Archivio tag | Paolo Giulierini

Napoli. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Il diritto del più forte. Il dialogo degli Ateniesi e dei Melii in Tucidide. Alessandro Baricco e il MANN per MARetica”: cinque suggestivi reperti “mai visti” per riflettere su concetti come democrazia, libertà, giustizia, e sulla follia della guerra

napoli_mann_mostra-il-diritto-del-più-forte_locandina-invitoNel cuore dell’Egeo, un’isola greca di origine vulcanica diviene il simbolo di un’antichissima lotta di libertà: siamo nel 416 a.C. e, nella piccola Melo (oggi Milos, in italiano Milo), si svolgono le trattative fra i magistrati locali e gli ambasciatori ateniesi. Perno dello scontro, raccontato in uno dei più celebri dialoghi di Tucidide, è la pretesa neutralità dei cittadini melii, che non intendono sottoporsi all’egemonia ateniese nel duro conflitto in corso con Sparta. Parte da questo antefatto storico la mostra “Il diritto del più forte. Il dialogo degli Ateniesi e dei Melii in Tucidide. Alessandro Baricco e il MANN per MARetica”: l’esposizione, in programma nelle sale cosiddette della Farnesina da giovedì 8 settembre 2022 (inaugurazione alle 12) al 9 gennaio 2023, stringe ancor di più quel filo rosso tra letteratura e arte che, nello scorso anno, aveva legato le opere del museo Archeologico nazionale di Napoli ai versi di Omero e alla rivisitazione contemporanea di Alessandro Baricco. Nel percorso, curato da Marialucia Giacco (responsabile Ufficio Mostre Italia/Estero, Mann), grazie all’apparato didascalico le opere stabiliscono un ideale dialogo con le pagine di Tucidide. E, proprio seguendo la scrittura dello storiografo greco, venerdì 9 settembre 2022, alle 21, nell’ambito della rassegna MARetica, Paolo Giulierini e Alessandro Baricco si confronteranno sui conflitti che hanno caratterizzato il nostro passato e il nostro presente. Un calco della doppia erma di Erodoto-Tucidide, in prestito dal Mann, accompagnerà il dialogo tra i due intellettuali.

napoli_mann_erma-erodoto-tucidide_partenza_foto-mann

La doppia erma di Erodoto/Tucidide, opera del II secolo d.C. (foto Mann)

“Il Mann rinnova con entusiasmo la collaborazione con MARetica, presidente della Giuria lo scrittore Alessandro Baricco”, commenta il direttore del Museo, Paolo Giulierini, ripensando l’uomo a partire dal mare (che è la mission della rassegna di Procida) e insieme proponendo una ‘sponda’ napoletana in queste giornate ricche di riflessioni. La piccola ma preziosa mostra, che si collega a quella che lo scorso anno dedicammo ad Omero, Iliade, è il tassello di una sinergia che porterà sull’Isola capitale della cultura, nella suggestiva Terra Murata, un nostro calco della doppia Erma di Erodoto-Tucidide il cui originale è in prestito al Palais della Corte di Giustizia dell’Unione Europea in Lussemburgo (vedi La doppia erma di Erodoto/Tucidide dal museo Archeologico nazionale di Napoli alla Corte Europea di Giustizia: è la terza “ambasciatrice” del Mann in mostra temporanea al Palais lussemburghese, nuova prestigiosa collaborazione internazionale col progetto Obvia dell’università Federico II | archeologiavocidalpassato). Sarà l’occasione per viaggiare insieme nel tempo, da Atene contro Milo ed attraverso la lezione della storia antica, riflettere sul significato attuale di concetti come democrazia, libertà, giustizia, e sulla follia della guerra”.

napoli_mann_mostra-il-diritto-del-più-forte_rilievo-melio-con-Diana-e-Atteone_foto-mann

Terracotta con il mito di Atteone punito dalla dea Artemide: rilievo “melio” (V sec. a.C.) appartenente alla collezione Santangelo del Mann (foto mann)

In allestimento, cinque suggestivi reperti “mai visti” provenienti dai depositi museali: si parte dal rilievo “melio”, appartenente alla collezione Santangelo del Mann e databile alla seconda metà del V sec. a.C. La terracotta, che rappresenta il mito di Atteone punito dalla dea Artemide, fa parte della classe dei rilievi cd. melii: il nome deriva dall’isola di Melo, che ne ha restituito la maggior parte degli esemplari noti con prevalente destinazione funeraria.

napoli_mann_anfora-figure-nere_scene-di-battaglia_foto-mann

Anfora attica a figure nere con guerrieri in corsa (560-530 a.C.) proveniente dall’Etruria e conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Si prosegue con un’anfora che rappresenta guerrieri in corsa: questa ceramica attica a figure nere proviene dall’Etruria e risale al 560-530 a.C. Il momento di avvio di una battaglia è impresso su due anfore attiche a figure rosse con guerrieri all’assalto: la prima proviene da Nola (520-500 a.C.) e la seconda, ancora, è attribuita al pittore di Berlino (da Capua, 480-460 a.C.). In chiusura, il marmo con busto di stratega proveniente da Ercolano: l’opera risale al I sec. d.C. ma si rifà a un modello greco del V sec. a.C.

