Baia (Na). Al Castello aragonese, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei, presentazione del libro “Toccare Terra – Approdi e Conoscenze”, atti del primo convegno di archeologie flegree
Appuntamento il 24 aprile 2024, alle 10.30, nella sala conferenze del Castello di Baia, sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei, per la presentazione del libro “Toccare Terra – Approdi e Conoscenze”. Atti del primo convegno di archeologie flegree. Tappa conclusiva del lungo e stimolante percorso del progetto “Terra” promosso all’interno del POC della Regione Campania. Intervengono il prof. Massimo Osanna (direttore generale Musei) e al prof. Luca Cerchiai (università di Salerno).

Copertina del libro “Toccare Terra. Approdi e Conoscenza”
“Toccare Terra. Approdi e Conoscenze” è la pubblicazione degli atti di un convegno svoltosi al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel dicembre 2021, tappa conclusiva di un progetto che ha condotto il parco archeologico dei Campi Flegrei a interrogarsi sul concetto di terra. Il convegno nasce dall’esigenza di creare un’opportunità, all’interno della cornice di una istituzione giovane, per rappresentare la complessità della ricerca archeologica condotta negli ultimi decenni nel territorio flegreo. L’incontro di studi ha avuto come primo obiettivo quello di restituire la vivacità del dibattito e la varietà degli attori e per consolidare il ruolo del Parco come vettore di trasmissione tra i protagonisti nella produzione degli studi e le comunità di potenziali interessati. L’approdo (dell’archeologia sul campo) diventa conoscenza, si confronta e si specchia negli approdi che hanno segnato le principali tappe della presenza umana nella terra flegrea, definendo contatti, a volte generando conflitti, plasmando nuovi paesaggi e modi di interpretare il reale.
Roma. In Curia Iulia in presenza, e on line su FB, la conferenza “Onori a Tiberio e alla famiglia del Principe” a cura di Carmela Capaldi, professore di Archeologia classica all’università di Napoli “Federico II”
Nel corso degli scavi condotti nel foro di Cuma dal dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II” è stata recuperata, di recente, un’iscrizione lunga m. 4.37, originariamente collocata sulla facciata d’ingresso di un edificio pubblico prospettante sulla piazza. Per “Dialoghi in Curia”, promossi dal parco archeologico del Colosseo, se ne parla giovedì 21 marzo 2024, alle 16.30, in Curia Iulia nella conferenza “Onori a Tiberio e alla famiglia del Principe” a cura di Carmela Capaldi, professore di Archeologia classica all’università di Napoli “Federico II”. L’immagine dell’iscrizione utilizzata per gentile concessione del parco archeologico dei Campi Flegrei. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Carmela Capaldi, professore di Archeologia classica all’università di Napoli “Federico II”. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite al link https://21marzo_tiberio.eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia. L’incontro sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo. Il testo elenca gli onori offerti a Tiberio, ai suoi genitori ed ai discendenti, registrati secondo una formula inedita che legittima l’istituzione della monarchia anche se travestita da parvenze repubblicane. La dedica costituisce, inoltre, l’occasione per una riflessione sulla figura di Tiberio e sui suoi controversi rapporti con i componenti della famiglia giulio-claudia.
Roma. Al Teatro Argentina la decina edizione di “Luce sull’Archeologia” dal titolo “La “villeggiatura” nell’antica Roma: l’otium come sentimento sublime di bellezza ed esperienza di civiltà”: sette incontri con approfondimento del tema da un punto di vista letterario, teatrale, giornalistico e con rimandi al tempo presente
“Luce sull’Archeologia” dal titolo “La “villeggiatura” nell’antica Roma: l’otium come sentimento sublime di bellezza ed esperienza di civiltà” torna per la decima edizione sul palcoscenico del Teatro Argentina che, dopo i successi delle passate edizioni, continua ad alimentare la sete di conoscenza e la grande passione per la millenaria storia di Roma. Sette appuntamenti, dal 14 gennaio al 14 aprile 2024, alle 11, per approfondire il rapporto dei romani con la terra e la natura, quando alla fine dell’età repubblicana ragioni storico-politiche e culturali determinarono la trasformazione della mentalità e del costume dell’élite sociale romana, che prediligeva sempre più una vita lontano dalla città e dal centro del potere. Si desiderava vivere una vita agiata e i piaceri del paesaggio in contesti extra urbani: otium cum dignitatem tempo libero da poter dedicare, con tranquillità, alle proprie attività intellettuali, ma anche al disbrigo degli affari politici e degli interessi economici. Residenze che nel tempo si sono arricchite di nuovi spazi, destinati non solo al piacere del corpo, come gli impianti termali, ma anche dello spirito, come i giardini per passeggiare, conversare, leggere.

