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Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “I Greci prima dei Greci. Alle origini della presenza ellenica nel Golfo di Napoli” (Artem) a cura di Giovanni Vastano

napoli_scaffale-del-mann_libro-i-greci-prima-dei-greci_locandinaNuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli della rassegna “Lo scaffale del Mann”: mercoledì 19 aprile 2023, alle 16, in sala conferenze (Braccio Nuovo, Secondo piano), presentazione del libro “I Greci prima dei Greci. Alle origini della presenza ellenica nel Golfo di Napoli” (Artem) a cura di Giovanni Vastano. Dopo i saluti del direttore del Mann, Paolo Giulierini, intervengono Agostino Riitano, direttore di Procida Capitale italiana della Cultura 2022; Teresa Elena Cinquantaquattro, direttore del Segretariato regionale del ministero della Cultura per la Campania; Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei; Nicola Scotto di Carlo, direttore del museo civico di Procida “Sebastiano Tusa”; e Giovanni Vastano, archeologo del museo Archeologico nazionale di Napoli.

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Copertina del libro “I Greci prima dei Greci. Alle origini della presenza ellenica nel Golfo di Napoli” (Artem) a cura di Giovanni Vastano

“I Greci prima dei Greci. Alle origini della presenza ellenica nel Golfo di Napoli” è uno dei primi progetti immaginati nel corso della redazione del dossier di candidatura di Procida a Capitale e incarna a pieno la nostra visione. Nato grazie alla collaborazione tra Procida 2022, il museo Archeologico nazionale di Napoli, il parco archeologico dei Campi Flegrei, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli e il museo civico di Procida “Sebastiano Tusa”, con il contributo della Regione Campania, esprime una nuova visione, destinata a segnare i prossimi decenni delle politiche culturali e museali del Paese. L’itinerario di visita abbraccia tre grandi eccellenze dell’archeologia del nostro Paese e costruisce un ampio racconto in grado di affascinare il visitatore nonché di approfondire pagine straordinarie della nostra storia, non sempre note al grande pubblico.

Pozzuoli. Nuova luce sull’antico Macellum – il cd. Tempio di Serapide: inaugurato il nuovo impianto di illuminazione. Pagano: “Così il monumento sarà visitabile anche la sera”

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Il cd Tempio di Serapide, l’antico Macellum di Puteoli, nell’odierna Pozzuoli (foto pa-fleg)

Da venerdì 7 aprile 2023 il Macellum, uno dei simboli della città di Pozzuoli, si veste di nuova luce. Dopo la conclusione dei lavori, promossi dal parco archeologico dei Campi Flegrei, che hanno interessato negli ultimi mesi il cd. Tempio di Serapide, l’antico Macellum della città romana, viene messo in funzione il nuovo impianto specificatamente progettato per il sito e nei prossimi giorni verranno effettuati test per ottimizzarne la resa. La nuova illuminazione è stata concepita per restituire la visione di un simbolo della città, per consentire con la luce una migliore lettura dai diversi affacci circostanti, per offrire uno strumento critico di lettura, interpretazione e valorizzazione del monumento. Si è voluto puntare su un’illuminazione prevalentemente localizzata e poco invadente, usando sorgenti luminose di ultima generazione altamente performanti che possano garantire economicità gestionale e dell’ottimizzazione manutentiva. Il progetto illuminotecnico è stato curato dall’architetto Carolina De Camillis, che ha al suo attivo numerosi lavori di illuminazione su alcune delle più importanti aree archeologiche italiane. “Il Macellum di Pozzuoli”, dichiara Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, “si accende, anzi per meglio dire continua ad accendersi. Dopo l’avvio del nuovo, innovativo, modello di gestione che ha reso finalmente fruibile il monumento al pubblico, dopo una stagione di eventi e iniziative che hanno reso l’antico monumento spazio di vitalità contemporanea, la nuova illuminazione apre diversi scenari non soltanto visivi. Grazie a questo intervento il Macellum restituirà pienamente il suo fascino a tutti coloro che frequentano l’area dopo il tramonto e sarà soprattutto visitabile anche in orari serali, offrendo nuove opportunità di crescita sociale, culturale ed economica. Mai come in questo caso accendere la luce vuol dire avviare una vera e propria rinascita”.