Napoli. Prorogata di una settimana, fino al 19 settembre, la mostra “Sardegna isola megalitica”. Exploit di pubblico: 110mila visitatori in meno di tre mesi

napoli_mann_mostra-sardegna-isola-megalitica_pugilatore_da-mont-e-prama_foto-valentina-cosentino

Il Pugilatore, uno dei Giganti di Mont’e Prama, è il testimonial della mostra “Sardegna isola megalitica” (foto valentina cosentino)

Una settimana di bonus. Sette giorni in più regalati per chi non è ancora riuscito a visitare la grande mostra “Sardegna Isola Megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storie di pietra nel cuore del Mediterraneo” al museo Archeologico nazionale di Napoli. L’esposizione, che dal 10 giugno 2022 quando è stata aperta ha già contato 110mila visitatori, doveva chiudere l’11 settembre 2022. Invece è stata prorogata al 19 settembre.  “Sardegna isola megalitica” segna così un vero e proprio exploit per l’unica tappa italiana del percorso internazionale, che ha coinvolto il museo nazionale per la Preistoria e Protostoria di Berlino, il museo statale Ermitage di San Pietroburgo e il museo Archeologico nazionale di Salonicco. Nelle altre tre sedi, gli ingressi complessivi alla mostra sono stati 245mila, cui si aggiungono oggi i 110mila del museo Archeologico nazionale di Napoli, confermando il successo della programmazione partenopea della mostra curata da Federica Doria, Stefano Giuliani, Elisabetta Grassi, Manuela Puddu e Maria Letizia Pulcini, con il coordinamento di Bruno Billeci e Francesco Muscolino. Nel comitato scientifico figurano Manfred Nawroth, Yuri Piotrovsky, Angeliki Koukouvou e Paolo Giulierini. Promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna-assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, con il museo Archeologico nazionale di Cagliari, la Direzione regionale Musei della Sardegna e, per la tappa partenopea, il museo Archeologico nazionale di Napoli, l’esposizione ha ottenuto il patrocinio del MAECI e del MIC e si avvale della collaborazione della Fondazione di Sardegna e del coordinamento generale di Villaggio Globale International.

napoli_mann_mostra-sardegna isola megalitica 1_visitatori_foto-valentina-cosentino

Visitatori alla mostra “Sardegna isola megalitica” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)

Il pubblico ha così apprezzato il percorso espositivo che, con quasi 200 reperti provenienti dai musei di Cagliari, Nuoro e Sassari, racconta le antichissime culture megalitiche della Sardegna, tra cui anche quella nuragica, richiamando l’attenzione su aspetti spesso poco noti, seppur affascinanti, della preistoria sarda: dalle sepolture delle “domus de janas”, di epoca neolitica ed eneolitica, alle iconiche riproduzioni statuarie di “dee madri”, talvolta veri e propri capolavori artistici. Focus, ancora, sulle incredibili architetture dei nuraghi, che hanno caratterizzato l’Età del Bronzo nell’isola, sulle cosiddette “tombe di giganti” e sui contatti, a volte imprevedibili, tra civiltà soltanto geograficamente lontane.

napoli_mann_mostra-sardegna-isola-megalitica_bronzetto-donna-con-bambino_da-archeologico-di-cagliari_foto-mann

Tra i bronzetti esposti alla mostra “Sardegna isola megalitica” questa figura di donna seduta con il figlio (età del Ferro), conservato al museo Archeologico nazionale di Cagliari (foto mann)

Tra i prestiti più importanti vi sono: i famosi bronzetti nuragici raffiguranti donne, uomini, guerrieri e animali; le spade votive; i modellini di edifici e navi; i monili e il vasellame e, ovviamente, presenza eccezionale, una delle celebri sculture in pietra dei Guerrieri di Mont’e Prama, sulla cui datazione vi è ancora ampio dibattito tra gli studiosi. Per facilitare questo viaggio nella storia, l’esposizione è arricchita da ricostruzioni e approfondimenti grafici e multimediali, creando anche un legame con la Sezione Preistoria e Protostoria del Mann.

napoli_mann_mostra-sardegna-isola-megalitica_nuragica_foto-valentina-cosentino

Anche l’experience Nuragica è prorogata al 19 settembre 2022 (foto valentina cosentino)

La proroga della mostra sino alla festività di San Gennaro è pensata, in particolare, per offrire alle scuole la possibilità di scoprire la cultura isolana tra antichi reperti e nuove tecnologie. Anche l’experience Nuragica, presentata a corredo del percorso archeologico, sarà fruibile sino al 19 settembre. Confermata anche la partnership con i siti della rete Extramann per proporre un itinerario integrato fra l’esposizione sulla Sardegna e interessanti attrazioni turistiche partenopee.

Cortona (Ar). “A 30 anni dagli scavi di Ossaia”: MAEC-Parco ricordano con un evento il ritrovamento, gli studi e i restauri dei reperti della villa romana di età tardo repubblicana-imperiale in località Ossaia. Visita agli scavi, incontro-dibattito e mostra fotografica sui reperti 

cortona_ossaia_villa-romana_area-archeologica_visita.guidata_foto-maec

Visita guidata alla villa romana di Ossaia (Cortona) (foto maec)

