Sciarratta, direttore del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi; Gabriella Tigano, direttore del parco archeologico di Naxos Taormina; Alessandro Garrisi, presidente ANA, Associazione nazionale Archeologi; Adele Maresca Campagna, presidente ICOM Italia; Francesco Mannino, coordinatore Sicilia ICOM Italia; e Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia. L’intervento in chiusura è affidato alla dott.ssa Silvia Mazza.
Roma. Per “Dialoghi in Curia”, presentazione del volume “Arte romana” di Massimiliano Papini (Sapienza Università di Roma). Incontro in presenza e on line
Per il ciclo “Dialoghi in Curia” promosso dal parco archeologico del Colosseo giovedì 16 giugno 2022 la Curia Iulia ospita a partire dalle 16.30 la presentazione del volume “Arte romana” di Massimiliano Papini, professore di Archeologia classica (Sapienza Università di Roma), edito da Mondadori Università. Il manuale, ideato da Papini e scritto con la collaborazione di esperti di archeologia e storia dell’arte, offre una sintesi delle diverse e grandiose produzioni figurative dell’arte romana, con attenzione a committenti, artefici e destinatari nelle differenti situazioni storiche, culturali e sociali. Presentano Tonio Hölscher, professore emerito di Archeologia classica (Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg) e Ortwin Dally, professore di Archeologia classica (Freie Universität Berlin) e direttore dell’Istituto Archeologico Germanico. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Sarò presente l’autore. L’evento potrà essere seguito in presenza nella Curia Iulia fino ad esaurimento dei posti (max 100) con prenotazione obbligatoria su eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. Nel PArCo è fortemente consigliato indossare la mascherina. L’incontro sarà anche trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo: https://www.facebook.com/parcocolosseo.

La copertina del libro “Arte romana” di Massimiliano Papini
Arte romana. “Foggeranno altri con maggiore eleganza spiranti bronzi, credo di certo, e trarranno dal marmo vivi volti, patrocineranno meglio le cause e seguiranno con il compasso i percorsi del cielo e prediranno il corso degli astri: tu, ricorda, o romano, di dominare le genti; queste saranno le tue arti, stabilire norme alla pace, risparmiare i sottomessi e debellare i superbi”. Queste le parole profetiche di Anchise al figlio Enea al termine della discesa agli inferi nel VI libro dell’Eneide. Quelle che chiamiamo oggi “opere d’arte” non furono dunque sentite come una consuetudine ancestrale dai Romani, tanto da fare dubitare che un’arte “romana” sia mai esistita. Eppure, le loro produzioni figurative sono state grandiose e immense, nei tempi e nei territori dell’Impero, e il manuale intende offrirne una sintesi. Dopo una panoramica sulle principali componenti degli spazi pubblici e privati dell’Urbe, i capitoli si articolano prima per periodi (dal X secolo a.C. al VI-VII secolo d.C.) e poi per approfondimenti su soggetti, materiali e contesti d’uso: rappresentazioni storiche, ritrattistica, ornamenti greci, copie e rielaborazioni di opere originali greche, arti “decorative” e “suntuarie”, ceramica, vetro, pittura, mosaico e manufatti legati all’ambito funerario.
“Oman cultural days in Rome”: evento del Sultanato dell’Oman con il parco archeologico del Colosseo. Mostra di dipinti e foto al museo del Foro Romano e musiche omanite al Tempio di Venere e Roma

Paesaggio omanita in mostra al museo del Foro romano (foto di Abdulaziz Said Ali Al Alawi)
I rapporti tra la Repubblica Italiana e il Sultanato dell’Oman sono da sempre molto intensi e antichi nelle loro radici: dalla metà degli anni Settanta si sono sviluppate tra i due paesi storiche e importanti relazioni bilaterali di cooperazione e collaborazione in vari settori culturali: musica, arte e archeologia. Per permettere ad un ampio pubblico di conoscere ed apprezzare la antica e importante cultura omanita, il ministero della Cultura, Sport e Gioventù ha voluto organizzare un evento culturale dall’8 al 10 giugno 2022, ospitato al parco archeologico del Colosseo: si tratta di una mostra dedicata a pittori e fotografi omaniti. 20 dipinti e 40 fotografie saranno esposti negli spazi del museo del Foro Romano e nell’annesso chiostro, mentre la musica omanita, suonata dal vivo da esperti musicisti, riecheggerà nel Tempio di Venere e Roma, riaperto a dicembre 2021 dopo un lungo e meticoloso restauro. Il Parco archeologico del Colosseo, una delle più importanti istituzioni culturali italiane, fa così da ponte tra il suo pubblico e la cultura del Sultanato dell’Oman. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal giorno 8 al giorno 10 giugno durante i normali orari di apertura del PArCo (9-19.15), per i visitatori in possesso di regolare biglietto di accesso. I visitatori saranno immersi nelle atmosfere omanite grazie alla presenza dei musicisti che si esibiranno ogni pomeriggio nella cella della dea Roma.
Roma. “La luna sul Colosseo”: il parco archeologico del Colosseo riprende le visite notturne dell’anfiteatro flavio con Electa e CoopCulture. Nuovo percorso: dall’antica Roma (piano dell’arena e sotterranei) a quella cristiana. Novità: la veduta ideale della città di Gerusalemme con videomapping