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Il percorso della mostra “Proiezioni” nei sotterranei dell’anfiteatro flavio di Pozzuoli (foto pafleg)

Il progetto si inserisce nel cuore del centro storico di Pozzuoli, in un’area densamente frequentata da cittadini e turisti. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, dichiara: “Ringrazio il direttore Fabio Pagano, con il quale abbiamo avviato una collaborazione fattiva e proficua, nell’esclusivo interesse della città. L’illuminazione del Macellum è un’opera che tutti i puteolani attendevano da anni. L’azione della mia amministrazione ha come obiettivo prioritario riportare la luce a Pozzuoli e su Pozzuoli. Il Rione Terra riaperto a Natale, l’Anfiteatro Flavio con i lavori in corso e il Macellum illuminato sono i primi passi per valorizzare come merita uno dei luoghi più belli del mondo, in piena sinergia tra enti e istituzioni che operano, insieme, con un unico obiettivo: includere Pozzuoli nel panorama delle mete più ambite dal turismo culturale”. L’apertura del sito e le attività di valorizzazione sono svolte in collaborazione con l’ATI Macellum nell’ambito di un partenariato pubblico privato. Nelle prossime settimane verrà lanciato il programma di passeggiate serali per consentire ai visitatori di ammirare il sito archeologico illuminato non solo dall’esterno.

Ricco week end di eventi al Parco archeologico dei Campi Flegrei con il progetto “Immaginazione”: quattro laboratori per bambini e famiglie

campi-flegrei_parco_immaginazione_eventi_locandinaRicco programma, questo week end, dei laboratori per bambini e famiglie di “Immaginazione”, l’iniziativa che raccoglie i servizi educativi del parco archeologico dei Campi Flegrei. Quattro gli eventi tra cui scegliere.

“La venuta dei saraceni”, al parco archeologico di Cuma: sabato 1° aprile 2023, alle 10.30 e 15.30. Una giornata riscoprendo le bellezze dell’antica città di Cuma, alla scoperta della prima colonia della Magna Grecia e del popolo saraceno che occupò la città dal 915 d.C. all’inizio del 1200, accompagnati dai rievocatori in costume e dagli archeologi dell’associazione. A cura di Gruppo archeologico Kyme (info e prenotazioni: gakyme@libero.it – 334 332 9500).

“In-fedeli Ritratti” al Castello di Baia: domenica 2 aprile 2023, alle 10. Cosa significa osservare e conoscere davvero l’altro? Il suo modo d’essere può condizionare il modo in cui lo vedo e lo rappresento? I partecipanti si ritraggono in coppia a vicenda su un kit personale fornito dagli esperti, ponendosi a turno domande conoscitive per orientarsi nella conoscenza dell’altro e realizzarne un ritratto caricaturale, in cui i tratti estetici vengono storpiati, ridimensionati, immaginati, enfatizzati in base alle risposte che si ottengono. A cura di Aporema onlus (info e prenotazioni: info@aporema.it – 351 512 5681).

“Imparare a narrare i monumenti” all’anfiteatro Flavio di Pozzuoli: domenica 2 aprile 2023, alle 10 e alle 15. Il laboratorio si svolge nella cornice dell’anfiteatro Flavio, dove i piccoli visitatori saranno accompagnati da una guida turistica che darà loro tracce per la lettura del monumento portandoli alla scoperta di alcuni luoghi chiave per l’interpretazione dell’anfiteatro al fine di ricostruirne la millenaria storia. A cura di Impresa sociale My Way (info e prenotazioni: didattica.myway@gmail.com – 379 140 9008).

“Archeosensorial: colori e profumi” al parco archeologico delle Terme di Baia: domenica 2 aprile 2023, alle 10.30 e alle 15. Laboratorio alla scoperta delle specie naturalistiche proprie della macchia mediterranea, i miti ad esse connesse, i colori e i profumi del mondo antico. L’attività prevede un percorso con giochi sensoriali, la realizzazione di un erbario e dei colori attraverso la tecnica del pestaggio di bacche, spezie e vegetali. Inoltre, i partecipanti saranno guidati dagli educatori ambientali alla realizzazione di acqua profumata ed oli, così come avveniva nel mondo antico. Per i non vedenti, di ogni età, è possibile attivare il percorso sensoriale alla scoperta della macchia mediterranea presente nel sito archeologico e di alcune delle evidenze archeologiche presenti. A cura di Legambiente Città Flegrea (info e prenotazioni: legambientecittaflegrea@gmail.com – 331 163 6020).