cortona_a-30-anni-dagli-scavi-di-ossaia_locandinaIn località Ossaia – La Tufa, nei pressi di Cortona in provincia di Arezzo, è stato messo in luce un’interessante villa romana di età tardo repubblicana-imperiale per un’area complessiva di circa 1000 mq in tre aree separate da un terrazzo intermedio. Questo complesso è stato interessato da tre diverse fasi abitative. La prima è databile tra il 50 a.C. e la metà del I sec. d.C. La seconda dall’80-100 d.C. al III sec. d.C. La terza fase documenta una ripresa fra l’età della Tetrarchia e quella costantiniana fino alla metà del V sec. d.C. I reperti più importanti della villa, che fa parte del Sistema MAEC-Parco, e una sua ricostruzione sono stati collocati nelle sale del museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC), a illustrare la fase romana della storia della città. Sabato 3 settembre 2022, alle 17.30, in località Ossaia di Cortona MAEC-Parco propone l’evento “A 30 anni dagli scavi di Ossaia” patrocinato dal ministero della Cultura, Comune di Cortona, Accademia Etrusca, Rotary Club Valdichiana Cortona, Gruppo sportivo Ossaia, Circolo Arci di Ossaia e Fotoclub Etruria. Ritrovo al parcheggio del Ristorante Tufa, visita agli scavi della Villa romana. Successivamente, al Circolo Arci di Ossaia, incontro-dibattito e piccolo buffet: saranno illustrate le fasi principali dei lavori e delle iniziative prese per la salvaguardia e la valorizzazione del sito. Coordinerà l’incontro l’architetto Silvia Neri, interverranno i professori Maurizio Gualtieri e Helena Fracchia, il sindaco di Cortona Luciano Meoni, l’assessore alla Cultura del Comune Francesco Attesti e il vice lucumone dell’Accademia Etrusca, Paolo Bruschetti. Parteciperà anche il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini. Quindi sarà aperta la mostra fotografica a cura del Fotoclub Etruria dedicata ai ritrovamenti archeologici.

cortona_maec_mosaico-policromo-da-ossaia_foto-maec

Mosaico policromo proveniente dalla villa romana di Ossaia, conservato al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (foto maec)

Gli scavi archeologici sono effettuati appunto a partire dal 1992, su concessione ministeriale, con la supervisione scientifica dell’allora soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, condotti dall’università di Alberta (Canada) e di Perugia, sotto la direzione dei professori Helena Fracchia e Maurizio Gualtieri. L’università di Alberta ha effettuato la ricerca attraverso scavi e studi di materiali e strutture, con studenti universitari canadesi, dottorandi in archeologia, nell’ambito di un semestre accademico in Italia che ha permesso di individuare i resti di una villa imperiale romana, con una estensione complessiva di circa 1000 mq lungo un fronte di oltre 200 metri, impostata su un santuario etrusco del VI sec. a.C., che certamente era proprietà di personaggi di altissimo livello nella società cortonese di allora. La continuità abitativa del sito documenta varie trasformazioni sociali fino al VI sec. d.C. che illumina anche sullo sviluppo urbano e diacronico della città di Cortona. Il luogo dove sorgeva l’insediamento dominava su un’ampia estensione di terreni che raggiungevano anche il lago Trasimeno e che era collocato a ridosso dell’importante percorso stradale di collegamento fra le maggiori località dell’Etruria romana.

Napoli. Il museo Archeologico nazionale presenta “Father and son 2”, il sequel del videogioco lanciato nel 2017, già scaricabile su Google Play e App Store. Il direttore Giulierini: “Il gaming è diventato arte”

napoli_mann_father-and-son-2_bambini-provano-il-gioco_foto-mario-laporta_kontrolab

Ragazzini provano il videogioco “Father and son 2” nella sala del Toro Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mario laporta / Kontrolab)

“Videogioco o arte?” Nella sala del Toro Farnese, risuona la domanda di Marianna: ha sedici anni, studia al liceo classico “Pietro Giannone” di Benevento e, al museo Archeologico nazionale di Napoli, è la prima giocatrice del videogioco “Father and son 2”. Accanto a lei c’è Luigi, allievo di Design della Comunicazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli, già esperto del capitolo uno di “Father and son”. In questo flash dell’ufficio comunicazione del Mann la cronaca emozionale delle prove di gaming con il pubblico di “Father and son 2”, sequel del videogioco lanciato nel 2017 dal museo Archeologico nazionale di Napoli in collaborazione con l’associazione TuoMuseo, e che ora è giunto nel proprio luogo di nascita, dopo l’anteprima a “We Make Future”, il più grande festival sull’Innovazione digitale e sociale (Fiera di Rimini, 16-18 giugno 2022).

napoli_mann_father-and-son-2_direttore mentre gioca_foto-mario-laporta_kontrolab

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, gioca col videogioco “Father and son 2” (foto mario laporta / Kontrolab)

“L’avventura di Father and Son continua. Siamo orgogliosi di presentare, all’interno del piano di digitalizzazione del Mann”, commenta il direttore del museo, Paolo Giulierini, “la seconda attesa ‘puntata’ del nostro videogame. Il Mann è stato il primo museo in Italia e probabilmente il primo archeologico in assoluto a puntare sul videogame come strumento di coinvolgimento dei più giovani nell’ambito di una azione di comunicazione che abbiamo subito immaginato globale. E grazie all’incontro con uno specialista di profonda cultura come Fabio Viola il gaming è diventato arte”. “Il videogioco come forma d’arte e, al contempo, strumento per raggiungere e coinvolgere nuovi pubblici internazionali”, afferma Fabio Viola, game designer e fondatore di TuoMuseo. “Un modello di narrazione interattivo e partecipativo che aiuta il museo ad andare nei tempi e negli spazi dei larghi pubblici. Questo sequel cambia la prospettiva ponendo al centro una protagonista femminile per far riflettere i giocatori su come un Si o un No possano cambiare per sempre le nostre e altrui vite”. E Ludovico Solima (università della Campania “Luigi Vanvitelli”), che ha curato la supervisione del progetto del game, conclude: “Dopo il successo davvero straordinario della prima -puntata-, il Mann ha dunque ritenuto di voler proseguire nella strada tracciata qualche anno fa. Nuovi protagonisti, nuovi contesti, nuovi periodi storici, nuove emozioni: un nuovo approccio alla creazione e diffusione di prodotti culturali, nel segno dell’accessibilità”.

napoli_mann_father-and-son-2_frame_foto-mann

Frame del videogioco “Father and son 2” realizzato dal team internazionale di TuoMuseo guidato da Fabio Viola e Massimiliano Elia (foto mann)