Massimo Osanna direttore generale Musei, protagonista del primo incontro di “Luci sull’Archeologia” (foto graziano tavan)
Come per le precedenti edizioni, ogni incontro si comporrà come un viaggio di testimonianze, ricerche, riflessioni e immagini con il contributo esclusivo di storici, archeologi e studiosi d’arte, che guideranno il pubblico. “Luce sull’Archeologia” è un progetto del Teatro di Roma – Teatro Nazionale in collaborazione con la direzione generale Musei del ministero della Cultura e con il contributo dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, del periodico mensile Archeo e di Dialogues Raccontare L’arte. La decima edizione arricchisce i sette incontri di un nuovo contributo per una prospettiva multifocale, dal titolo La parola oltre il sipario, un momento di riflessione e approfondimento del tema da un punto di vista letterario, teatrale, giornalistico e con rimandi al tempo presente. Introduce Massimiliano Ghilardi con le anteprime del passato di Andreas M. Steiner e con i contributi di storia dell’arte di Claudio Strinati.
GLI INCONTRI. 14 gennaio 2024: Maurizio Bettini, università di Siena, su “Villa rustica: il paesaggio sonoro di un otium campestre”; Massimo Osanna, direttore generale Musei MiC, su “Tiberio a Capri. Nuovi progetti”; Paolo Di Paolo, scrittore, su “Il fondale è un paesaggio”. 21 gennaio 2024: Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, su “La sublime bellezza di Baia, tra memorie emerse e patrimoni sommersi”; Francesca Rohr, università di Venezia, su “Tra villeggiatura e politica: soggiornare in campagna nella tarda repubblica”; Fabio Pierangeli, università di Roma Tor Vergata, su “Le vacanze di Palomar – Itinerari d’otium di Italo Calvino”; 11 febbraio 2024: Ivano Dionigi, università di Bologna, su “Lucrezio: un rivoluzionario a Roma”; Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, su “Elogio del tempo perso: la Villa dei Papiri di Ercolano”; Dacia Maraini, scrittrice, su “L’ozio della lettura con lo sguardo contemporaneo”. 25 febbraio 2024, Alberta Campitelli, storica dell’arte e dei giardini, su “L’eredità del passato nelle ville romane tra Rinascimento e Barocco: modelli e stili di vita”; Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta, su “Dal piacere al potere: l’evoluzione dei giardini alla Reggia di Caserta”; Lina Bolzoni, Scuola Normale Superiore di Pisa, su “L’ozio creativo della lettura e della conversazione”. 3 marzo 2024: Francesca Romana Berno, università di Roma La Sapienza, su “Le smanie per la villeggiatura. Seneca in vacanza, tra ville al mare e riflessione filosofica”; Filippo Demma, direttore della direzione regionale Musei Calabria e del parco archeologico di Sibari, su “Eno/oìno. E dove non è vino non è amore, né alcun altro diletto hanno i mortali”; Ritanna Armeni, scrittrice, su “La rivoluzione dell’ozio femminile”. 10 marzo 2024: Francesca Ceci, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, su “Bellezza e otium attraverso i capolavori dei Musei Capitolini”; Emanuele Papi, università di Siena e direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, su “Erode Attico e le ville di un milionario in Grecia”; Matteo Nucci, scrittore, su “Perdere tempo per vivere il tempo: la scholè che vince la morte”. 14 aprile 2024: Giuliana Calcani, università di Roma Tre, su “Immagini dell’otium. Tra realtà e ricerca della perfezione”; Monica Salvadori, università di Padova, su “L’otium e l’arte di vivere nelle case romane”; Paolo Di Paolo, scrittore, su “Il tempo pieno e vuoto del teatro”.
Campi Flegrei (Na). Per le GEP 2023 apertura serale del Castello di Baia e visite guidate al parco archeologico di Cuma con le università: il Foro (“Federico II”), l’abitato romano (“L’Orientale”), la necropoli romana (Centre Jean Bérard), l’Acropoli (“Vanvitelli”)

Una suggestiva panoramica del Castello di Baia al tramonto (foto pa-fleg)
Il parco archeologico dei Campi Flegrei aderisce alle Giornate europee del Patrimonio 2023, iniziativa promossa dal ministero della Cultura e dedicata alla partecipazione al patrimonio culturale estesa a tutti i cittadini. Lo slogan scelto per questa edizione è “Patrimonio InVita”. Sabato 23 settembre 2023 il Parco ospiterà passeggiate archeologiche a Cuma e aperture straordinarie serali dalle 20 alle 22.30 al Castello di Baia per la visita del museo Archeologico dei Campi Flegrei al costo di 2 euro. Ultimo ingresso alle 22. Per entrambi gli eventi si accede con regolare biglietto di ingresso al sito. Info e prenotazioni pa-fleg.comunicazione@cultura.gov.it. Ecco il programma per Cuma.
23 settembre 2023, dalle 9.30 alle 17: parco archeologico di Cuma. Il parco archeologico dei Campi Flegrei apre le porte della città bassa di Cuma a quanti vorranno visitare l’area e conoscere le novità e gli aggiornamenti che provengono dalle attività di scavo e ricerca condotte nel sito dall’università di Napoli “Federico II”, dall’università di Napoli L’Orientale” e dal Centre Jean Bérard.
In part

Veduta generale della città bassa di Cuma dove operano alcune università campane (foto pa-fleg)
icolare, l’équipe federiciana, diretta dalla professoressa Carmela Capaldi, illustrerà l’organizzazione del Foro nella sua fase di funzionamento di età imperiale, con un focus sugli edifici di alta rappresentanza che si aprivano sul portico Nord della piazza e di cui prosegue la progressiva messa in luce. Le recenti indagini hanno arricchito di ulteriori dati anche il quadro delle conoscenze che si va componendo circa l’organizzazione che lo spazio del futuro Foro doveva avere nelle fasi di vita più antiche della città, cui riconducono le strutture e le evidenze individuate nell’ampio saggio di approfondimento condotto al di sotto del lastricato di età romana.
Con l’università L’Orientale, sotto la guida del professor Matteo D’Acunto, si potrà invece entrare nel vivo di un cantiere archeologico assistendo in diretta al lavoro dell’équipe e agli interventi di scavo che sono in corso presso l’abitato romano posto a nord del Foro. Si potranno dunque osservare sul campo attività, tecniche e metodologie proprie della ricerca archeologica, con uno spazio di approfondimento dedicato ai materiali di scavo e al loro prezioso corredo informativo.