Baia. Intervento di emergenza degli archeosub del parco sommerso per salvare un lacerto di mosaico di rara bellezza attaccato dalle radici della posidonia

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Una suggestiva panoramica dei resti visibili nell’area in esame, alle Terme del Lacus (foto pafleg)

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Terme del Lacus (Baia): dettaglio del mosaico, in cui sono ben evidenti alcune lacune ed alcune tessere già distaccatesi dal resto del disegno (foto pafleg)

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Terme del Lacus (Baia): il mosaico a trecce, rombi e quadrati, nella porzione meglio conservata (foto edoardo ruspantini)

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Una piccola porzione di posidonia, ancora presente all’interno dell’area A del Parco sommerso di Baia (foto pafleg)

“Siamo di fronte ad un caso quasi disperato, ma la bellezza di questo lacerto di mosaico, con le sue geometrie e i suoi colori, ci costringono ad un disperato tentativo di salvataggio”. Comincia così la nota del parco archeologico dei Campi Flegrei su una situazione d’emergenza nelle Terme del Lacus, vicinissime ai ben noti e conservati mosaici con Ottagoni e con Esagoni: la stanza a loro successiva -spiegano gli archeologi subacquei – è stata più sfortunata, invasa dalla posidonia. Ora è sparita, ma le sue radici sono penetrate nel mosaico, causando la disgregazione della malta fra le tessere. “Questa è una delle tante storie di un ambiente che cambia quotidianamente, di un parco archeologico che vive nell’acqua: qui la posidonia, fino ad almeno un decennio fa copriva molte aree, poi è quasi del tutto scomparsa, a testimonianza di un cambiamento climatico a tutti evidente”.

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Rilievo del settore delle Terme del Lacus (Baia) in cui insistono il mosaico ad Ottagoni, quello ad Esagoni e quello in corso di lavorazione (foto Naumacos)

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Mappa generale del complesso delle Terme del Lacus a Baia (foto pafleg)

“Ciò che rimane da fare – concludono – è documentare tutto ciò e avviare un delicatissimo tentativo di restauro che permetta la conservazione della piccola porzione di mosaico ancora visibile. Per ora possiamo mostrare qualche foto di servizio e i rilievi che stiamo eseguendo in questi giorni, sperando di poter presto presentare questo lavoro anche ad un pubblico subacqueo”.

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Panoramica sui mosaici più noti delle Terme del Lacus a Baia (foto pafleg)

Baia. Al museo Archeologico dei Campi Flegrei al Castello presentazione del libro “Vedute incrociate sull’arredamento antico: omaggi a Nicole Blanc e Hélène Eristov”

baia_castello_presentazione-libro-Regards croisés sur le décor antique-Hommages à Nicole Blanc et Hélène Eristov_locandinaIl parco archeologico dei Campi Flegrei promuove la presentazione del libro “Regards croisés sur le décor antique. Hommages à Nicole Blanc et Hélène Eristov”, a cura di A. Dardenay, N. Delferrière, D. Morana Burlot, L. Narès, una raccolta di contribuiti sugli apparati decorativi nel mondo romano, con due nuovi studi dedicati all’antica Baiae: L. Narès, Baïes à l’encre et au crayon: Charles-Louis Clérisseau dans les Champs Phlégréens, e P. Miniero, Le ville romane di Baia: la testimonianza delle fonti letterarie coeve. Appuntamento venerdì 24 febbraio 2023, alle 12, nella sala conferenze del Castello di Baia. Dopo i saluti di Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, e di Pierfrancesco Talamo, funzionario archeologo, intervengono le autrici Léa Narès, curatrice del volume, e Paola Miniero, già direttore del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei. Ingresso libero senza obbligo di prenotazione.