Già selezionato dal Segretariato Generale del Ministero della Cultura tra i progetti innovativi per promuovere le attività di valorizzazione digitale degli istituti italiani, “Father and son 2” è scaricabile su Google Play e App Store: dopo il successo della prima puntata (cinque milioni di download in tutto il mondo, traduzioni nelle principali lingue europee, in arabo e in cinese, una versione in napoletano), c’è attesa per la continuazione del gioco dedicato al Mann e pensato non solo per i più giovani. “Così, nella sala del Toro Farnese”, raccontano al museo, “sono in tanti a cimentarsi con il game in un clima di festa: tra questi Tina, abbonata Openmann, gli studenti dell’Accademia di Belle Arte di Napoli con il loro docente di fotogiornalismo Mario Laporta, le gemelline Gemma e Aurora, che hanno il cellulare scarico, ma si fanno prestare il telefonino per entrare a far parte dei players”.

“Father and son 2” ha come protagonista una giovane donna, Sofia, impiegata al Mann e vicina alla laurea in archeologia. Sofia è la compagna di Michael, il ragazzo che, nella prima puntata del videogioco, andava alla ricerca del padre scomparso, un tempo archeologo proprio al museo Archeologico nazionale di Napoli. Il game ha come filo conduttore il tema dell’amore, declinato secondo diverse sfaccettature: punti nodali della storia sono l’incontro con un antico etrusco a Capua nel 475 a.C. e le vicende di Cleopatra e Marcantonio in navigazione nel Mediterraneo. Senza sacrificare un’incursione nella storia più recente: dal viaggio di Charles Dickens a Napoli nel 1844 sino a giungere circa cento anni dopo, ai momenti più tragici ed emozionanti delle Quattro Giornate che sconvolsero Napoli nel 1943, durante la Seconda guerra mondiale. “Father and Son 2” è stato realizzato dal team internazionale di TuoMuseo guidato da Fabio Viola e Massimiliano Elia; della squadra fanno parte il game designer Sean Wenham, il compositore Arkadiusz Reikowski, lo sviluppatore Francesco Bizzini e l’animatore Angelo La Farina. In prospettiva, anche l’inserimento del Mann nell’universo Minecraft e la realizzazione di un’audiogame per non vedenti.

Napoli. Agosto al museo Archeologico nazionale: dai tesori dei depositi alla mostra sulla Sardegna. Il direttore Giulierini: “Un’occasione unica per abbronzarsi sotto il sole della cultura”. Il Mann sarà aperto a Ferragosto

napoli_mann_mostra-l-altro-mann_giulierini_foto-valentina-cosentino

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, alla mostra “L’altro Mann. Depositi in mostra” (foto valentina cosentino)

Inizia agosto, il mese delle vacanze, di mare e spiagge assolate. Ma non solo. C’è anche un mare di cultura che ci aspetta, quello che offre il museo Archeologico nazionale di Napoli per agosto 2022: “Si possono fare viaggi incredibili e visitare luoghi misteriosi anche dentro un museo; ma c’è di più: solo in un museo possiamo viaggiare nel tempo”, commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini. “Per questo siamo aperti a tutti quegli esploratori curiosi che vogliano provare l’emozione di essere protagonisti di esperienze uniche tra l’Egitto, Pompei ed Ercolano, l’antica Grecia e Roma. L’estate è un’occasione unica per abbronzarsi sotto il sole della cultura”. Per tutto il mese, l’Archeologico sarà aperto tutti i giorni, eccetto il martedì (riposo settimanale), con i soliti orari (dalle 9 alle 19.30): il 7 agosto 2022, per l’iniziativa ministeriale della Domenica al Museo, l’ingresso sarà gratuito; a Ferragosto, ancora, cittadini e turisti potranno ammirare collezioni permanenti ed esposizioni in programma al Museo.

napoli_mann_mostra-l-altro-mann_bronzi-e-sculture_foto-valentina-cosentino

Bronzi e sculture “inediti” nella mostra “L’altro Mann. Depositi in mostra” (foto valentina cosentino)

Star della programmazione estiva del 2022 è l’allestimento “L’altro MANN”: nelle sale degli affreschi, cento reperti raccontano il lavoro di scavo negli immensi depositi dell’Archeologico. Manufatti spesso poco noti aprono, così, un interessante spaccato sulla vita alle falde del Vesuvio in epoca romana: suppellettili, decorazioni di giardini, arredi, affreschi e sculture delle domus raccontano una dimensione vivacissima, in cui arte e bellezza connotavano la vita quotidiana dei nostri antenati. A fine settembre, “L’altro MANN” avrà un ulteriore ampliamento con un focus sulle collezioni di tessili, ori e reperti di archeobotanica custoditi nei depositi museali.

napoli_mann_mostra-sardegna-isola-megalitica_allestimento 4_foto-mann

Il salone della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli ospita la mostra “Sardegna. Isola megalitica” (foto mann)

Per chi resta in città e non rinuncia a viaggiare, anche simbolicamente, da non perdere la mostra “Sardegna Isola Megalitica”, unica tappa italiana di un percorso espositivo che ha coinvolto San Pietroburgo, Berlino e Salonicco: tra i duecento reperti in allestimento, nel salone della Meridiana si staglia il Pugilatore, uno dei Giganti di Mont’e Prama, per la prima volta concesso in prestito proprio in occasione del tour internazionale della mostra. A corredo del percorso archeologico, il MANN ospita l’experience Nuragica, che consente di camminare in un antico villaggio megalitico: basta affidarsi alle suggestive riproduzioni in scala e alla realtà virtuale. Sino all’11 settembre 2022, giorno di chiusura della mostra “Sardegna Isola Megalitica”, con un biglietto di uno dei siti del circuito Extramann, si accederà al Museo a prezzo ridotto.