Scavi archeologici nella città bassa di Cuma condotti dal Centre Jean Bérard (foto pa-fleg)
Il Centre Jean Bérard con la dottoressa Priscilla Munzi accompagnerà il pubblico nella visita della necropoli romana posta all’esterno della cinta muraria, in prossimità della Porta Mediana. Nelle ultime campagne di indagine è proseguito lo scavo sia delle tombe a camera semipogea sia delle sepolture individuali- ad inumazione o ad incinerazione- individuate presso quest’area sepolcrale. Al contempo, le ricerche condotte nel settore prospiciente le fortificazioni settentrionali hanno consentito di intercettare un tratto di una imponente opera di canalizzazione che doveva far parte della “rete di infrastrutture” della città antica. Orari di visita: 9.45, 11, 12.15, 14.15, 15.30.
Il programma della giornata interesserà anche l’Acropoli dove l’équipe dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”, diretta dal professor Carlo Rescigno, illustrerà i risultati delle ricerche condotte presso la Rocca Cumana e, in particolare, gli esiti dell’ultima campagna di scavo che ha permesso di mettere compiutamente in luce l’edificio ecclesiale absidato, di probabile fondazione bizantina, già individuato presso l’ampio spazio verde adiacente la terrazza inferiore. Saggi e approfondimenti puntuali sono stati effettuati anche in ulteriori punti della terrazza e nell’area a nord del Santuario inferiore, al fine di recuperare dati utili ad una migliore comprensione sia degli edifici noti sia dell’organizzazione di questo specifico settore dell’Acropoli nelle diverse fasi di vita della città. Orari di visita: 9.30, 11, 12.30, 14, 16.
Campi Flegrei (Na). Al via la terza edizione di “Antro”, il festival del parco archeologico: appuntamenti con l’arte, la musica e la danza al Castello di Baia e al parco archeologico di Cuma
“Il colore delle cose” è il tema scelto per la terza edizione di “Antro”, il festival del parco archeologico dei Campi Flegrei, che, dal 25 agosto al 10 settembre 2023, proporrà appuntamenti con l’arte, la musica e la danza al Castello di Baia e al parco archeologico di Cuma.

Lisa Sastri è Medea: lo spettacolo apre Antro 2023 (foto pa-fleg)
Ad aprire il Festival sarà Lina Sastri con la sua “Medea per me”, di cui è regista e interprete, in programma al Castello di Baia – Piazza d’Armi, venerdì 25 agosto 2023, alle 21. La scena è nuda. Il testo della tragedia di Euripide, ridotto da Lina Sastri, è contaminato e sublimato da inserimenti di melodia classica napoletana. L’azione è sottolineata, a volte, dalle percussioni e dalla batteria che, oltre al pianoforte, scandiscono la colonna sonora dello spettacolo. La danza, rappresentata da Giasone che è corpo d’amore, Eros e Thanatos, amore e morte, che si realizza anche nel tango tra Giasone e Medea, completa la presenza nello spettacolo di parola e musica. In scena con Lina Sastri, che interpreta Medea, ci saranno Raffaele De Martino (Giasone), Federica Aiello (Corifea), Gennaro Monti (Corifeo), Ciro Cascino al pianoforte e Gianluca Mirra, batteria e percussioni.

Fabio Pagano, direttore parco Campi Flegrei (foto pa-fleg)
“Antro, il Festival del Parco archeologico dei Campi Flegrei, giunge, nel 2023, alla sua terza edizione: immutati, anzi potenziati dal successo dei precedenti anni, l’entusiasmo del voler fare e la convinzione che una scommessa si stia trasformando in una radicata tradizione”, scrive nella presentazione Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei. “Cos’è Antro? Antro è sia spazio sia tempo: quelli dell’arte che si incastona tra le bellezze della terra flegrea. I perimetri, quelli del Parco, che ancora una volta si dimostrano flessibili nel saper accogliere forme artistiche diverse da loro e tra loro: ne deriva un luogo dove si intrecciano prospettive – antiche e nuove, dove si sollecita lo spostamento dall’esperienza del visitatore a quella dello spettatore, dove ci si mette in contatto con la dimensione dell’altro, accolto, valorizzato, identificato. È l’arte della Sibilla, in estrema sintesi. Nel Libro delle streghe Joyce Lussu, la ‘Sibilla’ della nostra letteratura del Novecento, scrive che la memoria dei nonni è importante per i bambini, dà loro la dimensione della fluidità del tempo, del continuo scontro-incontro tra passato e futuro: un interstizio dove il passato smette di essere assuefazione a modelli costruiti in precedenza, diventando, al pari del futuro, uno spettro di tonalità e sfumature. Non a caso, il tema scelto per l’edizione 2023 è Il colore delle cose. Ancora una volta ha agito la seduzione della poetica di Virgilio il quale, in un passo delle Bucoliche, scrive Nimium ne crede colori (letteralmente: non fidarti troppo del colore). È questo il punto di partenza per indagare il rapporto tra realtà e apparenza, per interrogarsi sulla qualità e la condizione di ciò che è reale, che esiste in sé o per sé, per guardarsi allo specchio e scoprire se nell’apparenza, nel colore delle cose, si riesce a intravedere l’essenza, il reale. Ancora una volta – conclude Pagano – l’Antro della Sibilla si erge a metafora di una riflessione corale e il suo Festival rappresenta il palcoscenico ideale della sua rappresentazione”.
Il programma di Antro 2023 prosegue con “Voglio vivere così”, un allestimento di Vincenzo Borrino, tratto da “Il treno ha fischiato” e “L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello, con Vincenzo Borrino e la partecipazione musicale di Antonio Pignatelli, Carini Produzione ETS (Castello di Baia – Piazza d’Armi – sabato 26 agosto 2023, alle 21): in “Voglio vivere così” dialogano due volti complementari dell’esistenza umana, giocando sui contrasti tra due esperienze umane e accostando la simbologia del bianco e del nero, della risata e del pianto, della parola e del suono solitario della tromba.