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La volta di Baia in un disegno di Clérisseau conservato al museo dell’Ermitage di San Pietroburgo (foto museo-ermitage-s-pietroburgo)

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Rilievo della volta delle Terme di Baia (foto pa-fleg)

Regards croisés sur le décor antique. Hommages à Nicole Blanc et Hélène Eristov / Vedute incrociate sull’arredamento antico: omaggi a Nicole Blanc e Hélène Eristov. Questo libro raccoglie trentasette contributi di ricercatori francesi e stranieri che lavorano sulle decorazioni nel mondo romano. Amici, colleghi e studenti di Nicole Blanc e Hélène Eristov, hanno voluto esprimere la loro gratitudine per la loro disponibilità, la loro benevolenza e per il loro contributo alla storia e all’archeologia di dipinti e stucchi antichi. Nicole Blanc e Hélène Eristov, entrambe membri del laboratorio AOROC (UMR 8546), hanno lavorato insieme e fatto convergere le loro ricerche. Questo volume, articolato attorno a tre assi (la questione dell’iconografia, la contestualizzazione e la ricezione delle decorazioni romane nelle fonti antiche e moderne), riflette la grande diversità di temi e approcci sviluppati nel loro lavoro nonché un reale aggiornamento delle questioni.

Baia. Al parco sommerso novità dallo scavo al Portus Julius dopo la (ri)scoperta del mosaico a onde: lì c’era una terma, con architetture circolari, distrutta già in antico

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Il mosaico a onde a tessere bianconere scoperto nell’area del Portus Julius nel parco sommerso di Baia (foto pafleg)

Sono passate solo poche settimane e già c’è qualche novità: il mosaico a onde faceva parte di una terma, distrutta già in antico “Il Parco sommerso di Baia – avevamo scritto – ha salutato il 2022 con una emozionante (ri)scoperta: questo mosaico con cornice ad onde, in tessere nere e rosa su fondo bianco, che decorava una stanza nel Portus Julius” (vedi Baia. Al parco sommerso (ri)scoperto un mosaico del Portus Julius con una sequenza di ambienti: sono le prime costruzioni di Agrippa? Il 2023 darà una risposta | archeologiavocidalpassato). E gli esperti del parco archeologico ci avevano lasciato con un interrogativo: “Siamo di fronte alle prime costruzioni volute da Agrippa? Siamo di fronte alle prime costruzioni volute da Agrippa?”. Il mosaico a onde non è solo in mezzo al mare.

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Architetture circolari emerse nello scavo al Portus Julius nel parco sommerso di Baia (foto pafleg)

Le ricerche in corso da parte del parco archeologico dei Campi Flegrei al Portus Julius stanno indagando l’ampio contesto a cui apparteneva questo pavimento. “Apparteneva a una terma”, spiegano gli archeologi, “formata da almeno altri venti vani, che pian piano sta mostrando i profili delle sue murature, emergenti dal fondale sabbioso. E sono stanze dall’architettura non banale, circolari, o con numerose absidi, alcune rivestite di tubuli per l’aria calda, altre decorate con colonne. Un contesto finora del tutto sconosciuto, perché distrutto in antico a causa delle numerose trasformazioni che l’area subì già in età romana: prima sede di ville, poi porto militare e dopo ancora spazio commerciale”.

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Rilievo 3D dell’area di scavo al Portus Julius nel parco sommerso di Baia (foto pafleg)

“Con questo complesso, che continueremo ad indagare nei prossimi mesi – concludono -, siamo di fronte probabilmente alle trasformazioni volute da Augusto, insieme al suo fedele Agrippa, per dare spazio ai cantieri della nuova flotta: gli edifici allora esistenti, che i mosaici ci aiutano a datare approssimativamente alla metà del I sec. a.C., furono volontariamente distrutti, ma colmati di terreno, che fino ad oggi ce li ha preservati, anche sul fondo del mare”.

Campi Flegrei. Attivato il bus Dedalo, navetta sperimentale gratuita, per raggiungere i principali siti archeologici dei Campi Flegrei, da Cuma a Pozzuoli, da Baia al Rione Terra, con possibilità di passeggiate naturalistiche ai laghi