napoli_mann_sculture-pipistrello-di-ryan-mendoza_foto-valentina-cosentino

Le sculture a forma di pipistrello realizzate da Ryan Mendoza al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino

New entry estiva, nella sala delle nature morte nella sezione Affreschi, è l’installazione di due sculture a forma di pipistrello realizzate da Ryan Mendoza: in dialogo con due portalucerne vesuviani (metà I sec. d.C.), che riproducono la rara iconografia dedicata a questo animale notturno, le opere rientrano nel percorso itinerante “The golden calf”, partito dal Palazzo Reale di Palermo. Per gli appassionati di arte contemporanea, la mostra “Capri Caput mundi” merita una sosta nel corridoio degli Imperatori: ventidue acquerelli di Sergio Rubino raccontano l’isola azzurra tra storia, mito e fantasia, in un suggestivo percorso curato da Manuela Schiano e Bruno Flavio.

napoli_mann_mostra-fotografica_sing-sing_allestimento-sala-villa-dei-papiri_foto-luigi-spina

La mostra “Sing Sing. Il corpo di Pompei” allestita nella sala della Villa dei Papiri al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto luigi spina)

C’è tempo sino a fine settembre, ancora, per visitare la l’esposizione fotografica “Sing Sing. Il corpo di Pompei” di Luigi Spina e, nella sala del Plastico di Pompei, la retrospettiva sui manga realizzata in rete con Comicon. In atmosfera vacanziera, non può mancare all’appello l’originale percorso “Archeologia da spiaggia”, grazie a cui Maurizio Finotto trasforma in installazioni d’arte contemporanea alcuni oggetti di plastica ritrovati sui litorali italiani.

Parte dal museo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia la seconda edizione “Festa Etrusca! La storia si racconta” manifestazione culturale itinerante dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione, con incontri istituzionali, visite guidate, rievocazioni e laboratori 

roma_villa-giulia_festa-etrusca_musica-etrusca_foto-Federico-Rubini-Associazione-SUODALES

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia animazione “etrusca” con l’associazione Suodales (foto Federico Rubini / associazione Suodales)

Torna per la sua seconda edizione itinerante “Festa Etrusca! La storia si racconta” manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica. Un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (Musei, Università, Centri di ricerca, Case editrici, Società e Cooperative archeologiche, Agenzie specializzate nel Turismo culturale, Associazioni Culturali) e il pubblico dei visitatori. La prima giornata/tappa si svolgerà al museo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia, domenica 31 luglio 2022, dalle 10.30. Per tutta la giornata il MANU ospiterà tante iniziative tra incontri istituzionali, visite guidate, rievocazioni e laboratori dedicate proprio a tutti. Le attività sono pensate sia per i più piccoli sia per archeologi, restauratori e appassionati di storia. “Festa Etrusca!” è un progetto prodotto da Entertainment Game Apps, Ltd. “Festa Etrusca! è una delle manifestazioni più grandi mai realizzate in Italia dedicate alla civiltà etrusca”, dichiara Maurizio Amoroso, CEO di Entertainment game apps, Ltd. “Una grande opportunità che vuole far conoscere al grande pubblico uno dei popoli italici più affascinanti e complessi della nostra storia antica”. La prima edizione, tenutasi nel 2021, ha vantato il sostegno scientifico e organizzativo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (ETRU) e la collaborazione dell’associazione culturale Suodales registrando quasi 2000 ingressi in due giorni.

perugia_festa-etrusca_locandinaMuseo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia, domenica 31 luglio. Alle 10.30, aperitivo di benvenuto. Alle 11.15, saluti istituzionali: intervengono Marco Pierini (dirigente Direzione regionale Musei Umbria), Maurizio Oliviero (magnifico rettore università di Perugia), Antonella Pinna (dirigente del Servizio Musei Archivi e Biblioteche della Regione Umbria), Leonardo Varasano (assessore alla Cultura del Comune di Perugia). “Festa Etrusca! La storia …si presenta”: Valentino Nizzo (direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia); Paolo Giulierini (direttore museo Archeologico nazionale di Napoli); Marta Coccoluto (responsabile parco archeologico Baratti e Populonia). Introduce: Maurizio Amoroso (presidente Entertainment Game Apps, Ltd). Modera: Maria Angela Turchetti (direttore museo Archeologico nazionale Umbro). Alle 12, tavola rotonda “Ti racconto il mio museo”: Silvia Casciarri, direttore museo Archeologico nazionale e teatro romano di Spoleto, area archeologica di Carsulae; David Grohmann, direttore Cams – centro di ateneo musei scientifici UniPG; Michela Morelli, responsabile società Munus – Musei civici Perugia; Roberto Borsellini, responsabile museo civico e archivio storico comunale di Gubbio; Riccardo Passagrilli, responsabile servizio Turismo e cultura Biblioteca del Comune di Amelia – museo Archeologico e Pinacoteca “E.Rosa” di Amelia. Modera: Simona Sanchirico, fondazione Dià Cultura. Alle 13.15, presentazione attività didattiche e rievocative del pomeriggio a cura di Giulio Ranaldi (Suodales) e Luana Cenciaioli (associazione Pro Ponte-Velimna). Alle 13.30, pausa pranzo. Alle 16, inizio attività di rievocazione e apertura allestimenti didattici: pittura etrusca, scrittura etrusca, le guerre etrusco-romane: armi e armature. Alle 16.30, laboratorio didattico “Caro larth ti scrivo…”: i bambini conosceranno l’alfabeto e i materiali utilizzati dagli etruschi per scrivere poi, rivestendo i panni di uno scriba, realizzeranno un piccolo testo in lingua etrusca. (per bambini dai 6 ai 10 anni) 15 bambini; alle 16.30, visita guidata alla mostra “Tutte le virtù degli amuleti” a cura di Sophie Persello e Christine Noel. Alle 17.30, laboratorio didattico “Dipingi con Pithos il ceramografo!”: laboratorio di ceramica antica. I bambini scopriranno i segreti della ceramica etrusca, le tecniche e la tipologia di vasi utilizzati dai loro antenati. Potranno seguire le orme degli antichi artigiani pitturando e incidendo un piccolo manufatto ceramico (per bambini dai 5 ai 10 anni) 15 bambini); alle 18, visita guidata al Manu a cura di Maria Angela Turchetti; alle 18.30, laboratorio didattico di pittura etrusca (per bambini dai 3 ai 8 anni). Alle 19, aperitivo. Alle 21.30, visita guidata al Manu a cura di Maria Angela Turchetti. Dalle 16 alle 22 rievocazione storica etrusca a cura dell’associazione Suodales su le guerre etrusco-romane e il rapporto tra le due diverse civiltà nel IV-III secolo; aspetti storici e militari, il soldato etrusco, il soldato romano. La famiglia Velimna, Thana Veltsnei e consorte si presentano, a cura dell’associazione Pro Ponte-Velimna. Evento in collaborazione con le piccole guide Sofia, Aurora e Giorgio e le associazioni La Marmellata di more, Pro Ponte – Velimna, Tangram.