“Oscae Personae”, drammaturgia originale di Roberta Sandias, regia di Maurizio Azzurro (foto pa-fleg)
Quindi “Oscae Personae”, drammaturgia originale di Roberta Sandias, regia di Maurizio Azzurro, in scena con Antonio Elia, Giulia Navarra e Marcello Manzella, musiche originali dal vivo di Giovanni D’Ancicco (Castello di Baia – Piazza d’Armi – domenica 27 agosto 2023, alle 21): “Oscae Personae” è un evento legato alla Maschera Teatrale, concepito come oggetto sciamanico che collegava il mondo divino degli inferi con quello umano. Il sacerdote sciamano custode dell’antro utilizzava sicuramente la maschera per officiare i suoi riti propiziatori di divinazione. La maschera oltre ad essere legata all’antro, al sottosuolo ed allo sciamano è legata attraverso il colore del volto del personaggio, ad una serie di simbologie che i colori richiamano: colori che sono vicini alla natura, che si ritrovano nella terra come il rosso e l’ocra, che richiamano il mondo animale e il mondo della flora che sono da tramite tra l’uomo e il divino. Chiude gli appuntamenti di agosto “La modernità malintesa”, conferenza di Giuseppe Lupo (Castello di Baia – mercoledì 30 agosto 2023, alle 18.30): la conferenza si incentra sul tema del lavoro industriale, ponendo particolare attenzione al tipo di interpretazione che ne è stata data, non sempre ottimistica e soprattutto secondo uno sguardo corrosivo, antimoderno, frutto di pregiudizi ideologici.
Venerdì 1° settembre, sabato 2 settembre e domenica 3 settembre 2023 gli appuntamenti diventano due al giorno, tra Castello di Baia e parco archeologico di Cuma, a cura del Festival Internazionale Rotta di Enea. Venerdì 1° settembre, in programma “Minerva e la rotta di Enea: da Castrum Minervae al Capo di Sorrento” con gli interventi di Francesco D’Andria, Luca Di Franco e Carlo Rescigno (parco archeologico di Cuma, alle 17.30) e “Il ballo delle ingrate” a cura dell’associazione culturale Accademia Reale (Castello di Baia, alle 21.30). Sabato 2 settembre, in programma “La ricerca archeologica italiana nel Mediterraneo e la Rotta di Enea: Butrinto e il canale d’Otranto” con gli interventi di Enrico Giorgi, Federica Carbotti e Barbara Davidde (parco archeologico di Cuma, alle 17.30) e “Lampedusa Beach” a cura di I due della Città del Sole (Castello di Baia, alle 21.30). Domenica 3 settembre, in programma “Il cratere di Enea: Napoli e/è il Mediterraneo”, incontro coordinato dall’associazione Rotta di Enea (Castello di Baia, alle 17.30) e il concerto a cura dell’associazione Jazz and Conversation “Le stagioni della vita e le musiche dal mondo”, con Stefano “Cocco” Cantini – sassofono, Jole Canelli – voce e Leonardo Marcucci – chitarra (Castello di Baia, alle 21.30).

Elio Germano in “Così è (o mi pare)” (foto pa-fleg)
Martedì 5 settembre 2023, alle 21, al Castello di Baia in programma “Così è (o mi pare)”, una riscrittura per realtà virtuale di “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello, adattamento e regia a cura di Elio Germano, in scena con Gaetano Bruno, Serena Barone, Michele Sinisi, Natalia Magni, Caterina Biasiol, Daniele Parisi, Maria Sole Mansutti, Gioia Salvatori, Marco Ripoldi, Fabrizio Careddu, Davide Grillo, Bruno Valente, Lisio Castiglia, Luisa Bosi, Ivo Romagnoli.

“Alice, la Sibilla e la realtà alla rovescia” a cura di Consorzio Coreografi Danza d’Autore (foto pa-fleg)
Mercoledì 6 settembre 2023, doppio appuntamento al Castello di Baia: “I colori della valorizzazione. La strategia partecipata del Parco archeologico dei Campi Flegrei” con il direttore Fabio Pagano, Pasquale Bonasora, Marco d’Isanto e la moderazione di Giuseppe Cosenza (alle 18.30) e “Alice, la Sibilla e la realtà alla rovescia” a cura di Consorzio Coreografi Danza d’Autore (alle 21).