campi-flegrei_parco_servizio-navetta-bus-dedalo_locandinaIn bus navetta gratuito alla scoperta di alcuni tra i luoghi della cultura più suggestivi dell’area flegrea tra cui la Piscina Mirabilis, la Casina Vanvitelliana e l’Anfiteatro Flavio per tutto il periodo delle feste. Dal 25 novembre 2022 al 15 gennaio 2023 è attivo il servizio sperimentale con due navette circolari nell’ambito del progetto Dedalo, il servizio di bus turistici che consentirà di raggiungere i principali siti archeologici dei Campi Flegrei. L’iniziativa – programmata e finanziata dalla Regione Campania tramite Scabec – Società Campana Beni Culturali in collaborazione con Eav – Ente Autonomo Volturno e con Federalberghi Campi Flegrei e Campi Flegrei Active – si inserisce all’interno delle attività promosse e realizzate nell’ambito di Procida Capitale della Cultura 2022. Il nome del bus proviene dalla leggenda che narra come Dedalo, una volta fuggito in volo da Creta, si sia posato sulla sommità della città di Cuma per fondare il tempio di Apollo. Inoltre, la fitta rete viaria dei Campi Flegrei richiama un’analogia con il labirinto di Minosse progettato dallo stesso Dedalo che, essendo il costruttore, ne è anche profondo conoscitore.

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Il bus-navetta Dedalo, servizio sperimentale gratuito, per scoprire i siti più suggestivi del parco dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)

Per implementare e ottimizzare il collegamento tra i luoghi della cultura del parco archeologico dei Campi Flegrei e dei Comuni di Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli, dalle 9 alle 18 due navette da circa 30 posti ciascuna effettueranno 10 corse giornaliere circolari che condurranno i passeggeri nei seguenti siti d’interesse culturale: Macellum di Pozzuoli, Rione Terra, Anfiteatro Flavio, parco archeologico di Cuma, museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia, parco sommerso di Baia, parco archeologico delle Terme di Baia, Piscina Mirabilis e Casina Vanvitelliana. Sono inoltre previsti una serie di percorsi naturalistici quali le passeggiate al lago d’Averno, al lago di Lucrino, al lago Fusaro e al Faro di Miseno.

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Bus Dedalo alla scoperta dei siti del parco archeologico dei Campi Flegrei: due le navette disponibili su due percorsi interconnessi (foto pa-fleg)

I due vettori, che seguiranno percorsi differenti, si incontreranno al porto di Baia per favorire lo scambio passeggeri. La prima navetta seguirà un itinerario, segnalato con un’apposita cartellonistica installata presso le pensiline Eav, che parte da Pozzuoli, raggiungerà Cuma, il lago d’Averno e Baia (Bacoli) per far ritorno a Pozzuoli e poi ripartire; la seconda, invece, partirà dalla stazione di Torregaveta, raggiungerà Monte di Procida, Miseno, Baia (Bacoli) per fare ritorno a Torregaveta e ripartire. Il servizio sperimentale è totalmente gratuito: per salire a bordo basterà selezionare il ticket “Dedalo Pass” sulla piattaforma SVR di campania>artecard, il pass promosso dalla Regione Campania tramite Scabec che da oltre 15 anni offre la possibilità di fruire del patrimonio culturale locale e di viaggiare a bordo del trasporto pubblico regionale. La procedura di acquisto gratuito si concluderà con la ricezione della “Procida Insieme”, la card che consente ai possessori di Artecard di beneficiare di posti riservati per assistere ai suggestivi spettacoli che vanno a comporre il ricco programma di Procida 2022.

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L’home page del servizio di navetta sperimentale gratuito Bus Dedalo (foto pa-fleg)

Inoltre, grazie alla collaborazione avviata con l’app Moovit, app n.1 al mondo per la mobilità urbana, i visitatori possono conoscere con facilità tramite l’app gli orari del bus Dedalo e integrarlo – a Napoli e in provincia – con tutti i mezzi di mobilità presenti nell’area: dagli autobus alla metropolitana, dal bike sharing ai taxi. In questo modo si evitano lunghe attese alla fermata e, al contempo, si migliora l’esperienza e la soddisfazione complessiva dei visitatori che scelgono di raggiungere i Campi Flegrei in modo sostenibile. Per info e prenotazioni: www.scabec.it.