festa-etrusca_calendario-locandinaLe altre tappe di “Festa Etrusca!”: 27/28 agosto 2022, parco archeologico di Baratti – Populonia – Piombino (LI) – Toscana; 17 settembre 2022, museo Archeologico nazionale di Napoli – Campania; 24/25 settembre 2022, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma – Lazio con questo programma di massima: l’area espositiva con libri di settore e realtà attive nella divulgazione archeologica e nella promozione del patrimonio culturale; la tavola rotonda con studiosi ed esperti: ispirandosi al tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2021 “Heritage – All inclusive”, l’incontro sarà dedicato al concetto di “patrimonio dell’umanità” veicolato dall’UNESCO e al coinvolgimento delle “comunità patrimoniali”, così come definite dalla “Convenzione di Faro”, nella conservazione e promozione del patrimonio; le attività di approfondimento: incontri con i protagonisti dell’archeologia, presentazioni di novità editoriali alla presenza degli autori organizzate dalle case editrici ospiti della manifestazione, laboratori per bambini e ragazzi; le attività di valorizzazione: rievocazioni storiche e laboratori didattici sul mondo etrusco a cura dell’Associazione Culturale Suodales, visite guidate in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Al via il XIII Aquileia Film Festival: sette serate tra archeologia, storia e attualità, con film, conversazioni e libri. Omaggio a Pasolini. Focus sulle produzioni girate in Friuli-Venezia Giulia

Sette serate tra archeologia, storia e attualità. Apertura con omaggio a Pasolini. Il 26 luglio 2022 prende il via la tredicesima edizione dell’Aquileia Film festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, che animerà Aquileia con film, conversazioni e libri fino al 2 agosto 2022, sul palcoscenico naturale di piazza Capitolo. Il Festival è organizzato dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm e con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Fvg, PromoTurismoFvg, Fondazione So.Co.Ba., Scuola Mosaicisti del Friuli e il sostegno di Solaris Yachts. Tutte le serate iniziano alle 21 e sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sulla piattaforma Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/o/fondazione-aquileia-46011520753.

film_medea_di-pasolini_maria-callas_foto-fondazione-aquileia

Maria Callas in un frame del film “Medea” di Pier Paolo Pasolini (foto fondazione aquileia)

OMAGGIO A PASOLINI: 26 LUGLIO. Il Festival si apre martedì 26 luglio 2022 con una serata-evento dedicata al centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini in collaborazione con La Cineteca Del Friuli. L’appuntamento è alle 21 in piazza Capitolo per la visione di “Medea”, pietra miliare della storia del cinema italiano, realizzata nel 1969 e diretta da Pasolini che rilegge il mito e affida la parte della protagonista alla “divina” Maria Callas. Il suo intento è riflettere sull’incontro-scontro tra culture diverse rappresentate da Medea e Giasone. Le riprese esterne furono girate anche nella laguna di Grado, luogo scoperto grazie all’amicizia con il pittore friulano Giuseppe Zigaina, che lo portò in visita anche agli scavi e alla basilica di Aquileia. Ne parleremo con la figlia Alessandra Zigaina, giornalista e con la professoressa Francesca Agostinelli, curatrice della mostra attualmente in corso a Grado dedicata ai disegni inediti di Pasolini. Conduce l’incontro Elena Commessatti, giornalista e scrittrice, che ci porterà alla scoperta di un Pasolini intimo e inedito.