“A-bisso” di Alessandra Asuni a cura dell’associazione culturale Teatri 35 (foto pa-fleg)
Al Castello di Baia, giovedì 7 settembre 2023, alle 19, in programma “I colori del Cosmo”, una conferenza di Giuseppe Longo e, a seguire, osservazione dei corpi celesti a cura dell’associazione PONYS; venerdì 8 settembre 2023, “A-bisso” di Alessandra Asuni a cura dell’associazione culturale Teatri 35 (alle 21, 21.45, e 22.30); sabato 9 settembre 2023, “Policromia. La realtà dell’apparenza”, conferenza di Simone Foresta (alle 18.30) e “Entre chien et loup. Madrigali dal crepuscolo dell’anima” a cura di Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini (alle 21.30).

Gli Avion Travel in concerto al Castello di Baia (foto pa-fleg)
A chiudere il programma del Festival Antro 2023 sarà il concerto degli Avion Travel in programma domenica 10 settembre 2023, alle 21.30, al Castello di Baia.
Informazioni. È possibile partecipare a tutti gli eventi della rassegna con l’abbonamento myfleg card o myfleg special card. Abbonamento myfleg card: costo 20 euro. Consente la partecipazione a tutti gli eventi della rassegna Antro 2023 e l’ingresso illimitato nei 4 siti principali del Parco per 365 giorni dalla data di acquisto. Abbonamento myfleg special card: costo 10 euro. Consente la partecipazione a tutti gli eventi della rassegna Antro 2023 e l’ingresso illimitato nei 4 siti principali del Parco fino al 31 dicembre 2023. Agli spettacoli di Lina Sastri (25 agosto) e Avion Travel (10 settembre) sarà consentito l’accesso esclusivamente tramite myfleg card o myfleg special card. A tutti gli altri eventi si potrà accedere anche con biglietto di ingresso al sito. Intero: 6 euro; ridotto: 3 euro (per i cittadini dell’UE di età compresa tra i 18 e i 25 anni); gratuito minori di 18 anni e altre categorie previste dalla legge. I possessori delle myfleg card e myfleg special card dovranno necessariamente effettuare la prenotazione ai singoli spettacoli (solo la prenotazione dà diritto alla partecipazione all’evento). Le conferenze sono a ingresso gratuito con obbligo di prenotazione. PRENOTAZIONI QUI
Campi Flegrei. Al via “luglieggiare”, rassegna di concerti, danza, aperture serali, mostre e conferenze all’interno dei siti del parco archeologico
Parte “luglieggiare”, rassegna di eventi nel mese di luglio all’interno dei siti del parco archeologico dei Campi Flegrei. Concerti, danza, aperture serali, mostre e conferenze sono le attività che il Pafleg propone ai suoi visitatori nel mese di luglio. Con “luglieggiare” il Parco amplia la sua offerta estiva di fruizione e valorizzazione dei siti archeologici, in attesa della Festival Antro 2023 che si terrà dal 25 agosto al 10 settembre 2023. L’ingresso agli eventi avverrà con regolare biglietto d’ingresso al sito, tranne che per le inaugurazioni delle due mostre e per le due conferenze. Ad aprire la rassegna “luglieggiare” era stata, il 4 luglio 2023, l’esibizione al parco archeologico di Cuma di Mariella Fabris e Roberta Gambarini dal titolo “Il canto delle Sibille”, all’interno dello storico palinsesto flegreo “Pozzuoli Jazz Festival”.

L’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: previste aperture serali straordinarie con “luglieggiando” (foto pafleg)
La rassegna vera e propria parte il 7 luglio 2023 con l’apertura serale straordinaria dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli. I visitatori potranno godere di un suggestivo percorso nei sotterranei della nota arena romana e potranno passeggiare negli spazi ipogei dove i gladiatori attendevano prima di entrare in azione nell’arena. Il tutto accompagnati dal personale del Parco che illustrerà loro storia e approfondimenti sul sito archeologico. Turni di visita: 20.30, 21.30, 22.30. Prenotazioni: online a questo link urly.it/3w5cc e in biglietteria la sera dell’evento (fino ad esaurimento posti). L’iniziativa si ripete venerdì 14 luglio 2023, sempre con tre turni di visita.

Il Macellum, noto anche come il cosiddetto Tempio di Serapide, a Pozzuoli (foto pa-fleg)
Sabato 8 luglio 2023, al Macellum di Pozzuoli, prende il via il Festival “Antichi Scenari” (ore 20.30, 21.30, 22.30) che proseguirà all’Anfiteatro Flavio venerdì 21 luglio 2023, ancora al Macellum sabato 22 luglio 2023 e si concluderà all’Anfiteatro venerdì 28 luglio 2023. Sempre con tre turni: ore 20.30, 21.30, 22.30. Durante questi eventi il personale del Parco accompagnerà i visitatori con approfondimenti sui siti archeologici.