L’anfiteatro flavio illuminato per le visite notturne: torna “La luna sul Colosseo” (foto PArCo)
Tornano le serate al Colosseo con nuove emozioni. Il parco archeologico del Colosseo riprende da venerdì 20 maggio 2022 le visite notturne dell’anfiteatro flavio, in collaborazione con Electa e Coopculture. Per questa edizione 2022 de “La luna sul Colosseo” è stato messo a punto un nuovo percorso. La visita guidata affronta sia la storia più nota del monumento, quella dell’anfiteatro nell’antica Roma raccontata attraversando il piano dell’arena e i sotterranei, sia quella cristiana. Quest’ultima prende l’avvio dal dipinto murario del XVII secolo raffigurante una veduta ideale della città di Gerusalemme: grande novità del percorso di quest’anno. Tutti i venerdì e i sabato da maggio a dicembre, e solo tra giugno e ottobre giovedì-venerdì-sabato, la visita riservata a non più di 25 persone ingloba l’esteso percorso dei sotterranei. Orari visite guidate in italiano e in inglese, dalle 20 alle 22.30. Biglietti: 25 euro, intero; 22 euro, ridotto (gruppi/intero slot a tariffa fissa/adulti con under 25); 20 euro, young under 25. Info e prevendita: t. 06.39967700 lunedì-domenica 9-17. www.coopculture.it.

Il percorso illuminato degli ipogei per le visite notturne nei sotterranei del Colosseo nell’ambito de “La luna sul Colosseo” (foto PArCo)
L’itinerario attraversa le gallerie e passaggi in cui si svolgevano i preparativi degli spettacoli, dove erano stoccati i materiali scenici e dove gli animali, chiusi in gabbie, venivano poi caricati sui montacarichi per raggiungere il piano dell’arena per le venationes, le famose scene di caccia. L’arena era anche teatro dei combattimenti tra gladiatori. Attraversando una passerella di più di 160 metri le viscere del monumento non avranno più segreti e, con il favore della notte, si potrà rivivere appieno l’atmosfera che avvolgeva quegli spazi.

Il videomapping della veduta ideale – a volo d’uccello – della città di Gerusalemme sull’arco di fondo del fornice occidentale, la cosiddetta Porta Trionfale del Colosseo (foto PArCo)
Nel percorso di visita si inserisce per la prima volta la lettura multimediale del dipinto che raffigura una veduta ideale – a volo d’uccello – della città di Gerusalemme, posto sull’arco di fondo del fornice occidentale, la cosiddetta Porta Trionfale: la stessa dalla quale entravano i gladiatori e le belve che si affrontavano sull’arena. Della durata di 7 minuti, le videoproiezioni, ideate e curate dal parco archeologico del Colosseo e realizzate da Karmachina con Electa, occupano lo spazio delle due lunette del fornice occidentale: da un lato una selezione di 22 scene rappresentate nel dipinto, posto a 8 metri d’altezza, dall’altra l’incisione con la stessa iconografia di Antonio Tempesta del 1601. La narrazione immersiva, favorita dalla luce fioca della sera, consente di mettere a fuoco i racconti del Vecchio e Nuovo Testamento contenuti nel dipinto: le vicende della Passione e Resurrezione di Gesù con le croci che rappresentano il Gòlgota; la stella cometa premonitrice della distruzione di Gerusalemme, al di sotto della quale sfilano figure di profeti, e dove si riconoscono l’adorazione di Moloch e il martirio di Isaia.

Via Crucis: la croce all’interno del Colosseo (foto PArCo)
Il dipinto ricorda che il Colosseo ha continuato a vivere anche dopo la fine dell’impero romano. In particolare, nel 1750 per volontà di Papa Benedetto XIV è diventato sede dell’ormai tradizionale via Crucis, allo scopo di rafforzare il senso della missione storica del papato. La visita prosegue, infatti, passando davanti a una delle edicole della via Crucis e alla croce, entrambe poste lungo il perimetro dell’arena. Qui termina l’itinerario con lo straordinario affaccio sulla complessa ossatura dei sotterranei e sulla vastità degli spalti della cavea, scavati dalle ombre della notte e che ospitavano oltre 60 mila spettatori.




Lunedì 6 giugno 2022, alle 18.30, il parco archeologico del Colosseo ha promosso un evento per presentare il libro “Gerusalemme al Colosseo. Il dipinto ritrovato” (Electa) e al contempo ricordare il prof. Fabrizio Bisconti. Appuntamento in presenza all’anfiteatro flavio con prenotazione obbligatoria (40 posti fino ad esaurimento disponibilità.Si ricorda che all’interno del PArCo è fortemente consigliato indossare la mascherina chirurgica) e in diretta streaming sulla pagina YouTube del PArCo:
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