Paestum. Alla XXIV Bmta la 2ª Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo: annunciato l’itinerario sommerso del Relitto del Lombardo per il 2023 alle isole Tremiti, e consegnato il Premio internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”

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Il relitto del Lombardo alle Isole Tremiti: a giugno 2023 sarà visitabile con un itinerario subacqueo (foto patrimonio subacqueo)

paestum_BMTA22-XXIV-edizione_logoA giugno 2023 sarà possibile visitare l’itinerario sommerso del Relitto del Lombardo appartenuto e utilizzato da Garibaldi durante lo sbarco dei Mille e poi dopo qualche anno naufragato al largo delle Isole Tremiti in Puglia: lo ha annunciato alla XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico Barbara Davidde soprintendente nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo nel corso della 2ª Conferenza Mediterranea sul Turismo archeologico subacqueo. “La soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo del MiC”, racconta Barbara Davidde, “sta portando avanti il percorso di realizzazione del progetto Amphitrite volto a creare itinerari subacquei all’interno di cinque Aree Marine Protette italiane: quella delle Isole Tremiti in Puglia, le Cinque Terre e Portofino in Liguria, Baia in Campania, Crotone in Calabria, Capo Testa – Punta Falcone in Sardegna. Alcuni di questi itinerari saranno dotati di una rete di nodi sensori che, grazie all’internet underwater things, permetterà la visita dei siti con dei tablet che hanno al loro interno la realtà aumentata e la ricostruzione di come doveva essere in antico il sito sommerso. Questo tipo di visita esiste già nel Parco di Baia e sarà realizzato nelle Isole Tremiti sicuramente sul relitto del Lombardo e forse anche sul Relitto delle Tre Senghe per il quale stiamo terminando gli studi propedeutici”.

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La soprintendente Barbara Davidde con l’archeologo subacqueo Roberto Petriaggi sulla barca appoggio a Baia (foto Marcello Adamo)

La 2ª Conferenza Mediterranea sul Turismo archeologico subacqueo – organizzata dalla Borsa nel ricordo del grande archeologo e studioso Sebastiano Tusa che ha vissuto la sua vita al servizio delle istituzioni per contribuire allo sviluppo locale e alla tutela del Mare Nostrum – è stata anche l’occasione per la soprintendente Davidde per lanciare, insieme a Ulrike Guérin Programme Specialist 2001 Convention on the Protection of the Underwater Cultural Heritage UNESCO Culture Sector, l’idea di creare una rete di percorsi subacquei e di proporre questi itinerari per l’iscrizione nella lista delle buone pratiche per la valorizzazione e la protezione del patrimonio culturale subacqueo. “Per noi è importante anche per dare il nostro appoggio e rendere il patrimonio acquatico sempre più accessibile, a patto che l’itinerario sia gestito”, spiega Ulrike Guérin che aggiunge “una candidatura sicuramente da presentare quale esempio di buona pratica per gli itinerari subacquei è quella del Parco sommerso Baia” rivolgendosi al direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano. Alla conferenza, con il coordinamento scientifico di Luigi Fozzati, sono intervenuti Valeria Patrizia Li Vigni presidente fondazione Sebastiano Tusa, Ferdinando Maurici soprintendente del Mare della Regione Siciliana, Cristiano Tiussi direttore fondazione Aquileia.

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Consegna premio internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” 2022: da sinistra, Lucrezia Maghet, Valeria Patrizia Li Vigni, Pippo Cappellano, Eric Rieth, Andrea Camilli, Luigi Fozzati (foto bmta)

Sempre nel ricordo dell’archeologo siciliano, il Premio internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” è stato consegnato a Eric Rieth direttore emerito CNRS Centre National de la Recherche Scientifique di Francia e responsabile dipartimento Archeologia Navale museo nazionale della Marina di Parigi per il riconoscimento alla carriera; Andrea Camilli direttore del museo delle Navi Antiche di Pisa per il progetto “Grande Tirreno”, per il progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi Archeologici; Pippo Cappellano giornalista, regista, foto cineoperatore subacqueo e autore di documentari per il miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione. “Un’iniziativa a cui teniamo molto”, rimarca il fondatore e direttore della BMTA Ugo Picarelli, “per portare avanti l’eredità pionieristica dell’amico della Borsa Sebastiano Tusa”. A seguire la consegna della Targa “Claudio Mocchegiani Carpano”, alla presenza del figlio Luca, alla migliore Tesi di laurea sull’Archeologia Subacquea: premiata Lucrezia Maghet per la tesi “L’archeologia subacquea sul web: raccolta, analisi e lettura critica dell’offerta disponibile in rete” corso di laurea in Beni culturali, università di Udine.