Panoramica del Castello di Baia, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)
Giovedì 13 luglio 2023, al Castello di Baia, alle 17, verranno presentati dal direttore del Parco Fabio Pagano i nuovi avvisi di partenariato pubblico privato per la fruizione di alcuni siti del Pafleg. Venerdì 14 luglio 2023, sempre al Castello, alle 11, l’Istituto Centrale per il restauro in collaborazione col Parco partecipa alla conferenza “Restauri&ritorni: recenti interventi su mosaici e marmi nel Parco sommerso di Baia (e non solo)”; seguirà, alle 18, l’inaugurazione della mostra “20 spanne sotto il mare. Emersioni di memoria dal Parco sommerso di Baia”, esposizione sui materiali provenienti dalle Terme del Lacus nel Parco sommerso di Baia. Nello stesso giorno al Macellum di Pozzuoli, alle 17, verrà inaugurata una nuova mostra “Kemè – I materiali del Tempio” a cura della Scuola di Scrittura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con Aporema Onlus. Sabato 15 e sabato 29 luglio 2023 si terranno apertura straordinarie serali del Macellum e visita alla mostra con tre turni: 20.30, 21.30, 22.30.
Parco sommerso di Baia. Completata la prima fase del restauro del mosaico delle Onde nel nuovo complesso termale, individuato nei mesi scorsi, nell’area del Portus Julius

Veduta generale del mosaico delle Onde nel complesso termale di Porto Julius del parco sommerso di Baia (foto pafleg)
È noto come il mosaico delle Onde, (ri)scoperto” alla fine del 2022: è un mosaico con cornice ad onde, in tessere nere e rosa su fondo bianco, che decorava una stanza nel Portus Julius nel parco sommerso di Baia. Fu rinvenuto per la prima volta quasi 40 anni fa, diventando anche una delle icone del Parco, riprodotta in guide e brochures. Poi le variazioni del fondale, con la scomparsa della posidonia e l’aumento dei livelli di sabbia, ne hanno fatto pian piano perdere le tracce, diventando un tesoro scomparso per tutti coloro che frequentano e lavorano nel Parco (vedi Baia. Al parco sommerso (ri)scoperto un mosaico del Portus Julius con una sequenza di ambienti: sono le prime costruzioni di Agrippa? Il 2023 darà una risposta | archeologiavocidalpassato). Ora il parco archeologico dei Campi Flegrei, cui fa capo il parco sommerso di Baia, annuncia che si è conclusa la prima fase dei restauri. E i risultati sono notevoli.
I preparativi erano iniziati qualche settimana fa, alla fine di maggio 2023, in vista del restauro del mosaico delle Onde nel nuovo complesso termale, individuato nei mesi scorsi, nell’area del Portus Julius del parco sommerso di Baia. Gli abili e attenti movimenti dei

Fasi di restauro del mosaico delle Onde al Portus Julius nel complesso termale del parco sommerso di Baia (foto pafleg)
restauratori della CSR Restauro Beni culturali, come mostra il video in presa diretta, scoprono a poco a poco il mosaico dalla sabbia protettiva. Il restauro agli occhi degli esperti non si presentava facile: “Molte sono le lacune oltre che le incrostazioni che si sono formate sulle tessere, ma siamo certi che a brevissimo potremmo offrire anche questo gioiello ai visitatori del Parco sommerso”.

Dettaglio del mosaico delle Onde nel complesso termale del Portus Julius del parco sommerso di Baia (foto pafleg)

Fasi di restauro del mosaico delle Onde al Portus Julius nel complesso termale del parco sommerso di Baia (foto pafleg)
Ora si è conclusa la prima parte del restauro sul mosaico delle Onde del Portus Julius nel parco sommerso di Baia. Gli operatori della CSR Restauro Beni Culturali sono intervenuti integrando le lacune, anche con malte colorate per replicare la cromia delle tessere originali, e per rimuovere le incrostazioni che occupavano una porzione del mosaico. Un lavoro lungo e delicato visibile ai numerosissimi visitatori che in questi giorni si immergono nel Parco e che nei prossimi giorni sarà al centro delle riprese in un documentario per il canale tedesco Arté.
Baia. Al Castello presentazione del libro “Il ramo d’oro. Un giallo delle origini” di Jean-Noël Schifano nell’ambito della mostra “Alla ricerca del Ramo d’oro – Immaginaria 2023” a cura del collettivo Opus continuum con il parco archeologico dei Campi Flegrei
“Ricorda Enea, non prima è concesso scendere sotto la terra che si sia colto dall’albero l’auricomo ramo. Questo dono a lei sacro Proserpina bella fissò che le si porti…” Con queste parole la Sibilla cumana esorta l’eroe troiano a cercare nel bosco sacro la chiave d’accesso al mondo infero. Ma cos’è il ramo d’oro, qual è la sua vera natura? Virgilio ci ha lasciato in eredità un enigma da sciogliere. La posta in gioco è alta, spaventosa, forse bizzarra, ma sicuramente necessaria e Jean-Noël Schifano ha raccolto la sfida. Con il suo nuovo libro “Il ramo d’oro. Un giallo delle origini” (ed. Colonnese), il primo scritto direttamente in Italiano, la lingua del padre, Schifano ci accompagna in un appassionante viaggio nelle terre ardenti fino all’estremo limite delle acque avernali, lì dove ci ricorda l’autore è racchiusa, come in una lacrima, tutta la cultura occidentale. Sabato 13 maggio 2023, alle 11, nella suggestiva cornice del Castello di Baia, Schifano dialogherà con l’architetto e scrittore Francesco Escalona, ospite della rassegna “Immaginaria 2023. Alla ricerca del ramo d’oro”, accolto da Selene Salvi del collettivo “Opus Continuum” e dal direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano. È questo il quarto appuntamento del ciclo di conferenze organizzate nell’ambito della mostra “IMMAGINARIA 2023 – Alla ricerca del ramo d’oro” a cura del collettivo Opus continuum in collaborazione con il parco archeologico dei Campi Flegrei. Ingresso gratuito.