napoli_mann_Thalassa il racconto_2_frame-del-film_foto-mann

Frame del film “Thalassa. Il racconto” di Antonio Longo

LE SERATE DELL’ARCHEOLOGIA: 27-28-29 LUGLIO. Film e conversazioni sotto le stelle si alterneranno sul palco davanti alla basilica dei Patriarchi per un’edizione che entrerà nel vivo delle serate dell’archeologia il 27 luglio e proporrà cinque film in concorso, tra i quali gli spettatori sceglieranno il vincitore del Premio Aquileia, un mosaico opera della Scuola Mosaicisti del Friuli. Mercoledì 27 luglio 2022 il pubblico potrà lasciarsi catturare dall’affascinante avventura dell’archeologia subacquea nel Mediterraneo raccontata nel film “Thalassa, il racconto” e scoprire la minaccia di una eruzione nei Campi Flegrei che metterebbe in pericolo i milioni di residenti della città di Napoli grazie alle ricerche degli scienziati protagonisti del documentario La prossima Pompei. Giovedì 28 luglio 2022 si viaggerà tra gli antichi porti dell’impero romano, da Narbo Martius, importante colonia nel sud della Francia descritta in “Narbonne, la seconda Roma” a Portus (Ostia antica) protagonista del cortometraggio “Ecco che cominciamo a dipinger con la pietra”. L’acqua, elemento determinante e preziosa risorsa che ha consentito lo sviluppo di città e aree strategiche dell’impero romano, tra cui Aquileia, sarà il filo conduttore delle due serate e l’elemento attorno a cui si svilupperanno i dialoghi condotti da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

aquileia_film-festival_2022_piero-pruneti_fondazione-aquileia

Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva

aquileia_film-festival_2022_fabio-pagano_fondazione-aquileia

Fabio Pagano, direttore Campi Flegrei

aquileia_film-festival_2022_paolo-giulierini_fondazione-aquileia

Paolo Giulierini, direttore del Mann

Ospiti sul palco del Festival mercoledì 27 luglio Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli e Fabio Pagano, direttore parco archeologico Campi Flegrei, mentre giovedì 28 luglio i protagonisti saranno Marta Novello, direttrice del museo Archeologico nazionale di Aquileia insieme a Edino Valcovich e Chiara Mistelli, referenti del MuCa – Museo della Cantieristica di Monfalcone.

film_Il-giuramento-di-Ciriaco_The-oath-of-Cyriac_di-Olivier-Bourgeois_locandina

Locandina del film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois

Venerdì 29 luglio 2022 il Festival entra nella stretta attualità e attraverso il film “Il testamento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois, interamente girato dentro al Museo archeologico di Aleppo durante la guerra civile in Siria del 2011, vuole rilanciare un messaggio di speranza perché la cultura intesa come conoscenza dell’altro può e deve essere un’alternativa ai conflitti che coinvolgono l’umanità. La pellicola mostra per la prima volta al pubblico la corsa contro il tempo di archeologi, operai e custodi che dieci anni fa portarono in salvo 24mila reperti del museo di Aleppo sotto i bombardamenti mettendo al sicuro un patrimonio archeologico fondamentale per la storia del Vicino Oriente.

aquileia_film-festival_2022_suad-amiry_fondazione-aquileia

Suad Amiry, scrittrice e architetto palestinese

Con Suad Amiry, scrittrice e architetto palestinese, fondatrice del Riwaq Centre a tutela del patrimonio architettonico e culturale palestinese a Ramallah, parleremo dei patrimoni culturali a rischio durante le guerre. La scrittrice, nata a Damasco, ha vissuto tra Amman, Damasco, Beirut e Il Cairo. Vincitrice del Premio Nonino Risit d’Aur nel 2014, da sempre si batte per la pace in Medio Oriente.

film_la-scelta-di-maria_sonia-bergamasco_cesare-bocci_foto-fondazione-aquileia

Frame del film “La scelta di Maria” con Sonia Bergamasco e Cesare Bocci (foto fondazione aquileia)

TRA STORIA E ARCHEOLOGIA: LE PRODUZIONI GIRATE IN FRIULI VENEZIA GIULIA: 31 LUGLIO – 1 E 2 AGOSTO. Domenica 31 luglio 2022, alle 21, dopo il grande successo televisivo, viene proiettato sulla piazza di Aquileia “La scelta di Maria”, il docu-film girato ad Aquileia e prodotto da Anele che ripercorre la vicenda storica, politica e sociale del Milite Ignoto, attraverso le interpretazioni di Sonia Bergamasco nel ruolo della Madre d’Italia Maria Bergamas, di Cesare Bocci nel ruolo del Ministro della Guerra Luigi Gasparotto e di Alessio Vassallo nei panni del tenente Augusto Tognasso. Intrecciando la narrazione fiction a preziosi repertori d’epoca, animazioni originali e una serie di “interviste ricostruite” ai protagonisti. A seguire la conversazione via Zoom con Cesare Bocci, condotta da Elena Commessatti.

film_il-cammino-della-postumia_foto-fondazione-aquileia

Frame del film “Il cammino della Postumia”

Lunedì 1° agosto 2022 sul grande schermo sarà la volta de “Il cammino della Postumia”. La Via Postumia – una delle più importanti e strategiche vie consolari dell’impero romano, cruciale per i collegamenti est ovest all’interno della penisola italica – univa Genova con Aquileia, creando un ponte tra le regioni della Gallia e dell’odierna Spagna con l’impero dell’est e le vie commerciali dell’est. Paolo Rumiz la percorre a piedi nel tratto da Cremona ad Aquileia e la racconta in questo filmato. Seguirà la conversazione con Paolo Rumiz, giornalista, scrittore, viaggiatore condotta da Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia. Il Festival si chiude martedì 2 agosto 2022 con la proiezione del pluripremiato documentario “Langobardi – Alboino e Romans”. Un docufilm dedicato al mondo longobardo che, attraverso un equilibrio tra cinema e divulgazione storica ed archeologica, racconta la storia del re Alboino, dell’arrivo del popolo longobardo nella penisola italiana, e della nascita del villaggio di Romans, importante presidio militare friulano che ci ha restituito una delle più grandi necropoli longobarde d’Italia. Elena Commessatti modera la conversazione con Matteo Grudina, presidente dell’associazione Invicti Lupi.