Parco archeologico dei Campi Flegrei. Già completato il restauro subacqueo del mosaico “dei pesci” ammirato dai primi fortunati visitatori nel parco sommerso di Baia

Meno di un minuto di immagini. Sotto gli occhi di pochi fortunati visitatori subacquei scorrono le immagini, scandite solo dal gorgogliare dei respiratori, di aguglie, murene, tonni e ricci e che oggi “nuotano” tra vivacissimi cefali, saraghi e orate. Sono passate un paio di settimane e, come promesso e annunciato, terminati i lavori di restauro nel parco sommerso di Baia, che fa parte del parco archeologico dei Campi Flegrei, il mosaico dei Pesci, tra la Villa con ingresso a Protiro e le antiche sponde del Lacus Baianus, è stato aperto al pubblico. E già i primi sub sono riusciti ad ammirarlo come mostra il video di Naumacos Underwater Archaeology con Riccardo Mancinelli (CRS Restauro Beni Culturali), Luca de Santis, Celanapoli Carlo Leggieri, Nuccia Filomena Lucci, Gabriele Gomez de Ayala, Enrico Paolino Nola Gallocchio, Barbara Barbaro e il nucleo subacqueo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Etruria Meridionale.

Parco archeologico dei Campi Flegrei. Iniziato il restauro subacqueo del mosaico “dei pesci”: a lavori ultimati, sarà una attrazione in più del parco sommerso di Baia

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Una fase del restauro subacqueo del mosaico “dei pesci” nel parco sommerso di baia (foto pa-fleg)

È iniziato il restauro del mosaico “dei pesci” nelle acque del golfo di Baia (Na). Una volta terminato, sarà un’altra attrazione per il pubblico del già interessante parco sommerso di Baia. Sono gli stessi archeologi del parco archeologico dei Campi Flegrei, di cui Baia fa parte, a darne notizia. “Restaurare un mosaico”, spiegano, “significa ripercorrere il lavoro di un antico artigiano, o meglio, di un artista di 2000 anni fa. Noi nel Parco sommerso di Baia abbiamo l’onore e l’onere di farlo immersi in un mare cristallino, soprattutto durante questo periodo dell’anno”.

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La porzione meglio conservata del mosaico “dei pesci” a Baia, con in primo piano un tonno e forse un’aguglia (foto Naumacos Underwater Archaeology and Technology)

“In questi giorni”, annunciano, “è infatti iniziato il cantiere presso il mosaico “dei pesci”, tra la Villa con ingresso a Protiro e le antiche sponde del Lacus Baianus. “Un pavimento di oltre 50 metri quadri, in parte rovinato dall’azione del mare, che si accanisce in primis verso le tessere nere, con cui sono stati resi gli animali marini della composizione”.

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Riccardo Mancinelli di CSR Restauro Beni Culturali all’opera tra la murena e il riccio rappresentati nel mosaico “dei pesci” a Baia (foto Naumacos Underwater Archaeology and Technology)

“Aguglie, murene, tonni e ricci e che oggi “nuotano” tra vivacissimi cefali, saraghi e orate, curati dalle esperte mani di Riccardo Mancinelli e dei suoi collaboratori dell’azienda CSR Restauro Beni Culturali. Appena terminati i lavori, apriremo al pubblico questo nuovo settore di visita per condividere sempre al massimo i contesti unici al mondo che Baia sommersa offre”.

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L’archeologa subacquea Barbara Barbaro del Servizio di Archeologia subacquea della SABAP dell’Etruria meridionale impegnata a Baia (foto pa-fleg)

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I Servizio di Archeologia subacquea della SABAP dell’Etruria meridionale a Baia (foto pa-fleg)

Una esperienza unica poter vedere all’opera i restauratori subacquei sui mosaici di Baia nel parco archeologico dei campi Flegrei”, confessa Barbara Barbaro, archeologa subacquea del Servizio di Archeologia subacquea della SABAP dell’Etruria meridionale. “Un ringraziamento per l’accoglienza al direttore Fabio Pagano, a Enrico Paolino da Nola Gallocchio, e Nuccia Filomena che ci ha sapientemente guidato tra le meraviglie sommerse dell’antica città”.