Copertina del libro “Il ramo d’oro. Un giallo delle origini” di Jean-Noël Schifano
Il ramo d’oro. Un giallo delle origini (pagg. 72, euro 8) è l’ultimo scritto di Jean-Noël Schifano, che ha arricchito la storica ed elegante collana “Lo Specchio di Silvia” delle edizioni Colonnese, guidate da Francesca Mazzei, che sarà accanto all’autore nei due incontri di presentazione. Virgilio, il grande poeta che amò e fu amato da Napoli, dove si trova la sua tomba, aveva nel suo nome – Publius Vergilius Maro – l’anagramma del “ramo” (Maro-Ramo). Quel ramo che per duemila anni gli studiosi hanno creduto fosse un “ramo di vischio”; le cui foglie crepitavano, leggere, al vento, e dal quale Enea estirpava il ramoscello troppo lento a venire. Parte da questa intuizione, l’appassionato e “ardente” excursus di Schifano sulla storia, la poesia, la letteratura dell’antica terra dei Campi Flegrei, con la scoperta dell’intimo saluto, del pensiero alle origini e all’infanzia che il grande Virgilio volle lasciare tra le righe delle sue opere immortali, sul ciglio dell’Averno.

Lo scrittore Jean-Noël Schifano
Jean-Noël Schifano è autore di una quindicina di libri ispirati dalla civiltà napoletana, tra cui “Il gallo di Renato Caccioppoli”, “Anna Amorosi” e il classico “Cronache napoletane”, editi in Italia da Colonnese. Cittadino onorario di Napoli, dove ha diretto l’Institut Français, è editore presso Gallimard e traduttore di Elsa Morante, Umberto Eco, Alberto Savinio, Italo Svevo, Leonardo Sciascia. Con le sue traduzioni ha fatto conoscere in Francia Anna Maria Ortese, Fabrizia Ramondino, Elena Ferrante. Per Colonnese ha pubblicato inoltre “Il vento nero non vede dove va” e “Amara o Le Opere Pie della Misericordia Corporale”.

Panoramica del Castello di Baia, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)
“Alla ricerca del Ramo d’oro – Immaginaria 2023”, mostra a cura del collettivo di artisti Opus Continuum, è visitabile al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia fino al 21 maggio 2023. Le mostre organizzate dal collettivo di artisti figurativi Opus Continuum si sono sempre distinte per le tematiche legate ai miti e alle leggende del territorio, dove il mito non è semplice rievocazione antiquaria, ma lente per leggere eventi e situazioni della nostra vita e del nostro tempo. Dopo il sepolcro della Sirena Parthenope è affrontato un altro enigma: che cos’è il ramo d’oro, qual è la sua vera natura? Anche su questo tema che riguarda il territorio si è scritto e continua a scrivere tantissimo. Con quel ramo (di vischio, mirto, oppure una spiga di grano come suggerì Giambattista Vico?), dono da fare alla bella Proserpina, Enea discese da vivo agli inferi per scoprire il suo destino. Il mito, o per meglio dire una delle sue tante varianti, racconta che l’ingresso all’Ade sia proprio nei Campi Flegrei. Lì la Sibilla, dalla sua esecrabile dimora, affidava al vento e alle foglie i suoi responsi. Così come è stato per il mitico sepolcro della nostra Sirena, nei secoli schiere di eruditi (ed in seguito di archeologi) hanno letteralmente setacciato l’intero territorio alla ricerca di una grotta, una cavità primordiale che potesse in qualche modo rappresentare quel passaggio agevole tra il “sopra” e “sotto”. Quante cavità artificiali nei Campi Flegrei sono state identificate come sede della Sibilla o come ingresso all’Ade? Ed ecco un esempio della potenza del mito che per alcuni diviene realtà, storia. Gli artisti del collettivo partenopeo, come l’eroe troiano, hanno affrontato quel terribile ed affascinate viaggio. Hanno cercato tra il folto degli alberi il proprio ramo, chiave di accesso al loro personale “sottosuolo”. Questi gli Artisti espositori del collettivo: Sergio Coppola, Renato Criscuolo, Ludovico della Rocca, Fulvio De Marinis, Michele Di Lillo, Loris Lombardo, Carlo Alberto Palumbo, Selene Salvi.
Parco sommerso di Baia. Si ampliano le attività di ricerca nell’area delle Terme del Lacus. Trovato un pavimento tardo-antico in opus sectile. Rilievo Multibeam del Ispc-Cnr tra Punta dell’Epitaffio e la Villa dei Pisoni

Parco sommerso di Baia: colonna in pregiato marmo Portasanta, proveniente dall’isola di Chios, in Grecia, nel suo sgargiante colore rosso-viola (foto pa-fleg)