Vetulonia. Per “Le notti dell’Archeologia” conversazione archeologica sui temi della mostra-evento “A tempo di DANZA. In armonia, grazia e BELLEZZA” al museo “Isidoro Falchi” con Pruneti, Giulierini, Giacco, Saviano, Passa e Spina. Anteprima del corto di Antonioni con Caterina Di Rienzo

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_notti-dell-archeologia_locandina“Le Notti dell’Archeologia” fa tappa a Vetulonia. Mercoledì 20 luglio 2022, alle 21, nell’ambito della rassegna promossa dalla Regione Toscana, piazza Vatluna sarà il palcoscenico di una speciale conversazione archeologica sui temi della mostra evento 2022 “A tempo di DANZA. In armonia, grazia e BELLEZZA” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia fino al 6 novembre 2022. La serata, condotta da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e di tourismA, avrà come ospiti d’eccellenza: Paolo Giulierini direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; le archeologhe del Mann Marialucia Giacco e Stefania Saviano; Antonio Passa, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Carrara; Luigi Spina, il più quotato fotografo contemporaneo di Antichità, autore dei quadri fotografici che nel percorso espositivo della mostra dialogano con le opere esposte. Alla conversazione archeologica seguirà la prima proiezione del cortometraggio videoarte realizzato dal film-maker Lorenzo Antonioni con l’artista Caterina Di Rienzo, danzatrice e coreografa. Il corto, ambientato e proiettato all’interno della Sala della Danza, diventerà esso stesso parte integrante del percorso della mostra. Evento gratuito. Possibilità di prenotare posti a sedere fino esaurimento. Info e prenotazioni: 0564 927241 (da martedì a domenica 10-14 e 15-19).

Napoli. Per lo “Scaffale del Mann” presentazione al museo Archeologico nazionale della rivista “Journal of Mosaic Research” (volume 14, 2021) con un articolo sullo splendido mosaico di Bacco conservato al Mann

napoli_mann_scaffale_journal-of-mosaic-research_locandinaNuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli con lo “Scaffale del Mann”. Appuntamento mercoledì 29 giugno 2022, alle 17, nella sala conferenze del Braccio Nuovo del Museo, per la presentazione del “Journal of Mosaic Research” (volume 14, 2021). Dopo il saluto introduttivo di Paolo Giulierini, direttore del Mann, interventi di Laura Caso (docente Miur, esperta in iconografia e iconologia), Federico Marazzi (professore di archeologia classica e medievale all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli) e Vittoria Minniti (bibliotecaria e archivista).

libro_Journal of Mosaic Research_Issue 14_copertina

Copertina del volume 14 della rivista “Journal of mosaic research”

Il JMR (Journal of Mosaic Research) è una rivista internazionale sui mosaici, pubblicata annualmente dal Centro di ricerca sul mosaico dell’università di Uludağ. Lo scopo di questa rivista è quello di fungere da forum per studi scientifici con analisi critica, interpretazione e sintesi sui mosaici e argomenti correlati. La sezione principale della rivista è riservata ai mosaici della Turchia e a quei mosaici che hanno relazioni con i mosaici della Turchia. Inoltre, la rivista accoglie anche ricerche sui mosaici, che portino nuovi contributi e comunque in generale che siano originali. Inoltre, insieme agli articoli sui mosaici, la rivista include anche presentazioni di libri e notizie sui mosaici. Nel volume 14, che viene presentato al Mann, c’è proprio un articolo su un mosaico conservato al museo di Napoli. Lo ha scritto Nava Sevìlla-Sadeh e si intitola “Eros dionisiaco o Dioniso erotico? Fonti e significati dell’ibridazione nel Mosaico di Bacco al Museo di Napoli”. Lo splendido mosaico esposto al museo Archeologico nazionale di Napoli presenta due enigmatiche immagini ibride: un felino composto da una tigre e un leone, e una figura che unisce le caratteristiche di Dioniso ed Eros. Questo studio cerca di decifrare l’ibridazione di questi due potenti dei del mondo romano, Dioniso ed Eros, come presentato nel mosaico del museo di Napoli. L’ipotesi principale è che due caratteristiche colleghino queste due divinità: la follia e l’illusione di fondersi con il Divino. L’ibridazione dei due dei sembrerebbe rafforzare il significato di entrambi e del loro ruolo di dei della trascendenza, come rivelato attraverso un esame delle fonti letterarie e filosofiche classiche.

Napoli. Per lo “Scaffale del Mann” presentazione al museo Archeologico nazionale del libro di Stefano De Caro “L’alba di Pompei. Nascita di una città”

napoli_scaffale-del-mann_libro-l-alba-di-pompei_stefano-de-caro_locandinaNuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli con “Lo scaffale del Mann”: mercoledì 15 giugno 2022, alle 17, in sala Conferenze presentazione del libro “L’alba di Pompei. Nascita di una città” di Stefano De Caro. Dopo i saluti del direttore Paolo Giulierini, intervengono con l’autore la giornalista Cinzia Dal Maso, il direttore di ricerca emerito del CNRS-Aix en Provence Claude Albore Livadie, e il docente di Etruscologia all’università di Salerno Luca Cerchiai.

libro_l-alba-di-pompei-nascita-di-una-città_copertina

Copertina del libro “L’alba di Pompei. Nascita di una città”

L’alba di Pompei. Tutti o quasi sanno della fine di Pompei, sepolta da un’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., e ogni giorno gli scavi archeologici aggiungono nuovi dettagli al quadro della città nei suoi ultimi giorni. Del suo inizio invece si sa poco o nulla, l’origine del sito archeologico più famoso al mondo è avvolta da una fitta nebbia, con molte ipotesi e poche certezze. Per rispondere a questi quesiti, Stefano De Caro costruisce la trama di un romanzo storico nelle radici della civiltà dell’Occidente, mescolando con misura dati archeologici a elementi di invenzione.