Parco sommerso di Baia: colonna in pregiato marmo Portasanta (foto pa-fleg)
Si ampliano le attività di ricerca nell’area delle Terme del Lacus al parco sommerso di Baia. Sono in corso di svolgimento i rilievi subacquei nel nuovo e finora inedito settore sommerso dell’antico centro termale romano di Baia, all’interno della zona A del suo Parco sommerso. L’attività è coordinata dal personale del parco archeologico dei Campi Flegrei e svolta dalla società Naumacos, che da anni collabora nelle ricerche e nella documentazione dei resti sommersi di questo abitato inabissatosi a causa del bradisismo. Nell’area tra le Terme del Lacus e il ben noto Ninfeo di Punta dell’Epitaffio è stato individuato un isolato di cui al momento si conosce tutta l’estensione, pari a oltre 80 metri, ma di cui mancavano dettagli dei vari vani. Nell’attività di ricerca avviata, che oltre a documentare i resti visibili sul fondale cerca di recuperare elementi utili alla ricostruzione dei luoghi, sono stati individuati una serie di interessantissimi elementi, come un colonnato in pietra, in parte crollato su sé stesso, e alcune colonne marmoree. Spicca tra queste una colonna in pregiato marmo Portasanta, proveniente dall’isola di Chios, in Grecia, che, seppur spezzata, si mostra in eccellente stato di conservazione.

Il pavimento marmoreo ritrovato, con lastre quadrangolari, ancora in Portasanta, o frammentate in triangoli con alternanza cromatica bianconero (foto pa-fleg)
È anche stato individuato un ampio brano di pavimentazione in opus sectile marmoreo, reso ancora in Portasanta in alternanza cromatica con lastre in marmo bianco o grigio. Questo al momento appare come l’elemento datante più indicativo, essendo la tipologia e la messa in opera riferibili all’età Tardoantica.

La statua di Apollo proveniente dal settore in esame, ricomposta e poggiata sull’innovativo basamento grazie al lavoro dei restauratori dell’Istituto Centrale per il Restauro di Roma (foto pa-fleg)

La statua di Apollo al momento del rinvenimento nel 2013 nel parco sommerso di Baia (foto pa-fleg)
Proprio in quest’area già nel 2013 fu rinvenuta una statua, recentemente riconosciuta come Apollo e consegnata per il restauro all’Istituto Centrale per il Restauro di Roma. Qui la statua è stata ricomposta e rialzata su un particolare basamento in grado di assorbire e attenuare le conseguenze sulla statua stessa di un eventuale terremoto. La statua, non appena completate le ultime operazioni sulle superfici, rientrerà a Baia per essere esposta presso le sale del museo Archeologico dei Campi Flegrei al Castello aragonese.

Il rilievo multibeam realizzato nell’area compresa tra il ninfeo di Punta dell’Epitaffio, la Villa dei Pisoni e le Terme del Lacus, grazie alla collaborazione con ISPC-CNR (foto pa-fleg)
Fondamentale per l’attività in corso è anche il rilievo realizzato grazie alla collaborazione con l’istituto ISPC-CNR di Napoli ed in particolare per le ricerche svolte da Crescenzo Violante. Un innovativo e dettagliatissimo sistema di rilievo Multibeam ha permesso di creare, senza scendere in immersione, mappe molto caratterizzate dell’area sommersa tra Punta dell’Epitaffio e la Villa dei Pisoni, comprendente anche l’isolato in esame. Grazie alla medesima collaborazione, si svolgerà nel mese di maggio una nuova campagna di rilievo Multibeam, per completare il rilievo strumentale di tutto il settore A del Parco sommerso.

Parco sommerso di Baia: le murature romane sommerse, in parte ricoperte, e rese invisibili, dalla posidonia (foto pa-fleg)
Nell’area in corso di indagine è inoltre da evidenziare la presenza di alcune macchie di posidonia, una pianta acquatica tipica del mar Mediterraneo, che sappiamo invece essere sparita negli ultimi anni dalle vicine Terme del Lacus. Pinneggiando tra le concentrazioni maggiori è possibile cogliere il prosieguo delle murature, mentre ben più difficile risulta individuare elementi mobili, occultati tra le foglie o le radici della stessa posidonia. Assumono pertanto particolare significato e utilità gli elementi decorativi, come colonne e pavimenti, messi in luce, gli unici che permettono di avanzare alcuni ipotesi sulla datazione del complesso. È in particolare il pavimento in opus sectile a indirizzarci verso una datazione tra III e IV sec. d.C., su cui le ulteriori ricerche a venire potranno aiutarci nella ricostruzione dell’intera storia di questo settore urbano.
“Magna Grecia nel secondo dopoguerra tra scoperte e tutela: politiche culturali e protagonisti. Omaggio a Juliette de La Genière” è il titolo del convegno internazionale, organizzato dal Dipartimento federiciano di Studi umanistici (con la responsabilità scientifica di Bianca Ferrara) e in collaborazione con il Centre Jean Bèrard di Napoli, in programma il 27 e 28 novembre 2023 nel Complesso di San Marcellino di Napoli, a partire dalle 9.30. Teams diretta streaming ID riunione: 311 312 168 060 Passcode: ruWHxv. L’evento richiama l’attenzione sulle politiche culturali riguardanti il patrimonio archeologico della Magna Grecia nel corso della seconda metà del Novecento. Si tratta di anni che hanno visto profonde trasformazioni sia nel campo della ricerca sia nel campo delle idee e delle pratiche relative alla gestione e alla valorizzazione dei beni culturali dell’Italia meridionale e della Sicilia.
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